domenica 16 giugno 2013

Ilva ultime notizie

notizie dommentate dallo slai cobas per il sindacato di classe ilva taranto
347-5301704
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Ilva -stop all'altoforno 2 e all'acciaieria 1, i lavoratori avranno
contratti di solidarietà Bondi vuol dire ristrutturazione con tagli dice lo
slai cobas per il sindacato di classe e luglio non è che l'inizio - non
'solidarietà con i piani aziendali' ma lotta contro i piani aziendali!

La crisi di mercato ferma un altoforno Ilva e un'acciaieria. L’azienda ha
annunciato lo stop dell’altoforno numero 2 a partire da luglio nel corso di
un incontro con i rappresentanti di Fim, Fiom e Uilm. A La persistenza
picchiata delle commesse, invece, ha convinto i manager della grande
fabbrica ad anticipare la fermata dell’impianto.
Il blocco di Afo2 comporterà l’esubero di ottocento lavoratori che
beneficeranno dei contratti di solidarietà. Così il numero delle tute blu
tarantine fuori dal ciclo produttivo salirà in estate a duemila.  Oltre all’altoforno


chiuderà a cascata l’acciaieria numero uno. Sull’Afo/2 saranno anticipati i
lavori di ristrutturazione previsti dal cronoprogramma dell’autorizzazione
integrata ambientale.

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la usb dice niente di buono - ma lo slai cobas nel suo volantino di martedì
ha ben spiegato di che si tratta " Il governo per decreto ci ha imposto,
Bondi, per fare gli interessi di Riva, ristrutturare la fabbrica, con una
facciata di messa a norma, per restituirla poi a Riva perché faccia nuovi
profitti ma con meno lavoratori."

«La conferma che non vi è niente di buono, nelle dichiarazioni aziendali, la
troviamo nel fatto che si dichiarano esuberi e fermate di impianti, ma di
lavori di adeguamento, tranne che genericamente, non se ne parla proprio».
Lo sottolinea in una nota il coordinamento provinciale dell’Usb (Unione
sindacale di base) riferendosi all’annuncio della direzione dell’Ilva
relativo alla prossima fermata dell’Altoforno 2 e di altri impianti che
provocherà, di conseguenza, un esubero di 800 lavoratori. «Se devono fermare
gli impianti per mancanza di commesse - aggiunge l’Usb – approfittino per
fare i lavori di adeguamento ambientale, e presentino un piano industriale.
Diversamente confermerebbero di non aver mai avuto intenzione di metter mano
al portafoglio e che alla proprietà interessano solo due cose: la
scarcerazione dei Riva e la possibilità di tirare a campare fino al 2015
senza mettere un euro».
Il sindacato di base fa presente che «lo scenario non è dei migliori, prima
il fermo dell’Afo1, poi delle batterie, ora l'Afo2 e Acciaieria 1, Colata
continua 1 e 5. E tutto avviene con la maggioranza dei lavoratori del Laf
(Laminatoio a freddo) già a casa da mesi, oltre a quelli del Pla 2
(Produzione Lamiere), del Treno nastri 1,dei Rivestimenti e dei Tubifici che
lavorano a intermittenza. Di strano – conclude l’Usb – c'è che la
dichiarazione di esubero e fermata aziendale avvenga all’indomani dell’ennesima
richiesta di scarcerazione, rigettata dal gip».


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il decreto legge alla Camera conferma 'Bondi può modificare a suo piacimento
l'AIA il Ministro PD lo difende - il PDL lo vuole ancor più peggiorare -
Fitto fa il relatore del decreto ,lui che è sempre stato dalla parte di Riva
! contro il decreto si lotta in fabbrica e in città- altrimenti sono vane
lamentazioni

il ministro Orlando PD difende il decreto
Parte del Pd chiederà comunque che il testo prima di venire trasformato in
legge venga chiarito in questo punto. Mentre il Pdl, come già annunciato,
pretende della modifiche "a tutela del concetto di proprietà: così com'è il
testo rappresenta un pericolosissimo precedente". "Ci serviranno almeno 15
giorni per discutere" ha spiegato ieri il presidente della commissione
Ambiente, Ermete Realacci, che lavorerà insieme con quella Attività
produttive. "Tra le cose da fare  -  ha spiegato  -  bisogna analizzare le
relazioni, ascoltare domani Arpa regionale e Ispra, giovedì Confindustria,
Federacciai e Bondi, e il 20 giugno il ministro dell'Ambiente Andrea
Orlando".
. Il relatore del decreto Ilva in commissione attività produttive è il
deputato del Pdl Raffaele Fitto, uno dei registi del testo voluto dal
Governo Letta, che già ai tempi della presidenza della Regione si era
occupato più volte del caso siderurgico (era stato lui a ritirare la
costituzione parte civile prima della condanna in Cassazione, per esempio).

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venuti fuori il sistema di comando ombra in Ilva - vanno licenziati e
inquisiti e i sindacalisti ora si dicono contenti e che non sapevano lo
sapevano bene e sono di essi complici

Soluzione del rapporto con i cosiddetti «fiduciari» finiti nel mirino della
magistratura: i «tecnici» assunti da Riva Fire dovranno scegliere, entro
dieci giorni, tra l'inquadramento nella nuova Ilva spa o le dimissioni. I
sindacati parlano di «segnali di discontinuità col passato» dopo l'incontro
di ieri mattina in fabbrica, ma sono guardinghi nel commentare il faccia a
faccia delle segreterie di Fiom, Fim e Uilm con il capo del personale
dell'Ilva, Enrico MartinoFim e Uilm si sono espresse favorevolmente:
«Denunciavamo da tempo la situazione e la decisione di fare chiarezza è una
svolta», commenta il segretario generale della Uilm, Antonio Talò. «È la
vittoria dopo una battaglia di anni, raggiungevamo accordi con la direzione
dell'Ilva e poi sugli impianti era difficile farli rispettare per queste
presenze», ricorda Enzo Castronuovo della segreteria Fim Cisl. Più drastica
la posizione di Donato Stefanelli, segretario generale della Fiom Cgil:
«Quel sistema era poco trasparente, perciò chiunque è coinvolto non deve
avere la possibilità di scegliere. Va rimosso immediatamente».

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