domenica 14 aprile 2019

12 aprile - Palermo: "Piccole" battaglie vinte con coerenza a tenacia - Ivan torna a scuola - Gli Ass.ti ig-personale la spuntano con i padroncini Coop

Battaglia vinta, Ivan torna a scuola dopo una dura lotta con i palazzi istituzionali che gli hanno impedito per mesi di esercitare il suo diritto allo studio, e purtroppo ciò ha colpito anche altri studenti disabili. Il servizio di trasporto è stato attivato per Palermo ma solo ad un mese e mezzo dalla fine della scuola con una Coop ma sembra che ci non sia ancora la copertura completa. Su questo stiamo cercando di capire perchè a tutti gli studenti che ne hanno diritto deveessere garantito il servizio.
Il sorriso di Ivan ci ripaga comunque della tenacia, resistenza e lotta messa in campo tutti insieme in questi mesi, tutti insieme Ivan, la sua combattiva mamma Rosalia e tutta la sua famiglia, tutti gli assistenti ig-personale dello Slai !
MA LA LOTTA CONTNUA, perchè ci sono altri studenti a cui La Città Metropolitana illegittimamente toglie i servizi, vedi la questione degli studenti che compiono i 18 anni! Andremo avanti perchè difendere diritti basilari è giusto e oggi più che mai necessario!
Slai cobas per il s.c. palermo


Un'altra battaglia vinta!
Dopo gg di lotta con i padroncini di alcune Coop sociali lo Slai Cobas sc ottiene i giusti e regolari contratti di lavoro messi a rischio per gli assistenti igienico-personale di un lotto specifico.
Partiamo dal fatto che in corso di pieno anno scolastico è stato sospeso il servizio, da parte della Città Metropolitana, per una parte di studenti disabili e di conseguenza di lavoratori a causa di una Cooperativa sociale che è risultata non in regola con idocumenti contributivi. E questo fa anche capire come i compiti di vigilanza della Città Metropolitana sull'operato delle Coop non sia fatto nè in modo consono nè in tempo utile, per evitare che il servizio di assistenza sia sospeso durante l'anno scolastico, possiamo ben parlare di una nuova interruzione di pubblico servizio.

venerdì 12 aprile 2019

12 aprile - [MILANO] Il 13/4 giornata di studio e mobilitazione “Il diritto penale contro le lotte sindacali e sociali”


11 aprile - da tarantocontro: ELEZIONI RSU ARCELOR/MITTAL 2: I cassintegrati ILVA AS non sono più nessuno.. cacciati, abbandonati e non rispettati

Oggi si votano le RSU all' Arcelor/Mittal, ma chi sono i delegati dei cassintegrati? Nessuno!
Chi li controlla e cerca di manovrarli? Quelli che hanno spalleggiato AM per cacciarli dalla fabbrica, nella quale, visto come stanno le cose ora, non rientreranno più.
La sentenza Di Napoli su ricorso USB - che prima firma e poi contesta - dice abbastanza chiaramente che sono stati messi fuori con l'Accordo senza neanche spiegare loro perchè, ma non dice che quindi devono rientrare.
Ci proviamo noi con un esposto e un altro ricorso pilota che mette in discussione non l'applicazione dell'accordo, ma l'illegittimità di quell'accordo per invalidarlo. 
Ma non sarà un giudice che ci salverà...
Ci puo' salvare la dignità, la ribellione, la lotta collettiva e autorganizzata fuori e contro gli attuali sindacati firmatari. 
Slai Cobas per il sindacato di classe – Taranto
slaicobasta@gmail.com 347-5301704
via Livio Andronico 47 Taranto
tarantocontro.blogspot.com
whatsapp iliad 3519575628


11 aprile - da tarantocontro: ELEZIONI RSU ARCELOR/MITTAL 1: Un voto basato sul ricatto e il potere di chi ha firmato l'accordo

