venerdì 24 aprile 2020



I PADRONI VOGLIONO RIAPRIRE AD OGNI COSTO -UNO -
PROTOCOLLI E ACCORDI SINDACALI FANNO DA COPERTURA E NON INTACCANO IL VERO PROBLEMA: RITMI E PRODUTTIVITÀ'.
ALLE CONDIZIONI DEI PADRONI NON CI PUÒ ESSERE SICUREZZA

riportiamo un comunicato aziendale commentato


Comunicato Evoca spa (in nero)
precisazioni al comunicato aziendale, a cura dello Slai Cobas per il sindacato di classe (in rosso)

Valbrembo, 18 aprile 2020
Care colleghe e cari colleghi,
scusate l’appunto, ma da una parte ci sono i padroni (e il loro staff) dall’altra gli operai. Quando uno è proprietario dei mezzi di produzione, e l’altro solo delle sue braccia che deve ‘vendere’ per ottenere un salario (fino a quando l’età e lo sfruttamento glielo permetteranno), non si tratta di colleghi. Accettare che usino le parole per falsificare le differenze di classe, vuol dire rinunciare a combatterle.
come sapete, durante le settimane di lockdown, l’Azienda ha definito uno stretto protocollo per la
tutela della salute dei propri lavoratori e il contenimento della diffusione del virus alla ripresa delle
attività, documento che riceverete nei prossimi giorni via mail.

Dispiace sottolinearlo, ma non si sa nulla in concreto. E ricevere una mail la sera prima di essere comandati al lavoro, non rende le cose migliori.
Per non finire nel solito gioco ‘delle tre carte’ delle comunicazioni a rate, prima viene fatto passare con l’ok delle Rsu, che l’azienda riapre ma che è tutto a posto, poi all’ultimo si conoscono le reali condizioni, quando non c’è più tempo...
Meglio scrivere subito e chiaro:
1 abbiamo modificato in questo modo le linee, ridotto il numero... per permettere alle operaie di non stare ravvicinate….
2 abbiamo modificato in questo modo la cadenza delle linee per permettere alle operaie di rispettare le misure anticontagio…
3 abbiamo riprogrammato in questo modo il nr delle macchine da produrre… secondo i punti 1 e 2,
4 abbiamo considerato che lavorare otto ore con la mascherina, in un ambiente comunque polveroso richiede di fare queste modifiche alla OdL…
5 abbiamo considerato che lavorare otto ore con la mascherina, che comunque non è agevole in ogni caso, ora che avanza la stagione calda, comporta uno sforzo supplementare quindi abbiamo previsto delle pausa extra….
6 polvere e sudore possono compromettere il grado e le condizioni di protezione dei DPI, per tanto ogni operaio verrà dotato di nr mascherine ….
7 come previsto, E OBBLIGATORIO, dal decreto legge sulla sicurezza TU 81/08, tutte queste variazioni del rischio in fabbrica, vengono annotate nel Documento di Valutazione Ambientale dei Rischi, nel segno della massima trasparenza, ogni operaio può con pieno diritto, prenderne visione direttamente richiedendo il documento. Anzi data l’emergenza della pandemia, invitiamo tutti gli operai a verificarlo direttamente...
Solo per fare alcuni esempi di buona comunicazione e di contenuti per gli operai.
TUTTO CIÒ È INDISPENSABILE,
SEMPRE, PERCHÈ GLI OPERAI NON DEVONO SOLO SAPERE COSA DECIDONO PADRONI E DELEGATI CONFEDERALI SOPRA LE LORO TESTE, HANNO DIRITTO DI DIRE LA LORO E DI PORTARE LE LORO MODIFICHE PER LA SALUTE;
ORA PIÙ CHE MAI, PERCHÈ LA GRAN PARTE DEGLI OPERAI NELLE PRIME SETTIMANE DI MARZO, HA VISTO E NON DIMENTICA, COME I PADRONI LI HANNO FATTI LAVORARE INCURANTI DEL RISCHIO, COMPRESI I MANUTENTORI CHE HANNO GIRATO PER TUTTI I REPARTI SENZA PROTEZIONE E POI, COME TANTI, SI SONO ANCHE AMMALATI, COME SONO STATI AMMASSATI IN FILA IN MENSA...
E LA RSU A RIPETERE I COMUNICATI AZIENDALI…



La definizione del protocollo (pre-requisito necessario per la riapertura in piena sicurezza), unito, alla sussistenza di alcune particolari condizioni previste dal DPCM del 10 aprile 2020, consentono il riavvio di alcune attività produttive.

Ancora come sopra, parole senza contenuto.
Questa è una forma imperativa e ipocrita per dettare le condizioni, mascherando questo comando con un inesistente dialogo.
Equivale al ‘dovete farlo perché lo abbiamo deciso noi’.
Il tutto è certificato dal comunicato della RSU 18.04.2020, che invitiamo a riprendere con questa chiave di lettura.

Nello specifico, siamo pertanto nelle condizioni di poter riaprire lo stabilimento di Mozzo, dove, a
decorrere da mercoledì 22 aprile, saranno riavviate le linee 9A e 9B e i Reparti Comuni legati alle
medesime.
Seguirà una comunicazione dedicata al personale interessato circa gli orari di lavoro e le
informazioni utili per la ripresa.
Gli stabilimenti di Valbrembo, Mapello e Madone resteranno ancora chiusi per l’intera settimana dal
20 al 24 aprile.
Il polo logistico di Grassobbio riaprirà con personale ridotto da lunedì 20 aprile
Tutto già programmato e deciso, il parere operaio non è previsto.
Le modalità di gestione della chiusura della prossima settimana, sarà la seguente:
20-apr, 21-apr 22-apr, 23-apr, 24-apr
CIGO, CIGO, CIGO, CIGO, PAR
Per il personale che riprenderà il lavoro mercoledì 22 aprile, le giornate del 20-21 Aprile saranno
gestite come CIGO.
Come sempre, il personale impiegatizio in smart working dovrà concordare anticipatamente i
calendari di lavoro atti a garantire le attività strettamente necessarie. La pianificazione dovrà essere
preventivamente autorizzata dal/dalla Vice President di riferimento.
Nella speranza che stiate tutti bene
malgrado le settimane di lavoro senza protezione, il mancato avviso agli operai dei casi positivi… in tanti stanno ancora bene, si,
e nell’attesa di rivedere personalmente alcuni di voi a breve,
restiamo a disposizione per eventuali chiarimenti.
Difficile credere a questa volontà, sarebbe bastato rispondere e chiarire, alle richieste dello Slai Cobas sc, fin dal 28 febbraio...
Cordiali saluti
La Direzione Risorse Umane

senza la modifica dei ritmi, del modo di lavoro... non c’è protezione dal contagio
senza la forza delle operaie e degli operai organizzati non c’è sicurezza
SLAI COBAS per il sindacato di classe

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