martedì 20 maggio 2025

20 maggio - La situazione nelle grandi fabbriche - Stellantis - stralci dalla Controinformazione rossoperaia

 

Riprendiamo ad affrontare la situazione nelle grandi fabbriche.

Ci sono tantissimi lavoratori, lavoratrici che lavorano in medie e piccole fabbriche, aziende dove tra l'altro le condizioni di lavoro, le condizioni di sicurezza, sono anche peggiori delle grandi fabbriche.


 Proprio l’altro ieri c'è stata l'ennesima morte che è giusto chiamarla “assassinio sul lavoro”, questa volta di una giovanissima ragazza di 17 anni, Anna Chiti, che è morta a Venezia, mentre stava facendo un'attività su una imbarcazione. Sembra che fosse senza contratto.

Con questo assassinio sul lavoro ritorniamo alla situazione grave che già ha causato morti e feriti: la scuola-lavoro che, invece che servire per fare un'esperienza sul campo che comporti unicamente un maggior apprendimento, invece porta anche alla morte, come è stato per Anna, proprio nel suo primo giorno di lavoro. Anna frequentava il liceo nautico di Venezia.

Ci concentriamo in questa occasione sulle grandi industrie e, in particolare, sulle due industrie centrali nel panorama del nostro paese, l'ex Ilva/Acciaierie d'Italia e la Stellantis.

Perché noi ci concentriamo su queste? Perché la grande industria è da un lato un elemento di forza del capitale da cui trae i suoi maggiori profitti, ma dall'altro è anche un elemento di forza della classe operaia che può cambiare, se lotta, proprio per il numero, per la concentrazione che c'è in questi grandi stabilimenti, i rapporti di forza, non solo lì dove opera, ma anche nell'insieme delle medie e piccole aziende.

Sull'Ilva rimandiamo a una telematica che verrà fatta oggi dalle 17, perché la situazione dell'Ilva sta diventando sempre più complessa, difficile e ci sono in gioco tanti interessi non solo del Capitale in generale, ma del governo che è impegnato nella soluzione della situazione nella più grande industria siderurgica del paese e tra le più grandi in Europa; così come è emblematico il ruolo dei sindacati.

Il link per collegarsi e anche intervenire è https://meet.google.com/eux-xtin-skk - per info: 3355442610

Quindi ci concentriamo sulla Stellantis...

...Ciò che viene avanti in maniera fin troppo chiara è che il Capitale fa di tutto per uscire dalle sue

difficoltà produttive economiche e lo fa in tanti modi che vengono scaricati sugli operai e sulle operaie; cioè sposta le produzioni, sposta soprattutto i lavoratori nei vari stabilimenti a seconda delle proprie convenienze, mette fuori dalla fabbrica operai momentaneamente o definitivamente, mentre in altri casi assume, anche qui in maniera temporanea, in maniera precaria, mette in cassa integrazione, in contratti di solidarietà, mentre per chi resta c'è un aumento dei ritmi, dei carichi di lavoro, anche una riorganizzazione in basso dei turni. Per cui meno operai lavorano di più. Questo vuol dire solo più sfruttamento, insieme al taglio dei salari che sono stati già in generale ampiamente ridotti da anni e in queste fabbriche ridotti anche per la cassa integrazione.

Quindi Stellantis si barcamena ma trova le soluzioni per uscire dalla crisi e per salvaguardare, e anche aumentare, i suoi profitti e ci riesce, almeno momentaneamente. Rispetto a questo non ci sono opposizioni, non ci sono ostacoli per il capitale che quindi va avanti "a tamburo battente".

I sindacati confederali che pure denunciano alcune situazioni, quelle più palesemente contro i diritti e le condizioni di lavoro degli operai, però nello stesso tempo firmano accordi che sono di peggioramento sia delle condizioni di lavoro che dei salari e solo in alcune realtà indicono scioperi.

Siamo alla classica situazione, però in termini sempre peggiori, in cui dal lato della collina dei padroni c'è una difesa e un aumento dei profitti; dall'altro, dalla collina degli operai, c'è un grave e accelerato peggioramento - sia momentaneo sia rispetto al futuro....

...Ora c'è da dire - e questo riguarda un po' tutti gli stabilimenti, ma dobbiamo dire tutta la situazione della classe operaia, soprattutto nelle grandi industrie - che la conseguenza di questi licenziamenti, di queste situazioni di cassa integrazione, di incertezza della stabilità lavorativa, non è solo una grave condizione che rende il lavoro sempre più incerto, sempre più precario, ma ha una pesante influenza proprio sull'"anima" della classe operaia, a cui vengono meno le condizioni oggettive di base su cui può far pesare i rapporti di forza, su cui può alimentare, proprio per una condizione oggettiva più stabile, una maggiore coscienza tra gli operai, l'unità tra gli operai nella lotta. In questa condizione attuale, invece, si alimenta una debolezza - che è anche ideologica, e si alimenta una divisione.

Un esempio emblematico di questa divisione proprio alla Stellantis è la situazione in Serbia dove la Stellantis vuole accelerare la produzione del modello Fiat Grande Punto e, quindi, mentre negli altri stabilimenti in Italia sta riducendo gli operai al minimo necessario per il capitale , lì invece sta raddoppiando gli operai.

Per gli operai serbi le condizioni di lavoro sono molto più pesanti, molto più misere anche dal punto di vista salariale, la media di un salario mensile è sui 600 euro per gli operai della Serbia, che spesso rinunciano a lavorare alla Stellantis; allora la Stellantis sta raddoppiando il personale italiano, con trasferte soprattutto da Melfi, da Atessa, da altri stabilimenti, per arrivare a 2500 addetti e raggiungere una produzione di 150 mila veicoli - oggi ci sono mille lavoratori.

