sabato 22 maggio 2021

22 maggio - SOLIDARIETÀ CONTRO LA REPRESSIONE

 

Lo Slai Cobas per il sindacato di classe esprime la massima denuncia per quanto avvenuto a Roma e la massima solidarietà con i lavoratori della Fedex e i disoccupati del 7 novembre

E' divenuto ben chiaro che Governo Draghi e ministro Georgetti sono solidamente al fianco dei padroni della Fedex per piegare la lotta tenace e combattiva dei lavoratori.

La via scelta è quella della repressione che colpisca questa lotta come paradigma di tutte le lotte dei lavoratori che non siano conciliabili con il sindacalismo confederale complice.

Avviene anche in altri posti di lavoro vedi a Taranto nei confronti dei licenziamenti repressivi dell'Arcelor Mittal oggi Acciaierie d'Italia.

Stiamo informando correttamente i lavoratori degli avvenimenti di Roma e stiamo verificando con loro come organizzare la partecipazione a una risposta comune generale.

Pensiamo a una assemblea nazionale in presenza  che proporremmo per il 19 giugno a Milano e una  eventuale manifestazione nazionale entro lo stesso mese.

Slai Cobas per il sindacato di classe

Coordinamento Nazionale

22 maggio 2021



SULLA REALE DINAMICA DEGLI SCONTRI A ROMA

E SUI VERI MOTIVI ALLA BASE DELLA PROTESTA

La manifestazione indetta oggi (venerdì) a Roma dal SI Cobas presso Montecitorio è si è caratterizzata fin dal principio da un sentimento diffuso di rabbia nei confronti del governo Draghi, in particolare del ministro dello sviluppo economico Giancarlo Giorgetti. Il motivo di questa rabbia è da ricercarsi nel silenzio omertoso del MISE sulla vertenza FedEx, sulla chiusura dell’hub di Piacenza, sulle centinaia di posti di lavoro messi a repentaglio dalla multinazionale americana con il suo progetto di internalizzazione-truffa, e sullo squallido gioco di sponda tra padroni e triplice confederale, che ha lo scopo di cancellare gli accordi di secondo livello strappati negli scorsi anni dal SI Cobas e di eliminare la presenza del sindacalismo combattivo in tutta la filiera.

DAL MISE 2 MESI DI SILENZI

Fin dal momento della chiusura unilaterale del sito di Piacenza a fine marzo, con 280 lavoratori e relative famiglie finite per strada, il SI Cobas ha accompagnato alle azioni di sciopero e di lotta sui luoghi di lavoro la richiesta di un intervento immediato dei Ministeri del lavoro e dello sviluppo economico al fine di aprire un tavolo istituzionale tra le parti. Da 2 mesi chiediamo che il Mise ci convochi, senza esito alcuno. È per questo motivo che già lo scorso 4 maggio il SI Cobas i disoccupati “7 novembre” e i lavoratori della manutenzione stradale occuparono il Nazareno, riuscendo ad aprire una prima interlocuzione col Ministro Orlando, il quale in tale occasione, pur dando sfoggio dell’ consueta attitudine dei politici al gioco dello scaricabarile, si impegnò a sollecitare un interessamento del dicastero di Giancarlo Giorgetti sulla vertenza FedEx. Nel corso di queste due settimane, così come avvenuto per due mesi, non vi è stata alcuna risposta ufficiale da parte del Mise alle nostre richieste d’incontro. Al contrario, siamo venuti a conoscenza del fatto che il ministro Giorgetti nelle scorse ore avrebbe incontrato in gran segreto i vertici di FedEx, che quest’ultima avrebbe confermato anche al MISE la sua volontà di procedere al piano di licenziamenti di massa, mascherato abilmente dietro il fumo negli occhi dell’internalizzazione-truffa, e che il Ministero avrebbe garantito ai padroni americani di non volere “interferire” in alcun modo nella vicenda. Un tale accordo segreto sulla pelle di migliaia di lavoratori sarebbe tanto più grave se si tiene conto che negli scorsi giorni più di 170 addetti del sito FedEx di Bologna, tutti aderenti al SI Cobas, hanno manifestato la loro indisponibilità ad accettare accordi-capestro sottoscritti dai padroni con sindacati di comodo (Cgil-Cisl-Uil) che non hanno iscritti e quindi sono privi della benché minima titolarità a trattare a nome dei lavoratori, e che nonostante ciò vogliono imporre la firma di accordi tombali con le ditte appaltatrici uscenti in cambio dell’assunzione alle dipendenze di Fedex, con un chiaro metodo estorsivo. Proprio nelle stesse ore in cui eravamo in piazza, due nuovi colpi di mano venivano messi a segno dai padroni con la complicità, rispettivamente, dei sindacati confederali e del governo: da un lato la stipula del nuovo CCNL Trasporto Merci e Logistica, nel quale si barattano forti peggioramenti nelle condizioni normative dei lavoratori con una manciata di aumenti salariali da fame; dall’altro il colpo di spugna del governo sui subappalti inserito del Decreto Semplificazioni, che di fatto legalizza le forme più brutali di sfruttamento, di caporalato e di abusi nel settore degli appalti pubblici. La natura di classe e filopadronale delle istituzioni “democratiche” non è mai apparsa tanto chiara come nel caso del governissimo di Mario Draghi.

