mercoledì 21 settembre 2022

22 settembre - info solidale: La Sanità della Lombardia è efficientissima e i suoi dirigenti sono meravigliosi. I veri cattivi sono i delegati sindacali USB. Parola del Tribunale di Lecco: 8 mesi a Scorzelli

 la lotta per i diritti della salute e sicurezza nella sanità e ovunque non è reato, criminale è la giunta lombarda. Serve un fronte comune per respingere l'attacco repressivo.

Slai Cobas sc Sanità Milano

Lecco -

Denunciare su Facebook all’inizio della pandemia di Covid-19 la disastrosa situazione della Sanità lombarda - nello specifico della ASST di Lecco - e chiedere giustizia per l’operato di una dirigenza manifestamente inadeguata, costituisce un reato e non importa se nei post incriminati non ci siano nomi, né offese.

Lo ha deciso la giudice del Tribunale di Lecco Maria Chiara Arrighi che ha condannato per diffamazione Francesco Scorzelli, caposala e rappresentante sindacale di USB. Tanto per sottolineare il valore “educativo” della sentenza, la giudice ha addirittura raddoppiato la pena richiesta dall’accusa: otto mesi anziché quattro perché il direttore generale dell’ASST, Paolo Favini, si è sentito diffamato.

L’Unione Sindacale di Base si schiera compatta con Francesco Scorzelli, un delegato scomodo che evidentemente andava richiamato all’ordine e a più miti comportamenti, soprattutto dopo il rifiuto di adottare comportamenti a rischio per la salute di pazienti e personale. Nell’ospedale Mandic di Merate, nella ASST di Lecco, nella Sanità lombarda che durante la pandemia tanto hanno brillato per efficienza, non c’è spazio per le critiche e per l’attività sindacale.

Se pretendi le giuste protezioni, se rifiuti di far entrare nei reparti infetti personale non formato, se parli di prevenzione secondaria, di filtri, di pressione negativa e di Dpi meriti di essere punito, a maggior ragione se lamenti l’incapacità e l’inadeguatezza di dirigenti e amministratori. I quali peraltro hanno dato luogo nel tempo a una vera e propria persecuzione contro Scorzelli, avviando ben 12 procedimenti disciplinari e irrogando mesi e mesi di sospensione.

Da oggi i cittadini della Lombardia sono più sereni: condannato Scorzelli, finalmente la Sanità di Lecco e quella regionale hanno risolto tutti i problemi. Il Covid? Non c’è mai stato.

L’USB rinnovare la propria concreta solidarietà a Francesco e annuncia la preparazione di iniziative di sostegno al proprio delegato.

Unione Sindacale di Base


21 settembre - CONTRO LE MORTI (ASSASSINI) IN ALTERNANZA, UNITÀ STUDENTI LAVORATORI: Giuliano De Seta, la protesta dei coordinamenti studenteschi a Noventa: «Basta sfruttamento, basta studenti morti»

 

20 / 9 / 2022

I coordinamenti studenti medi nord-est, provenienti da Venezia-Mestre, Treviso, Padova, Vicenza, Schio e Trento hanno manifestato insieme a lavoratori e lavoratrici di Adl Cobas all’esterno della Bc Service, l’azienda di Noventa di Piave dove venerdì scorso ha perso la vita Giuliano De Seta, studente diciottenne durante l’alternanza scuola-lavoro. È il terzo ragazzo in un anno ucciso da un sistema di sfruttamento e morte che dai luoghi di lavoro arriva fino ad i banchi di scuola. 

«La vostra scuola ci sta uccidendo. Basta studenti sfruttati. Basta studenti morti», queste le parole d'ordine della mobilitazione studentesca, affiancata dai lavoratori e dalle lavoratrici dell'Adl Cobas. Un presidio che ha sin da subito espresso rabbia e dissenso rispetto al funzionamento del PCTO e dei tragici risvolti che ne conseguono. Allo stesso tempo e a più voci si rivendica un rinnovamento del sistema scolastico, che porti un cambiamento radicale e totale che garantisca un vero diritto allo studio.

Fridays for Future Venezia ha sottolineato come la scuola non insegna a vivere in questo pianeta e in questo ecosistema e non offre gli strumenti atti ad affrontare la crisi climatica che avanza. Il sistema che ha portato alla morte di tre ragazzi è lo stesso che ha portato alla crisi climatica. Per questo, rilanciano la piazza di venerdì 23 settembre durante lo sciopero per il clima sottolineando come la lotta climatica è la stessa di quella per il lavoro e per la giustizia sociale.

L'Adl Cobas ha aderito al presidio per gridare con forza il proprio “basta” a questo modello in cui le imprese guardano solo al profitto, ed entrano nelle scuole per sottomettere studenti e studentesse ad una logica malata di lavoro senza diritti. Per Adl Cobas, gli intessersi dei lavoratori sono gli stessi degli studenti, ovvero di avere un reddito dignitoso e di non morire nei luoghi di lavoro,

È poi intervenuta Valentina del coordinamento studenti medi Venezia Mestre, sottolineando come « le morti sul lavoro non possono essere invisibilizzate e normalizzate. Non si può tacere davanti alla complicità di aziende e imprese che portano avanti un modello di sfruttamento. Si tratta della nostra vita».

Durante il presidio è stata realizzata, sull'asfalto davanti ai cancelli della BC service, una grande scritta che recita “Basta morti e stop al Pcto!!”.

Una scritta lasciata sull'asfalto, in modo che la rabbia rimanga indelebile davanti alle aziende e alle istituzioni che permettono queste dinamiche di morte in nome del profitto.

L'insegna dell'azienda è stata invece imbrattata con la scritta: "assassini, basta sfruttamento" La responsabilità di queste morti non è solo del sistema scolastico, ma di questo sistema produttivo e delle aziende che precarizzano il lavoro e accettano l'alternanza scuola lavoro.


21 settembre - LOTTA PER IL LAVORO TARANTO: ASILI - Giovedì 22 importante assemblea sindacale

 

COMUNICATO STAMPA

GIOVEDI' 22 SETTEMBRE ORE 17 ASSEMBLEA 

NELLA SEDE SLAI COBAS SC VIA L. ANDRONICO, 47

APERTA A TUTTE LE LAVORATRICI E LAVORATORI DEGLI ASILI

L'OdG dell'assemblea

Prima vi sarà un breve report dell'Assemblea proletaria nazionale tenutasi a Roma sabato 17 settembre, presenti anche rappresentanti asili di Taranto - iniziative nazionali;

Sulla battaglia locale verso Comune e Ditta:

- aumento dell'orario di lavoro; almeno 5 ore di lavoro al giorno e 30 settimanali, non la miseria di 3 ore, in cui comunque si pretende da noi tantissimo lavoro;

- fine definitiva e totale delle sospensioni, sia estive che a natale e pasqua - nell'assemblea faremo il punto sui lavori straordinari fatti quest'estate;

- aumento del salario (i nostri salari sono ampiamente al di sotto del cosiddetto "salario minimo") e aumento del livello contrattuale;

- attrezzature, macchinari, prodotti adeguati che non mettano in pericolo la nostra sicurezza e salute;

* internalizzazione del servizio e dei rapporti di lavoro per mettere fine alla storica precarietà

Su con l'Assemblea di Roma abbiamo cominciato a mettere le basi per una lotta unitaria nazionale, perchè per vincere questa battaglia deve essere più grande, nazionale contro padroni e contro il governo.


