mercoledì 18 giugno 2014

13 giugno: Taranto, i Disoccupati in assemblea decidono il piano di lotta

La riunione degli attivisti della lista dei Disoccupati Organizzati tenutasi ieri ha deciso:

Tutti al processo martedì 17 ore 9 al Tribunale
siamo tutti imputati!
la lotta per il lavoro non è reato!
vogliamo l'assoluzione di Massimo e Francesco!

Tutti al processo a RIVA giovedì 19 ore 9 alla caserma dei Vigili del fuoco, per affermare 
vogliamo lavoro e non morti sul lavoro!
basta inquinamento - vogliamo le bonifiche che diventino occasioni di lavoro!

I migranti che arrivano a Taranto sono nostri fratelli
accoglienza, buon trattamento solidale, diritto d'asilo
se le istituzioni comprendono il problema e sanno muoversi, i migranti non tolgono lavoro, ma danno lavoro
vogliamo che i disoccupati organizzati vengano utilizzati nell'accoglienza e assistenza

Tenda assemblea-convegno a Tamburi nell'ultima settimana di giugno

Disoccupati Organizzati Slai cobas per il sindacato di classe - Taranto
12 giugno 2014


13 giugno: precari e disoccupati in lotta a Palermo

Ieri pomeriggio un centinaio tra precari assistenti igienico-personali in  servizio presso le scuole superiori di Palermo e provincia , licenziati dal 11 giugno,  e disoccupati organizzati con il nostro sindacato hanno protestato per pretendere l’incontro con il presidente Crocetta al palazzo della Presidenza  che deve risolvere il problema del servizio di assistenza ai disabili i cui fondi sono “finiti” e  incominciare a ragionare sulla soluzione della questione disoccupazione, vera emergenza a Palermo.

 Il pomeriggio si è fatto più caldo del solito, dato che Crocetta era impegnato con la giunta di governo per l’approvazione della Finanziaria Ter! (Cioè la terza puntata di una finanziaria che non si riesce ad approvare del tutto per i litigi interni  al partito di governo, il PD, per il gioco alla spartizione della poltrona) e quindi non trovava il tempo per incontrare chi protestava.

 La costanza dei manifestanti, con ripetuti interventi al microfono e blocchi stradali, ha fatto saltare i nervi alla giunta che ha dovuto sospendere i lavori per un po’. Man mano sono arrivate auto e camionette dei carabinieri a protezione del palazzo mentre i vigili urbani sono stati costretti a chiudere tutta l’area alle auto attorno alla presidenza.
                                                  foto giornale di sicilia 13 giugno 2014

Precari e disoccupati si sono riversati allora a ridosso del portone immediatamente chiuso dai poliziotti "il nostro fiato sul collo dovete avere... vi asfissiamo questo è certo!"
 I dirigenti inviati da Crocetta a “calmare” gli animi, tra cui il capo di gabinetto e il segretario particolare del presidente, dopo qualche  discussione accesa con i delegati ritenuti "pericolosi" hanno detto che il presidente era disposto ad incontrare la delegazione dopo mezzanotte, a fine giunta!

Dopo un’assemblea collettiva dei precari e disoccuapti la proposta è stata rinviata al mittente "noi non stiamo ad elemosinare  l'incontro, noi abbiamo famiglie, figli che ci aspettano a casa e non stiamo ai porci comodi del Presidente e degli assessori... noi tanto l'incontro  prima o poi lo faremo, non vi lasceremo respirare... è questione di tempo", la tensione e le proteste hanno indotto allora i dirigenti a consultarsi nuovamente con Crocetta, quindi agenda alla mano  è stata fissata la data per l’incontro nel primo pomeriggio del 18 giugno.


I precari e i disoccupati non si illudono di certo ma la lotta va avanti " non ci farete stancare nè scoraggiare...", la guerra è lunga ed è fatta di tante battaglie, di resistenza, di avanzate, di ritirate...  noi la stiamo facendo cosapevoli di giorno in giorno della necessità di essa

Il lavoro è un diritto inalienabile
Contro precarietà, disoccupazione, miseria e carovita con questo sistema facciamola finita
Precari Coop Sociali e Disoccupati organizzati nello Slai Cobas s.c. Palermo

13 giugno: Milano-Mobilitazione dei precari scuola contro lo sfascio/PD

Martedì 17 sotto la sede del Pd Milano per il ritiro del DM 356 ore 16,30- 18,30

Il Coordinamento lavoratori della scuola "3 ottobre" chiama alla mobilitazione tutti i docenti precari martedì 17 giugno  in occasione della giornata in cui si terrà sotto al Miur il presidio nazionale contro il DM 356 con cui il ministro Giannini ha reso vincitori del concorso del 2012 coloro che sono risultati soltanto idonei, sottraendo posti di ruolo ai docenti precari delle graduatorie ad esaurimento.

Per chi è impossibilitato a recarsi a Roma l'appuntamento a Milano è dalle ore 16,30 alle 18,30 in via Pergolesi 8 sotto la sede del PD milanese.

