martedì 30 aprile 2019

1 maggio - 1° MAGGIO: PROLETARIO ROSSO INTERNAZIONALISTA

"Oggi, mentre scrivo queste righe, il proletariato d'Europa e d'America passano in rivista le sue forze mobilitate per la prima volta come un solo esercito, sotto una sola bandiera, per un solo fine prossimo: la giornata lavorativa normale di otto ore, proclamata già dal congresso di Ginevra dell'Internazionale del 1886, e di nuovo dal congresso operaio di Parigi del 1889, da introdursi per legge. E lo spettacolo di questa giornata aprirà gli occhi ai capitalisti e ai proprietari terrieri di tutti i Paesi sul fatto che oggi i proletari di tutti i Paesi si sono effettivamente uniti. Fosse Marx accanto a me, a vederlo con i suoi occhi!".
Friedrich Engels



sabato 27 aprile 2019

27 aprile - Giustizia per le vittime dell’amianto. IN RICORDO DI TUTTI I LAVORATORI E I CITTADINI ASSASSINATI PER IL PROFITTO Sabato 27 aprile 2019 – ore 16.00 corteo. La Rete ci sarà per rilanciare la battaglia su scala nazionale


26 aprile - da tarantocontro: Per lavoratrici asili si apre effettivamente una prospettiva di eliminazione delle vergognose condizioni di lavoro?

COMUNICATO STAMPA
Questa mattina vi è stato l'incontro tra l'Amministrazione comunale - Ass. Tilgher e Ass. Castronovi e lo Slai Cobas sc sull'annosa situazione delle lavoratrici degli asili.
Questo che segue è il verbale dell'incontro:
"Gli Assessori illustrano il progetto generale di proroga degli appalti fino al 31/12/2019 per poi confluire in un contratto Multiservizi, che garantirebbe, a fronte di maggiore flessibilità, una prospettiva almeno triennale di validità del contratto e, nel caso degli asili nido, l’eliminazione dello stacco estivo.
Viene specificato che da Settembre verrà modificato l’orario lavorativo per Asili nido, portandolo a 18 ore settimanali.
La Sig.ra Calderazzi segnala il problema dell’adeguamento delle mansioni delle operatrici degli asili nido chiedendo l’adeguamento da Settembre per l’ausiliariato.
L’Assessore Tilgher specifica che verrà verificato in coerenza con i limiti normativi della procedura negoziata che verrà esperita per il periodo da Settembre a Dicembre". 
Lo Slai Cobas ha inoltre posto la necessità che dall'avvio della multiservizi, da gennaio del nuovo anno, l'aumento dell'orario vada almeno a 20 ore settimanali, come da precedente impegno del Comune - tenendo conto che le lavoratrici fanno di fatto un doppio lavoro, pulizie ed ausiliariato.
L'amministrazione non lo ha escluso, considerando anche che nel frattempo alcune lavoratrici andranno in pensione.
L'incontro si è concluso con un aggiornamento a fine maggio, per seguire l'effettiva ottemperanza agli impegni assunti dal Comune.
SLAI COBAS per il sindacato di classe


26 aprile - Amianto, 21 ex-operai Pignone condannati a pagare 95mila euro: «Aiutateci». La (in) giustizia borghese serva dei padroni assassini. L'unica giustizia è quella proletaria

È stata organizzata una raccolta firme che sarà presentata mercoledì in comune a Carrara. L'avvocato Cervia: «Esposti per 40 anni al pericoloso materiale»


Massa-Carrara - Gli ex-operai del Nuovo Pignone chiedono aiuto. La Corte di Cassazione, infatti, li ha condannati a rimborsare 95mila euro alla multinazionale americana Baker Hughes che aveva rilevato per mezzo della Ge Oil & Gas il Pignone. Si tratta di 21 ex-dipendenti che avevano fatto causa alla società per la continua esposizione all'amianto. «La lunga lotta degli ex dipendenti della Nuovo Pignone (sede di Massa) – spiega l'avvocato Nicoletta Cervia – esposti all'amianto, ammalati o spaventati dall'idea di potersi ammalare, che a loro discapito si sono scontrati contro la giustizia italiana e contro un'importante multinazionale, la Baker Hughes, a Ge Company: azienda statunitense tra le più grandi nel campo dei servizi pretroliferi. Gli ex dipendenti della Nuovo Pignone sono stati esposti - in alcuni casi per oltre 40 anni - all'amianto ed ad altri agenti morbigeni (fumi di saldatura, polveri di molatura, agenti irritanti e chimici): molti si sono ammalati, alcuni sono deceduti, moltissimi hanno paura di ammalarsi.

venerdì 19 aprile 2019

19 aprile - da tarantocontro: A Taranto bisogna lottare contro padroni, governo e capitale non contro fabbrica e operai