Slai Cobas per il sindacato di classe


martedì 20 settembre 2022

20 settembre - Buona e più grande del previsto la partecipazione all'assemblea proletaria anticapitalista di Roma del 17 settembre

 

Si è svolta in un clima di unità e lotta, con la fusione di vari aspetti del dibattito: lotte di fabbriche, lotte sociali e politiche, teoria e prassi, proposte socializzate e da socializzare,  diverse iniziative; emersi elementi importanti della marcia verso il fronte unico di classe.

Un fatto nuovo si è determinato!

Nei prossimi giorni vi sarà un report comune e una nuova serie di indicazioni per il lavoro e collegamento, nel futuro immediato e di prospettiva, da immergere e contaminare nel movimento classista e combattivo generale, nell'opposizione proletaria e rivoluzionaria complessiva all'insegna di unità, lotta, trasformazione.


20 settembre - Intervista a Radio Black out sulla lotta delle operaie della Beretta

 

Ascolta

https://radioblackout.org/podcast/frittura-mistaradio-fabbrica-13-09-2022/

Il secondo argomento della puntata è ruotato attorno alle condizioni delle lavoratrici dello stabilimento a Trezzo sull’Adda (MI) del salumificio industriale Beretta. Con l’aiuto di Donatella, dello SLAI COBAS sc e attivista dell’ADL (Assemblea Donne Lavoratrici), abbiamo ripercorso l’inizio delle mobilitazioni di queste donne che hanno dovuto subire un peggioramento delle condizioni di pagamento e di lavoro stesso, causato da un’accordo sindacale firmato tra la UIL e l’azienda, del quale però le lavoratrici stesse sono state messe all’oscuro.

Con un colpo di spugna si cancellano i diritti di donne che oltre al lavoro produttivo si occupano anche di lavoro domestico e per questo vengono svantaggiate invece che aiutate. Infatti il premo di produzione che di fatto và a costituire un contributo fondamentale per delle operaie con un basso stipendio, viene negato alla prima assenza di servizio, in particolare per maternità, che ovviamente è quasi inevitabile per le lavoratrici (donne per quasi la totalità dell’organico) che devono districarsi tra impegni famigliari e lavoro.

Si è deciso comunque di alzare la testa, cominciando con l’abbandono del “sindacato traditore” per uno che invece ha appoggiato l’autodeterminazione e le mobilitazioni di queste lavoratrici e che nelle assemblee da loro organizzate amplia lo sguardo critico su questioni sociali, come guerra, rincari e discriminazioni.


lunedì 19 settembre 2022

19 settembre - Per Giuliano NO PCTO! Assemblea studentesca Palermo nella sede Slai Cobas sc

 una iniziativa da fare propria e diffondere

Contro la scuola al servizio degli interessi dei padroni capitalisti e della guerra imperialista mobilitarsi e lottare è giusto e sempre più necessario.... per l'unità di studenti e lavoratori


venerdì 16 settembre 2022

16 settembre - Domani a Roma Assemblea Proletaria Anticapitalista - per collegare le lotte, per un fronte unico di classe contro padroni, governo, Stato

 


16 settembre - Lavoro, Piacenza maglia nera in regione per le malattie professionali

 

Calano gli incidenti mortali ma crescono le malattie professionali: in proposito siamo “maglia nera” in regione Emilia Romagna dove invece, queste ultime sono in netta discesa.

All’indomani della firma, da parte di associazioni datoriali, sindacati e Regione Emilia Romagna, del Protocollo per la tutela della salute e della sicurezza sul lavoro, ecco una delle anomalie emergere nell’evidenza dei dati provinciali forniti in anteprima da Anmil Piacenza e di fonte Inail.

Gli infortuni totali denunciati nella nostra regione dal primo gennaio alla fine di luglio sono 49.372 (+18,5 % rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente), nel Piacentino siamo a 2.837 casi (+22,1 %), sopra la media dunque. Per fortuna, ecco un drastico calo degli incidenti mortali passati in Regione da 62 a 50 (confronto 2021-2022) e a Piacenza da 11 a 5, un dimezzamento molto positivo seppure non solleva di un millimetro la drammaticità del dato.

La sorpresa riguarda le malattie professionali che in regione scendono a – 2% mentre a Piacenza l’incremento è del 35,6%, passando da 87 casi l’anno passato ai 118 di quest’anno finora. Numeri contenuti, ma specchio di un’escalation che non lascia tranquilli. Un campanello d’allarme.


16 settembre - Città della Salute Torino«Medici senza camici e posti letto senza lenzuola»

 

Il caro energia impatta sulle consegne di biancheria pulita. Lunedì l’incontro tra l’azienda di lavanderie e la società regionale degli appalti

Il personale sanitario di Città della Salute rischia di restare letteralmente «in mutande». «Alcune sale operatorie, medicina, chirurgia e otorinolaringoiatria ci hanno spiegato di non avere più nè camici nè lenzuola — Non solo, mesi fa in tutta l’Azienda hanno installato dei distributori automatici di divise che avrebbero dovuto accelerare e facilitare il ricambio tra sporco e pulito, ma non sono mai partiti».

Al momento, infatti, l’azienda che si occupa del servizio di biancheria sta consegnando solo un terzo degli ordini. E non è tutto. Il sindacato teme che l’aumento del costo dell’energia possa avere ripercussioni anche sulla regolarità della mensa per i dipendenti e per i pasti dei ricoverati.

Nelle scorse settimane, infatti, Lit aveva inviato due lettere per spiegare che rischiava di essere costretta a sospendere l’attività visto che i prezzi del gas «hanno fatto lievitare le bollette da 20 mila a 270 mila euro al mese».


giovedì 15 settembre 2022

LE CONDIZIONI D VITA E DI LAVORO DEI PROLETARI NON ENTRANO NELLA LORO PROPAGANDA ELETTORALE

 DAI MURI ALLE FABBRICHE PER L’ASSEMBLEA PROLETARIA ANTICAPITALISTA

 Dall’aumento spaventoso dei prezzi, con una consistente perdita del potere d’acquisto dei salari per i lavoratori, per tutti i proletari, che si fonde con il dato negativo dei bassi salari nel paese, diminuiti del 3% negli ultimi trent’anni, salari che in percentuale sempre in Italia incidono al 18% per le aziende, almeno 5/8 punti in percentuale sotto la media europea, regalando un margine di profitto ancora maggiore ai padroni.

Dai recenti dati Istat che fotografano la situazione che ‘si percepisce in fabbrica’, con l’occupazione in calo, in particolare male per le donne e giovani, e la tenuta/crescita dei contratti a tempo determinato oltre i tre milioni, il dato più alto dall’inizio delle rilevazioni Istat del 1997.