I FATTI DI PIAZZA COLONNA

A fronte di questa manifesta complicità del MISE con FedEx e con i loro immancabili soci in affari di Filt-Cgil, Fit-Cisl e UIL trasporti, nella mattinata di venerdì i lavoratori sono giunti nella capitale con delegazioni dei magazzini di Piacenza, Milano, Torino, Bologna, Roma, Caserta e Napoli, muovendosi in corteo da piazza Barberini a Montecitorio e decisi a vendere cara la pelle. Dopo oltre un’ora e mezza di inutile attesa in piazza Montecitorio, abbiamo deciso di spostare la protesta fuori a Palazzo Chigi, e a fronte della superblindatura di forze dell’ordine attorno al fortino di Mario Draghi, al solo fine di evitare un confronto diretto con le forze dell’ordine, abbiamo cercato di rimetterci in corteo in direzione del MISE. In quel preciso momento la Questura di Roma, con un’azione repentina, ha avuto la brillante idea di sbarrare la strada al corteo finendo per alimentare ulteriormente una tensione già chiara e palpabile tra i lavoratori FedEx e tra le realtà di lotta scese in piazza al loro fianco: su tutte i disoccupati “7 novembre”, giunti a Roma per sollecitare la convocazione di un tavolo interistituzionale per la loro vertenza, e i lavoratori del Porto di Napoli che da anni sono bersagliati da licenziamenti e atti di arbitrio di ogni tipo da parte del fronte padronale dei Terminalisti. Di fronte agli spintoni e all’aggressività delle forze dell’ordine, i lavoratori, i disoccupati e i solidali hanno scelto, legittimamente, di non arretrare e non abbassare la testa, e ciò ha portato agli scontri, sfociati nel ferimento e nel fermo di almeno 7 manifestanti tra lavoratori e solidali, gran parte dei quali colpiti da manganellate alla testa. Il governo Draghi e il ministro Giorgetti sono dunque gli unici responsabili delle tensioni avvenute nei pressi di palazzo Chigi. Se lorsignori credono di intimidirci e di tapparci la bocca a colpi di manganello, sappiano che hanno fatto male i conti, perché evidentemente non conoscono la storia del movimento dei lavoratori della logistica: un movimento che da 10 anni lotta a testa alta fuori ai cancelli dei magazzini dovendo fare i conti non solo con i padroni, ma anche con quel sistema delle cooperative e del caporalato che nella gran parte dei casi vede il protagonismo diretto di mafia, camorra e ‘ndrangheta, sapientemente occultati nelle filiere dello sfruttamento operaio grazie alle connivenze e alle complicità delle istituzioni nazionali e locali. In questi anni non siamo mai arretrati di fronte all’arroganza padronale, anche quando questa ha usato la criminalità organizzata contro i lavoratori: non lo faremo neanche di fronte alla complicità dello Stato e di quelle istituzioni che finora non hanno mosso mai un dito contro il sistema di illegalità e di malaffare che ha governato il settore trasporto merci e logistica, e che è stato fermato solo grazie alle lotte portate avanti dal SI Cobas. Invitiamo la stampa a rettificare la cronaca degli incidenti, in quanto nessun carabiniere è stato aggredito e ferito dai manifestanti, i quali si sono limitati all’esercizio legittimo dell’autodifesa della manifestazione dall’aggressione delle forze dell’ordine al servizio di Draghi, di Giorgetti e della FedEx, e che al contrario hanno rimediato ben 7 manifestanti feriti sotto i colpi dei manganelli della Questura di Roma.Precisiamo inoltre che la manifestazione aveva come scopo principale un incontro con il MISE nella persona del ministro Giorgetti sul tema della vertenza Fedex, e non col Ministro Orlando come erroneamente riportato da alcune testate.

Comunichiamo infine che a seguito del perdurante silenzio del MISE, il SI Cobas proseguirà ad oltranza lo stato di agitazione nazionale su tutta la filiera FedEx e preparerà a breve una manifestazione nazionale contro il governo Draghi e la sua sfacciata complicità coi piani padronali fondati su licenziamenti di massa e supersfruttamento.

A riprova di quanto affermiamo, riproduciamo copia delle PEC inviate al MISE a partire dal mese di marzo, tutte senza risposta:

https://www.facebook.com/sicobas.lavoratoriautorganizzati.9/photos/pcb.1538185113046847/1538185003046858/

GIÙ LE MANI DAI LAVORATORI

SOLO LA LOTTA PAGA

UNITI SI VINCE

SI Cobas


22 maggio - dal blog tarantocontro: EX ILVA - SLAI COBA SC: LOTTA CONTRO I LICENZIAMENTI E PIATTAFORMA OPERAIA - ACCIAIERIE D'ITALIA (PADRONI + STATO) VIETA LA PARTECIPAZIONE ALLO SCIOPERO! MA I DELEGATI IERI DOV'ERANO?

 

Ieri era stato indetto uno sciopero nei reparti CCO da Fim, Fiom, Uilm e per tutta la fabbrica da Usb, in particolare contro i licenziamenti, ma anche contro la situazione di stallo generale.

 

Proseguendo sulla linea Mittal, sul fronte della repressione dello sciopero, a dimostrazione che l'entrata dello Stato anche su questo aspetto non cambia la politica di attacco agli operai e sindacale seguita finora.


 Le RSU Fiom, Fim, Uilm denunciano:“l’azienda unilateralmente ha predisposto le comandate allargate su 3 turni derogando all’accordo integrativo del 1989 sulle procedure di raffreddamento, non permettendo ai lavoratori di partecipare allo sciopero. Inoltre, tale situazione inevitabilmente potrà ripetersi in futuro in occasione di altre iniziative di mobilitazione da parte dei sindacati... “Non siamo più disposti ad accettare tale atteggiamento da parte di Arcelor Mittal, adesso Acciaierie d’Italia, in quanto crediamo che lo sciopero sia un diritto costituzionale che debba essere garantito ai lavoratori e che tale situazione sia determinata dall’assenza di investimenti della multinazionale in merito alla macchina di granulazione. Qualsiasi impianto siderurgico a ciclo integrale non può non avere una “valvola di sfogo”, in quanto ci sono eventi prevedibili che possono essere gestiti, come lo sciopero, ed altri imprevedibili che potrebbero compromettere seriamente la salvaguardia della sicurezza dei lavoratori, dell’ambiente e degli stessi impianti di produzione...".

