domenica 1 febbraio 2015

1 febbraio: TARANTO - la lotta per il lavoro è una sola!



giovedi 5 ore piazza castello ore 9

La lotta per il lavoro è una sola!

I precari e i disoccupati organizzati dello slai cobas per il sindacato di
classe hanno espresso venerdì scorso al comune
la loro solidarietà agli operai indotto Ilva che da giorni lottano per il
loro sacrosanto diritto al lavoro e a un salario che non percepiscono da
mesi.
Noi Disoccupati Organizzati Slai Cobas a Taranto lottiamo da anni con forza
e determinazione per avere un lavoro.
Siamo perchè in questa città siano i posti di lavoro ad aumentare e non il
numero dei disoccupati e i licenziati. Per questo è importante che operai e
disoccupati siamo uniti nella lotta.
Per uno sciopero generale che mobiliti l'intera città.

Uniti si vince!



Precari Disoccupati Organizzati Slai Cobas per il sindacato di classe
taranto

v. Rintone, 22 Taranto – 347-5301704 – slaicobasta@gmail.com


31 gennaio: Ilva Taranto la lotta nell'appalto deve continuare - ma dentro un'altra linea e un'altra strada



All'Ilva è in atto il decreto con gli ulteriori passaggi odierni: procedura fallimentare, amministrazione straordinaria, recupero soldi sequestrati, ricalendarizzazione dell'Aia fino al luglio 2016.
Siamo dentro un processo di ristrutturazione e tagli, anticipato dalla nuova cassa integrazione e/o contratti di solidarietà che sia, per circa circa 4000 lavoratori.
Siamo dentro una ambientalizzazione parziale fatta con i residui dei soldi che si trovano.

Per l'appalto i risultati sono già salari a rischio, licenziamenti e cassa integrazione e si apre comunque una stagione di eterna precarietà,
Lo Slai Cobas per il sindacato di classe propone nella lotta e per la lotta una altra strada.
Quella del 'decreto operaio' - vedi altri articoli su questo blog -
Martedì portinerie imprese ore 6 presidio

Slai Cobas SC
31.1.2015

30 gennaio: Taranto - Licenziamenti nell'appalto Alenia - incontro negativo - dalla prossima settimana avvio stato di agitazione



Riportiamo, di seguito, il verbale scaturito dall'incontro tra lo Slai cobas e i dirigenti del Gruppo F srl, ditta dell'appalto Alenia.
Questi licenziamenti sono frutto da un lato dei diktat dell'Alenia che pretende massima flessibilità da un lato e riduzione dei costi dall'altro; con appalti 'spot', in cui una parte dei lavoratori deve essere a disposizione per chiamate improvvise, in ogni orario, di sabato, domenica, ecc.; dall'altro i tagli di organico sono frutto della volontà del Gruppo F. di liberarsi di alcuni lavoratori.

VERBALE DI CONSULTAZIONE SINDACALE

In data 28 gennaio 2015 si sono riuniti presso la sede dello Slai Cobas di Taranto, la società Gruppo F s.r.l. ed il sindacato Slai Cobas, per la disamina congiunta della problematica occupazionale relativa all’esubero organici presso lo stabilimento Alenia Aermacchi sito in Grottaglie, di cui alla procedura di riduzione del personale ex L. 223/1991, avviata in data 16 gennaio 2015 e seguita da richiesta di incontro del 17 gennaio 2015, fissato con nota del 22 gennaio 2015.
La Gruppo F. dichiara di gestire per conto della predetta committente affidamenti aventi ad oggetto servizi di pulizia, che, in ragione di subite rimodulazioni, necessitano di una radicale riorganizzazione, con oculato ridimensionamento dell’organico in essere.
In tale ottica e nel condiviso obiettivo di contenere l’impatto occupazione, la Gruppo F si rende disponibile a ridurre l’originaria stima dei licenziamenti a presuntive 7/8 unità, a seconda della diversa tipologia di parametro orario delle maestranze che verranno individuate secondo i criteri di rito.
Detta ipotizzata riduzione dell’iniziale esubero dichiarato nella comunicazione di avvio procedura è da ritenersi parte integrante di un più articolato piano di riorganizzazione gestionale dell’appalto che preveda l’individuazione di un gruppo di 7/8 risorse, da assegnare ad attività di pulizie specializzate, con reinquadramento contrattuale del rapporto di lavoro, che dovrà essere contraddistinto da ampia flessibilità oraria nella prestazione lavorativa richiesta, in linea con le specifiche esigenze di servizio.
Nello spirito di garantire la piena efficienza dei servizi e la massima soddisfazione della clientela anche attraverso l’incentivazione produttiva delle maestranze, la Gruppo F apre inoltre, nell’ambito del nuovo programma gestionale, alla concertazione di un percorso premiante la produttività e l’affidabilità delle risorse.

