Lo
Slai Cobas per il sindacato di classe di Taranto ha parlato nei
giorni scorsi con alcuni operai della Stellantis di Melfi -
Riportiamo questa lunga discussione che da un quadro ampio della
situazione in fabbrica, ma anche di come è necessario cambiarla
*****
Slai
cobas - Volevamo
sapere come è proseguita la situazione a Melfi. Sta andando avanti
quel piano che ci dicevate del lavoro soli per tre giorni alla
settimana, martedì, mercoledì e giovedì?
Lavoratore
Stellantis -
Adesso per i lunedì hanno fatto il “senza lavoro” tutta la
giornata. Questi tre giorni sono anche diminuiti adesso, perché
questa settimana si è lavorato solo quattro turni, cioè due giorni
alla settimana. Quindi praticamente se non inseriscono la nuova
macchina, la DS7, è un problema.
Slai
cobas - Ma
che possibilità ci sono, c'è un’effettiva prospettiva di
aumentare il lavoro?
Lavoratore
Stellantis -
Il problema è che è rimasta solo una linea di produzione, quindi
per l'assemblaggio di quelle macchine che sono grandi e hanno bisogno
di molte operazioni, tecnicamente puoi fare massimo 600 vetture al
giorno. Se dovesse esserci un picco di produzione dovrebbero inserire
il turno di notte, però il problema è che alcuni reparti, come
lastratura, non ce la fanno. Infatti una squadra di lastratura, dove
assemblano le scocche, fa lavoro anche di notte per portarsi avanti
con l'assemblaggio delle scocche.
Il
problema poi è che hanno distrutto l'indotto, quindi molte
lavorazioni sono saltate, e quindi si va a rilento nell'assemblaggio.
Slai
cobas - Quegli
altri modelli che stavate facendo, C-SUV, Compass, sono
terminati?
Lavoratore
Stellantis -
La Compass è l'unica, adesso stiamo facendo la DS8, che è una
macchina che costa tantissimo, per cui se ne producono molto poche,
parliamo di 10-20 macchine al giorno, in più facciamo una produzione
per turno di Jeep Compass, la J4 si chiama. In teoria dovrebbero
inserire, dicono, da fine giugno-luglio, la DS7, il terzo modello.
Però il problema è che sono macchine che costano tanto, quindi non
hanno grossi volumi.
Slai
cobas - Cioè
non c'è mercato?
Lavoratore
Stellantis - Non
c'è mercato, ma anche se ci fosse il mercato, il problema è che
avendo una sola linea di produzione, e quella linea ha una produzione
di 350 vetture a turno, anche se aumentano i modelli, il numero di
macchine che si può fare è sempre quello. Non è che aumenta i
modelli e puoi fare 2.000 macchine, oppure 1.500, come facevamo con
la Renegade, perché avevamo due linee gemelle, quindi
automaticamente facevi 750 su una linea, su tre turni e 750
sull'altra. Adesso avendo solo una di linea, sempre quello è il
passo, cioè le operazioni, la tempistica è sempre quella.
Slai
cobas - C'è
un'unica linea perché? Per i problemi che si sono ridotti gli arrivi
di materiali dalle ditte dell’indotto?
Lavoratore
Stellantis - No,
perché un'altra linea l'hanno smontata e se la sono portata in
Francia. In pratica Melfi aveva due linee gemelle, si chiamavano
Melfi 1 e Melfi 2. Adesso è rimasta solo una linea di produzione, al
montaggio. L'unica soluzione è fare il turno di notte e potresti
portare, diciamo per assurdo, 900 vetture al giorno per come è
adesso impostata la linea di produzione. Questa è la realtà. Quindi,
anche se inseriscono nuovi modelli noi lavoratori siamo ancora
troppi, per loro siamo ancora troppi. Hanno saturato le postazioni,
quindi fanno “morire” la gente.
