Da oggi pubblichiamo gli interventi principali del Convegno che si è tenuto alla Provincia il 13 marzo scorso e che ha visto la presenza anche di realtà della Rete nazionali.
Il convegno di Taranto ha rilanciato su basi di classe la ricostruzione nazionale della Rete nazionale per la sicurezza e salute sui posti di lavoro e territori
RELAZIONE INTRODUTTIVO dello Slai cobas per il sindacato di classe - Taranto
Quando abbiamo promosso il convegno, avevamo due obiettivi: da un lato fare il punto del processo “Ambiente svenduto” in corso, in cui noi siamo parte civile e siamo anche molto attivi su altre vertenze legali che riguardano l'Ilva; portare la battaglia contro l'accordo Ilva che ha portato alla proprietà di ArcelorMittal e ai fatti conseguenti, quindi, entrare nel merito delle varie questioni che stanno attraversando la questione ArcelorMittal e la situazione Taranto in generale; dall'altra rilanciare la Rete nazionale per la sicurezza e la salute sui posti di lavoro e territori.
Questo all'interno del quadro che punta a fare dell'Ilva una questione nazionale, con la quale ci eravamo già mossi negli anni passati. Allora la questione centrale non era ancora il disastro ambientale, ma le morti sul lavoro. Perchè nessuno può dimenticare che l'Ilva prima che diventasse “famosa” per il disastro ambientale, era la fabbrica con il maggior numero di operai morti sul lavoro. Ed era un periodo in cui le morti sul lavoro riguardavano anche altre grandi realtà operaie del nostro paese, in primis la ThyssenKrupp.
Per questo a suo tempo mettemmo su la Rete nazionale per la sicurezza sul lavoro, facemmo una serie di iniziative abbastanza partecipate, facemmo una grossa manifestazione a Torino e poi una grossa manifestazione a Taranto.
Certo mantenere in piedi una Rete nazionale che segua periodicamente, con associazioni di diverso orientamento, con realtà lavorative insieme a familiari, giuristi, medici, non è facile; è un lavoro che ha bisogno di tempi che spesso non sono in sintonia con i tempi dell'emergenza. Ma ora siamo ad un punto in cui noi crediamo che dobbiamo rimettere su l'iniziativa della Rete nazionale per la sicurezza e la salute sui posti di lavoro e territori, che dobbiamo costruire delle assemblee ed iniziativa in tutto il territorio nazionale. Per questo abbiamo invitato degli amici e compagni attivisti che operano a Palermo, Milano Bergamo.