Coordinamento Lavoratori della scuola "3 ottobre" Milano





13 giugno: La sostanza degli 80 euro di Renzi- PAROLA DI CONFINDUSTRIA

Gli 80 euro di Renzi? Uno spot elettorale, parola di Squinzi!
Queste sono le parole dette ad un giornalista del Corriere della Sera ieri, dal presidente della Confindustria Squinzi, come riportato dal sole 24 ore di oggi: “Uno spot elettorale, è stata la domanda dell’intervistatore, Dario Di Vico, del Corriere della Sera: “Accetto – ha risposto Squinzi – ma non mi sono azzardato ad avanzare alcun tipo di critica perché ritenevo che un risultato importante per l’Europa fosse fondamentale in questo momento della vita del paese. Ho compreso la necessità del governo di bloccare un voto antieuropeo”.
È molto comprensivo Squinzi che certo avrebbe preferito un altro abbassamento delle tasse ai padroni e soprattutto del “costo del lavoro”: “un intervento sull’Irap per abbassare il costo del lavoro avrebbe dato un risultato sicuramente più forte se non nell’immediato, nel medio termine…”.
Ma l’“investimento su Renzi” vale il gioco. Renzi però, è sì veloce, ma deve fare ancora più in fretta
“Ora grazie alla legittimazione ottenuta alle europee [bella legittimazione quella ottenuta con il “voto di scambio”!!!] ‘e con la voglia di fare che traspare da un esecutivo che sembra pieno di energia, deve mettere mano alle riforme e alla semplificazione del paese, è un dovere ineludibile cui non si può sottrarre’. Solo se l’Italia cambia, semplificando “balzelli e orpelli” si potrà consentire “alle nostre aziende di investire”.
E “Tra le riforme, occorre rivedere “profondamente” le relazioni industriali”. Non gli basta ancora la “libertà di fare profitti” come ha ricordato il ministro Guidi e ha ripetuto il presidente dei giovani industriali, non serve cancellare di fatto tutti i residui diritti dei lavoratori: “Il contratto a tempo indeterminato deve essere competitivo, con tutte le flessibilità in entrata, in uscita e nel corso del lavoro. [Per non sbagliare ci ha messo tutte le flessibilità cioè tutti i licenziamenti possibili]. Ognuno sa quanto è difficile spostare un lavoratore da una posizione all’altra”.
A Squinzi non piace, per raggiungere lo stesso obbiettivo, la via traversa, quella per esempio che si era inventata il governo, con il suo “esperto” del lavoro Pietro Ichino, e cioè, “la formula del contratto a tutele crescenti”. E anzi, aggiunge che è “Un ragionamento tutto da fare, insieme alle politiche attive e passive del lavoro: la cassa in deroga o straordinaria che si prolunga per anni “non deve più esistere, sono disincentivi a ritrovare una nuova possibilità di lavoro”.


I padroni delle aziende (e anche del governo) grandi, come Squinzi, o piccoli come Marco Gay, hanno le idee fin troppo chiare. Il loro “mondiale” anche nel campo della “crisi” se lo stanno giocando bene; per la risposta adeguata la palla è sempre più nel campo del proletariato.


12 giugno: PALERMO - Manifestazione precari cooperative igienico personale - e disoccupati

Comunicato stampa
Palermo 12 giugno 14

Manifestazione precari assistenti igienico personale agli studenti disabili davanti la presidenza della Regione Sicilia oggi pomeriggio alle ore 15,30

I precari assistenti igienico personali in servizio presso le scuole superiori di Palermo e provincia insieme ad un gruppo di disoccupati organizzati con il nostro sindacato protesteranno oggi per pretendere quell?incontro promesso da tempo, in particolare dal segretario personale Moussa, con il presidente Crocetta, e ancora non attuato, che deve risolvere il problema del servizio di assistenza ai disabili i cui fondi sono “finiti”.
Abbiamo infatti ricevuto su questo già notizie negative e una convocazione da parte del commissario straordinario alla Provincia, Tucci, per lunedì prossimo 16 giugno alle ore 11,30 per parlare dello stato del servizio e dei finanziamenti necessari previsti comunque per legge.
Argomento, questo dei “soldi che mancano”, che non è più tollerabile alla luce non solo degli sprechi, del disinteresse nella gestione dei fondi pubblici, ma soprattutto alla luce delle ruberie di molti dirigenti pubblici che sono di dominio pubblico quotidiano!
I precari già da ieri, con la chiusura delle scuole, sono disoccupati e se non si risolvono i problemi adesso, purtroppo come è già successo l’anno scorso, ma forse ancora peggio, l’inizio dell’anno scolastico a settembre è a serio rischio.
E’ inaccettabile che ogni anno sia lavoratrici e lavoratori e sia gli studenti devono essere sottoposti a questa privazione di un diritto, rafforzato tra l’altro di un paio di leggi che tutelano la disabilità.  
Al presidio parteciperà anche un gruppo di disoccupati organizzati con il nostro sindacato per ricordare alle Istituzioni che di disoccupati già in Sicilia ce ne sono troppi e quindi in solidarietà con i precari e per chiedere un incontro urgente con il Presidente Crocetta anche su questo argomento.

