giovedì 29 agosto 2013

I lavoratori tessili egiziani di Mahalla di nuovo in sciopero


Siria: presa di posizione di ATIK organizzazione democratica dei lavoratori Turchi in Europa


Atik “Noi condanniamo il massacro della Giunta militare fascista contro le masse popolari in Egitto. - dichiarazione di appoggio dei maoisti italiani


Gli attacchi contro le masse che riempivano le piazze in Egitto, in sfida contro il colpo di Stato militare si sono trasformati in un massacro. Centinaia di persone che prendevano le piazze contro il golpe militare fascista sono state uccise, migliaia sono state ferite durante l'attacco. E nello stesso tempo questi brutali attacchi continuano con tutte le loro barbarie e lo stato di emergenza è stato dichiarato in molte città dell'Egitto.
Le profonde contraddizioni in Egitto non sono state risolte e hanno messo il paese in una situazione ancora più complessa.

Come tutti sanno, le masse popolari egiziane ora sono sempre più povere e soffrono ancor più repressione, nonostante avessero rovesciato il regime di Mubarak con la ribellione iniziata due anni fa.
Tuttavia la rivolta spontanea delle masse, mancante di una direzione rivoluzionaria, ha permesso all'esercito egiziano di controllare la rivolta, supervisionare le elezioni e il governo di Moamed Morsi è andato al potere.
Com'è nella sua natura anche questo governo, nella sua sostanza ha continuato sulla strada del precedente governo.
Davanti a questo le masse sono tornate a sollevarsi. Seguendo questa rivolta l'esercito è stato una volta in più attivo nel prevenire che la crescente opposizione popolare si indirizzasse in senso rivoluzionario. A questo scopo è stato sviluppato un colpo di Stato dal Consiglio supremo delle forze armate per conquistare la direzione.
Morsi è stato arrestato il 3 luglio. In seguito a questo l'organizzazione dei fratelli musulmani ha guidato le masse della sua sfera di influenza in manifestazioni.
I segmenti di arretrati del suo governo volevano usare le dottrine basate sulla religione in nazionalismo delle masse povere a proprio profitto. Questo è ciò che il movimento Fratelli musulmani stava facendo.
Il colpo di Stato in Egitto non indipendente dagli imperialisti, nei fatti il colpo di Stato del Consiglio militare supremo è stato fatto con le direttive degli Usa.
La situazione attuale chiaramente riflette questo. Eseguendo questo l'imperialismo Usa non ha potuto rivendicare apertamente il sostegno che hanno dato al colpo di Stato in Egitto, ma hanno sostenuto che non era un colpo di Stato e che avrebbero continuato nel sostegno finanziario al regime.
Quindi, gli imperialisti Usa ed Europei hanno “condannato” gli attacchi della Giunta che massacra centinaia di persone semplicemente per giustificare sé stessi. Ma nonostante queste condanne il ruolo che essi hanno giocato in questo massacro non po' essere camuffato. Al contrario essi hanno giocato un ruolo determinante nel golpe e nel massacro delle masse.
L'esercito egiziano ha effettuato il golpe per proteggere l'ordine esistente, per sopprimere l'opposizione popolare e restaurare la sua posizione danneggiata.
La parte che si opposta della popolazione è stata brutalmente attaccata e un massacro selvaggio è stato realizzato, con centinaia di morti e migliaia di feriti.
Come Atik noi condanniamo il brutale massacro, esprimiamo le nostre condoglianze alle famiglie di coloro che sono morti e auspichiamo che coloro che sono feriti possano riprendersi.
Noi chiamiamo le masse democratiche a non restare in silenzio contro questo massacro e a prendere posizione contro questo crimine contro l'umanità.

NOI CONDANNIAMO IL MASSACRO CONTRO IL POPOLO IN EGITTO!
ABBASSO IL COLPO DI STATO MILITARE FASCISTA!
ABBASSO L'IMPERIALISMO E LA REAZIONE DI OGNI TIPO!

ATIK – 16.8.13

dichiarazione di appoggio

Il PCm Italia e le organizzazioni sindacali, femminili e giovanili che esso orienta e dirige salutano la posizione ferma e decisa presa dalla grande organizzazione, Atik, che raccoglie i lavoratori turchi all'estero, in particolare in Europa, che condanna il colpo di Stato militar fascista, i suoi massacri, solidarizza con le masse uccise, ferite e represse, e fa appello alla mobilitazione democratica.
Questa posizione assesta in Europa un colpo al regime neo Mubarak, neo Pinochet, che ha preso il potere in Egitto per conto e con l'appoggio dell'imperialismo Usa, il sionismo israeliano e il regime saudita. A fronte, invece, di posizioni opportuniste e confuse che parti delle organizzazioni che pur si dicono democratiche, proletarie e antimperialiste, che hanno scelto il vile silenzio, l'odiosa giustificazione comunque travestita del colpo di Stato militare.
Chiediamo a tutti coloro che hanno condannato il golpe di essere coerenti e di attivare un ampio fronte antimperialista contro la dittatura militare e al sostegno dei proletari e delle mase popolari egiziane che la combattono.

PCm Italia
28.8.13

mercoledì 28 agosto 2013

contro l'aggressione imperialista alla Siria . la posizione e l'azione di proletari comunisti - PCm Italia

dal blog http://proletaricomunisti.blogspot.com

Si prepara un attacco imminente contro la Siria da parte dell'imperialismo
americano, insieme agli imperialisti inglesi e francesi. Un intervento
militare che gode sicuramente della partecipazione dell'Arabia Saudita e del
sostegno politico-logistico anche di Turchia e Israele.
Ma la Siria non è la Libia e non è neanche, in questa congiuntura, l'Iraq.
E' impossibile immaginare che l'Iran non ne sia coinvolto e la posizione di
Cina e Russia non è tale perchè l'intervento possa avere l'appoggio Onu.
Quindi si tratta di un'aggressione imperialista unilaterale che prosegue
l'intervento militare fatto tramite quella parte dell'opposizione che è una
pura filiazione delle potenze imperialiste.
L'attacco alla Siria può creare effetti a catena e incendiare per davvero la
prateria del Medio Oriente e del mondo intero.
Obama, come prima Reagan e Bush, usa lo stesso copione di inventare e
amplificare "prove" come foglia di fico di un intervento già deciso e che
viene da lontano e che ha sempre lo stesso oggetto: petrolio e controllo
dell'assetto geopolitico e geostrategico dell'area.
Proletari Comunisti- PCm Italia denuncia e sviluppa la massima opposizione
all'aggressione imperialista della Siria e esprime il proprio sostegno alle
masse siriane ed arabe che ad essa si oppongono.
La nostra azione si svilupperà autonomamente perchè non condividiamo alcun
tipo di appoggio al regime di Assad e non certo perchè ha usato
eventualmente le armi chimiche - cosa probabilmente falsa e montata - mentre
è sicuro che questo lo hanno già fatto i cosiddetti "ribelli" e come a suo
tempo fece Saddam nei confronti dei Kurdi, ma perchè Assad, come prima
Saddam e Gheddafi non sono governi antimperialisti, ma di un settore del
capitalismo burocratico e della borghesia compradora che opprime proletari e
popoli
Questi governi sono ora amici, ora "nemici" degli Stati imperialisti che si
contendono la zona. Questi governi non sono la soluzione ma una parte del
problema per le masse siriane e arabe.
Sappiamo che forze di "sinistra" in Siria, nel mondo arabo, tra i
palestinesi hanno goduto dell'appoggio del regime di Assad. Noi non pensiamo
che questo sia stato un bene nel passato, né lo pensiamo adesso, né ci
impressiona che queste forze chiaramente, che godono anche di un certo
credito nella sinistra occidentale, si mobiliteranno contro l'aggressione
imperialista.
Ma noi siamo marxisti-leninisti-maoisti, noi vogliamo rappresentare gli
interessi della classe operaia nei nostri paesi come nei paesi arabi, come
nel mondo intero.
Non siamo assolutamente equidistanti tra aggressione imperialista e regime
di Assad aggredito. L'imperialismo deve essere combattuto in tutte le forme,
in tutti i modi. Ma il punto di vista proletario e comunista in questa
vicenda deve essere chiaro verso tutte le parti in causa,
Proletari Comunisti si mobilita da subito autonomamente verso i proletari
compreso gli immigrati, i giovani, le piazze, con manifesti, volantini,
pannelli, striscioni, interventi.

