mercoledì 16 dicembre 2020

16 dicembre - (PATTO D'AZIONE) DALLA STAMPA TARANTO

Due giornate di mobilitazione a Taranto -18/19 dicembre - Patto d'azione anticapitalista

  Il 18 e 19 dicembre sono state indette dal Patto d'azione anticapitalista, di cui fanno parte a Taranto lo Slai Cobas e i giovani del Fronte della gioventù comunista 

Redazione corriere di taranto

 

pubblicato il 16 Dicembre 2020, 17:48

Due giornate di mobilitazione per il 18 e 19 dicembre sono state indette a livello nazionale da realtà sindacali, sociali e politiche raccolte nel Patto d’azione anticapitalista, di cui fanno parte a Taranto lo Slai cobas per il sindacato di classe e i giovani del Fronte della gioventù comunista

Le due giornate hanno al centro le questioni della sicurezza, della salute e della sanità “che attanagliano tutti i posti di lavoro e le realtà del nostro paese, a fronte della continuità e dell’aggravarsi della pandemia; nello stesso tempo sono portate nella mobilitazione le rivendicazioni principali dei lavoratori e delle masse popolari sul piano del salario, del reddito, del lavoro, della riduzione dell’orario di lavoro per ‘lavorare meno lavorare tutti’, della richiesta di una patrimoniale sulla grandi ricchezze contro lo scaricamento sui lavoratori e le masse popolari dei costi della crisi economica e della pandemia, più altre rivendicazioni che toccano le questioni centrali della politica dei padroni e del governo” si legge nel coomunicato dello Slai Cobas. 

“A Taranto per queste due giornate è stato realizzato un piano di iniziative che prevede assemblee e incontri con i lavoratori su tutti i posti di lavoro in cui lo Slai Cobas è presente e presidi all’ArcelorMittal e all’appalto nella giornata di venerdì, un presidio di denuncia, informazione e inchiesta di fronte all’Ospedale Moscati per le ore 11,30 sempre di venerdì 18, e un presidio sabato 19 dicembre alle ore 10,30 in piazza Castello sotto il Comune dove ai problemi della sanità viene legata la questione del lavoro, della stabilizzazione dei lavoratori ex Pasquinelli e in tutti i lavoratori degli appalti comunali, la questione della fine della precarietà e internalizzazione dei servizi essenziali in primis gli asili comunali” concludono dallo Slai Cobas per il sindacato di classe Taranto.


16 dicembre - COMBATTERE L'ACCORDO STATO (INVITALIA) - ARCELOR/MITTALL

Lungo incontro online indetto dallo Slai Cobas per il sindacato di classe di Taranto sull'intesa sull'ex Ilva

Redazione

pubblicato il 16 Dicembre 2020, 17:40

Si è tenuto l’incontro sul recente accordo Governo/ArcelorMittal firmato l’11 dicembre. All’incontro hanno partecipato operai, lavoratori e attivisti Slai Cobas sc e in collegamente telematico operai delle aziende siderurgiche nazionali, attivisti del sindacalismo di base e di classe, rappresentantanti di realtà politiche presenti nel Patto d’azione anticapitalista per un fronte unico di classe, giornalisti della stampa cittadina e avvocati impegnati nel processo “Ambiente Svenduto”.

L’incontro si è aperto con un’ampia relazione della coordinatrice dello Slai Cobas Taranto, Margherita Calderazzi, che ha affrontato un esame critico dell’accordo, in particolare della natura dell’intervento dello Stato, ha messo sotto accusa l’azione a fini unicamente di profitto di ArcelorMittal, gli elementi del piano industriale a conoscenza (dato che ancora il testo integrale  è secretato) che comunque produrranno per i lavoratori l’esubero definitivo degli operai attualmente in cigs nell’Ilva AS, la cassa integrazione permanente degli operai ArcelorMittal e il legame tra essa e il raggiungimento dei volumi produttivi, abbastanza improbabili nell’attuale crisi mondiale dell’acciaio, nella crisi economica, aggravata dalla pandemia, che tocca tutti i settori utilizzatori dell’acciaio su scala nazionale e internazionale. Sul piano ambientale (anch’esso conosciuto finora solo da notizie stampa) si è rilevato come l’accordo scarichi ArcelorMittal da ogni responsabilità effettiva e che tutto è rimandato al progetto di costruzione di un forno elettrico alimentato dalla produzione del preridotto – questione che allo stato delle cose appare fumosa nei tempi, nelle modalità e soprattutto nell’effettiva ricaduta sul piano dei lavoratori da utilizzare e sul piano ambientale.

Nella relazione, poi, è stato messo in evidenza che le condizioni poste sul piano giudiziario da ArcelorMittal nel suo comunicato dell’11 dicembre, di dissequestro totale della fabbrica,, appaiono di dubbia legalità e costituzionalità, tali da porre in discussione l’effettivo svolgimento del piano secondo questo accordo.

Molto forte è stata anche la denuncia del ruolo passivo e inadeguato svolto dai sindacati confederali in tutta la vicenda, per cui le esigenze effettive dei lavoratori di fatto sono state subordinate a governo e azienda, per non dire dell’equivoco legame tra Usb, parti del M5S e governo stesso, per il tramite del sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Turco.

A fronte di questo nella relazione si è rilevata la necessità di una risposta autonoma degli operai a tutela del lavoro e della salute, a partire dalla necessità che la cassa integrazione sia integrata per coprire il 100% del salario, che si esamini il problema della riduzione dell’orario di lavoro a parità di paga secondo lo spirito di “lavorare meno lavorare tutti” e che si studino le forme di prepensionamento guidato per opporsi ad ogni esubero.

La relazione della coordinatrice è stata poi supportata dall’esposizione molto precisa e dettagliata del giornalista Gianmario Leone del CorrierediTaranto, una relazione che ha contribuito a fare luce non solo sul ruolo negativo svolto finora dal governo che ha favorito tutti i piani-diktat di ArcelotMittal, ma anche sul fatto che tutte le possibili alternative occupazionali vengano, secondo le intenzioni di padroni e governo, progettate solo per coprire esuberi Ilva quando sono decine e decine le vertenze industriali e lavorative in questa città, decine di migliaia i precari e i disoccupati che rivendicano e aspettano da tempo un’effettiva diversificazione e sviluppo industriale sul territorio.