In
assemblea qualcuno ha chiesto come avevano calcolato i tempi di
produzione, cioè la tempistica delle operazioni che un operaio deve
fare sulla linea. Hanno risposto: i tempi sono stati presi in
Turchia. Quando in Turchia fanno la Tipo, una macchina molto snella,
con molti meno pezzi da assemblare rispetto a una che parte da
40.000 euro. Quindi una Tipo che costa 15-16.000 euro, immagina
quanti componenti ha, meno rispetto a una COMPAS. Ma i sindacalisti
hanno risposto a questo collega: ci hanno detto che i tempi sono
stati presi nello stabilimento in Turchia.
Slai
cobas - Quindi
i ritmi sono aumentati?
Lavoratore
Stellantis - I
ritmi sono aumentati nel senso che un dipendente, se prima doveva
fare un'operazione in 30 secondi, oggi la deve fare in 15, perché
gli hanno aumentato le operazioni. Prima c'era l'ergonomo, c'era
l'analisi fattoriale, cioè creavano i cartellini operativi. Si
andava, si calcolava il tempo che ci voleva per montare un pezzo. Non
esiste più, sono saltate tutte queste figure, quindi si lavora a
distruggere le persone.
Slai
cobas - Infatti
questo è il problema. Mediamente ora quant'è l'età degli
operai?
Lavoratore
Stellantis - Diciamo
dai 55 ai 60, tranne l'ultima fascia ridotta che è stata assunta nel
2015, e qui siamo intorno ai 35-40, però erano intorno alle 1.000
persone, molti si sono presi l’incentivo e se ne sono andati.
Diciamo che la fascia più corposa è dai 55-60, perché da quando è
aperto, dal 1992, lo stabilimento, sono 34 anni.
Purtroppo
non c'è nessun controllo, i sindacati confederali adesso hanno solo
il compito di girare i messaggi.
Noi
non abbiamo più un calendario di lavoro, per loro settimana prossima
è lavorativo, ma oggi hanno mandato un messaggio: per cause di
approvvigionamento materiale lo stabilimento rimane chiuso. Per
martedì non abbiamo più il calendario, per loro è sempre
lavorativo. In questo modo uno non può organizzarsi una vita
propria, personale. Fino a 10 anni fa avevamo il calendario annuale,
noi sapevamo quando potevamo avere i depositi, oggi non abbiamo
niente. E se qualcuno sulla linea si ribella, non che si ribella,
espone il disagio, gli dicono: se non ti sta bene, tu non vuoi
lavorare.
Slai
cobas - Ci
sono stati anche, tempo fa almeno, dei licenziamenti soprattutto di
giovani, che poi i sindacati li chiamavano “uscite
volontarie”.
Lavoratore
Stellantis -
I giovani si sono andati perché hanno visto che i tempi iniziavano
ad essere un pò pesanti, e il sindacato ha fatto l'accordo che chi
voleva andarsene prendeva 40.000 euro. Ora molti giovani, 25-30 anni,
a cui non piaceva stare in fabbrica, hanno preso i soldi e sono
andati via. Lo sbaglio dove è stato? Volevi dare l'incentivo?
L'incentivo lo dovevi dare sulla fascia di età dai 55-60. Hai fatto
scappare i più giovani e quelli più anziani sono tutti bloccati in
azienda.
Non
c'è una rotazione di persone, c'è gente che sta in cassintegrazione
da più di due anni. Da più di due anni. Non fanno scendere neanche
i giovani.
Slai
cobas – Quindi
è una cassintegrazione permanente, non a rotazione.
Lavoratore
Stellantis - No,
in teoria doveva essere a rotazione, ma adesso viene scelta tutta la
gente che vogliono loro, amici, compiacenti, parenti. C'è gente che
non lavora da due anni.
