martedì 10 settembre 2013

11 settembrecontro la guerra in siria a taranto


11 settembre manifestazione
Invece che lavoro e salute imperialismo, stato e padroni ci danno spese
militari e guerra

Navi da guerra partite da Taranto per il Libano, per partecipare alla guerra
di aggressione contro la Siria
ancora una volta Taranto, come tutta la Puglia è considerata Base di guerra
La Nato, lo stato imperialista italiano, la Marina occupano la città, se ne
appropriano, la militarizzano, distruggono spiagge e mare come l'Ilva di
padron Riva, peggio dell'Ilva di padron Riva
Il circolo di proletari comunisti a scendere in piazza
mercoledì 11 settembre ore 18 - lungomare , di fronte all'ammiragliato

info pcro.red@gmail.com
347-1102638


347-1102638 MOZIONE DEI LAVORATORI CONTRO LA GUERRA.
contro la guerra in Siria
contro la dittatura militare in Egitto
I lavoratori dello slai cobas per il sindacato di classe sono contrari alla
guerra che si prepara da parte USA e altri paesi contro la Siria, perché è
una guerra ingiusta, dato che serve alle potenze imperialiste, Usa in
primis, per mantenere le proprie mani sul medio oriente e continuare a
spartirsi il controllo delle risorse naturali di quei paesi come il
petrolio.

Non sono le bombe dell'imperialismo che possono portare avanzamenti e
progresso per i popoli,
basta vedere cosa è successo in Irak, in Afganistan, in Libia.
Ancora una volta in Siria come in tutto il mondo arabo sono solo la classe
operaia e il popolo che possono cambiare e abbattere governi e regimi
dittatoriali nei loro paesi, trovando l'unità di classe nella lotta,
superando le divisioni religiose ed etniche.

Noi salutiamo e valutiamo importanti gli scioperi degli operai in Egitto che
devono andare oltre la difesa delle condizioni di lavoro e devono schierarsi
apertamente contro la dittatura militare neo-Mubarak, e contro la guerra
imperialista alla Siria.

Anche in Italia è iniziata una campagna di manipolazione dell'informazione,
a partire dal fatto che il min. Bonino ha detto che "senza l'Onu l'Italia
non partecipa" alla guerra, dimenticando di dire che nel nostro paese sono
presenti numerose basi USA che rispondono direttamente al governo
statunitense e non al parlamento italiano.
Sempre durante le crisi cicliche del capitalismo i padroni usano la guerra
per spartirsi nuovi mercati e continuare a fare profitti sulla pelle dei
lavoratori e del popolo.
Questa ennesima guerra contro la Siria è quindi una guerra imperialista e
reazionaria della borghesia e dei padroni di tutto il mondo, mentre la crisi
taglieggia i salari e lavoro, crea fame, miseria, distruzione.
Gli operai sono con le masse povere in Siria, in Egitto e nel mondo ovunque
combattono e lottano contro l'oppressione e lo sfruttamento imperialista per
un mondo senza guerre e padroni.

Noi lavoratori non staremo a guardare, non vogliamo pagare le loro guerre,
né vogliamo ch diventare carne da cannone e siamo pronti alla mobilitazione
necessaria contro la guerra in caso di attacco contro la Siria.

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PRECARI COOP SOCIALI ... L'ENNESIMA VERGOGNA DELLA REGIONE SICILIANA E DELLE ISTITUZIONI!


Soluzione lontana per gli assistenti di studenti disabili

I lavoratori, ieri, sono tornati a protestare presso l'assessorato regionale delle Autonomie Locali, per avere garanzie sul loro futuro occupazionale. Utilizzare le risorse dell'avanzo di gestione della Provincia oppure lo spazio economico ceduto con il "Patto di stabilità orizzontale" sono le due alternative poste ai lavoratori dall'assessore Patrizia Valenti, per fare ripartire il servizio dei 177 precari.
Secondo la segreteria generale dell'Economato, però, sarebbe impossibile usare l'avanzo di gestione della Provincia, a causa del vincolo del Patto di stabilità.
La seconda alternativa presentata dall'assessore Valenti, per lo Sali Cobas, il sindacato di classe, è più difficile da realizzare perché tutte le Province in questo momento si trovano in difficoltà.
Intanto, oggi l'assessore regionale al Bilancio, Luca Bianchi, incontrerà l'assessore Valenti e il commissario straordinario della Provincia, Domenico Tucci, per capire come potere utilizzare l'avanzo di gestione, con una deroga, per esempio, al Patto di stabilità.
"La Regione – ha detto Agostino Comella dello Slai Cobas – deve fare partire il servizio lunedì prossimo. In caso contrario, si creerebbe un enorme danno per i ragazzi disabili e una evidente discriminazione rispetto alle scuole di primo grado, gestite dal Comune, che cominceranno regolarmente a prestare servizio dal 16 in poi".

Quotidiano La Sicilia

10/09/13

----Messaggio originale---
Da: cobas_slai_palermo@libero.it
Data: 09/09/2013 19.30
A:
Ogg: PRECARI COOP SOCIALI ... L'ENNESIMA VERGOGNA DELLA REGIONE SICILIANA E DELLE ISTITUZIONI!
studenti disabili abbandonati e altri lavoratori buttati in mezzo ad una strada
Palermo, 09/09/2013

E' scoppiata ancora una volta la rabbia e la protesta dei precari Coop Sociali organizzati nello Slai Cobas per il s.c., assistenti igienico-personale agli studenti disabili nelle scuole superiori di Palermo e provincia, all'Assessorato alle autonomie locali  contro la non

lunedì 9 settembre 2013

adn kronos su ilva oggi


Roma - (Adnkronos) - "Oggi appoggiamo lo sciopero proclamato dalla Usb per
il licenziamento di un proprio iscritto preso di mira dai propri capi perché
impegnato sui temi della sicurezza'' dice a Labitalia Ernesto Palatrasio,
dello Slai Cobas per il sindacato di classe  di Taranto

E' in atto da questa mattina lo sciopero contro il 'sistema Ilva' che
ammazza, inquina e licenzia i delegati sindacali che si oppongono e lottano
per riconquistare dignita', diritti e lavoro sano e sicuro. Gia' all'alba
decine di lavoratori hanno bloccato le vie di accesso allo Stabilimento per
poi trasferirsi presso gli uffici della Direzione, chiusa e blindata sino
all'inverosimile (quasi si aspettassero un attacco 'missilistico')''. Lo
rende noto Usb in un comunicato.