Nel dibattito che è seguito è venuta forte e chiara, da Genova, dalla Dalmine di Bergamo e siderurgia lombarda, dalla Sicilia della Fincantieri, della questione Gela, come la questione Taranto sia da considerare e affrontare come questione nazionale che ha una grande influenza su tutte queste realtà lavorative.

Importante è stato anche il sostegno del Pcl, presente anche nel Patto d’azione, che ha affermato che le rivendicazioni di classe, l’analisi critica dell’ambientalismo piccolo borghese, del ruolo del Usb all’Ilva, fatte dallo Slai cobas Taranto siano e debbano essere condivise da tutte le realtà impegnate nel Patto e che bisogna aprire un dibattito serio non su questo intervento dello Stato largamente criticabile ma su una ‘nazionalizzazione senza indennizzo’, come soluzione che debba riguardare tutte le fabbriche che rischiano di essere chiuse o attraversate da gravi crisi ambientali.

Interessante è stato l’intervento, e il dibattito seguito, dell’Avv. Gianluca Vitale, del Foro di Torino, facente parte del collegio degli avvocati delle parti civili a Taranto nel processo Ilva che raccoglie operai, lavoratori del cimitero, famigliari e abitanti dei Tamburi; l’avv. Vitale ha sostenuto l’importanza del processo e della partita in gioco, ha lamentato la purtroppo scarsa attenzione nazionale a quello che forse è il più importante processo che riguarda il più grande gruppo industriale in Italia e in Europa, il cui esito condizionerà, come “madre di tutti i processi” le vicende giudiziare che attraversano il territorio nazionale su sicurezza, ambiente, salute. Il dibattito ha riguardato la questione se l’inchiesta della magistratura sia riuscita effettivamente ad aggredire senza ombra di dubbio i capi d’accusa che riguardano il gruppo Riva e l’insieme degli imputati politici e istituzionali coinvolti; su questo vi sono state obiezioni legittime del giornalista Leone, che non minano certo la necessità di chiamare alla massima attenzione e partecipazione tutte le parti in causa a Taranto come a livello nazionale.

Nelle conclusioni lo Slai Cobas ha affermato che “la partita che si apre è decisiva, non certo solo per gli operai ArcelorMittal, le masse popolari toccate dall’inquinamento e dalla devastazione ambientale, ma per tutta le realtà della lotta sindacale, sociale politica di classe in Italia, e che con questa iniziativa abbiamo voluto dare un segnale, aprire un dibattito e un’iniziativa che a partire dalla fabbrica coinvolgerà a gennaio l’intero movimento sindacale di base e di classe chiamato alle sue responsabilità e al suo impegno; perchè la partita su lavoro e salute in questo paese si deve vincere e la questione di questo accordo Governo/ArcelorMittal è una cartina di tornasole di questa importante battaglia”.


16 dicembre - MILANO VERSO IL PRESIDIO, 18 DICEMBRE h 15, IN PREFETTURA INDETTO DAI LAVORATORI/LAVORATRICI COMBATTIVI E DAL PATTO D'AZIONE. Volantinaggio all'Istituto Tumori

 




16 dicembre - info solidale: Alla RSA Fondazione San Giuseppe di Dalmine: TI RIBELLI ALLE INGIUSTIZIE ED ALLE MALEFATTE? SEI LICENZIATA !

 Mentre nel dibattito pubblico tutti si contendono il primato della verità, mentre più o meno consapevolmente molti pensano che l'emergenza sanitaria non esista o che comunque finirà e che l'importante sia riprendere a consumare ed a fare feste, troppi si sono dimenticati di ciò che è successo.

Nessuno o quasi parla più di quanto avvenuto all'interno delle Case di Riposo, non solo delle morti dolose, ma del trattamento che i lavoratori hanno dovuto subire, della ritorsioni nei confronti di chi denunciava le mancanze ed anche le malefatte, delle sospensioni e dei licenziamenti. Tutto tornerà come prima” si scriveva e si diceva ma, per i lavoratori della così detta sanità privata, delle cooperative (rigorosamente sociali ed onlus), tornare come prima significa continuare in un sistema fatto di bassi salari, di organici sempre più ridotti, di un Contratto Nazionale "infettato" da clausole di flessibilità che significano orari mai sicuri. Alla RSA Fondazione San Giuseppe di Dalmine, gestita dalla Universiis, significa subire le angherie e le prepotenze delle figure responsabili che più che competenze hanno solo l'attitudine al comando, alla prepotenza verbale ed alle minacce disciplinari. Succede allora che dopo anni di vessazioni, dopo aver attraversato un fallimento della Cooperativa figlia di Comunione e Liberazione, dopo battaglie frustrate dalle pretese di esclusività di CGIL, CISL e UIL, rifiuti di fare assemblee, manipolazioni degli orari di lavoro, arriva il maledetto virus, gli ospiti iniziano a morire, la delegata sindacale è contagiata, partono le denunce senza risposta alla ATS, arrivano i militari russi per la sanificazione e qualche “responsabile” fa la festicciola in giardino. Qualcuno organizza tragicomiche smentite ai nostri comunicati, con volantini dove “i lavoratori” affermano che va tutto bene, senza alcuna firma e senza che siano mai stati affissi in bacheca. Per finire qualcuno decide che il guardaroba va ristrutturato e che le addette, fra le quali la nostra delegata, non debbano più incrociarsi e che la loro attività, per fantomatiche motivazioni sanitarie, sarà svolta da altre figure fra le quali la capo sala. Alle obiezioni vivacemente poste dalle interessate viene risposto minacciosamente che non gliene frega un c..... e si fa come dicono loro. La risposta ufficiale della Cooperativa Sociale Onlus Universiis è la sospensione cautelare per il venir meno del rapporto di fiducia ed il 18 novembre arriva il licenziamento.

