SEDE LEGALE E NAZIONALE TARANTO VIA LIVIO ANDRONICO, 47 tel 099/4792086 347/5301704 slaicobasta@gmail.com
martedì 20 aprile 2021
AL PICCOLO TEATRO OCCUPATO, OPERAI MASCHIO NS IN ASSEMBLEA CON LE LAVORATRICI E I LAVORATORI DELLO SPETTACOLO, DUE FORME DI MODERNO CAPORALATO A CONFRONTO, PER UNIRE LE LOTTE
MASCHIO, TREZZO: SOLIDARIETÀ A RICCARDO DAGLI OPERAI MASCHIO IN ASSEMBLEA E NUOVE DECISIONI PER LE PROSSIME MOBILITAZIONI A DIFESA DELLA SENTENZA DI REINTREGRO IN FABBRICA
SUL
PIANO IMMEDIATO, LA PRIORITÀ È FERMARE L'IGNOBILE RICHIESTA DI CASSA COVID AVANZATA DALL’AZIENDA PER
AGGIRARE LA SENTENZA CON INIZIATIVE SPECIFICHE VERSO INPS E PREFETTURA, E PER IMPEDIRE UNA QUALCHE FORMA DI COPERTURA SINDACALE CONFEDERALE
24 APRILE PRATO CON GLI OPERAI TEXPRINT E IL MOVIMENTO DEI LAVORATORI SOLIDALE
1 MAGGIO PROLETARIO E INTERNAZIONALISTA A MILANO
8 MAGGIO CORTEO OPERAIO E POPOLARE A TREZZO, BASTA COOPERATIVE E MULTISERVIZI IN FABBRICA
20 aprile - LICENZIAMENTO ALL'ArcelorMittal TARANTO: SCIOPERO E PRESIDIO a ROMA IL 22 APRILE, infosolidale
Lo Slai Cobas per il sindacato di classe Taranto aderisce allo sciopero
il rappresentante RSA Slai Cobas AM/appalto/cigs exIlva partecipa al presidio romano
iniziativa di sostegno contemporanea a Taranto
22 aprile #Manifestazione sotto il #Mise"
Ancora nessuna soluzione per la vicenda che ha
interessato il dipendente di ArcelorMittal
Italia , Riccardo #Cristello, che ha condiviso lo screenshot
della fiction '"#SvegliatiAmoreMio".
Usb
Taranto non molla. Scioglie il presidio davanti allo
stabilimento, ma prosegue con le manifestazioni e sposta la protesta
nella capitale: sciopero e presidio sotto la sede del Ministero
dello Sviluppo Economico , giovedí 22 aprile.
"Dopo aver inviato la
lettera di impugnativa di licenziamento, l’avv. Mario #Soggia è
stato contattato da un avvocato di Milano il quale, per conto di
#ArcelorMittal, ci ha invitato ad un incontro per il mattino
successivo alle 9,00 presso la direzione dell’azienda alla presenza
di Arturo #Ferrucci, Direttore delle Risorse Umane". Riccardo
#Cristello ripercorre gli ultimi accadimenti.
"#Ferrucci
- aggiunge il lavoratore - ha rifiutato in maniera netta l'ipotesi
che io potessi farmi assistere oltre che dall’avvocato, anche da un
rappresentante del sindacato #USB".
"Nell’incontro abbiamo ribadito che dal post non era presente
alcun riferimento, anche implicito, alla gestione #Mittal
dello stabilimento siderurgico di Taranto. Per questo ho messo in
evidenza che non sono nelle condizioni di dover chiedere scusa, in
quanto non posso essere ritenuto responsabile di alcun comportamento
scorretto e tantomeno denigratorio nei confronti della
multinazionale.
Come da richiesta dell’azienda e secondo accordi presi in quella sede con l’avv. Mario #Soggia, abbiamo inviato circa due ore dopo, per iscritto approfondite spiegazioni relative al momento storico al quale si riferisce la fiction "#SvegliatiAmoreMio" e il post che ha poi generato la forte e per noi ingiustificata reazione dell'azienda".
"A questo punto - prosegue #Cristello - abbiamo atteso quasi 24 ore per ricevere da #ArcelorMittal un testo totalmente rivisto e che soprattutto riportava anche una frase di scuse che avrei dovuto sottoscrivere".
"Insistere attribuendo al lavoratore responsabilità inesistenti ed obbligarlo a chiedere scusa in cambio del reintegro ci sembra svelare la chiara mancanza di volontà a conciliare".