Noi denunciamo il ruolo dell'imperialismo italiano,

martedì 27 agosto 2013

contro l'intervento imperialista in Siria - a sostegno delle masse arabe


L'imperialismo americano con gli imperialisti inglesi a loro fianco e l'appoggio di Turchia e Israele preparano l'attacco alla SIRIA 

proletari comunisti PCm Italia fa appello alla mobilitazione nazionale e locale
dal blog proletaricomunisti

Governo sempre più al servizio dell'Ilva e non certo del lavoro e della salute.


Infilate tra le pieghe del decreto della PA vengono approvate delle norme che consentiranno all'Ilva di realizzare e gestire due discariche una per i rifiuti pericolosi – unica nel sud Italia, l'altra per i rifiuti speciali, risparmiando circa 300 milioni di euro, saltando un iter amministrativo che era bloccato dalla commissione europea. Un'associazione a delinquere chiamata Consiglio dei Ministri, senza neanche metterlo all'OdG, è pronta ad approvare queste norme.

Tutto secondo la linea dei diktat già in atto da tempo e che ha trovato la sua massima manifestazione con la nomina del commissario Bondi.
Ma tutta la storia di quest'autorizzazione è scandalosa. Certo, scandalosa per modo di dire, dato che così funzionano Stato, padroni nel sistema capitalista e nel nostro paese.
Il primo tentativo di questo colpo di mano era già stato fatto, mettendolo nel decreto Ilva come emendamento. Ma in quell'occasione non potè essere accolto perchè il governo per fare presto aveva deciso di non accettare nessun emendamento. Ora però viene ripreso e inserito in quest'altro decreto sulla Pubblica Amministrazione.
Ma c'è qualcos'altro che è scandaloso. Questo emendamento nasce su proposta di quell'ignobile individuo che è Edo Ronchi, il subcommissario, che a parole era stato messo lì per tutelare l'ambiente ma, come abbiamo denunciato sin dal primo momento, è lì per fare invece il subcommissario al servizio di Bondi e di Riva.
Chiediamo alla Lega ambiente di non fare da copertura di queste operazioni, dato che proprio la Lega ambiente salutò con calore la nomina di Ronchi.
DICIAMO NO ALL'AUTORIZZAZIONE DI QUESTE DISCARICHE.
Ma soprattutto lavoriamo per rilanciare la LOTTA CONTRO PADRON RIVA E IL GOVERNO per cacciare e spazzare via i servi di padron Riva, Bondi-Ronchi.
C'è da dire che Florido e Conserva sono stati incriminato e messi in galera proprio perchè avevano accettato le pressioni dell'Ilva su queste autorizzazioni. Ora è tutto il Consiglio dei Ministri che dovrebbe essere messo in galera.

Giochi politici, giochi economici sulla pelle dei lavoratori della TCT e del Porto.


dal blog terantocontro


4 deputati renziani, non del territorio, hanno improvvisamente lanciato la notizia che Evergreen ed Hutchinson potrebbero mollare il Porto di Taranto. Il presidente dell'Autorità portuale smentisce e rivendica il percorso in corso e i piani dei lavori che dovrebbero cominciare a settembre.
Il PD e i suoi deputati sono ormai un partito fatto di lobby, correnti, impegnato in una guerra tra bande su scala nazionale come su scala territoriale; la componente renziana di questo partito, neoliberista e filo padronale vuole allargare la presa sul territorio tarantino in cui non è presente e, quindi, partendo da ritardi reali dei progetti in corso, si lancia in una ricerca di presa sul territorio tentando di mostrarsi una sorta di agenti, portavoci occulti delle grandi multinazionali. E' più o meno la stessa strategia di Renzi a livello nazionale. Mentre i parlamentari locali dello stesso partito, acquattati come sono all'ombra dell'attuale segreteria e dell'attuale governo, vogliono mantenere il controllo sul territorio.
Ma non ci sono solo questi interessi, c'è anche un effettivo scontro sulla gestione del Porto, sui rapporti con le multinazionali, sui fondi e sui lavori del Porto stesso.

Noi abbiamo denunciato da sempre questo gioco delle parti in corso e recentemente siamo stati testimoni di uno scontro in atto in Confindustria e di un tentativo di coinvolgere i lavoratori in questo scontro.
Al Porto non vogliono lo Slai cobas perchè, a tutela dei lavoratori, mette a nudo questi interessi.
I sindacati confederali sono parte della cogestione economica del Porto stesso. E vi sono componenti industriali e personaggi del Porto che non si ritrovano nell'attuale gestione, Prete, sindacati confederali, ecc., e pensano perfino di utilizzare i lavoratori e lo Slai cobas nello scontro in atto.

Come si vede la confusione è grande sotto il cielo e i lavoratori della TCT vengono considerati come 'sudditi' e 'pedine' in questo gioco.
Ma questi giochi prima o poi arrivano al dunque. E il dunque qual'è? A maggio 2014 scade la cassintegrazione per circa 500 lavoratori della TCT. I lavori che giustificano la cassa non hanno alcuna possibilità di concludersi in quella data; la cig stessa stando alle leggi attuali non potrebbe essere rinnovata; finora questa cassa è stata gestita con mano libera alla TCT con la complicità attiva dei sindacati confederali; i corsi di formazione poi che doveva fare la Provincia, assolutamente fasulli, hanno interessato finora solo una metà dei lavoratori e non si sa se possono mai partire gli altri.
Quindi, più che temere che Hutchinson e la Evergreen vadano via, prospettiva ancora non realmente all'orizzonte perchè resta vero che se il Porto di Taranto dentro un sistema industriale così consistente si sviluppa esso è fonte di veri profitti per queste multinazionali, c'è da temere per il lavoro degli operai della TCT attualmente in cassintegrazione.
Ma tra i lavoratori cammina il desiderio di organizzarsi per capire realmente i giochi in campo e lottare in autonomia per lavoro e diritti.

ENI e ALENIA esportano e fanno profitti sulla pelle di operai e cittadini


dal blog tarantocontro 


I dati dell'export 2012 registrano un aumento nella provincia di Taranto del 18,2, superiore alla media regionale e all'intera area del mezzogiorno.

E questi sono dati che sembrano sorprendenti data la crisi dell'Ilva. Ma in realtà essi dipendono dal pieno funzionamento dell'ENI e dell'Alenia. I giornali salutano positivamente questi dati. NOI NO!
Perchè dietro i successi dell'ENI vi sono l'inosservanza delle norme sulla sicurezza e la tutela dell'ambiente che stanno impestando la città di gas, e gli appalti al massimo ribasso che stanno mettendo a rischio i posti di lavoro e i diritti ora degli operai della Rendelin e De Pasquale, poi di tutto l'appalto.
Dietro i successi dell'Alenia, vi è l'estendersi della produzione di tipo bellico, vi sono operai ridotti a soldatini della produzione sotto il comando congiunto di capi e sindacalisti venduti, vi sono le condizioni dell'appalto dove i lavoratori sono sempre più tenuti nella precarietà e nella flessibilità e quindi nella mancanza di diritti e nella ricattabilità, anche qui con l'aperta alleanza tra padroni e padroncini delle ditte dell'appalto e sindacalisti ad essi legati.
Quindi più produzione solo a servizio dei profitti, sulla pelle degli operai e della città.
Noi lottiamo perchè questo salti. Perchè se questo non salterà il futuro di Taranto sarà sempre e soltanto di una città militarizzata, inquinata – e qui non solo per l'Ilva, come si vede, ma per altre industrie che si vedono anche elogiate come alternative all'Ilva.

lunedì 26 agosto 2013

dal blog proletari comunisti 26 agosto - VIAGRA PER LAVORARE DI PIU'


Dopo le pillole di Viagra ai soldati Usa in Afghanistan, per 
lottare "contro il terrorismo internazionale", ora viene 
fuori l'uso del Viagra per aumentare le prestazioni sul 
lavoro in Germania.

Per ora viene utilizzato soprattutto nei settori impiegatizi, soprattutto 
medio alti, o manageriali. Ma a quando il 
capitale lo userà per aumentare la produttività degli 
operai? Quando verrà usato anche dal capitale italiano?