15 dicembre - Riceviamo e pubblichiamo: SIAMO TUTTE VICINE E SOLIDALI CON LE LAVORATRICI DELLA YOOX IN LOTTA

 Estendiamo anche in altri posti di lavoro il punto della piattaforma delle donne/lavoratrici che dice: 

- NO a discriminazioni legate allo stato familiare, maternità, razza, orientamento sessuale, nelle assunzioni, licenziamenti e nella vita lavorativa

Andiamo unite verso la "Giornata d'azione" di gennaio per unificare le lotte delle lavoratrici dal nord al sud, per mandare un "grido forte" a livello nazionale a tutti i padroni, al governo, per portare ovunque la nostra piattaforma e farne arma di ribellione, di lotte estese dovunque c'è doppio sfruttamento, discriminazioni, oppressione, attacchi ai diritti delle donne lavoratrici, per contribuire ad un ruolo di prima fila delle lavoratrici nello sciopero generale del 29 gennaio. 

Lavoratrici Slai Cobas per il sindacato di classe

Sabato 12 dicembre le lavoratrici della Yoox, in lotta da oltre un mese insieme a centinaia di lavoratori e solidali, si sono prese il centro della città.

Un corteo colorato ma determinato che davanti ad una città frenetica e in crisi da shopping, ha rimesso all’ordine del giorno, le ragioni della loro lotta: l’imposizione unilaterale di un cambio dei turni di lavoro che impedisce alle operaie di immaginarsi in un qualunque tipo di futuro, i ripetuti atteggiamenti razzisti e discriminatori esercitati nei loro confronti, la riduzione delle pause, il mancato riconoscimento di buoni pasto mentre i padroni dell’ e-commerce festeggiano una crescita esponenziale dei profitti.

Il presidio convocato in Piazza Maggiore ha condiviso le ragioni della lotta raccontata nei numerosi interventi delle operaie.

L’assemblea si è presto trasformata in un corteo che ha raggiunto la Prefettura, l’istituzione che rappresenta il governo sul territorio e che dall’inizio di questa grave vicenda è rimasta silente di fronte alle numerose richieste di intervento.

Istituzioni disinteressate da ciò che succede alla Yoox, forse consigliate a questo silenzio da chi ha interesse, per responsabilità diretta a silenziare e isolare questa lotta che va oltre le operaie che la stanno portando avanti e che mostra tutte le responsabilità anche dei sindacati confederali

Il corteo è poi proseguito arrivando davanti al comune di Bologna, dal quale è sopraggiunto un flebile vagito da chi governa questa città che nulla ha smosso.

E sotto l’albero luccicante di Natale sono stati lasciati in dono alla città e alle sue istituzioni dei pacchi contenenti ciascuno le difficoltà quotidiane che queste coraggiose operaie stanno vivendo e che siamo certi condividano con molte altre lavoratrici soprattutto in questo periodo.

La determinazione delle lavoratrici del S. I. Cobas e di chi le sostiene, la certezza della loro ragioni, la difesa del proprio futuro di donne, la dignità di lavoratrici, la determinazione della lotta sono le armi a disposizione contro un sistema predatore, di cui la Yoox fa parte, che tenta di determinare non solo i tempi di lavoro, ma anche quelli di vita.

S.I. Cobas Bologna

Qui un video della manifestazione delle compagne lavoratrici Yoox a Bologna:https://www.facebook.com/baklou.kaka/videos/4240940592588039

15 dicembre - dal blog tarantocontro: A Taranto eco sulla stampa locale della posizione e azione dello Slai Cobas per il sindacato di classe sull'accordo governo/ArcelorMittal ex-ILVA

 

 Corriere di Taranto

Ex Ilva, Slai Cobas contrario ai termini 

dell’accordo

Oggi a partire dalle 17 un dibattito in sede e online con lavoratori, giornalisti e legali per analizzare i dettagli dell'intesa tra ArcelorMittal ed Invitalia

Redazione

pubblicato il 14 Dicembre 2020, 20:13

Lo Slai Cobas per il sindacato di classe di Taranto esprime la sua netta contrarietà all’accordo Governo/ArcelorMittal. Una contrarietà che riguarda “il piano industriale, il piano occupazionale, il piano ambientale”.

Che sarà analizzato punto per punto  martedì 15 dicembre alle ore 17 “con i lavoratori, con il contributo di giornalisti e legali, in diretta telematica con altre realtà di fabbriche siderurgiche e metalmeccaniche e di realtà sindacali di classe in collegamento da Genova, Napoli, Bergamo, Palermo, Ravenna, ecc”.

Sono invitati a partecipare operai attivi, in presenza e in sicurezza presso la sede Slai Cobas via Livio Andronico, 47 Taranto, e/o in collegamento telematico Il link per partecipare è https://meet.google.com/pbr-ccut-cqm (per info 3355442610).

“La nostra contrarietà è netta circa la logica che guida l’intervento dello Stato che è quella di: socializzare le perdite e i costi industriali e ambientali e lasciare mano libera ai profitti dell’azienda; la nuova immunità penale generale concessa ad AM, unitamente alla accettazione della revoca di ogni sequestro di impianto relativo a sicurezza, salute e tutela ambientale. Lo Slai cobas ribadisce di essere contrario alla chiusura della fabbrica e alle iniziative in corso da parte di sindaco e Regione. Siamo per una fabbrica con gli operai dentro in lotta su ogni aspetto di lavoro, salute e ambiente” concludono SLAI COBAS per il sindacato di classe di Taranto.


martedì 15 dicembre 2020

14 dicembre - VERSO LE GIORNATE,18/19 DIC., DEL PATTO D'AZIONE, E IN SOLIDARIETÀ CON I LAVORATORI IN SCIOPERO AL SANPAOLO-SAN CARLO....

 come lavoratori/lavoratrici combattivi/e dello Slai Cobas sc e Si Cobas e le realtà aderrenti al Patto d'Azione abbiamo partecipato al presidio davanti il San Paolo e a quello pomeridiano davanti Regione Lombardia. Per solòidarizzare con i lavoratori dei due ospedali ma anche per rilanciare le due giornate di mobilitazioni e verso lo sciopero generale del 29 gennaio 2021. E per invitare i lavoratori/lavoratrici ad unirsi in questo percorso di unità e lotta. Alcune foto della giornata













un articolo sulla mobilitazione

domenica 13 dicembre 2020

14 dicembre - Milano: Verso le due giornate di lotta promosse dal Patto d'Azione nella scuola

