lunedì 2 febbraio 2015

2 febbraio: Frosinone - TRECENTO GIORNI IN UNO, dal presidio dei lavoratori della Multiservizi



31 gennaio 2015 Dalla tenda di piazza Vi dicembre a Frosinone, nel 300 giorno di presidio difronte al municipio.

Il 21 dicembre 2012 è stato l’ultimo giorno della quinta era cosmica del calendario maya, ossia 25625 anni e molti studiosi si sono cimentati in sconvolgenti predizioni per la fine del nostro mondo, un mondo dove, ancora oggi ci sono milioni di persone che vanno a letto senza aver mangiato, dove 3 miliardi vivono con meno di 2 dollari al giorno, dove circa 7 milioni di bambini muoiono ogni anno, dove istruzione e servizi di base non sono ancora diritti per tutti.
Sono nati santoni e falsi profeti e qualcuno ha profetizzato che il mondo sarebbe stato coinvolto in una grande rivoluzione, nel senso di un forte cambiamento a livello mondiale, dove per affrontare questo periodo di grande trasformazione occorre diventare forti spiritualmente, abbandonando la disonestà e l’inganno e coltivando i principi di verità, semplicità e amore, per arrivare ad eliminare tutte le differenze fra caste e religioni che sono alla base delle imperfezioni del genere umano.
Ci sono poi persone che lottano per riportare la politica al suo principio fondamentale di difesa e benessere della comunità, avente come fulcro l’interesse comune e non la corruzione e l’interesse privato che negli ultimi anni si è sviluppato con fenomeni sempre più eclatanti rendendo l’intero sistema economico instabile e prossimo ad implodere.
Persone che non rinunciano a chiedere alla politica di tornare a occuparsi di sviluppo, di diritti, di giustizia sociale, e lottano per arrivare a risultati concreti verso la partecipazione e la redistribuzione. Qualche testimonianza verificatasi in Brasile informa che dopo settimane di proteste in strada, manifestazioni e scioperi generali si è ottenuto che il 10% del PIL fosse destinato a finanziare il sistema educativo nazionale per almeno i prossimi 8 anni.
In questo contesto i lavoratori della ex Multiservizi si stanno già adoperando da 300 giorni, tramite un presidio permanente, con una tenda, sorta nella piazza antistante il municipio del comune di Frosinone, aspettando una risposta politica per la nascita della nuova società, che vada a riassorbirli tutti, e ricollocarli nei servizi già precedentemente svolti da diversi anni.
Inutile dire che in 300 giorni di presidio continuo, sono stati affrontati e smontati tutti gli ostacoli, giuridici e burocratici, nonostante le difficoltà e i disagi, con la convinzione che ci sono tutti i parametri favorevoli per ripartire e dare un pò di serenità alle numerose famiglie coinvolte, come è inutile dire che ogni qualvolta si va ad un confronto chiarificatore, l’amministrazione comunale cerca di tergiversare e deviare responsabilità ad altri per le proprie scelte ed apparire consenziente e propositiva, ma in realtà non demorde nel suo progetto di affidamento dei servizi, incurante a qualsiasi altra soluzione proposta.
Non saranno 300 giorni a cambiare le regole sociali, come predetto da guru e santoni in occasione del 21/12/2012, ma questa tenda esiste e senza azioni eclatanti continua il suo percorso di opposizione ad un sistema non più consono al periodo che viviamo, in attesa della decisione finale, che positiva o negativa lascerà comunque un segnale inedito e forte, e se ne parlerà molto più di quanto finora divulgato ricordando chi ne è stato attore, nel bene o nel male.