Slai cobas per il sindacato di classe
Via g. del duca, 4 Palermo
340.8429376 - 338.7708110



mercoledì 11 giugno 2014

11 giugno: Morti per amianto. Processo Pirelli e "imputato eccellente".

Da anni denunciamo inascoltati ai mass media, giornali, TV che uno dei dieci manager della Pirelli imputati della morte di oltre 50 lavoratori per amianto dal tribunale di Milano è Piero Sierra presidente dell’Associazione Italiana di Ricerca sul Cancro. Finora i mass media foraggiati dalla pubblicità di Pirelli per non perdere i finanziamenti hanno sempre nascosto la notizia e l’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro non ha mai voluto sostituirlo, anzi l’ha sempre difeso. Questo signore, uomo di Pirelli, imputato di omicidio colposo insieme agli altri dirigenti sotto processo dal 28 maggio 2014 non è più presidente, ma rimane sempre VERGOGNOSAMENTE nel consiglio di amministrazione dell’AIRC come Guido Veronesi, anch’esso in passato ai vertici della Pirelli e fratello di Umberto, il chirurgo oncologo di fama mondiale (ex ministro della Salute) tra i creatori di Airc. Ora però il muro di complicità e omertà di cui finora ha goduto Piero Sierra e il sta vacillando. Pubblichiamo quindi con piacere l’articolo del Fatto Quotidiano che consigliamo a tutti di leggere. Ciao.
Per il “Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio”


Amianto, tra gli imputati del processo Pirelli anche l’ex presidente dell’Airc
Piero Sierra, ex amministratore delegato di Pirelli, ha guidato l’Associazione italiana per la ricerca sul cancro (Airc) per nove anni, fino al 28 maggio. E' accusato, con altri ex dirigenti della società degli pneumatici, di omicidio colposo per le morti degli operai colpiti da tumori e altri malattie dopo essere stati esposti all'amianto negli stabilimenti di viale Sarca e via Ripamonti
Decine di milioni di euro sono altrettante buone ragioni per seguire il processo Pirelli per le morti da amianto, entrato da poco nella fase dibattimentale presso il tribunale di Milano. Si tratta di 55 milioni di euro nel 2012, più di 60 milioni nel 2011 e così a ritroso fino al 2006: soldi che gli italiani hanno affidato all’Associazione italiana per la ricerca sul cancro (Airc) attraverso il 5 per mille. Un bonifico alla speranza, lo si potrebbe chiamare, per l’alto valore simbolico che quella devoluzione rappresenta. Ma proprio l’Airc si trova a fronteggiare, con l’apertura di questo procedimento per omicidio colposo: tra gli imputati vi è infatti Piero Sierra, ex amministratore delegato di Pirelli (dove ha trascorso la sua lunga carriera professionale) e soprattutto presidente dell’associazione negli ultimi nove anni, fino allo scorso 28 maggio quando il suo terzo mandato è scaduto e non è stato riconfermato: al suo posto è stato nominato l’avvocato Pier Giuseppe Torrani.
Non si fa fatica a comprendere il motivo di questo imbarazzo: i decessi da amianto sono dovuti in buona parte al mesotelioma pleurico, un tumore che solitamente non lascia speranza a chi lo contrae. E delle proprietà cancerogene dell’amianto si sa da molto tempo, anche se solo dal 1992 è vietato il suo utilizzo in Italia. Ma nell’ultimo decennio a capo del più importante motore per la ricerca sul cancro italiano (Airc nel 2012 ha devoluto 88 milioni di euro alla ricerca) c’è stato colui al quale il sostituto procuratore Maurizio Ascione – coordinato dall’aggiunto Nicola Cerrato – addebita più di cento morti accertati, due terzi dei quali da mesotelioma, a causa dell’esposizione all’amianto negli stabilimenti milanesi di viale Sarca e via Ripamonti. Non solo: tra gli 11 imputati per i due tronconi nei quali è stato suddiviso questo procedimento c’è anche Guido Veronesi, anch’esso in passato ai vertici della Pirelli e fratello di Umberto, il chirurgo oncologo di fama mondiale (ex ministro della Salute) tra i creatori di Airc, dell’Istituto europeo di oncologia e della Fondazione omonima. Ovvero i salotti buoni della ricerca italiana, dove siedono i manager e imprenditori più importanti d’Italia.
“L’associazione è in una posizione di attesa rispetto a questo procedimento”, dice a ilfattoquotidiano.it Niccolò Contucci, direttore generale di Airc. “Abbiamo molto rispetto per il lavoro fatto in questi anni dal presidente Sierra, manager dalle ottime capacità organizzative che ha permesso ad Airc di continuare a svilupparsi fino agli attuali livelli. Ricordo che anche nel 2013 il nostro sostegno alla ricerca è stato importante con 77 milioni di euro deliberati grazie a tutte le donazioni e i contributi di cui godiamo”. Oltre al 5 per mille, l’Airc riceve fondi dai propri soci e dalla raccolta attraverso le giornate dedicate alle azalee, alle arance della salute e simili, per un totale di un’altra cinquantina di milioni nel 2012. “Di questi solo un paio di milioni derivano da contributi aziendali, perlopiù legati ai biglietti di auguri festivi che le aziende ci commissionano per sostenere le nostre attività. Negli ultimi 10 anni nessun contributo è arrivato da Pirelli: il più grande sostenitore tra le aziende resta Esselunga (Giuseppe Caprotti siede nel board direttivo, ndr)”.
Pirelli invece sostiene da circa dieci anni la Fondazione Umberto Veronesi attraverso donazioni per la realizzazione dell’annuale conferenza “Future of science”, che si tiene a Venezia. La società si sfila da ogni responsabilità e fa sapere di “non aver mai utilizzato amianto quale componente nella produzione degli pneumatici” e che “all’epoca l’uso dell’amianto negli edifici era pratica comune nelle tecniche di costruzione. Pirelli ha sempre agito cercando di tutelare al meglio la salute e la sicurezza dei propri dipendenti con le misure adeguate alle conoscenze tecniche a disposizione nel corso degli anni”.
I testimoni citati a processo hanno raccontato però di scarsa o nulla attenzione alle procedure sanitarie per difendersi dalla polvere di amianto. Dice in una deposizione giurata Francesco Saia, operaio fino al 1984, parlando del suo lavoro nelle gallerie dello stabilimento di Viale Sarca a Milano: “Molte volte c’era dell’amianto in terra, come dire: coibentazione delle tubazioni, che erano rotte, oppure che avevano appena fatto delle riparazioni c’era in terra l’amianto e una cosa e l’altra e passando volava via lo stesso, e tutto quanto. Materiale polveroso che non veniva bagnato, che non veniva fatta la pulizia. E restava giù dei mesi”. Alla domanda del pubblico ministero se i colleghi che tagliavano il vecchio coibento nei cunicoli avessero le mascherine, la risposta è “no, non ce ne erano, allora non si usavano mascherine quando sono entrato io. Non c’erano mascherine, non c’erano guanti, non c’era niente”.