I lavoratori serbi denunciano le disparità di condizione, dicendo che gli italiani guadagnano quattro volte di più. Chiaramente non è così, e il problema non sono gli operai ma è l'azienda. Ma la questione è che qui i sindacati mentre accompagnano queste idee che circolano tra gli operai serbi non fanno nulla per contrastarle, sono parte della divisione tra gli operai; invece che unire gli operai serbi con gli operai italiani e organizzare un’unità di lotta ancora più vasta con gli altri stabilimenti, alimentano questa divisione corporativa a danno degli operai.

Questa situazione dimostra in maniera chiara la condizione della classe operaia in questo momento: da un lato l’azienda, il capitale, fa ogni manovra e non trova alcuna opposizione, dall’altra gli operai subiscono tutto senza contrastare i piani del padrone.

A Melfi la Fiom-Cgil si è ricordata dei "21 giorni", degli scioperi, blocchi ad oltranza che videro compatti gli operai e le operaie per 24 ore al giorno presidiare non solo la fabbrica ma bloccare le strade che portano alla fabbrica, una lotta prolungata che riuscì in maniera grandiosa, che influì anche nei livelli di coscienza di classe degli operai, e che riuscì a strappare risultati. Oggi la Fiom lo ricorda ma non dice che quel tipo di lotta sarebbe oggi da riprendere, che solo bloccando la fabbrica, la produzione e parti di territorio può portare a risultati...

...occorre un cambio secco ed urgente, occorre una grande ribellione, una lotta prolungata fino ad ottenere risultati, occorre l’unità tra gli operai dei vari stabilimenti in Italia così come tra fabbriche italiane ed estere, occorre impedire che i sindacati confederali firmino accordi di svendita. Dopo tanti anni occorre ricominciare a vincere!



20 maggio - IN AUMENTO LE MORTI (ASSASSINII) SUL LAVORO E IN PARTICOLARE QUELLI DI LAVORATRICI

Anna muore di infortunio sul lavoro a 17 anni, anche lei al suo primo giorno di lavoro. superati di corsa i 500 morti complessivi 

Anna Chiti (nella foto) Studentessa del nautico scivola da un catamarano e muore. è spirata nel pomeriggio di sabato 17 maggio, nonostante i disperati tentativi di rianimazione del Suem. la povera giovane stava per scendere dall’imbarcazione appena ormeggiata alla Marina Santelena a Venezia: sembra che la diciassettenne sia rimasta agganciata a una cima e, a causa delle onde provocate dal fortissimo vento, sia caduta dal catamarano rimanendo impigliata nell’elica, sott'acqua. sono 34 sotto i 30 anni a morire sui luoghi di lavoro, 11 di questi sotto i 20 anni  


Domenica Russo, chi è l’insegnante morta nell’incidente tra camion e pullman a Lomazzo

di Carmine R. Guarino, Mariateresa Totaro

La docente di 43 anni, che ha perso la vita mentre portava in gita i suoi alunni, era originaria di Napoli e da poco lavorava della scuola primaria Pascoli di Cazzago Brabbia, in provincia di Varese 


 


lunedì 19 maggio 2025

19 maggio - TELEM ATICA EX ILVA, TARANTO 19/5

 

La telematica si svolgerà in presenza nella sede di Taranto dello Slai cobas via Livio Andronico, 47 (ang. via Polibio); chi vuole collegarsi da altre città, o è impossibilitato a venire si può collegare on line. Per info Slai cobas WA 3519575628


La crisi all'Ex-Ilva come rispondere e organizzarsi - Info su processo "Ambiente svenduto"
Martedì, 20 maggio · 17:00 - 20:00
Link: https://meet.google.com/eux-xtin-skk



19 maggio - info solidale: La storia di Pina, lavoratrice dell’Oda senza stipendio…

 


di Orazio Vasta

Continuano drammaticamente a rimanere da gennaio senza stipendio. Continuano a lavorare senza alcuna sicurezza sul loro futuro. Continuano a chiedere la regolarizzazione del pagamento degli stipendi.

Continuano… si tratta delle lavoratrici e dei lavoratori della Fondazione ODA Catania. Lavoratrici e lavoratori dall’11 aprile scorso sono in stato d’agitazione con presidi, assemblee, scioperi e cortei indetti dall’Unione Sindacale di Base (USB)- Lavoro Privato.

Quello che segue è il racconto scritto da Letizia Leontini – NON è una dipendente dell’ODA – colei che ha dato vita all’ hashtag #

Vi racconto una storia – premette Letizia – una storia che racchiude in sé la storia di tanti lavoratori e tante lavoratrici…“.

Non solo dell’ODA, evidenziamo noi.

Il racconto

Nel lontano 1982 una giovane donna di appena 21 anni aveva un sogno nel cassetto: fare parte della grande famiglia dell’ODA e portare la sua professionalità a tutti gli assistiti della Fondazione. Lei si chiama Pina e presto il sogno diventa realtà; inizia il lavoro e trascorrono gli anni, l’esperienza cresce insieme a quei piccoli bambini che giorno dopo giorno, a piccoli passi, raggiungono i più disparati obiettivi grazie al lavoro di Pina, l’educatrice, che con dedizione studia le metodologie d’intervento per ogni singolo caso; e più passava il tempo e più l’entusiasmo cresceva per il suo lavoro. Ma ad un certo punto la storia cambia, iniziano le prime difficoltà: i debiti della Fondazione cominciano a pesare su tutta la famiglia!

Esordisce un periodo duro, un periodo nel quale i bisogni di Pina vengono messi in secondo piano, un periodo circoscritto di rinunce, un periodo nel quale lo stipendio arriva con gravi ritardi ogni tre/quattro mesi. Pina percepisce che qualcosa non stia andando per il verso giusto, ma nonostante tutto vuole dare fiducia a coloro i quali, al di sopra delle sue capacità, le promettono di sistemare la situazione e con altrettanta coscienza le chiedono di pazientare.

Ma ahimè, gli anni passano velocemente, gli stipendi non hanno più una data di accredito e di quella promessa non si vede neanche l’ombra. Costretta a vivere senza progetti, costretta a fidarsi di quel lavoro che tanto ama, costretta a pensare che “auspicabilmente” il mese prossimo ci sarà lo stipendio, è arrivata al famoso Novembre 2024 con uno stop di sei mesi senza retribuzione!