Dalla tenda Pietro Sisti, 

2 febbraio: Bologna, i Vigili del Fuoco contro la militarizzazione e il loro utilizzo per "ordine pubblico"



Bologna. I pompieri si ribellano ad essere usati per gli sfratti
USB VV.F. Consiglio Nazionale
Bologna – venerdì, 30 gennaio 2015
Ancora una volta i Pompieri in prima fila a buttare giù porte e muri per permettere alla polizia di sgomberare una stabile, più che vigili del fuoco, siamo degli ARIETI!! è avvenuto alcuni giorni fa a Bologna, uno spiegamento di polizia in tenuta anti sommossa, aveva circondato uno stabile occupato da alcuni ragazzi, per riuscire ad entrare c’è voluto “l’indispensabile” aiuto dei Vigili del Fuoco, che armati di mazza, hanno buttato giù una parete, per fortuna gli occupanti non hanno fatto alcuna resistenza, in caso contrario, i primi bersagli saremmo stati noi! Per quanto ancora dovremmo subire questo ruolo di manovali e scudi della polizia, fino a quando qualcuno di noi non ci lascerà la pelle? Fino a quando qualche squilibrato reagirà in modo inconsulto? Oppure se nel crollo del muro e nell’abbattimento di una porta si ferisse un occupante, chi ne risponde? Iniziamo a porcele queste domande, dopo sarà troppo tardi, nessuno ci tutela. Non certo i nostri dirigenti che evidentemente vanno, quando ci vanno, ai tavoli sulla sicurezza e l’ordine pubblico senza di fatto definire bene i nostri compiti e la nostra attività, lasciandoci alla mercé di qualche funzionario di polizia, non certo dei nostri, che spesso si fanno di nebbia. Infatti anche in questo caso, il funzionario di guardia era presente nella prima fase delle operazioni di sgombero, ma assente nelle fasi più cruciali, quando si è proceduto all’abbattimento del muro, quindi nel momento di massimo pericolo e di massima responsabilità. Queste operazione di polizia sono fuori dalle competenze  del Corpo Nazionale, non sussistono i presupposti del soccorso tecnico urgente e non rientrano nei compiti di prevenzione o vigilanza. Ci si riferisce a non ben specificate competenze nell’ordine pubblico, la solita nebulosa legislativa, che pone i vigili del fuoco nell’ambito di una generica assistenza tecnica. Buttare giù porte o muri o tagliare inferriate, non è assistenza tecnica, è prendere parte attiva ad operazioni di ordine pubblico.  Si continuano a sottovalutare le nostre funzioni ed ad esaltarne altre, che nulla hanno a che fare con il soccorso, si sconfina su ambiti non nostri, esponendoci a rischi fisici e legali. Brandire una mazza per abbattere un muro non richiede particolare formazione, lo può fare chiunque, ci chiediamo quale è la difficoltà di un poliziotto, se riesce bene a brandire un manganello, siamo certi che non troverà particolare difficoltà con una mazza, il movimento è simile. I poliziotti sono 130mila, noi 30mila, vogliamo porci il problema! Mentre noi abbattevamo muri per permettere lo sgombero di uno stabile, dove ripetiamo, non sussisteva alcun pericolo, la città di Bologna, il centro storico, non aveva la copertura del distaccamento cittadino, se c’era un incendio in centro città, i cittadini bolognesi dovevano attendere l’arrivo di una partenza da un altro distaccamento, con conseguenze anche gravi. Basta rompere vetrate, sfondare muri, la polizia si doti di strumenti idonei (mazza e cesoie) noi siamo professionisti del soccorso, se qualcuno crede che fare questi servizi ci porti maggiore professionalità o visibilità, è fuori strada, questi interventi ci espongono solo a probabili ritorsioni, ci mettono in pericolo nelle attività di tutti i giorni, ci pongono al centro di un conflitto sociale che vedrà i Vigili del Fuoco obbiettivo facile per gruppi di violenti.
Che bello! era  fare il Pompiere,spegnere incendi e salvare gente
Mi han tolto la manichetta e mi han dato la “beretta”  
ora sono con il celerino, che mi vuol sempre vicino.

