OMICIDIO DEL COLLEGA ALESSANDRO
Comunicato stampa: l’omicidio del collega Alessandro Ambrosio a Bologna Centrale
BOLOGNA – Siamo profondamente scossi dalla tragica notizia dell’assassinio del nostro collega Alessandro Ambrosio, capotreno di Trenitalia, avvenuto ieri sera nel parcheggio della stazione di Bologna Centrale. Alessandro si trovava in un’area riservata al personale quando è stato brutalmente aggredito e ucciso a coltellate. Mentre auspichiamo che l’autore del reato, pare già individuato dalle telecamere, venga assicurato alla giustizia al più presto, non possiamo tacere l’indignazione.
Una sicurezza inesistente
Condanniamo con forza, per l’ennesima volta, l’inaccettabile mancanza di sicurezza nei nostri luoghi di lavoro. È inammissibile che un ferroviere venga aggredito e addirittura ucciso in un luogo dove tutti i giorni transitano centinaia di colleghi.
Contro l’ipocrisia delle istituzioni
Abbiamo appreso del cordoglio espresso dalle autorità locali e nazionali. Tuttavia, per noi che siamo i colleghi di Alessandro, queste parole suonano vuote. Fino ad oggi, alle nostre numerose denunce sulla sicurezza del personale viaggiante, le istituzioni hanno risposto con indifferenza o, peggio, con avversione. Ricordiamo con amarezza come scioperi proclamati in seguito ad eventi tragici siano stati spesso ostacolati dal Ministero o dalla Commissione di Garanzia. Auspichiamo quindi che questa volta le parole della politica non rappresentino solo ipocrisia ma qualcosa di più.
Solidarietà e lotta
Riteniamo però soprattutto importante che tutti i ferrovieri si stringano in un abbraccio di condoglianze alla famiglia e agli amici di Alessandro.
Invitiamo tutti i ferrovieri a riscoprire la solidarietà tra colleghi come forma di autotutela. È necessario far crescere il fronte del mutuo aiuto, pretendere il rispetto della nostra dignità e dei nostri diritti, e non indietreggiare davanti alle necessarie iniziative di lotta che questo tragico evento impone.

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