10 giugno: Tenaris Dalmine - NO ALLA FLESSIBILITA', NO AI RICATTI

VOCI DALLE ASSEMBLEE
Voi mi state dicendo che per mantenere il lavoro devo perdere i diritti
Quanta flessibilità abbiamo già dato eppure una dopo l'altro sono stati chiusi i reparti (fap, manicotti....)
(dal Fas) Lavoro tutta settimana di notte, smonto alla domenica mattina e lunedì alle 6 sono di nuovo in reparto e mio figlio mi dice: “dato che ci sei resta anche domenica in fabbrica intanto non ci sei mai”.
Siete una manica di corrotti, che cercate solo le tessere e nient'altro
Non siamo piu tutelati da nessuno, voi parlate per l'azienda, non parlate per noi.
Voi parlate come l'amministratore delegato, ma almeno Rocca ha un senso che parla così, perchè difende i suoi interessi, il problema è che non c'è un sindacato che difende gli interessi dei lavoratori.
Con questa flessibilità non assumono più nessuno, tutti a girare e si preparano nuovi esuberi.
NO ALLA FLESSIBILITA'
NO AI RICATTI


Fim Fiom Uilm, uniti nel servire il padrone, con il loro codazzo di delegati scaduti da 4 anni, non rappresentano gli operai, stanno tenendo una trattativa illegittima, senza mandato, a favore dell'azienda. E i risultati si vedono.
Si presentano in assemblea con l'accordo già in tasca, per tentare di convincere gli operai, attraverso le minacce e il terrorismo, ad accettare IL RICATTO DELLA FLESSIBILITA'.

Venerdì gli è andata male, nelle grosse assemblee del secondo turno con giornata e della notte (quella del primo, poco partecipata è stata passiva) è montata la protesta!
Molti interventi per dire che la trattativa non deve continuare, che è sbagliato cedere i diritti e la propria vita all'azienda...

La loro proposta è quella dell'azienda: accettate! Fim Fiom Uilm e i loro delegati sono i porta ordini di Tenaris/Dalmine!

Non aspettiamo il referendum per dire no. La loro macchina elettorale non è trasparente, non è democratica, basti pensare al vecchio trucco di far votare gli impiegati per far crescere i si!
Il voto sotto ricatto è truccato, serve la lotta!

La nostra proposta è di rigettare la flessibilità e chiudere questa trattativa.
Gli operai hanno già dato!

La nostra proposta è di lottare per batterli!
Organizzati con il sindacato di classe, il sindacato nelle mani degli operai!




SLAI Cobas per il sindacato di classe via Marconi 1 Dalmine 335 5244902 sindacatodiclasse@gmail.com

FLMU/CUB coordinamento di bergamo via Donizetti 10 Dalmine 339 7313300
flmu.cub.bg@email.it

10 giugno: Rinviato il processo ai 2 disoccupati - CASSA DI RESISTENZA: IO STO CON I "COLPEVOLI DI LOTTE"

TARANTO - RINVIATO AL 17 GIUGNO IL PROCESSO PER DIRETTISSIMA CHE SI DOVEVA
TENERE QUESTA MATTINA nei confronti di Massimo e Francesco i 2 Disoccupati Organizzati slai cobas, arrestati per la lotta per il lavoro e la protesta al consiglio comunale del 22 maggio scorso ma scarcerati dopo due giorni perchè lo stesso Gip Rosati aveva ritenuto i motivi della protesta giustificabili e che non vi era stata violenza da parte dei Disoccupati Organizzati.