Slai
cobas - Noi
all'Ilva stiamo portando avanti un discorso, anche se purtroppo
ancora non si è concretizzato, di dare quanto meno un'integrazione
all'indennità di cassa integrazione. Ogni tanto qui anche qualche
sindacato, tipo la Fiom, la Uilm, l'ha fatto, però più come
denuncia sui giornali che un'effettiva richiesta ai tavoli. Lì a
Melfi c'è stato qualcosa su questo?
Lavoratore
Stellantis -
No, i sindacati non si fanno neanche vedere, ma i sindacati si sono
azzerati da sè, o meglio, hanno fatto un accordo con l'azienda. Non
danno fastidio, non danno problemi, e tutto scorre come vuole
l'azienda. L’azienda non ci da gli indumenti, le magliette, ci
mettiamo la roba nostra. Assurdo, sta iniziando a mancare
l'essenziale, la base di tutto.
Slai
cobas - A
livello di sicurezza com’è la situazione? Questo fatto per esempio
dei tempi sta incidendo sulla sicurezza?
Lavoratore
Stellantis - No,
non c'è controllo, non c'è niente. Facciamo un esempio
stupido, la vigilanza che prima girava nei reparti, magari vedeva un
operatore che portava più carrellini di materiale, e si andava a tre
carrellini, e lo fermava; oggi vanno a 5, 6, e non dicono niente,
perché è come un fortino, dove tutto è concesso. Tengono tutto
nascosto.
Perché
alla fine è un sistema, diciamo, non vogliamo dire occulto, ma tra
di loro si conoscono e si proteggono e fanno ciò che vogliono.
Slai
cobas - L'altra
volta ci diceste che in particolare in un'assemblea sindacale a
fronte del fatto che i sindacati non si vedevano in fabbrica, c'è
stata qualche contestazione da parte degli operai che stavano
all'assemblea.
Lavoratore
Stellantis - Sì,
è vero. Per esempio sta che un sindacalista ha un parente e allora
uno magari che ha problemi lo spostano e mettono il parente,
l'amico, al suo posto… si
vedono cose turche. Ma non da ora, è sempre stato così.
Prima,
quando c'era Barozzino della Fiom, era un leader che comunque
riusciva a parlare alla pancia degli operai e riusciva a coinvolgere.
Adesso i sindacati in
tutte le categorie si sono seduti, per avere favori ci hanno
svenduto. Questa è la realtà.
I
sindacati non esistono, vengono solo quando vengono convocati
all'azienda, mettono la firma e se ne vanno.
In
una fabbrica dell’indotto c'erano tanti iscritti ai sindacati
confederali. Ora è chiusa ma nessuno ha alzato un dito. C’è un
capannone di una ditta affianco che faceva la logistica, e ci portava
i pezzi in stabilimento, i sindacati dicevano: dobbiamo lottare
dobbiamo lottare, ad agosto hanno svuotato il capannone, sono
rientrati gli operai e non hanno trovato più niente, zero
L'obiettivo
di Stellantis è azzerare l'indotto, e ci sono riusciti, hanno
distrutto la filiera italiana in cambio dell'approvvigionamento
dall'est Europa, dalla Francia, tutto da lì arriva adesso, da noi
non arriva più niente a livello italiano, tutto straniero.
Slai
cobas – Infatti,
sono usciti anche in vari articoli di stampa, dichiarazioni del nuovo
amministratore Filosa che parlano di estendersi in Cina, in Brasile,
in Africa del Nord, di puntare su questi mercati
Lavoratore
Stellantis – Sì,
aprendo quei mercati hanno una mano d’opera bassa, costi di
produzione bassi. Alla fine metteranno solo lo marchio di Italia e ci
costerà 40.000 euro quando il costo di produzione sarà di
7.000/8.000 euro. Quindi praticamente il denaro va agli azionisti, ai
dipendenti niente.