Le ragioni giuste e la risposta sbagliata della manifestazione del 4 maggio

Lo Slai cobas per il sindacato di classe condivide la denuncia e l’azione di tutti i settori della popolazione e delle associazioni che denunciamo con forza l’inganno elettorale del M5S e combattono le posizioni di Istituzioni ed Enti di controllo che ridimensionano l’emergenza ambientale e sanitaria della città, rifiutando di fare ciò che è in loro potere per mettere un freno alle fonti inquinanti, anche quelle che meritano un intervento d’emergenza come le collinette, tuttora sotto sequestro della Magistratura, per cui la "scelta facile" è stata la chiusura delle scuole, invece che ordinanze sindacali per rimuovere le collinette, con le giuste proteste createsi su questo.
La manifestazione del 4 maggio che pone l’accento nazionale e locale su tutto questo è un’altra delle tappe dello scontro in atto.

Detto questo noi non condividiamo il tipo di manifestazione che si vuole fare. Per noi i nemici sono ArcelorMittal e il governo, così come la posizione complice con AM e il governo dei sindacati sostenitori dell’accordo del 6 settembre 2018.

Ogni manifestazione fatta contro queste controparti è dallo Slai cobas sc condivisa.

Invece il taglio della manifestazione del 4 maggio che punta alla chiusura dell’Ilva/AM, e che oggettivamente si contrappone agli operai, è sbagliata.

18 aprile - Uscito il Bollettino che raccoglie gli interventi al Convegno a Taranto del 13 marzo della Rete per la sicurezza e la salute sui posti di lavoro e territori - Per richiederlo: bastamortesullavoro@gmail.com


18 aprile - All'Arcelor/Mittall di Taranto: Gli operai Ilva AS in cigs sono giustamente arrabbiati coi sindacati firmatari dell'Accordo del 6/9/18 - Come trasformare la rabbia in azione

Le dichiarazioni fatte prima e dopo le elezioni RSU all'Arcelor/Mittal da quasi tutti i dirigenti sindacali sugli operai messi fuori da AM, dicendo che loro non si scordano degli operai rimasti in cassintegrazione e che continueranno a chiedere il loro rientro in fabbrica - Palombella Uilm ha addirittura "dedicato" la vittoria alle Rsu agli operai in cigs, non possono nascondere la realtà:
che anche grazie alla loro firma 2600 operai sono stati cacciati dalla fabbrica; che sulla base dell'accordo non rientreranno mai più in AM la quale potrà usare le stesse frasi dell'accordo per tirarsi fuori dalla promessa di richiamare gli operai rimasti in Ilva AS; che non vengono chiamati dall'Ilva AS neanche per lavorare per le bonifiche; che corsi di formazione e integrazione sono un bluff ma anche se fossero veri sarebbero una offensiva elemosina.
Ma i sindacalisti stanno facendo anche di peggio, come è venuto fuori nell'assemblea organizzata dallo Slai Cobas sc a San Giorgio venerdì 12 aprile.
A fronte di aperte discriminazioni subite dagli operai - che, in parte, lo stesso giudice Di Napoli ha riconosciuto a seguito ricorso art. 28 dell'Usb - e della necessità, volontà di fare ricorsi contro l'esclusione dall'assunzione in AM, i sindacalisti stanno dicendo agli operai di non farli, che se si fanno sicuramente si perdono, o, peggio, che facendoli ci si mette sotto scacco per la futura possibile chiamata del 2023/2025. Tutte cose assolutamente false.

mercoledì 17 aprile 2019

17 aprile - Eternit Bis: Schmidheiny verso l'accusa di omicidio volontario?

Info a cura Rete nazionale sicurezza e salute sui posti di lavoro e sul territorio
La procura di Vercelli sta valutando di cambiare il capo di imputazione per il magnate svizzero Stephan Schmidheiny nel processo Eternit bis, per 300 casi di morte riconducibile all'esposizione all'amianto lavorato all'Eternit di Casale Monferrato, da omicidio colposo a omicidio volontario. A darne notizia è l'agenzia Ansa che informa inoltre che il procuratore generale, Francesco Saluzzo, ha deciso di affiancare un pm torinese ai colleghi vercellesi.
Come si ricorderà l'Eternit Bis (dopo la prescrizione del primo processo Eternit Uno, decisa dalla Cassazione in una tristissima serata di fine novembre 2014, dopo che Schmidheiny era già stato condannato, in primo e in secondo grado, per disastro doloso) era partito dalla procura torinese come unico fascicolo per i morti di Cavagnolo, Casale Monferrato, Rubiera dell’Emilia e Bagnoli. 
A Schmidheiny era stato contestato l’omicidio volontario ma al termine dell’udienza preliminare il gup torinese aveva riqualificato il reato nel meno grave omicidio colposo aggravato da colpa cosciente e questo aveva comportato il frazionamento del faldone e la conseguente destinazione a quattro sedi giudiziarie diverse in base alla residenza delle vittime. Per i morti casalesi e monferrini, dunque, il troncone era passato quindi alla procura di Vercelli, competente per area territoriale.