I lavoratori per il capitale sono come mucche, galline 
a cui spremere più pluslavoro con metodi “normali” 
e sperimentati e metodi moderni.

L'efficienza e la “capacità” della Germania di tenersi 
ancora fuori dagli effetti più pesanti della crisi capitalista, 
prese come esempio non solo dalla borghesia italiana, ma anche nelle “chiacchiere da bar” di una parte 
della gente, e degli stessi lavoratori, 
si basa anche su questi sistemi 
che sanno tanto di metodi nazisti.

BERLINO – In Germania è boom di “viagra del lavoro”, psicofarmaci che aiutano a sentirsi più sicuri e in forma e a lavorare con più energia. Si tratta di medicine legalmente prescritte, non droghe vietate. Ma le conseguenze sono terribili: tossicodipendenza ed effetti collaterali chefiniscono per ammalare, con la conseguenza che i giorni di congedo per malattia si moltiplicano
I “viagra del lavoro”, ecco l’altra faccia dell’efficienza economica... dal 2002 al 2012 il consumo dei viagra del lavoro è aumentato di una cifra da capogiro, tra il 300 e il 400 per cento.
Il dato è una proiezione delle statistiche del numero delle ore di congedo malattie chieste e ottenute da persone attive nel mondo del lavoro che a causa della tossicodipendenza indetta da quei medicinali si sono ammalate, erano diventate zombie o ectoplasmi sotto la grisaglia o qualsiasi altro abito buono ai piani alti delle industrie esportatrici global player o delle banche di Francoforte. La Germania esporta più auto, aerei, elettronica high-tech, prodotti bancari, progetta auto di lusso jet o treni superveloci sempre più seducenti, abbassa ancora il rendimento dei Bund, i titoli sovrani federali...

domenica 11 agosto 2013

Lotta per la salute e sicurezza e minacce di repressione al Policlinico


 Comunicato Stampa

Servizio Trasporto materiale biologico Policlinico Palermo

Replica dello SLAI Cobas per il sindacato di classe/Policlinico alle dichiarazioni del Dott. Roberto Firenze, dirigente sanitario dell’A.O.U.P., rilasciate al “Giornale Di Sicilia” l’8 agosto u.s. , in merito alla denuncia della scrivente O.S. sul provvedimento disciplinare nei confronti di tre lavoratori addetti al servizio in oggetto.

Innanzitutto ci preme smentire quanto affermato dal Dott. Firenze, relativamente alla presunta interruzione del servizio pubblico essenziale, da parte dei lavoratori “incriminati”. I lavoratori non hanno interrotto un bel niente, hanno semplicemente e giustamente richiesto, da mesi e mesi, idonee misure di sicurezza e un’adeguata riorganizzazione del servizio.
Inoltre, è bene ricordare, che i predetti dipendenti, dal 2 maggio scorso, sono in stato di agitazione e che da allora, per tramite di questo SLAI Cobas, hanno declinato ogni responsabilità sugli eventuali disservizi.

NORME SU FEMMINICIDIO E STALKING O PACCHETTO SICUREZZA?

NON IN NOSTRO NOME!
FIDUCIA NELLO STATO NON ABBIAMO
NO ALLA DELEGA, SI ALLA LOTTA E ALL'AUTORGANIZZAZIONE DELLE DONNE.

Il governo Letta sta facendo un'operazione politica truffaldina (in
continuità con operazioni simili fatti dal governo Monti e prima da
Berlusconi): il provvedimento, presentato da Alfano e approvato dal
consiglio dei ministri come decreto contro femminicidio e stalking, contiene
tutta un'altra serie di provvedimenti che non hanno nulla a che vedere con
il tema ma hanno invece molto a che vedere con l'ordine, la sicurezza e la
repressione di altre manifestazioni.
La cosa più eclatante e grave è l'inserimento di misure di rafforzamento
della repressione del movimento No Tav, tra cui vi sono tantissime donne,
che prevedono una punizione più severa per "l'accesso abusivo" nei cantieri
della Tav; tra l'altro anche una vera provocazione, visto che proprio
recentemente le forze dell'ordine nel reprimere e arrestare giovani, donne,
compagni/e del movimento No Tav, ha usato anche molestie e pesanti offese
sessuali verso una donna arrestata, Marta.
Poi vi sono altre misure, sempre all'insegna di più repressione, più
presenza delle forze dell'ordine, tra cui: estendere gli arresti differiti
nelle manifestazioni sportive; rafforzare e dare maggiore flessibilità (=
più compiti) all'impiego dei militari sui territori; ecc.
Quindi  se vogliamo parlare delle norme su 'femminicidio e stalking'
innanzitutto pretendiamo la cancellazione dal decreto di tutte le altre
norme e non permettiamo che in nome delle donne si impone un pacchetto
sicurezza da Stato di polizia e moderno fascismo.
In questi termini respingiamo nettamente questo decreto.

LA FILOSOFIA DI FONDO
Ma dobbiamo dire che anche nelle norme su femminicidio e stalking, la logica
generale che le guida è all'insegna del potenziamento del ruolo di controllo
dello Stato - d'altra parte come potrebbe essere diversamente con un
Ministro degli Interni come Alfano, uomo di punta di Berlusconi

CI SPIEGATE A CHE SERVE IL SUB COMMISSARIO RONCHI ALL'ILVA?


Abbiamo sempre pensato che la nomina dell'ex Min. Ronchi come sub 
commissario all'Ilva fosse, al di là della persona, una sorta di 'foglia di
fico' alla scelta grave di affidare tutto a Bondi, amministratore delegato
di fatto di Riva.
Si può dire che le prime iniziative di Ronchi confermano in pieno questo
nostro giudizio. La prima iniziativa che ha preso è quella di proporre la
formazione di un gruppo di ingegneri - cosa obiettivamente marginale in
tutta questa vicenda. Ma nell'intervista odierna al Corriere del Mezzogiorno
anche Ronchi parla come "uomo dell'azienda" in sostanza, compiacendosi del
fatto che ordini, fatturato, spazi di mercato interni ed esteri dell'Ilva
vadano bene. Questo ci aspettiamo che lo dica Riva-Bondi, ma da Ronchi ci
aspettavamo che ci dica in materia di bonifica, messa a norma, salute e
sicurezza, cosa va bene.
Su questo Ronchi ripete

martedì 6 agosto 2013

Sacelit, morto un altro ex dipendente per amianto Le vittime salgono a 115



Giovedì 01 Agosto 2013 - 16:35
''Le fibre killer colpiscono ancora - scrive Salvatore Nania, anche lui ex dipendente Sacelit e presidente del comitato 'Ex esposti amianto' - e, non esiste un tempo di latenza, non esiste un tempo di esposizione''.


MILAZZO (MESSINA) - Salgono a 115 le vittime dell'amianto tra i dipendenti della società Sacelit nota anche come fabbrica della morte. E' infatti deceduto, ieri, a San Filippo del Mela, F.D.P., 80 anni, da oltre dieci sofferente di ''asbestosi pleuro, polmonare e insufficienza respiratoria''. ''Le fibre killer colpiscono ancora - scrive Salvatore Nania, anche lui ex dipendente Sacelit e presidente del comitato 'Ex esposti amianto' - e, non esiste un tempo di latenza, non esiste un tempo di esposizione''. L'anziano ha lavorato nella fabbrica di eternit di San Filippo del Mela per oltre 15 anni con mansioni di scarico sacchi amianto dai carri ferroviari, addetto alla produzione tubi di eternit, al rotolamento e pulizia sbavatura tubi.
Nel 1973, gli è stata riconosciuta dall'Inail di Milazzo la malattia professionale per ''asbestosi e discreta insufficienza respiratoria pari al 28 per cento''. ''Oltre ad avere sofferto sin dal lontano 1973, - scrive adesso Nania - negli ultimi dieci anni della sua vita, a causa dell'insufficienza respiratoria e dell'asbestosi, era costretto a muoversi con le bombole di ossigeno; ha patito enormi sofferenze che piano, piano lo hanno portato alla morte''. Con la morte dell'anziano filippese, la percentuale dei decessi fra gli ex dipendenti della Sacelit arriva al 52,5 per cento.
da livesicilia
 
_______________________________________________
Redditolavoro mailing list
Redditolavoro@lists.ecn.org
http://lists.ecn.org/mailman/listinfo/redditolavoro

PA: LAVORATORE FORMAZIONE LICENZIATO SI UCCIDE - RABBIA E RIBELLIONE... PAGHERETE CARO!