  Verso le due giornate di lotta promosse dal Patto d’Azione del 18/19 dicembre

In questi giorni si moltiplicano le dichiarazioni e le prese di posizione della ministra Azzolina sulla ripresa o forse no della didattica in presenza. Dopo il susseguirsi di dichiarazioni che hanno riempito l’estate di milioni di italiani coinvolti nel mondo della scuola o come lavoratrici/lavoratori o come alunni o famiglie tese a rassicurare che nel nuovo anno si sarebbe tornati a scuola in presenza e in sicurezza. Dichiarazioni puntualmente smentite e già da fine ottobre in Lombardia gli studenti delle superiori sono dovuti tornare alla DAD anzi DDI, con successiva estensione anche alle 2^ e 3^ medie. Un tormentone quasi quotidiano attraversa le vite di milioni tra personale della scuola, studenti e famiglie: tutti parimenti sconvolti nelle loro vite quotidiane.

Le certezze di fronte cui ci troviamo: aumentate le diseguaglianze tra gli studenti in merito al diritto allo studio; aumentati i carichi di lavoro in primis per le donne su cui vengono scaricati i problemi di conciliazione lavoro di cura e lavoro; i lavoratori della scuola ancora più divisi e frammentati: in tanti lavorano in presenza, ma le situazioni si modificano rapidamente per cui vengono chiuse e poi riaperti segmenti di scuole, comunque si sono visti aumentare i carichi di lavoro, dopo il lockdown che ha visto aumentare del 30/40% i carichi di lavoro per effetto dello smart working si è scoperto che il 30/40% di lavoro in più sta rimanendo in forma “strutturale” con tantissime riunioni in più a partire dallo scorso anno scolastico, ma anche in tanti- come spesso sottolineato dalla ministra Azzolina- hanno ininterrottamente lavorato per permettere la riapertura delle scuole a settembre in presenza e in sicurezza. Si vive una situazione kafkiana: oggi vengono a proporre soluzioni che, in realtà sono già state previste dalle scuole: ingressi scaglionati, diverse vie d’accesso..in  più ora in tantissimi denunciano sempre più debordante lo strapotere di dirigenti scolastici- ampiamente avviato dalla legge Brunetta in tema di provvedimenti disciplinari.. e potremmo continuare.

Insomma dopo il tormentone estivo scuola su banchi con rotelle, musei da utilizzare come aule, rime buccali e altro ora ci vorrebbero far assistere al tormentone invernale su quando si sarebbe dovuti tornare in presenza e in sicurezza in ogni ordine e grado di scuola in tutte le Regioni: forse il 14 dicembre, ma no il 7 gennaio; per il 50% degli alunni, no per il 75%: diamo mandato ai prefetti per coordinare il trasporto scolastico; aperture domenicali, ma no estendiamo le lezioni fino al 30 giugno..ogni tanto qualcuno si accorge che si straparla e fa notare le incongrenze: perché per l’infanzia le lezioni si concludono già al 30 giugno e gli Esami di maturità iniziano intorno a metà giugno.

Le ragioni sono le stesse di sempre: attaccare sempre più, in una sorta di colpo mortale i diritti, la vita stessa dei lavoratori della scuola. Sappiamo bene che le campagne mass-mediatiche, le “proposte” ad esempio di allungamento del periodo di lezioni servono per far passare provvedimenti peggiorativi. Infatti, ad esempio, è stato firmato l’accordo sulle norme per i servizi pubblici “essenziali” in caso di sciopero con i soliti sindacati concertativi che prevede, tra l’altro, che non si possono proclamare scioperi tra il 1° e il 5 settembre e nei tre giorni successivi alla ripresa delle attività didattiche dopo la pausa natalizia e pasquale, ma soprattutto introduce lo sciopero virtuale; ma bisogna dire che i rinnovi contrattuali veri non si sa più cosa siano ormai da tempo immemorabile;  per non parlare delle necessarie assunzioni, sia per la stabilizzazione dei precari che per l’ampiamento del personale, abbiamo assistito allo scempio dei concorsi per i precari della scuola-interrotto per Covid, potremmo dire.

Per contrastare tutto questo è necessario che si sviluppi una forte solidarietà tra i lavoratori,  significa ribaltare le politiche scolastiche e risolvere tutti i problemi pregressi, strutturali che sono rimasti irrisolti :

 -Reperimento di spazi innanzitutto per permettere a tutti gli studenti di seguire in presenza, No alla Dad né alla Didattica integrata che vogliono rendere strutturali!

- potenziamento dei mezzi di trasporto anche istituendo /potenziando bus per servizio per le scuole

- ripristino del servizio di medicina scolastica

- riduzione del numero di alunni per classe.

-assunzione di personale ATA e docenti

-basta attacchi ai diritti dei lavoratori della scuola in nome dell’emergenza pandemia.

- basta scuole paritarie- finanziate anche per la chiusura durante il lockdown

- potenziamento della scuola pubblica e copertura di tutto il territorio nazionale a partire dai nidi, scuola dell’infanzia, internalizzazione di tutti i servizi

 Non vogliamo il coprifuoco, ma la fine delle spese militari a discapito della scuola, sanità, servizi…

 a Milano Venerdì 18 dicembre h 15 sotto la Prefettura

 Slai Cobas per il sindacato di classe - scuola - Milano

cobasdiclasse.mi@gmail.com


14 dicembre - Arcelor/Mittal TA: ORA LA PAROLA DEVE ESSERE OPERAIA, ma anche l'azione.....