Questa mattina presidio dei DO slai cobas davanti al Tribunale per fare controinformazione su come sono andati veramente i fatti il 22 maggio, ma soprattutto per denunciare chi, Comune, altre istituzioni, non facendo nulla per rispondere all'emergenza lavoro a Taranto, fanno loro violenza verso la vita e la dignità di centinaia di disoccupati, e sempre più rispondono con aggressione dei vigili, denunce, processi a chi lotta per i diritti.

Mentre infatti, l'ex sindaco Di Bello che ha rubato miliardi non si fa neanche un giorno di galera per la prescrizione dei reati, i Disoccupati Organizzati e la coordinatrice Slai cobas (a parte quello per il 22), sono pieni di denunce, processi, multe di migliaia di euro, perchè "colpevoli di lotte".

PER QUESTO NEL PRESIDIO DI QUESTA MATTINA ABBIAMO LANCIATO UNA CASSA DI RESISTENZA PER LE SPESE LEGALI DI QUESTI PROCESSI.

CHIEDIAMO A TUTTI DI CONTRIBUIRE, COME ATTO CONCRETO DI SOLIDARIETA' VERSO LA LOTTA PER IL LAVORO:
per effettuare versamenti: c/c bancario UNICREDIT BANCA ROMA agenzia Taranto via Marche, 52 intestato a
SLAI COBAS PER IL SINDACATO DI CLASSE, avente le seguenti coordinate bancarie:
IT 49 W - ABI 02008 - CAB 15807 n. conto 000011056357 .


10 giugno: Solidarietà militante- Taranto chiama, Palermo risponde

Disoccupazione, precarietà, miseria e carovita... con questo sistema facciamola finita! In piazza ieri pomeriggio a Palermo i disoccupati organizzati - solidarietà diretta con i senza casa accampati al Comune e lanciata dal megafono ai disoccupati oggi processati per direttissima a Taranto

Ieri pomeriggio la manifestazione dei disoccupati organizzati nello Slai Cobas per il s.c. dalla Regione Siciliana si è conclusa con un presidio sotto il Comune di Palermo, dove già da giorni sono accampate un gruppo di famiglie senza casa.
Sono stati distribuiti volantini ai passanti ed esposti alcuni striscioni mentre dal microfono si sono susseguiti lunghi interventi di denuncia della condizione dei disoccupati, esprimendo il massimo di solidarietà ai due disoccupati che saranno oggi processati per direttissima a Taranto; di denuncia della condizione dei senza casa della città, e qui la solidarietà è stata espressa direttamente, con l’invito, accettato, ad intervenire al microfono aperto. 
La denuncia e la pressione continua davanti ad un Comune blindato da due furgoni della polizia hanno portato ad un incontro con l’assessore al lavoro del Comune, Giovanna Marano (da ex dirigente regionale della Fiom alla poltrona del potere).

Dopo una breve esposizione dei problemi legati alla disoccupazione, in generale e in particolare rispetto alla città, con un breve racconto della condizione anche da parte dei due disoccupati facenti parte della delegazione, siamo entrati nel merito della richiesta: è necessario un “percorso” (visto che all’assessore non piace il termine “task force” perché, ha detto, in passato se ne sono fatte tante, una per ogni vertenza, ma che nella sostanza non risolvevano i problemi!) che porti ad una riunione congiunta delle istituzioni cittadine, Prefettura, Regione e Comune, per la ricerca, fatta fino in fondo, di una possibile soluzione a questo stato di cose. È stato ribadito che se non viene intesa in questo modo allora è meglio non farne niente, perché di chiacchiere e buoni  propositi se ne fanno tanti.

Noi da parte nostra, mentre continueremo le manifestazioni di piazza per "sensibilizzare" i dirigenti dei vari enti, ci siamo impegnati a inviare ancora una volta una lettera a Prefettura, Regione e Comune stesso con il resoconto di questi primi incontri e riformulando la proposta.
Il nuovo assessore ha cominciato come di consueto mettendo le mani avanti: “non abbiamo la bacchetta magica”!, frase sentita troppe volte in questi anni di lotta, e che uno dei disoccupati le ha rimproverato (rimprovero accettato!) e ha tenuto a precisare che lei è stata chiamata a questo compito per amministrare bene, non per altro. L’assessore ha tenuto a precisare che non si deve guardare a soluzioni come quelle del passato, e cioè, per esempio, ai grandi bacini in cui si infilavano precari e disoccupati, perché “non sarebbe vero lavoro”, ma si è detta d’accordo con la proposta di mettere insieme le istituzioni e di impegnarsi in questo “percorso”.

VEDREMO! LA LOTTA PER ORA VA AVANTI!

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Il volantino diffuso ieri

Il lavoro c’è, e pure tanto!
Basta con la disoccupazione!

