venerdì 7 marzo 2025

7 marzo - Morti sul lavoro. Secondo Fratelli d’Italia è colpa dei lavoratori. LA DIMOSTRAZIONE CHE QUESTO GOVERNO MODERNO FASCISTA È IN GUERRA E ODIA LA CLASSE OPERAIA

 

Di

Giuliano Granato

Il deputato Croppo sostiene che gli incidenti mortali sono frutto di disattenzione, negando la responsabilità di chi lucra sulla pelle dei lavoratori

«Otto morti sul lavoro su dieci sono stati disattenti». A leggerle queste parole non ci si crede. Anche perché non sono dette in libertà a un Bar Sport. Sono state pronunciate da un parlamentare della Repubblica, il deputato di Fratelli d’Italia Marcello Coppo, a un incontro sul tema della sicurezza presso il polo universitario Astiss di Asti.

Se nel 2024 i morti sul lavoro sono stati 1.482 (stima dell’Osservatorio nazionale morti sul Lavoro di Carlo Soricelli), vuol dire che circa 1.200 sarebbero morti per una loro stessa disattenzione. La vittimizzazione secondaria fa un ulteriore passo in avanti.
Addossare la “colpa” alla vittima, scagionando allo stesso tempo il “carnefice”, è ormai sport in cui si diletta l’ultradestra nostrana.

Onorevole Coppo, è forse morta per disattenzione Luana D’Orazio quel maledetto 3 maggio 2021? Luana era un’operaia tessile. Giovanissima, aveva solo 22 anni e un figlio di 5. Lavorava in un’azienda a Montemurlo, in provincia di Pistoia. Luana è morta uccisa perché, come ha dichiarato la mamma, Emma Marrazzo, «è stata messa davanti a un’arma pronta a sparare. Era stata trasgredita ogni norma di sicurezza».
Sa cos’è successo onorevole Coppo? Luana è rimasta stritolata dall’orditoio su cui lavorava. È morta dopo lunghissimi 7 secondi di agonia. Morta per disattenzione? No. Luana è morta, anzi è stata uccisa perché gli imprenditori avevano manomesso le misure di sicurezza di quell’orditoio. Perché? Perché così si sarebbe potuto produrre di più e più rapidamente: un 8% in più all’anno. La vita di Luana è stata sacrificata sull’altare di un 8% in più di produzione, per qualche migliaio di euro di profitti di più all’anno. Luana è morta per il profitto, non per la disattenzione.

mercoledì 5 marzo 2025

5 marzo - MORIRE IN TRASFERTA: Versato sangue operaio al porto di Catania

 

di Orazio Vasta *

Ieri pomeriggio un operaio napoletano di 52 anni, Vincenzo Giova, è rimasto mortalmente schiacciato durante le manovre di carico e scarico di alcuni containers presenti a bordo della nave Eurocargo Ravenna-Palermo, in sosta nel lato ovest del porto di Catania e diretta a Salerno. La Procura di Catania, con la procuratrice aggiunta Agata Santonocito e la sostituta Lina Trovato, ha aperto un’inchiesta, affidando le indagini alla polizia di frontiera, e disposto il sequestro della nave per potere eseguire rilievi e atti utili alle indagini. Il sangue versato dall’operaio Vincenzo Giova, padre di quattro figli, porta a 167 (fonte della rete web Morti di Lavoro) il numero delle lavoratrici e dei lavoratori che hanno perso la vita sul posto di lavoro o nel raggiungere il luogo di lavoro dall’inizio dell’anno a ieri. Purtroppo, la lista è destinata ad essere aggiornata e le morti di lavoro fanno notizia, per il tempo che basta per il clamore mediatico e per le passerelle istituzionali, solo quando sono delle stragi. Si continua a parlare e a scrivere di “incidenti sul lavoro”. Ma questa è una guerra, la guerra del lavoro dove le vittime che versono mortalmente il proprio sangue sono sempre “le stesse e gli stessi”.