"L'apertura sbandierata alla stampa e le dichiarazioni sull' intenzione di risolvere bonariamente la questione sono solo una montatura che sta creando grossi problemi di salute al lavoratore, il quale è stato costretto nelle ultime ore a ricorrere alle cure dei sanitari. Noi confermiamo la decisione di voler continuare a combattere per portare avanti I diritti di #Cristello che rappresenta la condizione di moltissimi lavoratori. La vicenda si carica di maggiore significato proprio perchè sintetizza in realtà la battaglia di tanti. Per questo - Giovedí torneremo a #Roma, questa volta coinvolgendo il ministro Giancarlo Giorgetti
20 aprile - TRA APERTURE E CHIUSURE PER "RILANCIARE" IL PROFITTO, DELLE IMPRESE, CONTINUA LA STRAGE OPERAIA. LA VERA UNICA COSTANTE DI QUESTO SISTEMA ASSASSINO
Morti sul lavoro
Osservatorio Indipendente di Bologna
per contatti carlo.soricelli@gmail.com
Morti sul lavoro nel 2021
Dall’inizio dell’anno al 19 aprile 195 morti su luoghi di lavoro (55 a marzo), 390 con i morti sulle strade e in itinere
Già 38 gli agricoltori schiacciati dal trattore nel 2021
88 medici morti per coronavirus nel 2021 (358 totali dall’inizio epidemia) 80 gli infermieri in servizio. Il 70% dei lavoratori morti per infortuni sul lavoro da coronavirus sono donne
l’INAIL considera i propri assicurati morti a causa del coronavirus, come morti per infortuni sul lavoro, noi aggiungiamo anche gli altri che non lavorano nella Sanità
Su Facebook
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Qui sotto i MORTI SUI LUOGHI DI LAVORO nelle Regioni e Province (non ci sono i morti per covid). Non sono contati neppure i morti in itinere e sulle strade: tenete presente che i morti in itinere e sulle strade sono almeno altrettanti rispetto a quelli segnalati qui sotto nelle Regioni e Province. Ma noi preferiamo tenerli separati, perché richiedono altri interventi, che sono diversi da quelli delle morti sui Luoghi di Lavoro. Ma altri li conteggiano tutti insieme generando confusione tra chi vuole comprendere le reali dimensioni e qualità del fenomeno. NB nelle province e Regioni non ci sono i morti per infortuni provocati dal coronavirus
Morti sui LUOGHI DI LAVORO nelle Regioni nel 2021
CAMPANIA 20 Napoli (6), Avellino (1), Benevento (1), Caserta (5), Salerno (7) Lombardia 21 Milano (2), Bergamo (1), Brescia (8), Como (), Cremona (1), Lecco (3), Lodi (1), Mantova (), Monza Brianza (), Pavia (2), Sondrio (2), Varese(1) TOSCANA 17 Firenze (3), Arezzo (), Grosseto (1), Livorno (1), Lucca (4), Massa Carrara (1), Pisa (1), Pistoia (5), Siena () Prato(1) VENETO 19 Venezia (2), Belluno (1), Padova (8), Rovigo (), Treviso (2), Verona (1), Vicenza (4) PIEMONTE 15 Torino (6), Alessandria (3), Asti (1), Biella (1), Cuneo (4), Novara (), Verbano-Cusio-Ossola () Vercelli) LAZIO 11 Roma (7), Viterbo () Frosinone (3) Latina (1) Rieti () EMILIA ROMAGNA 11 Bologna (1), Rimini (1) Ferrara (2) Forlì Cesena () Modena (3) Parma () Ravenna (2) Reggio Emilia (2) Piacenza () PUGLIA 9 Bari (2), BAT (1), Brindisi (2), Foggia (), Lecce (2) Taranto (2) iglesiente () ABRUZZO 8 L'Aquila (2), Chieti (3), Pescara () Teramo (3) CALABRIA 9 Catanzaro (2), Cosenza (3), Crotone (1) Reggio Calabria (2) Vibo Valentia (1) SICILIA 8 Palermo (), Agrigento (1), Caltanissetta (), Catania (2), Enna (), Messina (2), Ragusa (3), Siracusa (), Trapani () TRENTINO ALTO ADIGE 6 Trento (2) Bolzano (4) () FRIULI VENEZIA GIULIA (6) Pordenone (1) Trieste (1) Udine (3) Gorizia (1) MARCHE 5 Ancona (2), Macerata (), Fermo (), Pesaro-Urbino (2), Ascoli Piceno (1) Fermo LIGURIA 2 Genova (), Imperia (, La Spezia (1), Savona (1) BASILICATA 2 Potenza (2) Matera () UMBRIA 1 Perugia (1) Terni () Molise 2 Campobasso (1) Isernia (1). SARDEGNA 2 Cagliari () Carbonia-Iglesias (), Medio Campidano (), Nuoro (1), Ogliastra (), Olbia-Tempio (), Oristano (), Sassari (1). Sulcis VALLE D’AOSTA (1)
lunedì 19 aprile 2021
19 aprile - DA SLAI COBAS SC RAVENNA
alla Marcegaglia di RA cominceremo stasera a raccogliere firme per Riccardo licenziato AM - vedi sotto locandina
alla Amadori. è da quando è scoppiata la pandemia
che è più difficile conoscere la situazione degli operai.
... con la pandemia i ritmi sono aumentati nelle sedi di
San Vittore di Cesena (2500 operai, 6 casi di infezioni
nei reparti imballo/taglio polli, wustel e prezzatura ) e
di S. Sofia di FC, ex pollo del Campo (su 1500 operai,
il 9%, cioè 130 lavoratori, sono risultati positivi)
. Amadori ha assunto del personale per sostituire i
lavoratori in quarantena, non dà informazioni sui
contagi, ovviamente i confederali (UIL in testa)
tacciono.