 


13 dicembre - per il dibattito, per orientarsi: PERCHE' SIAMO CONTRARI ALLE MISURE DI LIBERALIZZAZIONE COVID DEL GOVERNO - dal blog proletari comunisti

 

Queste misure sono chiaramente a favore degli affari di commercianti, ristoratori, medi e piccoli padroni - tenuto conto che i grandi padroni non sono stati mai toccati da provvedimenti restrittivi in questa seconda fase. Esse, infatti, non si spiegano altrimenti se non per questa ragione. Le pressioni di ottobre di commercianti e ristoratori, dei loro rappresentanti politici nel governo e nel parlamento hanno pagato, prima i ristori, poi le aperture quasi indiscriminate

I lavoratori, gli studenti potevano fare e fanno decine di proteste, manifestazioni, lotte per la difesa della salute, per lavorare e studiare in sicurezza, per misure effettive e immediate di incremento di trasporti, di aumento delle strutture sanitarie e scolastiche, di assunzioni nella sanità e nella scuola, ecc. ecc., non è successo e non succede nulla; i lavoratori protestano, scioperano, lottano per difendere, aumentare il salario, per integrare una cassintegrazione che lo riduce al 50%, per protocolli reali di sicurezza sui posti di lavoro, non hanno alcuna risposta (se non briciole - pensiamo ai bonus - offensive, indegne e vessatorie, il cui uso è nella maggiorparte dei casi sempre a favore delle vendite dei commercianti); i commercianti grandi e piccoli invece, sono stati subito accontentati. 

SI TRATTA SPUDORATAMENTE DI MISURE DI CLASSE, che miglioreranno gli affari dei padroni e padroncini e peggioreranno la situazione sanitaria.

I provvedimenti dell'ultimo Dpcm, le deroghe che via via si stanno facendo di orari di aperture di negozi, esercizi, di liberalizzazione degli spostamenti non hanno alcuna logica se guardiamo al numero dei contagi, dei morti che resta altissimo. 

Le città, i centri commerciali, le strade, le piazze si vanno riempiendo, con assembramenti pericolosi, i trasporti tornano ad essere affollati - ma "va tutto bene...". 

Non vi è alcuna logica, se non appunto quella di classe, di difesa di interessi, profitti privati: perchè mai una scuola con distanziamenti, controlli, obbligo di misure di sicurezza era pericolosa e invece piazze e strade con centinaia, migliaia di persone, inevitabilmente non distanziate, con negozi pieni di gente no; ma anche perchè mai un cinema in cui le persone stanno non ad un metro ma a 4/5 metri di distanza e sempre con la mascherina sarebbe pericoloso e andare sui bus, nei metrò pieni no; perchè una manifestazione di lotta viene impedita dalle forze di polizia con la scusa del distanziamento e gli assembramenti nei centri commerciali no? E potremmo continuare.   

La difesa degli interessi dei settori della borghesia, accontentare, nel gioco al massacro dei partiti e nella ricerca di Conte di equilibrio, gli interessi politici, elettorali delle forze sia dell'opposizione che della maggioranza, valgono bene qualche migliaia di contagiati e morti in più.

In questo torna a fagiolo nel natale la rinnovata campagna sui valori della famiglia. 

Neanche il papa è arrivato a tanto...  

Le misure di liberalizzazione così si presentano a due facce: bassamente economiche, per le "sacre" tasche dei bottegai e ideologiche/spirituali per la centralità della "sacra famiglia" - che nel "bene" e nel male è sempre la "responsabile": da un lato il più grande "ammortizzatore sociale" dello scarico della crisi, dei nuovi disoccupati, del caricarsi di tutti i servizi sociali - ora anche in sostituzione della scuola; dall'altro, secondo le comode statistiche sui contagi, il più grande vettore di contagi - benchè questo, e non spiegano il perchè, non valga per natale.

L'esaltazione della famiglia, dei sentimenti familiari è falso, ipocrita ed oppressivo. Alla fine, insieme ai contagi dovremo conteremo il numero di femminicidi, il numero di ore delle donne occupate a fare i pranzi di natale per la famiglia allargata, ecc.  

Noi siamo quindi contrari a queste liberalizzazioni su negozi ecc., sui movimenti da regione a regione da comune a comune ecc.

Tutte zone "gialle", quando i contagi restano sempre di decine di migliaia al giorno, quando i decessi non calano, quando l'Italia è il quinto paese nel mondo per morti da covid e il primo in Europa, quando gli ospedali e la sanità in genere non sono sempre più in grado di garantire le vite umane, è un incentivo a continuare a trasformare ancora una volta la pandemia in strage. 

Come abbiamo scritto nella prima fase, uno Stato socialista, il potere proletario sarebbe stato più rigido e serio. Avrebbe mantenuto le chiusure, i divieti di spostamento, contando sulle organizzazioni dei lavoratori, delle masse, dei giovani, delle donne, che avrebbero realizzato le misure e i provvedimenti (in primis sulla sanità) effettivamente utili a contenere la pandemia, con una solidarietà popolare su tutto il territorio fatta di organizzazione sanitaria, mobilitazione di tutti i medici - dando loro decisionalità e mezzi - di gestione dei beni essenziali, di difesa delle condizioni di vita, di una partecipazione organizzata delle masse. 

In questo senso, per dirla in sintesi, un potere proletario farebbe esattamente l'inverso di questo governo, questo Stato: sarebbe rigido contro gli interessi privati e favorirebbe la liberalizzazione del ruolo attivo delle masse, organizzate e in sicurezza

proletari comunisti/PCm Italia

13 dicembre 2020


12 dicembre - dal blog tarantocontro: "L'infanzia non si appalta" - a Pavia come a Taranto

 

Pubblichiamo un articolo di un giornale di Pavia. Anche lì il Comune vuole affidare gli asili ai privati, come sta succedendo a Taranto in tre asili.

Invece di internalizzare tutti i servizi negli asili si esternalizza l'asilo stesso! 

A Taranto le lavoratrici dell'ausiliariato Slai Cobas degli asili stanno avviando una battaglia per la internalizzazione di ogni servizio. Questa lotta è parte di una battaglia nazionale contro l'affidamento di fondamentali strutture pubbliche ai privati, che inevitabilmente sono guidati soprattutto dalla logica del profitto.

