mercoledì 6 maggio 2026

6 maggio - info Stellantis: IL MITO DEL LAVORO E LA REALTÀ DI UN LAVORO DA SCHIAVI.

 da 


Da Basilicata24.it del 4 maggio, Eugenio Bonanata

Stellantis, Melfi: “A maggio solo 3 giorni a settimana”

La voce ufficiosa e la “gioia” operaia: “Qui si festeggia quando l’indomani non si lavora. Tempi da robot, fatica da cani”

Con chiunque parlerai oggi, ti dirà che domani non ha proprio voglia di tornare a lavorare”. Lungo ponte per i lavoratori Stellantis di Melfi che solo domani, 5 maggio, rientrano sulla linea. Era da giovedì scorso che non si lavorava.
“Quando l’ultimo giorno è giunto il messaggio collettivo che non saremmo scesi né venerdì scorso né oggi, c’erano urla di gioia neanche avesse segnato la squadra del cuore”, assicura un addetto al Montaggio. “È normale che sia così – aggiunge – per noi che montiamo i particolari è davvero dura, i tempi sono calcolati come se fossimo dei robot, non essere umani che possono anche sbagliare una singola operazione”. Ma poiché ormai l’equiparazione al ‘robot’ è cosa reale, “non ci resta neanche uno spazio oltre il minuto e i quaranta secondi previsti”. Tempi “folli” che spingono a stare sempre all’erta. “Solo chi opera su quella linea può capire, gli altri reparti saranno anche impegnativi, ma mai come il Montaggio”. Solo il pensiero di ritornare, domani, prende male. “È sempre così, è difficile riprendere quel ritmo, e anche quando lo riprendi non vedi l’ora che la produzione si fermi per almeno un giorno, devi recuperare”. Sembra quasi un meccanismo fatto apposta. Far lavorare tanto ma in modo discontinuo, quasi a voler scoraggiare qualcuno e invogliarlo a prendere l’incentivo e andar via. “Sì, è una battaglia sui nervi, lo stress è quotidiano, e non tutti hanno la forza per reggerlo”. Nel frattempo, seppur in modo informale, trapela che a maggio “si lavorerà solo 3 giorni a settimana”. Un po’ come nei mesi scorsi, ma almeno adesso il nervo è uscito allo scoperto. “Meglio così – replica l’operaio – ci riposiamo di più e stiamo meglio mentalmente, anche se lavorare porta ad un reddito più dignitoso, e dovremmo essere tutti invogliati a farlo”. Non a queste condizioni, però, pare di capire. Il bicchiere è mezzo pieno solo se si guarda a chi all’Indotto, ad esempio, spesso sotto agenzie, non spunta neanche una chiamata al mese. “Parlo con colleghi che all’Indotto campano solo con la Cassa Integrazione, cosa darebbero per lavorare pure loro almeno qualche giorno…”. Già, che paradosso. Chi lo ha ne vorrebbe meno, e chi non ce l’ha, farebbe salti di gioia per fare “qualcuna giornata” di lavoro e racimolare qualche euro in più.


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