Il sindacato Slai Cobas esprime la sua netta opposizione alla procedura di riduzione di personale, comunque quantificata, e ribadisce la sua richiesta al Gruppo F. di ritiro di tale procedura, atteso che il carico di lavoro esistente e il lavoro supplementare richiesto periodicamente (non solo per sostituzione di personale assente, ma per esigenze di servizio) non giustificano affatto i licenziamenti richiesti.
Lo Slai cobas ribadisce le sue precedenti richieste relative ad un piano da concordare di aumento di orario di lavoro e di trasformazione di contratti a tempo pieno, nonché relative al passaggio di livello per una parte degli operai.
Quanto sopra sono premesse indispensabili per discutere di “flessibilità oraria”, di “percorso premiante”, che devono guardare alla tutela dei diritti contrattuali dei lavoratori e non solo alle esigenze della committente.
Lo Slai cobas pertanto invita nuovamente il Gruppo F. srl a ritirare la procedura di licenziamenti e ad avviare un nuovo confronto entro febbraio 2015.
Il presente verbale viene letto, confermato e sottoscritto dalle parti

TA. 28.1.2015

GRUPPO F. s.r.l.

SLAI COBAS per il sindacato di classe

30 gennaio: Ancora morti sul lavoro a Paderno Dugnano



Paderno Dugnano 29 gennaio 2015 COMUNICATO STAMPA:
Ancora un morto sul lavoro a Paderno Dugnano!
Mercoledì 28 gennaio si verificato un incidente mortale alla Ecobat di Paderno Dugnano. Un lavoratore di 50 anni, G. P., è rimasto schiacciato la mattina mentre lavorava ad una pressa. Inutile ogni soccorso da parte dei compagni di lavoro, della Croce Rossa e dei Vigili del Fuoco, l'operaio è giunto senza vita all'ospedale di Niguarda. Sull'accaduto indaghi subito la magistratura, tenendo conto che l'impianto su cui operava il lavoratore è ritenuto "vecchio". Le indagini dovranno chiarire la dinamica dell'incidente ed le responsabilità, dato che l’operaio era un lavoratore esperto, con 25 anni di anzianità aziendale. La Ecobat è una multinazionale americana (la parte restante della ex fonderia Tonolli), con due stabilimenti in Italia, a Paderno Dugnano: 67 dipendenti e Marcianise (nel casertano): 50 addetti, che opera nel settore dell'estrazione e smaltimento del piombo dalle batterie.
Non si può accettare che nel 2015 si muoia ancora di lavoro!
In tema di sicurezza non bisogna mai abbassare la guardia, ma anzi aumentare il livello degli interventi preventivi. Ancora di più nel caso di lavorazioni come quelle alla Ecobat, considerate ad alto rischio per l'impatto ambientale e per la tutela dei lavoratori. L’Italia si definisce una "Repubblica fondata sul lavoro", ma si potrebbe dire: una "Repubblica fondata sulle morti sul lavoro".
Come si fa a definire civile, un Paese dove ogni anno ci sono centinaia e centinaia di morti sul lavoro?
Qualcuno dirà che c'è stato, negli ultimi anni, un leggero calo degli infortuni, ma andrebbe ricordato, che è in corso la più grossa crisi finanziaria ed economica dal secondo dopoguerra ad oggi, e che quel calo dipende più dal calo dell’occupazione (cassa integrazione, mobilità, chiusure di aziende), che da una maggiore sicurezza nei luoghi di lavoro. Queste considerazioni non tengono inoltre conto degli infortuni denunciati come malattia, che si stima siano circa 200 mila ogni anno, e di tutti i lavoratori che muoiono in "nero" abbandonati lontano dai cantieri o dalle fabbriche.
Chiediamo, ancora una volta, come sempre: GIUSTIZIA, RISPETTO DELLE NORME SULLA SICUREZZA, DIRITTI SUL LAVORO e RISPETTO DELLE PERSONE.
AIEA (Associazione Italiana Esposti Amianto)
MEDICINA DEMOCRATICA Nord Milano
Comitato a sostegno dei familiari delle vittime e dei lavoratori EURECO