* da Agenzia SicraPress


5 marzo - info LOTTA DI CLASSE E SOLIDARIETÀ IN INDIA

 da operai contro

𝐋𝐀 𝐒𝐎𝐋𝐈𝐃𝐀𝐑𝐈𝐄𝐓𝐀' 𝐂𝐎𝐍𝐂𝐑𝐄𝐓𝐀 𝐄' 𝐋𝐀 𝐅𝐎𝐑𝐙𝐀 𝐃𝐄𝐆𝐋𝐈 𝐎𝐏𝐄𝐑𝐀𝐈

𝐍𝐨𝐧 𝐬𝐢 𝐟𝐞𝐫𝐦𝐚 𝐢𝐥 𝐛𝐫𝐚𝐜𝐜𝐢𝐨 𝐝𝐢 𝐟𝐞𝐫𝐫𝐨 𝐭𝐫𝐚 𝐢 𝐩𝐚𝐝𝐫𝐨𝐧𝐢 𝐞 𝐠𝐥𝐢 𝐨𝐩𝐞𝐫𝐚𝐢 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐨 𝐬𝐭𝐚𝐛𝐢𝐥𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐢𝐧𝐝𝐢𝐚𝐧𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐒𝐚𝐦𝐬𝐮𝐧𝐠. 𝐈𝐥 𝐛𝐥𝐨𝐜𝐜𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐩𝐫𝐨𝐝𝐮𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐮𝐫𝐚 𝐨𝐫𝐦𝐚𝐢 𝐝𝐚 𝟐𝟖 𝐠𝐢𝐨𝐫𝐧𝐢, 𝐝𝐚 𝐪𝐮𝐚𝐧𝐝𝐨 𝟏𝟕 𝐜𝐚𝐩𝐢 𝐨𝐩𝐞𝐫𝐚𝐢 𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐬𝐭𝐚𝐭𝐢 𝐥𝐢𝐜𝐞𝐧𝐳𝐢𝐚𝐭𝐢 𝐩𝐞𝐫 𝐫𝐚𝐩𝐩𝐫𝐞𝐬𝐚𝐠𝐥𝐢𝐚 𝐩𝐞𝐫 𝐥𝐚 𝐥𝐨𝐫𝐨 𝐚𝐭𝐭𝐢𝐯𝐢𝐭𝐚̀ 𝐬𝐢𝐧𝐝𝐚𝐜𝐚𝐥𝐞!! 𝐋𝐨 𝐬𝐜𝐢𝐨𝐩𝐞𝐫𝐨 𝐢𝐧𝐯𝐞𝐜𝐞 𝐝𝐢 𝐬𝐨𝐜𝐜𝐨𝐦𝐛𝐞𝐫𝐞 𝐚𝐥𝐥𝐞 𝐩𝐫𝐞𝐬𝐬𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐝𝐢 𝐒𝐚𝐦𝐬𝐮𝐧𝐠 𝐫𝐢𝐬𝐜𝐡𝐢𝐚 𝐢𝐧𝐯𝐞𝐜𝐞 𝐝𝐢 𝐚𝐥𝐥𝐚𝐫𝐠𝐚𝐫𝐬𝐢. 𝐆𝐥𝐢 𝐨𝐩𝐞𝐫𝐚𝐢 𝐝𝐢 𝐚𝐥𝐭𝐫𝐞 𝟒𝟐 𝐚𝐳𝐢𝐞𝐧𝐝𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐩𝐨𝐥𝐨 𝐢𝐧𝐝𝐮𝐬𝐭𝐫𝐢𝐚𝐥𝐞 𝐝𝐢 𝐒𝐫𝐢𝐩𝐞𝐫𝐮𝐦𝐛𝐮𝐝𝐮𝐫 𝐢𝐧𝐜𝐥𝐮𝐬𝐞 𝐇𝐲𝐮𝐧𝐝𝐚𝐢, 𝐁𝐫𝐢𝐭𝐚𝐧𝐧𝐢𝐚, 𝐞 𝐀𝐩𝐨𝐥𝐥𝐨 𝐓𝐲𝐫𝐞𝐬, 𝐡𝐚𝐧𝐧𝐨 𝐧𝐨𝐭𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚𝐭𝐨 𝐚𝐥𝐥𝐞 𝐫𝐢𝐬𝐩𝐞𝐭𝐭𝐢𝐯𝐞 𝐚𝐳𝐢𝐞𝐧𝐝𝐞 𝐥’𝐢𝐧𝐭𝐞𝐧𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐢 𝐮𝐧𝐢𝐫𝐬𝐢 𝐚𝐥𝐥𝐨 𝐬𝐜𝐢𝐨𝐩𝐞𝐫𝐨 𝐬𝐞 𝐢 𝟏𝟕 𝐨𝐩𝐞𝐫𝐚𝐢 𝐧𝐨𝐧 𝐯𝐞𝐧𝐠𝐨𝐧𝐨 𝐢𝐦𝐦𝐞𝐝𝐢𝐚𝐭𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐫𝐞𝐢𝐧𝐭𝐞𝐠𝐫𝐚𝐭𝐢. 𝐋𝐚 𝐒𝐚𝐦𝐬𝐮𝐧𝐠 𝐜𝐡𝐞 𝐩𝐫𝐨𝐝𝐮𝐜𝐞 𝐜𝐨𝐧𝐝𝐢𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐭𝐨𝐫𝐢 𝐞̀ 𝐢𝐧 𝐬𝐞𝐫𝐢𝐚 𝐝𝐢𝐟𝐟𝐢𝐜𝐨𝐥𝐭𝐚̀, 𝐢 𝟐𝟎𝟎𝟎 𝐜𝐫𝐮𝐦𝐢𝐫𝐢 𝐚𝐬𝐬𝐮𝐧𝐭𝐢 𝐧𝐨𝐧 𝐫𝐢𝐞𝐬𝐜𝐨𝐧𝐨 𝐚 𝐬𝐮𝐩𝐩𝐥𝐢𝐫𝐞 𝐚𝐥𝐥’𝐚𝐥𝐭𝐢𝐬𝐬𝐢𝐦𝐚 𝐝𝐨𝐦𝐚𝐧𝐝𝐚 𝐬𝐭𝐚𝐠𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞 𝐝𝐢 𝐜𝐨𝐧𝐝𝐢𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐭𝐨𝐫𝐢.

https://www.thehindubusinessline.com/.../article69269624.ece

martedì 4 marzo 2025

4 marzo - Oggi assemblea on line per l'8 marzo

 

Assemblea nazionale on line 4 marzo ore 17,30

Il link per collegarci: https://meet.google.com/bga-vxbw-gyz

per info:

mfpr.naz@gmail.com 

lavoratriciprecariedisoccupate@gmail.com


4 marzo - PALERMO VERSO 8 MARZO: Oggi nuova udienza del processo alle precarie Coop Sociali di Palermo, l'8 marzo sciopereremo anche contro la repressione delle lotte delle lavoratrici e in ogni ambito

 

Da alcuni anni siamo sotto processo a Palermo, il reato commesso? avere difeso con la lotta il nostro diritto al lavoro contro l’arroganza dei palazzi del potere, vedi la Città Metropolitana che nel 2017 voleva tagliarci fuori dal lavoro con una gara d’ appalto illegittima e con cui di fatto licenziava più della metà di un bacino di precari, a maggioranza donne.

