venerdì 11 settembre 2015

11 settembre - Il Jobs Act sancisce l'impunità per i padroni in materia di Sicurezza sul lavoro



Jobs Act e sicurezza
La semplificazione di Renzi? La resa in materia di salute e sicurezza sul lavoro


I decreti attuativi riguardano anche le normative in materia di sicurezza che vengono alleggerite a uso e beneficio dei soli datori di lavoro. Alcuni siti e newsletter specializzate (Know your rights, Punto sicuro…) hanno già analizzato meglio di noi gli interventi del legislatore che all’indomani della approvazione , nel 2008, del testo unico, sono stati finalizzati ad attenuare le responsabilità padronali (indistintamente del padrone pubblico o privato) in materia di sicurezza, quindi ci limiteremo all’essenziale. Ma prima vorremmo ricordare che ancora una volta gli accordi sindacali hanno preceduto la mattanza del jobs act, per esempio autorizzando- in deroga allo statuto dei lavoratori- l’uso dei gps a bordo di mezzi aziendali o anche nei dispositivi cerca persone.
Quando gli Rls si limitano a far parte della filiera della sicurezza senza distinguere un ruolo conflittuale da quello delle figure espressione dei datori di lavoro puo’ succedere di tutto e di piu’, incluso sottoscrivere accordi che non tutelano la nostra salute e sicurezza rendendola una variabile dipendente dai profitti
Parlavamo all’inizio della revisione delle sanzioni in materia di lavoro e legislazione sociale.

– “Fino ad oggi esisteva una sorta di maxisanzione per il lavoro ‘nero’, oggi non esiste più e al suo posto arrivano sanzioni ” a fasce” . La regolarizzazione è vincolata al mantenimento al lavoro del personale ‘in nero’ per un determinato periodo di tempo; -viene modificato il provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale, da una parte si vuole eliminare la condotta illecita ma scatta una sorta di premialità per i datori che si vogliano mettere in regola. In altre parole una vera e propria ancora di salvataggio ai padroni – sono alleggerite le sanzioni in materia di consegna del prospetto paga” e in caso di mancata registrazione sul libro unico del lavoro – si cancella l’art 4 dello statuto dei lavoratori in materia di videosorveglianza dei dipendenti dando ai padroni un’arma da utilizzare nei provvedimenti disciplinari che saranno lo strumento con cui licenziare la forza lavoro scomoda e piu’ riluttante a subire l’organizzazione del lavoro capitalistica. Con la prossima revisione Costituzionale e modificando i poteri e le competenze di stato e Regioni anche il ruolo delle asl in materia di salute e sicurezza verrà presto rimesso in discussione la istituzione dell’ispettorato nazionale del lavoro rischia di essere uno strumento inefficace e burocratizzato che lede l’autonomia dei singoli ispettorati e il loro intervento in sede locale. Il Governo Renzi quando parla di semplificazione intende non porre fine agli orpelli burocratici ma favorire i padroni offrendo loro scappatoie di vario genere qualora operino senza rispetto della salute e sicurezza. Semplificazione non si traduce in interventi rapidi a tutela di salute e sicurezza ma nell’esatto contrario come dimostrato dai primi decreti attuativi del jobs act che hanno previsto il demansionamento dei lavoratori


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