giovedì 10 novembre 2022

10 novembre - Nuovo assassinio in fabbrica a Torino, un operaio marocchino interinale schiacciato da tubi d'acciaio

 

Torino, infortunio sul lavoro: operaio di 41 anni muore schiacciato da due tonnellate d’acciaio

Era un interinale al lavoro nella fabbrica «Alessio Tubi» di La Loggia

Mustapha El Miski era arrivato in Italia dal Marocco con pochi soldi e un grande carico di sogni e speranze. Aveva 41 anni, faceva l’operaio, si era stabilito a Torino con la moglie e i due figli e abitava a Barriera di Milano. Palazzina in corso Giulio Cesare e finestre con «vista» sul trincerone di via Gottardo. Ogni giorno Mustapha si sobbarcava 25 chilometri di traffico per andare al lavoro a La Loggia e prendere servizio nello stabilimento della Alessio Tubi. Era un «interinale», il contratto a tempo indeterminato per lui era ancora un miraggio, ma lavorava per conto della Maw Spa di Moncalieri con contratti di somministrazione. Lunedì mattina, assieme a un collega, stava

movimentando i carichi di tubi arrivati nel grande deposito al fondo dello stabilimento di via Nizza. Nel piazzale non c’erano camion ad aspettare, ma bisognava comunque sistemare le cataste per liberare spazio. Lavoro di routine, nulla di particolare, ma verso le 10 un «pacco» di 6 profilati in alluminio si è improvvisamente sganciato dal carro ponte.

Due tonnellate di acciaio sono crollate addosso a El Miski che è rimasto schiacciato sotto i giganteschi tubi lunghi 12 metri. Il suo collega ha dato l’allarme, ma per liberare l’operaio 41enne è stato necessario aspettare l’arrivo di una squadra dei vigili del fuoco.

In un terreno accanto all’Alessio Tubi è atterrato anche l’elicottero del 118 e i pompieri hanno lavorato più di mezz’ora per spostare il carico, ma per El Miski, probabilmente morto sul colpo, non c’era più nulla da fare. Dalla direzione dell’azienda loggese nessuno ha voluto rilasciare dichiarazione e anche i colleghi di Mustapha hanno preferito restare in silenzio. Nel pomeriggio si è riunita una delegazione per decidere eventuali iniziative, ma adesso si aspettano le decisioni dell’autorità giudiziaria.

In base alle prime ricostruzioni sembra che a movimentare il carro ponte fosse proprio l’operaio 41enne, che utilizzava un moderno telecomando wireless. Secondo gli inquirenti El Miski si trovava in cima a un’altra catasta, quando è avvenuto l’infortunio mortale e non è riuscito a schivare i tubi.... Per il momento gli ispettori dello Spesal hanno messo sotto sequestro il macchinario, mentre l’attività produttiva non dovrebbe subire rallentamenti.


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