Non abbiamo esitato a rispondere con la lotta, contestando quella gara, riuscendo ad ottenere alla fine la modifica del bando e salvando tutti i posti di lavoro.

Siamo precarie da 20 anni, viviamo una condizione di lavoro/non lavoro che oggi diventa più pesante con tutte le conseguenze di contratti sempre più a termine, di riduzioni di ore, di salari oggettivamente sempre più bassi visto anche l’aumento del carovita ma non ci siamo mai fermate, abbiamo lottato e continuiamo a farlo perché è giusto e necessario.

Ribadiamo oggi con più forza quanto abbiamo già detto quando siamo state rinviate a giudizio: “… La “lenta” giustizia borghese è stata veloce a processarci ma in effetti si tratta di un “processo” che avviene in tutta Italia! Facciamo parte di un mare di lavoratrici, lavoratori, operaie, operai, precarie, precari, disoccupate, disoccupati, attiviste/i delle lotte sociali, migranti, militanti politici... che vengono attaccati da questo Stato borghese che invece di dare risposte a bisogni reali e a diritti si scaglia con la repressione in diverse forme, emanando anche leggi odiose…” e oggi ancor di più con il governo Meloni, vedi il DDL 1660 di stampo fascista volto a colpire tutte e tutti pesantemente.

Oggi 4 marzo nella nuova udienza del processo saranno sentite alcune di noi precarie, certamente continueremo a lottare anche dentro le aule dei tribunali, perché la giustezza della lotta messa in campo in difesa della nostra condizione di lavoro e di vita più generale la rivendichiamo pienamente e diciamo ancora a gran voce che le giuste lotte non si processano!

E proprio in questa settimana che ci porta alla importante giornata internazionale delle donne diciamo forte che l’8 marzo sciopereremo anche contro ogni repressione delle lotte delle lavoratrici/lavoratori e in ogni ambito che il governo Meloni vuole sempre più impedire, criminalizzare, cancellare e contro cui siamo chiamate a lottare.

Lavoratrici precarie Coop Sociali Slai Cobas sc Palermo


lunedì 3 marzo 2025

3 marzo - da tarantocontro: Partita la macchina di presentazione delle parti civili operaie e popolari nel nuovo processo "Ambiente svenduto" a Potenza del 21 marzo

 

info slaicobasta@gmail.com - watts app 351957 5628

Appuntamenti 4 marzo e 10 marzo solo 

però con preavviso, email o wattsapp 

 

E' uscito ed è in vendita c/o Slai Cobas

 

il libro curato da Margherita Calderazzi 

sui 7 anni del precedente processo

 

importante!


domenica 2 marzo 2025

2 marzo - La proclamazione/costruzione dello sciopero dell'8 marzo al servizio della lotta a 360 gradi della maggioranza delle donne

 L'indizione dello sciopero generale dell'8  marzo ha una valenza di natura sindacale/politica/ideologica di classe, non è un fatto meramente burocratico o legato solo alla richiesta del movimento delle donne, oggi in particolare rappresentato da Nudm che ha assunto anche in questa fase positivamente l'arma dello sciopero nell'8 marzo, che chiede la copertura per le lavoratrici, donne, lavoratori che vogliano scioperare, ma si sostiene attivamente e si agisce ponendosi al servizio della necessaria lotta più generale e ampia della maggioranza delle donne.

Lo Slai Cobas per il sc  lavora laddove organizza donne lavoratrici, operaie, precarie, disoccupate ma anche verso settori che non organizza direttamente portando il messaggio dello sciopero dell'8 marzo, affinchè si  scioperi realmente dai posti di lavoro/non lavoro per estendersi a tutti gli ambiti di doppia oppressione che la maggioranza delle donne subisce in questo sistema capitalistico e imperialista.

La proclamazione dello sciopero dell'8 marzo non si contrappone alla indizione di altri sindacati di base ma auspichiamo che avanzi un percorso in cui si comprenda e si affermi lo sciopero delle donne non come un normale sciopero di settore/categoria ma come una necessaria arma di fase che guardi a tutta la condizione di sfruttamento e oppressione delle lavoratrici, delle donne proletarie  legata ad una condizione sociale, politica/ideologica non statica o sempre uguale ma che peggiora e si aggrava, ancor di più oggi con il governo reazionario, sessista, moderno fascista della Meloni che vuole far avanzare il moderno medioevo delle donne come una normalità, all'interno anche dell'onda nera che avanza contro le donne sul piano internazionale vedi gli Usa/Trump. 

Lo sciopero dell'8 marzo in questa fase è nuova sfida/rottura contro i padroni, contro questo governo Meloni che deve essere cacciato, contro questo Stato borghese oggi sempre più al servizio anche della guerra imperialista. 