2 febbraio: I lavoratori della Scala/Milano contro l'attacco al 1° Maggio, contro governo-comune-regione- Camusso



Turandot del Primo maggio alla Scala, consegnate adesioni lavoro: il responso lunedì
I vertici del teatro sono a Parigi e quindi bisognerà aspettare ancora qualche giorno per la decisione finale: lo spettacolo andrà in scena il 29, il 30 aprile o l'1 maggio? Di certo non il 2 perché in cartellone c'è il concerto dei Berliner Philharmoniker
Milano, 31 gennaio 2015 - E' prevista per lunedì prossimo la decisione se il primo maggio, giorno di inaugurazione dell'Expo, la Scala resterà aperta e metterà in scena la Turandot diretta da Riccardo Chailly. Entro oggi i dipendenti sono chiamati a riconsegnare alla direzione la disponibilità firmata a lavorare nel giorno della festa del lavoro. Ma i vertici del teatro si trovano a Parigi, dove è in tournée il corpo di ballo con Giselle e quindi per il responso si dovrà aspettare l'inizio della prossima settimana. Gli exit poll sono contrastanti: c'è chi scommette che siano arrivate più risposte positive del previsto, e che la serie di appelli a lavorare, fatti anche dal sindaco Giuliano Pisapia e dalla segretaria Cgil Susanna Camusso, siano serviti. C'è chi, invece, crede che ci siano poche adesioni. "Radio Scala per ora non batte nessun tamburo" qualcuno sintetizza. La questione va avanti ormai da mesi. Cisl, Fials e Uil hanno dato la disponibilità a lavorare, non la Cgil scaligera perché considera la festa del lavoro (come ha sancito la Cassazione) un diritto indisponibile dei singoli lavoratori. E quindi i 13 delegati non lavoreranno e parteciperanno alla manifestazione del 1 maggio, mentre ogni altro iscritto decide per sé. Il sindacato di Susanna Camusso ha molti aderenti soprattutto fra i tecnici e i macchinisti ed è questo il settore chiave per capire se si alzerà il sipario. Non si tratta di una battaglia per avere più soldi, oltre a quelli già offerti dal teatro (incrementi che vanno dal 100 al 140%), ma per difendere un diritto. "Non stiamo giocando al rialzo - ha spiegato Giuseppe Formentini della Cgil - Non abbiamo chiesto una lira, semmai siamo preoccupati per il teatro, per il suo assetto futuro e per l'occupazione". O Turandot andrà in scena il primo maggio, oppure la prima sarà anticipata (forse il 29 o il 30 aprile). Di certo il debutto non potrà essere il 2 maggio, dato che in cartellone per quella data c'è il concerto dei Berliner Philharmoniker diretti di Simon Rattle.

2 febbraio: Da altra lista un dato costante dello sfruttamento capitalista - 32 morti sul lavoro nel primo mese di questo nuovo anno!