FORTE E' LA TRISTEZZA MA ANCORA PIU' FORTE E' LA RABBIA!
LA MORTE DI RICCARDO NON E' UN ALTRO SUICIDIO MA E' UN OMICIDIO DI STATO FRUTTO DELLE POLITICHE SCELLERATE DEI GOVERNI AL POTERE, DAL NAZIONALE AL LOCALE, I CUI RAPPRESENTANTI DI TURNO CONTINUANO AD ARRICCHIRSI SOLO E SULLA PELLE DI LAVORATORI, PRECARI, DISOCCUPATI, GIOVANI, MASSE POPOLARI LA CUI VITA NON GLI INTERESSA MENO CHE NULLA!

LA NOSTRA LOTTA LEGITTIMA PER IL LAVORO E IL DIRITTO AD UNA VITA DIGNITOSA NON SI FERMERA' E LOTTEREMO ANCHE PER RICCARDO E PER TUTTI COLORO CHE SONO STATI SCHIACCIATI DALLA DISPERAZIONE

VOI CHE STATE AL POTERE, DAI VARI LETTA/ALFANO AI VARI CROCETTA E COMPAGNIA, CHE CONTINUATE AD INGRASSARVI CON PRIVILEGI, RUBERIE, LEGGI AD HOC, MALAFFARE... DI OGNI SORTA E A SUON DI REPRESSIONE CONTRO LAVORATORI, PRECARI, GIOVANI...
PAGHERETE DAVVERO CARO PAGHERETE DAVVERO TUTTO!

LAVORATORI, PRECARI, DISOCCUPATI IN LOTTA SLAI COBAS PER IL S.C. PALERMO

Le operaie della "differenziata" si fermano! Senza acqua per bere e docce non si lavora!


Le operaie e gli operai del servizio di "selezione della raccolta
differenziata" della Pasquinelli di Taranto, questa mattina dalle 10 si
bloccano. Dopo la pausa non riprenderanno il lavoro, fino a soluzione del
problema di essere forniti di acqua da bere (che non è a disposizione tutti
i giorni e sta comunque distante dal loro posto di lavoro) e delle docce e
armadietti personalizzati; lo stesso faranno al 2° turno.
IN QUESTO PERIODO DI CALDO INTENSO, NON E' POSSIBILE RINVIARE ANCORA LA
SOLUZIONE DI QUESTE QUESTIONI, che sono basilari per la nostra salute.

NOI AVEVAMO AVVISATO L'AZIENDA: NON SI PUO' E NON SI DEVE LAVORARE IN QUESTE
CONDIZIONI! E CHE DAL 1° DI AGOSTO METTEVAMO IN PRATICA QUESTO "PRINCIPIO"
DI CIVILTA E DI DIGNITA'.

Noi facciamo un lavoro altamente sporco, a contatto con rifiuti di ogni
genere e tipo, che dovrebbero essere già differenziati ma di fatto sono
"indifferenziati", dove veniamo a contatto anche con rifiuti organici,
addirittura pezzi di corpi di animali, rifiuti di ospedali e quindi
pericolosi, con topi e insetti che girano indisturbati...

Non possiamo lavorare come schiavi, a cui si nega anche l'acqua per bere e
lavarsi.

Diciamo alle Coop- L'Ancora e all'Amiu di non permettersi di esercitare
pressioni di fatto ricattatorie su di noi operai, perchè noi finora siamo
stati gli unici a farci
carico dei problemi del lavoro.
ORA BASTA! NIENTE ACQUA, NIENTE LAVORO!

Le operaie della Pasquinelli

Finalmente si comincia a fare chiarezza sul reale numero di morti sul lavoro in Italia



*Osservatorio Indipendente di Bologna morti sui luoghi di lavoro*

*Report morti sul lavoro dall’1 gennaio 31 luglio 2013*

* *

*Dall’1 gennaio al 31 luglio 2013* sono morti sui luoghi di lavoro
*348*lavoratori,
*50* nel mese di luglio e *69 *in giugno, se contiamo le morti sulle strade
e in itinere si arriva a superare le *700 vittime. *

Dopo tanti anni di denuncia del fenomeno da parte nostra, finalmente si
comincia a fare chiarezza sulla vera entità del numero di morti sul lavoro.

Nel suo rapporto *l’INAIL *dichiara che i morti sul lavoro nel 2012 sono
stati* 790*, compresi 409 lavoratori morti sulle strade. Se si detraggono i
*409* morti sulle strade per l’INAIL nel *2012* risultano* 381* lavoratori
morti *sui luoghi di lavoro*.

landini alla fiat.. riconciliamoci


Fiat: la lettera di Landini a Marchionne, superare vie giudiziarie
30 Luglio 2013 - 20:33

(ASCA) - Torino, 30 lug - ''Superare le vie giudiziarie''. E' quanto ha
scritto il leader della fiom Maurizio Landini nella sua lettera all'ad Fiat
Sergio Marchionne e al responsabile delle relazioni sindacali Pietro de
Biasi, il 9 luglio scorso, dopo che venne reso noto il dispositivo della
sentenza della Consulta sulla rappresentanza. La missiva e' alla base
dell'incontro di venerdi' prossimo tra Fiat e sindacati firmatari e tra Fiat
e Fiom. ''Gentilissimi - scrive Landini - la recente pronuncia della Corte
Costituzionale indica a tutti l'opportunita' di superare le vie giudiziarie
e di costruire un piu' proficuo e utile confronto di natura negoziale sulla
base di normali e qualificate relazioni industriali, capaci di affrontare al
meglio la difficile situazione produttiva e occupazionale che coinvolge le
lavoratrici e i lavoratori di tutto il gruppo Fiat. Con la presente, alla
luce di quanto sopra, siamo a richiedervi un incontro. In attesa di un
vostro cortese riscontro, cogliamo l'occasione per porgere i nostri piu'
distinti saluti''. eg/sam/bra

Consulta -ARTICOLO 19


il problema è ora se vale per tutti o solo per la fiom,
perchè stato, parlamento,padroni,sindacati confederali e spesso giudici
applicano a loro modo ciò che dovrebbe essere chiaro

slai cobas per il sindacato di classe
30 luglio 2013

Consulta: articolo 19 statuto lavoratori illegittimo!
Dall’origine della norma alla sentenza di incostituzionalità

Una delle notizie più interessanti in materia di diritto del lavoro è
sicuramente la recente pronuncia della Corte Costituzionale, avente ad
oggetto l’articolo 19 dello Statuto del Lavoratori, che affronta il
dibattuto tema della rappresentanza sindacale nei luoghi di lavoro.
Lo scorso 3 luglio la Consulta ha dichiarato l’illegittimità costituzionale
dell’art. 19, comma 1, lettera b), dello Statuto (legge 20 maggio 1970, n.
300), “nella parte in cui non prevede che la rappresentanza sindacale
aziendale sia costituita anche nell’ambito di associazioni sindacali che,
pur non firmatarie di contratti collettivi applicati nell’unità produttiva,
abbiano comunque partecipato alla negoziazione relativa agli stessi
contratti, quali rappresentanti dei lavoratori dell’azienda”.

sabato 27 luglio 2013

TARANTOCONTRO

leggi il blog
http://tarantocontro.blogspot.it

coerenza con alcune iniziative avrebbe voluto che ...
Ilva, la grande ciminiera spara chili di mercurio
Ilva - operai trattati come bambini e gettati con ...
La città espropriata da governo,stato e istituzion...
Ilva, i super poteri di Bondi decide anche sul dan...
Kyenge in Puglia, si sgomberano gli immigrati, e a...
Bondi andò per "salvare" Piombino - Oggi rischia d...
L'economia alternativa, cosiddetta "verde" in un s...
Ilva - domani commissioni parlamentari industria e...
ilva - abbiamo appoggiato lo sciopero testimonianz...
venerdì 19 sciopero di testimonianza e protesta ta...
troppo silenzio sull'ENI

giovedì 25 luglio 2013

Lavoratori Turchi incontrano lo Slai Cobas s.c.