A
noi hanno tolto il premio di produzione quest'anno. Va bene, lo
capiamo, c'è stata una crisi, però qui viene a mancare
l'essenziale. L'anno scorso ci hanno dato una maglietta e un
pantalone, ma una persona di estate può lavorare con una maglietta
per una settimana? Non abbiamo l'aria condizionata, ci hanno tolto
anche l'aria condizionata, ci hanno dato i ventilatori quelli che si
mettono nell'ufficio. In inverno non accendono i riscaldamenti, si
sono inventati di distribuire le felpe in pile e ti ho detto tutto,
la notte la gente lavorava con le felpe in pile e anche di giorno. Ma
è uno stabilimento grande, fa freddo.
Questo
per dire una delle tante. E non ti dico le pulizie, sono messe
veramente male. Non si capisce perché il sindacato non fa niente;
l'immondizia si vede, non è una cosa che puoi nascondere sotto un
tappeto, perché il sindacato non chiede? Si parlava prima della
sicurezza industriale, ci sono le buche per terra, i carrellisti
passano e il carrello d'ondola. Loro, i sindacalisti, gli occhi ce
l'hanno, se uno sta in stabilimento viene pagato per proteggere il
lavoratore, il collega. Non vede i buchi non vede l'immondizia? E’
che hanno gli occhi chiusi! Quindi è una situazione generale. Ecco
perché diciamo che l'operaio non potrà mai insorgere se non vede
chi dovrebbe tutelarli prendere posizione.
In
ogni battaglia c'è un “generale” che è il leader dell'esercito.
In rapporto all’azienda, c’è un manager che detta il passo di
come far fare la produzione, il sindacalista non diciamo che deve
mettere in croce ma almeno iniziare a dire che c'è un problema, lo
vogliamo risolvere? Non si risolve… Prima
azione: comunichiamolo all'azienda, seconda azione: ci fermiamo ora.
Slai
cobas - Questa
situazione è presente anche in altre fabbriche.
Lavoratore
Stellantis – Sì,
questo è voluto a livello generale in tutta Italia, in tutta Europa,
stiamo tornando indietro di 50 anni, ci stanno affamando, usando
anche l'importazione di manodopera estera, di immigrati. Come noi
siamo andati a fare gli immigrati in America, dove i nostri antenati
hanno lavorato a basso costo rispetto all’operaio americano, la
stessa cosa succede adesso. Nei trasporti per esempio sono tutti
stranieri, italiani pochi, perché li pagano di meno e non ci sono
controlli e fanno ciò che vogliono.
Slai
cobas - Perché
ormai si è assunta tutta la logica dei padroni, del governo, ecc.;
per cui o va bene ai padroni o i lavoratori non possono pretendere
niente. E questa diventa la normalità
Lavoratore
Stellantis - E’ diventata
la normalità come se tutto è dovuto, tutto deve andare così
Slai
cobas - Il
problema però è che è vero che ci vuole, come dite voi, un
“generale”, cioè ci vuole una direzione,
e questo è essenziale. Però, se non si lega a un aspetto di
ribellione dal basso, cioè in fabbrica da parte degli operai e delle
operaie - qui non stiamo ancora parlando delle operaie ma immagino
che la situazione è anche peggiore per le donne, nel senso, per
esempio, che il fatto di sapere un giorno prima quando devi andare a
lavorare per una operaia diventa maggiormente un problema di come
organizzarsi, ecc. - se non c'è questa ribellione, allora diventa un
pò difficile. In un certo senso ci vuole l'interno e
l'esterno.
Lavoratore
Stellantis - Perché
in Francia funziona è proprio un discorso culturale, il sindacato lì
funziona io ho visto dei video dove il sindacalista passa nelle
aziende Stellantis con il megafono, e tutti fuori! La gente lascia la
postazione perché l'operaio si sente tutelato anche dalla legge. Il
problema, e voi lo state vedendo con l’Ilva, quando vai a fare una
causa il sistema giudiziario italiano è molto macchinoso, quindi per
avere una sentenza ci vogliono tanti anni. C’è un problema di
burocrazia. Allora con la paura di affrontare queste cause si va
a spegnere quella piccola fiammella che uno vorrebbe far diventare
fuoco ma non riesce.