Partire sì dalle lotte immediate per le istanze/ bisogni delle donne ma per inserirle in una prospettiva più ampia e generale di lotta, le donne lavoratrici, proletarie non hanno niente da conservare in questo sistema capitalistico ma ogni catena del doppio sfruttamento e oppressione da spezzare e devono essere in prima linea nella lotta per un vero cambiamento e una vera liberazione sociale. 

La piattaforma delle donne/lavoratrici dello sciopero dell'8 marzo è frutto di tutto questo. 

Lavoratrici Slai Cobas sc 

sabato 1 marzo 2025

1 marzo - EX ILVA: IL PUNTO. da tarantocontro

 

intervista di Ernesto Slai Cobas TA a radio blackout sulla svendita ex ilva

https://radioblackout.org/podcast/frittura-mistaradio-fabbrica-25-02-2025/



1 marzo - info Stellantis in crisi… che pagano solo gli operai perché i profitti corrono ancora!

 

Secondo i dati riportati dall’agenzia Reuters del 26 febbraio, “il 2024 si è rivelato un anno nero per Stellantis con un calo significativo delle principali voci finanziarie.”

Questi titoli sono allarmanti ma ingannevoli perché nonostante l’anno nero Stellantis ha fatto un “utile netto” di 5,5 miliardi di euro, registrando una contrazione del 70%. Anche l’utile operativo rettificato (AOI) ha subito un calo considerevole, fermandosi a 8,6 miliardi di euro, ossia il 64% in meno rispetto all’anno precedente, con un margine operativo del 5,5%.”

Ma subito dopo si deve ammettere che di soldi in cassa ce ne sono e tanti, e si distribuiscono pure agli azionisti: “Nonostante le difficoltà operative, il gruppo ha mantenuto una liquidità disponibile industriale pari a 49,5 miliardi di euro, con una posizione finanziaria netta industriale di 15,1 miliardi di euro. Inoltre, è stato proposto un dividendo agli azionisti di 0,68 euro per azione, pari a un rendimento del 5%, in attesa dell’approvazione.”

Ma le notizie positive per Stellantis e i suoi padroni non finiscono qui perché l’azienda sta riducendo le scorte, cioè le auto invendute: “al 31 dicembre 2024, le giacenze totali di veicoli sono scese del 18%, pari a 268.000 unità in meno rispetto al 2023.” E anche negli stabilimenti degli Stati Uniti le cose vanno discretamente: “Particolarmente significativo il calo delle scorte dei concessionari statunitensi, che si sono ridotte del 20%, attestandosi a 304.000 unità, superando l’obiettivo precedentemente fissato di 330.000 unità.”

Come si vede la crisi c’è, auto se ne vendono sempre meno e i piazzali e le concessionarie sono pieni di auto invendute.

Ma la Stellantis per fare la propria guerra commerciale nel mondo ha già avviato la “Transizione del portafoglio prodotti”: “Nel corso del 2024, Stellantis ha avviato un rinnovamento della gamma con l’introduzione dei primi modelli basati sulle nuove piattaforme STLA Medium e STLA Large, oltre al lancio in Europa della Citroën C3/ë-C3 costruita sulla piattaforma Smart Car. Questi cambiamenti rappresentano un passo strategico verso l’elettrificazione e la modernizzazione dell’offerta”.

E nonostante l’anno trascorso sia nero Stellantis per il futuro vede rosa! “…una previsione di crescita “Positiva” dei ricavi netti e un margine operativo “Mid-Single Digit” (ovvero tra il 3% e il 7%). Il flusso di cassa industriale è atteso “Positivo”, riflettendo l’inizio della ripresa commerciale nonostante le incertezze che ancora caratterizzano il settore automotive.” E l’entusiasta Elkann aggiunge: “Nonostante il 2024 sia stato un anno di forti contrasti per l’Azienda, con risultati al di sotto del nostro potenziale, abbiamo raggiunto importanti traguardi strategici”.

In particolare”, ha aggiunto l’erede di Gianni Agnelli, “abbiamo lanciato nuove piattaforme e modelli multi-energy, novità che proseguiranno nel 2025; abbiamo avviato la produzione di batterie per veicoli elettrici attraverso le nostre joint venture e abbiamo reso operativa la partnership con Leapmotor International … Siamo fermamente intenzionati a guadagnare quote di mercato e a migliorare le performance finanziarie nel corso del 2025”.

I padroni piangono sempre miseria e chiedono sempre miliardi di aiuti allo Stato, che gentilmente e costantemente li concede, scaricando di fatto la crisi, come si può vedere, tutta sulle spalle degli operai, pagata con cassa integrazione, licenziamenti, peggioramento delle condizioni di lavoro…


venerdì 28 febbraio 2025

28 febbraio - info: Eternit Bis, chiesto l’ergastolo per Stephan Schmidheiny nel processo infinito contro i padroni assassini

 