29 gennaio: Continua la - FORMAZIONE OPERAIA: TORNIAMO SUL PROCESSO DI SCAMBIO - A PREMESSA UNA RISPOSTA AD UNA LAVORATRICE



Una lavoratrice scrive: 
"Nonostante gli sforzi vostri e capacità di spiegare concetti complessi, il Capitale di Marx non è facile. Ho provato e riprovato, tante sono le cose che non ho capito, ma come dice Marx non bisogna arrendersi. Il Capitale è un'arma che deve impugnare il proletariato perchè i capitalisti non hanno più motivo di esistere; il capitalista è colui che vuole sfruttare al massimo la "merce" forza-lavoro per trarre i suoi profitti (ricchezza). 
Chiedo dei chiarimenti. La merce è un oggetto esterno che a secondo le sue qualità soddisfa bisogni umani sia essi primari che secondari. Il valore della merce è data dall'uso che se ne fa? Lo scambio della merce è in base al suo valore e non alla quantità?" 

RISPOSTA.

La merce ha un duplice valore: il valore d'uso, cioè la sua utilità per chi la utilizza - e questa è data dal corpo della merce e dalla sua quantità; il valore di scambio, cioè la proporzione nella quale i valori d'uso di un tipo  sono scambiati con valori d'uso di tutt'altro tipo.

Le merci hanno valori d'uso differenti, perchè soddisfano bisogni differenti (la merce abito soddisfa il bisogno di coprirsi, la merce automobile soddisfa il bisogno di muoversi, ecc.). MA intanto si possono scambiare merci così differenti perchè hanno "al loro interno" un valore di scambio comune a tutte le merci, quella di essere prodotti del lavoro umano. Come misurare la grandezza di questo lavoro? Mediante la quantità del lavoro nella merce contenuta, che a sua volta si misura con il tempo di lavoro necessario in media per produrla.

Quindi, intanto si possono scambiare una determinata quantità di abiti con una determinata quantità di automobili perchè si possono confrontare le quantità di tempo di lavoro socialmente necessario per produrle.
Per il compratore la merce vale in quanto valore d'uso. Per il produttore la merce vale NON in quanto valore d'uso, ma in quanto condensato di valore, di prodotto del lavoro umano.   

Come valori d'uso le merci sono soprattutto di qualità differente, come valori di scambio possono essere soltanto di quantità differente. 
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TORNIAMO ANCORA SUL PROCESSO DI SCAMBIO


Il capitolo 2 de "il Capitale" è importante perché spiega cosa succede nel processo di scambio, come nasce e cos’è il denaro e come anche nella crisi odierna del capitale gli economisti, politici, capi di stato piccolo borghesi e finti rivoluzionari si aggirano intorno a false soluzioni.
Marx comincia questo capitolo con una affermazione semplice: “Le merci non possono andarsene da sole al mercato e non possono scambiarsi da sole.” E cioè, ancora una volta, viene ribadito che sono gli uomini che producono e scambiano queste merci che non sono
autonome!