Detto questo, che è molto grave ed è parte della linea generale di padroni, governo, Stato per impedire, attaccare le lotte degli operai, e soprattutto il diritto di sciopero, nella logistica come nelle fabbriche, dove si dividono i compiti: i padroni licenziano, il governo sta dalla parte dei padroni (all'ArcelorMItta di Taranto ora è esso stesso "padrone"), lo Stato manda la polizia, carica le lotte, arresta (vedi Fedex),

dobbiamo dire però in'altra cosa. Lo Slai Cobas ieri mattina alle 6 è stato alle portinerie dell'ex Ilva e dell'appalto, anche per sostenere lo sciopero sui licenziamenti illegittimi, MA... non c'era niente e nessuno: nè un sindacalista, nè un delegato, nè un comunicato, nè un avviso, niente di niente, come se fosse una giornata normale; nei pressi della Direzione decine e decine di bandiere di Fim, Fiom, Uilm ma neanche mezzo delegato. Per non parlare della Usb che, avendo indetto lo sciopero per tutta la fabbrica e l'appalto, quantomeno la presenza al mattino doveva farla... Niente!

I padroni fanno sempre più il loro sporco mestiere, ma hanno campo libero! E chi ne paga le conseguente in termini di sfruttamento, rischi sul lavoro, cassintegrazione, licenziamenti sono gli operai.



 

venerdì 21 maggio 2021

21 maggio - VOLANTINO OGGI ALL'ACCIAIERIE D'ITALIA

 


21 maggio - info: INCONTRO GRUPPO STELLANTIS


 

LA LOTTA NEI POSTI DI LAVORO È LOTTA CONTRO LA REPRESSIONE DEL PADRONE E DELLO STATO

IL NOSTRO CALOROSO AUGURIO AL LAVORATORE PER LA RIPRESA DEL SUO POSTO DAVANTI AI CANCELLI 

Mondo Convenienza, a Gorgonzola, un camion investe un lavoratore durante lo sciopero del Si Cobas in corso contro lo sfruttamento nei magazzini.

Il fascio populismo governativo, lo schieramento della magistratura come a Piacenza, il collaborazionismo dei confederali, spingono i padroni ad alzare il tiro contro le lotte, dai portuali di Genova all'Acciaieria Italia.

La lotta dei lavoratori non può che essere guerra di classe, contro la strage infinita che fa tre morti per il profitto al giorno, per sviluppare i necessari rapporti di forza, per resistere un minuto in più del padrone.

 

martedì 18 maggio 2021

18 maggio - Basta propaganda elettorale sulla pelle degli studenti disabili. La vergogna di Bagheria dove il servizio di assistenza specializzata igienico/personale è ferma da un anno

 


Comunicato stampa 

Il Sindaco di Bagheria la finisca di pavoneggiarsi in modo indecente, facendo becera campagna elettorale sulla pelle di studenti disabili, famiglie e Assistenti igienico personale specializzati, annunciando ora a FINE MAGGIO! sui social e sui media che metterà in atto i progetti migliorativi, aggiuntivi e integrativi per gli studenti disabili delle scuole di primo grado, addirittura ha il coraggio di dire che sarebbe il primo Comune a erogare il servizio!

Fermo restando che il bene primario deve essere l'esercizio del diritto allo studio pieno degli studenti disabili e del diritto al lavoro delle Assistenti, di Bagheria in questo caso, il Sindaco di questo Comune si ricordi di avere messo in atto per quasi un anno gravissimi comportamenti omissivi, di non avere applicato le leggi vigenti con grave interruzione di pubblico servizio, di avere strumentalizzato un parere del CGA che non è legge, ce lo ricordiamo ancora quando in piazza all'Ars l'8 ottobre 2020, in occasione della manifestazione delle famiglie, diceva pubblicamente che non poteva erogare il suddetto servizio.

Se ora il Comune di Bagheria annuncia che metterà in moto il servizio, ma ancora dobbiamo constatarlo realmente, ricordiamo al Sindaco che farebbe solo meno del suo dovere.

Invitiamo inoltre l Sindaco di Bagheria a farsi un giro in Sicilia, zone colorate permettendo, per rendersi conto della reale situazione: il servizio di assistenza igienico-personale specializzato è attivo da mesi, grazie anche alla lotta messa in campo dagli Assistenti e da tanti genitori, in alcuni comuni come Monreale, Carini,  Catania, Aci Sant'Antonio, a Gravina, a Piazza Armerina, Licata... nelle scuole primo grado, per fare degli esempi, altro che primo Comune che erogherebbe il servizio!!!

Coerenza e serietà merce rara???

Slai Cobas sc Palermo/Sicilia


18 maggio - Campagna di lotta per l'internalizzazione - 2 - Quali servizi vogliamo che siano internalizzati

 

Da un incontro con la Prefettura di Taranto

Lavoratrici dello Slai Cobas per il sindacato di classe

"Noi chiediamo di avviare un percorso di internalizzazione non per tutti gli appalti pubblici, ma per quei servizi che hanno queste tre caratteristiche: di essere permanenti, si tratta di servizi che da almeno 15 addirittura 25/30 anni vengono appaltati dalle varie amministrazioni in modo continuo, senza interruzioni; l'altro carattere è quello di essere essenziali, strutturali, cioè non separabili dal funzionamento generale della struttura pubblica in cui operano, nel senso che senza questi servizi la struttura non potrebbe funzionare, per esempio gli asili senza l'attività di pulizia/ausiliariato non potrebbero aprire. Quindi si tratta di questo tipo di servizi.

Secondo noi anche rispetto alla normativa sugli appalti è un po' un abuso che vengano appaltati questo tipo di servizi, perchè stando alla stessa normativa l'appalto in genere deve essere fatto per servizi specifici, temporanei, non permanenti e per attività che non pregiudicano l'intera attività della struttura.  

Noi abbiamo anche un'esperienza a Taranto di anni fa della creazione di una multiservizi in cui il Comune aveva il 51%, quindi, era di fatto una internalizzazione, che utilizzava questa multiservizi per fare tutte le attività di pulizia, verde, piccola manutenzione, segnaletica stradale, ecc.

Ma ci sono sia in Puglia sia al nord una serie di esperienze che già hanno portato avanti questo processo di internalizzazione o direttamente o con società in house. In particolare questo c'è stato a Brindisi, a Trieste un po' di tempo fa. Recentemente, anche se su ordinanza regionale, c'è stata la Asl, anche a Taranto, che ha proceduto ad una internalizzazione. 

