martedì 13 novembre 2018

13 novembre - Una mezza vittoria per le operaie di Montello, che impone di continuare la campagna di solidarietà, ad oggi arrivata a 2236 firme!

Paradosso Montello: il Tribunale, pur rigettando il 700, dà pienamente ragione alle operaie!
Il Tribunale di Bergamo – sezione lavoro – il 9 novembre si è espresso contro il ricorso d'urgenza, art. 700, fatto dalle 17 operaie della Montello con lo Slai Cobas per il sindacato di classe.
Ma – incongruenze della Magistratura – in tutta la prima parte della sentenza il giudice del Lavoro dà invece totale ragione alle lavoratrici, confermando in pieno la legittimità da parte loro di essere assunte dalla Coop. Selection.
Pertanto, il ricorso art. 700 viene rigettato unicamente possiamo dire per un vizio formale: le lavoratrici – secondo il giudice - non avrebbero prodotto documentazione sufficiente atta a dimostrare che sono dal 1 ottobre disoccupate, che non hanno altri redditi, ecc.; addirittura ci troviamo di fronte ad un paradosso, se il ricorso fosse stato presentato a novembre (dopo la dimostrazione del mancato pagamento dello stipendio mensile di ottobre da parte della precedente coop Eko-Var), poteva essere accolto, presentato prima, non viene accolto perchè teoricamente la Eko-Var potrebbe continuare a pagarle anche se non stanno più lavorando per questa cooperativa. Un assurdo pratico, facilmente dimostrabile! D'altra parte il 700 viene presentato proprio in tempi urgenti!

13 novembre - Taranto: ULTIM’ORA - DUE OPERAI PRECIPITANO DA UNA GRU AI TAMBURI

Si stacca il cestello della gru, precipitano due operai
(dal Quotidiano) - Sono precipitati da un'altezza di dieci metri, dopo che ha ceduto la gru sulla quale stavano lavorando. Dramma questa mattina, intorno alle otto, al quartiere Tamburi durante i lavori di ristrutturazione di una palazzina. Stando alle prime notizie, i due lavoratori stavano operando su una gru quando improvvisamente si sarebbe staccato il cestello della macchina. I due uomini sono precipitati dal terzo piano e sono piombati sul selciato. Subito è scattato l'allarme e sul posto sono arrivate le ambulanze del 118 e le auto della Polizia. Le condizioni delle vittime sono gravissime.

12 novembre - Mamma licenziata da Ikea, il giudice: "Fatti disciplinarmente rilevanti". Ennesima sentenza contro le lavoratrici. Massima Solidarietà, Marica deve rientrare

La donna non rispettava turni e orari di lavoro per accompagnare alla terapia il figlio disabile di R.M. 
 Corsico (Milano), 12 novembre 2018 - Il giudice del lavoro di Milano ha confermato il licenziamento di Marica Ricutti, la mamma 39enne single licenziata da Ikea, che riteneva il provvedimento "discriminatorio" da parte dell'azienda. Per il tribunale "i fatti disciplinarmente rilevanti contestati dalla datrice di lavoro sono pienamente confermati". Il giudice si rifà integralmente all'ordinanza con cui un altro suo collega aveva respinto la richiesta di reintegro scrivendo che i suoi comportamenti erano stati "di gravità tali da ledere il rapporto fiduciario tra datore di lavoro e lavoratore". La vicenda era esplosa a novembre 2017, quando la lavoratrice era stata licenziata perché non rispettava i turni per accompagnare il bambino disabile alle terapie. La donna aveva fatto ricorso contro il provvedimento dell’azienda che l’aveva lasciata a casa dopo averle contestato ritardi sul lavoro e cambi turno non autorizzati. 

12 novembre - dal blog tarantocontro APPELLO: Lavoratrici Teleperformance - Portare a Roma il 24 la battaglia - unirsi alle altre lavoratrici licenziate da 'Decreto dignità'

Come a Taranto, in tante città le lavoratrici precarie, invece di essere assunte definitivamente si sono trovate licenziate.
Il Decreto dignità non è una difesa dei lavoratori, ma uno strumento per le aziende per cessare decine, centinaia di posti di lavoro e assumere al posto di chi va mandato via altri lavoratori, lavoratrici, per continuare in questa catena di infinita di precarietà, che per le aziende vuol dire meno costi, meno tutele ai lavoratori, ma stesso o più lavoro degli altri.
COSI' STA FACENDO TELEPERFORMANCE.
Un governo che volesse togliere gli abusi e le irregolarità dovrebbe imporre alle aziende le assunzioni dei lavoratori a contratti a termine. Ma così non ha fatto questo governo Di Maio/Salvini.
Ma non bisogna rassegnarsi!
Tante lavoratrici stanno come voi di Teleperformance.
Se ci uniamo, costruiamo una rete tra le varie realtà, possiamo essere forti e impedire questo scandalo sulla nostra pelle.
Per questo vi invitiamo a venire a ROMA IL 24 NOVEMBRE ALLA MANIFESTAZIONE NAZIONALE DELLE DONNE (non una di meno), per portare a livello nazionale la vostra vertenza, per unirvi ad altre lavoratrici.
Per info per la partenza da Taranto (che sarà il 24 alle ore 6) - 3339199075 - 3451616390 - mfpr.naz@gmail.com o slaicobasta@gmail.com
LAVORATRICI SLAI COBAS