Slai
cobas - Però
noi non ci possiamo fermare a guardare la situazione, a farne la
fotografia.
Lavoratore
Stellantis - Sai
perché sono successi 21 giorni di sciopero a Melfi nel 2004? Perché
arrivava la notte mancavano i componenti l’azienda allora metteva
gli operai senza lavoro, fuori dall'azienda. La gente il primo giorno
doveva uscire dall'azienda di notte, il freddo e non c'erano i
pullman per tornare a casa. La prima volta, la seconda volta, la
terza volta è scoppiato lo sciopero. Quindi è successo qualcosa di
grave, perché chi abita magari molto lontano dallo stabilimento e
faceva l'entrata di notte, doveva aspettare almeno 2 ore a meno 3
gradi. Quindi sono scoppiati i 21 giorni. Adesso, purtroppo, con
questo clima di incertezza a livello globale, la gente che è
impegnata con i mutui, ci sono i figli che studiano, ecc., è un po'
frenata, perché comunque a quest'età non è semplice affrontare
queste difficoltà. A 20 anni fa eravamo giovani quindi anche un pò
più ribelli oggi siamo “zombi” che speriamo di arrivare alla
pensione, oppure che ci fanno qualche accompagnamento. Il nostro
traguardo non è più voler lavorare perché non siamo più sereni.
Slai
cobas - Si,
è chiaro. Noi all’Ilva parliamo di una “piattaforma operaia”,
stiamo anche facendo una raccolta firme, più che altro per
organizzarsi. Stiamo parlando di una “piattaforma operaia” che
chiaramente tocca sia le questioni di chi deve continuare a lavorare
per vari anni ancora, sia il problema della sicurezza - voi parlate
di controlli, noi da tanto tempo diciamo che serve una postazione
ispettiva fissa, permanente in fabbrica, perché l'Ilva è come due
volte Taranto, perché sono ripresi a morire gli operai, due operai
sono morti per stupidaggini se vogliamo, per una passerella che era
fradicia…- ; quindi, ci vuole una postazione ispettiva che
preventivamente ogni giorno si fa il giro si fa una mappa degli
interventi da attuare, e anche gli operai poi se c'è qualcosa che
non va non è che devono fare la lettera o andare il giorno in cui
possono fare la denuncia all'ispettorato, ma lo potrebbero denunciare
subito, perché gli ispettori sono lì, in fabbrica.
Lavoratore
Stellantis - E'
la stessa cosa per gli immigrati che raccolgono i pomodori. Tutti gli
anni in Basilicata dicono: stiamo preparando il centro di
accoglienza… Ma non sarà mai pronto, non lo vogliono, perché i
capitalisti, i grossisti che raccolgono tonnellate e tonnellate di
pomodoro non lo vogliono. Certo, basterebbe vedere quanti quintali
hai prodotto, mille quintali? Con quante persone li hai raccolti, con
dieci persone? E’ impossibile, non ci vuole tanto, perché la
matematica te lo spiega: raccogliere centomila tonnellate di pomodoro
con dieci operari è impossibile, quindi tu da qualche parte hai
usato manodopera a nero.
Gli
ispettori delle ASL quando vengono in fabbrica dicono che è tutto a
posto. Ma poi vediamo che sono andati a mangiare alla stessa mensa
dei dirigenti d’azienda...
Slai
cobas - E
qui non
è un problema di burocrazia...
Lavoratore
Stellantis – No,
è proprio
una connivenza. Allora, un po' di anni fa vennero a mettere degli
apparecchi per vedere le polvere sottili, questi microfoni erano
veramente sporchi, ma l'analisi è stata: tutto pulito, rispettati i
parametri. Come facciamo noi a pensare che ci sia una giustizia, ci
sia un controllo, quando quello che fa il controllo va a mangiare con
chi deve essere controllato? Allora come possiamo sentirci tutelati?