-all'Elettrolux di Forlì stiamo stabilendo contatti con le
delegate RSU e daremo un volantino di appoggio alla
loro lotta contro i sabati lavorativi e il premio di
produzione e in solidarietà all'operaio licenziato di TA
dell'AM
Solidarietà con l’operaio dell’ArcelorMittal di Taranto licenziato per un post su facebook!
Riccardo deve rientrare!
Il fascismo padronale non deve passare!
Lavoro, salute e libertà d’opinione!
Il licenziamento di Riccardo Cristello, operaio dell’AM di Taranto, riguarda tutti perché ha a che fare con l’attacco dei padroni alla libertà d’espressione nei luoghi di lavoro. I padroni dell’AM lo hanno voluto colpire perché aveva pubblicato un post su Facebook, con il quale invitava a seguire una fiction televisiva sulla grave situazione ambientale della fabbrica e della città! Un licenziamento che viola la Costituzione e lo Statuto dei lavoratori:
Articolo 1 Statuto dei lavoratori (L. 20 maggio 1970, n. 300) Libertà di opinione
“I lavoratori, senza distinzione di opinioni politiche, sindacali e di fede religiosa, hanno diritto, nei luoghi dove prestano la loro opera, di manifestare liberamente il proprio pensiero, nel rispetto dei principi della Costituzione e delle norme della presente legge”.
Toccano uno, toccano tutti!
I padroni vogliono il fascismo aziendale! I governi mandano la polizia contro i lavoratori in lotta (come a Piacenza, a Prato)! Vogliono instaurare un clima di paura per scaricare la crisi economica sugli operai e fare passare i loro piani di licenziamenti, aumento dei ritmi di sfruttamento, attacco al salario e alla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.
Bisogna rispondere all’attacco di padroni e governo. Alcune manifestazioni di solidarietà con Riccardo si stanno già svolgendo, dai presidi e scioperi a Taranto, alle RSU ILVA di Genova, alle delegate RSU FIOM dell’Elettrolux di FC fino ad altre realtà di lavoratori in lotta.
Basta con il fascismo padronale nelle fabbriche e nei posti di lavoro!
Firma l’appello
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Slai Cobas per il sindacato di classe- comitato promotore di Ravenna cobasra@gmail.com Tel 339/8911853
19 april - info: Roma. I deficit della sanità pubblica per favorire quella privata
Ieri mattina il Comitato Popolare Sanità Pubblica ed insieme a cittadini di diversi quartieri, si è recato dinanzi gli uffici della Direzione Generale dell’ASL RM2, una delle ASL più popolose e che copre un territorio vastissimo, periferico e colmo di soggetti anziani, fragili ed esposti ai maggiori rischi.
In loco gli attivisti sono riusciti ad ottenere un incontro con il Direttore Sanitario del IV distretto dell’ASL Roma 2 e il Responsabile della Logistica della stessa ASL.
“A questi abbiamo posto le nostre domande e le criticità riscontrate in questi mesi di attività: carenza di personale e strutture adeguate per le somministrazioni a causa del profondo indebolimento del servizio sanitario territoriale di prossimità, inefficienza del servizio di call center e prenotazione online della somministrazione vaccinale, totale assenza di un piano vaccinale domiciliare per i non deambulanti. Il risultato consta di centinaia di anziani e fragili abbandonati al loro destino e posti ogni giorno a rischio di contagio e di conseguenze gravi, oltre ad un tessuto socio-sanitario completamente disintegrato”, dichiarano gli attivisti del comitato.
Le risposte dei responsabili locali sono state vacue quando non preoccupanti: confermata la carenza di personale e strutture, rimpallando le responsabilità del piano vaccinale e delle scelte economiche e politiche sugli organi regionali, ciò che maggiormente ci ha messo in allerta è il numero dichiarato di vaccinazioni domiciliari giornaliere previste. 18.
La ASL RM2 può garantire 18 somministrazioni vaccinali al giorno attraverso 3 autovetture a ciò preposte. Numeri, questi, non certo degni di un territorio così vasto e di una campagna vaccinale di massa durante una pandemia.
“Con l’incontro siamo riusciti a risolvere i problemi delle segnalazioni che ci sono arrivate in questi mesi. Questa è una vittoria. Quando le persone si organizzano ottengono risultati. Ma sappiamo che la vera soluzione per incrementare la campagna vaccinale e l’efficienza del servizio sono assunzioni ed investimenti nella sanità pubblica”, dichiara Elisabetta Canitano, medico del comitato.
“Come Comitato, pertanto, continueremo a portare avanti la nostra attività che, sicuramente, vorrà essere di supporto alle categorie maggiormente in difficoltà, ma non per sostituirsi all’istituzione pubblica e al personale preposto bensì per far pressioni e avviare una battaglia comune. Perché la tutela dei più fragili, gli investimenti nella sanità pubblica e la salute collettiva sono interesse di tutti, e la nostra lotta proseguirà!”
domenica 18 aprile 2021
18 aprile - info: PRESIDIO ALL'UFFICIO IMMIGRAZIONE DELLA QUESTURA DI TORINO. MASSIMO SOSTEGNO
All'attenzione della stampa e della società civile
Domani
19 Aprile 2021, alle ore 9.30, l'Assemblea Lavoratori Precari e
Disoccupati - Dobbiamo Vivere, rilancia il secondo presidio di fronte
ai locali dell'Ufficio Immigrazione della Questura di Torino.