Agli operai,
qualunque sia la percentuale dei votanti e qualunque sia la lista che prevarrà si tratta di un voto truccato e infamato dalla firma dell'accordo/ricatto.
In questa fabbrica non c'è sindacato se non quello che vuole l'AM o compatibile per i suoi interessi e i suoi profitti.
Per questo diciamo NO al voto basato sul ricatto e il potere di chi ha firmato l'accordo e comunque non riconosceremo gli eletti come portatori degli interessi operai.
Sappiamo che tra i candidati ci sono operai onesti che vogliono fare qualcosa, ma hanno scelto il modo sbagliato per farlo e speriamo che l'esperienza gli serva per capire e cambiare.
Sappiamo che perfino tra gli eletti vi saranno delegati su cui si può contare e che non vogliono essere
servi dei padroni e agenti del collaborazionismo sindacale in fabbrica, ma dovranno dimostrarlo nella pratica... Ma nel recinto dell'attuale accordo, nel recinto e secondo la linea degli attuali sindacati in fabbrica noi pensiamo che non sia possibile.
Ora però non siamo più alla fine del ciclo Riva, ma all'inizio del ciclo Arcelor/Mittal e quindi bisogna davvero scegliere tra interessi dei padroni, governo, loro complici e interessi di classe in fabbrica e interessi popolari in città... e questo da subito, se non ora, quando?
Lo Slai cobas per il sindacato di classe non è una normale sigla sindacale, è una forma di ribellione strategica, è ricostruire la dignità e la lotta vera degli operai in fabbrica coerentemente e in funzione di un cambiamento radicale della fabbrica e della società - E'  ricostruire in condizioni nuove il sindacato di classe degli anni 70 e il ciclo di lotte che ha portato alle conquiste degli operai e ai consigli di fabbrica. E lottare uniti operai e cittadini per la sicurezza in fabbrica e la salute sul territorio, è stare 'dalla parte del torto'. è 'andare controcorrente'.
Questo è necessario oggi ed è l'unica cosa per cui valga la pena di lottare e vivere la fabbrica.
Slai Cobas per il sindacato di classe Taranto
slaicobasta@gmail.com
3475301704


10 aprile - Info solidale: Massima solidarietà ai lavoratori in lotta - USB - per la difesa del diritto di sciopero

Serve l'unità nella lotta del sindacalismo di base e di classe contro i padroni e il governo fascio populista Di Maio/Salvini

Slai Cobas per il sindacato di classe - Coord. nazionale
 
Dal comunicato USB - pubblichiamo stralci condivisi
Il Tar del Lazio ha respinto il ricorso contro la decisione della Commissione di garanzia sugli scioperi che, travalicando i propri compiti, aveva intimato la revoca dello sciopero generale del 12 aprile invocando una fantomatica “rarefazione soggettiva”.
USB si mobilita dunque in difesa del diritto di sciopero, oltraggiato dalla Commissione in barba alle garanzie costituzionali, 

10 aprile - info: La protesta dei disoccupati organizzati a Napoli

Ferrovie e polizia impediscono l’accesso in stazione: lavoro o non lavoro, dobbiamo campare!
 
Aprile 10, 20190
Oggi, mentre una delegazione era in Regione questa volta per essere ricevuta da alcuni Dirigenti, oggi nonostante la pioggia abbiamo attraversato le strade della città dal Gesù passando per Forcella fino a Piazza Garibaldi. Le istituzioni ancora non portano rispetto ai disoccupati e non sono conseguenziali agli impegni assunti. A conclusione del corteo, ancora una volta le Ferrovie dello Stato ordinano alla polizia di schierarsi in tenuta antisommossa impedendo l’accesso ai disoccupati. Crediamo sia urgente opporci a questo clima di militarizzazione che impedisce il diritto alla mobilità per i proletari e per chi sciopera.
Movimento di Lotta – Disoccupati “7 Novembre”


9 aprile - Per il dibattito: IL CAPITALISTA E L'OPERAIO - a proposito di salario e allungamento o intensificazione della giornata lavorativa

Marx, sempre Marx. L'arma scientifica di parte proletaria anche oggi per porre in termini di lotta di classe la battaglia contro il capitale, per difendere salario e condizioni di lavoro.
"Dunque il capitalista invoca la legge dello scambio delle merci. Come ogni altro compratore, cerca di spremere dal valore d’uso della sua merce la maggiore utilità possibile. Ma all’improvviso s’alza la voce dell’operaio, che era ammutolita nell’incalzare e nel tumulto del processo di produzione:
La merce che ti ho venduto si distingue dal volgo delle altre merci per il fatto che il suo uso crea valore, e valore maggiore di quanto essa costi. E per questa ragione tu l’hai comprata. Quel che dalla tua parte appare come valorizzazione del capitale, dalla mia parte è dispendio eccedente di forza-lavoro. Tu ed io, sul mercato, conosciamo soltanto una legge, quella dello scambio di merci. E il consumo della merce non appartiene al venditore che la aliena, ma al compratore che l’acquista. A te dunque appartiene l’uso della mia forza-lavoro
quotidiana. Ma, col suo prezzo di vendita quotidiano, io debbo, quotidianamente, poterla riprodurre, per poterla tornare a vendere. A parte il logorio naturale per l’età ecc., io debbo essere in grado di lavorare domani nelle stesse condizioni normali di forza, salute e freschezza di oggi. Tu mi predichi continuamente il vangelo della «parsimonia» e della «astinenza».