18 maggio - ILVA/ACCIAIERIE D'ITALIA/ARCELORMITTAL

 La linea dello Slai Cobas sc nello sciopero del 21 maggio



18 maggio - SIAMO QUÌ - SANATORIA SUBITO. Elenco completo o quasi di iniziative per anniversario uscita decreto

 

lo Slai Cobas per il sindacato di classe appoggia e partecipa a tutte le iniziative

SANIAMO LA SANATORIA “NON POSSIAMO PIÙ ASPETTARE”

DOCUMENTI PER TUTTI E TUTTE!


Il 19, 20, 21 e 22 maggio scendiamo nuovamente nelle piazze e davanti alle Prefetture: rendiamo visibile la lotta di migliaia di lavoratori e lavoratrici per il permesso di soggiorno e i diritti fondamentali!


Elenco delle iniziative nelle città

Mercoledì 19 maggio

  • Brescia: ore 17:00 presidio davanti alla Prefettura in Piazza Duomo (evento FB)

  • Forlì: ore 18.30 presidio davanti alla Prefettura in Piazza Ordelaffi, 2 (evento FB)

  • Milano: dalle ore 17 alle 20 presidio in Piazza Duca D’Aosta - Stazione Centrale (evento FB)

  • Padova: ore 12:00 presidio davanti alla Prefettura in Piazza Antenore (evento FB)

  • Rimini: Presidio davanti alla Prefettura

  • Torino: ore 16.30 presidio davanti alla Prefettura in Piazza Castello 201

  • Trento: ore 17.30 presidio davanti al Commissariato del Governo in c.so 3 Novembre (evento FB)

  • Treviso: ore 15.30 presidio davanti alla Prefettura in Piazzetta Aldo Moro (evento FB)

  • Venezia: ore 15 Ciao presidio la Prefettura in campo S. Maurizio (evento FB)

  • Verona: ore 16.00 presidio davanti alla Prefettura in Piazza Dante (evento FB)

  • Vicenza: ore 18:00 presidio davanti alla Prefettura in Contrà delle Gazzolle 6 (evento FB)

Giovedì 20 maggio

  • Napoli: ore 15:00, presidio davanti alla Prefettura in Piazza del Plebiscito (evento FB)

Sabato 22 maggio

  • Bergamo: dalle ore 15 alle 18, presidio davanti alla Prefettura in Via Tasso 8) Evento FB

Una lunga attesa, la sensazione di essere sospesi in una bolla che toglie energie e rallenta le vite sta producendo tra i lavoratori e le lavoratrici migranti un pensiero comune: Non possiamo più aspettare!

LA SOLIDARIETÀ CON LA RESISTENZA DEL POPOLO PALESTINESE PER LE VIE DI TREZZO, CON GLI OPERAI MOBILITATI CONTRO GLI APPALTI E LA PRECARIETÀ IN FABBRICA, PER LA DIFESA DELLA SALUTE E DELLA SICUREZZA DAL PROFITTO

 

MASCHIO GASER BELGRAVIA BERETTA… PROVE DI UNITÀ DEGLI OPERAI IN LOTTA

Per una manifestazione importane rafforzata dalla denuncia dell’occupazione e dei bombardamenti israeliani e dall’appoggio alla resistenza popolare palestinese, portata dai lavoratori che prendono coscienza del legame tra lo sfruttamento in fabbrica e l’imperialismo che da decenni arma lo stato di Israele, creato artificialmente e finanziato per un controllo politico economico militare dell’area, e di come la causa del popolo palestinesi, per il suo Stato, per la sua liberazione, sia la causa di tutti i popoli oppressi, di tutti i lavoratori che lottano per la propria emancipazione.

In manifestazione circa centocinquanta tra lavoratori e giovani,

dagli operai Maschio Ns, passati dalla lotta all’appalto illecito alla battaglia contro lo sciacallaggio del padrone che chiede illegittimamente la cassa covid, diventati un po il simbolo di questa lotta al moderno caporalato;

agli operai della Gaser, che difendono due compagni di lavoro a cui non

lunedì 17 maggio 2021

ANCHE IN QUESTI GIORNI UN PO SPECIALI DI MOBILITAZIONE CONTRO LA STRAGE INFINITA DEI MORTI IN FABBRICA, I SINDACATI CONFEDERALI NON PERDONO OCCASIONE PER MOSTRARE LA LORO VERA NATURA - ALLA EVOCA VERGOGNOSAMENTE SCAMBIANO LO SCIOPERO CON LA CIG PER DIFENDERE LA PRODUZIONE

Con una stucchevole e interessata polemica con Fim e Uilm, Fiom alla Evoca prima rivendica il primato per lo sciopero, e poi, pur dichiarando ‘non vogliamo essere spettatori passivi di questa tragedia quotidiana...’ va a finire, nonostante ammetta che ‘è una tragedia che coinvolge tutti i lavoratori indistintamente...’, 
a dividere gli operai, tra quelli che fino al giovedì lavorano e al venerdì sono a casa in cassa integrazione, dichiarando lo sciopero proprio al venerdì; 
per quelli che al venerdì fanno 6 ore di lavoro e due di cassa integrazione, a disporre d’intesa con la direzione che sostiene la stessa modalità, 
che lo sciopero deve essere fatto, lavorando tutte le 6 ore come previsto dalla odl, e comunicando eventualmente all’azienda, di trasformare le due ore ci cig in sciopero.

Uno sciopero di carta a difesa della produzione.

domenica 16 maggio 2021

TRA GLI OPERAI IN LOTTA OGGI A TREZZO LA SOLIDARIETÀ CON LA RESISTENZA DEL POPOLO PALESTINESE

UNITÀ RIBELLIONE LOTTA, IN PIAZZA PRIMO MAGGIO OGGI A TREZZO ORE 16.00

CONTRO IL MODERNO CAPORALATO DEGLI APPALTI IN FABBRICA, 

BASTA ALL'USO DEI CCNL MULTISERVIZI, LOGISTICA, AGRICOLO... IN FABBRICA SOLO CCNL INDUSTRIA.