Qui
potete trovare l'evento fb in cui si lancia l'iniziativa:
https://fb.me/e/apD1lDNjN
<https://fb.me/e/apD1lDNjN>
Come lunedì scorso, si richiede un tavolo al Prefetto ed al
Questore, allo scopo di discutere dei problemi legati ai tempi di
rinnovo dei permessi di soggiorno, che possono allungarsi oltre i 2
anni, ed alle domande di sanatoria, delle quali solo l'1% ha finora
avuto risposta. Nonostante la promessa di un tavolo espressa Lunedì
scorso, nessuna convocazione ha fatto seguito alle intenzioni
dichiarate. Torneremo quindi in piazza domani per ottenere che le
nostre richieste vengano prese in considerazione.
Alleghiamo
quindi la piattaforma nella quale abbiamo articolato le nostre
richieste ed inviatiamo la stampa a dare voci a tali richieste, a
documentare il presidio e denunciare le infinite code delle persone
che sono costrette ad aspettare per ore l'accesso agli uffici e per
anni il rinnovo del proprio permesso.
Chiediamo la massima
diffusione
Cordialmente
Dobbiamo Vivere -
Assemblea Lavoratori Disoccupati e Precari
Coordinamento
Documenti Per Tutti
18 aprile - info solidale: NUOVO GRAVE ATTACCO REPRESSIVO/RAZZISTA DELLA POLIZIA CONTRO I RIDER CHE OSANO ALZARE LA TESTA
CONFERENZA STAMPA STRAORDINARIA PER DENUNCIARE GRAVISSIMI ABUSI DELLE FORZE DELL’ORDINE NEI CONFRONTI DI RIDERS ISCRITTI AD ADL COBAS
Ieri intorno alle 14.00 nelle vicinanze di piazzale Baiamonti si sono
verificati fatti gravissimi che hanno visto coinvolti alcuni nostri
rider rappresentanti sindacali ADL Cobas.
Gli stessi rider che
hanno provato a tutelare la sicurezza e i diritti dei lavoratori
iscritti chiamando le forze dell’ordine per denunciare un furto,si
sono visti vittime, da parte di queste stesse forze dell’ordine, di
un episodio di violenza che si è concluso solo in tarda notte, con
tre trattenuti in questura con denunce pesantissime e un ricovero in
pronto soccorso per lesioni.
I nostri legali sono già in azione
per l'acquisizione delle immagini.
Camera del Non-Lavoro.
ADL Cobas Riders
CDNL – Camera
del Non lavoro
QUÌ SOTTO IL LINK DEL GIORNO
https://www.ilgiorno.it/cronaca/video/cobas-rider-femato-video-1.6254230
sabato 17 aprile 2021
17 aprile - info: Nelle fabbriche segnali di lotta - Electrolux di Forli' - sono le delegate operaie che proclamano lo sciopero e solidarizzano con l'operaio licenziato dell'ArcelorMittal di Taranto
Allo stabilimento di Forli della Electrolux (1100 dipendenti) le
delegate operaie della Fiom hanno proclamato nei giorni scorsi uno
sciopero di due ore per tutti i turni di lavoro per venerdì 16
aprile.
Ieri anche i delegati operai della UILM hanno aderito
allo sciopero. Che succede?
Con il rinnovo del contratto
integrativo l’azienda, con la complicità dei burocrati sindacali,
vuole introdurre i sabati lavorativi obbligatori e aumentare
ulteriormente gli insostenibili ritmi e i carichi di lavoro. Gli
operai della produzione non ci stanno e rispondono con un primo
sciopero di avvertimento!
I padroni di Electrolux hanno appena
elargito alla gerarchia di fabbrica un sostanzioso bonus (7.000€ ai
dirigenti). Per gli operai solo una miseria, 600 euro lorde e legate
alla produttività!
Sono gli operai a produrre i profitti della
Electrolux, ma la richiesta dei delegati Fiom di introdurre un bonus
fisso per tutti gli operai, quindi slegato dalla produttività e
dalla mansione, non è stato ritenuto opportuno dal referente
nazionale che si è schierato con il padrone. Gli operai della
Electrolux di Forlì esprimono nel loro comunicato solidarietà
all’operaio licenziato dall’Arcelor Mittal.