In questi minuti un gruppo di delegati Usb e di Lavoratori sono saliti

M5S: un'offerta di soluzione per la borghesia


approfondimenti sul movimento 5 stelle : 


Casaleggio a Cernobbio spiega il M5S
Cernobbio (Como) - Il fondatore del MoVimento 5 Stelle, Gianroberto Casaleggio, è a Cernobbio, per il forum Ambrosetti dove parlerà sui nuovi media e sulla politica del futuro. «Sono qui per esporre le idee del movimento e per spiegare le evoluzioni delle reti e della politica», ha dichiarato ai cronisti.
Poi però ha chiesto che in sala dove avrebbe parlato,nessuno facesse fotografie. Normalmente, anche se le sessioni sono a porte chiuse, fotografi e telecamere possono fare un breve “giro di tavolo”. La decisione ha suscitato, ovviamente, le proteste dei fotografi e degli operatori presenti e anche un contrordine: l’accesso alla sala viene aperto, per un giro di tavolo.
Il “guru” del MoVimento 5 Stelle, apre i lavori dell’ultima giornata del forum Ambrosetti. E in sala ad ascoltarlo c’è il presidente del Consiglio, Enrico Letta, ma anche l’ex premier Mario Monti.Gianroberto Casaleggio spiega che «Internet non è solo un altro mediaè un processo di trasformazione» e aggiunge che siamo a un «tipping point», dunque un punto critico, di non ritorno. Negli Stati Uniti il tempo medio passato su Internet ha superato quello trascorso davanti alla tv. Secondo Casaleggio, «giornali e tv - riportano tweet di persone presenti - sono lo strumento del potere, ma per fortuna declinano davanti al web».
«Un discorso tecnico che credo possa essere stato educativo per altri politici in sala». Così Tommaso Enrico Cucchiani, l’ad di Intesa Sanpaolo, ha commentato l’intervento di Gianroberto Casaleggio.
«Molti politici - ha aggiunto - non sono così esperti e non capiscono così bene le potenzialità di internet. Lui sì ed è stata una specie di consulenza. Credo che sia stato apprezzato dai suoi competitori». Cucchiani non si è trattenuto dall’aggiungere di invidiargli «molto i suoi capelli».  secoloIX

Ecco il piano della Fiat per Mirafiori

dal blog proletaricomunisti

Con questo titolo il sole 24 ore non ci dice altro che nella sostanza prosegue la marcia di Marchionne per riorganizzare la Fiat attraverso l'attacco alle condizioni e ai diritti degli operai, il ricatto del fascismo padronale atraverso gli accordi separati, negazione della libera rappresentanza, gli operai ricattati come schiavi ad accettare il lavoro in qualsiasi condizioni: "Certo, non basterà il suv «Levante» a togliere dalle secche Mirafiori: nonostante la complessità delle lavorazioni richiederà maggiore intensità lavorativa pur in presenza di minori volumi di produzione. Lo sanno bene i sindacati e lo sa pure il Lingotto. ".Cosi come continua il servilismo di fim-uilm-ugl parte integrante del fascismo padronale e della inconsistenza della linea Fiom che punta sulla democrazia e sui tribunali per contrastare un fenomeno eversivo interpretato dal piano Marchionne, 


Ecco il piano della Fiat per Mirafiori

Filomena Greco05 settembre 2013TORINO

licenziamento op. Ilva - sui tetti della direzione


Questa mattina sciopero alla port. A indetto dall'Usb contro il 
licenziamento di Marco Zanframundo. Dopo gli operai partecipanti allo
sciopero si sono recati alla direzione, dove, come negli ultimi tempi, i
cancelli erano sbarrati e dopo presidiati dai carabinieri.

Verso le 8 Marco, il segretario e vari operai ilva dell'Usb sono saliti sui
tetti della direzione. Tuttora sono sui tetti, mentre altre decine di operai
sono davanti alla direzione.

Lo Slai cobas Ilva aderisce e partecipa allo sciopero e alla protesta.

A parte iniziative che saranno decise in giornata unitariamente, lo Slai
cobas Ilva farà queste iniziative:

Domani, martedì alle ore 6 volantinaggio alla port. D (non coperta questa
mattina);

Mercoledì, in ocacsione del sit in di Proletari comunisti contro la guerra
visino al ponte girevole, farà un banchetto, striscione e volantinaggio;

Giovedì alla port. A dell'Ilva ore 14/16 delegazione per il lavoro, presidio
e comizio.


SEGUE IL COMUNICATO DI OGGI DELLO SLAI COBAS ILVA

Marco Zanframundo, operaio Ilva del reparto MOF attivista del USB è stato
licenziato, dopo una catena di contestazioni e provvedimenti disciplinari
mirati, allo scopo di arrivare al licenziamento.

Al MOF, dopo la morte di Claudio Marsella, la battaglia per la sicurezza non
si è mai fermata, con varie forme di resistenza degli operai; ma azienda,
capi, sindacati confederali hanno fatto muro per lasciare le cose come
stavano.

Capi di questo reparto sono inquisiti ma restano al loro posto e INVECE
MARCO VIENE LICENZIATO!

L'azienda con questo licenziamento vuole dare un segnale di intimidazione a
tutti gli operai. Per questo il rientro di Marco è interesse di tutti gli
operai per difendere il loro diritto di alzare la testa e il diritto alla
sicurezza sul lavoro.

A fronte di questo licenziamento tutte le OO.SS., se fossero tali, dovevano
chiamare allo sciopero indipendentemente dalla tessera sindacale; invece
oggi non lo hanno fatto e, anzi, hanno fortemente dissuaso gli operai dallo
sciopero. Questo è vergognoso! Così come è stato ed è complice il loro
atteggiamento sulla sicurezza.

La lotta per il rientro di Marco è appena cominciata e deve continuare.
Tutti gli operai devono insistere perchè tutte le OO.SS. prendano posizione
e sostengano la lotta.

OPERAI, Bondi, per conto di Riva e governo, mentre altri arresti eccellenti
vengono fatti del comando occulto in fabbrica, vuole riprendere il pieno
controllo della situazione e ristabilire il comando di fabbrica per attuare
ristrutturazione e tagli, e senza una reale messa a norma.

Questo licenziamento è un primo passo in questa direzione. Per questo deve
essere contrastato da tutti nell'interesse di tutti.

9.9.13

SLAI COBAS ILVA per il sindacato di classe - v. Rintone, 22 TA -
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domenica 8 settembre 2013

Io e l’ILVA: “monologo” metalmeccanico


dal blog tarantocontro    settembre 2, 2013
«Allora, io l’Ilva la sposterei. Ma non più in qua o più in là, non in Tunisia, in Ucraina o in Groenlandia. La sposterei in alto, la solleverei sopra le nuvole». Venerdì 26 luglio 2013, alle ore 19.30 si è svolto nel patio del TaTÀ di Taranto, in via Grazia Deledda, reading e drink con Giuse Alemanno, autore di “Io e l’Ilva” (Lupo Editore, 2013), per l’ultimo appuntamento di “Città nascosta“, progetto di turismo culturale del Crest.
Io-e-lIlva-copertina-195x300
Il mestiere delle parole e il mestiere dell’acciaio si incontrano, si scontrano e si fondono in un “monologo metalmeccanico” scritto e sudato da Alemanno, che nell’Ilva di Taranto lavora dal 2001, alla conferma della sua incisività di narratore. Le sue parole superano, però, gli schemi drammaturgici e si elevano a straordinario esempio controcorrente di ironico, lucido ed emozionante impegno culturale e civile.
L’evento sarà replicato al CRAL del Comune di Milano – in via Bezzecca, 24 – mercoledí 25 settembre alle ore 17.00

sabato 7 settembre 2013

contro la guerra in Siria - contro la dittatura militare in Egitto


mozione dei lavoratori scaturita dalle iniziative alle  portinerie con gli operai arabi della logistica e non solo........
I lavoratori dello slai cobas per il sindacato di classe sono contrari alla guerra che si prepara da  parte USA e altri paesi  contro la Siria, perché è una guerra ingiusta, dato che serve alle potenze imperialiste, Usa in primis, per mantenere le proprie mani sul medio oriente e continuare a spartirsi il controllo delle risorse naturali di quei paesi come il petrolio.

Non sono le bombe dell'imperialismo che possono portare avanzamenti e progresso per i popoli,
basta vedere cosa è successo in Irak, in Afganistan, in Libia…..ancora una volta in Siria come in tutto il mondo arabo sono solo la classe operaia e il popolo che possono cambiare e abbattere governi e regimi dittatoriali nei loro paesi, trovando l'unità di classe nella lotta, superando le divisioni religiose ed etniche.