DOMENICA 21 LUGLIO 2013

pc 21 luglio .- l'autorganizzazione proletaria attraversa i confini. Una delegazione di ATIK incontra lo Slaicobas per il sindacato di classe

Sabato 20 e domenica 21 una delegazione della ATIK (confederazione dei lavoratori di Turchia in Europa) in visita nel nostro paese ha incontrato a Dalmine il direttivo regionale e i lavoratori dello Slai cobas per il sindacato di classe.
Una visita breve ma intensa e interessante.
Due giorni di riunioni in cui sono state scambiate e approfondite informazioni, analisi e progetti sulla situazione politica generale, sullo stato movimento operaio e popolare, sulle lotte più significative nei rispettivi paesi.
E' stata un'occasione preziosa per approfondire la conoscenza sullo stato del movimento operaio in Turchia che, da una parte, subisce gli attacchi del regime fascista islamico di Erdogan e le sue politiche di privatizzazione, negazione dei diritti sindacali, incentivi per attrarre investimenti europei, ma, dall'altra, nonostante spesso sia priva di organizzazione sindacale, vive comunque una stagione di crescita di proteste, scioperi e resistenza.
E' stata anche l'occasione per  rivedere il percorso della ricostruzione del sindacato di classe in Italia sulle macerie del fallimento dei sindacati collaborazionisti che oggi sotto i colpi del fascismo padronale li ha cooptati.
E' stata l'opportunità per rivivere dalle parole di testimoni diretti i fatti della grande battaglia di resistenza popolare di Taksim Gezi Park che il mese scorso ha scosso Istanbul e l'intera Turchia.
Infine, nell'incontro di domenica, i lavoratori della logistica, tutti immigrati, organizzati con lo slacobas per il sindacato di classe, hanno avuto modo di raccontare come negli scorsi mesi si sono conquistato con la lotta il diritto a scegliere e costruire la loro organizzazione sindacale e, prendendo nelle loro mani il cobas sui loro posti di lavoro, sono riusciti a strappare risultati in termini di condizioni di lavoro e salario che per anni di pacifica coesistenza avevano atteso invano.
E' stato un momento vivo di unità e solidarietà di classe internazionale.
All'incontro erano presenti anche alcuni abitanti di Zingonia, centro vicino Dalmine abitato in massima parte da immigrati oggetto di un progetto che ne prevede l'evacuazione e demolizone per costruirvi un centro commerciale. Questi hanno ascoltato con grande interesse le parole dei compagni turchi che raccontavano la loro esperienza in un quartiere ghetto di Duisburg,  e che dimostravano la ghettizzazione degli immigati in areee via via private dei servizi, deliberatamente abbandonate al degrado, e che poi, in nome della stessa lotta al degrado, vengono forzatamente svuotate e "riqualificate" a vantaggio della speculazione, non è un fatto episodico o locale ma parte di una politica generale presente in tutta Europa.
Ci si è lasciati con l'impegno a proseguire e intenficare i rapporti per un sostegno reciproco nelle lotte che si conducono, a partire dalla prossima campagna di solidarietà coi prigionieri politici incarcerati per aver partecipato alla rivolta di Taksim Gezi Park, che sarà lanciata a livello europeo il prossimo 1 agosto.
Una delegazione dello slaicobas per il sindacato di classe è stata inoltre invitata a restituire la visita in Turchia, viaggiando per il paese per incontrare alcune significative realtà di lotte operaie.

commissione parlamentare per conto ilva/governo

La commissione parlamentare sull'Ilva arrivata a Taranto per due giorni ha
ulteriormente aggravato la situazione, perchè è stata assolutamente inutile
per quanto riguarda la verifica della vera realtà all'interno della fabbrica
e in città; assolutamente inutile nell'ascolto delle legittime rimostranze e
indicazioni che hanno fatto le associazioni ambientaliste e rappresentanze
di lavoratori e cittadini.
Ma non solo è stata inutile, perchè quelli che sono venuti a Taranto sono
apparsi come dei messi imperiali mandati direttamente da Riva e dal governo
e guidati da un uomo da sempre espressione dell'industria e del grande
capitale, Muchetti, prima come giornalista e poi come parlamentare PD. Hanno
difeso le ragioni di Riva meglio di Riva stesso, e le ragioni di Bondi
meglio di Bondi stesso.
Hanno raccontato la favola di una scelta che in pochi anni ci farà diventare
un'isola felice.
Questo è avvenuto perchè ormai, come le dichiarazioni di Bondi nei giorni
passati avevano dimostrato, Taranto è diventata la città dove si possono
raccontare le barzellette e offendere la memoria dei morti, dei malati, la
dignità dei lavoratori, dei cittadini, i magistrati impegnati in questa
importante inchiesta, senza che nessuno li cacci come meriterebbero.
Se l'indignazione in città è percepita, essa non si riesce tuttora a
trasformare in un'effettiva forza di lotta e di ribellione. Abbiamo da un
lato Istituzioni – vedi il Sindaco - che l'unica cosa che riesce a blaterale
è di assumere qualcun altro all'Arpa, Vendola che parla ma solo per i
giornali o per le future campagne elettorali e altri, unici che stanno
zitti, ma solo perchè sono agli arresti.
Ma chiaramente per questa situazione non bisogna soltanto dare la colpa agli
altri.
Pesano altre situazioni: Operai, in parte all'ombra di sindacalisti al
servizio di azienda e governo, in larga maggioranza in attesa non si sa di
che - tranne poche eccezioni; dall'altra una parte di ambientalisti e
'Liberi e pensanti' impegnati in iniziative ad effetto mediatico che gli
danno molta pubblicità ma che non portano nessun risultato concreto agli
operai, ai lavoratori del cimitero, agli abitanti del quartiere Tamburi,
ecc.
Con Bondi, Mucchetti e le iniziative puramente mediatiche, la città sta
scivolando dalla tragedia alla farsa. Chi non ci sta a questo gioco deve
dichiararlo e agire di conseguenza.
Lo Slai cobas per il sindacato di classe, che pure crede con forza che si
possa salvare la fabbrica e i lavoratori, tutelare sicurezza e salute in
fabbrica e nei quartieri, ottenere giustizia e risarcimenti, non ha mai
nascosto la verità: che questo è possibile solo ed esclusivamente se si
sceglierà la via dello scontro, della rivolta operaia e sociale, del blocco
della fabbrica e della città, della risposta ad una guerra che finora
padroni, Stato e governo hanno fatto e che ha provocato morti e feriti solo
dalla nostra parte.

A metà settembre, con una iniziativa anche di rilievo nazionale, faremo la
nostra parte per chiamare tutti in questa guerra. Ma sin da ora bisogna
accumulare forze e unità non per fare quello che è stato già fatto, a volte
anche con grandi numeri, ma che non ha portato a risultati reali, ma per
fare quello che NON E' STATO FATTO, e che è invece urgente e necessario, non
solo per difendere lavoro e salute, ma anche dignità, giustizia per i morti
e malati, interesse e futuro della città.

SLAI COBAS per il sindacato di classe

24.7.13

_______________________________________________
Redditolavoro mailing list
Redditolavoro@lists.ecn.org
http://lists.ecn.org/mailman/listinfo/redditolavoro

sentenza anti FIAT della Consulta... ma la sentenza vale e varrà solo per la FIOM ? o per tutti i sindacati di classe e di base che da sempre vengono discriminati con la complicità della FIOM ?

La Consulta sul caso Fiom:
"Fiat ha limitato la libertà dei sindacati"
Consentendo la rappresentanza sindacale ai soli firmatari del contratto
applicato in azienda, l'art.19 dello statuto dei lavoratori contrasta coi
"valori del pluralismo e libertà di azione della organizzazione sindacale".
Così la Consulta nella sentenza sul giudizio di illegittimità dell'art. 19
comma 1 dello Statuto. Violati tre articoli della Costituzione. La Fiat
pronta a rivedere la sua strategia in Italia
Lo leggo dopo
La Consulta sul caso Fiom: "Fiat ha limitato la libertà dei sindacati"
Sergio Marchionne e il ministro dello Sviluppo economico, Flavio Zanonato
allo stabilimento di Grugliasco (To)

ROMA - Un "vulnus" all'articolo 39 della Costituzione, "per il contrasto
che, sul piano negoziale, ne deriva ai valori del pluralismo e della libertà
di azione della organizzazione sindacale". Così la Corte Costituzionale
spiega perché, il 3 luglio scorso, decise di dichiarare l'illegittimità
dell'articolo 19, primo comma, dello Statuto dei lavoratori, questione
sollevata dai tribunali di Modena, Vercelli e Torino, nelle cause che vedono
contrapposte la Fiat e la Fiom.

