domenica 3 febbraio 2019

31 gennaio - 2019 il Piemonte si conferma la prima regione per morti sul lavoro: Alba, operaio travolto e ucciso da un carico di polvere alimentare nella storica fabbrica di dadi da brodo

L'incidente alla Italgelatine di Santa Vittoria, l'uomo aveva 53 anni. Seconda vittima in poche ore in Piemonte. Leu alla Camera: "Morti bianche aumentate del 10% in un anno, è emergenza nazionale"
di CRISTINA PALAZZO
Seconda vittima sul lavoro oggi in Piemonte. Nel primo pomeriggio un operaio di 53 anni è morto nello stabilimento della ditta Italgelatine a Santa Vittoria d'Alba, nel Cuneese, uno dei primi storici produttori di dadi da brodo in Italia che negli ultimi anni si è specializzato nella produzione di gelatine. Intorno alle 14.30, per cause ancora da accertare, il dipendente, G.L., residente a Canale, sempre in provincia di Cuneo, è stato investito e schiacciato da un carico di polvere per gelatine che pesava sei quintali trasportato da un tir. 

Nella fabbrica sono accorsi i carabinieri di Alba che si stanno occupando delle indagini, insieme con i tecnici dello Spresal (l'ispettorato anti-infortunistico dell'Asl) e la squadra dei vigili del fuoco di Alba che ha tentato di liberare l'uomo assieme all'équipe del 118 arrrivata in elicottero. Questa mattina
un altro operaio ha perso la vita a Coniolo, nell'Alessandrino nello stabilimento Ibl di lavorazione del legno. Si tratta di un perito chimico di 42 anni del Vercellese che era impegnato, come ogni mattina, a misurare la densità della colla ma è stato schiacciato dalla pressa che incolla tra loro i fogli di compensato.
"Altre vittime si aggiungono alle 45 nei primi trenta giorni di quest’anno - dice il capogruppo di Liberi e Uguali alla Camera, Federico Fornaro - La doverosa vicinanza ai famigliari dei lavoratori scomparsi e le espressioni di solidarietà non sono più sufficienti: bisogna fare di più e presto per bloccare questa catena di morte. Ieri abbiamo chiesto al ministro del Lavoro di venire a riferire in aula sulle azioni che si stanno mettendo in pratica per arginare questo fenomeno che ha oramai assunto dimensioni inaccettabili per un Paese civile come l’Italia. Nel 2018 i morti sul lavoro sono stati 1.133 con un aumento del 10,1% sull’anno precedente e anche le denunce si infortunio sono cresciute dello 0,9% arrivando a 641 mila. Quella delle morti sul lavoro deve diventare una emergenza nazionale su cui investire in risorse economiche e umane sia nella prevenzione sia nei controlli".



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