PER LA DIFESA DELLA SALUTE E DELLA SICUREZZA

SLAI COBAS SC CHE È A FIANCO DEL POPOLO PALESTINESE, HA INVITATO ALLA MANIFESTAZIONE UNA DELEGAZIONE PALESTINESE, PER RAFFORZARE NELLA LOTTA PER IL LAVORO, LA SOLIDARIETÀ INTERNAZIONALISTA CON LA RESISTENZA POPOLARE CONTRO L'OCCUPAZIONE E I BOMBARDAMENTI DI ISRAELE

sabato 15 maggio 2021

15 maggio - CAMAPGNA DI LOTTA PER L'INTERNALIZZAZIONE

 

Avviamo da oggi una campagna per l'internalizzazione dei servizi essenziali e delle lavoratrici, contro il precariato.

Questa campagna nasce dalle Assemblee Donne/Lavoratrici e fa appello a tutte le lavoratrici che vivono nella condizione di permanente precariato pur facendo attività pubbliche essenziali, di collegarci, unificare le nostre battaglie locali, per farne una lotta nazionale importante.

Questa battaglia per le donne ha un valore maggiore, sia perchè sono in maggioranza le donne che lavorano in questi servizi e nelle condizioni più precarie e peggiori con poco salario, poche ore, pochi diritti, spesso sotto ricatto, col continuo rischio di perdere anche questo misero lavoro; sia perchè per le donne lavoro stabile, salario più decente vuol dire anche indipendenza economica, a volte emancipazione da una condizione di chiusura in casa, di isolamento, di oppressione familiare. 

Per questo chi ha più interesse a questa rivendicazione sono le donne.

Mandateci all'email: lavoratriciprecariedisoccupate@gmail.com

notizie, denunce, informazioni sulle lotte che state facendo, pubblicheremo tutto, per arrivare ad una piattaforma comune e ad una mobilitazione comune.

Oggi cominciamo con la pubblicazione dell'intervento fatto da una lavoratrice degli asili comunali di Taranto nell'ultima assemblea Donne/Lavoratrici.

Dalle lavoratrici ausiliare degli asili di Taranto

La nostra richiesta che riguarda un percorso di internalizzazione è perchè possa finire dopo anni e anni il precariato e arrivare ad una stabilizzazione del nostro lavoro. Noi chiediamo l'internalizzazione per un servizio pubblico che è essenziale, con la caratteristica di essere anche permanente e strutturale cioè non è separabile dal funzionamento generale della struttura pubblica in cui viene svolto; infatti non è possibile pensare che usufruire del servizio della scuola d'infanzia sia soltanto da un punto di vista educativo senza il basilare servizio di pulizia e di ausiliariato che ovviamente è propedeutico all'intero svolgimento del servizio stesso - per dire in maniera molto semplice: non sarebbe mai possibile aprire un asilo nido e poter usufruire di questi servizi da parte delle educatrici, delle famiglie, dei bambini se non ci fossero le lavoratrici ausiliarie a mettere la struttura in sicurezza, di essere pulita, ecc. 

giovedì 13 maggio 2021

13 maggio - LAVORATRICI IN LOTTA A MOTTOLA - TARANTO

 

114 operaie della Tessitura di Mottola (TA) (azienda di proprietà del gruppo Albini di Bergamo), sono in cassa integrazione  a zero ore da oltre 12 mesi, perchè l'azienda vuole chiudere lo stabilimento di Mottola. In più l'azienda non anticipa la cassintegrazione e non si era attivata per fare la domanda di cig per aprile all'Inps.

Questa situazione è aggravata dalla decisione del management dell’azienda di non trasferire a Mottola parte della commessa ricevuta dalla Burberry, ma di farla lavorare solo negli stabilimenti di Bergamo, dove l’azienda continua invece ad anticipare la cassa integrazione, dimostrando di avere a disposizione le risorse necessarie”.

Questo ha generato nella scorsa settimana il presidio delle lavoratrici sotto la prefettura di Taranto. Il Prefetto, si è dichiarato disponibile a incontrare l’azienda e i sindacati in un tavolo congiunto e ha spiegato di aver già contattato l’INPS e che contatterà il Gruppo Albini per sollecitare l’azienda a presentare la domanda all'Inps. 

Ma, sperando che si risolva subito la questione del pagamento della cig, resta il problema ancora più grave del rischio che più di 100 lavoratrici perdano il lavoro. 

Per le donne perdere il lavoro è un doppio attacco, perchè il lavoro per le donne è non solo salario ma anche indipendenza economica, poter uscire di casa, voglia di emanciparsi.

Le lavoratrici Slai Cobas per il sindacato di classe danno tutta la loro solidarietà alle lavoratrici e il proprio appoggio, disponibilità alla lotta.  

LAVORATRICI SLAI COBAS SC

TARANTO


oggi con la manifestazione facciamo un appello a tutte le operaie e operai: uniamoci ribelliamoci lottiamo


 

domenica 9 maggio 2021

9 maggio - info: LAVORATORI ex EMBRACO PROTESTANO

 

in questa fase particolare della lotta di classe lo Slai Cobas per il sindacato di classe - mentre come realtà interna al patto d'azione anticapitalista e assemblea lavoratori combattivi è pienamente impegnato dopo la giornata riuscita del 1 maggio a costruire nuovi sviluppi del percorso di lotta comune - appoggia tutte le lotte che si sviluppano nelle fabbriche e le considera un terreno favorevole per sviluppare la conflittualità di classe e progressivamente sfruttare ogni eventuale contraddizione tra vertici sindacali collaborazionisti e riformisti e lavoratori in lotta

in questo quadro diamo info e sostegno alla lotta dei lavoratori ex-Embraco

La protesta dei lavoratori della ex Embraco arriva sulle strade del Giro d’Italia