E’ accusato di 392 omicidi

TORINO – La Procura Generale di Torino ha chiesto l’ergastolo per Stephan Schmidheiny, accusato di 392 omicidi, commessi sia in danno di lavoratori dello stabilimento Eternit di Casale Monferrato che della popolazione delle aree limitrofe. La seduta odierna del processo “Eternit Bis” è iniziata con una richiesta al professor Corrado Magnani da parte della presidente della Corte d’Assise d’Appello di Torino, Cristina Domaneschi, di approfondimenti sulla relazione del 17 febbraio 2025 in merito alla correlazione tra principio dose/risposta ed effetto acceleratore. «La frequenza di insorgenza del mesotelioma – ha affermato Corrado Magnani – è maggiore in persone che hanno una maggiore esposizione all’amianto: i casi si manifestano prima, secondo una relazione matematicamente determinata». «È una legge universale» – ha detto. «Se ci sono più esposizioni all’amianto – ha precisato – ci sono più casi di mesotelioma: è matematico». «Più amianto causa più mesotelioma» – ha dichiarato, facendo riferimento a una «abbandonante, coerente e non criticata evidenza scientifica». Critico il consulente della difesa, il professor Canzio Romano, per il quale si tratta di «un’interpretazione di dati metodologici» e di «stime grossolane» e «poco attendibili» di uno «studio fondato sul fango». Incalzato dal professor Magnani, Romano si è poi scusato per l’espressione «fango», affermando che si tratta di uno studio «con i piedi di argilla». Su dosi cumulative di amianto ed effetto acceleratore è intervenuto anche il consulente di parte civile Edoardo Bai, ribadendo che «l’esposizione cumulativa all’amianto aumenta l’insorgenza di mesotelioma». L’udienza è poi proseguita con gli interventi della Procura Generale. «Il tentativo di gettare ‘fango’ sugli studi scientifici che confermano una maggiore insorgenza del mesotelioma con una maggiore esposizione all’amianto – dichiara Massimiliano Quirico, direttore di Sicurezza e Lavoro – è offensivo nei confronti di chi si è ammalato ed è morto a causa dell’amianto dell’Eternit». «La difesa di Schmidheiny tenta ogni azione per far assolvere l’imputato – afferma Quirico – ma siamo fiduciosi in una piena giustizia per una strage che ha devastato un’intera comunità e che ancora oggi continua a mietere tantissime vittime, sia tra i lavoratori e le lavoratrici che tra le persone residenti nell’area dello stabilimento Eternit». Le prossime udienze del processo d’appello Eternit bis sono in programma nella maxi aula 6 del Palagiustizia di Torino, alle ore 9, mercoledì 19 marzo 2025 e giovedì 17 aprile 2025, quando dovrebbe essere emessa la sentenza. Alle ultime due udienze è prevista anche la partecipazione di alcune decine di studenti e studentesse di Casale Monferrato.

In primo grado Stephan Schmidheiny è stato condannato a 12 anni per omicidio colposo.



28 febbraio - TRA ALTERNANZA SCUOLA/LAVORO E STUDENTESSE/LAVORATRICI. O CI SI INFORTUNA GRAVEMENTE O SI MUORE IN ITINERE

 DA

Carlo Soricelli Iadanza

Daniela Gambardella aveva solo 19 anni ed è morta in itinere. Studentessa lavoratrice è stata investita e uccisa fuori dal centro commerciale dove lavorava, aveva ancora indosso la divisa. Le donne muoiono numerosissime in itinere.

Per estrarla da sotto l'auto è stato necessario l'intervento dei vigili del fuoco.

 

RIETI: STUDENTE MINORENNE GRAVEMENTE FERITO DURANTE LA COSIDDETTA “ALTERNANZA SCUOLA – LAVORO”

Uno studente, ancora minorenne, dell’istituto tecnico ‘Rosatelli’ di Rieti è rimasto gravemente ferito durante le ore della cosiddetta “alternanza scuola-lavoro” in un’azienda reatina di lavorazioni meccaniche. Lo studente, mentre stava utilizzando un tornio, ha subito una frattura multipla al braccio. Il giovane è stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico.

La notizia è stata diffusa dalla Rete degli Studenti Medi, che denuncia: “Siamo di fronte a ennesimo caso. Basta Pcto (l’ex alternanza scuola – lavoro), basta sfruttamento legalizzato”.


giovedì 27 febbraio 2025

27 febbraio - info solidale: LA REPRESSIONE NON FERMERÀ LE LOTTE PROLETARIE

 

Oggi il Tribunale di Napoli, sezione penale ha condannato a 6 mesi di reclusione uno dei coordinatori provinciali SI Cobas Eddy Sorge per una manifestazione dei disoccupati 7 novembre avvenuta nel lontano 2019 fuori al comune di Napoli, nella quale i vigili urbani avevano aggredito i manifestanti che protestavano nel pressi del portone di via Verdi a causa di uno dei tanti rinvii dei tavoli istituzionali.

Altri 3 compagni disoccupati sono invece stati assolti, a riprova dell'inconsistenza del teorema accusatorio.

È evidente come si stia assistendo a un escalation di attacchi repressivi contro le lotte per il lavoro e il salario: attacchi che si concentrano principalmente contro quei compagni che assumono un ruolo di direzione o di punto di riferimento di queste lotte.

L'obbiettivo dello stato e dei padroni è di creare un clima di terrore attorno alla nostra organizzazione e al movimento dei disoccupati, attraverso "azioni esemplari" che fungano da disincentivo alle lotte e costringano i proletari ad abbassare la testa e ad accettare passivamente le loro politiche di guerra, di precarietà e di supersfruttamento.

Si tratta di un disegno che viene dall'alto ed é legato a doppio filo al clima da stato di polizia voluto dal governo Meloni e sintetizzato dal Ddl sicurezza: l'operato della Questura e della magistratura è funzionale a questo disegno politico.

