dopo l'incontro di ieri al MIMIT sorgono alcuni dubbi e domande: la prima è "tregua armata di 2 mesi" come ha dichiarato a Onda d'urto Andrea Torti della segreteria Fiom Milano “Per
noi è una tregua armata di due mesi”, ha dichiarato ai microfoni
di Radio Onda d’Urto Andrea
Torti, della segreteria Fiom di Milano,
particolarmente coinvolta per la vertenza avendo sul territorio lo
stabilimento di Solaro. “La fiducia nei confronti dell’azienda è
ai minimi termini, avendo annunciato chiusure e licenziamenti mentre
in azienda si fanno straordinari e c’è personale assunto a
termini: si tratta di un affronto nei confronti di una relazione
sindacale corretta”.
“Noi
non smobilitiamo”, ha annunciato Torti, “e nei prossimi giorni
andremo nelle fabbriche a raccogliere il mandato dei lavoratori e
delle lavoratrici”
o è "un calendario condiviso di incontri per provare a trovare una soluzione" come detto nel comunicato congiunto di Fim-Fiom-Uilm che smentisce le notizie di stampa?
I
sindacati dopo l’incontro al Mimit, tregua di 50 giorni. L’azienda
aveva annunciato un piano di 1.719 tagli
Solaro
(Monza e Brianza) – Una
tregua di 50 giorni:
nessuna lettera di licenziamento, nessuna chiusura di stabilimento,
impegno a trattare alla ricerca di soluzioni alternative con la
garanzia di sostegno economico da parte del governo e delle Regioni
coinvolte. È il risultato dell’incontro di ieri al ministero delle
Imprese e del Made in Italy per la vertenza
Electrolux.
La dirigenza del colosso svedese degli elettrodomestici, presente
all’incontro con tutto il management dei 5 stabilimenti italiani,
ha congelato per cinquanta giorni il piano presentato a inizio maggio
che prevede
1.719 licenziamenti e
che il 25 maggio scorso era stato definito dallo stesso
ministro Adolfo
Urso “irricevibile”.
la seconda questione è "siamo sicuri che Electrolux sia disponibile a ritirare il piano di chiusure e licenziamenti?""Ieri
i rappresentanti del gruppo svedese degli elettrodomestici hanno
manifestato la
disponibilità a valutare percorsi alternativi e misure condivise con
le organizzazioni dei lavoratori. All’incontro hanno preso parte i
delegati dei sindacati di categoria e i vertici di Confindustria per
esaminare i nodi legati alla contrazione dei volumi produttivi della
multinazionale. La tregua di quasi due mesi servirà a strutturare un
piano di salvaguardia per i livelli di occupazione."
dove nel linguaggio burocratico non traspare chiaramente questa rinuncia. Ma si può avere fiducia nel ministro Urso e il suo governo che come dichiarato ieri ha detto che metterà in campo tutte le forme di sostegno e ammortizzatori sociali? Dove stà la discontinuità col vecchio piano? Nessuna
"Il
governo, tramite il ministro Urso, ha fatto sapere che è pronto ad
attuare misure ordinarie e straordinarie a sostegno della vertenza,
quindi tutte le forme di ammortizzatori sociali, mentre Regione
Lombardia, rappresentata dall’assessore al Lavoro, Simona Tirone,
ha manifestato disponibilità anche a investimenti sullo stabilimento
di Solaro."
dalle prime dichiarazioni non solo i confederali ma anche USB "ripongono fiducia sul ruolo e intervento del governo
"Dal
fronte sindacale, per Davide Sperti (Uilm) “è un primo passo
importante, non è ancora la soluzione ma si è aperta una
discussione”. “Li abbiamo fermati, abbiamo vinto, ma la battaglia
non è finita”, aggiunge Michele De Palma (Fiom), che ha parlato di
“tregua armata tra noi ed Electrolux. Avevamo chiesto il ritiro del
piano e l’azienda ha accettato la proposta dei sindacati, del
governo e delle istituzioni di mettere in discussione il piano e nel
periodo di confronto non procederà unilateralmente”."
"Al
tavolo, il Ministro ha risposto direttamente alle sollecitazioni
poste, sostenendo che il Governo è pronto a intervenire anche con
strumenti di carattere ordinario e straordinario. Con il Ministero si
è inoltre concordato l’avvio di un percorso strutturato, fatto di
tavoli tecnici e politici, da calendarizzare già a partire dalla
prossima settimana. Per USB questa disponibilità deve ora tradursi
in atti concreti, verificabili e vincolanti. I prossimi tavoli
dovranno servire a costruire una reale alternativa al piano
dell’azienda, non a gestire esuberi, chiusure o riduzioni del
perimetro industriale."
“Li
abbiamo fermati, ma tra noi e l’azienda è una tregua armata“,
ha rivendicato il segretario della Fiom-Cgil Michele De Palma,
al termine dell’incontro con l’azienda e il governo. “Arrivavamo
a questo tavolo con due elementi chiari: erano pronti ad aprire le
procedure di mobilità e a pagare il prezzo erano i lavoratori di
Cerreto d’Esi perchè su quello stabilimento ci avevano messo la
croce sopra. Li abbiamo, li avete fermati, ma non
siamo alla soluzione della
vertenza, dobbiamo avere la piena consapevolezza che la
battaglia non si è conclusa“,
ha avvertito."
"Il
commento della Fiom-Cgil: "Primo risultato della mobilitazione"
La
notizia è stata commentata positivamente, seppur con la dovuta
cautela, da Barbara Tibaldi, segretaria nazionale Fiom-Cgil e
responsabile per il settore dell'elettrodomestico, che in una nota ha
dichiarato: “La mobilitazione delle lavoratrici e dei lavoratori ha
ottenuto un primo risultato. Dopo le assemblee negli stabilimenti,
con il mandato dei lavoratori, inizieremo il confronto con
l’azienda”."
ORA LA PAROLA DEVE PASSARE ALLE OPERAIE E OPERAI DI ELECTROLUX CHE DOVRANNO RIBADIRE NELLE ASSEMBLEE E NELLA LOTTA LE PAROLE D'ORDINE DI QUESTE SETTIMANE: "RITIRO COMPLETO DEL PIANO AZIENDALE" - "STABILIZZAZIONE DEI GIOVANI PRECARI" - "NESSUNA CHIUSURA" - "UNITA' DI TUTTI I SITI PRODUTTIVI" - "PIANO INDUSTRIALE DI RILANCIO DELLA PRODUZIONE".