sabato 3 settembre 2022

3 settembre - Unire le fabbriche in lotta contro le delocalizzazioni - Massima solidarietà agli operai della Wärtsilä oggi manifestazione

 

Oggi grande 

manifestazione a Trieste 

degli operai 

della Wärtsilä, intorno agli

 operai della Wärtsilä,

 La nostra più grande 

solidarietà: la delocalizzazione e i licenziamenti 

non devono passare!

Dopo la GKN ora la Wärtsilä , una nuova grande fabbrica che chiude per delocalizzazione. Gli operai a Trieste sono in lotta, la città li sostiene solidale; c’è davanti l’esperienza positiva della resistenza della Gkn che insegna che si può lottare uniti, compatti, chiamare a raccolta lavoratori e settori delle masse, obbligare i sindacati confederali alla resistenza. 

Ma gli insegnamenti finiscono qui, perché l’ultima fase della vertenza della Gkn non è andata affatto bene, né dal punto di vista dell’azione di padroni e governo che violano patti e promesse, peraltro fragili e insufficienti, né dal punto di vista dei sindacati che obiettivamente hanno trovato ragioni per non fare nulla di più. 

Francamente noi pensiamo che la Gkn avrebbe dovuto continuare come ha cominciato, unire le fabbriche in lotta contro le delocalizzazioni, alzare la sfida contro padroni e governo per imporre i contenuti della legge da loro elaborata, proporsi come “classe dirigente”, ma innanzitutto della lotta operaia; perché solo quando gli operai sono forti il fronte delle masse tiene e solidarizza, l’unità proletaria avanza e i padroni trovano difficile imporre i loro piani. 

Ma percorrere questa strada è possibile e necessario qui ed ora. Unire le fabbriche in lotta contro le delocalizzazioni, le finte soluzioni e le false promesse che toccano tutte le fabbriche in lotta, dalla Warsilia alla Tessitura di Mottola.

I padroni non vogliono fare marcia indietro e i governi gli tengono bordone, perché sono tutti dalla parte del capitale.  


3 settembre - Pellegrini appalto Acciaierie d'Italia - Porre realmente fine all'accordo discriminatorio tra i lavoratori - stesso orario per tutti i lavoratori. da tarantocontro

 

Nonostante promesse, assicurazioni che l'accordo di marzo firmato da Cisl e Usb sarebbe stato rivisto, e che l'Usb avrebbe ritirato la firma: ora ritiriamo, ora ritiriamo ma l’accordo sta ancora lì, vivo e vegeto, e continua ad operare i suoi guai di discriminazione tra lavoratori, penalizzando soprattutto le donne.

L’accordo, ricordiamo, sull’orario di lavoro prevede che “solo a una parte minoritaria dei lavoratori part time vengono stabilizzate le 24 ore settimanali fatte nei due anni di covid; a tutti gli altri NO, tornano indietro a 20/17 o meno ore settimanali. Vengono esclusi chi ha superato le 48 ore di assenza nel periodo feb/dic 2021; da queste assenze vengono illegalmente escluse buona parte delle malattie, anche interventi operativi, periodi di quarantena per covid - in cui era vietato dalla normativa di uscire di casa, ecc. Questo accordo colpisce soprattutto le donne. Per le lavoratrici solo la “maternità obbligatoria o facoltativa” non viene definita “assenza”, ma tutto il resto sì: problemi di salute per dover fare il doppio lavoro, in fabbrica e in casa, problemi familiari, con i figli, problemi di assistenza genitori (scaricati sulle donne).
Non solo. I sindacati stanno dicendo ai lavoratori di presentare all’azienda cartelle cliniche, cioè di permettere che sia l’azienda a decidere se quella patologia e il livello di malattia sia riconosciuta o meno nei criteri fissati dall’accordo. Violando in questo modo sia la privacy, sia lo Statuto dei lavorator
i”

Contro questo illegittimo accordo stiamo agendo legalmente. MA NON BASTA!

Serve l’azione collettiva delle lavoratrici e lavoratori. Non stiamo dietro alle promesse o alle rassicurazioni individuali. Questo brutto accordo che crea un precedente deve essere cancellato!

Nella prossima settimana (comunicheremo nei prossimi giorni data e orario) saremo alla portineria dell’appalto e faremo una riunione, aperta a tutti, indipendentemente dall’iscrizione sindacale, per decidere insieme il che fare.

Basta con le divisioni dei lavoratori! Vogliamo un contratto uguale per tutti, un orario di lavoro unico part time, che sia almeno di 24 ore settimanali. 