Ieri, 8 maggio, durante la prima tappa a cronometro del Giro d’Italia svoltasi interamente a Torino, si è fatta sentire la protesta dei lavoratori della ex Embraco che da qualche giorno hanno ricevuto la lettera di licenziamento. I manifestanti, circa 40, sono arrivati nei pressi del percorso della tappa, dopo aver sfilato in corteo per le vie del centro cittadino della città sabauda, appendendo uno striscione alle transenne e intonando slogan contro il governo, in particolare contro il ministro Giorgetti e la giunta regionale, i--Non sono serviti ben 4 governi a risolvere la loro vertenza ed ora sono arrivate le lettere di licenziamento per i 700 dipendenti.


giovedì 6 maggio 2021

ACCORDI SINDACALI, COPERTURE ISTITUZIONALI, NON SPENGONO IL CASO 'MAGAZZINO DI CHIARI'. CONAD O ESSELUNGA POCO IMPORTA, GLI OPERAI RESTANO MOBILITATI PER IL LORO POSTO DI LAVORO


 
È UNA VICENDA EMBLEMATICA QUELLA DEL POLO LOGISTICO EX AUCHAN/CONAD DI CHIARI, ORA ESSELUNGA. I LAVORATORI CHE CON LO SLAI COBAS SC HANNO RESISTITO AGLI ATTACCHI, AGLI STIPENDI DECURTATI DALLA CASSAINTEGRAZIONE, ALLE SPUDORATE MENZOGNE SINDACALI E

GLI OPERAI MASCHIO HANNO INIZIATO LA LORO LOTTA PROPRIO SULLA SICUREZZA, PERCHÈ IL RICATTO DEL POSTO DI LAVORO PER ANNI AVEVA PEGGIORATO LE LORO CONDIZIONI IN FABBRICA


IN UNA FABBRICA DOVE ERANO ‘VIETATI’ GLI INFORTUNI, DOVE CHI LI DENUNCIAVA ERA FUORI SEMPRE SOTTO IL RICATTO DELL’APPALTO IN COOPERATIVA

COME A FEBBRAIO DEL 2020 È SUCCESSO AD ALI, RIENTRATO DOPO DUE MESI DI INFORTUNI E LETTERALMENTE CACCIATO CON INSULTI DAL PADRONE (in allegato l'audio)

NOCIVO È IL SISTEMA DI PRODUZIONE CAPITALISTA,

LA PRECARIETÀ E IL RICATTO PER IL POSTO DI LAVORO LA MANCANZA DI ORGANIZZAZIONE DI CLASSE, PORTANO UN AUMENTO IMMEDIATO DEL PERICOLO PER LA SICUREZZA E LA SALUTE    

ANCHE PER QUESTO LA LOTTA DEGLI OPERAI MASCHIO NS HA UN

QUESTO MESSAGGIO DELLE LAVORATRICI SLAI COBAS SC E MFPR ALLE OPERAIE EVOCA, PORTATO IERI MATTINA ALLE 5.00 IN FABBRICA PER IL PRIMO TURNO, ERA COME ATTESO, PERCHÈ TRA LE TROPPE MORTI PER IL PROFITTO, QUELLA DI LUANA HA SCOSSO A FONDO

È PARTE DELLA CAMPAGNA APERTA IN FABBRICA PER LA SALUTE E LA SICUREZZA, DOVE IL LAVORO SEMPRE PIÙ INTENSO SULLE LINEE DI MONTAGGIO È UNA ‘MORTE

martedì 4 maggio 2021

4 maggio - SUL LAVORO SI MUORE SENZA SOSTE. NOCIVO È IL CAPITALE

 

Solo nelle ultime settimane si sono verificati gravi incidenti sul lavoro in Piemonte, l'ultimo ad Alessandria, giovedì scorso ha coinvolto cinque operai impegnati nella realizzazione del nuovo polo Amazon. Un lavoratore ha perso la vita, altri quattro sono rimasti feriti. Qualche giorno prima un altro incidente sul lavoro aveva  uccisio un operaio a Carmagnola mentre, insieme ai fratelli, demoliva un container. "Nonostante il covid  che ha fermato molti cantieri in questi il numero di morti aumenta del 20 per cento", dicono i sindacati. Dall'inizio dell'anno le vittime sul lavoro sono almeno 13 in Piemonte. La media nazionale è di 150 vittime l'anno.



4 maggio - Montemurlo, morta sul lavoro a 23 anni. Tragedia in pochi secondi. "Eri così giovane". Sotto un silenzio assordante aumentano le operaie, le lavoratrici che muoiono, assassinate, dallo sfruttamento capitalista

 

La tragedia nella frazione di Oste. I colleghi non si sono accorti di niente. Sotto esame i sistemi di sicurezza

di SILVIA BINI

Montemurlo, 4 maggio 2021 - È bastata poco, pochissimo, appena qualche secondo, per spezzare la vita di Luana D’Orazio, 22 anni, madre di una bambina di pochi mesi, rimasta incastrata tra i subbi di un orditoio. Luana non ha avuto scampo: i potenti rulli del macchinario tessile hanno prima agganciato e poi schiacciato il suo corpo esile. La tragedia è avvenuta all’interno dell’Orditura Luana di via Garigliano ad Oste. L’operaia stava lavorando attorno a un orditoio quando, per ragioni ancora al vaglio degli inquirenti, è rimasta incastrata nel macchinario ed è morta praticamente sul colpo. Erano da poco passate le 10 quando i colleghi della donna hanno dato l’allarme. La scena che si sono trovati di fronte è stata agghiacciante: il corpo dell’operaia era incastrato tra i meccanismi del macchinario. D’Orazio stava lavorando nel reparto di orditura a campione insieme ad un collega. Ad accorgersi della tragedia è stato l’uomo che, voltandosi, ha capito quello che era successo. Immediato l’allarme, il collega è corso per fermare il macchinario, ma ormai per la ventiduenne non c’era più niente da fare. Il corpo della donna è stato schiacciato ed è rimasto incastrato nell’orditoio tanto che i vigili del fuoco, intervenuti sul posto, hanno impiegato diverse ore per rimuovere la salma. Immediato l’intervento anche di carabinieri, ispettorato del lavoro dell’Asl e servizi funebri della Misericordia di Montemurlo. Sul posto anche un’ambulanza della Misericordia di Montemurlo, ma il medico non ha potuto fare altro che constare il decesso della giovane madre di un bambina di pochi mesi, residente in provincia di Pistoia insieme ai genitori e al fratello. Comprensibile lo choc tra i dipendenti dell’azienda molto conosciuta nel distretto di Montemurlo

4 maggio - infosolidale: EMESSI 15 FOGLI DI VIA PER I FACCHINI DI PIACENZA: LO STATO E I PADRONI SONO UNITI CONTRO I LAVORATORI! L'UNICA "PERICOLOSITÀ SOCIALE" E' QUELLA DEI PROFITTI!