lunedì 8 aprile 2019

8 aprile - Interventi al Convegno del 13 marzo della Rete sicurezza - Dal nodo della Rete di Milano

La questione Ilva-Arcelor/Mittal è una questione nazionale e verrà portata a tutte le realtà-associazioni-sindacati che da tempo sono impegnati su questo terreno; a Milano ci faremo carico per una campagna per il rilancio/adesione alla Rete Nazionale per la Salute e Sicurezza che a partire dal 2007/8 riuscì a mettere insieme tante realtà a livello nazionale e a costruire una serie di iniziative nazionali a partire dalla manifestazione a Torino ad un anno dalla strage della Thyssen o quella del 18 aprile 2009 proprio qui a Taranto. La Rete seppe anche costruire una presenza costante ai processi, rappresentando una spina nel fianco e di denuncia a processi come quello della Thyssen o dell'Eureco, portando dentro e fuori le aule dei tribunali la rabbia-sete di giustizia di operai/familiari, tanto da “attirarsi” le attenzioni della digos che veniva a dirci di togliere striscioni e locandine perché “questi influenzavano il giudizio dei giudici” ottenendo per risposta “noi questo facciamo e vogliamo”.
Ma oggi sono qui per dire quali sono le situazione che attualmente seguiamo: la prima questione è la questione amianto. 
Due sono gli aspetti: 1) quella dei processi, dove il tribunale di Milano è “all’avanguardia” per rappresentare il "tribunale delle assoluzioni e dell’impunità per i padroni assassini" (non certo una situazione diversa dal resto d’Italia), con l’affermarsi di tesi antiscientifiche, come nel caso di uno dei processi Pirelli, in cui il giudice nelle motivazioni assolutorie ha affermato che “i lavoratori hanno
contratto il mesotelioma pleurico non perché esposti alle fibre d’amianto, ma perché fumavano troppo”; affermazioni che in un altro sistema vedrebbe il licenziamento e l'incriminazione dello stesso giudice; o il processo per amianto alla Scala, dove si inventano rinvii pretestuosi per arrivare alla prescrizione, e dove sul banco degli imputati non ci dovrebbero stare soltanto i dirigenti ma anche gli ultimi 7 sindaci della città. 

8 aprile - Info Solidale: A Modena la manifestazione del Si cobas contro la repressione, contro il razzismo, il decreto sicurezza

Con alcune migliaia di lavoratori, provenienti da tutta Italia, abbiamo invaso Modena per ribadire che i teoremi giudiziari e le misure securitarie non riusciranno a fermare il movimento autorganizzato dei lavoratori che in questi anni hanno alzato la testa contro un sistema fondato su sfruttamento esasperato in termini di bassi salare e soprusi.
Coincidenza ha voluto che proprio in queste ore la diramazione emiliana della Lega di Salvini e qualche compagno di merende hanno alzato il tiro contro il SI Cobas, invocando una sostanziale messa fuorilegge del nostro sindacato proprio alla vigilia della conclusione del processo-farsa ad Aldo Milani: una sorta di malcelata pressione nei confronti delle Procure, forse nel tentativo di controbilanciare il successo dell'appello di solidarietà che in questi giorni ha ottenuto migliaia di adesioni di lavoratori, giuristi, docenti universitari, personalità della cultura, dell'arte e del mondo sindacale e politico...

7 aprile - INFO: il caso dei 5 licenziati alla FCA di Pomigliano alla Corte di strasburgo

Comunicato stampa
La Corte europea dei diritti dell’uomo è chiamata a pronunciarsi sulla tutela della libertà di manifestazione del dissenso in Italia.” Noi sottoscritti Mimmo Mignano, Marco Cusano, Massimo Napolitano, Antonio Montella, Roberto Fabbricatore, già dipendenti della “Fiat Chrysler Automobiles” (“FCA Italy s.p.a.”) nello stabilimento sito in Pomigliano d’Arco (NA), licenziati nel 2014 a seguito di procedimento disciplinare (durato solo sette giorni), comunichiamo di aver portato, nel dicembre dello scorso anno, la nostra vicenda all’attenzione della Corte europea dei diritti dell’Uomo, e che il nostro ricorso ha superato il filtro dell’ammissibilità.

domenica 7 aprile 2019

7 aprile - Dal blog tarantocontro: Una lettera di un operaio ArcelorMIttal


7 aprile - La vera Emergenza per gli Operai è la Sicurezza sul Lavoro: continua la carneficina sui posti di lavoro

Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro
Curatore Carlo Soricelli metalmeccanico in pensione e pittore
7 Aprile Dall’inizio dell’anno sono morti 170 sui luoghi di lavoro, complessivamente oltre 360 lavoratori compresi itinere e sulle strade, 23 sono stati schiacciati dal trattore. 121 morti guidando questo mezzo da quando è nato il nuovo governo a giugno 2018.