Aggiornamento di sabato 17 Aprile, dal post di una delegata sindacale: “Buonissima adesione allo sciopero di oggi. Ringraziamo tutti i colleghi che hanno capito l’importanza e i contenuti”.
da operaicontro
17 aprile - ARCELOR-MITTAL TARANTO, ULTIME NOTIZIE
La battaglia per il rientro di Riccardo sul posto di lavoro a fronte dell'infame licenziamento deve continuare in tutte le forme possibili
indetto dalla USB il presidio a Roma al Mise il 22 - vedi comunicato sotto
Lo Slai Cobas per il sindacato di classe darà in quella giornata una sponda alla fabbrica e in città a Taranto a questa iniziativa - le forme saranno decise nella riunione prevista per martedì 20 alle ore 18 presso la sede slai cobas via Livio Andronico, 47 delle realtà facenti parte del patto d'azione per il fronte unico di classe - a Taranto Slai Cobas e FGC, aperta però a tutti coloro che vogliono partecipare e decidere e sostenere insieme la lotta.
info slaicobasta@gmail. com tel. 3475301704
Usb Taranto
·#ArcelorMittal. Nulla di fatto per il caso "'Cristello".
22 aprile #Manifestazione sotto il #Mise"
Ancora nessuna soluzione per la vicenda che ha interessato il
dipendente di ArcelorMittal
Italia , Riccardo #Cristello, che ha condiviso lo screenshot
della fiction '"#SvegliatiAmoreMio".
Usb
Taranto non molla. Scioglie il presidio davanti allo
stabilimento, ma prosegue con le manifestazioni e sposta la protesta
nella capitale: sciopero e presidio sotto la sede del Ministero
dello Sviluppo Economico, giovedí 22 aprile.
"Dopo aver inviato la lettera di impugnativa di
licenziamento, l’avv. Mario #Soggia è stato contattato da un
avvocato di Milano il quale, per conto di #ArcelorMittal, ci ha
invitato ad un incontro per il mattino successivo alle 9,00 presso
la direzione dell’azienda alla presenza di Arturo #Ferrucci,
Direttore delle Risorse Umane". Riccardo #Cristello ripercorre
gli ultimi accadimenti.
"#Ferrucci
- aggiunge il lavoratore - ha rifiutato in maniera netta l'ipotesi
che io potessi farmi assistere oltre che dall’avvocato, anche da
un rappresentante del sindacato #USB".
"Nell’incontro abbiamo ribadito che dal post non era presente
alcun riferimento, anche implicito, alla gestione #Mittal
dello stabilimento siderurgico di Taranto.
Per questo ho messo in evidenza che non sono nelle condizioni di dover chiedere scusa, in quanto non posso essere ritenuto responsabile di alcun comportamento scorretto e tantomeno denigratorio nei confronti della multinazionale.
Come da richiesta dell’azienda e secondo accordi presi in quella sede con l’avv. Mario #Soggia, abbiamo inviato circa due ore dopo, per iscritto approfondite spiegazioni relative al momento storico al quale si riferisce la fiction "#SvegliatiAmoreMio" e il post che ha poi generato la forte e per noi ingiustificata reazione dell'azienda".
"A questo punto - prosegue #Cristello - abbiamo atteso quasi 24 ore per ricevere da #ArcelorMittal un testo totalmente rivisto e che soprattutto riportava anche una frase di scuse che avrei dovuto sottoscrivere".
"Insistere attribuendo al lavoratore responsabilità inesistenti ed obbligarlo a chiedere scusa in cambio del reintegro ci sembra svelare la chiara mancanza di volontà a conciliare".
"L'apertura sbandierata alla stampa e le dichiarazioni sull' intenzione di risolvere bonariamente la questione sono solo una montatura che sta creando grossi problemi di salute al lavoratore, il quale è stato costretto nelle ultime ore a ricorrere alle cure dei sanitari. Noi confermiamo la decisione di voler continuare a combattere per portare avanti I diritti di #Cristello che rappresenta la condizione di moltissimi lavoratori. La vicenda si carica di maggiore significato proprio perchè sintetizza in realtà la battaglia di tanti. Per questo - Giovedí torneremo a #Roma, questa volta coinvolgendo il ministro Giancarlo Giorgetti Pagina Fan ".
Debora #Notarnicola - Ufficio stampa Usb Taranto
venerdì 16 aprile 2021
questa mattina è proseguito il presidio permanente della direzione arcelor mittal, in corso dalla manifestazione di mercoledì 14
operai tenaci, combattivi, con la chiarezza che il padrone non la deve spuntare in un clima di discussione che tocca tutti i temi della attuale situazione in fabbrica e di quello che succederà nei prossimi giorni, ma anche consapevoli che i sindacati confederali sono stretti intorno al padrone che vuole le scuse- la uil ha già pilotato le 'scuse ' dell'altro operaio sotto minaccia
Riccardo ha dignità e coraggio è dice no - non ha niente di cui scusarsi - è la vittima non il colpevole -USB e Riccardo sono andati a roma e sono stati ricevuti dal Ministro Orlando, che li ha ascoltati ma niente di concreto - un ponzio pilato non è quello che serve
la mediazione con i legali dell'azienda dell'avvocato soggia che tutela il lavoratore non ha avuto esito
gli operai ora decidono dal presidio come proseguire - oltre naturalmente il ricorso legale
si pensa di andare a un presidio permanente al Ministero del Lavoro ma bisogna vedere la fattibilità in queste ore
lo slai cobas presente stabilmente al presidio e attivo con striscioni e locandine all'arcelor mittal appalto e in città sostiene ogni decisione e naturalmente programma la sua azione per prossimi giorni - continuando l'invito al sostegno solidale cittadino
corrispondenza dal presidio a cura dello slai cobas sc ore 12 16 aprile
16 aprile - riceviamo e pubblichiamo: COMUNICATO SULL'ASSEMBLEA DONNE/LAVORATRICI DEL 9.4.21
E' stata un'assemblea rappresentativa, con partecipazione e interventi di operaie, lavoratrici dei vari posti di lavoro, immigrate, realtà di lotta (dal presidio di Prato alle realtà di lotta in difesa dell'aborto, alle carceri, ecc.). Rappresentativa anche sulle tematiche.