Il SI Cobas e il movimento disoccupati 7 novembre dimostreranno ancora una volta coi fatti che le istanze di emancipazione dei gli sfruttati sono più forti di qualsiasi teorema repressivo.

Solidali e complici con Eddy

Solo la lotta paga!

SI Cobas Napoli e Caserta


 


27 febbraio - GENDER GAP: IN ITALIA IL DIVARIO TRA UOMO E DONNA RIMANE PREOCCUPANTE IN TUTTI GLI AMBITI.....A partire dal lavoro

 

In Italia le donne continuano a vivere condizioni di reale svantaggio in ambito lavorativo, familiare e sociale. A dirlo, il Rendiconto di genere 2024 presentato, lunedì 24 febbraio, dal Consiglio di Indirizzo e Vigilanza (CIV) dell’Inps.

Si tratta di un documento che, giunto alla sua seconda edizione, “intende offrire un quadro articolato e aggiornato sulla condizione delle donne in Italia, attraverso l’analisi dei dati che rappresentano le opportunità e le criticità nei diversi contesti sociali ed economici, ripercorrendo le principali fasi del ciclo di vita delle persone”. In altre parole, un documento che restituisce una fotografia del cosiddetto gender gap nel nostro Paese, e la fotografia che restituisce per l’anno 2024 (basata su dati del 2023) è impietosa.

Guardando al solo ambito lavorativo si scopre, per fare qualche esempio, un divario di quasi 18 punti, tra uomini e donne, nel tasso di occupazione (nel 2023 lavorava il 52,5% delle donne e il 70,4%), ma anche una retribuzione media più bassa di circa il 20% rispetto a quella degli uomini (ma si toccano punte del 32% in meno nelle attività finanziarie) e pensioni pressoché dimezzate: rispetto a quelle maschili sono più basse del 44%.

Il report fa emergere, inoltre, come nonostante le donne abbiamo in media livelli di istruzione più alti, questa “superiorità” nel percorso di studi non porti quasi mai a nulla, tantomeno a “posti fissi” o a posizioni apicali. Sono donne infatti solo il 21% dei dirigenti e il 32,4% dei quadri.  In questa prospettiva, il 29,4% delle occupate risulta così “sovraistruita” rispetto al lavoro che fa, una percentuale che supera il 40% nella fascia compresa tra i 25 e i 34 anni. E si potrebbe continuare.

In sintesi, ciò che emerge da tutti questi dati, numeri e tabelle è la profondità di questo divario, nonché il suo carattere strutturale e discriminatorio.
Secondo le analisi dell’Inps, incidono infatti su questi numeri il maggiore utilizzo delle donne del part time, i più bassi livelli di qualifica e il minor ricorso agli straordinari. In altre parole, pesano l’assenza di politiche welfare e di reali servizi pubblici alla famiglia (es. gli asili nido), ovvero ciò che può sollevare le donne dal lavoro di cura. Un lavoro che lo stesso Rendiconto di genere 2024 conferma essere ancora quasi totalmente a carico loro: nel 2023 le giornate di congedo parentale utilizzate dalle donne sono state 14,4 milioni, contro gli appena 2,1 milioni usate dagli uomini.



mercoledì 26 febbraio 2025

26 febbraio - STRAGE FERROVIARIA DI PIOLTELLO. TUTTI ASSOLTI I VERTICI DI RFI, CONDANNATO SOLO IL TECNICO: “UN CAPRO ESPIATORIO”. Impunità ai tempi del ministro dei trasporti Salvini

 

Una sola, unica, condanna a 5 anni e 3 mesi, nei confronti di Marco Albanesi, ex responsabile dell’unità di Brescia di Rfi, e otto assoluzioni, tra cui quella dell’ex ad di Rfi Maurizio Gentile e della stessa società.

Si è chiuso così in primo grado il processo ad ex dirigenti, dipendenti e tecnici di Rete ferroviaria italiana rispetto al strage ferroviaria di Pioltello del 25 gennaio 2018, in cui persero la vita tre donne – Pierangela Tadini, Giuseppina Pirri e Ida Milanesi, tutte donne lavoratrici pendolari – e oltre 200 persone rimasero ferite o subirono traumi psicologici.

Tra gli imputati assolti anche Vincenzo Macello, nominato a commissario dell’Alta Velocità della tratta Brescia-Verona, dirigente RFI.

Pioltello, una sola condanna per il disastro ferroviario. Otto assoluzioni, anche l’ex ad di RFI Gentile: “Non sapevano del giunto ammalorato”

Il 25 gennaio 2018, in seguito al deragliamento del treno morirono tre donne e oltre 200 persone rimasero ferite o subirono traumi psicologici

di F. Q. | 25 Febbraio 2025

Una sola condanna a 5 anni e 3 mesi, nei confronti di Marco Albanesi, ex responsabile dell’unità di Brescia di Rfi, e otto assoluzioni, tra cui quella dell’ex ad di Rfi Maurizio Gentile e della stessa società. Si è chiuso così in primo grado il processo ad ex dirigenti, dipendenti e tecnici di Rete ferroviaria italiana per il disastro ferroviario di Pioltello, nel Milanese, nel quale il 25 gennaio 2018, in seguito al deragliamento del treno regionale Cremona-Milano Porta Garibaldi, morirono tre donne e oltre 200 persone rimasero ferite o subirono traumi psicologici. Quel mattino perserono la vita Ida Maddalena Milanesi, Pierangela Tadini e Alessandra Giuseppina Pirri. Per quanto riguarda gli imputati assolti le accuse di disastro ferroviario colposo e omicidio colposo sono cadute “per non aver commesso il fatto”. Alcune ipotesi sulle lesioni sono cadute per difetto di querela.

