lunedì 26 gennaio 2026

26 gennaio - 2026: al 23 gennaio oltre 70 morti di lavoro

 

di Carlo Soricelli (*)


Altri cinque morti di lavoro il 23 gennaio

Un romeno del quale non conosciamo ancora l’identità

Anni 59

edilizia

lecce

puglia

walter basile

53

taglialegna

foggia

puglia

Mamadou,

39

bracciante

palermo

sicilia

alessio la targia

40

edilizia

Livorno

toscana

federico ricci

50

autotrasporto

In questo momento siamo a 56 morti sui luoghi di lavoro, ma si superano i 70 con i morti in itinere. Impressionante la sequenza di morti anche quest’anno nell’autotrasporto, con già 10 vittime, impressionano i 5 taglialegna morti mentre tagliavano l’albero, già 10 gli ultrasessantenni morti mentre stavano lavorando. Tra pochi giorni uscirà (si spera l’intero anno monitorato da INAIL, cos’ potrete fare confronti su quanti muoiono non assicurati a questo Istituto.

Spero in un contributo che potete dare per il Docufilm “Non vi farò dimenticare” dove si parla dei 19 anni di monitoraggio dell’Osservatorio e dei 20000 morti registrati che non devono cadere nell’oblio. Sarà realizzata, se ci saranno fondi a sufficienza anche una Piramide dove ci sono le foto di centinaia di lavoratori morti sul lavoro, che segue il “muro delle farfalle bianche” già realizzato dove ci sono oltre 300 lavoratori morti sul lavoro. Fate sentire il vostro apprezzamento e vicinanza.

2026 56 morti sui luoghi di lavoro al 23 gennaio

Nel 2025, ogni 24 ore sono morti 3,95 lavoratori compresi sabati e domeniche.
Alla sera del 28 dicembre 2025, sono stati 1.432 lavoratori morti (dato parziale), compresi i decessi in itinere e quelli per Karoshi — parola giapponese che significa “morte per superlavoro”.
Tra loro figurano anche dirigenti, impiegati, medici, infermieri, camionisti, spesso stroncati da infarti o malori improvvisi. Impressionante il numero di camionisti trovati morti nei parcheggi autostradali o con il camion accostato ai bordi della strada, talvolta dopo aver causato incidenti che coinvolgono altri automobilisti. 1027 sono deceduti sui luoghi di lavoro (esclusi i morti in itinere e di categorie che operano sulla strada).
CHI VI PARLA DI CALI O DI STABILITÀ NEL NUMERO DELLE MORTI VI MENTE SAPENDO DI MENTIRE, perché una parte consistente di queste vittime viene esclusa dalle statistiche ufficiali, con la scusa che “non sono di competenza INAIL”.

 Le cause politiche e normative dell’aumento dei morti sul lavoro

  • Jobs Act: dall’abolizione dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori (2015), l’aumento dei morti sul lavoro è stato del 43%.

  • Appalti a cascata: la legge voluta dal ministro Salvini, entrata in vigore nel giugno 2023, ha causato un ulteriore aumento del 15% dei decessi, soprattutto in edilizia e anche negli appalti pubblici.

Le grandi tragedie recenti

  • Brandizzo (Ferrovie dello Stato)

  • Suviana (Enel)

  • Calenzano (ENI)

  • Esselunga di Firenze (16 febbraio 2024): 5 operai morti in un cantiere con 49 aziende subappaltatrici.

  • strage in un deposito rifiuti a…

Alcuni dati allarmanti

  • Il 32% delle vittime è costituito da lavoratori stranieri regolari.
    A loro andrebbe riconosciuta la cittadinanza italiana dopo 5 anni, non ai clandestini come hanno sostenuto certi “disertori delle urne” e i partiti degli stranieri “brutti e cattivi” che muoiono al posto nostro facendo i lavori più umili e pericolosi.

  • Molti lavoratori del Sud Italia muoiono in trasferta in altre regioni.

  • Le donne muoiono meno sui luoghi di lavoro, ma quasi quanto gli uomini in itinere in rapporto al numero degli addetti , spesso a causa di fretta e stanchezza nel conciliare lavoro e famiglia.

Carlo Soricelli

Curatore dell’Osservatorio Nazionale di Bologna Morti sul Lavoro
http://cadutisullavoro.blogspot.it



 



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