 

Stamattina, nelle stesse ore in cui decine di agenti in assetto antisommossa assediavano il presidio operaio, minacciando e strattonando i lavoratori in sciopero, la Questura di Milano comunicava ai manifestanti l'emissione di 15 fogli di via obbligatori dal comune di Peschiera Borromeo a carico dei lavoratori Fedex di Piacenza che in queste settimane stanno combattendo una dura ed eroica lotta contro la multinazionale statunitense a seguito della chiusura dell'hub piacentino. Al momento il provvedimento è stato già notificato a 3 lavoratori, e altri 6 sono stati già convocati in Questura per la giornata di domani.

Ci troviamo chiaramente di fronte a un innalzamento del livello di scontro che ha pochi precedenti nella storia dei conflitti sindacali nel nostro paese. Gli apparati repressivi dello Stato entrano sempre più a gamba tesa in una vertenza che vede 280 famiglie ridotte alla fame e migliaia di posti di lavoro a rischio per opera di una multinazionale che in piena pandemia sta continuando ad accrescere esponenzialmente il proprio fatturato e che solo nell'ultimo trimestre ha registrato 1,28 miliardi di profitti, ma nonostante ciò sta mettendo in campo una pesante ristrutturazione contro la quale sono in corso lotte ed agitazioni in numerosi magazzini d'Europa, su tutti quello di Liegi in Belgio. Lo Stato sta svelando il proprio ruolo di cinico e spietato esecutore della volontà di padroni miliardari e senza scrupoli, di apparato dedito alla repressione sistematica e alla sete di vendetta dei padroni contro quegli operai che negli ultimi 10 anni hanno osato alzare la testa e imporre con la lotta il rispetto di quei diritti, di quelle leggi e di quei contratti nazionali scritti su un pezzo di carta ma mai applicati dai padroni, ne tantomeno fatti valere dalle istituzioni e dai sindacati di stato. Tutto ciò risponde a un chiaro disegno politico: per i padroni e per il governo Draghi, eliminare la presenza scomoda del SI Cobas e sopprimere l'anomalia del movimento dei lavoratori della logistica è il passo preliminare e necessario da compiere per spianare la strada alla nuova ondata di macelleria sociale che si prefigura nelle prossime settimane e nei prossimi mesi con la fine della moratoria sui licenziamenti. I capitalisti- imperialisti americani di Fedex in queste settimane hanno trovato pane per i loro denti!

Hanno dovuto fare i conti con l'orgoglio, col protagonismo e con la solidarietà di migliaia di operai pronti a battersi come leoni fuori ai cancelli dei magazzini per impedire che nella logistica l'orologio della storia e dei diritti venga riportato indietro di decenni! Stanno pagando a caro prezzo la loro arroganza, col blocco quasi totale delle principali attività delle spedizioni nazionali e internazionali!

Ora, trovandosi in estrema difficoltà, invocano il soccorso della Questura di Milano, la quale pur di obbedire tempestivamente agli ordini dei padroni, emette dei fogli di via sulla base di una presunta "pericolosità sociale" di 15 operai.

Neanche questa ennesima provocazione, degna di uno stato di polizia, servirà a fermare la lotta.
Gli scioperi e i presidi andranno avanti finchè non si troverà una soluzione accettabile e concreta al destino dei 280 di Piacenza, e finchè Fedex/TNT non si metteranno in testa che il sindacato con cui trattare lo scelgono i lavoratori e non i padroni!

Intanto domani saremo in piazza a Roma, decisi e compatti, per esigere dal governo Draghi l'apertura di un tavolo di crisi.

Avanti SI Cobas!

lunedì 3 maggio 2021

3 maggio - LA SINISTRA PROLETARIA IL 1° MAGGIO E LE PIAZZE

 

La sinistra proletaria si è ripresa il 1° Maggio con le due manifestazioni più significative, a Milano e a Napoli, che hanno raccolto l'ala più combattiva dei lavoratori, a cui si sono aggiunti i giovani comunisti e tutte le realtà che hanno deciso di scendere in piazza intorno ad un 1°Maggio classista, combattivo e internazionalista. Mentre i sindacati confederali ormai legati mani e piedi al governo hanno fatto i loro discorsi demagogici nelle piazze o si sono nascosti per di più dietro la televisione parlando solo ai loro burocrati, il sindacalismo di classe è riuscito nella sfida di riprendersi il 1° Maggio.

Questo dimostra che la strada intrapresa dal Patto d'azione, dall'Assemblea delle lavoratrici e lavoratori combattivi è quella giusta, è quella che può costruire un'alternativa di lotta e di prospettiva ai lavoratori.

Certo le fabbriche sono prevalentemente ancora ferme, ci sono focolai di lotta e resistenza, ma il controllo del sindacalismo confederale e la debolezza del sindacalismo classista e combattivo fa sì che ancora non emerga la potenzialità di lotta che anche nelle fabbriche esiste.