Noi salutiamo e valutiamo importanti gli scioperi degli operai in Egitto che devono andare oltre la difesa delle condizioni di lavoro e devono schierarsi apertamente contro la dittatura militare neo-Mubarak, e contro la guerra imperialista alla Siria.

Anche in Italia è iniziata una campagna di manipolazione dell'informazione, a partire dal fatto che il min. Bonino ha detto che "senza l'Onu l'Italia non partecipa" alla guerra, dimenticando di dire che nel nostro paese sono presenti numerose basi USA che rispondono direttamente al governo statunitense e non al parlamento italiano.

Sempre durante le crisi cicliche del capitalismo i padroni usano la guerra per spartirsi nuovi mercati e continuare a fare profitti sulla pelle dei lavoratori e del popolo.
Questa ennesima guerra contro la Siria è quindi una guerra imperialista e reazionaria della borghesia e dei padroni di tutto il mondo, mentre la crisi taglieggia i salari e lavoro, crea fame, miseria, distruzione.
Gli operai sono con le masse povere in Siria, in Egitto e nel mondo ovunque combattono e lottano contro l'oppressione e lo sfruttamento imperialista per un mondo senza guerre e padroni.

Noi lavoratori non staremo a guardare, non vogliamo pagare le loro guerre, né vogliamo diventare carne da cannone e siamo pronti alla mobilitazione necessaria contro la guerra in caso di attacco contro la Siria, così come ci mobiliteremo contro quella forma di guerra interna che stato e padroni fanno nel nostro  paese con repressione delle lotte e aumento del razzismo, contro gli immigrati.

guerra di aggressione alla Siria sempre più vicina, base di Taranto sempre più coinvolta - 11 settembre manifestazione


inoltriamo per conoscenza


Navi da guerra partite da Taranto per il Libano, per partecipare alla guerra di aggressione contro la Siria

ancora una volta Taranto, come tutta la Puglia è considerata Base di guerra
La Nato, lo stato imperialista italiano, la Marina occupano la città, se ne appropriano, la militarizzano, distruggono spiagge e mare come l'Ilva di padron Riva, peggio dell'Ilva di padron Riva
Invece che lavoro e salute imperialismo, stato e padroni ci danno spese militari e guerra
Il circolo di proletari comunisti -PCm Italia chiama operai, giovani,donne, antimperialisti e anti militaristi
a scendere in piazza
mercoledì 11 settembre ore 18 - lungomare , di fronte all'ammiragliato

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all'Ilva di padron Riva una struttura ombra .. ma è la struttura alla luce dei sindacati confederali che sono stati e sono il vero braccio operativo dell'azienda


dal blog tarantocontro


 Ilva, struttura ombra per conto dei Riva

arrestati cinque fiduciari dell'azienda

Un governo occulto che di fatto gestiva il siderurgico riconducibili alla proprietà che hanno dunque partecipato alla commissione dei reati contestati dalla Procura di Taranto. Sono stati fermati a Milano


Una struttura ombra che rispondeva direttamente alla famiglia Riva e governava il siderurgico inquinando Taranto. Tornano le manette all'Ilva: la guardia di Finanza ha arrestato questa mattina cinque dirigenti dello stabilimento con le accuse di associazione a delinquere finalizzata alla commissione di reati contro la pubblica incolumità in relazione al testo unico ambientale."Il provvedimento è scaturito da approfondimenti investigativi all'esito dei quali è stato ipotizzato che da anni, e precisamente dal 1995, ossia fin dal momento dell'insediamento del Gruppo Riva a Taranto - spiega la Guardia di Finanza - determinati soggetti di diretta derivazione della proprietà (cosiddetti "fiduciari") tenevano sotto stretto controllo lo stabilimento tarantino, avendo il compito effettivo di verificare l'operato dei dipendenti, assicurandosi che fossero rispettate le logiche aziendali". A firmare l'ordinanza che ha portato in carcere Alfredo Ceriani (69 anni), Giovanni Rebaioli (65), Agostino Pastorino (60), Enrico Bessone (45) e ai domiciliari Lanfranco Legnani (74) è stata il gip Patrizia Todisco.

sciopero contro il sistema Ilva

Lo slai cobas per il sindacato di classe ilva taranto aderisce allo sciopero
indetto dalla USB per lunedì 9 settembre -
nei giorni successivi lo slai cobas deciderà giorno per giorno le iniziative
necessarie
appuntamento alla port.A

slai cobas per il sindacato di classe ilva taranto
slaicobasta@gmail.com

lSciopero contro il sistema ILVA!!!

Con un atto vile e infame l'azienda Ilva ha licenziato il lavoratore del mof
Marco Zanframundo.  Per 12 anni lavoratore modello, Marco, negli ultimi 50
gg ha ricevuto 8 contestazioni , chiaramente strumentali e false, comminate
da chi e' responsabile e per questo rinviato a giudizio, per la morte di
Claudio Marsella.
Le colpe di Marco? Aver difeso il diritto alla vita, alla sicurezza aver
protestato

licenziato operaio mof - USB all'Ilva


mobilitazione e solidarietà dello slai cobas per il sindacato di classe

LICENZIATO MARCO ZANFRAMUNDO DEL MOF

SIAMO ARRIVATI AL CAPOLINEA, L’AVEVAMO SCRITTO SUI VOLANTINI, NELLE DENUNCE
NEI COMUNICATI……LA SCURE AZIENDALE SI ABBATTE SU UN LAVORATORE DEL MOF
ISCRITTO ALLA USB.
TUTTI SAPEVANO COSA SAREBBE ACCADUTO………ISTITUZIONI COMPRESE……L’ALLARME L’
ABBIAMO LANCIATO TANTE VOLTE.
MARCO IN DODICI ANNI DI STABILIMENTO NON HA MAI RICEVUTO UNA CONTESTAZIONE
DISCIPLINARE, NEGLI ULTIMI DUE MESI PUR LAVORANDO SOLO POCHI GIORNI L’ILVA
GLI COMMINA 8 PROVVEDIMENTI DISCIPLINARI, LE CONTESTAZIONI , TRANNE UN PAIO,
SONO IN FOTOCOPIA………LA PAROLA DEL CAPO CONTRO QUELLA DEL LAVORATORE. ERAVAMO
CONSAPEVOLI DI CIO’ CHE SAREBBE ACCADUTO, LO SUSSURRAVANO ALCUNI
RESPONSABILI DEL MOF………….”DIMENTICATE CLAUDIO MARSELLA, NON PARLATENE PIU’”……….”NON 

venerdì 6 settembre 2013

PROTESTA PRECARI COOP SOCIALI ... LUNEDI' SI CONTINUA!


Aggiornamento comunicato stampa
05/09/2013

Stamattina i precari e le precarie Coop Sociali, assistenti igienico - personale agli studenti disabili nelle scuole superiori di Palermo e provincia, hanno protestato all'assessorato regionale alla famiglia in via trinacria.