6 aprile - La Solidarietà:UN GROSSISSIMO CONTRIBUTO DELLA CASSA DI RESISTENZA PER I LAVORATORI DI POTERE AL POPOLO ALLO SLAI COBAS SC PER LA SANZIONE DELLA CGS - Lo Sciopero delle donne non si tocca!

11 h ·
PRIMA AZIONE DELLA CASSA DI RESISTENZA PER I LAVORATORI DI POTERE AL POPOLO! ?
Come sapete non abbiamo fondi né grandi possibilità, ma siamo felici di aver scelto di dare il nostro primo contributo alla battaglia di Margherita, che ha ricevuto una multa di 2500 euro per aver indetto lo sciopero dell'8 marzo 2018.
QUI LA SUA STORIA ➡️https://bit.ly/2Vs6UzP
IL TAVOLO LAVORO ➡️https://bit.ly/2FQbvoN

 
Alle Compagne e compagni di Pap - dalle lavoratrici Slai Cobas per il sindacato di classe
La solidarietà è un'arma che nessuna repressione può spuntare...
Ieri abbiamo ricevuto il vostro grande contributo per la maledetta sanzione fattaci dalla Commissione Garanzia Scioperi per lo sciopero delle donne dell'8 marzo 2018. E' un enorme boccata di ossigeno. 
Abbiamo cercato di fare ricorso al provvedimento ma era inutile, anzi avrebbe aggravato i costi, aggiungendo anche le spese legali, con risultato alla fine sicuramente negativo. 

5 aprile - Interventi al Convegno del 13 marzo della Rete sicurezza - Il compagno della Rete di Palermo

In questi interventi ci si chiede di essere lucidi… ma non è facile dopo aver ascoltato quello che è stato detto qui dai presenti, ’emozione sale come per quello che abbiamo ascoltato al processo di Gela, il 21 febbraio scorso, per il disastro ambientale in cui sono incriminati 23 dirigenti dell’Eni… per inquinamento "innominato" ambientale. Qui gli avvocati ci diranno cosa intendono, perché sarà "innominato" ma i nomi dei morti, di bambini, uomini, donne, operai li conosciamo bene... come le lapidi sparse qui e là… Essere lucidi non è la cosa più facile.
Al processo a Gela a cui abbiamo assistito, e in questo senso vengono in testa le cose che ha detto l’operaio prima rispetto alle poche presenze, non c’erano molte persone. Oltre agli avvocati della difesa e dell’accusa, c’era un gruppo di operai anziani che stanno subendo i danni dell’inquinamento; come molti qui, tanti avevano difficoltà a respirare, ci hanno raccontato che altri compagni di lavoro erano morti e non potevano più nemmeno seguire il processo…
Ecco, il legame tra Taranto e Gela che si crea è quello degli operai che lavorano nelle stesse condizioni… lavoro che produce morti… L’industria produce sì quintali di acciaio ma anche migliaia di morti e non solo in fabbrica ma anche attorno. Anche il processo di Gela è incentrato non solo sui morti della fabbrica.
Gli operai ci raccontavano di come lavoravano e quello che vedevano direttamente. Sono cose che certe volte non si possono denunciare in momenti particolari della vita lavorativa ma che si vedono benissimo, per esempio lo sversamento di tutte le schifezze industriali fatto di notte e di nascosto in maniera tale che all’indomani al momento dei controlli non si potessero rilevare i fumi, ecc., per cui l’azienda veniva salvaguardata. O ci hanno raccontato del sotterramento sotto la superficie di tutto lo stabilimento Enichem di Gela che è una bomba a orologeria… anzi, non tanto a orologeria vista che gli effetti si vedono già ora.

4 aprile - AMIANTO SCUOLA: GENITORI SUL PIEDE DI GUERRA. Serve l'unità lavoratori-studenti-genitori, serve la Rete per vincere questa battaglia. Rete Sicurezza nodo MI/BG


mercoledì 3 aprile 2019

3 aprile - ALLA FINCANTIERI DI PALERMO PER RILANCIARE LA RETE PER LA SICUREZZA


3 aprile - 2 operai morti nel milanese, 1 in provincia di Verona. Non si ferma la carneficina operaia che il governo Salvini/Di Maio incentiva tagliando i fondi per la prevenzione...