Slai Cobas per il sindacato di classe 


venerdì 2 settembre 2022

2 settembre - TESSITURA di MOTTOLA: COMUNICATO E ASSEMBLEA

 

La Motion ha sospeso con una lettera il suo impegno al rilevamento dello stabilimento Tessitura di Mottola, adducendo motivi di mercato a fronte dell’approfondirsi della crisi e in particolare dei suoi risvolti energetici.

Non sono bastati l’azione dei politici interessati, da Turco alla sottosegretaria al Mise Todde, al Sindaco di Mottola, né i “tappeti” con le promesse all’azienda da Regione e sindacati confederali per assicurare un futuro lavorativo ai 114 lavoratori.

La notizia del ritiro della Motion ci preoccupa ma non ci sorprende. Avevamo sin dal primo momento messo in guardia i lavoratori da coloro, Turco e soprattutto rappresentanti dei sindacali confederali che si sono sbracciati per assicurare i lavoratori che a giugno sarebbe stato tutto risolto e che i lavoratori massimo entro l'anno sarebbero tornati a lavorare - mentre noi sin dall'inizio rilevavamo che la Motion cercava tanti soldi pubblici per prendersi lo stabilimento, che le assicurazioni di prendersi lo stabilimento e di attuare un piano industriale e l'assunzione di tutti i lavoratori con i diritti acquisiti in tempi brevi poggiavano sulla sabbia.

Nello stesso tempo Albini non è affatto innocente nel fallimento della trattativa volendo continuare a lucrare nella cessione. E Albini ha chiesto esplicitamente di escludere lo Slai Cobas dai Tavoli, con l'appoggio compiacente dei sindacati confederali.

Ora non rimane che la cassintegrazione da rinnovare - anch'essa tuttora niente affatto certa.

Ma per il lavoro e una vera soluzione bisogna lottare contro delocalizzazione, logica del profitto che guidano l’azione di padroni e governo alla Tessitura come in tante altre fabbriche italiane.

I padroni non regalano niente e bisogna lottare seriamente per ottenere il lavoro senza padrini politici e sindacati compiacenti.

Noi vogliamo la riapertura della fabbrica, il lavoro per tutti, la salvaguarda dei diritti acquisiti.

La lotta e non il voto può garantire tutto questo.

ASSEMBLEA DEI LAVORATORI aperta a tutti, indipendentemente dalle tessere sindacali, e a tutte le

realtà interessate che vogliano sostenere la lotta

MERCOLEDI’ 7 SETTEMBRE MOTTOLA ore 18

PIAZZA PLEBISCITO

Rsa Slai Cobas per il sindacato di classe

Slai Cobas provinciale

2 settembre - All'assemblea proletaria anticapitalista di Roma del 17 settembre anche la lotta dei precari Assistenti igienico personale di Palermo

Assemblea 5 settembre ore 15 30 presso la sede SLAI  in Via Michele Cipolla 93

Nel corso della riunione si parlerà dell'assemblea proletaria anticapitalista del 17 settembre a Roma ... le lotte per essere più forti devono collegarsi a livello nazionale con le altre lotte contro ogni attacco che subiamo ogni giorno da padroni governo ... contro condizione di lavoro e di vita più generale