I precari si sono opposti con forza al fatto che la Dirigente Bullara non volesse ricerverli , visto che l'Assessore Bonafede era fuori sede, apportando come scusa il solito "non è di nostra competenza" ma a fronte delle pressioni dei precari che hanno minacciato di restare al palazzo ad oltranza fino a quando non ci sarebbe stato l'incontro sono stati quindi ricevuti dal Dott Rosario Asta, capo della segreteria particolare dell Ass're Bonafede. I

I delegati Slai Cobas per il s.c. hanno quindi messo al corrente il Dott. Asta dell' incontro tenutosi tra l' assessore Bonafede e il commissario straordinario Tucci per lo stanziamento delle risorse ,(risorse che deve stanziare la regione), necessarie a far ripartire il servizio di assistenza igienico personale in favore dei ragazzi disabili nelle scuole superiori. E'' intervenuta anche la madre di una studentessa disabile grave che ha partecipato alla protesta la quale ha riversato tutta la sua rabbia sulle istituzioni tutte (provincia ,regione,stato) sottolineando il fatto che tutti se ne fregano e che e' inaccettabile

scioperi logistica Bologna

Sciopero e accordo all'Arco Spedizioni di Bologna

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   Creato Mercoledì, 04 Settembre 2013 14:44

Dopo una lunga notte di sciopero davanti ai cancelli del magazzino Arco
Spedizioni spa di Bentivoglio (BO). La cooperativa che sta per prendere
l`appalto ha sottoscritto un accordo per l'assunzione di tutti i lavoratori
a tempo indeterminato, inclusi gli 8 che avevano un contratto di 6 mesi.
La nuova cooperativa aveva provato a licenziare tutti i dipendenti per
sostitirli con altri, ma anche in questa occasione hanno dovuto fare i conti
con la determinazione dei lavoratori. Ancora una volta l'unità tra i
lavoratori, espressa anche dal sostegno di altri facchini di altri
magazzini, ha avuto la meglio. La lotta dei facchini avanza.
3 settembre 2013 - SI Cobas Bologna

La Polonia espropria i fondi pensione privati In evidenza


lo slai cobas per il sindacato di classe è sostenitore del 'tanto peggio, 
tanto meglio' e che l'esperienza negativa diretta dei lavoratori fa più di
mille nostri volantini di denuncia
per questo sinceramente ci auguriamo che una cosa del genere avvenga anche
in italia e che i lavoratori che si sono fatti ingannare dai sindacati
confederali
possano sperimentare sulla propria pelle cosa questo significhi

slai cobas per il sindacato di classe
5 settembre 2013


Gli ultraliberisti del governo polacco hanno deciso di espropriare del 50%
circa il patrimonio della previdenza privata. Obiettivo: ridurre il debito
pubblico.



Interessante vero? Il meccanismo è molto semplice. I fondi pensione privati
hanno comprato soprattutto titoli di stato polacchi, sui quali Varsavia paga
interessi e cedole. Riprendendosi i propri "vo" e "btp", incamera un
patrimonio (per quanto cartaceo) ed evita di continuare a corrispondere le
cedole annuali o semestrali alle società private. E dire

Taranto contro la guerra in siria

il circolo di proletari comunisti taranto organizza a una prima iniziativa
contro la guerra in siria per mercoledì 11 settembre
Si è riunito il circolo di proletari comunisti di taranto presso la sede
dello slai cobas per il sindacato di classe taranto via rintone 22 per
decidere la ripresa della propria iniziativa cittadina.
Si è deciso di riprendere, scendendo subito in piazza contro la guerra
imperialista in Siria, convocando una prima manifestazione per l'11
settembre - data simbolica  - per dire forte e chiaro che
- il vero terrorismo sono le bombe dell'imperialismo - che ora si
abbattebbero sulla Siria -
- vogliamo lavoro non guerra
- non vogliamo che la Puglia e Taranto vengano usate come basi di guerra
L'iniziativa si svolgerà dalle 18 in poi a lungomare. nello spazio
antistante dal monumento del marinaio al ponte.
All'iniziativa sono invitati tutti.

circolo proletari comunisti taranto
347-1102638

martedì 3 settembre 2013

Precari coop PA... sui giornali di oggi ma non solo... anche 500 bidelli parastatali senza stipendio da aprile scorso


La vertenze: Al commissario Tucci è stato impedito di lasciare il palazzo 
Protesta di bidelli e precari occupata la Provincia
 
I precari delle cooperative sociali ieri pomeriggio hanno occupato l'atrio di Palazzo Comitini, sede della Provincia, impedendo a Domenico Tucci, commissario straordinario dell'ente, di lasciare la struttura. A pochi giorni dall'inizio della scuola, infatti, rischia di saltare per mancanza di fondi, il servizio di assistenza agli studenti disabili portato avanti dalla cooperativa. La protesta, sostenuta dal sindacato Slai-Cobas, è rientrata quando i precari hanno ottenuto un incontro col commissario che ha confermato, però, che la Provincia non ha soldi. I lavoratori annunciano proteste per i prossimi giorni.
E ieri mattina cinquecento bidelli in forza a 130 scuole di Palermo e provincia hanno incrociato le braccia presentandosi in provveditorato per assumere simbolicamente servizio negli uffici di via San Lorenzo. Non intendono ritornare a lavorare fino a quando qualcuno non garantirà loro gli stipendi arretrati e un nuovo contratto. Così i bidelli senza stipendio da sei  mesi hanno iniziato lo "sciopero della ramazza".
Il pensiero va subito al 2004 quando le scuole di Palermo e provincia vennero letteralmente flagellate dallo sciopero degli esecutori scolastici – transitati dal Comune e dalla Provincia allo stato – che non ne vollero sapere per settimane di pulire aule e bagni. Anche questa volta, lo sciopero si annuncia a oltranza. "Protesteremo – dice Giovanni Pirrello, in servizio all'istituto Rutelli di Palermo – fino a quando non ci pagheranno".
Una situazione che rischia di diventare esplosiva sia per le scuole, che contano su questi bidelli per mantenere pulite aule e bagni e  per la vigilanza sugli alunni, sia dal punto di vista sociale perché si tratta spesso di famiglie monoreddito. Dopo una movimentata assemblea, ieri, il provveditore agli studi (ora dirigente dell'Ambito territoriale di Palermo) ha inviato una lettera al Prefetto e al Questore, oltre che al ministero per cercare di sbloccare i finanziamenti per pagare i bidelli dipendenti delle cinque cooperative sociali. Il timore è che vengano estromessi dopo quasi 19 anni di precariato. 
La Repubblica-Palermo
3/9/13
________________
 
Scuola
Protesta precari Occupato l'atrio della Provincia
 
Alcuni precari di cooperative sociali hanno occupato l'atrio di Palazzo Comitini, sede della Provincia, impedendo al commissario straordinario dell'ente, il generale Domenico Tucci, di lasciare la struttura. La protesta è rientrata dopo che i precari hanno ottenuto un incontro col commissario. Ne dà notizia lo Slai-Cobas. I lavoratori protestano perché la provincia non ha fondi per l'assistenza degli studenti disabili e c'è il rischio che il servizio non possa ripartire, a pochi giorni dalla riapertura delle scuole.
 Il Giornale di Sicilia
3/9/13
__________________  
Scuola. Collaboratori senza stipendio da sei mesi, niente contratto agli assistenti degli studenti disabili 
Il nuovo anno si apre tra le vertenze

lunedì 2 settembre 2013

il patto di Genova tra padroni e sindacati



Priorità sulla crescita, a Genova
firmano sindacati e Confindustria

Il documento è stato sottoscritto alla Festa del Pd poco prima dell'inizio del dibattito tra Squinzi, Camusso, Bonanni e Angeletti. Fisco, politica economica e distribuzione dei redditi tra i punti dell'accordo necessario per la crescita: in primo luogo per lavoro e giovani



