Non lasciamo passare questo attacco: la risposta deve essere collettiva e immediata
Apprendiamo
dall’articolo del “Notiziario” giornale locale del giorno
20/6/2026 il comunicato RSU (Fim–Fiom–Uilm) dell’Electrolux di
Solaro. Ecco il contenuto essenziale del comunicato:
"Le
RSU denunciano “l’incoerenza dell’azienda”, che da un lato
annuncia 1719 licenziamenti (di cui 106 a Solaro + 111 contratti a
termine non rinnovati) e dall’altro revoca il parttime a circa 50
lavoratrici.
Definiscono la scelta un “ennesimo schiaffo
violento alle lavoratrici e ai lavoratori”.Parlano apertamente di
“colpo basso”.Sottolineano che la revoca arriva proprio mentre
l’azienda chiude 3 giorni per calo di domanda (22, 25, 26
giugno).La nota sindacale parla di “comportamento di una gravità
inaudita, privo di qualsiasi etica industriale e responsabilità
sociale”.
Ricordano che solo 4 giorni prima, al Ministero del
Lavoro, era stata concordata una tregua di 50 giorni sul piano
esuberi.
Concludono annunciando che i sindacati sono pronti alla
mobilitazione in fabbrica".
In sintesi: cosa dice il
comunicato?
Electrolux ha violato la tregua, colpendo soprattutto
lavoratrici con esigenze familiari, e lo ha fatto in un momento in
cui la produzione è in calo. Per le RSU è un atto grave, incoerente
e provocatorio.
Siamo alle solite: le più colpite sono le donne. Certo siamo d' accordo con le affermazioni delle RSU, ma noi dell' MFPR lo vogliamo sottolineare ancora ed ancora perché non è un caso.
La revoca
del part time non è una misura tecnica: è un atto politico dentro i
rapporti di forza in fabbrica, e colpisce esattamente il segmento più
vulnerabile e più ricattabile:
donne con carichi di cura, spesso
madri sole, spesso già spremute da anni di turni impossibili.
È
sempre lì che si scarica la violenza aziendale:
sul punto in cui
il lavoro produttivo incontra il lavoro di cura.
Vogliamo dirlo
che ci sembra un dispetto, una scelta fatta con una tempistica da
chirurgo:
- arriva 4 giorni dopo la tregua al Ministero,
-
arriva mentre la fabbrica chiude 3 giorni per calo produttivo,
-
arriva senza preavviso, come un colpo alle spalle,
- arriva
proprio sul part time, cioè sul terreno dove le lavoratrici hanno
meno margine di difesa.
È una prova di forza, un messaggio
chiaro: “decidiamo noi, quando vogliamo, come vogliamo”.
E lo
fanno colpendo chi non può permettersi di dire no.
E chi paga il
prezzo? Sempre le donne che: devono incastrare figli, anziani,
disabili, devono fare i conti con i turni, con il sonno perché
devono reggere due lavori: quello pagato e quello non pagato.
La
revoca del part time significa più ore in fabbrica e meno tempo per
la cura, quindi più stress, più rischio di perdere pezzi della
propria vita, più ricatto.
È la solita equazione: quando c’è
da tagliare, si taglia sulle donne.
La tregua è stata violata
colpendo il punto più fragile della forza lavoro: le donne.
Non
per necessità produttiva, ma per mostrare chi comanda.
Considerazioni delle compagne mfpr di Milano mfpr.mi1@gmail.com
Lavoratrici Sali Cobas per il sindacato di classe cobasint@tiscali.it
Alle
RSU Fim–Fiom–Uilm
c/o Electrolux Italia S.p.A. –
Stabilimento di Solaro
Corso Europa 63
20033 Solaro (MI)
Per
conoscenza:
Alla Sindaca di Solaro – Nilde Moretti
Comune di
Solaro
Piazza della Repubblica 7
20033 Solaro (MI)
Alle
RSU Fim–Fiom–Uilm dello stabilimento Electrolux di
Solaro,
abbiamo letto con indignazione la notizia della revoca del
part time a una cinquantina di lavoratrici, proprio nei giorni in cui
si era raggiunta una tregua al Ministero.
Una decisione
improvvisa, punitiva, che colpisce nel punto più fragile della forza
lavoro:
le donne.
Non è una misura tecnica.
È una prova di
forza.
È un messaggio chiaro: “decidiamo noi, quando vogliamo,
come vogliamo”.
E lo si fa sulla pelle di chi tiene insieme
lavoro, cura, famiglia, salute, vita. La revoca del part time non
risponde a nessuna logica produttiva, in quanto la fabbrica sarà
chiusa tre giorni per calo di domanda.
Risponde invece a una
logica di ricatto, di intimidazione e di controllo.
A rimetterci
sono le lavoratrici, che si troveranno schiacciate tra turni più
lunghi e carichi di cura che non spariscono.
Ancora una volta,
quando c’è da colpire, si colpiscono le donne.
Quando c’è da
“dare un segnale”, lo si dà sul loro corpo, sul loro tempo,
sulla loro vita.
Per questo vogliamo dirvi che non siete sole.
La
vostra battaglia è anche la nostra.
La difesa del part time non è
un privilegio: è una questione di dignità, di salute, di giustizia
sociale.
È una battaglia che riguarda tutte e tutti.
Siamo al
vostro fianco nelle mobilitazioni che deciderete, nelle iniziative
che costruirete, nelle forme di lotta che riterrete
necessarie.
Perché quando si colpiscono le donne, si colpisce
l’intera comunità.
Con solidarietà e determinazione, perché è
ora di mettere in pratica il motto: se toccano una toccano
tutte.
Intanto noi cercheremo di dare risalto alla notizia il più
possibile anche attraverso il nostro
blog: https://femminismorivoluzionario.blogspot.com
e:
https://cobasperilsindacatodiclasse.blogspot.com/2026/06/21-giugno-aggiornamento-electrolux.html
MFPR
MILANO
indirizzo email: mfpr.mi1@gmail.com
Lavoratrici Slai Cobas per il sindacato di classe






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