Prima vi sono stati racconti, bilanci sullo sciopero dell'8 marzo dal sud al nord con iniziative nelle piazze, assemblee, presidi davanti a fabbriche e magazzini della logistica. In una situazione non facile in quest'anno, e nonostante l'attacco allo sciopero nella scuola da parte della CGS, lo sciopero c'è stato e ha avuto caratteri nuovi. Lo sciopero si è esteso a tante nuove realtà di donne proletarie, in nuovi settori, come la logistica; ha visto scendere in lotta anche lavoratori uomini, soprattutto nella logistica, ma non solo - nell'Assemblea lavoratrici e lavoratori combattivi tanti interventi di lavoratrici avevano fatto un forte appello a considerare la battaglia delle donne contro il doppio sfruttamento e doppia oppressione come lotta di tutti, una marcia in più - e nell'8 marzo questo messaggio è stato portato nel sud anche direttamente in alcune fabbriche maschili (ArcelorMittal/Fincantieri). Nelle realtà lavorative già in lotta su vertenze sindacali lo sciopero dell'8 marzo non è stato di mera continuità ma ha portato la necessità della battaglia generale delle donne, perchè “tutta la vita deve cambiare”.
E' emersa la necessità della voce autonoma delle donne che richiede organizzazione, lotta e pratica autonoma perchè sia riconosciuta e riconoscibile.
Nell'assemblea vi sono stati da parte di alcuni interventi nuovi contributi:
- la battaglia in difesa del diritto d'aborto, è una battaglia da riprendere con forza in questa fase dove c'è una ripresa di propaganda e provvedimenti di attacco alla libertà di scelta delle donne da parte di Istituzioni locali, movimento per la vita, ma anche del governo/ministre donne col discorso ricattatorio sulla questione poche nascite, senza minimamente risolvere i problemi che ci sono a monte. Questa battaglia, come è evidente in tutto il mondo, è strategica, mostra, insieme a femminicidi e stupri, il moderno medioevo imperialista e pone la necessità della rivoluzione;
- una più precisa e tagliente denuncia della condizione delle donne proletarie, delle lavoratrici immigrate e della lotta al maschilismo anche verso i lavoratori combattivi.
Le donne proletarie hanno tre nemici: il governo, lo Stato e in casa il marito/compagno - quindi hanno tre campi di lotta. Così come in fabbrica, sui posti di lavoro, le lavoratrici hanno tre nemici: il padrone, i sindacati collaborazionisti, i lavoratori che vogliono usare pro domo loro le discriminazioni verso le donne. Sulle lotte, poi, non va bene che quando vi sono lotte dei lavoratori, le donne sono sempre presenti, quando invece lottano le lavoratrici non c'è un'altrettanta presenza dei lavoratori maschi o vengono in pochi.
Nella seconda parte dell'assemblea si è parlato soprattutto delle iniziative, campagne da fare.
Internalizzazione dei servizi essenziali, contro la precarizzazione a vita - qui partendo dallo sviluppo che c'è stato a Taranto tra le lavoratrici degli asili, dobbiamo avviare una campagna nazionale, cercare collegamenti con altre lavoratrici che fanno la stessa richiesta. Questa campagna va unita a quella per il salario garantito a chi è senza lavoro.
Sostegno alle lotte e situazioni di attacco alle condizioni delle lavoratrici in particolare delle fabbriche, nella logistica - Nelle fabbriche stanno unendo sempre più carichi e nuovi sistemi di organizzazione del lavoro che distruggono la salute (le donne invecchiano prima e si ammalano), riduzione delle pause, discriminazioni su cassintegrazioni, licenziamenti, insieme chiaramente a ricatti/minacce. Nella logistica, inoltre, dove per la maggiorparte sono immigrate, se le donne alzano la voce rischiano non solo di essere licenziate ma di vedersi togliere i figli perchè non hanno un lavoro stabile.
Su questo dobbiamo dare più voce a queste realtà e alle operaie. Deve continuare l'inchiesta iniziata nelle fabbriche. Faremo un'intervista alle operaie della Montello. Da questo lavoro deve uscire una più precisa individuazione degli obiettivi (già contenuti nella nostra piattaforma) principali oggi, su cui fare anche campagna nazionale.
Contro la repressione e i processi in corso alle lotte delle lavoratrici - vedi alle lavoratrici in lotta a Palermo – diamo sostegno e al momento opportuno facciamo iniziative ai Tribunali ovunque.
Proseguire l'importante mobilitazione nelle carceri e verso le carceri che c'è stata nella giornata di azione del 15 gennaio e soprattutto nell'8 marzo, in particolare nel carcere di Trieste. Avviamo più inchiesta e contatti.