Palazzi e palazzine che crollano a raffica, scuole e ospedali decrepiti e che non funzionano, strade sconnesse, trasporti inefficienti, verde pubblico inesistente, discariche in centro e in periferia di amianto e di tutto il possibile... Nessuna vera raccolta differenziata, niente cura del verde e dei beni pubblici... come fa a non essere chiaro a tutti come il sole che se si pensa al solo risanamento della città, a spendere bene i soldi dei vari finanziamenti statali ed europei, e non a usarli per il clientelismo di politici e partiti, insomma ad occuparsi davvero della vivibilità collettiva, ci sarebbe lavoro “per tutti e per sempre”.





E le cifre sulla disoccupazione diffuse ieri dai mezzi di informazione non lasciano dubbi, se ancora qualcuno ne avesse, sul fatto che si tratta di una tragedia sociale che tocca almeno 7 milioni di persone in tutto il paese, tra chi risulta ufficialmente disoccupato, cioè chi ha lavorato anche un sologiorno in un anno, e chi invece ha abbandonato perfino la ricerca di un posto di lavoro. 

E si deve comprendere facilmente quanto questo stato di cose sia insopportabile per tutti e particolarmente per le donne e i giovani, che al sud hanno superato la quota del 60%, ai quali per la prima volta viene detto che non hanno un futuro! Altro che “Garanzia Giovani”! Così come ormai sono considerati “fuori del mercato” quelli che hanno tra i 40 e i 50 anni e più!


Problemi che in questa città, e non solo, vengono condivisi con tutti quelli che non hanno una casa, vengono sfrattati, non possono usufruire della sanità, della scuola, dei servizi pubblici, ecc. e che invece del lavoro e dei servizi degni di questo nome ricevono multe, denuncie e incriminazioni per aver provato a difendere i propri diritti!


I disoccupati organizzati hanno chiesto l’11 aprile scorso, tramite lettera al Prefetto di Palermo, Cannizzo, al Presidente della Regione, Crocetta, e al sindaco Orlando un incontro per mettere in campo iniziative concrete per cominciare a fare sul serio e tentare di risolvere questa tragedia. Purtroppo a questa lettera non è stata data risposta e i disoccupati sono stati costretti a continuare a manifestare in diverse forme grazie alle quali hanno incontrato circa un mese fa il viceprefetto Baratta, che si era impegnata a riferire al Prefetto, e il segretario particolare del presidente Crocetta, Moussa, che si era impegnato a organizzare un incontro. E, purtroppo, finora neanche questi impegni sono stati mantenuti, mentre il problema diventa ogni giorno più grave.
Non è assolutamente accettabile che i responsabili delle varie amministrazioni, davanti a questi problemi facciano finta di niente, o diventino addirittura a dir poco volgari quando “offrono” al massimo delle indicazioni su come ricevere un “sacchetto della spesa”, (loro, che hanno stipendi altissimi, per non parlare degli scandali di questi giorni nei quali sono coinvolti quegli stessi che dicono alle masse popolari che “non ci sono soldi!”) mentre basta guardare in che stato si trova la città da ogni punto di vista per capire che si tratta solo di volontà politica.
Senza lavoro non c’è dignità, per sé e per le proprie famiglie! È per questo che i disoccupati continueranno a lottare!
Solidarietà a tutti quelli colpiti dalla repressione e in particolare ai 2 disoccupati di Taranto che domani saranno processati per direttissima per aver lottato per il lavoro

Slai cobas per il sindacato di classe 
Via g. del Duca,4 Palermo
cobas_slai_palermo@libero.it
3387708110 - 3408429376


10 giugno: ND TREZZO - CONTRO CGIL/CISL/UIL SERVI DELLO SCHIAVISMO DELLE COOPERATIVE

NO A CGIL CISL UIL.
SI AD UN ACCORDO CHE TUTELI TUTTI I LAVORATORI.

Cgil cisl uil hanno firmato un accordo ad aprile per licenziare i lavoratori. Sono venduti non ci si può fidare.
Infatti il nuovo accordo del 4 giugno 2014, scritto solo perchè hanno paura delle lotte dei lavoratori con il COBAS, gira le parole ma è lo stesso imbroglio:

prevede alla fine dell'appalto il licenziamento
Mobilità = licenziamento
Aspi = licenziamento
Non da garanzie per la cassa integrazione: dice che verrà chiesta ma che non si sa se la Regione la concederà.  Infatti loro hanno già previsto la mobilità e l'Aspi!!!
Non da garanzie che con i nuovi clienti verranno chiamati i lavoratori presenti oggi nella cooperativa. Anzi elimina già quelli che non hanno tre anni di anzianità.
QUESTO ACCORDO E' TUTTO A FAVORE DELLA COOPERATIVA, DELLA ND E DEI VENDUTI DI CGIL CISL UIL.                        BISOGNA DIRE NO E TORNARE A LOTTARE CON IL COBAS!
- NESSUNO DEVE ESSERE  LICENZIATO.
- NO ALLA LISTA DI ANZIANITA' DEI 3 ANNI.
- IMPEGNO OBBLIGATORIO PER ND E CONSORZIO PER LE NUOVE ASSUNZIONI NELLA COOPERATIVA CHE ARRIVERA' PER I LAVORATORI OGGI PRESENTI IN 'SERVIZI E LAVORO'.
- UGUALI CONDIZIONI CONTRATTUALI!
- DA SUBITO TUTTI IN REGIONE PER OTTENERE GARANZIE PER LA CASSA INTEGRAZIONE PRIMA DELLA CHIUSURA DI LUGLIO.
QUESTO E' L'ACCORDO CHE BISOGNA FARE PER DIFENDERE LAVORO, SALARIO, DIGNITA.'
Solo organizzati con il sindacato Cobas è possibile ottenere questi risultati.
Informiamo i lavoratori che è aperto lo stato di agitazione sindacale.
  