Quindi Pina trascorre l’ennesimo Natale e la successiva Pasqua 2025 con nessun soldo in tasca. L’amarezza sovrasta la fatica di Pina che non ha più le forze né tantomeno la fiducia per continuare.

La situazione a questo punto è davvero peggiorata, il debito è cresciuto vertiginosamente e l’unico pensiero di Pina adesso e purtroppo non è più studiare i piani di intervento rivolti ai suoi ragazzi bensì:

Come farò a vivere, a fare la spesa, a gestire gli imprevisti e la mia umile vita senza avere il mio stipendio?

Non mi permetto di chiedere a Pina come abbia fatto in questi anni e a chi abbia o chiederà gli aiuti economici per vivere, anzi,per sopravvivere, perché le toglierei con questa mia curiosità, probabilmente quel briciolo di dignità rimasta e mi imbarazzerei per la risposta.

Di quella ragazza cosa è rimasto??? Probabilmente nulla, anzi:

Le ragazze sognano il principe azzurro che prima o poi incontrano.

Pina Sogna, ancora, il suo STIPENDIO ogni 10 del mese!

Ed è ancora più imbarazzante pensare che ad oggi 15 Maggio 2025 la situazione di Pina non sia migliorata anzi, le si prospettano altri lunghi mesi difficili perché coloro che dovevano garantirle il diritto alla retribuzione oggi le hanno voltato le spalle e senza scrupoli le chiedono di PAZIENTARE sino alla fine dell’anno 2025…

E questa è solo una delle tante storie delle lavoratrici dell’ O.D.A.”.

E aggiungiamo, non solo dell’ODA.


19 maggio - info: Negato uso del bagno a operaio, confermata condanna per Stellantis

 

Per la Cassazione il ricorso dell'azienda è inammissibile

Tgr Piemonte

Non aveva avuto il permesso di andare in bagno durante il turno di lavoro, né di cambiarsi dopo essersi urinato addosso: dopo otto anni da quell'episodio avvenuto nel febbraio 2017, arriva la condanna definitiva sulla vicenda legale che ha coinvolto un operaio della ex Sevel-Fca ora Stellantis. La Corte di Cassazione ha, infatti, dichiarato inammissibile il ricorso presentato dalla Stellantis contro la sentenza della Corte d'Appello dell'Aquila che aveva confermato la decisione di primo grado del Tribunale di Lanciano in provincia di Chieti.   Secondo i giudici, il lavoratore ha subito "una lesione alla dignità personale verificatasi sul luogo di lavoro", in violazione dell'articolo 2.087 del codice civile. La Cassazione ha inoltre condannato Stellantis alla rifusione delle spese legali, disponendo che, in caso di diffusione dell'ordinanza, siano omessi i dati identificativi del lavoratore.  La vicenda ha suscitato grande clamore mediatico e ha portato l'Usb a proclamare uno sciopero immediato, mettendo a disposizione del lavoratore un supporto legale. 

Le parole dei sindacati

L'organizzazione sindacale ha espresso "soddisfazione per una sentenza che restituisce dignità a un lavoratore che ha avuto il coraggio di intraprendere un percorso giudiziario per evitare che episodi simili potessero ripetersi".   "Lunga e dolorosa -  si legge in una nota dell'Usb -  è stata anche la vicenda giudiziaria parallela che ha coinvolto l'allora coordinatore regionale Usb lavoro privato, Fabio Cocco, denunciato all'epoca per diffamazione aggravata a mezzo stampa insieme al lavoratore. Il relativo procedimento si è concluso con l'archiviazione da parte del Gip del Tribunale di Lanciano nel 2020".   "Dedichiamo questa vittoria alla memoria di Cocco - conclude il sindacato - che fu tra i primi a denunciare l'accaduto e a sostenere il lavoratore nei momenti più difficili. Vogliamo rivolgere un ringraziamento anche all'avvocato Diego Bracciale del Foro di Chieti per il lavoro professionale e impeccabile che ha condotto a questa importante affermazione di giustizia".



domenica 18 maggio 2025

18 maggio - IN QUESTO MOMENTO SIAMO A 366 MORTI SUI LUOGHI DI LAVORO, CHE DIVENTANO CON ITINERE QUASI 500, IL GRAFICO E' SUI MORTI SUI LUOGHI DI LAVORO ESCLUSO ITINERE.

 da

Carlo Soricelli curatore dell'Osservatorio di Bologna morti sul lavoro, l'unico a monitorare dal 2008 tutti i morti sul lavoro sito http://cadutisullavoro.blogspot.it 


 


sabato 17 maggio 2025

17 maggio - da Slai Cobas sc Palermo: L’Assessore Albano non risponde nemmeno alla Presidenza della Regione Sicilia sull’Assistenza igienico-personale specializzata agli studenti disabili della Regione

 

Comunicato stampa

Palermo, 16 maggio

L’Assessore Albano non risponde nemmeno alla Presidenza della Regione che con specifica nota, trasmessa a questa O.S. per conoscenza, lo invita ad incontrare lo Slai Cobas sc sull’Assistenza igienico-personale specializzata agli studenti disabili! Nonostante la condizione degli studenti disabili peggiori di anno in anno, per insufficienza di fondi, per insufficienza di ore di lezione, e tanto altro, l’Assessore della famiglia, delle politiche sociali e del lavoro, Nuccia Albano, fino a questo momento non ha mostrato nessuna intenzione di fare incontri necessari e urgenti per provvedere alle deficienze oggettive descritte da questa O.S. ripetutamente per lettera, e dette direttamente in alcuni incontri tenuti in passato perfino presso le Commissioni dell’Ars.


