solidarietà ai lavoratori del Si Cobas aggrediti da iscritti del sindacato Cisl, fascista, al servizio del governo fascista Meloni e dei padroni
Il SI Cobas esprime profondo sdegno per la ricostruzione falsa e
distorta diffusa dalla FIT-CISL sui gravi fatti avvenuti nella notte
del 29 luglio 2026 presso il magazzino One Express dell’Interporto
di Bologna.
Questa versione capovolge quanto accaduto,
trasformando i lavoratori aggrediti in aggressori e nascondendo le
responsabilità dei propri iscritti.
Nel magazzino lavorano 140
persone: circa 100 sono iscritte al SI Cobas, una quindicina ha
aderito recentemente alla FIT-CISL ed è inoltre presente una
rappresentanza della FILT-CGIL.
Il SI Cobas rappresenta quindi da anni la grande maggioranza dei
lavoratori del sito, mentre la presenza della FIT-CISL è recente e
largamente minoritaria.
I fatti sono iniziati all’interno del
magazzino, quando un iscritto alla FIT-CISL ha volontariamente urtato
con un trans-pallet il muletto condotto da un lavoratore del SI
Cobas. Sono seguiti insulti, provocazioni e gravi minacce contro i
nostri iscritti.
Nonostante i ripetuti tentativi del responsabile
del magazzino e dei delegati SI Cobas di riportare la calma, alcuni
iscritti alla FIT-CISL hanno volutamente lasciato il posto di lavoro,
incitando altri a seguirli all’esterno.
Fuori dal magazzino, un
lavoratore del SI Cobas è stato circondato e aggredito.
Durante l’aggressione gli iscritti FIT-CISL hanno utilizzato una
sedia metallica, una spranga di ferro e un cutter. Diversi nostri
iscritti sono stati colpiti e feriti, di cui 7 hanno riportato
lesioni alla testa, alle braccia, alla spalla, alla schiena, alla
caviglia e al ginocchio, oltre a ferite da taglio.
La situazione è
terminata soltanto grazie all’intervento del delegato sindacale e
di numerosi lavoratori del SI Cobas oltre che del responsabile del
magazzino, che hanno separato le persone coinvolte e impedito
conseguenze ancora più gravi.
Sul posto sono poi intervenuti i Carabinieri e il personale sanitario.
S.I. COBAS NAZIONALE.
’Si Cobas’ e la rissa tra sindacalisti: "Noi aggrediti, abbiamo le prove"
La versione della sigla di base: "Video, referti e testimonianze. Gli iscritti Fit-Cisl hanno usato. spranghe di ferro e un cutter".
Il segno sulla schiena di un sindacalista
La solidarietà ai sindacalisti aggrediti, al culmine di un diverbio, all’Interporto di Bentivoglio continua ad arrivare senza sosta. Il segretario generale di Uil trasporti Emilia Romagna, Fabio Piccinini, esprime la più profonda solidarietà ai lavoratori Fit Cisl aggrediti. Solidarietà anche da Italia Viva, per voce della senatrice Annamaria Furlan: "L’aggressione all’Interporto ai danni di alcuni sindacalisti della Fit-Cisl è un episodio di estrema gravità. La violenza non può mai trovare spazio nei luoghi di lavoro, che devono essere presidio di sicurezza, dignità e rispetto reciproco". Il sindacato Si Cobas, di cui alcuni componenti sarebbero stati additati come i colpevoli dell’aggressione, non ci sta: "Esprimiamo sdegno per la ricostruzione falsa e distorta diffusa dalla Fit-Cisl sui gravi fatti avvenuti nella notte del 29 luglio presso il magazzino One Express dell’Interporto. Questa versione capovolge quanto accaduto, trasformando i lavoratori aggrediti in aggressori e nascondendo le responsabilità dei propri iscritti. I fatti sono iniziati nel magazzino, quando un iscritto alla Fit Cisl ha volontariamente urtato con un transpallet il muletto condotto da un lavoratore del Si Cobas. Sono seguiti insulti, provocazioni e gravi minacce contro i nostri iscritti. Nonostante i ripetuti tentativi del responsabile del magazzino e dei delegati SI Cobas di riportare la calma, alcuni iscritti alla Fit Cisl hanno lasciato il posto di lavoro, incitando altri a seguirli all’esterno. Fuori dal magazzino, un lavoratore del SI Cobas è stato circondato e aggredito. Durante l’aggressione gli iscritti Fit Cisl hanno utilizzato una sedia metallica, una spranga di ferro e un cutter. Diversi nostri iscritti sono stati colpiti e feriti, di cui 7 hanno riportato lesioni a testa, braccia, spalla, schiena, caviglia e ginocchio, oltre a ferite da taglio. Non vi è stata alcuna aggressione organizzata dal Si Cobas. Al contrario, i nostri delegati e lavoratori hanno cercato di contenere la situazione, impedendo ad altri iscritti di uscire dal magazzino e intervenendo per fermare le violenze. Quanto avvenuto è documentato dalle immagini di videosorveglianza, dai referti sanitari e dalle testimonianze. Anche i provvedimenti confermano che non è sostenibile la versione di un’aggressione organizzata dal SI Cobas: sono stati sospesi 4 lavoratori, di cui 3 iscritti Fit Cisl, che hanno dato il via all’aggressione".


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