UNA LEGGE DI STABILITÀ PER L’OCCUPAZIONE E LA CRESCITA

Documento Confindustria, Cgil, Cisl e Uil                                   Genova, 2 settembre 2013

In questi giorni sono in fase di definizione i provvedimenti conseguenza degli accordi politici che hanno 
dato vita all'attuale Governo.
Oggi la governabilità è un valore da difendere, perchè vuol dire stabilità, condizione determinante per 
riavviare un ciclo positivo della nostra società. Essa però assume un significato concreto solo se genera 
adesso soluzioni ai problemi reali del Paese, delle imprese e del lavoro. Le iniziative promosse in questi 
giorni per assicurarla hanno però sottratto per la loro realizzazione risorse che sarebbero state meglio
impiegate per misure più efficaci per il rilancio delle imprese e il sostegno dei lavoratori. 
Il Governo ha più volte dichiarato l'intenzione di uscire dalla crisi puntando sul ruolo dell’industria e sul 
lavoro. È questo l’obiettivo su cui far convergere l’azione di Governo e delle parti sociali per la crescita in 
coerenza con gli insegnamenti derivati dalla crisi finanziaria e con gli indirizzi e gli orientamenti elaborati 
anche in sede di Unione Europea.
Da adesso, quindi, ci aspettiamo iniziative governative sostanziali, coerenti con le intenzioni più volte 
dichiarate e utili a rimettere al centro la scommessa della crescita.
La centralità dell’industria e del lavoro quale snodo attorno al quale costruire il rilancio deve passare per 
una nuova e più efficace articolazione delle politiche fiscali e industriali, con l'obiettivo della crescita e in 
un'ottica di redistribuzione del reddito, e per una riflessione sull'assetto istituzionale in chiave di maggiore 
efficienza della PA e di effettiva razionalizzazione della spesa pubblica.
Sono queste le priorità su cui chiediamo un impegno preciso al Governo nei prossimi mesi, a partire dalla 
legge di stabilità, che andranno declinate attraverso un confronto permanente con le forze sociali, con al 
centro delle politiche economiche il tema della crescita e dello sviluppo industriale per rilanciare
 l’occupazione e ridare fiducia al paese in un quadro di accordo sulle scelte strategiche di medio-lungo 
periodo.
Politiche fiscali 
Per tornare a creare lavoro e benessere e per restituire una prospettiva alle giovani generazioni, a 
corollario di una nuova strategia di politica industriale, il fisco assume un ruolo chiave. 
Un fisco esoso, complesso e incerto, che non guarda alle attività lavorative e alla competitività delle
imprese, soffoca la crescita. E poca crescita significa disoccupazione, scarsa produttività, povertà.
Gli interventi di politica fiscale capaci di promuovere tali obiettivi sono chiari da tempo. 
Occorre innanzitutto un sistema fiscale efficiente, semplice, trasparente e certo, con poche e stabili 
scadenze, non ostile all’attività di impresa e alla creazione di lavoro e che non scoraggi le scelte degli 
investitori. Un fisco stabile, che non complichi la vita ai contribuenti onesti, è il presupposto essenziale per 
restituire attrattività al Paese ed è un obiettivo improcrastinabile, perché a costo zero per le finanze 
pubbliche. Per queste ragioni sosteniamo i provvedimenti volti ad ammodernare, dare certezza e 
stabilità al sistema fiscale - tra i quali la delega fiscale e il DDL di semplificazione fiscale - e ne auspichiamo una 
approvazione e attuazione in tempi rapidi. 
Occorre ridurre il carico fiscale su lavoro e imprese, per aumentare il reddito disponibile delle persone e 
riequilibrare la tassazione sui fattori produttivi. 
Per questo:
 va ridotto il prelievo sui redditi da lavoro - esigenza non più rinviabile, soprattutto per ragioni di equità 
e di redistribuzione del reddito - attraverso le detrazioni per lavoratori e pensionati, così da aumentare il 
reddito disponibile e rilanciare i consumi;
• va eliminata la componente lavoro dalla base imponibile IRAP, così da favorire e non penalizzare, come 
accade oggi, le imprese che assumono e investono in capitale umano, e ripensata la tassazione dei beni 
immobili dell'impresa che siano strumentali all'attività produttiva;
• vanno rese strutturali le attuali misure sperimentali di detassazione e decontribuzione per 
l'incremento della produttività del lavoro.
Bisogna continuare la lotta all'evasione fiscale e approvare un provvedimento legislativo che destini alla 
riduzione delle tasse quanto recuperato ogni anno.
Infine, per concorrere efficacemente in mercati globali sempre più esigenti e competitivi, occorre utilizzare 
la leva fiscale per rilanciare gli investimenti produttivi e il rinnovo tecnologico delle imprese, nonché il loro 
rafforzamento patrimoniale.
Politiche industriali
I numerosi tavoli di confronto aperti al Ministero dello Sviluppo Economico sono stati in questi anni lo 
specchio delle difficoltà che stanno caratterizzando il nostro sistema industriale.
Per affrontare in modo organico e coordinato le diverse situazioni di crisi occorre istituire una cabina di 
regia nazionale sulla crisi d’impresa che preveda la partecipazione del Governo, di tutte le forze sociali e 
degli altri soggetti coinvolti (principalmente il sistema delle banche e l’amministrazione fiscale) con il 
compito di individuare strumenti e soluzioni adeguate alla drammaticità della situazione.
Sul piano più diretto delle politiche industriali dovranno essere poste al centro dell’azione del Governo e 
della parti sociali quattro questioni strategiche per il futuro dell’industria italiana: 
1. il rafforzamento degli investimenti nell’innovazione a 360 gradi, per affrontare e vincere la competizione 
globale, attraverso: 
• l'introduzione di una misura stabile ed automatica di agevolazione fiscale (anche nella forma del credito 
d’imposta) per gli investimenti delle imprese in ricerca e sviluppo; 
• una strategia moderna e coerente con Horizon 2020 di ricerca e sviluppo per le imprese;
• la definizione di un meccanismo di garanzia pubblica per favorire la partecipazione del sistema 
finanziario al finanziamento di grandi progetti di innovazione industriale realizzati da filiere o reti di 
imprese;
• la rapida attuazione dell’Agenda digitale italiana. 
2. lo sviluppo della green economy, per garantire un rapporto equilibrato tra attività produttive / tutela 
della salute e dell’ambiente e crescita di nuove attività economiche, attraverso: 
• la definizione di un piano strutturale di sostegno all’efficienza energetica e allo sviluppo delle rinnovabili 
in grado di valorizzare le potenzialità industriali e le competenze del sistema produttivo italiano; 
• la definizione di un piano nazionale di intervento sulle bonifiche dei siti di interesse nazionale nella 
logica di favorire il riuso del territorio a fini industriali e produttivi; 
• interventi per il consolidamento e lo sviluppo delle filiere produttive collegate al recupero e al riciclo di 
materie prime da rifiuti.
3. la creazione di una nuova finanza per lo sviluppo, per favorire una maggiore capitalizzazione delle 
imprese e il rilancio degli investimenti produttivi, attraverso:
• il rafforzamento dei meccanismi di detassazione degli utili reinvestiti a partire dall’ACE;
• il rafforzamento dei meccanismi di sostegno all’accesso al credito da parte delle imprese;
• l'istituzione di un nuovo fondo per la ristrutturazione industriale con la partecipazione della CDP e di 
altre istituzioni finanziarie per la realizzazione di interventi temporanei nel capitale di rischio di imprese 
in difficoltà, ma con potenzialità di sviluppo. 
4. la riduzione del costo dell’energia, per il miglioramento della competitività delle imprese nel contesto 
europeo e globale, attraverso: 
• lo sviluppo delle infrastrutture energetiche con la razionalizzazione degli assetti decisionali per 
l’autorizzazione di infrastrutture energetiche in un'ottica nazionale e di integrazione con gli altri mercati 
europei e globali; 
• la riduzione delle componenti parafiscali della bolletta attraverso una rimodulazione temporale degli 
incentivi pagati dagli utenti;
• la resa strutturale della convergenza dei prezzi del gas italiani e internazionali attraverso lo 
sbottigliamento delle principali infrastrutture di interconnessione;
• la revisione delle modalità di funzionamento del mercato elettrico coordinando in modo efficiente la 
produzione di energia da fonti rinnovabili e da fonti termiche convenzionali che manterranno un ruolo 
essenziale per lo sviluppo manifatturiero. 
Revisione degli assetti istituzionali ed efficienza della spesa pubblica 
Le complicazioni normative, i ritardi procedurali, le inefficienze delle amministrazioni pubbliche 
costituiscono un peso insostenibile per cittadini e imprese ed incidono negativamente sulla spesa pubblica, 
determinando sprechi di risorse, che potrebbero essere più utilmente impiegate in iniziative a favore della 
crescita.
Per questo é urgente intervenire, in via prioritaria, attraverso:
 la revisione del Titolo V della Costituzione, per restituire allo Stato la possibilità di intervenire 
unitariamente su alcune materie di interesse generale, come la semplificazione, le infrastrutture, 
l’energia, le comunicazioni, il commercio estero. Conseguentemente vanno rivisti i livelli istituzionali 
creando enti dimensionati ai nuovi compiti e in grado di gestire con efficienza le funzioni attribuite. 
Questo significa abolire le Province, aumentare la soglia dimensionale dei piccoli Comuni, istituire le 
Città metropolitane e, coerentemente, ridurre drasticamente il numero dei componenti degli Organi 
elettivi a tutti i livelli di Governo;
 una seria politica di revisione della spesa pubblica per garantire servizi di qualità a cittadini e imprese. 
Una spending review diversa rispetto a quella finora attuata, non più basata su una logica di tagli lineari, 
che hanno colpito indistintamente tutti gli enti, quelli virtuosi e quelli inefficienti, rischiando cosi' non 
solo di non eliminare le inefficienze, ma di ridurre l’efficienza di quelle parti della PA virtuosa, e 
scaricando i tagli su aumenti di tariffe e imposte locali.
Occorre ora svolgere un’analisi selettiva della spesa pubblica a tutti i livelli di governo, coinvolgendo la 
revisione delle funzioni svolte dalle amministrazioni centrali e da quelle decentrate, riducendo i costi 
impropri della politica e definendo i “costi standard”, che vanno attuati rapidamente come metodo di 
finanziamento delle amministrazioni pubbliche.
Tutto ciò va realizzato in un quadro di riforma della PA e dell'erogazione dei servizi pubblici.