Dall'osservatorio di Bologna
Valle d'Aosta ( ) Aosta ,Piemonte ( 3 ) Torino, Alessandria 1, Asti , Biella 0, Cune 2, Novara, Verbano-Cusio-Ossola , Vercelli. Liguria1 ( ) Genova 1 , Imperia , La Spezia , Savona 2.Lombadia (8) Milano 3, Bergamo , Brescia 1, Como , Cremona 1, Lecco 0, Lodi , Mantova , Monza , Brianza , Pavia , Sondrio , Varese 2.Trentino-Alto Adige ( 1 )Trento 1, Bolzano ,Veneto ( 3 )Venezia, Belluno 1 , Padova‎ , Rovigo , Treviso 2 , Verona , Vicenza . Friuli-Venezia Giulia ( ) Trieste , Gorizia 0, Pordenone , Udine . Emilia-Romagna ( 2 ) Bologna . Forlì-Cesena 1 , Ferrara , Modena , Parma , Piacenza , Ravenna , Reggio Emilia 1, Rimini .Toscana ( 2 ) Firenze , Arezzo , Grosseto , Livorno 1, Lucca , Massa Carrara , Pisa‎ , Pistoia , Siena 1. Marche ( 2 ) Ancona , Macerata, Fermo 1 , Macerata , Pesaro-Urbino 1 . Lazio ( )Roma 1 Frosinone , Latina , Rieti , Viterbo .Abruzzo ( 1 )L'Aquila , Chieti 1, Pescara , Teramo .Molise ( )Campobasso , Isernia ,Campania ( 1 ) Napoli , Avellino , Benevento , Caserta , Salerno 1, Puglia ( )Bari , BAT , Brindisi, Foggia , Lecce , Taranto .Basilicata (7 morti)Potenza , Matera . Calabria (morti) Catanzaro , Cosenza, Crotone , Reggio Calabria , Vibo Valentia .Sicilia( 2 ) Palermo, Agrigento , Caltanissetta , Catania , Enna , Messina 1, Ragusa 1 , Siracusa , Trapani‎ .Sardegna ( ) Cagliari , Carbonia-Iglesias , Medio Campidano , Nuoro , Ogliastra , Olbia-Tempio 0 Oristano , Sassari‎ 0.

domenica 1 febbraio 2015

1 febbraio: Comunicato informativo del Coordinamento nazionale Slai Cobas sc



comunicato

1
E’ uscito il bollettino contenenente gli interventi del coordinamento nazionale dello Slai Cobas per il sindacato di classe  tenutosi a Taranto il 10-11 gennaio - chi lo vuole anche in email può chiederlo alle sedi Slai Cobas per il sindacato di classe o all'indirizzo nazionale slaicobasta@gmail.com
2
dal 15 febbraio comincia sui posti di lavoro e sul territorio una campagna nazionale per un nuovo sciopero generale in primavera volto a realizzare gli obiettivi delle lotte operaie, proletarie, precari,disoccupati, masse popolari e a contribuire alla caduta del governo Renzi info e materiali sulla campagna si possono richiedere alle sedi e all'indirizzo nazionale dello Slai Cobas slaicobasta@gmail.com
3
Paolo Dorigo a Marghera/Venezia si è fatto un sindacatino personale storpiando nome e cose, allo scopo di contribuire alla confusione e per continuare a vivere dei soldi delle vertenze sindacali di lavoratori; la Fao che egli aveva contribuito a creare è divenuto una specie di feudo personale per usare lotte a fini di traffici, di conseguenza  PD non fa più parte a nessun titolo dello Slai Cobas per il sindacato di classe.
E' quindi una appropiazione indebita qualsiasi uso in deleghe, tessere e anche in internet, in siti o blog, della sigla slai cobas per il sindacato di classe, così come della sigla FAO- federata slai cobas per il sindacato di classe.  Non intendiamo promuovere alcuna vertenza legale verso questo compagno divenuto nel tempo un sindacalista che campa di sindacato e lo usa a fini di potere personale - cosa estranea a Statuto e prassi nello Slai Cobas per il sindacato di classe.
Nello stesso tempo invitiamo i lavoratori iscritti Slai Cobas per il sindacato di classe a Marghera/Venezia e e lavoratori iscritti FAO- federata Slai Cobas per il sindacato di classe anche in altre città italiane, a prendere contatto con il coordinamento nazionale slaicobasta@gmail.com o con le sedi locali dello slai cobas per il sindacato di classe, per proseguire e rinnovare lotta e organizzazione liberi da personaggi che fanno le lotte e poi si appropriamo con stile feudale e proprietario del sindacato. Persone di questo tipo - PD e/o altri - non ci può essere alcun spazio nello slai cobas per il sindacato di classe e  nel sindacalismo di classe e di massa in generale.

Slai Cobas per il sindacato di classe
coordinamento nazionale
1 febbraio 2015