Ma non solo. "Nel momento in cui viene meno alla sua funzione di selezione
dei soggetti in ragione della loro rappresentatività" e "si trasforma invece
in meccanismo di esclusione di un soggetto maggiormente rappresentativo a
livello aziendale o comunque significativamente rappresentativo, sì da non
potersene giustificare la stessa esclusione dalle trattative, il criterio
della sottoscrizione dell'accordo applicato in azienda viene inevitabilmente
in collisione con i precetti di cui agli articoli 2, 3 e 39 della
Costituzione". Lo scrive la Consulta nella sentenza in cui motiva il
giudizio di illegittimità costituzionale dell'art. 19, comma 1, dello
Statuto dei lavoratori. L'art. 2 della Costituzione garantisce "i diritti
inviolabili dell'uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali";
l'art. 3 tutela l'uguaglianza dei cittadini; l'art. 39 la libertà di
organizzazione sindacale.

"La sentenza della Corte Costituzionale, depositata oggi, stabilisce
l'illegittimità dell'articolo 19 dello Statuto dei Lavoratori nella parte in
cui prevede che il criterio per la rappresentatività sindacale consista
nella sottoscrizione di contratti collettivi di lavoro applicati in azienda.
Secondo la Corte, la rappresentatività deve essere riconosciuta anche a quei
sindacati che, pur non firmatari dei contratti, abbiamo comunque partecipato
attivamente alle trattative". E' la risposta della Fiat, secondo cui
"l'interpretazione della norma finora seguita è stata riconosciuta non solo
come corretta ma come l'unica possibile". L'azienda è pronta anche a
rivedere la propria strategia in Italia.

La Corte Costituzionale, il 3 luglio scorso, aveva dichiarato
l'illegittimità dell'articolo 19 dello Statuto dei lavoratori nella parte in
cui "non prevede che la rappresentanza sindacale aziendale possa essere
costituita anche nell'ambito di associazioni sindacali che, pur non
firmatarie dei contratti collettivi applicati nell'unità produttiva, abbiano
comunque partecipato alla negoziazione relativa agli stessi contratti quali
rappresentanti dei lavoratori dell'azienda". La violazione del principio di
uguaglianza rilevata dalla Consulta sta nel fatto che i sindacati,
"nell'esercizio della loro funzione di autotutela dell'interesse collettivo,
sarebbero privilegiati o discriminati sulla base non già del loro rapporto
con i lavoratori, che rimanda al dato oggettivo (e valoriale) della loro
rappresentatività - si legge nella sentenza - e, quindi, giustifica la
stessa partecipazione alla trattativa, bensì del rapporto con l'azienda, per
il rilievo condizionante attribuito al dato contingente di avere prestato il
proprio consenso alla conclusione di un contratto con la stessa".

La Corte, poi, parla di una "forma impropria di sanzione del dissenso", in
violazione dell'articolo 39 della Costituzione "che innegabilmente incide,
condizionandola, sulla libertà del sindacato in ordine alla scelta delle
forme di tutela ritenute più appropriate per i suoi rappresentati, mentre,
per l'altro verso, sconta il rischio di raggiungere un punto di equilibrio
attraverso un illegittimo accordo 'ad excludendum'".

L'intervento operato dalla Consulta con la sua decisione, si sottolinea
nella sentenza, non "individua, e non potrebbe farlo, un criterio selettivo
della rappresentatività sindacale ai fini della tutela privilegiata di cui
al titolo Terzo dello Statuto dei lavoratori in azienda nel caso di mancanza
di un contratto collettivo applicato nell'unità produttiva per carenza di
attività negoziale ovvero per impossibilità di pervenire ad un accordo
aziendale". A una tale evenienza, rilevano i 'giudici delle leggi', si può
dare risposta con "una molteplicità di soluzioni", tra cui la
"valorizzazione dell'indice di rappresentatività costituito dal numero degli
iscritti", l'"introduzione di un obbligo a trattare con le organizzazioni
sindacali che superino una determinata soglia di sbarramento",
"l'attribuzione al requisito previsto dall'articolo 19 dello Statuto dei
lavoratori del carattere di rinvio generale al sistema contrattuale e non al
singolo contratto collettivo applicato nell'unità produttiva vigente",
oppure il "riconoscimento del diritto di ciascun lavoratore ad eleggere
rappresentanze sindacali nei luoghi di lavoro". L'opzione "tra queste od
altre soluzioni", conclude la Corte, "compete al legislatore".

La Fiat, comunque, "si riserva di valutare se e in che misura il nuovo
criterio di rappresentatività, nell'interpretazione che ne daranno i giudici
di merito, potrà modificare l'attuale assetto delle proprie relazioni
sindacali e, in prospettiva, le sue strategie industriali in Italia.
Certamente è necessario che, come anche la Corte suggerisce, il legislatore
affronti rapidamente il generale problema della rappresentanza sindacale
garantendo la certezza del diritto e l'uniformità dell'interpretazione
normativa. L'Azienda sottolinea comunque che l'interpretazione della norma
finora seguita è stata riconosciuta non solo come corretta ma come l'unica
possibile. La Corte, ritenendo infatti che l'articolo 19 non consentiva
'l'applicazione di criteri estranei alla sua formulazione letteralè, ha
dimostrato l'infondatezza di tutte le accuse, a cominciare da quella
infamante di violazione della Costituzione, che sono state rivolte da più
parti alla Fiat, la quale", conclude la nota, "ha soltanto applicato la
legge".
(23 luglio 2013)

_______________________________________________
Redditolavoro mailing list
Redditolavoro@lists.ecn.org
http://lists.ecn.org/mailman/listinfo/redditolavoro

l'EXPO diventa occasione per un nuovo attacco ai lavoratori e ai diritti e


l'EXPO diventa occasione per un nuovo attacco ai lavoratori e ai diritti e
a sostegno della precarietà senza limiti, Letta esalta l'accordo .. la
ignobile CGIl della camusso firma come sempre
Expo, intesa su 800 contratti flessibili.
Letta: "Un laboratorio per l'economia"
L'ad sala ha firmato l'accordo con i sindacati per l'Esposizione universale
del 2015 a Milano: l'evento metterà in campo anche 18.500 volontari. Il
presidente del consiglio: "Un volano per l'economia del Paese"

   Expo 2015, Sala: "Accordo con i sindacati può essere modello nazionale"

In gioco ci sono oltre 800 posti dedicati soprattutto ai giovani e 18.500
volontari. Sono le occasioni di lavoro che la società Expo offrirà per i sei
mesi di manifestazione. E saranno loro che nel 2015 troveranno occupazione
all'interno del sito espositivo a Rho-Pero. Lo faranno in base a un accordo
che la spa guidata da Giuseppe Sala ha firmato con i sindacati (Cgil, Cisl,
Uil, ma anche Filcmas Cgil, Fisascat Cisl, Uil-Tucs) per cercare una
maggiore flessibilità, ma anche un modello che possa essere replicato per i
grandi eventi in ambito nazionale. Un accordo che viene celebrato, non a
caso, dal premier Enrico Letta: "Un'ottima intesa. L'Expo si conferma un
laboratorio per il Paese e un volano per la nostra economia". E dal ministro
Enrico Giovannini: "È un primo passo".

È un tema caldo, quella della flessibilità del lavoro in chiave Expo. Dopo
aver ritirato una prima ipotesi di decreto, il governo ha aperto un tavolo
con i sindacati. Che su questo tema avevano sollevato polemiche e
perplessità. A Milano, però, una strada è già stata trovata. Grazie a forme
innovative (sono state individuate anche nuove figure professionali, come
l'operatore di grandi eventi) e soluzioni concrete per assumere il maggior
numero di persone per una manifestazione a tempo come Expo. Degli 800 nuovi
lavoratori del 2015, 340 saranno apprendisti e dovranno avere meno di 29
anni. Altri 300 saranno contratti a tempo determinato e una parte degli
impieghi sarà riservata a disoccupati e persone
in mobilità.