domenica 1 settembre 2013

Blitz delle cuoche disoccupate al Capodanno Alessandrino

La protesta del cuoche al Capodanno Alessandrino
Brindisi blindato per il sindaco Rossa al MezzoLitro «assediato» dalle
manifestanti che protestavano per la perdita del posto di lavoro
miriam massone alessandria
Capodanno alessandrino con «sorpresa». Se la festa nei vari locali
della città ha funzionato (gremita piazza Libertà per la  disco dance
della Shary Band), alla vineria  MezzoLitro, di Monica Moccagatta,
ideatrice del Capodanno, il brindisi del sindaco Rita Rossa è invece
riuscito soltanto a metà, complice il «blitz» delle cuoche, alle quali
Costruire Insieme non ha più rinnovato il contratto.
Sono arrivate con un’ora d’anticipo sulla mezzanotte, le cuoche
disoccupate, ex dipendenti dell’azienda speciale, «armate» di cartelli
(«Rossa brinda ai tagli dei precari»)    e megafono per ricordare che
«non c’è nulla da festeggiare, noi non abbiamo più uno stipendio e un
lavoro», gridavano Silvia, Cinzia, Livia, Pina, dopo una lunga sfilata
in corso Roma.
Rita Rossa, che era fuori impegnata nei preparativi dei bicchieri, è

lo slai cobas riprende l'azione e la lotta dall'ILVA all'ENI, dal Porto all'Alenia, dal cimitero ai disoccupati... organizziamoci contro padroni,governo, Istituzioni locali,sindacati confederali venduti - nè servono sindacalisti di base venditori di fumo


3 settembre ore 17.30 via rintone 22 

si riprende, là dove abbiamo lasciato:
   la via della lotta e della organizzazione sindacale di classe, ma anche la via della coscienza politica, della lotta politica, dell'organizzazione politica - senza questo nessun risultato vero è possibile 
noi lottiamo per il potere operaio e popolare

Una cloaca chiamata AMIU - la cui responsabilità ricade su Stefano e Giunta, Pucci e i suoi servi all'AMIU, coperti dai sindacati confederali


AMIU TARANTO: CAMBIAMENTO O PAGA PANTALONE.


Dopo le continue sollecitazioni apprendo, da una risposta ad una mia interrogazione consiliare, che l'Assemblea dei Soci per l'approvazione del bilancio AMIU del 2012 è prevista per il 9 settembre 2013.
Verificheremo se in quella data sarà approvato il bilancio. Rileviamo che l'adempimento è previsto ben oltre 2 mesi la scadenza massima fissata dalla legge.
Leggeremo con attenzione il bilancio una volta approvato. Segnaleremo le anomalie.
Se corrisponde a vero quanto apparso sulla stampa locale il passivo dell'anno 2012 dovrebbe essere di circa 10 milioni di €uro. Il che porta il debito totale dell'azienda ben oltre i 50 milioni di €uro. Più del doppio del capitale sociale.
Per un'azienda che costa ai cittadini di Taranto circa 35 milioni di €uro all'anno, con una tra le tasse sui rifiuti più alte d'Italia, fornendo un servizio a dir poco scarso, è un risultato pressochè fallimentare. Basti citare la cattiva e parziale pulizia della città, lo svuotamento a singhiozzo dei cassonetti, il funzionamento insoddisfacente della raccolta differenziata, etc. etc.

Rileviamo anche, per l'ennesima volta, che l'Amiu Taranto si sottrae agli adempimenti di controllo da parte del consiglio comunale previsti per legge e per regolamento consiliare.

Questa situazione pre-fallimentare è diretta responsabilità del primo cittadino, che governa oramai da ben 7 anni e che non ha mai voluto assumere decisioni coraggiose e di cambiamento sulla gestione della principale azienda comunale. Ma anzi ha sempre avallato, quando non suggerito, decisioni gestionali, tra l'assistenziale ed il clientelare, che hanno condotto a questa situazione drammatica.
Tanto è vero che la Giunta Comunale in data 17 luglio 2013, con atto deliberativo dalla dubbia legittimità, ha dovuto anticipare i pagamenti delle fatture mensili all'AMIU di luglio, agosto e settembre 2013 per oltre 9 milioni di €uro.
Cioè abbiamo già pagato per un servizio ancora da svolgere. Alla faccia della sana gestione.

