venerdì 4 settembre 2026

4 settembre - Electrolux Solaro, allarme Fiom dopo l’incontro: “Meno lavoratori e ritmi più alti, così il piano non va”....

 ....l'azienda conferma i piani di chiusura e licenziamenti. Ora tocca ai lavoratori respingere con la lotta ad oltranza respingerli

4 Settembre 2026

SOLARO – Meno investimenti, ritmi produttivi più alti e un organico che, secondo la Fiom-Cgil, continua a ridursi. Sono i principali elementi emersi per lo stabilimento Electrolux di Solaro dall’incontro di giovedì 3 settembre al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, dove l’azienda ha presentato il piano industriale. La Rsu Fiom-Cgil di Solaro esprime forti preoccupazioni e annuncia assemblee con i lavoratori per valutare le prossime iniziative.

Uno dei punti contestati dal sindacato riguarda gli investimenti. Secondo quanto riportato, Electrolux avrebbe confermato che non sarà installata una seconda linea vasche per la nuova piattaforma Iris nel reparto tecnologico. Rimarrà quindi in funzione la linea vasche 2025, già esistente.

Sul fronte dei volumi, dal primo trimestre 2027 la produzione destinata agli Stati Uniti dovrebbe essere trasferita oltreoceano a causa dei dazi, quantificati nel documento sindacale tra 75 e 80 euro a pezzo. L’obiettivo indicato dall’azienda sarebbe comunque quello di raggiungere 710 mila pezzi, compensando la perdita del mercato statunitense con maggiori vendite in Europa, nuove commesse Ikea e la gamma destinata alla Svizzera. Per la Fiom, però, si tratta al momento di “proiezioni di mercato ottimistiche” e non di ordini già acquisiti.

Altro nodo è quello dei ritmi di lavoro. C’è la volontà aziendale di aumentare progressivamente le cadenze, partendo dagli attuali 90 pezzi all’ora e arrivando prima a 103, poi fino a 108, con un punto di caduta indicato a 140 pezzi all’ora. Il sindacato sottolinea che questo avverrebbe senza nuovi inserimenti sulle linee e con una riduzione del tempo ciclo da 40 a 35 secondi.

I lavoratori complessivi sarebbero passati da 534 a 498. I somministrati, che erano oltre cento, sarebbero scesi a 36 a causa del mancato rinnovo dei contratti a termine. Il sindacato ricorda anche che nell’accordo del 2023 il raggiungimento dei 108 pezzi all’ora era legato all’ingresso di personale aggiuntivo.

Il piano illustrato prevede anche il passaggio per il montaggio dal lavoro a turni al lavoro a giornata, dalle 8 alle 17. La prestazione effettiva passerebbe da 7 ore a 7 ore e 20 minuti, con una diversa distribuzione delle pause e l’introduzione della pausa pranzo non retribuita.

La posizione della Fiom è netta: “Non si recupera competitività sulla pelle delle lavoratrici e dei lavoratori”. Il sindacato contesta un piano che, a suo giudizio, combina la rinuncia alla seconda linea vasche, la riduzione dell’occupazione e l’aumento dei ritmi produttivi. Nei prossimi giorni saranno convocate le assemblee dei lavoratori di Solaro per esaminare il piano e decidere le iniziative da intraprendere.


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