Come scriviamo nell’ultima ns. lettera del 14 maggio u.s. “Si coglie ancora una volta l’occasione per portare a conoscenza delle Autorità in indirizzo che il servizio di assistenza igienico-personale specializzata, per quanto riguarda la provincia di Palermo, viene ancora espletato con reiterate proroghe di un mese, mentre a livello regionale la situazione è molto disomogenea come abbiamo più volte rappresentato nei diversi incontri. Sulla situazione a livello regionale siamo ancora in attesa di un monitoraggio completo da parte dell’Assessorato in indirizzo più volte annunciato anche negli incontri di Commissione ARS, ma mai pervenuto.” E per ripetere una delle condizioni che rendono difficile l’assistenza agli studenti disabili, abbiamo scritto: “Cogliamo anche l’occasione per ribadire alle Autorità in indirizzo l’assurdità della richiesta della certificazione UVM che non attiene assolutamente all’assistenza scolastica agli studenti disabili - assistenza obbligatoria per legge e non sottoposta a vincoli di bilancio -, ma può servire, se richiesta, per servizi extrascolastici. In questo senso è stata ribadita la richiesta di annullamento della circolare dell’ex Assessore Scavone che aveva introdotto questa certificazione in un allegato alla stessa.”

 
E a questo si aggiunge la gravissima notizia che sta circolando che in alcune scuole superiori nei GLO a studenti con disabilità a cui quest'anno scolastico è stato assegnato regolarmente da PEI il servizio di assistenza igienico-personale specializzato, lo stesso non è stato riconfermato per il prossimo anno scolastico poichè i suddetti studenti non sono in possesso di certificazione UVM.

 
Se tutto questo risulterà corrispondente al vero si tratta di una operazione assolutamente illegittima, di attacco pesante a diritti basilari degli studenti che sa tanto ancora di una "nuova" operazione di macelleria sociale del governo regionale in combutta con enti intermedi, ASP ecc , con il beneplacito silente del governo nazionale Meloni, e di risparmio di risorse sulla pelle degli studenti con il conseguente gravissimo taglio di tanti posti di lavoro per gli Assistenti specializzati. 

Alla luce di tutto questo insistiamo ancora di più sull’urgenza necessaria per l’incontro “in vista dell’anno scolastico 2025-2026 per procedere per tempo ad attuare tutte le attività necessarie perché questo possa iniziare secondo la normativa vigente”, avendo investito naturalmente della questione anche la Presidenza della Regione che in data 15 aprile scorso, in risposta alla ns. lettera, invitava l’Assessorato al lavoro a valutare la richiesta di incontro. In assenza di risposte urgenti le lavoratrici e i lavoratori, assistenti igienico-personale specializzati, in assemblea nella mattina del prossimo 24 maggio presso la sede di questa O.S., metteranno in campo tutte le iniziative di lotta necessarie a garantire la difesa del servizio di assistenza igienico-personale specializzato alle studentesse e agli studenti disabili e del lavoro, già molto precario, chiamando tutte la parti interessate a partire dalle stesse famiglie degli studenti a mobilitarsi.

SLAI Cobas per il sindacato di classe
Via Michele Cipolla, 93 Palermo - 3408429376
cobas_slai_palermo@libero.it


SLAI COBAS per il sindacato di classe

Sede regionale: Via M. Cipolla 93- 90123 Palermo – 091/203686 - 338. 7708110 – 340.8429376

mail: cobas_slai_palermo@libero.it pec: slaicobassc@pec.libero.it

Prot. n. 43/2025 Palermo, 14/05/2025

All’Assessore della famiglia, delle politiche

sociali e del lavoro - Nuccia Albano

Al Capo di gabinetto – dott. Rosolino Greco

Al Presidente della Regione Siciliana

Renato Schifani

LL.SS.

Oggetto: Reiterazione RICHIESTA INCONTRO URGENTE - Assistenza

igienico-personale specializzata studenti disabili


In riferimento alla lettera di questa O.S. del 14 aprile scorso, alla quale è seguita in

risposta la lettera della Presidenza della Regione Siciliana, datata 15 aprile, che invita

l’Assessorato in indirizzo a valutare la richiesta di incontro (lettera che si allega alla

presente), e in assenza tuttora di risposta da parte dell’Assessorato, con la presente si

reitera la richiesta di un incontro urgente.

Si coglie ancora una volta l’occasione per portare a conoscenza delle Autorità in

indirizzo che il servizio di assistenza igienico-personale specializzata, per quanto

riguarda la provincia di Palermo, viene ancora espletato con reiterate proroghe di un

mese, mentre a livello regionale la situazione è molto disomogenea come abbiamo più

volte rappresentato nei diversi incontri. Sulla situazione a livello regionale siamo

ancora in attesa di un monitoraggio completo da parte dell’Assessorato in indirizzo più

volte annunciato anche negli incontri di Commissione ARS, ma mai pervenuto.

Cogliamo anche l’occasione per ribadire alle Autorità in indirizzo l’assurdità della

richiesta della certificazione UVM che non attiene assolutamente all’assistenza

scolastica agli studenti disabili - assistenza obbligatoria per legge e non sottoposta a

vincoli di bilancio -, ma può servire, se richiesta, per servizi extrascolastici. In questo

senso è stata ribadita la richiesta di annullamento della circolare dell’ex Assessore

Scavone che aveva introdotto questa certificazione in un allegato alla stessa.

Infine, reputiamo l’incontro urgente in vista dell’anno scolastico 2025-2026 per

procedere per tempo ad attuare tutte le attività necessarie perché questo possa iniziare

secondo la normativa vigente.

Slai Cobas sc Palermo 


17 maggio - Michielin: «Ho perso un figlio, provo odio». CONTRO GLI OMICIDI SUL LAVORO DIRITTO ALL'ODIO

 

Una madre e una famiglia intera devastati dall’ennesimo incidente sul lavoro. Un incidente mortale, quello di Mattia Battistetti, avvenuto nell’aprile del 2021 a Montebelluna, in provincia di Treviso, e ancora senza colpevoli e senza condanne. Per la madre, Monica Michielin, la formazione di Mattia era stata inadeguata e insufficiente per la sua mansione, così come non era adeguato il suo contratto di lavoro. «Il Responsabile non aveva stilato un piano di sicurezza a norma e anche il cantiere non era a norma su molti piani», lamenta al convegno sulla sicurezza sul lavoro tenutosi oggi alla facoltà d’Ingegneria di Bologna, di fronte al vescovo Matteo Maria Zuppi (reduce dal conclave di Roma), al vicepresidente della Regione Vincenzo Colla e al segretario generale della Cgil Michele Bulgarelli.