10 giugno: ECCO LE VIOLENZE DEI VIGILI DI TARANTO CONTRO I DISOCCUPATI - SOSTENIAMO LA CASSA DI RESISTENZA: "IO STO CON I "COLPEVOLI DI LOTTE"

Dalla denuncia che viene presentata oggi in Procura:




...I FATTI OGGETTO DELLA PRESENTE DENUNCIA

Mentre i disoccupati, tra cui varie donne, erano seduti pacificamente per terra, i vigili si sono buttati sopra vari disoccupati, per cacciarli con la forza.
In particolare segnaliamo questi episodi per la loro gravità, perpetrati su tre disoccupati.

Francesco Tagliente. Questi stava seduto per terra al fianco di Fiorella Masci del coordinamento provinciale dello slai cobas; allorchè il Tagliente ha visto che due vigili stavano tirando su la Masci esercitando molta forza e facendole male, si è alzato per aiutare la Masci. A questo punto due vigili, 
di cui uno era Ferrarese (senza divisa di ordinanza), hanno preso il Tagliente ognuno da un braccio 
e lo hanno letteralmente lanciato, tanto che il Tagliente è andato a sbattere con la tempia destra 
della testa sulla scrivania del vicesindaco Lonoce; allorchè il Tagliente ha cercato di rialzarsi, è stato immediatamente bloccato, dal vigile Ferrarese che gli ha messo un braccio intorno al collo 
stringendoglielo forte, mentre l'altro vigile pelato (si allega foto) lo teneva bloccato a terra 
mettendogli il ginocchio e tutto il peso del suo corpo all'altezza dei reni, provocando un forte e 
continuo dolore all'osso sacro e alla gamba destra. Il Tagliente ha cercato di alzarsi facendo leva 
sulle sue braccia, ma il Ferrarese gli ha stretto sempre più forte il braccio intorno al collo, mentre 
l'altro vigile continuava a stare sopra il suo corpo, e nonostante il Tagliente con grande sforzo 
dicesse più volte: “sto soffocando...”, e altre disoccupate chiedevano al vigile di allentare la presa, 
perchè il Tagliente era diventato paonazzo ed era visibile che non riusciva a respirare. Dopo vari 
minuti, lo hanno ammanettato e portato in altra stanza adiacente a quella del consiglio comunale; 
ma qui ancora il vigile Ferrarese, senza che il Tagliente facesse alcuna resistenza, gli ha preso 
con le mani la testa e lo ha sbattuto contro un armadietto di ferro, provocandogli una ferita alla 
fronte (allegati referti medici)

Fiorella Masci. Anche su questa donna, che stava seduta per terra, i vigili le si sono buttati con 
forza addosso, hanno sempre con forza portato le sue braccia dietro la schiena e l'hanno 
ammanettata, torcendole, per farlo, un braccio e provocandole un forte dolore all'omero. Quindi 
in due l'hanno presa dai piedi e l'hanno trascinata per due stanze (vedi referto). Nel comando 
della polizia municipale, poi, benchè non fosse stato emesso per la Masci alcun ordine di arresto, 
è stata fatta denudare e ha dovuto subire una perquisizione corporale integrale.

Massimo Portacci. Il Portacci al momento dell'aggressione dei vigili stava seduto per terra, 
non ha opposto alcuna resistenza, aveva le mani alzate. Nonostante che non vi fosse alcun tentativo 
né di reazione, né di fuga, anche al Portacci i vigili hanno posto le manette; forzando le braccia 
all'indietro, con manette che erano anche piccole per i polsi del Portacci, e benchè il Portacci si 
fosse alzato tranquillamente e chiedeva che gli venissero almeno messe manette più larghe e con 
le braccia davanti, visto che la precedente posizione gli provocava molto dolore (alleghiamo foto)...
******
Mentre l'ex sindaco Di Bello (allora "pupilla" di Berlusconi) che ha rubato miliardi 
non si farà neanche un giorno di galera per la prescrizione dei reati, i Disoccupati 
Organizzati e la coordinatrice Slai cobas (a parte quello per il 22), sono pieni di 
denunce, processi, multe di migliaia di euro, perchè "colpevoli di
lotte".