martedì 16 aprile 2019

16 aprile - Ancora sulle elezioni RSU alla Arcelor/Mittal TA: RSU arcelor mittal Taranto- la gioia dei nuovi delegati collaborazionisti ammessi nel recinto dei nuovi padroni indiani - mentre 2600 operai sono stati buttati fuori e la situazione sicurezza e ambiente è peggiorata ai danni di operai e masse popolari a Taranto

commenti operai· 

Luigi Bellini · 0:00 Che schifo, elezioni illegittime visto che a 1700 persone non si è data la possibilità di votare. Siete ormai ciò che è più distante dai lavoratori di ilva in as in questo momento. Vergognatevi!!!(
Angelo Pannofino       il sindacato è buono a fare solo i 730 in azienda... se li ingannano pure... personale testimonianza ormai sono anni che non esiste più il vero sindacato e ormai fanno glu assistenti aziendali.. la fiom anni addietro minimo 20 faceva davvero sindacato e l'azienda rispettava le regole ho visto scene in cui i capi reparto dell'epoca, ossi duri e raccomandati, non come quelli di ora ragazzetti senza esperienza, piegare la testa come asini quando scendeva il direttivo ad ispezionare ed erano cavoli amari fioccavano denunce e multe x non parlare di mancati adempimenti con dovute precauzioni facendoli spostare di reparto ecc ecc
Cari amici come ho più volte scritto secondo me oltre a denunciare l'azienda bisognerebbe denunciare anche i delegati di zona perché non è possibile che siano all'oscuro sempre di tutto
Vito Taddeo Secondo me "voi sindacati" non aspettate altro che qualche altra bustarella e promozione altro che trasparenza, venduti tutti !!
  • Davide Castaldi Che cosa è stato fatto per legittimare le scelte che degli operai in merito ai famosi requisiti previsti nell'accordo del 6 settembre... Ipocriti!!
·Michele Altamura E I lavoratori in as? DIMENTICATI


16 aprile - 27 aprile: corteo contro l'Amianto. La Rete nodo MI partecipa, e invita a partecipare, per rilanciare la proposta di una Rete Nazionale


15 aprile - da tarantocontro: RSU ArcelorMittal Taranto - La USB diventa da terzo a quarto sindacato, si complimenta con il fascio/leghista dell'UGL eletto e apre subito una collaborazione con la UILM sindacato maggioritario che fa capo direttamente al padrone!

Nessuno nella Usb nazionale ha niente da dire!? Nessuno nella sinistra filo USB ha qualcosa da aggiungere?

Nelle elezioni per le RSU nello stabilimento ArcelorMittal Italia, la Uilm si conferma primo sindacato con il 38,17% delle preferenze. Seconda è la Fim Cisl con il 27,6%, mentre al terzo posto c’è la Fiom Cgil con il 16,84% dei voti, che ha scavalcato l’Usb (14,85%). Quinta è la Ugl con il 2,29% (dati ANSA).
Palombella (UILM): «Dedichiamo questa vittoria alla città di Taranto.

15 aprile - Amianto alla Fibronit. Prima condanna per i vertici aziendali. Articolo


lunedì 15 aprile 2019

14 aprile - Appello del SI.COBAS per una manifestazione nazionale a Milano per il 1° Maggio

UN PRIMO MAGGIO DI LOTTA
ANTI-CAPITALISTA E INTERNAZIONALISTA
Questo 1° maggio cade in un momento di crescente caos nell’economia e nella politica mondiale.
È vicina una nuova recessione.
Si moltiplicano le tensioni tra le grandi potenze e dentro l’Europa.
È partita una corsa generale agli armamenti.
Si susseguono le catastrofi ambientali.
In Italia la recessione c’è già da mesi, in un contesto pesantissimo di precarietà e super-sfruttamento del lavoro.
Dopo aver promesso mari e monti ai lavoratori italiani, il governo Salvini-Di Maio, tra una bufala e l’altra, prepara nuove aggressioni alle condizioni di esistenza dei proletari, estendendo il lavoro
gratuito e cancellando tutto ciò che nel diritto del lavoro, conquistato in passato con lotte durissime dal movimento operaio internazionale, va oltre i livelli minimi europei.
I suoi unici primati li ha conquistati nella repressione delle lotte e nell’infame guerra agli emigranti e agli immigrati.
Nei piani dei capitalisti, italiani, europei e globali, il prezzo del caos prodotto dal loro sistema sociale e dalla sua incontenibile crisi debbono pagarlo le classi lavoratrici.
Ma proprio l’inasprirsi di tutte le contraddizioni sociali tipiche del capitalismo sta spingendo alla lotta masse crescenti di sfruttati e oppressi in ogni angolo del mondo.