Sull'attacco della Commissione Garanzia sciopero nell'8 marzo verso le lavoratrici della scuola - avviamo, insieme a quelle già in corso come PDA e ALC, una campagna per la difesa del diritto di sciopero delle donne - abbiamo già inviato la indizione dello sciopero per l'8 marzo 2022.
Contro l'attacco al diritto d'aborto-RU, ecc. - faremo un volantino nazionale (proponiamo che le compagne dell'Abruzzo/Marche facciano una bozza); ma a fronte di attacchi di Istituzioni, di propaganda antiabortista negli ospedali, ci dobbiamo mobilitare subito.
Su peggioramento nel Pubblico Impiego - questione smart working – La compagna di Bologna (col contributo anche di Palermo), farà un opuscolo/vademecum di analisi critica e indicazione per difendersi, analizzando tutti gli aspetti dello smart working, sia sul peggioramento del lavoro, del salario, condizioni di sicurezza, ma soprattutto per le donne con l'aumento dell'oppressione famigliare, l'attacco alla emancipazione, alla socialità che il lavoro esterno oggettivamente favorisce, l'attacco ideologico, ecc.
15 aprile - info/aggiornamento da tarantocontro: La campagna per l'internalizzazione dei servizi essenziali continua - 20 aprile ore 18 facciamo il punto
Di seguito la nuova lettera inviata oggi alla prefettura.
Mentre continua la raccolta di firme dei lavoratori,
MARTEDI' 20 APRILE ALLE ORE 18 NELLA
SEDE
SLAI COBAS VIA L. ANDRONICO, 47 FAREMO IL
PUNTO CON I LAVORATORI, LE LAVORATRICI E
AVVIEREMO NUOVE INIZIATIVE DI
MOBILITAZIONE
Al Sig. Prefetto – Taranto
Alla cortese attenzione del Dr. Pastore
TA. 15.4.21
La scrivente
O.S., in riferimento all'incontro telematico avvenuto il 29 marzo
c.a. sulla problematica dell'internalizzazione dei servizi
essenziali, trasmette in allegato le firme dei lavoratori delle
pulizie dell'Amat e dei lavoratori ex pasquinelli (attualmente
impiegati nel "decoro urbano"), a cui seguiranno quelle in
corso da parte dei lavoratori cimiteriali.
Comunica che la scrivente, come da indicazioni del Dr. Pastore, ha avviato incontri con le parti direttamente interessate e competenti per il processo di internalizzazione richiesto, in particolare con il Comune, nella persona dell'assessore Castronovi, e uno interlocutorio per ora con l'Amiu, nella persona del dirigente Scalera, mentre è in attesa di un incontro con la Direzione dell'Amat.
Questi primi
incontri, però, sono risultati insoddisfacenti.
Pertanto, una volta completati gli incontri, e data una valutazione complessiva, resoconteremo a codesta Prefettura, per gli ulteriori passaggi.
Slai Cobas per il
sindacato di classe
15 aprile - Imprenditore simula incidente stradale per “nascondere” un infortunio sul lavoro: MODUGNO CANTAVA "MALARAZZA" - RISPONDEVA NEL 68 PIETRANGELI CON "MIO CARO PADRONE DOMANI TI....."
Serravalle: grazie ai carabinieri, emesse due ordinanze di obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria nei confronti del titolare di una ditta edile e di un suo collaboratore novese. Nei confronti del primo applicata anche l’interdizione di un anno.
di Redazione
I Carabinieri di Novi Ligure hanno eseguito due ordinanze di applicazione della misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria nei confronti del titolare di una ditta edile di Lamezia Terme (CZ), con unità locale in Serravalle Scrivia, e di un suo collaboratore novese. Nei confronti del primo è stata altresì applicata la misura dell’interdizione per la durata di un anno dall’esercizio di attività di impresa, in particolare in ordine all’impresa individuale a lui intestata. Il provvedimento, emesso dal GIP del Tribunale di Alessandria su richiesta della Procura della Repubblica, è maturato a seguito dell’attività investigativa condotta dai Carabinieri tra il 2019 e il 2020, che ha permesso di fare emergere le condotte degli indagati. L’imprenditore si è reso responsabile del reato di “caporalato”, per avere sottoposto due operari a condizioni di sfruttamento, in più periodi fra il 2018 e il 2020, approfittando del loro stato di bisogno e violando le disposizioni dettate a tutela dei lavoratori subordinati, impegnandoli “in nero” in diversi cantieri tra Novi Ligure e Alessandria, retribuendoli saltuariamente e in difformità rispetto ai contratti collettivi stipulati dalle organizzazioni sindacali, esponendo gli stessi a reiterate situazioni di pericolo per l’incolumità.mercoledì 14 aprile 2021
14 aprile - DA TARANTO: NO AL LICENZIAMENTO DI RICCARDO
Più di 200 operai e delegazioni di associazioni hanno partecipato al combattivo presidio; in maggioranza operai Usb, ma anche operai Slai Cobas sc o non appartenenti a queste organizzazioni sindacali.