....e Toninelli si permette di dire che "che gli investimenti per la sicurezza sul lavoro non sono mai sufficienti". Una sola definizione per questo essere ignobile SCIACALLO


Verona, operaio muore schiacciato dalla betoniera
La tragedia attorno alle 11 a Brentino Belluno. Ancora sconosciute le cause del ribaltamento
Questa mattina, intorno alle ore 11 circa, i vigili del fuoco sono intervenuti in via LA Val, nel comune di Brentino Belluno, per un incidente sul lavoro. Per cause ancora sconosciute un operaio è rimasto schiacciato da un mezzo d’opera, che trasportava bitume, durante i lavori di asfaltatura della suddetta via
 Incidenti sul lavoro, due operai 
morti a Pieve Emanuele nel 
Milanese

2 aprile - Amianto nelle scuole, in Lombardia 45 istituti a rischio. Dove governa la Lega gli studenti e i lavoratori della scuola sono a rischio e i compari M5S fanno i finti tonti

L'assessora regionale Rizzoli fa il punto: 1.127 scuole hanno comunicato la presenza di amianto, ma per alcune c'è un livello di rischio più alto. Il Movimento 5 Stelle: "Bonifiche entro questa legislatura"
02 aprile 2019
Sono 1.127 le scuole lombarde che dal 2006 fino ad oggi hanno comunicato a Regione Lombardia la presenza di amianto nelle strutture: di queste, 78 presentano un profilo di rischio più alto e 45 quelle tenute sotto controllo per una presenza di amianto friabile maggiore. A fornire i dati è l'assessora lombarda all'Istruzione Melania Rizzoli, in risposta a una interrogazione del Movimento 5 Stelle in Consiglio regionale. Una situazione seria, per la quale Rizzoli ha chiesto "l'intervento dello Stato per un problema vasto e di grande impatto economico: è un problema nazionale e ognuno deve fare la sua parte".


1 aprile - da tarantocontro: COMUNICATO AGLI OPERAI ILVA AS E AGLI OPERAI ARCELORMITTAL

Martedì 2 aprile alle ore 18, presso la sede dello Slai Cobas sc 
via Livio Andronico, 47(ang. via Polibio) Taranto

Incontro pubblico:
- ArcelorMittal ora dovrà pubblicare le graduatorie con i criteri degli operai non assunti. Ma che succede realmente per gli operai in cig in Ilva AS? Spiegheremo la sentenza del Giud. De Napoli e cosa fare.
- L'incontro alla Regione per la formazione
- Che succede in fabbrica? Mittal dichiara che va tutto bene, ma le condizioni di lavoro peggiorano. Che fare
Sarà presente l'avvocato per ricorsi e informazioni legali.
SLAI COBAS per il sindacato di classe
3475301704 - slaicobasta@gmail.com


1 aprile - MORTI PER AMIANTO AL TEATRO ALLA SCALA DI MILANO

MOVIMENTATA UDIENZA OGGI IN TRIBUNALE
Nell’udienza di oggi, 27 marzo 2019, sono stati sentiti il teste del PM Maurizio Ascione Franco Colombo, lavoratore del Teatro alla Scala dal 1968 al 1995, malato di mesotelioma pleurico che ha ricostruito il suo passato lavorativo, prima come elettricista e poi come fonico, tecnico del suono e profondo conoscitore del Teatro, e il prof Luciano Mutti medico, ricercatore e studioso del mesotelioma che insegna in importanti università in Inghilterra e negli Stati Uniti.
L’ex lavoratore Colombo che è stato esposto all’amianto per 27 anni, ha testimoniato che l’amianto era presente in gran quantità e che non fu mai informato dai dirigenti del Teatro dei rischi che correvano lui e i suoi compagni. Nella sua testimonianza ha ricordato i luoghi e i locali, dove era presente l’amianto: dalle cabine al sipario, (la “pattona” antincendio) che separava il palco dal pubblico, che pesava qualche tonnellata e che, quando veniva calata a fine spettacolo batteva fortemente a terra vibrando e liberando molta polvere. Ha anche ricordato il grande uso di coperte d’amianto usate per i riflettori, spesso deteriorate, e che anche i lavoratori usavano per riposarsi brevemente quando dovevano stare giornate intere nel Teatro per allestire e preparare le scene e gli spettacoli. Il suo racconto è stato più volte interrotto dagli avvocati delle difese dei dirigenti degli imputati che cercavano di metterlo in contraddizione dubbi, ma la verità è emersa.