Salutiamo in particolare l'unità intorno alla lotta della Fedex di Piacenza  e il comune impegno contro gli attacchi di padroni, governo e sindacati confederali - la solidarietà contro la repressione compreso quella per l'odioso licenziamento all'ArcelorMittal di Taranto di Rriccardo Cristello

Lo Slai Cobas per il sindacato di classe ha partecipato alle tre manifestazioni di Milano, Napoli, e Palermo. Queste manifestazioni, insieme con le manifestazioni di Torino, di Roma, hanno contribuito a dare il segno generale di questo primo maggio.- nei nostri interventi abbiamo con forza sostenuto la forza e l'importanza della unità di classe , delle lotte comuni, della comune visione politica da fronte unico di classe e l'internazionalismo proletario che è vissuto in questo primo maggio

A Napoli abbiamo portato ha portato in piazza anche la questione dei migranti, della lotta delle donne proletarie, considerando il quadro generale dell'attacco padronale e della situazione nel nostro paese.ignificativo è stato la chiarezza con cui è stato posto il significato generale di questo 1° Maggio: rosso, perchè rosso è il colore della lotta dei lavoratori, rosso è il colore del sangue che i lavoratori hanno versato in tutta la loro storia, rosso è la bandiera intorno a cui si può ricostruire l'unità della classe operaia e la rappresentanza sociale e politica di essa; proletario, perchè i proletari devono unirsi tra di loro, perchè è l'unità delle lotte, l'unità di tutte le realtà proletarie che si stanno ribellando il valore aggiunto che può dare ad ogni lotta più forza e un punto di riferimento per tutti i settori delle masse in lotta; infine internazionalista, quello vero, quello del legame tra le lotte dei lavoratori in Italia e le lotte dei lavoratori in tutto il mondo, dall'India all'America Latina, dall'Europa alla Tunisia, ecc; ovunque c'è crisi, pandemia e oppressione le masse, e in particolare le masse proletarie e in alcuni paesi le masse contadine si stanno ribellando, l'internazionalismo quindi è tornato ad essere raccontato attraverso le lotte dei lavoratori.

A Milano la voce degli operai della Dalmine, della Maschio hanno portato soprattutto alle fabbriche l'appello perchè la strada necessaria è nella lotta e nell'unione di tutti gli operai, nel concentrare le forze nelle lotte vere più significative in questo momento, come la FedexTnt, Prato, Maschio e altre lotte importanti chiunque le conduca, perchè queste lotte devono contrastare i piani dei padroni, rompere la repressione, vincere e far avanzare tutti i lavoratori; abbiamo detto chiaro che al potere dei padroni, occorre rispondere con la costruzione del potere proletario, perchè il 1° Maggio vuol dire lotta rivoluzionaria. Dagli operai della Maschio in lotta da un anno si è poi sentita forte la voce dell'internazionalismo, dell'unità dei lavoratori in lotta di tutto il mondo.

A Palermo un combattivo sit in di che lo Slai Cobas sc ha contribuito ad organizzare, ha diretto e orientato e l'ha mantenuta sul terreno del sindacalismo classista e combattivo, all'interno della battaglia che si sta facendo anche a Palermo intorno al Patto d'azione anticapitalista per il fronte unico di classe. Una manifestazione che ha riunito alcune centinaia di diversi settori, della scuola, assistenti Coop sociali, dei servizi sanità privata, dello spettacolo, dei cantieri di servizio, disoccupati, migranti, studenti universitari. Qui ancora una volta il 1°Maggio ha visto le lavoratrici in prima fila, come è caratteristico a Palermo.

Ora dobbiamo andare avanti capitalizzando il risultato del primo maggio e decidere insieme i passi necessari qui e ora!

Viva il 1 maggio - viva la classe operaia - viva il  patto d'azione - viva l'internazionalismo proletario

Slai Cobas per il sindacato di classe

2 maggio 2021


domenica 2 maggio 2021

2 maggio - Milano - la voce operaia contro lo Stato dei padroni - la lotta per il potere - 'proletari di tutto il mondo unitevi' - Viva l'internazionalismo!

 

2 maggio - Al corteo del 1° Maggio a Napoli: unità di classe - lotta contro il fascismo padronale - il potere deve essere operaio!

2 maggio - 1 Maggio a Palermo rosso, proletario, internazionalista unisce un fronte di lavoratori, donne, organizzazioni sindacali e forze di opposizione politica

 

Un combattivo sit in che ha visto la partecipazione in piazza di alcune centinaia tra lavoratori, lavoratrici, precari, precarie di diversi settori, della scuola, assistenti Coop sociali,  dei servizi sanità privata, dello spettacolo, dei cantieri di servizio, disoccupati, migranti, Slai Cobas sc, Cub, Cobas, Usb, Nastrini compagne e compagni di Proletari comunisti, Mfpr, Pap, Pcl, Pc, Forum antirazzista, Federazione anarchica Siciliana, giovani studenti universitari. 


 

Una piazza vivace che sulla parola d'ordine di un 1 maggio rosso proletario internazionalista si è collegata con le manifestazioni di Milano, Napoli e Roma e con le lotte del proletariato e rivoluzionarie nel mondo. 

 Una piazza solidale con tutti gli operai, lavoratori repressi da questo Stato borghese e dal fascismo padronale, dall'operaio di Taranto Arcelo Mittal agli operai Tnt Fedex, Text Print di Prato, Gaser...

Diversi gli interventi al megafono (seguirà pubblicazione di alcuni di essi).

Buona diffusione dei volantini e dei fogli.

*****

Agli operai dei cantieri Navali con una squadra di lavoratori e lavoratrici precari abbiamo portato il messaggio del 1 maggio  con il volantino e i fogli speciali 



Nei quartieri popolari 


 

2 maggio - 1° Maggio a Napoli - il corteo più rosso, proletario, internazionalista!

 

Il racconto del corteo in audio mentre si svolgeva - presto disponibile il video degli interventi 

https://www.facebook.com/fgc.italia/videos/523442215491362/

per lo Slai cobas per il sindacato di classe - dal minuto 9.50 al minuto 16.30


 

2 maggio - Milano 1° Maggio - il corteo breve ma intenso con dentro la voce proletaria e rivoluzionaria - non abbiamo da perdere che le nostre catene e un mondo da conquistare!