martedì 25 febbraio 2025

25 febbraio - info solidale: VOLANTINAGGIO DEL COORDINAMENTO 12 OTTOBRE

La mattina di lunedì 24/02, il volantino diffuso (in 650 copie) da una delegazione del Coordinamento 12 ottobre "Per la sicurezza e la salute - contro la repressione" alla stazione ferroviaria di Pisa S.Rossore, dove scendono prevalentemente studenti universitari. E' stato esposto lo striscione con le foto delle 32 Vittime della strage ferroviaria del 29 giugno 2009.




 

25 febbraio - info solidale Prato: LOTTE OPERAIE TRA "ATTENTATI" E MULTE

 Corteo a Prato e lotte nel distretto tessile

Dopo le esplosioni e i pacchi incendiari nei magazzini della logistica tessile di sabato scorso, Prato è scesa in piazza per ribadire che nessun lavoratore deve più rischiare la propria vita per guerre e faide che non gli appartengono.

Dalle parole del sindacato Suddcobas: “Per troppi anni la violenza mafiosa si è potuta consumare nell’invisibilità. Ed era soprattutto l’invisibilità di chi si trovava a subirla.

La novità oggi non è la violenza mafiosa, come non lo era sei anni fa il supersfruttamento nel distretto. La novità è che i senza voce oggi hanno voce. Perché insieme abbiamo imparato a fare coro. E lo abbiamo imparato nello stesso momento in cui abbiamo imparato a stringere i nostri corpi davanti ai cancelli delle fabbriche e dei magazzini di questo distretto.

La lotta per il lavoro degno e sicuro è lotta antimafia. La lotta antimafia è lotta per il lavoro degno e sicuro, oppure non è.”

 MAGLIFICIO CXL DI PRATO – MULTATO IL PRESIDIO OPERAIO

Caro Operai Contro, sabato 22 febbraio hanno manifestato per le strade del distretto, dimostrando di non farsi intimidire dalle multe del Comune, né dalle provocazioni che, seppur non direttamente su di loro, aumentano la pressione sulla loro lotta. Trattandosi di 3 pacchi incendiari fatti esplodere in 3 aziende vicine: Acca di Seano, Elt Express di Campi Bisenzio e Logistica Shun Da di Prato.
In sciopero per la loro vertenza, al presidio operaio del maglificio CXL di Prato, è arrivata la multa dal Comune amministrato dal centrosinistra. Un provvedimento che sembra inserirsi nel decreto sicurezza che il governo Meloni vuole approvare in questi giorni.
La multa per il presidio – dice la sindaca del Pd Ilaria Bugetti – è conseguente alla richiesta della Questura, i picchetti devono essere regolarmente autorizzati. Tradotto: nel dibattito parlamentare il Pd dice di opporsi al decreto sicurezza, ma una sua sindaca con la bella scusa di applicazione burocratica dei permessi, colpisce un presidio operaio.

sabato 22 febbraio 2025

22 febbraio - LA STRAGE CONTINUA! di C. Soricelli

sabato 22 febbraio 2025

Morire di lavoro a 21 anni 

Si chiama Andrea Canzonieri il povero giovane morto ieri a soli 21 anni a Chioggia per essere stato colpito da un pannello di ferro, il giorno prima ero al Tribunale di Treviso per dare supporto alla famiglia di Mattia Battistetti morto a 23 anni sul lavoro dove era in corso la decima udienza. Il Veneto sempre ai vertici di questa triste classifica 

 

venerdì 21 febbraio 2025

Strage continua 

Raccontiamo le morti sul lavoro che più ci hanno colpito in questi giorni: Giorgio Bedini (nella foto) è morto a 82 anni travolto da una gru nel suo laboratorio di marmi a Carrara, un edile albanese di 66 anni è morto cadendo da un capannone in provincia di La Spezia:  era partita IVA o dipendente? Un muratore è morto per un incendio scoppiato nella baracca in cui viveva.


 

venerdì 21 febbraio 2025

21 febbraio - TURCHIA, “TEMEL CONTA”: 70 GIORNI DI SCIOPERO: LE OPERAIE IN PRIMA FILA

 

da operai contro

 

Le operaie turche della Temel Conta producono guarnizioni per l’industrie automobilistiche Ford, Tesla, BMC e Rokestan. Sono in sciopero da 70 lunghi giorni. Rivendicano la riduzione dei carichi di lavoro: dove sarebbero necessarie 80 operaie, a parità di produzione, oggi lavorano in 20. Rivendicano il diritto ad avere una propria organizzazione sindacale indipendente da quella di Stato. Non smetteranno la lotta se non ottengono la sostituzione del salario minimo con un salario più alto e il ripristino dell’impianto di aspirazione. Di seguito le dichiarazioni della delegata operaia Sinem Kaya.