 Il 18 dicembre lo Slai Cobas su questa battaglia, insieme alla lotta per effettive misure di sicurezza anti covid sulposto di lavoro (in una situazione sempre più grave in termini di contagi e morti, come è quella nella nostra città), raccoglierà le firme delle lavoratrici negli asili.

IL GIORNO PAVIA

"L'infanzia non si appalta": la protesta dei genitori a Pavia

Le famiglie contestano l'idea dell'amministrazione comunale di esternalizzare il servizio di un nido e una materna

  Pavia, 11 dicembre 2020 - #l’infanzia non si appalta: da un po’ di giorni è questo slogan che unisce diversi genitori di piccoli che frequentano i nidi e le materne. Dal prossimo anno scolastico, infatti, l’amministrazione comunale intende affidare la gestione di un nido e di una scuola dell’infanzia a un operatore esterno. Una proposta che non piace alle famiglie a tal punto da lanciare sulla piattaforma Change.org una petizione che ha già superato le 2000 firme. E questa mattina, in modo molto spontaneo, dopo la comunicazione fatta dall’assessore istruzione Alessandro Cantoni negli ultimi minuti di una riunione della consulta comunale, i genitori hanno deciso di manifestare pubblicamente il proprio dissenso. Sui cancelli dei 15 edifici scolastici sono comparsi degli striscioni, mentre i bambini hanno realizzato dei disegni per raccontare all’assessore quanto sia bella la loro scuola e quanto siano felici con le loro maestre.

“Non sappiamo quali scuole siano coinvolte – commenta una mamma –, ma crediamo se il processo inizierà sarà difficile fermarlo. Piano piano tutte le scuole saranno coinvolte. E noi ci chiediamo perché si debba cambiare un servizio che funziona bene”.


venerdì 11 dicembre 2020

11 dicembre - NETTA CONTRARIETA' ALL'ACCORDO GOVERNO/ARCELORMITTAL

 Lo Slai Cobas per il sindacato di classe di Taranto esprime la sua netta contrarietà all'accordo Governo/ArcelorMittal.

Questa contrarietà riguarda il piano industriale, il piano occupazionale, il piano ambientale.

Lo analizzeremo punto per punto - MARTEDI' 15 DIC. DALLE ORE 17 -  con i lavoratori, con il contributo di giornalisti e legali, in diretta telematica con altre realtà di fabbriche siderurgiche e metalmeccaniche e di realtà sindacali di classe in collegamento da Genova, Napoli, Bergamo, Palermo, Ravenna, ecc.

Sono invitati a partecipare operai attivi, in presenza e in sicurezza presso la sede Slai Cobas via Livio Andronico, 47 Taranto, e/o in collegamento telematico Il link per partecipare è https://meet.google.com/pbr-ccut-cqm - per info 3355442610

La nostra contrarietà è netta circa la logica che guida l'intervento dello Stato che è quella di: socializzare le perdite e i costi industriali e ambientali e lasciare mano libera ai profitti dell'azienda; la nuova immunità penale generale concessa ad AM, unitamente alla accettazione della revoca di ogni sequestro di impianto relativo a sicurezza, salute e tutela ambientale.

Lo Slai Cobas ribadisce di essere contrario alla chiusura della fabbrica e alle iniziative in corso da parte di sindaco e regione. Siamo per una fabbrica con gli operai dentro in lotta su ogni aspetto di lavoro, salute e ambiente.


11 dicembre - dal blog tyarantocontro: Accordo Governo/ArcelorMittal - Tutti si lamentano di non essere stati ascoltati... Ma i primi che dovrebbero "essere sentiti", che ne devono parlare, gli operai dell'AM/ex Ilva, invece sono cancellati...

 

Non sono in calendario per il governo, ma anche per Sindaco e amministratori locali che invece si lamentano solo per sè stessi, e sono invisibili anche per i sindacati che sono mesi che non fanno un'assemblea.

MA SONO GLI OPERAI CHE DEVONO PRENDERSI LA PAROLA, GLI OPERAI CHE SUBISCONO DA ANNI E SONO IL CUORE DELLA FABBRICA.

 Appuntamento a martedì 15   


11 dicembre - Nuovo grave attacco al diritto di sciopero del governo nel settore scuola con il pieno e attivo sostegno dei sindacati confederali

 Ci provano da anni, governi e sindacati confederali a “regolamentare” il diritto di sciopero, praticamente per ostacolarlo sempre di più fino ad impedirlo, questa volta il nuovo grave attacco proviene dal comparto Scuola, dopo quello che la Commissione di Garanzia (garanzia per chi?) ha sferrato in occasione dello sciopero generale delle donne dell’8 marzo 2020 imponendone il divieto e sanzionando poi pesantemente lo Slai cobas per il sc che giustamente lo mantenne sulla base delle istanze di lotta di lavoratrici di vari settori che sfidando le restrizioni del governo per il Covid scioperarono.

L’Aran ha pubblicato in data 2 dicembre un comunicato dal titolo: “Preintesa relativa all’Accordo sulle norme di garanzia dei servizi pubblici essenziali e sulle procedure di raffreddamento e conciliazione in caso di sciopero. Comparto Istruzione e ricerca” con la firma di CGIL, CISL, UIL, SNALS, GILDA ed ANIEF.

Un titolo che dà per scontato che una cosa del genere si possa fare! Che lavoratrici e lavoratori della scuola abbiano dato il consenso per farsi togliere il diritto di scioperare! Mentre invece sono accordi fatti in modo fascista alle spalle e contro oltre un milione di lavoratori e lavoratrici della scuola nello specifico, che tracciano la strada per estendersi poi ad altri settori:

1) Imposizione di un contingente minimo per i lavoratori ATA che non potranno scioperare in toto

2) Tra uno sciopero e l’altro l’intervallo di tempo è stato innalzato da 7 a 12 giorni

3) Non possono essere proclamati scioperi dal 1 al 5 settembre e nei tre giorni successivi dopo la pausa natalizia e pasquale

4) Sospensione immediata degli scioperi in caso di avvenimenti eccezionali (la sospensione da parte della Commissione di garanzia dell’8 marzo 2020 causa covid docet!)