In questa grave situazione il nuovo presidente del CdA, Ing. Cangialosi, dovrebbe innanzitutto essere più trasparente e morigerato, tutelando al massimo gli interessi dei cittadini contribuenti. Ponendo immediatamente fine alle pratiche del passato che tanti danni hanno fatto.
Il Presidente dovrebbe già far conoscere alla città qual'è la situazione di bilancio del 2013, visto che siamo già a tre-quarti della gestione. Il perchè si continua a pagare profumatamente parcelle a professionisti esterni (anche a parenti del sindaco), sulla base di quali contratti e selezionati con quali procedure pubbliche.
Come vengono fatti gli affidamenti di appalti esterni, che ammontano a diverse centinaia di migliaia di €uro.
Farci conoscere il verbale della verifica fiscale eseguita dalla Guardia di Finanza e terminata ad aprile del 2013.
Com'è gestita la spesa: ad esempio che bisogno c'era di acquistare 14 telefonini di nuova generazione, a maggio del 2013, per “assegnarli” a vari funzionari dell'azienda. Ponendo probabilmente anche il traffico telefonico a carico dei contribuenti. Etc., etc.
Insomma, porre seriamente fine ad una gestione “sprecona” in una situazione finanziaria drammatica. Il tutto a carico delle tasse pagate dai cittadini, che potrebbero vedersi aggravato il conto con la Tares o “service Tax” che dir si voglia.
Attuando un reale cambiamento delle gestioni precedenti.

Perchè altrimenti la regola è sempre la stessa del passato: tanto paga il pantalone dei cittadini tarantini.
Taranto 31 agosto 2013

Dante Capriulo – Consigliere Comunale di Taranto

se ci sarà l'aggressione imperialista alla Siria.. prima o poi Taranto sarà coinvolta.. prepariamo da subito la protesta


Ecco perché la «portaerei» Italia alla fine sarà coinvolta con le basi

Manlio Dinucci

Mentre il ministro Emma Bonino assicura che l'Italia non parteciperà a un'operazione militare contro la Siria senza mandato Onu, il rombo della guerra già risuona su Pisa: sono i C-130 italiani, e probabilmente anche statunitensi, che intensificano i voli verso le basi mediterranee. L'aeroporto - dove si sta realizzando l'Hub aeroportuale di tutte le missioni militari all'estero, anche «a disposizione della Nato» - si trova nei pressi di Camp Darby, la grande base logistica Usa che rifornisce le forze aeree e terrestri nell'area mediterranea e mediorientale.
A riprova della volontà di pace del governo italiano, il ministro Bonino annuncia che il 4 settembre si riunirà il gruppo degli «Amici della Siria» (quello che sostiene i «ribelli» e quindi la guerra interna), al quale l'Italia partecipa con Stati uniti, Gran Bretagna, Francia, qatar e Arabia saudita, che si apprestano ora a colpire la Siria anche dall'esterno. Dimentica la Bonino l'incontro svoltosi a Istanbul il 27 agosto (di cui dà notizia la Reuters), nel quale gli «Amici» hanno comunicato ai «ribelli» che l'attacco potrebbe avvenire entro pochi giorni.
Non spiega il governo perché l'Italia abbia inviato il capo di stato maggiore alla riunione, convocata dal Pentagono in Giordania il 25-27 agosto, cui hanno partecipato i capi militari di Usa, Gran Bretagna, Francia e Arabia saudita, che preparano l'attacco alla Siria. Intanto un portavoce del nostro ministero della difesa, citato dalla stampa Usa, spiega che basi aeree e navali italiane potrebbero essere usate per l'attacco alla Siria col consenso del parlamento, non necessario invece per le basi Usa come Camp Darby o Sigonella. Il ministro della difesa Mauro lascia aperta la porta alla partecipazione diretta di forze italiane, ribadendo che il governo darà «sicuramente l'assenso a quelli che sono gli orientamenti della comunità internazionale». Ossia della Nato che tiene oggi una riunione di emergenza sulla Siria
Per Il Sole 24Ore di ieri, «le basi italiane sono superflue» in quanto i raid saranno limitati nel tempo, con missili lanciati da navi e velivoli, e gli aerei non avranno bisogno di basi avanzate. Elementi che «sembrano escludere un ruolo anche marginale dell'Italia». In realtà è ancora l'Italia base di lancio della guerra. Le operazioni contro la Siria, come quelle nel 2011 contro la Libia, vengono dirette da Napoli: lì c'è il comando delle Forze navali Usa in Europa, comprendenti la Sesta flotta, agli ordini di un ammiraglio statunitense che comanda allo stesso tempo le Forze navali Usa per l'Africa e le Forze congiunte alleate.
Partirebbe da Napoli l'ordine di attaccare la Siria dal Mediterraneo orientale, dove,, a distanza ravvicinata (circa 200 km) da Damasco e altri obiettivi, sono schierate almeno quattro cacciatorpediniere lanciamissili: la Barry e la Mahan, già impiegate nell'attacco alla Libia, la Gravely e la Ramage. Possono lanciare centinaia di missili Cruise, che, volando a bassa quota lungo il profilo del terreno, colpiscono l'obiettivo con testate sia penetranti che a grappolo (ciascuna con centinaia di submunizioni), contenenti uranio impoverito. Sono sicuramente schierati anche sottomarini, come il Florida da attacco nucleare, armato, invece che di 24 missili balistici, di oltre di 150 missili Cruise. Nella sola notte del 19 marzo 2011, ne lanciò 90 contro la Libia. Lo schieramento comprende anche il gruppo d'attacco della portaerei Harry Truman (dotata di 90 caccia), comprendente due incrociatori e due cacciatorpediniere lanciamissili, che la Sesta flotta ha trasferito nel Mar Rosso, area della Quinta Flotta. Si aggiungono a queste le unità navali alleate, tra cui anche la portaerei francese Charles de Gaulle.
A sostegno di questo schieramento c'è la base aeronavale di Sigonella, addetta al rifornimento della Sesta Flotta e dotata di aerei Usa e Nato. La base, dove sono stanziati 7mila militari, costituisce per il Pentagono «il centro strategico del Mediterraneo». Queste e altre basi Usa, come quella di Aviano, non potrebbero funzionare senza il supporto delle forze e infrastrutture italiane. L'Italia non deve dunque attendere il mandato Onu per partecipare a quest'altra guerra sotto comando del Pentagono.

RIVA: PRENDI I SOLDI (ALTRI) E SCAPPA. ESCE IL DOSSIER AGGIORNATO SU L'IMPERO ECONOMICO DELLA FAMIGLIA RIVA



Altri 700 milioni, dopo il miliardo e 400 milioni rintracciati a maggio '13 dalla Procura di Milano, nascosti dai Riva tra il 1996 e il 1997 sono venuti fuori; mentre chi ha inquinato, fatto morire operai e cittadini di Taranto, continua a non pagare e afferma di non avere soldi per risanare impianti e bonificare la città.