Mattarella dice: dobbiamo evitare le morti sul lavoro. Ma pensi che
il numero si abbasserà? No. Perché siamo solo numeri, punto.
E’un spot pubblicitario.
I
nostri precedenti a nonni hanno dato la vita per avere questi
diritti, noi li abbiamo distrutti, li disperdiamo tutti.
Slai
cobas - Il
problema però è che questa situazione degli operai non
può andare avanti ancora così. Voi avete
parlato di una
disdetta di massa dai sindacati confederali...
Lavoratore
Stellantis - Sarebbe
un colpo duro, un colpo alle segreterie nazionali. 15 anni fa abbiamo
visto Landini che sbavava di rabbia nella mensa contro Marchionne per
quei diritti, poi non abbiamo mai più visto Landini a Melfi e
perché? Si è buttato in politica. Cosa hai dimostrato? Che hai
parlato alla pancia dell'operaio solo per il tuo interesse. Come
quell'altro Sbarra della Cisl, che è diventato una stampella del
governo Meloni. Sono chi non vuole vedere le cose non le vede, perché
come fai ad appoggiare un governo che ci sta caricando di tassi,
carovita? Per loro va tutto bene, investono in armi e qui la gente
muore di fame, abbiamo gli stipendi del 10% più bassi a livello
europeo, e “tutto va bene, grandi progressi…”; senti la Rai,
manipolata, e dice che stiamo vivendo in un mondo fantastico...
Slai
cobas - Tornando
al discorso del che
fare. Questa della disdetta di
massa, chiaramente non può essere dall'esterno, dovrebbe essere
dall'interno, cominciamo a far circolare la voce, prepariamo un
modulo, però deve essere un’iniziativa interna perché
abbia senso. L’altra questione è organizzare una
riunione anche ristretta.
Lavoratore
Stellantis - Bisogna
puntare su alcuni della Fiom, perché loro sono presenti sul
territorio. Bisogna provare a stimolare loro in modo da far
coinvolgere su questo aspetto gli operai.
Slai
cobas – Alcuni
della Fiom che erano attivi, come i tre licenziati
che organizzavano
fermate, scioperi, poi via via, un po' forse per paura, un
pò perché
la direzione Fiom li ha allettati,
si sono spenti. Quindi onestamente noi non abbiamo molta
fiducia che loro possano riprendere il lavoro che
servirebbe.
Lavoratore
Stellantis -
Se loro che dovrebbero difendere hanno questi limiti, figuriamoci il
dipendente. Il sindacato che dovrebbe essere il primo se ne frega, è
un cane che si morde la coda. Noi speriamo che ci sia qualcosa, che
prima o poi qualcuno si ribelli, Ora che inizia a fare caldo, con le
temperature alte, con questi ritmi qualcuno cadrà a terra e là poi
ci sarà il casino.
Sta
avvenendo un’altra cosa. Hanno licenziato la Trasnova, Logitech,
quelli che spostavano le vetture, e adesso hanno preso degli operai e
gli hanno cambiato la mansione, hanno il contratto metalmeccanico
però fanno un lavoro terziario; questo avviene anche con gli
impiegati, l’azienda dice loro: vuoi lavorare? Allora, taglia
l'erba. Ma gli stessi delegati danno ragione all’azienda, tra
l'altro sono loro che hanno appoggiato questa cosa.
Altra
cosa, stranamente non sappiamo ancora quando dobbiamo andare in
ferie. Di solito a maggio già sapevamo quando erano le chiusure
estive, ad oggi non sappiamo quando ci saranno le ferie. Così uno se
vuole prenotare, organizzarsi, risparmiare sui costi, non sa che
pesci prendere.
Slai
cobas - Come
è stato nei “21 giorni”, in cui la
‘goccia ha fatto traboccare il vaso’. Ora ci vorrebbe
questa goccia, ci sono le condizioni.
Lavoratore
Stellantis – Magari.