Alle condizioni di lavoro e contrattuali in continuo peggioramento nelle fabbriche, e a cascata negli altri posti, tanto che, persino i confederali che hanno fatto della conciliazione la loro linea politico sindacale, dove conciliazione significa sottomettere gli interessi dei lavoratori a quelli aziendali, sono obbligati dai

lunedì 12 settembre 2022

12 settembre - Riprende a Palermo la lotta dei precari Assistenti: il diritto al lavoro non si tocca! Solidarietà attiva in piazza di studenti e compagne attiviste No Muos... verso l'assemblea proletaria anticapitalista del 17 a Roma

 

SIT IN di protesta oggi a Piazza Pretoria a Palermo al Palazzo del Comune/Città Metropolitana contro il nuovo Sindaco Lagalla e tutta la sua giunta che non ha perso tempo dal suo insediamento ad attaccare senza scrupoli i diritti degli studenti disabili e delle lavoratrici e lavoratori precari Assistenti igienico-personale, ad oggi infatti a pochissimi giorni dall'inizio della scuola non vi è stata nessuna risposta concreta rispetto alla ripresa del servizio di assistenza specializzato nelle scuole di superiori di Palermo e prov, mentre in modo assolutamente scellerato il Sindaco Lagalla ha annunciato di togliere il servizio anche dalle scuole di primo grado. 



Gli Assistenti precari hanno sì protestato contro l'attacco al loro diritto al lavoro da anni e anni difeso anche a suon di repressione ma hanno allargato la denuncia anche a tutti gli attacchi sferrati dai governi al potere contro  i lavoratori, gli operai, i precari, i disoccupati, le donne, i giovani in una fase di crisi economica profonda aggravata dal Covid prima e ora dalla guerra interimperialista in Ucraina in particolare che questo sistema dei padroni capitalisti scarica principalmente sulle spalle dei proletari. 
Rimandiamo i vostri ipocriti proclami elettorali al mittente! Serve la lotta non il voto! 





Bella presenza solidale e attiva in piazza di una delegazione di studentesse e studenti medi e universitari e di attivisti del Comitato No Muos di Palermo che hanno arricchito la denuncia generale che si è fatta in piazza al megafono mentre si diffondevano volantini e si attaccavano locandine, con interesse di tante persone che si sono fermate, hanno solidarizzato, condividendo le ragioni della protesta. 


l'intervento della studentessa





l'intervento della compagna No Muos

Durante la manifestazione è stata ribadita la necessità di collegarsi e unirsi con le altre lotte con l'informazione sulla assemblea proletaria anticapitalista del 17 settembre in cui si porterà anche questa lotta dei precari di Palermo. 




venerdì 9 settembre 2022

10 settembre - INFO SOLIDALE: COMUNICATO/VOLANTINO POSTE

 

Diffuso ieri mattina ai lavoratori e alle lavoratrici del Centro smistamento postale di Ponsacco (dove Valerio è morto cadendo dal tetto), alle Poste di Ponsacco, alle Poste centrali di Pisa 


 

10 settembre - CATANIA: "FOGLIO DI VIA" PER UN MILITANTE ANTIRAZZISTA

 

lo Slai Cobas per il sindacato di classe aderisce all'appello

“FRONTEX UCCIDE” e “BASTA MORTI””.

di Antirazzist* catanesi 

Il giorno 24 agosto, la questura di Catania ha dato un foglio di via di un anno dalla città etnea a un compagno che fa parte di diverse realtà politiche e associative impegnate, in città e in Sicilia, nella lotta antirazzista e per la libertà di movimento delle persone migranti.

Il foglio di via è stato comminato a seguito della notifica di avvio di indagini a suo carico per un reato di deturpamento e imbrattamento. Secondo il verbale, la notte del 19 agosto sulla “facciata principale della sede dell’Agenzia Frontex, sita in questa via Transito nr. 74” a Catania, “veniva lanciata della vernice contenuta in alcune latte e, mediante l’uso di bombolette spray, venivano scritte le seguenti frasi: “FRONTEX UCCIDE” e “BASTA MORTI””.

Conosciamo il ruolo mortifero che l’agenzia europea della guardia di frontiera e costiera Frontex ha nel Mar Mediterraneo e agli altri confini della Fortezza Europa. Se servisse, l’inchiesta del quotidiano Le Monde che ha portato alle dimissioni in aprile scorso dello stesso direttore di Frontex, mostra bene la mancanza di trasparenza e le continue violazioni di diritti umani, come i respingimenti illegali in mare, che contraddistinguono l’operato di quest’agenzia. Non troviamo quindi nulla di strano se la seconda sede che questa ha in Europa, ovvero a Catania, si è ritrovata con delle scritte che indicano alla città che Frontex è complice delle stragi razziste che avvengono in mare.

Sottolineando che il compagno in oggetto di tale provvedimento è meramente un indagato, ci preme riflettere sul senso di questo foglio di via. E’ stato infatti apparentemente dato perché il compagno risulta residente in un’altra regione, ovvero rendendo irrilevante che da quasi due anni la sua vita lavorativa, sociale e affettiva è radicata in questa città siciliana.
Eppure, la misura sembrava già preparata a prescindere dalle risposte date dal compagno in questura rispetto ai propri legami con la città, dato che l’ora del protocollo del foglio di via è ben precedente a quella in cui è stato convocato dalla digos.

Questo atto segnala l’ennesima stretta repressiva in corso. E’ gravissimo che anche a Catania, come in molte altri parti di Italia a carico di attivist* impegnat* su diversi fronti di lotta, le forze di polizia continuino sempre più a scegliere il foglio di via come metodo di censura. Che si leda il diritto alla vita sociale, politica, affettiva e lavorativa con una misura repressiva che pone chi ne viene colpit* in un inaccettabile tempo d’attesa ed esilio. Una misura che richiede ingenti spese legali per poter essere revocata ma che può essere data sulla base di pregiudizi, in modo rapido e ampiamente discrezionale.

Infine, mostriamo l’amaro parallelismo che si viene a creare: nel foglio di via viene infatti ordinato il “rimpatrio” a proprie spese verso il luogo di residenza, così come spesso succede a chi viene colpito da un provvedimento di respingimento alla frontiera. Sappiamo che la solidarietà collettiva coprirà i costi legati a questo spostamento coatto comminato all’attivista noborder e alla sua difesa legale. Chi è invece migrante, e magari anche razzializzat*, non ha quasi mai il privilegio di ricevere questo tipo di supporto.
E’ per questo che non smetteremo di dire che dei fogli di carta non possono decidere dove le persone devono fermarsi o non possono andare. Se pensano di farci paura o di isolarci si sbagliano, la lotta contro ogni tipo di frontiera e per la libertà di movimento e autodeterminazione delle persone continua.