Ci siamo lasciate alle spalle 70 giorni di sciopero, iniziato il 10 dicembre, anche se la nostra lotta in effetti è iniziata un anno fa. Produciamo ricambi originali per l’industria automobilistica come Ford, Tesla, BMC, Roketsan. Se si entra in fabbrica ci si rende conto che possono lavorare 80 persone. Il padrone impiega invece 20 operai. Fa fare a 20 persone il lavoro di 80 persone. Ci sono poche persone, ma tanto lavoro. Siamo tutti veterani con 20-35 anni di esperienza. Nonostante ciò, i lavoratori con 35 anni, 20 anni e 3 mesi di esperienza lavorano per il salario minimo. Siamo tutti sposati e abbiamo figli. In queste condizioni non possiamo sopravvivere con il salario minimo. Quando abbiamo chiesto un aumento, ci hanno detto: “Se non vi va bene, la porta è lì”. Lavoravamo costantemente come carcerati in un luogo privo di aspiratori. Da quando abbiamo iniziato lo sciopero, siamo rimaste qui al freddo e sotto la pioggia, e non siamo state cosi male come quando eravamo dentro. L’impianto di aspirazione fu chiuso a causa di coloro che si lamentavano del fatto che causava inquinamento atmosferico perché i gas chimici venivano rilasciati all’esterno senza filtri. Poiché i filtri era costosi, non hanno più riacceso gli aspiratori, adducendo la scusa che stavano trasferendo lo stabilimento. Il trasferimento della fabbrica veniva continuamente rinviato. Se la produzione continua finché non ci trasferiamo, avrebbero dovuto pensare alla nostra salute, ma nessuno ha pensato alla nostra salute né ci ha compensato per il nostro lavoro. Ci siamo uniti al sindacato contro le pessime condizioni di lavoro e contro il salario minimo. Per un anno, il padrone non ha voluto riconoscere il sindacato, lo abbiamo denunciato ma ha fatto ricorso e il procedimento giudiziario ha allungato i tempi. Nonostante tutti i cavilli abbiamo vinto la causa, ma il padrone non si è seduto al tavolo delle trattative. Non ha voluto riconoscere il nostro sindacato! Noi,17 operaie, per la maggior parte donne, abbiamo iniziato la nostra lotta di resistenza con un presidio davanti alla fabbrica.

“Adesso siamo una grande famiglia”
Ad ogni festa e a Capodanno i capi ci riuniscono e dicono: “Siamo una famiglia. Grazie a voi siamo diventati più forti, accediamo a grandi gare di appalto”. Ci hanno sempre detto: “Siamo una grande famiglia”. Dal giorno in cui abbiamo montato la nostra tenda in sciopero davanti all’entrata, ci siamo resi conto che non eravamo mai stati una famiglia di Temel Conta, ma che eravamo noi operaie una famiglia. Anche Petrol-İş Union ci ha accolto come parte della sua famiglia. Adesso siamo una famiglia numerosa.
Una comunità!

giovedì 20 febbraio 2025

20 febbraio - NUOVO ATTACCO AL DIRITTO DI SCIOPERO DEI FERROVIERI. info solidale

 

Gravissimo atto della Commissione che cambia le regole in corso d’opera: a pagare saranno i “veri” pendolari!

Con un atto spregiudicato e tutto politico la Commissione di Garanzia ha deciso che anche lo sciopero del 23 febbraio – convocato secondo le norme previste dal paragrafo 4.2.4 della legge 146/90 – dovrà sottostare all’osservanza delle illegittime fasce di garanzia nei giorni festivi per il trasporto regionale, deliberate con regolamentazione provvisoria.

Siamo davanti a un fatto di enorme gravità: la Commissione, sostenendo di fatto l’azienda, non solo viene meno al suo ruolo di “arbitro”, ma attacca ferocemente il diritto di sciopero.

Abbiamo sostenuto otto scioperi durante i quali la Commissione di Garanzia ha provato in ogni modo a fermarci reinterpretando le regole secondo necessità. Non è riuscita però nemmeno a rallentarci!

Su richiesta dell’azienda, quindi è entrata a gamba tesa; ha cambiato le regole a partita in corso inventandosene direttamente una nuova.

Lo diciamo chiaramente: noi a questo gioco sporco non ci stiamo!

Non accetteremo che si disponga unilateralmente del diritto di sciopero al fine di neutralizzarne l’efficacia o renderne impossibile l’utilizzo, anziché di dare risposte alle richieste che avanziamo da tempo. Se le regole del gioco cambiano, cambieremo gioco!

In queste ore USB, in accordo con l’Assemblea Nazionale PdM/PdB ha revocato lo sciopero del 22-23 febbraio, per indirlo in giorno feriale, nella prima data utile. Proprio perché queste delibere della Commissione verranno impugnate, sarebbe dannoso per la nostra lotta mantenere uno sciopero che assecondi regole illegittime.

Nel corso di questo anno e mezzo di lotta abbiamo cercato, per senso di responsabilità, di danneggiare il meno possibile lavoratori e studenti con scioperi indetti la domenica.

Tuttavia, vista la gravità di quanto sta accadendo, saremo costretti a proclamare i nostri futuri scioperi in giorni feriali, seguendo le poche regole rimaste invariate.

Ogni disagio sarà imputabile unicamente alla Commissione di Garanzia e all’azienda.

Continueremo, a testa alta, la nostra battaglia per un rinnovo contrattuale che metta al centro SALUTE e SICUREZZA nostra e di coloro che si muovono con noi.

19/02/2025

Assemblea Nazionale PdM/Pd