14 aprile - Dal blog tarantocontro - La organizzazione della lotta dei cassintegrati ILVA AS prosegue - mentre si conclude l'elezione ricatto delle RSU

Proseguono gli incontri nei paesi della provincia di Taranto - ieri buonissima partecipazione a San Giorgio.
I cassintegrati ILVA AS non sono più nessuno.. cacciati, abbandonati e non rispettati.

Si sono votate le RSU all' Arcelor/Mittal, ma  chi sono i delegati dei cassintegrati? nessuno!
Chi li controlla e cerca di manovrarli? quelli che hanno spalleggiato AM per cacciarli dalla fabbrica, che visto come stanno le cose ora, nella quale non rientreranno più.
La sentenza Di Napoli su ricorso USB - che prima firma e poi contesta - dice abbastanza chiaramente che sono stati messi fuori con l'Accordo senza neanche spiegare loro perchè, ma non dice che quindi devono rientrare
Ci proviamo noi con un esposto e un altro ricorso pilota che mette in discussione non l'applicazione dell'accordo, ma l'illegittimità di quell'accordo per invalidarlo.
Ma non sarà un giudice che ci salverà.....
Ci puo' salvare la dignità, la ribellione, la lotta collettiva e autorganizzata fuori e contro gli attuali sindacati firmatari. 
Slai Cobas per il sindacato di classe – Taranto
slaicobasta@gmail.com 3475301704
via Livio Andronico 47 Taranto
tarantocontro.blogspot.com
whatsapp iliad 3519575628
 Questo l’esito delle votazioni:
Fim Cisl 2.065 voti, pari al 27,6% (19 delegati)
Fiom Cgil 1.261 voti, pari al 16,84% (10 delegati);
Uilm Uil 2.858 voti, pari al 38,17% (24 delegati),
Usb 1.112 voti, pari al 14,85% (9 delegati);
Ugl 172 voti, pari al 2,29% (1 delegato).
Qualunque sia la percentuale dei votanti e qualunque sia la lista che ha vinto si è trattato di un voto infamato dalla firma dell'accordo/ricatto.

13 aprile - Le lavoratrici doppiamente sfruttate: Dati sulla condizione lavorativa delle donne - un contributo

Nonostante negli ultimi due anni sia aumentato il tasso di occupazione femminile (calcolato sulla fascia 20-64 anni), alla fine del 2017 solo il 53,2% delle donne risulta essere occupata, contro il 72,3% degli uomini. L’Italia rimane al penultimo posto della classifica europea del differenziale di genere per l’occupazione (UE a 28) seguita dalla Grecia. Se a questo dato si affianca quello relativo al rapporto fra i tassi di occupazione (25-49 anni) delle donne con figli in età prescolare e delle donne senza figli, è evidente che a essere maggiormente penalizzate sono le donne con figli piccoli.
Per 100 donne senza figli occupate, sono 75 quelle occupate con figli in età prescolare. E il dato registra una costante diminuzione rispetto al 2015. Sezionando il dato secondo il grado di istruzione il rapporto cambia: migliora per le donne istruite e peggiora per le donne con scarsa scolarizzazione passando da quasi un 90% fra le laureate a un 55,6% fra le donne con la terza media.

13 aprile - Genova. La causa del degrado è… l’operaio in pausa pranzo. Effetti del decreto fascio/razzista Salvini/Di Maio: prima i migranti, poi i centri sociali e poi....gli operai

di R. C.
I nodi come sempre vengono al pettine, ed è notizia di ieri il riconoscimento, finalmente, della fonte dei problemi che attanagliano la città di Genova.
Non la gestione del post-crollo del ponte Morandi, tragedia che ha messo, di nuovo, tristemente in luce tutti i limiti della gestione privatistica (e quindi per-forza-di-cose tendente al profitto personale) di un elemento della vita pubblica, come può essere la manutenzione di uno snodo fondamentale della viabilità di una metropoli. Non la mancata applicazione del Piano dell’organico del porto dei lavoratori delle imprese previsto dalla legge 84/1994, strumento che sarebbe utilissimo per fare fronte, appunto, alle conseguenze del crollo del ponte Morandi mediante la somministrazione di maggiori fondi pubblici per le attività portuali e di trasporto collegate al porto, e dunque ai lavoratori stessi. Non la cessione del patrimonio pubblico sanitario per mezzo della svendita delle Farmacie Comunali, un magro bottino oggi che impedisce un futuro servizio domani ai cittadini e impoverisce la rete di solidarietà istituzionale verso la popolazione. Bensì, la vera grana del capoluogo ligure è, udite udite… gli operai in pausa pranzo che si sparano la sacrosanta accoppiata di mezzogiorno, panino e birra.