5) Introduzione dello sciopero virtuale (il lavoratore sciopera rinunciando alla giornata di stipendio ma deve andare lo stesso a lavorare)

6) La RSU della scuola non potrà più entrare nel merito del protocollo d’intesa sullo sciopero sottoscritto nella specifica scuola, i DS contratteranno solamente con i rappresentanti provinciali della OO.SS. firmatarie

7) I Dirigenti Scolastici invitano i lavoratori a comunicare entro il quarto giorno prima dello sciopero l’adesione allo stesso, la non adesione o di non avere ancora maturato alcuna decisione. La dichiarazione di adesione fa fede ai fini della trattenuta sulla busta paga ed è irrevocabile (assolutamente illegittimo e illegale!)

8) Nella informazione alla famiglie sullo sciopero devono essere indicati i dati sulla rappresentatività a livello nazionale delle sigle che hanno indetto lo sciopero, le percentuali di adesione agli scioperi precedenti e quelle dei voti ottenuti alle elezioni RSU, l’elenco dei servizi che saranno garantiti comunque (Si strumentalizza in modo becero il diritto allo studio degli studenti per attaccare i diritti dei lavoratori)

9) Ministero e sindacati firmatari potranno decidere a livello nazionale se uno sciopero è legittimo o meno (per impedire illegalmente gli scioperi ai sindacati di base)

Siamo davanti ad un altro grave attacco al diritto di sciopero di lavoratori e lavoratrici, un attacco pienamente inserito nella marcia moderno fascista dei governi al potere, con il pieno e attivo sostegno dei sindacati confederali, viscidi servi dei servi della borghesia dominante, dinnanzi al quale ci si deve organizzare ricominciando a rispondere in sfida e con la lotta.

Difendiamo il diritto di sciopero SCIOPERANDO!

Verso lo sciopero generale del 29 gennaio, allora, indetto dall'assemblea dei lavoratori e lavoratrici combattivi.

Slai Cobas sc scuola


11 dicembre - Amianto al CS POSTE ITALIANE, Peschiera Borromeo: comunicato stampa

 




10 dicembre - Presidio al PAT, MI, in Solidarietà con gli operatori sanitari, H San Paolo-San Carlo, sotto attacco. Lo Slai Cobas sc Sanità ha partecipato verso le giornate di mobilitazione del 18/19

 

SE TOCCANO UNO, TOCCANO TUTTI

Mercoledi 9/12/20 ore 15.00 presidio di fronte al Pio Albergo Trivulzio

Cosa succede nei nostri ospedali S. Paolo/S.Carlo? e al Pio Albergo Trivulzio?

Lavoratori sotto “inchiesta”!

Lavoratori colpiti da provvedimenti disciplinari!

Perché?.....

I lavorator* della sanità che vogliono far sapere ai cittadini in quali condizioni sono

costretti a lavorare, che vogliono comunicare ai cittadini quali sono le condizioni che

li aspettano nelle corsie e nei pronto soccorso, vengono sistematicamente repressi e

minacciati di licenziamento.

Invece di occuparsi di organizzare la sanità pubblica, i capi della Regione Lombardia

(Fontana - Gallera) e i dirigenti da loro nominati il Dr Stocco (ASST Santi Paolo e

Carlo) e il Dr Calicchio (Pio Albergo Trivulzio) appioppano provvedimenti disciplinari

(120 al PAT) e organizzano commissioni d’inchiesta addomesticate, le cui conclusioni sono già scritte.

Questo accanimento contro i lavoratori ha il solo scopo di nascondere le inefficienze,

le clientele e le SCELTE POLITICHE a favore dei privati e a spese del pubblico.

Mentre i lavoratori devono subire: sistematici turni di 12 ore, mancanza di personale, presidi sanitari insufficienti ecc. ​ Questo rende sempre più difficile fornire ai cittadini

prestazioni sanitarie adeguate (covid e non covid), e mette a repentaglio la salute

dei lavoratori della sanità, ​nella sola seconda ondata sono quasi 400 i lavoratori di S.Paolo e S. Carlo contagiati.

Fontana – Gallera - Dr Stocco - Dr Calicchio

DEVONO ESSERE ALLONTANATI SUBITO

Mercoledì 09/12 alle 15,00 flash mob/presidio informativo all’ingresso del Pio Albergo Trivulzio in solidarietà e difesa di tutti i lavorator*, ed in particolare ai 120, sottoposti a procedimento disciplinare, da una direzione generale complice delle politiche della Giunta Regionale, solo per aver denunciato le condizioni di lavoro precarie nella prima fase della pandemia.

Lunedì 14 dicembre al S.Carlo e S.Paolo avrà luogo lo sciopero  indetto da USI sanità , al quale aderiscono USB e Nursing up.

INVITIAMO TUTTI A PREPARARE UNA GRANDE MOBILITAZIONE!!

Comitato di difesa della Sanità Pubblica - Milano città Metropolitana del Sud Ovest

Per una salute senza profitto


 


10 dicembre - Braccianti Covid, sfruttamento, necessità di organizzazione e lotta - analisi info e una denuncia e piano di lavoro dello Slai Cobas per il sindacato di classe Taranto

 Anche i braccianti si ammalano di covid-19

La Bottega del Barbieri 

articoli di Angela Caporale, Annalisa Camilli e un’iniziativa dello Slai Cobas

Taranto: iniziativa dello Slai Cobas per contrastare il contagio tra le lavoratrici e i lavoratori braccianti

Nella provincia di Taranto le lavoratrici e i lavoratori braccianti, o che operano nelle aziende ortofrutticole della Regione, si ammalano a decine di covid

Sta diventando un epidemia nell’epidemia. Sono ormai decine e decine le lavoratrici e i lavoratori che si stanno contagiando sui luoghi di lavoro. In provincia di Taranto, Talsano sta diventando un “focolaio”. In un’azienda ortofrutticola di Locorotondo, per esempio, sono parecchie le lavoratrici contagiate, e in questa azienda vanno a lavorare da Talsano circa 40 persone. Le aziende, i padroni, i caporali nascondono i dati, fanno continuare a lavorare anche se c’è il sospetto di lavoratori contagiati; non applicano le minime misure di sicurezza; per non parlare della mancanza di distanziamento nei magazzini, in locali chiusi spesso senza ventilazione adeguata. A tutto questo aggiungono ricatti, minacce verso le lavoratrici di perdere il lavoro se si mettono in malattia. Certo queste minacce non sono nuove, ma oggi chi va a lavorare con un minimo di febbre o malessere, può contagiare le compagne di lavoro. Occorre uscire dal ricatto e dalla paura. La vera paura che si deve avere è di ammalarsi, col rischio anche di morire – perché la situazione in Puglia, e anche in provincia di Taranto, va molto peggio della prima fase.