Monica Michielin ha dato vita, in onore del figlio morto a causa di un carico di 15 quintali di materiali staccatosi da una gru, a un’associazione che si chiama “In memoria di Mattia Battistetti”. A darle forza «l’odio che nutro per i responsabili». Un odio incanalato per ricercare il bene, la giustizia. «Non si può accettare che ogni giorno muoiano dei lavoratori – dice –; la giustizia deve punire severamente i colpevoli e introdurre il reato di omicidio sul lavoro».

«Dobbiamo lottare insieme, Mattarella parla di “piaga” ma spero che si faccia qualcosa di concreto. Basta parole», prosegue Michielin, che ringrazia poi Carlo Soricelli. «Col suo Osservatorio nazionale morti sul lavoro ha dato sostegno a tante famiglie».

La mamma di Mattia conclude lanciando un messaggio ai futuri ingegneri: «Lavorate secondo coscienza e abbiate rispetto per i lavoratori».


17 maggio - info solidale: LICENZIAMENTI SELVAGGI … TANTO SONO OPERAI IMMIGRATI

 da

Operai Contro

Caro Operai Contro, lo sciopero con presidio del 14 maggio dalle 10 alle 14, alla Fratelli Montorfano di Seveso (MB), si oppone frontalmente al licenziamento di 6 operai immigrati (altri 2 licenziamenti in precedenza erano passati sotto silenzio) “colpevoli” di pretendere il pagamento di centinaia di ore di lavoro straordinario, domeniche comprese.
Uno dei 5 Referendum dell’8 e 9 giugno, chiede proprio l’abolizione della norma che, nel settore privato, ha soppresso – solo per chi è assunto dal 7 marzo 2015 – (rimaneva per gli altri) il reintegro al posto di lavoro nei casi riconosciuti dal giudice, come licenziamenti senza giusta causa, nelle aziende con più di 15 addetti. Dal 2015 ad oggi i nuovi assunti sono oltre 3,5 milioni di lavoratori, ovviamente in continuo aumento.
Fu un colpo basso del governo Renzi che in pratica aboliva l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, nel contempo stabiliva una clamorosa discriminazione, tra vecchi e nuovi dipendenti. Perciò, fermo restando la forza decisiva della lotta, al Referendum bisogna votare SI, senza se e senza ma, a questo quesito (ma anche agli altri 4 quesiti).
Finora il padrone Montorfano, come in altre aziende, teneva sotto ricatto gli operai immigrati fino 14-16 ore al giorno, salvo poi emarginarli e licenziarli se osano fiatare e pretendere nientemeno, un trattamento come previsto dal contratto di lavoro di categoria.
Il dott. Mascheroni responsabile del personale è rimasto esterrefatto trovandosi davanti gli operai in presidio, a restituirgli la lettera di licenziamento, rivendicando con il salario mancante, il reintegro al posto di lavoro.
La nota dolente è che purtroppo non hanno aderito allo sciopero gli altri operai. Ha prevalso fin qui la vecchia legge “dividi e impera” che i padroni da sempre applicano nelle aziende.
Con questa protesta i 6 operai hanno messo il bastone fra le ruote alla pretesa insindacabilità delle decisioni del padrone nel rapporto di lavoro. Stanno organizzando con il loro sindacato, Slai Cobas, altre iniziative anche per sensibilizzare i compagni di lavoro, per una presa di coscienza che riconosca nella solidarietà concreta i propri interessi di sfruttati, a fianco degli operai licenziati.


venerdì 16 maggio 2025

Ex Fiat/ex Blutec Termini Imerese: a “sorpresa” il nuovo padrone Pelligra vende le sue quote alla Nicolosi Trasporti e il "piano industriale" va a farsi benedire

 

dal blog proletari comunisti

 
Ross Pelligra e il ministro Urso

Nonostante gli annunci roboanti anche del ministro Urso che “all’inizio dell’anno aveva annunciato per febbraio la presentazione a Termini Imerese del piano industriale insieme a Ross Pelligra. Un appuntamento slittato a data da destinarsi e scomparso dai radar” alla ex Fiat di Termini Imerese non si è mosso praticamente niente. Anzi. Adesso è arrivata pure la sorpresa, per chi ancora in tutta questa telenovela si sorprende!, della vendita da parte di Pelligra addirittura dell’80% delle sue azioni, praticamente la proprietà è passata di mano.

Ma in tanti fanno raccolta di “brutte figure”, per dirla in maniera semplice, tra questi c’è l’assessore regionale alle Attività produttive, Edy Tamajo, che adesso “si limita a sottolineare, non senza nervosismo, che «la Regione continuerà a vigilare sul piano di rilancio e sulla salvaguardia dei lavoratori».”

Il nuovo proprietario, infatti, secondo le notizie di Repubblica, è per il 70,22% la Nicolosi Trasporti, di

Gaetano Nicolosi, ex patron del Catania Calcio! mentre alla cooperativa edilizia Caec va il 19,78% e Pelligra rimane con il 10%! E cosa ci deve fare la Nicolosi Trasporti, colosso catanese della logistica guidato da Gaetano Nicolosi, nello stabilimento? Un enorme garage per i Tir?

Ma la faccia tosta di questi padroni, ai quali tutti, dai politici ai sindacalisti confederali, dicono di sempre di sì!, non finisce qui, perché Pelligra ha il coraggio di smentire e dice che si tratta di «Una situazione transitoria – si affrettano a chiarire dalla holding – Pelligra Italia ha scelto due partner strategici per il territorio e rimane alla guida del progetto smentendo qualsiasi notizia relativa a una vendita».