Forte denuncia, forte solidarietà a Riccardo.
Presenti anche delegazioni da Napoli e rappresentanti Usb di Bari e Roma.
Tutta l'iniziativa si è svolta in un clima di tensione contro i padroni; mentre si teneva un incontro tra i legali dell'azienda e il lavoratore licenziato e l'avv. Mario Soggia, legale del lavoratore.
Data l'importanza dell'iniziativa pubblichiamo l'audio di pressocchè tutti gli interventi sul blog Tarantocontro affinchè tutti possano entrare nel clima della manifestazione, e comprendere la partita in gioco.
A parte vi sono due resoconti nel corso della manifestazione a cura di proletari comunisti. - pubblicati anch'essi sul blog tarantocontro
Già al mattino erano stati affissi a tutte e tre le portinerie da parte dello Slai Cobas sc tre grossi striscioni. Al presidio davanti alla Direzione è stato distribuito un volantino di solidarietà e lotta.
martedì 13 aprile 2021
14 aprile - 17 APRILE: UNA GIORNATA DI CONTROINFORMAZIONE, DENUNCIA E ORGANIZZAZIONE DELLE LOTTE PER LA DIFESA DELLA SALUTE E DELLA VITA
Ad oltre un anno dal suo inizio, siamo ancora nel mezzo di una pandemia, dalle cause in tutto e per tutto capitalistiche, che è stata il fattore di accelerazione di una crisi economica già prossima ad esplodere.
Le lavoratrici e i lavoratori sono colpiti, in Italia e nel mondo, da tanti lutti, da una crescente disoccupazione, da una totale incertezza sul futuro. I padroni e i loro governi, qui il governo Draghi, stanno cercando di scaricare con ogni mezzo sugli sfruttati, specie se immigrati, i costi della crisi. Mentre dimostrano una criminale impreparazione nel fronteggiare la diffusione del covid-19, usano in modo terroristico l’epidemia per reprimere le risposte di lotta in corso, e imporre forme di lavoro e di apprendimento sempre più de-socializzate. La “ripresa” che Draghi e i suoi simili prospettano sarà all’insegna del super-sfruttamento del lavoro, della illimitata precarietà, della disciplina poliziesca (con l’aggiunta delle polizie private a quella di stato – vedi FedEx), di una rinnovata proiezione imperialista dell’Italia.
Noi, Assemblea delle lavoratrici e dei lavoratori combattivi, rifiutiamo questa prospettiva di nuova schiavitù. E lanciamo una giornata di contro-informazione, denuncia, organizzazione delle lotte operaie e popolari in difesa della salute e della vita per sabato 17 aprile.
Ci confronteremo sulle cause di fondo di questa pandemia; sui suoi effetti devastanti sulla salute, sui livelli di occupazione e di sfruttamento del lavoro, specie delle donne; sulla distruzione della medicina territoriale e del lavoro; sul nodo dei vaccini e dell’imperialismo dei vaccini. Lo faremo con l’obiettivo di mettere a punto una piattaforma e delle iniziative di lotta contro le vecchie e le nuove malattie, le vecchie e le nuove nocività, i vecchi e i nuovi disagi psichici, inflessibili sul principio che la salute non è una merce, e quindi non si monetizza, convinti che il capitalismo dei nostri giorni è sempre più un necro-capitalismo, brutalmente aggressivo verso gli esseri umani e la natura. Nella scorsa primavera gli operai della logistica e del settore metalmeccanico, senza nulla delegare agli “esperti”, hanno dato un esempio di resistenza attiva, da protagonisti, alla pretesa padronale di tenere tutto aperto massimizzando i rischi per la salute dei lavoratori e della popolazione. Ma bisogna fare di più e in modo più organizzato, coinvolgendo una massa crescente di proletarie e di proletari, al di là delle appartenenze sindacali, a cominciare dal personale ospedaliero, che sarà parte attiva dell’assemblea. E bisogna creare forme di coordinamento internazionale per le risposte di lotta da sviluppare contro cause ed effetti della pandemia, e contro le catastrofi e i crimini ambientali provocati dall’insaziabile avidità di profitti del capitalismo globale.
L’Assemblea di sabato 17 sarà aperta da Rob Wallace, autore di studi fondamentali sulle cause di questa pandemia, e vedrà gli interventi di lavoratori e lavoratrici del SI Cobas, Slai Cobas per il sindacato di classe, USI-Sanità, opposizione Cgil, Comitato immigrati in Italia, Comitato 23 settembre, Comitato per la difesa della salute nei luoghi di lavoro e nel territorio – Sesto San Giovanni, Voci operaie – Bassano, Comitato di lotta per la salute mentale e Assemblea popolare per la salute – Napoli, Assemblea donne/lavoratrici Mfpr, Centro di documentazione contro la guerra – Milano, Campagne in lotta, Coordinamento regionale sanità del Lazio, e di alcuni medici impegnati in prima linea a fianco della classe lavoratrice.
I lavori dell’Assemblea saranno trasmessi sia via zoom che su Facebook.
Assemblea delle lavoratrici e lavoratori combattivi




