Antirazzist* catanesi

lo Slai Cobas per il sindacato di classe aderisce all'appello

Le prime firme che aderiscono all’appello:
-Arci Melquiades APS
-Sorcio Rosso
-Rete Antirazzista Catanese
-Comitato di Solidarietà Popolare “Graziella Giuffrida”
-C.s.a. Officina Rebelde
-Comitato Territoriale ARCI Catania

9 settembre - Lotta per la sicurezza sul lavoro e contro il fascismo padronale: dalla Marcegaglia di Ravenna all'Assemblea proletaria di Roma del 17 settembre

 

Lo Slai Cobas per il sindacato di classe invita alla partecipazione degli operai e alle organizzazioni sindacali di base presenti alla Marcegaglia di Ravenna all’Assemblea Proletaria Anticapitalista che si terrà a Roma il 17 settembre, un'assemblea in presenza per dare voce ed unire le lotte proletarie contro padroni e governi, per ricostruire la forza degli operai in fabbrica e nella società, per mettere al centro gli interessi operai. Dalla fabbrica ad una piattaforma di lotta proletaria sul piano nazionale costruita dalle lotte di operai, braccianti, donne lavoratrici, disoccupati, realtà che si battono contro le morti sul lavoro.
Lo vediamo chiaramente quanto questo sia necessario anche alla Marcegaglia. Nonostante crisi economica e Covid, lo scorso anno Marcegaglia ha realizzato il massimo dei profitti di tutta la sua storia imprenditoriale e questo cosa ha significato per gli operai? Un peggioramento delle condizioni di lavoro, un aggravamento che ha portato alla morte sul lavoro di un operaio dell’appalto e l’esposizione al rischio-sicurezza quotidiana con i coils, con le pinze dal peso di qualche tonnellata che si schiantano dai carroponte e che, fortunatamente, non hanno ucciso nessun altro operaio. Su questo gli scioperi non sono bastati ed è necessario rilanciare una lotta che porti a nuovi rls e ad una postazione sanitaria/ispettiva fissa all’interno della fabbrica. Più profitti vuol dire anche più fascismo padronale, rafforzato dagli accordi con i confederali: è di ieri la sanzione ricevuta da 2 operai per la donazione del sangue, nonostante il preavviso e l’autorizzazione del capoturno, presa dalla direzione dello stabilimento di Ravenna che si fa scudo degli accordi sindacali per reprimere e sanzionare un diritto degli operai.
Con queste sanzioni i padroni intendono mandare chiari segnali di chi comanda in fabbrica anche per fronteggiare una nuova fase di possibili rivendicazioni dei i lavoratori in termini di aumenti salariali, di chiusure legate all’aumento del costo materie prime (acciaio/gas/elettricità), di cassintegrazione, di emergenza-sicurezza che la guerra in corso non potrà che scatenare. Siamo dentro una guerra interimperialista dalle conseguenze devastanti per i lavoratori ed i popoli, il governo Draghi, con dietro i padroni, ci ha trascinato dentro per partecipare alla spartizione del mondo delle risorse e per l’espansione dei profitti del Capitale industriale e finanziario. Le scelte di guerra di padroni e governo e la crisi economica in cui si dibattono i padroni stanno portando all’estensione per gli operai della povertà, all’accentuazione dell’attacco ai salari che non bastano a fronteggiare il carovita e il caro bollette, ad una maggiore intensità dei ritmi di lavoro, alle morti sul lavoro, alle delocalizzazioni, a spingere sempre più verso il fascismo padronale. Queste scelte di guerra non hanno trovato la necessaria e giusta opposizione in Parlamento e nei sindacati confederali, tutti allineati e coperti al governo Draghi. Un’opposizione che gli operai hanno cominciato a fare da soli, e hanno cominciato a protestare, dalla grande manifestazione di Firenze organizzata dagli operai GKN, alle manifestazioni davanti alle basi militari, ai presidi ai porti per boicottare l’invio di armi, alla petizione portata alle fabbriche dallo Slai Cobas sc, alla giornata di lotta nazionale contro la guerra del 20 maggio …... Ancora poco ma è su questa strada che bisogna andare avanti con il protagonismo degli operai in lotta.
Nessuno ci rappresenta e, pertanto è ora di rappresentarci da soli, con la nostra autonomia.
Il governo che verrà si occuperà di salvare i padroni ed il loro sistema, scaricherà i costi della crisi e della guerra sui lavoratori, attuerà programmi di austerità e di razionamento. Dai partiti in corsa alle elezioni non c’è alcun interesse alla condizione dei lavoratori e delle masse e noi dovremmo stare a guardare o disinteressarci?
No! dobbiamo rispondere con la nostra campagna elettorale, con il nostro programma di lotta da presentare a padroni e governo.
L’Assemblea che stiamo preparando a Roma è un passo importante e lanciamo l’appello alla massima partecipazione


ASSEMBLEA PROLETARIA
ANTICAPITALISTA
Unire le lotte operaie e proletarie!
Basta con i governi dei padroni!
Roma 17 settembre ore 14,30
Metropoliz via Prenestina 913

info e adesioni:
assemproletariaanticapitalista@gmail.com

Per info e contatti a Ravenna:
Slai Cobas per il sindacato di classe-Ravenna
tel. 339/8911853


9 settembre - Sulla vertenza Tessitura di Mottola e l'azione, attualmente unica, dello Slai Cobas, spazio nella stampa locale e commenti

 CORRIERE DI TARANTO

Tessitura Mottola, si chiede la mediazione del prefetto
Lo Slai cobas ha tenuto ieri (7/9) la prevista assemblea in piazza Plebiscito a Mottola sulla vertenza in atto della Tessitura srl in liquidazione del gruppo Albini, che ha visto la partecipazione del gruppo dei lavoratori aderenti allo Slai cobas più altre realtà sostenitrici della lotta di Taranto e di Mottola. “In contemporanea alla nostra assemblea il senatore Mario Turco ha continuato nella sua opera di illudere i lavoratori a fini di campagna elettorale incontrando alcuni di essi; a questa iniziativa hanno naturalmente partecipato gruppi ristretti di lavoratori della Tessitura aderenti ai sindacati confederali, nonostante le precedenti promesse di Turco siano cadute nel vuoto – mentre la maggioranza dei lavoratori non ha partecipato a nessuna delle iniziative per la delusione subita a causa della situazione creatasi e per sfiducia nella possibilità di cambiarla” affermano dallo Slai cobas provinciale – Rsa Tessitura di Mottola
L’assemblea dei lavoratori Slai cobas ha preso alcune decisioni che saranno comunicate a tutti i lavortori: “Una richiesta di incontro alla Prefettura – affinché venga trasmesso al governo in carica la situazione di disagio e preoccupazione dei lavoratori dopo il ritiro della Motion e la necessità di prorogare la cassa integrazione; invitare i lavoratori a partecipare in massa con un presidio sotto gli uffici della Regione a Bari il 27 settembre in occasione dell’incontro convocato dalla Task force regionale per l’occupazione diretta dal dott. Caroli, anche per sostenere la necessità che l’incontro sia con tutte le rappresentanze sindacali senza alcuna discriminazione e diktat di Albini e segreterie confederali anti Slai cobas; i rappresentanti dei lavoratori Slai cobas Tessitura saranno a Roma per una assemblea nazionale con altre realtà lavorative in lotta nel nostro Paese, con l’obbiettivo di rinsaldare e stringere i rapporti con le altre fabbriche in lotta contro la delocalizzazione e la chiusura: Gkn di Firenze Wartsila di Trieste, ecc, per una solidale e comune lotta che preveda una manifestazione comune, in occasione dell’insediamento del nuovo governo, al Mise e a Palazzo Chigi“.

 GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO


QUOTIDIANO


COMMENTO DI F. GENTILE "CASA DELLA SINISTRA"

L'altra sera ho partecipato all'incontro di chiara matrice elettorale tra il sen. Turco, il Sindaco Barulli ed alcuni candidati 5 stelle alle politiche ed una rappresentanza dei lavoratori e delle lavoratrici nella sala del Palazzo della Cultura del "Perasso".
Mi ha fatto un certo effetto ascoltare dalla bocca di un autorevole rappresentate delle Istituzioni, fidato collaboratore di un ex Presidente del Consiglio nonché deus ex machina del partito di maggioranza relativa in Parlamento e fino a 15 giorni fa azionista di maggioranza del governo Draghi (il movimento 5 stelle) che, dopo aver annunciato a giugno l'imminente chiusura della vertenza, come dimostrato dall'articolo dell'ottimo e sempre attento cronista locale Francesco Francavilla, uno dei problemi più importanti su cui la trattativa si è arenata è il valore del capannone, oltre al solito richiamo al costo dell'energia che nella scale delle cazzate giustificatrici, ha preso prepotentemente il posto della pandemia.

9 settembre - INFO SOLIDALE: Movimento di Lotta - Disoccupati "7 Novembre"

 

BOLLETTE, CAROVITA, DISOCCUPAZIONE!

NOI NON PAGHIAMO!

CONTINUIAMO CON LA LOTTA!

Dopo l'enorme successo delle iniziative contro il carovita e l'aumento delle bollette (incendiate a Piazza Matteotti) a causa della speculazione finanziaria, della privatizzazione del settore energetico e dell'escalation bellica, abbiamo ricevuto numerose richieste per coordinarci a livello generale e proseguire la mobilitazione. Per questo ci vedremo Mercoledì prossimo alle 17:30 a Via Mezzocannone per organizzarci. Chiediamo a tutti e tutte ad invitare tutti coloro i quali non vogliono solo lamentarsi su facebook e vogliono organizzarsi per i prossimi mesi.

Dopo le elezioni la nostra situazione non farà che peggiorare, nel paese monta il malcontento ma non basta, bisogna organizzarlo per non lasciare tutto a poche fiammate.

ALLA LOTTA!

#Napoli #Lavoro #Napoli



9 settembre - PALERMO: VERSO L'ASSEMBLEA DEL 17

 

Comunicato stampa

Palermo, 9 settembre ’22

Lunedì 12 settembre Manifestazione davanti al Comune di Palermo per la difesa dei diritti degli studenti disabili delle loro famiglie e delle lavoratrici e dei lavoratori

Per il diritto al lavoro e allo studio

L’assemblea delle lavoratrici e dei lavoratori delle coop sociali di lunedì scorso ha fatto il punto dopo la pausa estiva sul contesto politico generale e la vertenza che li vede impegnati, e che ogni anno si ripete puntualmente, nella difesa dei diritti calpestati.

L’introduzione ha inserito la vertenza nel contesto generale della politica nel nostro paese dal punto di vista delle condizioni in peggioramento costante della classe lavoratrice: dal lungo elenco dei licenziamenti incorso, a causa anche delle delocalizzazioni, agli infortuni e ai morti sul lavoro, ai salari bassissimi e all’uso spropositato del precariato e della cassa integrazione per citare solo alcuni esempi, e della situazione di guerra in cui ci ha cacciati il governo Draghi.

Situazione di “economia di guerra” che il governo (anche quello che verrà) scarica sulle lavoratrici, lavoratori e masse popolari e ciò è chiarissimo dai prezzi in aumento costante, e in particolare, ma non solo, quello del gas, dei beni di prima necessità ecc.

In questo senso l’assemblea ha solidarizzato con tutte le situazioni di lotta esistenti e ha deciso che una delegazione parteciperà all’Assemblea che si terrà a Roma il 17 settembre alle ore 14,30 che ha l’obbiettivo di unire le lotte.

La vertenza specifica delle assistenti e degli assistenti igienico personale specializzati, e cioè quella che vede negati i diritti soprattutto degli studenti disabili, delle loro famiglie, si inserisce nel contesto dei diritti negati che li costringono ogni anno a ricominciare la lotta contro le amministrazioni locali innanzi tutto, la Città Metropolitana che adesso ha come sindaco Lagalla (che ha dato subito un segnale negativo in questo senso!) e l’Assessorato al Lavoro con a capo Scavone che vorrebbe eliminare del tutto questo servizio essenziale.

L’assemblea delle lavoratrici e dei lavoratori ha infine deciso di inviare una richiesta di incontro al sindaco Lagalla e di dare inizio alle lotte di quest’anno con una prima manifestazione che si terrà lunedì 12 settembre dalle ore 10,30 a Piazza Pretoria sede del Comune di Palermo.


Slai Cobas per il sindacato di classe – 340.8429376 – 338.7708110

Via M. Cipolla 93 - Palermo

giovedì 8 settembre 2022

8 settembre - Le decisioni prese dall'Assemblea Slai Cobas Tessitura di Mottola. L'intervento dello Slai Cobas

 

Lo Slai Cobas ha tenuto ieri mercoledi 7 l'assemblea in piazza Plebiscito a Mottola sulla vertenza in atto - l'assemblea ha visto la partecipazione del gruppo dei lavoratori aderenti allo Slai Cobas più altre realtà sostenitrici della lotta di Taranto e di Mottola - anche per la contemporanea presenza dell'on Turco che ha continuato nella sua opera  di illudere i lavoratori a fini di campagna elettorale; a questa iniziativa naturalmente gruppi ristretti di lavoratori della Tessitura aderenti ai sindacati confederali hanno partecipato, nonostante le precedenti promesse di Turco siano cadute nel vuoto - mentre la maggioranza dei lavoratori non ha partecipato a nessuna delle iniziative per delusione sulla situazione creatasi e sfiducia nella possibilità di cambiarla.