PER QUESTO NEL PRESIDIO AL TRIBUNALE DI QUESTA MATTINA PER IL 
PROCESSO PER DIRETTISSIMA AI 2 DISOCCUPATI ORGANIZZATI,  
ABBIAMO LANCIATO UNA 
CASSA DI RESISTENZA PER LE SPESE 
LEGALI DI QUESTI PROCESSI: 
"Io sto con i "colpevoli di lotte"

CHIEDIAMO A TUTTI DI CONTRIBUIRE, COME ATTO CONCRETO DI 
SOLIDARIETA' VERSO LA LOTTA PER IL LAVORO.

per effettuare versamenti: c/c bancario UNICREDIT BANCA ROMA agenzia 
Taranto via Marche, 52 intestato a SLAI COBAS PER IL SINDACATO DI 
CLASSE, avente le seguenti coordinate bancarie: IT 49 W - ABI 02008 - CAB 15807 n. conto 000011056357 .


9 giugno: a Palermo manifestazione per il lavoro - a Taranto si processa chi lotta per il lavoro

Palermo, 9 giugno 2014

Basta con la disoccupazione.
Il lavoro innanzi tutto!


Manifestazione per il lavoro oggi pomeriggio: concentramento in piazza
indipendenza, davanti la sede della Presidenza della Regione Siciliana alle ore
15, 30 e corteo fino al Comune di Palermo.


Le cifre sulla disoccupazione diffuse ieri dai mezzi di informazione non  lasciano dubbi, se ancora qualcuno ne avesse, sul fatto che si tratta di una tragedia sociale che tocca almeno 7 milioni di persone in tutto il paese, tra
chi risulta ufficialmente disoccupato, cioè chi ha lavorato anche un giorno in un anno, e chi invece ha abbandonato perfino la ricerca di un posto di lavoro.
E si deve comprendere facilmente quanto questo stato di cose sia insopportabile per tutti e particolarmente per le donne e i giovani, che al sud hanno superato la quota del 60%, ai quali per la prima volta viene detto che non hanno un futuro!
Problemi che in questa città, e non solo, vengono condivisi con tutti quelli che non hanno una casa, vengono sfrattati, non possono usufruire della sanità, della scuola, dei servizi pubblici, ecc.

I disoccupati organizzati nello Slai cobas per il sindacato di classe hanno chiesto l’11 aprile scorso, tramite lettera al Prefetto di Palermo, Cannizzo, al Presidente della Regione, Crocetta, e al sindaco Orlando un incontro per mettere in campo iniziative concrete per cominciare a fare sul serio e tentare
di risolvere questa tragedia.
Purtroppo a questa lettera non è stata data risposta e i disoccupati sono stati costretti a continuare a manifestare in diverse forme grazie alle quali hanno incontrato circa un mese fa il viceprefetto Baratta, che si era impegnata a riferire al Prefetto, e il segretario particolare del presidente Crocetta,
Moussa, che si era impegnato a organizzare un incontro. E purtroppo finora neanche questi impegni sono stati mantenuti, mentre il problema, se possibile, diventa ogni giorno più grave.
Senza lavoro non c’è dignità, per sé e per le proprie famiglie! È per questo che i disoccupati continueranno a lottare!

Slai cobas per il sindacato di classe
Via g. del duca, 4 Palermo
338.7708110 – 340.8429376





taranto
centinaia di firme e presenze solidali alla tenda per il lavoro e anche turisti solidali con i disoccupati in lotta
 LOTTARE PER IL LAVORO E' UN REATO?


          MARTEDI' 10 PROCESSO PER DIRETTISSIMA ER 2 DISOCCUPATI DI TARANTO.

Mentre per i ladri, l'ex Sindaco Di Bello ed ex vicesindaco Tucci diTaranto, che si sono "mangiati" milioni e milioni, i giudici hanno fatto bellamente andare in prescrizione gravissimi reati,  mentre la malavita
impazza in città con bombe ed estorsioni e traffici vari, mentre nelle istituzioni locali si ruba a più non posso e si gestiscono le clientele
In tribunale non si perde tempo per fare il processo per direttissima per i 2 Disoccupati Organizzati Slai cobas arrestati il 22 e poi scarcerati 2 giorni dopo. Nell'ordinanza vi sono accuse, che se venissero confermate, comporterebbero anni di carcere: interruzione consiglio comunale, occupazione dell'aula del consiglio, "usato violenza e minaccia per opporsi agli agenti della Polizia Municipale... cagionando lesioni personali... attingendoli in varie parti del corpo con calci e gomitate nel tentativo di divincolarsi...".
 Vigili che invece hanno aggredito,  come risulta dalle immagini video e fotografiche ora vogliono passare per "aggrediti".

SE PASSA CHE E' LEGITTIMO REPRIMERE CHI LOTTA PER IL LAVORO, SI REPRIMERANNO
TUTTI COLORO CHE LOTTANO PER I LORO DIRITTI
I 2 DISOCCUPATI DEVONO ESSERE ASSOLTI!

CHIAMIAMO TUTTI AD ESPRIMERE  in tutte le forme la loro SOLIDARIETA'
invitiamo a partecipare  MARTEDI' 10 ALLE ORE 9 AL PRESIDIO AL TRIBUNALE.


Disoccupati Organizzati
Slai cobas per il sindacato di classe
slaicobasta@gmail.com 347-5301704