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venerdì 4 agosto 2017

30 luglio - La linea di classe, antirazzista, antifascista, internazionalista dello Slai Cobas s.c, per combattere anche tra i lavoratori concezioni razziste, è una "sorpresa" per gli addetti ai lavori


Lo Slai Cobas per il sindacato di classe che per concezione e linea è un'organizzazione sindacale internazionalista, antifascista e antirazzista, contrasta e combatte sia sul piano pratico che ideologico tra i lavoratori, a partire da quelli che organizza direttamente, concezioni razziste che possono emergere, perché i lavoratori, parte delle masse proletarie, influenzati ogni giorno dall'ideologia dominante, non sono né esenti né tanto meno immuni da esse e succede che possano per esempio esprimere in alcuni casi idee contro gli immigrati, contro "gli stranieri", scadendo anche nella logica della guerra tra poveri che il governo scatena ogni giorno, e che sul piano degli immigrati diventa anche più odiosa,  per deviare innanzitutto l'attenzione dei lavoratori, delle masse dai tanti problemi sociali esistenti che questi sono costretti ad affrontare.

Tra le varie iniziative promosse a tal proposito a Palermo, di recente, in particolare i precari organizzati hanno contribuito, contrastando anche resistenze da parte di alcuni, alla contro-informazione, denuncia e solidarietà concreta verso diverse famiglie Rom che abitano a Palermo da 
anni in un campo in periferia e che di recente hanno subito un tentativo di sgombero alquanto pesante da parte delle forze dell'ordine con allontanamento forzato di alcune donne, mamme di bambini piccoli, strappate dai loro figli e portate a Roma in un Cie per essere espulse. 
Queste donne poi grazie all'intervento tempestivo degli avvocati contro quello che era un vero e proprio abuso (sono donne che da più di 20 anni ormai abitano in Italia e in attesa appunto della cittadinanza italiana con figli nati in Italia) sono state rilasciate. 

I precari dello Slai Cobas s.c. coinvolti anche grazie ad una delegata che lavora in una scuola nei pressi del Campo dove frequentano diversi bambini Rom hanno solidarizzato, innanzitutto facendo contro-informazione e  sostenendo attivamente anche alcune iniziative rivolte ai bambini non voluti a scuola per esempio da varie famiglie "italiane" e "perbene" che, come il caso di alcuni sindaci siciliani di questi giorni,  dicono "ma noi non siamo affatto razzisti, è solo che..." mentre di fatto lo sono eccome! e simpatizzano o aderiscono anche a odiose raccolte firme come successo tempo fa, su iniziativa di Forza Nuova, per esempio, che affisse anche striscioni razzisti e xenofobi attorno alla scuola suddetta, la cui Dirigente Scolastica con una manifestazione denunciò e fece togliere. 

Se da un lato queste iniziative, che non sono strettamente legate alla "vertenza sindacale” che si porta avanti per esempio in difesa del lavoro, come stanno facendo i precari, sono però necessarie per fare crescere i lavoratori nella coscienza che la classe oppressa dai padroni, dai governi è una, e per combattere concezioni che "italiani e immigrati, "italiani e stranieri" oppressi non siano parte della stessa classe e non abbiano uguali nemici nella lotta di classe, seppur gli attacchi possano assumere forme diverse, dall'altro lato queste iniziative "stupiscono" i cosiddetti "addetti ai lavori", vedi la Dirigente Scolastica, vedi i docenti, vedi alcuni stessi rappresentanti di associazioni antirazziste, quasi come se i lavoratori che fanno azioni solidali concrete verso i Rom per esempio, siano degli "extraterrestri" venuti chissà da quale pianeta o per cui questo sindacato è "diverso" come è stato detto da qualcuno.

"Diverso" è cercare, non senza difficoltà, di mettere in atto ogni giorno tra i lavoratori e con i lavoratori una linea che nelle diverse sfaccettature ha come obiettivo quello di mettersi al servizio degli interessi della classe nella lotta più generale necessaria per cambiare questa società.

A seguire la lettera che la Dirigente Scolastica della scuola interessata ha scritto ai precari dello Slai Cobas per il s.c. Palermo: 

Direzione Didattica "A. De Gasperi" Palermo

Gent.le Sig.ra Geraci

desidero ringraziarLa e insieme a Lei le lavoratrici e i lavoratori precari SLAI COBAS per il Vs. contributo alla causa degli alunni Rom, per aiutarli e incoraggiarli nella prosecuzione degli studi.
Il Vostro gesto assume un significato particolare per i valori che lo sottendono e per cui Vi battete, con coraggio e generosità d'animo, proprio Voi che provate sulla vostra pelle l'oltraggio di non avere garantito un diritto fondamentale sancito dalla nostra Costituzione: il diritto al lavoro che dà serenità e dignità all'esistenza umana.
Le Vostre parole e il Vostro gesto, testimonianza di una vita vissuta all'insegna dei valori che ad essa danno senso, ci hanno commosso. Con il Vostro permesso, desideriamo pubblicarle sul sito della scuola, nella speranza che possano ammorbidire il cuore di chi da tempo lo ha corazzato con il pregiudizio, l'odio e l'egoismo.
Nel rinnovare il mio ringraziamento, Vi auguro di vedere affermato il Vostro diritto al lavoro e di veder affermati i diritti dei più deboli.

Un caro saluto

La Dirigente Scolastica
M.G. Granata

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