L'assemblea dei lavoratori Slai Cobas ha preso le seguenti decisioni che saranno comunicate a tutti i lavortori:

- richiesta di incontro alla Prefettura - perchè venga trasmesso al governo in carica la situazione di disagio e preoccupazione dei lavoratori dopo il ritiro della Motion e la necessità di prorogare la cassa integrazione;

- invitare i lavoratori a partecipare in massa con un presidio sotto la Regione il 27 settembre in occasione dell'incontro convocato dalla Task-force diretta dal dott. Caroli, anche per sostenere la necessità che l'incontro sia con tutte le rappresentanze sindacali senza alcuna discriminazione e diktat di Albini e segreterie confederali anti/Slai Cobas;

- i rappresentanti dei lavoratori Slai Cobas Tessitura saranno a Roma il 17 marzo per una assemblea nazionale con altre realtà lavorative in lotta nel nostro paese, con l'obbiettivo di rinsaldare e stringere i rapporti con le altre fabbriche in lotta contro la delocalizzazione e la chiusura: Gkn di Firenze Wartsila di Trieste, ecc, per una solidale e comune lotta che preveda una manifestazione comune, in occasione dell'insediamento del nuovo governo, al Mise e a Palazzo Chigi
 

Rsa Tessitura di Mottola -Slai Cobas
Slai Cobas provinciale

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martedì 6 settembre 2022

6 settembre - da tarantocontro: Tessitura di Mottola - Mercoledì incontro pubblico degli operai a Mottola - Ora è necessaria la lotta unitaria dei lavoratori

 

Mercoledì 7 settembre alle ore 18 in piazza Plebiscito Mottola gli operai e i rappresentanti dello Slai Cobas della fabbrica e provinciale terranno un incontro pubblico per chiamare alla lotta i lavoratori, a fronte della nuova situazione che si è creata con la sospensione da parte della Motion dell’impegno a prendersi lo stabilimento e con esso tutti i lavoratori.

Il giorno dopo che la Motion ha fatto questo, si è assistito ad una processione per cercare di seminare passività, attese e nuove illusioni, e riprendere la trafila di passerelle elettorali, con sindacati confederali a fare da megafono, e incontri in Regione.

L’obiettivo di tutti è concentrarsi solo sull’obiettivo del prolungamento della cassintegrazione.
La questione è invece la riapertura della fabbrica e il lavoro, la lotta contro la delocalizzazione e i padroni che vengono solo per rastrellare fondi pubblici.
Questa lotta alla Tessitura è oggi più che mai necessaria.

L’assemblea di mercoledì lancerà nuove proposte e riprenderà il lavoro per rendere nazionale la lotta dei lavoratori della Tessitura Albini, in unità con le altre fabbriche colpite dalle delocalizzazioni, che per fortuna, a differenza di Mottola, sono in lotta; una lotta nelle mani dei collettivi, coordinamenti di fabbrica perché gli operai non si fidano delle direzioni sindacali; e dalla Gkn alla Wartsila di Trieste si prepara una scadenza nazionale a Roma.

Sabato 17 settembre nell’Assemblea nazionale proletaria anticapitalista di Roma ci si organizzerà per sostenere le realtà in lotta sul territorio e per collegare le lotte contro il governo in carica e ancor di più contro il nuovo governo.

SLAI COBAS per il sindacato di classe

TA. 6.9.22


6 settembre - DALL'ACCIAIERIE ITALIA, TARANTO


 

Con il presidio all’Acciaieria d’Italia alla port. A di questa mattina lo Slai Cobas ha aperto la campagna d’autunno con l’obiettivo esplicito della lotta verso uno sciopero vero, come quello del 6 maggio – che vide una forte contestazione della Morselli.

Lo Slai Cobas riprende alcuni punti della piattaforma approvata dalle RSU in occasione di un coordinamento nazionale, caduta presto nel dimenticatoio da parte delle segreterie sindacali locali e nazionali, e soprattutto riprendendo i temi di fondo della piattaforma operaia, che raccolse a suo tempo circa 500 firme, che non c’è stato modo finora di sottoporre alle assemblee generali degli operai, perché queste assemblee, annunciate e promesse dalle segreterie sindacali subito dopo lo sciopero del 6 maggio,non si sono tenute.

La linea delle segreterie sindacali è stata lamenti, richieste di incontri a Roma e in azienda, rivelatesi tutti inutili e recentemente la linea degli esposti all’Ispettorato del Lavoro e alla Procura. Naturalmente esposti che lo Slai cobas condivide e appoggia, ma che finora non hanno avuto alcuna risposta seria né dall’Ispettorato né dalla procura.

La verità è che a fronte della situazione solo la lotta paga.

Il governo Draghi ha risposto già ai lavoratori con 1 miliardo messo a disposizione dell’azienda e nulla per gli operai. Così come il Min- Orlando ha mandato gli Ispettori nazionali, che nessuno peraltro ha visto, solo per poi dire che “andava tutto bene”.

Invece niente va bene. La cassa integrazione permanente, unilaterale, la trasformazione delle ferie in cassintegrazione, nessuna ripresa sul piano produttivo – che peraltro in queste condizioni non garantisce salute e sicurezza né in fabbrica né sul territorio, manutenzioni ridimensionate e fabbrica a rischio incidenti, e meno male che finora non è scappato il morto.

Anche ieri, 5 settembre,. Vi è stato un incontro tra sindacati e azienda, ma più che altro per presentare il nuovo management: il responsabile delle relazioni industriali, Pietro Golini, il nuovo capo delle acciaierie, Giuseppe d’Antuono.

In questo incontro, dice Brigati Fiom, abbiamo parlato solo di “rotazione”, ovvero “come portare al lavoro sull’acciaieria 2 che sta funzionando una parte del personale di acciaieria 1 inattiva che è in cassintegrazione”. Quindi, nessuna contestazione in realtà della cassintegrazione, ma aiuto all’azienda ad applicarla meglio. Su tutto il resto, dice lo stesso Brigati “l’azienda ha risposto picche”. Comunque questa rotazione non è nulla, riguarderebbe solo poche unità.

Il problema è che il salario di tutti è diminuito. E la richiesta delle stese Rsu in materia di integrazione della cig è inascoltata.

Noi vogliamo la cassaintegrazione al 10’0% con un provvedimento del governo, l’hanno chiesto i lavoratori che hanno firmato la piattaforma operaia, ma nessuno dei sindacati l’ha portato ai Tavolo né del governo né dell’azienda (Usb compreso).

Ora il governo in punta di morte si appresta a un decreto sull’energia che è ancora un via libera alla cassintegrazione (2 mesi di ammortizzatori sociali con oneri ridotti); in realtà una misura che non è certo a favore dei lavoratori, perché incentiva le aziende a mettere in casintegrazione i lavoratori.

Ma i sindacati confederali parlano a proposito di quest’ultima: “bisognerà vedere la norma”, che è già un Sì preventivo.

Per questo lo Slai Cobas oggi al presidio ha portato una sola questione: nessuna fiducia nel governo presente e ancor meno nel governo futuro sicuramente ancor più a fianco dei padroni.

Chiaramente tra i lavoratori permane uno stato di passività, di sfiducia e rassegnazione. Un atteggiamento che alimenta il collaborazionismo sindacale, ma alla fine il 6 maggio ha dimostrato che quando i lavoratori vengono chiamati alla lotta generale, rispondono; e la rabbia e la protesta che cova nelle loro fila ha la possibilità di esprimersi.

E’ questa la leva su cui opera lo Slai Cobas, che è impegnata a far diventare nazionale la questione Ilva dal punto di vista degli operai.

Nell’Assemblea nazionale proletaria anticapitalista del 17 settembre a Roma questa posizione si sentirà forte e chiara e saranno prese decisioni conseguenti. 