Sul fronte degli stage, invece, saranno 195 le posizioni da coprire, con
rimborsi da 516 euro al mese. A questi si aggiungeranno circa 18.500
volontari, destinati principalmente all'accoglienza dei visitatori: potranno
alternarsi su turni di cinque ore al giorno, con un impiego massimo di due
settimane ciascuno, per un fabbisogno giornaliero di 475 persone. Con questi
"si chiude il fabbisogno per la società - ha spiegato Sala - ma non le
opportunità che offrirà l'Esposizione".
(23 luglio 2013)

_______________________________________________
Redditolavoro mailing list
Redditolavoro@lists.ecn.org
http://lists.ecn.org/mailman/listinfo/redditolavoro

Vibo Valentia, operai sul silos in sciopero della fame e sete


Continua la protesta dei lavoratori dell'Italcementi di Vibo Valentia, ormai
da 22 giorni sul silos per protestare contro i licenziamenti previsti per la
chiusura da fabbrica. Intenzionati a non scendere, gli operai intendono
resistere il più a lungo possibile, praticando forme di lotta diverse, come
quella dello sciopero della fame e della sete iniziato ieri.  A rischio ci
sono 80 maestranze dell'azienda, in cassa integrazione da oltre un anno, e
un indotto che dà complessivamente lavoro a altre 400 persone. Il motivo
della chiusura lo esprime ufficialmente l'azienda di cementi che afferma lo
stop della produzione data da una crisi nel mercato del cemento. Una
versione che però non convince i lavoratori. A ben vedere infatti, tutte le
altre fabbriche del gruppo sono state riconvertite, mentre la Italcementi
sta per investire 150milioni di euro per trasformare anche lo stabilimento
di Rezzato (Brescia).

Alla vicenda dei lavoratori, sembra essersene accuratamente interessato
anche Fassina che ha deciso di fare la sua apparizione da politicante nello
stabilimento di Vibo, non determinando nulla di fatto, come è classico di
chi punta sull'interesse dell'immagine piuttosto che sugli interessi dei
lavoratori.

La stessa fotografia ce la restituiscono i sindacati confederali- Cgil, Cisl
e Uil- che da qualche giorno hanno espresso la loro contrarietà a portare
avanti la protesta sui silos. Una resa senza esclusione di colpi, quello che
vorrebbero i sindacatini gialli, che nella giornata di oggi hanno emesso un
comunicato dissociandosi dalla protesta e esprimendo preoccupazioni per la
salute dei lavoratori sui silos. Niente di più ridicolo, mentre ancora una
volta le sigle sindacali -peraltro completamente assenti in fabbrica-
mostrano il loro vero volto, ancora una volta non girato verso i lavoratori
ma dalla parte opposta.

_______________________________________________
Redditolavoro mailing list
Redditolavoro@lists.ecn.org
http://lists.ecn.org/mailman/listinfo/redditolavoro

rete 28 aprile ancora opposizione nella Cgil?

la Cgil della camusso è ben interna al fascismo neocorporativo sindacale al
servizio del fascismo padronale
che ci sia chi contesti questa linea è un bene
ma si tratta di una strada patetica e perdente che da sempre indebolisce la
costruzione della alternativa sindacale  di classe
cio' vale anche per la sindacalista dei carc espulsa recentemente a napoli

slai cobas per il sindacato di classe
coordinamento nazionale
21 luglio 2013

Congresso Cgil. Uniamo tutte le opposizioni nel documento alternativo
"La Rete28aprile fa appello a tutte le compagne i compagni che non accettano
questo stato della CGIL, per costruire un documento e una battaglia
congressuale comune".

Dopo lo svolgimento del direttivo nazionale CGIL, lo scorso 11 luglio, che
ha dato il via al percorso congressuale eleggendo le commissioni,
l'esecutivo nazionale CGIL avvia la costruzione del documento alternativo,
come deciso dall'ultima assemblea della Rete. L'ultimo direttivo ha
confermato che i gruppi dirigenti della vecchia minoranza de "La CGIL che
vogliamo" e la maggioranza della FIOM parteciperanno al congresso con lo
stesso documento della segreteria confederale, pur rivendicando differenze
da esprimere con emendamenti. (...)
D'altra parte le ultime scelte e decisioni della CGIL, in particolare il
gravissimo accordo del 31 maggio che lega la rappresentanza sindacale alla
rinuncia al conflitto, avevano già visto un accordo di fondo tra i gruppi
dirigenti delle vecchie componenti di minoranza e la segreteria confederale.
Si è creata di fatto una nuova maggioranza che, seppure tra polemiche e
conflitti di potere, condivide le scelte di fondo.
Solo la Rete ed alcuni compagni della ex minoranza hanno mantenuto il
dissenso e la opposizione alla deriva di una CGIL, il cui gruppo dirigente
ha scelto di non lottare contro le politiche di austerità e di ricostruire a
tutti i costi l'unità con CISL e UIL assieme alla concertazione con la
Confindustria.
La manifesta caduta di autonomia della CGIL verso i governi sostenuti dal PD
ha costituito un ulteriore elemento di crisi sindacale, che il lavoratori
hanno duramente pagato.
Per queste ragioni la Rete28aprile fa appello a tutte le compagne i compagni
che non accettano questo stato della CGIL, per costruire un documento e una
battaglia congressuale comune.
La condizione terribile del mondo del lavoro, destinata solo ad aggravarsi
perché continuano le politiche di austerità, deve essere affrontata da un
sindacato confederale e da una Cgil completamente diversi, per linea
politica e gruppi dirigenti, da quello che sono oggi. Non è più accettabile
che nel momento peggiore da decine e decine di anni, le lavoratrici e i
lavoratori, i precari e i disoccupati, i pensionati, siano rappresentati
dalla peggiore direzione sindacale.
A tutto questo bisogna reagire e non rassegnarsi.
La Rete fa appello per una battaglia congressuale che serva a rilanciare il
conflitto e a rovesciare le politiche di austerità e tutte le complicità e
subalternità verso di esse, questa sarà la funzione del documento
alternativo alla nuova maggioranza.
Il percorso congressuale preparatorio impegna tutti i primi mesi
dell'autunno, quindi c'è tutto il tempo per far sì che esso nasca attraverso
al partecipazione diffusa degli iscritti e dei delegati.
La Rete 28 aprile da appuntamento indicativamente per la fine di ottobre per
una grande assemblea di tutte le opposizioni in CGIL che vari il documento
congressuale alternativo. Prima di quella scadenza in tutti territori e
nelle categorie dovrà essere concretamente organizzata l'opposizione già a
partire da settembre e per allora l'esecutivo produrrà una prima traccia di
temi e rivendicazioni.
La battaglia congressuale consegna alle compagne e ai compagni della Rete
una grande responsabilità, quella di dare voce all'enorme malessere e
dissenso che sicuramente c è in CGIL, ma che oggi rifluisce nella
rassegnazione e nella sfiducia anche perché le vecchie minoranze ora sono
schierate con la maggioranza. Questa battaglia è resa più difficile a causa
dei gravi fenomeni di autoritarismo e di intolleranza  verso il dissenso che
percorrono la CGIL e di cui l'ultimo episodio è quello di Napoli.
Ma nonostante tutte queste difficoltà la battaglia è necessaria prima di
tutto per gli interessi del mondo del lavoro, e la Rete deve assumerla con
rigore e orgoglio.
Sono necessari un grande e generoso impegno militante, una forte unità, una
grande solidarietà tra tutte le compagne e i compagni per affrontare questo
difficile, ma esaltante impegno.
Diamoci da fare tutte e tutti.