Intanto di concreto c’è che non sono mai partiti i famigerati “corsi di riqualificazione” per i 350 operai rimasti né la ristrutturazione dei capannoni! E del piano industriale e delle aziende che dovevano installarsi nello stabilimento nemmeno l’ombra!

“Ad aggiungere incertezze – continua il quotidiano degli Agnelli - anche la frenata della statunitense Renesys Energy che a Termini doveva produrre batterie di ultima generazione ma che con i chiari di luna di Donald Trump sui dazi sembra aver preso tempo.

Mentre per gli operai ci sono stati anche i ritardi nel pagamento della cassa integrazione che sembra (perché anche qui gira aria di “mistero”) sia stata anticipata proprio dal Nicolosi.

È proprio ora che gli operai mandino davvero tutti, padroni politici e sindacati a… quel paese, e decidano di dare una svolta seria a questa assurda, lunghissima vertenza, impegnandosi direttamente con la lotta!

16 maggio - info da tarantocontro: Dalle lavoratrici asili di Taranto - continuità lavorativa nei mesi estivi

 

Alla Commissaria prefettizia

Comune Taranto

Dr.ssa Perrotta

TA. 14.5.25

OGGETTO: Richiesta di continuità lavorativa per i mesi di luglio e agosto 2025 per le lavoratrici di ausiliariato e pulizie asili - Richiesta incontro

Egregia Dott.ssa Perrotta,

con la presente le RSA Slai Cobas delle lavoratrici di Taranto e la coordinatrice dello Slai Cobas, a nome delle lavoratrici ausiliarie degli asili nido comunali, attualmente dipendenti della Ditta Servizi Integrati, storiche del servizio da più di 30 anni, prendendo atto positivamente della Sua decisione di adottare gli atti necessari per la continuità occupazione dopo il 30 giugno (data in cui cesserebbe il contratto d'appalto della nostra Ditta), desiderano sottoporre alla Sua attenzione una richiesta di continuità lavorativa per i mesi di luglio e agosto 2025. Attualmente, il nostro contratto a termine non prevede attività durante i mesi estivi, periodo in cui, tuttavia, le strutture educative necessitano di interventi di pulizie straordinarie per l'avvio del nuovo anno scolastico. In passato, grazie alla collaborazione con l'amministrazione straordinaria siamo riuscite ad ottenere la possibilità di lavorare durante i predetti mesi estivi per 30 giorni complessivi, garantendo una, sia pur parziale, continuità lavorativa e salariale (una "boccata di ossigeno" per chi, come noi, riceve uno stipendio misero a causa delle poche ore settimanali, 21, e di un livello retributivo ancora non corrispondente alle affettive mansioni), e il rispetto dell'igiene e sicurezza richiesti, guardando soprattutto alla salute dei bambini. Nel 2024, a causa di lavori urgenti nelle strutture, non è stato possibile svolgere le attività previste nel periodo estivio, nè recuperare le ore non lavorate almeno durante le sospensioni natalizie e pasquali. Inoltre non abbiamo ricevuto informazioni riguardo a come sarebbero stati utilizzati i fondi stanziati per il 2024 e non spesi (il Comune aveva con delibera stanziato i fondi per 3 anni: 2022-2023-2024). Desideriamo sottolineare che la nostra richiesta si fonda sul principio della "tutela giuridica della consuetudine" e sul rispetto delle disposizioni del capitolato d'appalto, in particolare l'art. 12, che prevede una pulizia di fondo delle strutture "immediatamente prima dell'inizio di ciascun anno scolastico". Considerando che quest'anno l'arrivo dei bambini è previsto per il 1° settembre, come delle educatrici, riteniamo che sia opportuno avviare le operazioni di pulizia di fondo nella seconda metà di agosto e quelle di fine anno scolastico nelle prima metà di luglio. Questa organizzazione del lavoro permetterebbe di garantire, oltre la continuità occupazionale delle lavoratrici, la tutela della loro salute grazie ad un carico di lavoro distribuito in modo equilibrato  e di rispettare le normative di sicurezza sul lavoro che impongono l'assenza di altro personale durante le operazioni delle pulizie di fondo. Infine chiediamo cortesemente alla SV di veicolare la nostra legittima richiesta alla nuova amministrazione comunale che si insedierà dopo le elezioni, affinchè venga mantenuto l'impegno per la continuità lavorativa anche in futuro, e per l'aumento delle ore lavorative (almeno 30 settimanali, a fronte dell'aumento del carico di lavoro e delle mansioni, dell'aumeno dei bambini e, di contro, della riduzione del nostro organico - passato da 82 a 68 unità - per pensionamenti, malattie lunghe, ecc.).

Per tutto quanto sopra chiediamo un incontro con la SV e risposte circa la nostra richiesta del lavoro nel periopdo estivo.

Restiamo a disposizione e confidiamo in un Suo favorevole riscontro.

Distinti saluti

RSA Cavaliere Enza

RSA Fon Aurora

Slai Cobas per il sindacato di classe - Calderazzi Margherita


Per comunicazioni: 3475301704 - WA 3519575628 - e mail: slaicobasta@gmail.com o pec:  slaicobassc@pec.libero.it



16 maggio - Le borse di Valentino fatte dagli operai cinesi sfruttati, i pm: “Condizioni degradanti”...ma ancor più degradante è l'impunità di cui godono i committenti coperti da questo governo

di Rosario Di Raimondo, Carmine R. Guarino

Scatta l’amministrazione giudiziaria per la società, collegata alla maison, che produce accessori griffati. La nota: “Collaboreremo con la magistratura” 

 Sfruttamento dei lavoratori: Valentino Bags Lab in 

amministrazione giudiziaria

 Negli appalti del brand 7 opifici cinesi clandestini e irregolari. Nelle immagini anche un bambino con il girello tra i macchinari