Ci vuole organizzazione, per non lasciare nessuna/nessuno a vedersela da soli con i padroni. 

I sindacati confederali, se pur denunciano questa situazione, si affidano soprattutto agli Enti di controllo, che il più delle volte non arrivano, o arrivano tardi.

Noi dobbiamo affidarci alle nostre forze, prima di tutto!

Le lavoratrici Slai Cobas sono a disposizione, per incontrarci, fare assemblee nei paesi, in sicurezza e senza esporre nessuna ai ricatti delle aziende.

contattateci: slaicobasta@gmail.com – tel. 3339199075

SLAI COBAS per il sindacato di classe

Taranto

L’emergenza coronavirus tra i braccianti di Rosarno – Annalisa Camilli

10 dicembre - FORMAZIONE OPERAIA - INTERVENTI DALLA "SERATA ENGELS" - 2 - Dichiarazione internazionale

 

Il 28 novembre di quest'anno ricorre il 200° anniversario della nascita di Friedrich Engels, uno dei grandi maestri del proletariato mondiale e co-fondatore, insieme a Marx, della scienza della rivoluzione proletaria, oggi nota come marxismo-leninismo-maoismo. Ispirati dai grandi fondatori del socialismo scientifico, Marx ed Engels, i proletari rivoluzionari di tutti i paesi si sono lanciati nella lotta e hanno arricchito sviluppandola la scienza della rivoluzione: le importanti pietre miliari della rivoluzione socialista di ottobre in Russia, che ha inaugurato l'era della rivoluzione proletaria mondiale, e il trionfo della rivoluzione in Cina, continuato nella Grande rivoluzione culturale proletaria, ha dotato il proletariato del marxismo-leninismo-maoismo, una teoria unica e armoniosa che gli consentirà non solo di conquistare il potere attraverso la violenza rivoluzionaria delle masse, oggi elevata a guerra popolare, ma anche di dare continuità alla rivoluzione nel periodo della dittatura del proletariato e del socialismo per impedire la restaurazione del capitalismo.

Oggi, armati di questo arsenale, i proletari rivoluzionari di tutti i paesi stanno avanzando nella costruzione dei loro partiti e si battono nella lotta per l'unità in una nuova internazionale comunista, strumenti strategici essenziali per il trionfo della rivoluzione proletaria mondiale, capace di guidare le battaglie del proletariato e dei popoli del mondo fino sconfiggere l'imperialismo e la reazione, spazzare via dalla faccia della terra ogni forma di oppressione e sfruttamento, avanzare verso il comunismo. Perciò il proletariato rivoluzionario celebra con gioia il bicentenario della nascita di Friedrich Engels, si propone di difenderne la memoria e il lavoro, diffondendoli tra le masse di operai e contadini in tutto il mondo.

Federico Engels nacque in una famiglia borghese ma dedicò la vita alla lotta per l'emancipazione della classe operaia. Insieme al compagno e amico Karl Marx, dotarono l'umanità, in particolare gli operai, del materialismo dialettico, la visione del mondo e metodo di pensiero che permisero a loro e al proletariato di acquisire una comprensione scientifica dello sviluppo della storia, il materialismo storico e del modo di produzione capitalista, l’economia politica marxista. Dottrina armonica e corretta, che ha dato vita al socialismo scientifico contro i sogni utopici dei "socialisti" borghesi e piccolo-borghesi, che criticavano e ancora criticano il "capitalismo selvaggio", ma cercano di riformarlo, senza distruggerlo. Al contrario, Engels ha contribuito a chiarire le leggi che governano la marcia della società verso l'istituzione del socialismo e del comunismo, le leggi che condannano il capitalismo alla morte e alla sconfitta per mano della rivoluzione proletaria, affermando chiaramente che questa è la missione storica del proletariato internazionale. Come teorico, Engels è stato il primo ad affermare che il proletariato non è solo una classe che soffre, ma che a causa della sua posizione nella produzione sociale è la classe più importante del capitalismo, fatto che lo spinge in avanti incontrollabilmente e lo costringe a combattere per la sua definitiva emancipazione, abolendo la proprietà privata sui mezzi di produzione, per cui necessita della sua azione politica per l’instaurazione del socialismo. Tali idee furono esposte per la prima volta nel 1845 in La situazione della classe operaia in Inghilterra, opera che descrive brillantemente non solo le sofferenze del proletariato, ma la sua importanza sociale e la sua missione storica.

giovedì 10 dicembre 2020

 

10 dicembre -PER IL TRIBUNALE DI BRESCIA IL FEMMINICIDIO DELLA MOGLIE NON È PUNIBILE PER VIA DELLA GELOSIA. UNA SENTENZA NEL SOLCO DEL VASTO ATTACCO ALLE DONNE, DAI DIRITTI ALLA STESSA INCOLUMITÀ –LE STATISTICHE PARLANO DI UN FEMMINICIDIO OGNI 3 GIORNI CON UNA CRESCITA DELL’INCIDENZA IN AMBITO FAMILIARE NEL 2020- UNA SENTENZA DA CANCELLARE, UN MOSTRUOSO PRECEDENTE, CHE AFFERMA LA PROPRIETÀ DELL’UOMO SULLA DONNA.

UNA PRIMA RISPOSTA OGGI, CON UNA CINQUANTINA AL PRESIDIO IMMEDIATO LANCIATO DA NUDM BS, DIVERSE ASSOCIAZIONI, ANCHE UNA DELEGAZIONE SLAI COBAS SC