Questi 700 milioni sono stati scoperti nell'intreccio di società che hanno sede a Jersey - di cui parliamo ampiamente nel dossier "Riva il gigante capitalista dai piedi di argilla" sull'impero economico della famiglia Riva -  dove "la proprietà dell'Ilva (il pezzo più importante del gruppo siderurgico fondato dagli imprenditori milanesi) è schermata da sette società o trust collocati rispettivamente in Italia, Lussemburgo, Olanda, Curaçao e Jersey"
"Tra il 1996 e il 1997 i Riva spostano 600 milioni di dollari dall'Ilva alla controllata lussemburghese Parfinex. Nel 1996 Parfinex viene ricapitalizzata con 98 milioni di dollari provenienti dall'Ilva International Spa e l’anno successivo altri quattro aumenti di capitale a distanza di pochi mesi l’uno dall’altro trasferiscono ulteriori 500 milioni dall’Ilva. Dove sono finiti quei soldi, considerando che nel 2012 Parfinex è stata fusa con la Stahlbeteiligungen?
Inoltre. Le società lussemburghesi del gruppo (Ilva International SA, Stahlbeteiligungen Holding, Utia e Parfinex) non hanno dipendenti e da alcuni primi indizi risulterebbero gestite dall’Italia: si tratta quindi di società fasulle, esterovestite, utili solo per le conseguenze fiscali.
Infatti, la Stahlbeteiligungen Holding (Stahl) ha effettuato nel 2006 due prestiti all’Ilva per un totale di 470,5 milioni di euro e nel 2012 ha prestato altri 363,7 milioni alla Riva Fire. Non è ancora chiaro se queste operazioni abbiano una motivazione industriale o se, come è più probabile, siano servite soltanto ad abbattere gli utili dell’Ilva e della Riva Fire attraverso il pagamento degli interessi passivi e a ridurre quindi il carico fiscale" - da Sole 24 Ore del 29 agosto.

Vale a dire a nascondere i veri profitti fatti sullo sfruttamento degli operai dell’Ilva!
Come si vede da tutte le operazioni finanziarie fatte negli anni da padron Riva, l’Ilva di Taranto è dove si è fatta la produzione, dove vi è la fonte del profitto capitalista, ma gli utili, le ricchezze i Riva li hanno subito spostate altrove.

Ma occorre dire un'altra cosa. Il governo, sia quello di Monti che ora di Letta, nel regalare ai Riva ben due decreti pro-Ilva non hanno fatto altro che coprire e avallare questa mega truffa (normale per il capitale...).

RICHIEDETE IL DOSSIER A pcro.red@gmail.com

resistono gli operai della OM Bari - massima solidarietà e sostegno



om
Mentre la Kion-Om tramite lettere e giornali rivendica un “diritto formale” ma poco sostanziale – quello di essere proprietaria dei carrelli e dei macchinari che noi abbiamo prodotto e maneggiato – gli “abusivi del presidio” davanti ai cancelli della fabbrica aumentano e rafforzano le proprie ragioni. Infatti ringraziamo il collettivo Led di Giovinazzo per il contributo che va a rimpinguare la cassa di mutuo soccorso e resistenza grazie al quale abbiamo riorganizzato il presidio, con un gazebo più resistente insieme ad un generatore per affrontare con più forza e convinzione i prossimi mesi davanti ai cancelli. Abbiamo potuto farlo grazie agli oltre 2000 euro di contributi versati da “semplici” lavoratori, studenti, cittadini nella cassa di Mutuo socccorso, costituita appena un mese fa.

Questa sera – 31 agosto – dalle 19 stiamo organizzando una “notte bianca“.
Magari è l’occasione per venire a vedere quella che sta diventando la nostra seconda casa, un luogo di strada aperto e solidale dove si lotta per il diritto al lavoro e alla propria dignità. Un luogo dove ci si organizza collettivamente per fare i turni, bloccare i tir del padrone avido di denaro e ignorante di umanità. Un luogo dove la rabbia e i sacrifici che stiamo facendo, il più delle volte si trasformano in socialità, in un progetto comune da continuare a portare avanti e preservare con orgoglio!
Vi aspettiamo…

Violante in Parlamento, per conto di Napolitano, capeggia una pattuglia di Scilipoti-PD per salvare Berlusconi.


dal blo proletaricomunisti

Berlusconi alza la voce e torna a ricattare tutti: se mi votate l'ineleggibilità, il governo cade.

Il governo degli  'smidollati', come lo definisce Monti, cerca di far finta di niente, coperto da Napolitano e dalla esigenza della maggioranza della borghesia di non volere attualmente una crisi di governo e nello stesso tempo di avere una legge elettorale e una riforma istituzionale che non metta i 'destini del paese' , il 'loro' paese ancora alla mercè dei ricatti delle bande che si disputano il governo del paese, e prosegua - e vuole proseguire - con decreti legge antipopolari, anch'essi con i diktat imposti da Berlusconi.
Ma la farsa tragica della ineleggibilità di Berlusconi si recita innanzitutto in Parlamento. E' qui prosegue la compravendita berlusconiana se si arriverà al voto. Ma ci sono quelli che si danno gratis, in particolare nel PD, la loro sponda sono Napolitano e il suo vice o sostituto in pectore Violante, che con zelo da azzeccagarbugli, suggerisce soluzioni che intanto rimandino la cosa alle calende greche per poi trovare le condizioni per una 'grazia' vera o di fatto.

Proletari comunisti è sostenitore invece del colpo di grazia a Berlusconi, come anello che tiri giù tutta la catena, governo, Napolitano, parlamento, Pd ecc.

sabato 31 agosto 2013

leggi il blog comunista

 agosto (115) http://proletaricomunisti.blogspot.com

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   pc 26 agosto - MA QUALE LOTTA ALLA DISOCCUPAZIONE?...
   pc 26 agosto - VIAGRA PER LAVORARE DI PIU'
   pc 26 agosto - NAPOLI: IMMIGRATI SPARATI ALLE SPAL... 

Più armamenti con i soldi dell' Università. Prepariamo a mobilitare tutto il movimento studentesco nelle università !



armamentiNessun taglio in vista per l'acquisto di armamenti e sistemi militari nel "Bel" Paese. Anzi, una bella impennata, fortemente voluta dall'Esecutivo.
Così in uno scenario di dismissione strategica del welfare complessivo, in cui le élites tendono a fare quadrato per consolidare i profitti, la mossa a tenaglia è presto servita: rafforzare il budget e gli investimenti alla Difesa. Saranno oltre 14 miliardi quelli previsti per le forze armate quest'anno, 800 milioni di euro in più rispetto all'anno precedente.

La voce in capitolo più consistente, manco a dirlo, l'acquisto di caccia EuroFighter, con preventivi che raggiungono cifre da capogiro (stime lievitate a oltre 20 miliardi di euro spalmati in diversi anni).
La "crisi", che in tal modo assume caratteri ancor più grotteschi, prevede dunque che si spenda di più in armamenti che nel periodo pre-crisi. Ce n'é per tutti i gusti: nuove navi per completare la flotta, nuovi elicotteri, jet, blindati, fregate,sottomarini,Lince, nuovi Kit per i soldati. .

Tutto qui? Non sia mai; all'armamentario "tradizionale", si aggiungano i finanziamenti per nuovi sistemi da applicare a droni e radar. E qui ci soffermiamo, perche nell'inchiesta pubblicata dall'Espresso una settimana fa risulta che a questa voce 500 milioni di euro ce li mettono il Ministero dell'Università e Ricerca e l'Agenzia Spaziale.
DAll' Università già spolpata da Gelmini e Spending Review vengono destinati dunque (ulteriori)centinaia di milioni di Euro dritti dritti in tasca alle lobby dell'industria bellica.

Niente di cui stupirsi. Se da un lato vediamo i venti di guerra spirare minacciosi lungo le coste del Mediterraneo e le terre mediorientali, in "casa" constatiamo che le larghe intese minano ancorpiù le possibilità di una larga fascia, soprattutto giovanile, di intravedere uno scampolo di futuro che non sia quello fatto di lavori ulteriormente sottopagati e indebitamento.
Alla faccia di un Esecutivo che aveva dichiarato di prendere di petto come nodo fondamentale la "questione giovanile".Per tagliargli le gambe?