LaPresse / CorriereTv

(LaPresse) Ancora caporalato nell'alta moda. Il Tribunale di Milano ha disposto l'amministrazione giudiziaria di una società del gruppo Valentino in un'inchiesta della Procura di Milano che ha svelato l'incapacità del marchio di «prevenire e arginare fenomeni di sfruttamento lavorativo» lungo la propria filiera produttiva. Si tratta della Valentino Bags Lab srl, il ramo produzione di borse, pelletteria e accessori dell'omonimo marchio. I carabinieri del Nucleo ispettorato del lavoro di Milano hanno accertato l'esistenza di 7 opifici cinesi clandestini e irregolari negli appalti del brand, i cui titolari sono stati tutti denunciati per caporalato. Sono stati identificati 76 lavoratori di cui 9 tutti occupati in nero e 3 senza documenti. Negli stabilimenti di produzione è stato riscontrato che la lavorazione avveniva in «condizione di sfruttamento» con pagamento sotto soglia, orario di lavoro non conforme, ambienti di lavoro insalubri e in presenza di gravi violazioni in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro ospitando gli operai all'interno di dormitori abusivi. Nelle immagini anche un bambino con il girello tra i macchinari. Sono state elevate multe per 286mila euro e sanzioni amministrative per 35mila euro.


giovedì 15 maggio 2025

15 maggio - Ex-Ilva: la crisi si aggrava padroni/governo e sindacati collaborazionisti la scaricano su operai e masse popolari

 da


Rispetto alla nuova crisi – “nuova” per modo di dire - che ricade sull’ex-Ilva Acciaierie d’Italia e in particolare sullo stabilimento di Taranto e l'appalto a Taranto, di cui ci siamo occupati nelle iniziative di agitazione e propaganda fatte all'Acciaieria di Taranto e in particolare all'appalto, noi avevamo già espresso un parere nettamente negativo su tutta l'evoluzione e sull'ultima fase della vicenda, Abbiamo detto un chiaro no alla svendita delle Acciaierie d'Italia al gruppo azero perché anche nell'esposizione delle intenzioni di questo gruppo erano previsti esuberi oscillanti intorno a 3500 operai, in aggiunta agli oltre 1500 che sono già fuori, ed era prevista una cassintegrazione che sarebbe continuata in tempi lunghi con un uso flessibile secondo gli esclusivi interessi dei nuovi acquirenti.

E tutto questo viene taciuto, messo sotto il tappeto da tutte le organizzazioni sindacali, dai loro dirigenti che alternano sparate sui giornali e una prassi di collaborazione. Sindacati dell'imbroglio e ingannapopolo, della passività dei lavoratori, firmatari di tutte le cassintegrazioni possibili e immaginabili, di tutti gli accordi che prevedono organicamente precarietà e divisione dei lavoratori dell'appalto. La cosiddetta “tempesta perfetta”, una formula coniata dallo Slai Cobas in tutti questi anni, che ha trovato radicale conferma negli eventi concreti, mentre gli altri hanno strillato ben altro - è quella che produce la perdita del lavoro, nessuna soluzione della questione ambientale e del suo carico mortale sui proletari, le masse popolari dei quartieri vicini, con morti sul lavoro, tumori, malattie professionali etc., che sono sotto accusa in un processo in cui solo noi stiamo facendo la nostra parte - solo lo Slai Cobas - tutto il resto sono inganni, noia, venditori di fumo, truffatori, collaborazionisti dei padroni e l'USB è parte di questo gioco, indipendentemente dalla volontà e dal rispetto che abbiamo verso i lavoratori che con la scelta dell’Usb hanno pensato di fare una cosa alternativa ai sindacati confederali, ma il signor Franco Rizzo, dirigente dell'USB nazionale e locale, non è la soluzione ma una parte del problema.

La soluzione è solo una: la lotta autorganizzata che fa i conti con le dinamiche reali che vi sono. Ogni volta che qualche sindacalista delegato dice una cosa che è nell'interesse dei lavoratori noi l’appoggiamo, perché in questa fabbrica - siccome non c'è un autentico sindacato di base e di classe, e noi siamo quelli che lo propagandano ma attualmente non siamo in grado di organizzarlo come forza reale - non possiamo che attaccarci a ogni spiraglio che permetta ai lavoratori in lotta di mobilitarsi e, una volta mobilitati, di poter far pesare il loro orientamento, che non è affatto quello che vanno cianciando altri demagoghi che esistono come quelli di Operai Contro che dicono che gli operai sono alla disperazione. Sono tutte chiacchiere di chi non conosce i lavoratori ma li lisciano per potersi fare belli ma non contribuiscono in nessuna maniera né alla ripresa della lotta e all'organizzazione né a portarla sul terreno dell'autonomia operaia, della lotta di classe, del braccio di ferro da fare attraverso il blocco, anche ad oltranza, della fabbrica, della città, che porti a casa il risultato vero che può essere solo quello dettato dai rapporti di forza nella situazione concreta. Quindi noi non abbiamo che da ripresentare lo stesso schema: lavorare per uno sciopero vero, una mobilitazione prolungata che preveda l'occupazione innanzitutto della città, delle strade, che crei un'emergenza reale che spinga a cambiare la sostanza delle cose o ad acutizzarla fino a uno scontro frontale tra proletari e città da una parte, governo, Stato e padroni dall'altra.

15 maggio - PORTUALI DI GENOVA CONTRO LA GUERRA E IL TRAFFICO DI ARMI

Collettivo Autonomo Lavoratori Portuali

Porto di Genova 8 maggio 2025

E’ da circa una settimana che si sente parlare di un conflitto un po' dimenticato tra l’India e il Pakistan che si contendono alcuni territori in Kashmir, conflitto potenzialmente gravissimo avendo tutti e due gli stati l'atomica..

Per noi portuali genovesi in realtà la guerra in quei territori non era così sconosciuta, visto che le navi della compagnia Bahri che transitavano nel nostro porto - da cui è iniziata la nostra lotta al traffico di armi - avevano più volte trasportato mezzi da guerra tra cui gli elicotteri da combattimento per l'esercito indiano facendo rotta in quei paesi oggi teatro di conflitto.

Tutti i conflitti vengono programmati per tempo, vengono organizzati logisticamente grazie alle compagnie di navigazione che si prestano a questi trasporti marittimi.