 



6 settembre - MILANO: Lo Slai Cobas sc "ISTITUTO TUMORI" VERSO ASSEMBLEA PROLETARIA ANTICAPITALISTA

 


domenica 4 settembre 2022

4 settembre - Le aziende legate all’energia fanno super-profitti e scaricano sugli operai gli effetti della guerra Nelle fabbriche come alla Tenaris i sindacati confederali fiom in testa corrono in aiuto ai padroni

Così gli aumenti del prezzo del gas sono pagati due volte sulla nostra pelle, fuori dalla fabbrica (bollette, benzina…) e dentro i reparti, come nelle ultime assemblee del reparto ATB bombole dove la proposta sindacale e aziendale è la destrutturazione delle turnazioni settimanali regolari vendute per 30 euro di cambio turno, perchè l'azienda deve risparmiare 20mila euro 

Un'altro tassello che porta sempre più le condizioni di lavoro in fabbrica come quelle delle cooperative: un lavoro da schiavi. Dove l’orario di lavoro e tutta la vita, viene gestito unilateralmente dall’azienda a secondo le sue esigenze, dove si sa quando si entra ma non quando si finisce…

Una linea sindacale succube e conciliatrice degli interessi dei padroni rivendicata apertamente dai delegati fiomfimuilm che invece di mobilitare i lavori collettivamente contro le politiche di padroni e governo, usano gli argomenti della borghesia e finanza per spiegare come inevitabile la situazione economica di crisi.

Non è un caso che la mozione operaia contro la guerra in reparto non è stata firmata solo dai delegati e da pochi altri, che hanno detto che non c’entra la tenaris ma è il governo… 

Così gli effetti della guerra vengono accettati come inevitabili, e diventano la scusa/minaccia per la “produzione di guerra” e quindi per dire agli operai che a causa del prezzo del metano l’azienda è in difficoltà per i costi di gestione del forno di trattamentomodificando la turnazione settimanale con un turno aggiuntivo notturno per 2 giorni, che avverrà, non aggiungendo nuovo personale, ma togliendo alcuni operai dal 1 e 2 turno, con il risultato di avere turni sotto organico ed eliminare la regolarità dei turni, facendo e poi gli altri 2 la notte, ovviamente mani libere all’azienda dato che è specificato “a seconda della quantità di materiale da trattare…”

economia di guerra è la logica che si vuole far passare in fabbrica da accettare come normale, un naturale adeguamento all’esistente, e siccome il sindacato non è neutrale rispetto alla politica, o politica proletaria o politica borghese, questa linea sindacale diventa di fatto sostenitore della politica della borghesia imperialista tra le file operaie.

4 settembre - Alta Velocità: sciopero Regione Marche

 

PIENA SOLIDARIETA’ AI LAVORATORI IN SCIOPERO 

OGGI: perchè difendere la salute di chi lavora è un 

"vantaggio" per tutte e tutti

 

di Vito Totire (*)

Un antico detto popolare recita “non si fanno le nozze coi fichi secchi”. Con ogni evidenza Trenitalia non condivide e si colloca fuori della cultura popolare italiana. Il che pone qualche problema ai lavoratori e ai cittadini. Come in altre circostanze dobbiamo sottolineare che lo sciopero del personale non ha nulla di “corporativo” : il benessere dei lavoratori (quando c’è) si riverbera positivamente sulla qualità del lavoro e sui cittadini che usufruiscono dei servizi. Un personale in condizioni di stress, oltre a effetti negativi sulla salute di chi lavora, induce effetti negativi di tipo generale. Alcuni dirigenti e padroni in Italia pensano alla “forza lavoro” come a una merce che si può sovraccaricare, interscambiare, comprimere. I vigili del fuoco per esempio denunciano una carenza di 4500 lavoratori a livello nazionale; ancora più drammatica è la situazione per infermieri e medici; e si potrebbe continuare. Ma la logica del risparmio sul numero dei lavoratori necessari per gestire una qualunque attività è sempre nefasta. Diversi anni fa, a fronte di una turnistica coatta (sovrumana) e di un straordinari potenzialmente molto morbigeni, la Ausl di Bologna emanò una disposizione tesa a far rispettare limiti significativi ed efficaci rispetto ai carichi di lavoro. La disposizione dovette essere recepita e il datore di lavoro assumere nuovo personale: unico modo per ricondurre i carichi di lavoro nell’ambito della sostenibilità fisica, ergonomica e psicologica. I limiti ovviamente devono essere non solo quantitativi ma qualitativi (intendiamo quindi non solo le ore complessive settimanali ma anche la prevedibilità e programmabilità dei turni in maniera da limitare le interferenze con le relazioni sociali e familiari). Da tempo abbiamo proposto un nuovo approccio al tema dello sciopero: nel caso di scioperi finalizzati a rivendicare il diritto a un’organizzazione del lavoro salubre non dovrebbero esserci decurtazioni del salario (con l’aria che tira peraltro sulle “bollette”).

I padroni devono pagare i costi a lavoratori costretti a scioperare per rivendicare i loro diritti in materia di salute, sicurezza e benessere: proponiamo questo tema come forma di civiltà sindacale e giuridica.

Per ora ribadiamo: pieno sostegno allo sciopero – il 4 settembre – del personale di macchina Alta Velocità nella Regione Marche. E’ uno sciopero pagato (con le attuali regole) dai lavoratori ma è nell’interesse della collettività.

(*) Vito Totire, medico del lavoro e psichiatra, è portavoce “pro tempore” della RETE NAZIONALE LAVORO SICURO che terrà il suo secondo convegno a Firenze il 22 settembre.


sabato 3 settembre 2022

3 settembre - VERSO L’ASSEMBLEA PROLETARIA ANTICAPITALISTA - LA "CAMPAGNA ELETTORALE" IN FABBRICA PARTE ALLA TENARIS DALMINE

PER UNIRE LE LOTTE  OPERAIE E PROLETARIE, TRA 

SFRUTTAMENTO, INCERTEZZE E L’ILLUSIONE DI UN POSTO 

BUONO DI CUI ACCONTENTARSI

Illusione che non cancella le contraddizioni e l’antagonismo di classe, per gli operai in una società capitalista, oggi segnata dalla crisi economica/carovita, dalla pandemia tutt’altro che sconfitta, dal prossimo governo sempre dei padroni, al servizio di Usa/Nato dentro la guerra interimperialista. Un posto di lavoro migliore di altri, lascia comunque l’operaio solo e indifeso davanti ai padroni e ai loro interessi.