Esecutivo Rete 28 Aprile.
16   Luglio  2013

_______________________________________________
Redditolavoro mailing list
Redditolavoro@lists.ecn.org
http://lists.ecn.org/mailman/listinfo/redditolavoro

Bridgestone, proposta shock agli operai "Quindici euro di multa se vi ammalate" - gli operai devono sapere che se al padrone dai una mano , quello si prende tutto il braccio

pc 21 luglio - Bridgestone, proposta shock agli operai "Quindici euro di
multa se vi ammalate" - gli operai devono sapere che se al padrone dai una
mano , quello si prende tutto il braccio

Bridgestone, proposta shock agli operai "Quindici euro di multa se vi
ammalate"li
vertenza Bridgestone. Dopo i tagli alle retribuzioni di 400 euro al mese
annunciati nei giorni scorsi, i manager della multinazionale si sono
presentati al nuovo incontro con i sindacati annunciando di voler tagliare
gli stipendi dei lavoratori di altre 150 euro. In questa maniera lo
stipendio medio si ridurrebbe a circa 1000 euro al mese. Ma non è finita qui
perché l'azienda avrebbe studiato il modo di far pagare ai lavoratori ogni
"perdita" di orario lavorato: "Ti ammali per un giorno? Ti sottraggono 15
euro lordi dallo stipendio. La malattia dura 10 giorni? Allora pagherai 150
euro  -  conferma Filippo Lupelli della Uiltec Uil Bari  -  la tassa
all'azienda sarà pagata anche per partecipare a lutti in famiglia. l'azienda
vuole sottrarre ai lavoratori diritti conquistati con le lotte dalle
generazioni precedenti". La franchigia di 15 euro lordi vale anche per
permessi di studio e per partecipare alle elezioni. A quanto pare la
Bridgestone vuole far pagare dazio anche a chi partecipa alle assemblee dei
lavoratori. In quel caso saranno sottratti tanti euro per quante ore di
lavoro andranno "perse" in assemblea. "La penalizzazione di 15 euro vale
addirittura anche per chi va in maternità e per chi prende un congedo
matrimoniale ". Proposte irricevibili per tutti i sindacati che si sono
riservati di confrontarsi con i 900 lavoratori nell'assemblea di martedì.

vedremo
i sindacati e sindacalisti confederali sono ipocriti, gli operai ricattati
ma anche ridotti a poveri senza diritti e coscienza di classe

_______________________________________________
Redditolavoro mailing list
Redditolavoro@lists.ecn.org
http://lists.ecn.org/mailman/listinfo/redditolavoro

no al regime Fiat


La settimana scorsa è stato licenziato un nostro collega, ormai da vent’anni
in forze nello Stabilimento. Dopo un periodo di pressioni e numerose
contestazioni, mentre scontava tre giorni di sospensione della contestazione
immediatamente precedente, si è visto recapitare la lettera di licenziamento
nella quale è scritto che è stato seguito per giorni su incarico della FIAT
da un investigatore privato, entrato in ogni momento della vita del
lavoratore e della sua famiglia, che avrebbe fornito a Fiat informazioni
utilizzate ai fini del licenziamento.Questo procedimento, che contesta la
fruizione di “giornate per assistenza” a vario titolo (anche quelle non
retribuite), non è nuovo nel nostro Gruppo: in Sevel, proprio in questi
giorni, sono state vinte le prime cause per il reintegro di diversi
lavoratori ingiustamente licenziati, anche loro accusati di “uso improprio
dei permessi per assistenza 104 e 53/2000”. Perché, quindi, a Fiat
converrebbe pagare la salatissima parcella di un investigatore, se
difficilmente otterrà ragione in tribunale? Beh!... nessuno di noi, interni
allo stabilimento, ha bisogno di farsi raccontare “quanto costa la
flessibilità”… non abbiamo più giornate a disposizione perché assorbite
dalla CIG, e quando le abbiamo, difficilmente ci vengono accordate.
Stabilendo soglie massime di assenteismo bassissime (4,5% nel 2012 da
abbassare al 3% nel 2013) abbiamo perso il diritto alla retribuzione dei
primi due giorni di malattia. Gli ex 103 euro del 2012 non vengono erogati
più nelle giornate di assenza per malattie ed assistenze di vario genere….
senza voler in questo momento affrontare le questioni riguardanti gli
aumentati ritmi di lavoro che espongono a problemi la nostra salute e la
nostra sicurezza! “Il peso” di questi e altri temi che condizionano
drasticamente le condizioni di vita e di lavoro è percezione di tutti, e
diventa sempre più pressante… e così… attraverso un atto di “terrorismo
psicologico”, Fiat opera la cancellazione, non sulla carta ma nella
sostanza, di quel poco di welfare che in Italia stanno gradualmente
smantellando... Questi sono tagli al sociale, totalmente a nostro carico,
che erodono conquiste e tutele ottenuti attraverso anni di lotte che
andavano nella direzione della costruzione di un modello di paese evoluto.
La minaccia di un licenziamento costituisce il termine di ricatto che
disincentiva/impedisce l’accesso ad istituti quali, per esempio, la malattia
di un figlio. Se a tutto questo aggiungiamo il clima di generale “tensione”,
creato dall'azienda, che ormai si relaziona al minimo con le persone e si
accanisce verso il singolo…. comprendiamo che il problema è collettivo, e la
volontà è quella di colpirne uno per educarne 1000! Certo è… che intanto che
ragioniamo sul perché e per chi, c’è un padre di famiglia (e speriamo sia il
solo e non il primo come in Sevel!) che a Termoli ha perso il lavoro.
Crediamo pertanto necessario che ognuno di noi si assuma l’onere della
soluzione di questi problemi comuni, invitando ad un atto di responsabilità
tutti i delegati di fabbrica ed i lavoratori, affinchè si apra una
discussione congiunta in una assemblea che affronti il peggioramento
progressivo ed inarrestabile delle condizioni di vita e di lavoro di noi
tutti, nella totale assenza di prospettive per il futuro…i Delegati di
Fabbrica Fiom Termoli, 16 luglio 2013Prima di tutto vennero a prendere gli
zingari. E fui contento perché rubacchiavano. Poi vennero a prendere gli
ebrei. E stetti zitto, perché mi stavano antipatici. Poi vennero a prendere
gli omosessuali, e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi. Poi vennero a
prendere i comunisti, ed io non dissi niente, perché non ero comunista. Un
giorno vennero a prendere me, e non c'era rimasto nessuno a protestare.”Bertolt
Brecht












_______________________________________________
Redditolavoro mailing list
Redditolavoro@lists.ecn.org
http://lists.ecn.org/mailman/listinfo/redditolavoro

ENI

COMUNICATO STAMPA

Lo Slai cobas esprime il suo netto dissenso rispetto alla sospensione dello
sciopero e dei presidi all'ENI decisa questa mattina dai sindacati
confederali. Ieri Cgil, Cisl e Uil avevano annunciato in assemblea che la
lotta continuava fino a risultati, oggi senza che si sia ottenuto finora
alcun risultato di tutela reale di posti di lavoro e dei diritti, si fa
marcia indietro.
Ora più che mai è necessario che i lavoratori ragionino con la loro testa e
si liberino dalla cappa e dal controllo di direzioni sindacali che finora
non hanno saputo tutelare il posto di lavoro e che poco fa avevano chiuso
l'altra fase della lotta con un accordo sbagliato (assunzione graduale da un
bacino a discrezione delle ditte) che si è anche poi rivelato un bluff da
parte delle Ditte.
Sospendendo lo sciopero si ripete lo stesso copione delle scorse settimane
di incontri inconcludenti con aziende e in prefettura.

I lavoratori devono autorganizzare la loro forza se vogliono realmente
ottenere il rispetto della clausola sociale di salvaguardia e la
conservazione del posto di lavoro e dei diritti.
Prefetto, aziende, Eni e sindacati confederali vogliono tenere fuori lo Slai
cobas dalle trattative, con motivi pretestuosi e illegittimi, perchè sanno
che con la presenza dello Slai cobas i giochi sulla testa dei lavoratori
finiscono ed è più difficile per tutti negare diritti ai lavoratori.
Questo ha detto chiaro l'RSA slai cobas della Rendelin nell'assemblea di
questa mattina.

Lo Slai cobas, quindi, conferma lo stato di agitazione fino a martedì 23
luglio.
TA. 18.7.13

SLAI COBAS per il sindacato di classe –  TARANTO
RSA Rendelin Galasso Salvatore 3403249863

_______________________________________________
Redditolavoro mailing list
Redditolavoro@lists.ecn.org
http://lists.ecn.org/mailman/listinfo/redditolavoro