Quello che abbiamo imparato in tutti questi anni è che contrastare i traffici di armi è l'unico modo per ottenere qualche risultato.

Certo avere a che fare con grandi multinazionali del mare rendo tutto molto difficile, ma non impossibile...

La corsa agli armamenti europea va nella stessa direzione trascinerà noi tutti in una spirale impossibile da fermare se li lasciamo agire indisturbati.

Prima che sia troppo tardi è necessario fare la nostra parte…

Sciopero internazionale di tutti i porti e di tutti i portuali che vogliono provare a essere quel granello di sabbia che può intralciare la macchina da guerra.

mercoledì 14 maggio 2025

14 maggio - TARANTO, CRISI EX ILVA: comunicato Slai Cobas per il sindacato di classe

 

alla crisi ex ilva si risponde con la lotta dura sciopero/blocco/ 

autonomia operaia e organizzazione di classe assemblea 

telematica nazionale da Taranto martedì 20 maggio ore 17 -

link nei prossimi giorni


14 maggio - info da Taranto: Processo ambiente svenduto Potenza

 

accolte tutte le parti civili autorganizzate dallo Slai Cobas / lo stesso Slai Cobas/Medicina Democratica coordinata con lo Slai Cobas -

respinte le oltre 400 pagine di eccezione degli avvocati degli imputati - ringraziamento ai legali Vitale//Della Pepa del foro di Torino / Ricci-Lamanna- Silvestre del foro di Taranto / Vendegna del Foro di Potenza/con Consulenza avv. Bonetto/Pellegrin Torino.

Ora dopo l’udienza preliminare di Potenza del 23 maggio - vi sarà una assemblea generale a Taranto - data da fissare e un convegno nazionale in autunno -

per le parti civili -

Margherita Calderazzi

Slai Cobas sc TA


 


martedì 13 maggio 2025

13 maggio - info solidale: LOTTE OPERAIE, DIPENDENTI DELLA SCALA IN PRESIDIO MENTRE SI TIENE IL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE

Oggi, lunedì 12 maggio, mentre si riunisce il CdA della Fondazione Teatro alla Scala di Milano, i dipendenti del Teatro e dei Laboratori Ansaldo hanno organizzato un presidio per ricordare all’azienda tutti i motivi per cui è stato dichiarato lo stato di agitazione.

Da mesi chiedono di ridiscutere l’organico, che va potenziato, e stabilizzare i precari, di riformulare i carichi di lavoro, che sono eccessivi, di discutere una riduzione dell’orario di lavoro mensile e della flessibilità fuori da ogni limite, di aprire una vera trattativa su aumenti salariali, di garantire a tutti i lavoratori i corsi di formazione per l’abilitazione di tutti i macchinari con il relativo riconoscimento economico, di trovare forme di maggior tutela della malattia per i lavoratori a tempo determinato, che a oggi è di fatto inaccessibile.

Dal presidio il collegamento con Roberto della CUB Informazione e Spettacolo di Milano e prov. Ascolta o scarica

lunedì 12 maggio 2025

DENUNCIA E MOBILITAZIONE AL SALUMIFICIO BERETTA, CONTRO L’ACCORDO BIDONE 2.19 E LA CGIL CHE SI E’ FATTA AZIENDA

 

Oltre la mobilitazione delle operaie Slai Cobas, sole a rivendicare una piattaforma operaia con aumenti salariali, la difesa delle condizioni di lavoro, l’internalizzazione dell’appalto, che oggi di fronte all’accordo bidone è denuncia e opposizione per cancellarlo, in reparto e ancora nei giorni scorsi assemblea e sciopero, il fatto nuovo è un comunicato stampa di cui siamo venuti in possesso, uscito dalla sede milanese Cgil, vergognoso, che usa toni paternalistici verso le lavoratrici ed è pieno di menzogne, inviato evidentemente alle redazioni dei giornali dato che in fabbrica non hanno aperto bocca. ‘Prendi i soldi e scappa’, verrebbe da dire, solo che a differenza del noto film i soldi li hanno lasciati tutti nelle tasche dei padroni, ma spariti quello si. Cgil non ha detto o scritto una sola riga nello stabilimento, di fronte alle contestazioni quotidiane contro l’accordo e le delegate che lo hanno convalidato.

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Il comunicato è quello qui riportato.

Ne abbiamo fatto una lettura critica, riga per riga, in assemblea con le operaie durante uno sciopero, in pubblico alla portineria e questa è la valutazione che ne è uscita.

Cgil è in perfetta malafede, concetti come percorso democratico della trattativa, mandato e parere favorevole sono abusati in modo spregiudicato come paravento.

Nella realtà, Cgil ha fatto proprio il fascismo padronale dell’azienda, che nega alle operaie la libertà e i diritti sindacali, come quello di scegliersi il sindacato, ed ha agito attraverso fatti compiuti grazie all’alleanza ed alle concessioni interessate del padrone, spacciate come riconoscimento (noi trattiamo!).

La trattativa è avvenuta nel chiuso degli uffici, non vi è traccia di bozze di piattaforma, ‘quelle del Cobas non le devono sapere...’ sono arrivati a giustifcarsi con loro iscritte, che appaiono come parte passiva quando in realtà opportunisticamente praticano la divisione di classe e il crumitaggio durante gli scioperi. Nessuna assemblea generale e chiaramente le lavoratrici dell’appalto non sono state chiamate ad alcuna votazione per approvare ipotesi di piattaforma.

Il 18 marzo in fabbrica la notizia è arrivata a sorpresa ‘ieri le delegate della Cgil alla sede Mpm hanno firmato il nuovo accordo aziendale’. Una firma che ha spiazzato tutte le operaie che non ne erano al corrente, non conoscevano nemmeno la bozza dell’accordo, comprese le iscritte Cgil.

Tanto è falso il comunicato stampa che pure le date sono piegate alla loro versione democratica di comodo: l’accordo inequivocabilmente riporta che è stato firmato il giorno 17.03.25 non a gennaio o