Per l'unità e l'organizzazione di classe, verso l'Assemblea Proletaria Anticapitalista.

https://drive.google.com/file/d/1UWuF8tj20n7dXgk29batyvmYCik2XVj9/view?usp=sharing


 


3 settembre - Tessitura di Mottola - la Regione convoca un nuovo Tavolo - lo Slai Cobas convoca assemblea in piazza a Mottola per il 7 settembre ore 18

 

Dal Corriere di Taranto
GIANMARIO LEONE
L’indomani lo tsunami che ha travolto la vertenza del sito Tessitura Mottola srl in liquidazione del gruppo Albini, con il disimpegno ufficiale della Motion spa nella trattativa per l’acquisizione del sito produttivo ionico, interviene la task force regionale per l’occupazione.
Alla luce della comunicazione di “sospensione del progetto industriale da parte di Motion Italia e preso atto del conseguente rinnovato impegno di Tessitura di Mottola a trovare soluzioni alternative…per il futuro dell’insediamento e dei lavoratori”, il presidente del Comitato Leo Caroli ha convocato il tavolo regionale di crisi “Tessitura di Mottola-Gruppo Albini”, per il giorno martedì 27 settembre 2022 alle ore 12.00, in presenza, presso la Sala di “Jeso” della Presidenza Giunta Regionale (Lungomare Nazario Sauro, 31 Bari). Rinviando dunque di diciassette giorni il tavolo convocato inizialmente per il 5 settembre. Convocati i sindacati generali e di categoria, il comune di Mottola, il gruppo Albini, la società di intermediazione Vertus, i tecnici del MiSE e dei vari settori della Regione Puglia.
Intanto, abbiamo qualche chiarimento in più in merito alla decisione della Motion di ritirarsi, almeno per il momento e sino alla fine dell’anno, dalla trattativa in essere. Nella lettera inviata al gruppo Albini, si legge che si comunica “con rammarico, l’impossibilità allo stato di proseguire le trattive in corso, tese all’acquisto dell’immobile di vostra proprietà, ubicato nel comune di Mottola (TA) ed al ricollocamento del personale alle vostre dipendenze. Oltre a rilevare il permanere di una distanza nella posizione delle parti in merito a importanti aspetti dell’operazione, siamo giunti a questa determinazione anche alla luce del quadro macro economico mondiale, che sta coinvolgendo anche il nostro Paese e che determina una serie di incertezze previsionali già a partire dai prossimi mesi. Dall’inizio delle nostre trattative, lo stesso importo degli investimenti è aumentato di circa il 10% per via dell’aumento delle materie prime, anche relative ali’ampliamento immobiliare necessario per la finalizzazione dell’investimento. Ciò ci costringe a cautela nel dar seguito (allo stato) a una iniziativa industriale in cui crediamo ancora fermamente, ma che ci vediamo costretti a sospendere almeno fino alla fine del rente anno, in attesa di poter misurare gli sviluppi e gli effetti del deterioramento del quadro economico sopra riferito”.

Dunque, come previsto, le questioni sul tavolo sono diverse. Sicuramente il prezzo di vendita del capannone, visto che il gruppo di Bergamo ha chiesto 5 milioni di euro per cedere il capannone, mentre la Motion ha sempre cercato di ottenere un forte sconto sul prezzo. Desta francamente perplessità leggere della crisi economica mondiale e dell’aumento del costo delle materie prime, visto che tali problematiche complesse incombono da mesi e non certo da oggi. Dunque bisognerebbe comprendere perché lo scorso 11 agosto, la Motion ha confermato quanto presentato lo scorso 31 maggio al MiSE (inviandola al dr. Stefano D’Addona che è il Capo della Segreteria Tecnica del Sottosegretario Alessandra Todde) ovvero la manifestazione d’interesse per il sito di Mottola. Parliamo di un investimento di circa 30 milioni di euro, con la possibilità di accedere ai contratti di sviluppo del MiSE, rifinanziati con 3,1 miliardi dal PNRR.

Le perplessità sono tante. Anche i dubbi. In particolar modo dei sindacati e dei lavoratori. Che in questi mesi abbiamo sempre denunciato.

E’ bene sempre tenere presente che la vertenza coinvolge 114 lavoratori, la cui cassa integrazione straordinaria per cessazione di attività scadrà il 28 ottobre, ma con l’aggangio alla precedente per Covid si arriverà al 22 dicembre, che qualora non ci si dovesse arrivare ad una risoluzione positiva della vertenza, ed eventualmente ad una proroga della Cigs (come ad esempio accaduto per i lavoratori dell’ex Cementir), sono attesi dalla NASPI, ovvero la procedura di indennità per la disoccupazione che spetta ai lavoratori che hanno perso il lavoro non per loro responsabilità: procedimento che ha un periodo di copertura massima pari a due anni...


Registriamo la nota dello Slai
Cobas, che ricordano che “non sono bastati l’azione dei politici interessati, da Turco alla sottosegretaria al Mise Todde, al Sindaco di Mottola, né i “tappeti” con le promesse all’azienda da Regione e sindacati confederali per assicurare un futuro lavorativo ai 114 lavoratori. La notizia del ritiro della Motion ci preoccupa ma non ci sorprende. Avevamo sin dal primo momento messo in guardia i lavoratori da coloro, Turco e soprattutto rappresentanti dei sindacali confederali che si sono sbracciati per assicurare i lavoratori che a giugno sarebbe stato tutto risolto e che i lavoratori massimo entro l’anno sarebbero tornati a lavorare – mentre noi sin dall’inizio rilevavamo che la Motion cercava tanti soldi pubblici per prendersi lo stabilimento, che le assicurazioni di prendersi lo stabilimento e di attuare un piano industriale e l’assunzione di tutti i lavoratori con i diritti acquisiti in tempi brevi poggiavano sulla sabbia. Nello stesso tempo Albini non è affatto innocente nel fallimento della trattativa volendo continuare a lucrare nella cessione. E Albini ha chiesto esplicitamente di escludere lo Slai cobas dai tavoli, con l’appoggio compiacente dei sindacati confederali. Ora non rimane che la cassintegrazione da rinnovare – anch’essa tuttora niente affatto certa. Ma per il lavoro e una vera soluzione bisogna lottare contro delocalizzazione, logica del profitto che guidano l’azione di padroni e governo alla Tessitura come in tante altre fabbriche italiane. I padroni non regalano niente e bisogna lottare seriamente per ottenere il lavoro senza padrini politici e sindacati compiacenti. Noi vogliamo la riapertura della fabbrica, il lavoro per tutti, la salvaguarda dei diritti acquisiti. La lotta e non il voto può garantire tutto questo”. Su queste basi lo Slai Cobas ha convocato un’assemblea dei lavoratori il prossimo 7 settembre alle ore 18 in piazza Plebiscito.

Il tutto in attesa della riunione in Regione il prossimo 27 settembre. E del ritorno dei politici sulla vertenza: a cominciare dal senatore tarantino Mario Turco, vicepresidente del Movimento 5 Stelle, braccio destro dell’ex premier Conte e ritenuto oramai il capo del Movimento in terra ionica. Che è entrato a gamba tesa sulla vertenza nei mesi scorsi per poi lentamente defilarsi. Ma già la prossima settimana lo stesso potrebbe nuovamente recarsi a Mottola per incontrare sindacati e lavoratori. Staremo a vedere.


3 settembre - PALERMO: ASSISTENZA STUDENTI DISABILI, LA LOTTA E DENUNCIA DELLO SLAI COBAS sc sulla stampa