martedì 16 giugno 2026

INFORTUNIO TENARIS NOCIVO ASASASSINO E' IL CAPITALE NON LA FABBRICA

 Il sistema dello sfruttamento in fabbrica ha colpito ancora, ha colpito un operaio VM di 55 anni, manutentore della ditta esterna Delfapi srl, è in coma farmacologico per la gravità delle lesioni subite mentre stava lavorando nel reparto acciaieria di Tenaris Dalmine, accanto all’altoforno.

L’area è stata sequestrata per gli accertamenti, il reparto è stato chiuso fino a lunedì, fermo poi prorogato alla giornata di martedì per lo svolgimento di perizie tecniche legali.

Nonostante i giorni trascorsi e l’esistenza di filmati registrati dalle telecamere che inquadrano il forno dove è avvenuto l’infortunio, le versioni riportate da stampa e nei diversi comunicati restano differenti e tra gli stessi operai non ci sono notizie certe.

Ma al centro invece troviamo sempre l’azienda di manutenzione, inevitabilmente perché di questa è dipendente l’operaio colpito e l’unico indagato fin’ora ne è il legale rappresentate.

Discorsi che finiscono per creare un capro espiatorio, tracciare una linea rossa da non superare, una distinzione con Tenaris, intesa come la fabbrica dove le condizioni di sicurezza vengono rispettate, i corsi vengono fatti, mentre si sa ‘come lavorano nelle ditte esterne, sempre di fretta, dodici tredici ore…’

Posizione sbagliata e pericolosa, che trova spazio anche tra gli operai alle portinerie, che porta ad oscurare

come l’intero sistema di produzione capitalista sia fondato sullo sfruttamento,

come l’organizzazione del lavoro stessa di Tenaris sia subordinata ad un controllo soffocante dei capi, ed a pesanti accordi per la produttività, più tubi, sempre più veloci, con meno operai e con i precari in aumento, al salto dei riposi...

come le stesse ditte esterne siano il risultato della politica aziendale di riduzione ad esempio della manutenzione interna, per frazionarla in tanti piccoli appalti che restano slegati dalla forza collettiva degli operai di fabbrica, peggiorandone le condizioni di lavoro.

Che a queste condizioni, che mettono a rischio tutti i giorni la nostra salute e la sicurezza non possiamo fare fronte senza la ribellione operaia.

SLAI COBAS per il sindacato di classe

 

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