domenica 11 novembre 2018

11 novembre - Oggi evento FB per le Operaie della Montello

Operaie di Montello - EVENTO OGGI 11 novembre
MAIL BOMBING, mandiamo tutte e tutti una mail l'11 novembre a:
Di seguito la lettera di accompagnamento che proponiamo di inviare:
Alla SELECTION SOC. COOP. ARL
epc
Alla Ditta MONTELLO SPA
Io/noi sottoscritt*
venuti a conoscenza che 17 operaie operanti presso lo stabilimento Montello di Bergamo, già dipendenti della coop. EkoVar, non sono state tuttora assunte da codesta nuova cooperativa Selection arl, nonostante l'accordo per il cambio d'appalto preveda il passaggio di tutte le operaie della precedente cooperativa,
ritenendo che questa mancata assunzione leda un diritto legittimo delle lavoratrici e come tale è un segnale discriminatorio ingiusto per tutte le lavoratrici, considerando che tale mancata assunzione comporterebbe una grave condizione di vita per le 17 operaie e le loro famiglie
CHIEDIAMO che codesta Cooperativa riveda la sua attuale posizione e faccia rientrare subito al lavoro le 17 operaie.
Chiediamo alla Ditta Montello di farsi parte attiva propositiva per l'immediata assunzione delle lavoratrici.
11 novembre 2018

11 novembre - Milano 10 novembre: nel giorno di mobilitazione contro il decreto Pillon portata la Solidarietà alle Operaie della Montello

Ieri, nell’ambito della mobilitazione nazionale contro il DdL Pillon, le compagne del movimento femminista proletario rivoluzionario di Milano hanno portato in piazza la solidarietà e il sostegno alla lotta delle operaie della Montello.
 In tante/i si sono fermati e hanno voluto conoscere i dettagli della lotta e la situazione attuale. Molto fotografato lo striscione. In tante/tanti hanno inviato le foto ai loro contatti e hanno chiesto come poter contribuire alla battaglia: sono state date alcune indicazioni sia per poter seguire gli sviluppi ed eventualmente partecipare ad iniziative future che per mandare solidarietà.


11 novembre - info: dal blog tarantocontro SLAI COBAS SC TARANTO SULL'INCONTRO AL MISE SUI LAVORATORI IN CIGS ILVA

Lo Slai Cobas per il sindacato di classe Taranto, a fronte dell'incontro tra OO.SS e Mittal, tenutosi a Roma il 9 novembre presso il Mise (vedi stralcio di giornale, sotto), rileva che:

risultano pienamente confermate le denunce e le proteste dei lavoratori in merito ai criteri di selezione adottati da ArcelorMittal nella divisione tra assunti in AM e posti in cassintegrazione in Ilva AS; ma risulta altrettanto evidente che i sindacati hanno firmato un accordo che non solo permetteva l'azione unilaterale di AM ma che non hanno discusso in via preventiva nè criteri nè le lavorazioni necessarie in tutti i reparti. Non solo, i sindacati firmatari, pur sapendolo, non hanno posto alcuni limiti preventivi a straordinari e terziarizzazione che invece fanno parte organicamente sia della fase attuale di dimezzamento selvaggio in molti reparti, sia del piano industriale dell'ArcelorMittal.

Le gravi incongruenze nella selezione gettano un ombra generale sull'accordo ed è profondamente sbagliato che le organizzazioni sindacali firmatarie (fim, fiom, uilm, ugl, usb) invece si siano sbracciate nell'incontro romano e nelle dichiarazioni stampa sulla positività dell'accordo del 6 settembre. Lì dove, invece, un sindacato serio, quando firma un accordo deve pretendere garanzie per conto dei lavoratori e deve porre il ritiro delle firma e la ridiscussione dell'accordo quando esso dà vita a pensanti incongruenze e danni materiali e morali dei lavoratori.
Ora Mittal e i sindacati pensano di ridurre tutto a questioni  individuali e di procedura: non è stato completato ancora il numero delle assunzioni previste, ne mancherebbero una settantina; vi sono ancora numerose posizioni dubbie in relazione all'accettazione dell'incentivo ad uscire o anche su richieste volontarie di messa in cig; e parlano, chi di 150, chi di un 300 possibilità di rientro.