Comunicato stampa 01/09/2022

IL VERO VOLTO DI LAGALLA E DELLA SUA NERA GIUNTA COMUNALE/CITTA' METROPOLITANA!
L’amministrazione del “nuovo” sindaco Lagalla si presenta con la sua vera faccia senza scrupoli e scellerata attaccando illegalmente i settori più fragili della società, in questo caso si scaglia contro i diritti dei bambini e dei ragazzi disabili che frequentano a Palermo la scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado.
Con un comunicato emesso oggi, infatti, l’Amministrazione comunale ha comunicato la decisione di tagliare il servizio di assistenza igienico personale specializzato agli studenti disabili nelle scuole di primo grado statali, annunciando un progressivo “richiamo” al Comune di circa 300 Collaboratori professionali ai servizi scolastici stabilizzati da tanti anni, ripetendo come una campana molto stonata, un’affermazione falsa e illegittima, e cioè che il servizio specializzato di assistenza igienico personale verso gli studenti disabili spetterebbe ai collaboratori scolastici statali!
Si tratta di una scusa ormai sbugiardata a tutti i livelli istituzionali, dal Ministero dell’Istruzione all’Ufficio Scolastico Regionale per la Sicilia, passando per tantissimi esperti del settore per arrivare ai Tribunali che hanno già emesso diverse sentenze che negano i fondamenti di qualsiasi “parere del Cga”, tirato strumentalmente fuori all’occorrenza, alle tante audizioni all’Ars, non ultime quelle presso la Commissione speciale di monitoraggio per l’applicazione delle leggi, a cui abbiamo partecipato direttamente; e si tratta di una menzogna, costruita ad arte, architettata un paio di anni fa negli uffici dell’Assessorato al Lavoro/Politiche Sociali della giunta Musumeci sotto la diretta becera supervisione di Scavone, con l’intento esplicito di tagliare questo servizio specializzato solo per risparmiare soldi: quelli della Regione Siciliana per le scuole superiori e quelli dei Comuni per le scuole di primo grado, nella speranza di scaricarne i costi direttamente sullo Stato.
L’ironia della (mala)sorte in cui stanno incappando Lagalla e compagnia è però che la Legge Regionale 10/2019 sul diritto allo studio, ma NON PER TUTTI GLI STUDENTI! promossa proprio dall’allora Assessore regionale all’Istruzione Lagalla, e ci sarebbe da ridere se non si trattasse di questioni serissime, conferma che il servizio di assistenza igienico personale agli studenti disabili nelle scuole è di tipo specialistico e deve essere erogato dagli enti locali (Comuni nelle scuole di primo grado – Città Metropolitane e/o Consorzi nelle scuole superiori) e non ha niente a che fare con i collaboratori scolastici statali che da contratto collettivo nazionale possono solo espletare un’assistenza DI BASE verso gli studenti disabili che non è affatto di tipo specialistico!!!
I Collaboratori professionali ai servizi scolastici dovrebbero andare, secondo Lagalla e compagnia, a rimpinguare vuoti di organico antidiluviani di settori del Comune che, invece di fare nuove assunzioni (ma come sono bravi prima delle elezioni a parlare di “lavoro, sbocchi occupazionali, diritti dei più deboli bla bla bla…!!), usa invece in modo becero solo per risparmiare unicamente sulla pelle dei bambini/studenti disabili, questi lavoratori di cui di fatto si svilisce la professionalità acquisita in tutti questi anni nelle scuole, danneggiando gravemente gli alunni disabili di cui viene messa a serio rischio perfino la frequenza scolastica perché non potranno più avere un’adeguata assistenza che spetta loro pienamente per legge.
Tutto questo condito con il cinismo tipico di chi è impegnato a massacrare diritti basilari, mille volte confermati dalla legge.
Ma dobbiamo constatare poi, ma questo non ci sorprende affatto, che i complici di questa bruttissima manovra del Comune/Lagalla, sono i sindacati Cgil, Csa e Uil, come si evince dal comunicato, assolutamente dannosi che in un percorso condiviso con il neo Assessore Tamajo stanno tenendo bordone all’Amministrazione Lagalla attaccando illegittimamente diritti sacrosanti di soggetti socialmente più fragili!
In tutti questi anni le lavoratrici e lavoratori Assistenti igienico-personale specializzati insieme a famiglie degli studenti disabili, hanno combattuto duramente per difendere questo servizio previsto dalla legge, rigettando con la lotta tutti i tentativi di cancellarlo dalla Sicilia, regione a statuto speciale e con leggi regionali specifiche e assolutamente vigenti.
Quel che è certo è che continueremo a lottare, ad oggi non si hanno neanche notizie ufficiali sulla ripresa del servizio nelle scuole superiori dove gli assistenti invece sono precari e soggetti al sistema delle Cooperative sociali, e chiamiamo tutti coloro che hanno interesse a difendere e ad affermare diritti basilari ad unirsi a questa lotta più che legittima e giusta!
Slai Cobas per il sindacato di classe Palermo/Sicilia


giovedì 1 settembre 2022

1 settembre - Roma 17 settembre ore 14,30 Metropoliz via Prenestina 913

 


1 settembre - LA STRAGE SUI POSTI DI LAVORO, NE PARLIAMO E INVITIAMO A PARTECIPARE ALL' ASSEMBLEA PROLETARIA ANTICAPITALISTA IL 17 A ROMA

 

Report morti sul lavoro nei primi otto mesi del 2022 Orribile aumento del 13% dei morti sui luoghi di lavoro nei primi mesi del 2022 rispetto allo stesso periodo del 2021, con i 5 morti di ieri sui luoghi di lavoro di ieri. E parlano di cali, davvero ridicolo se non parlassimo di un argomento serio come le morti sul lavoro 

Orribile aumento del 13% dei morti sui luoghi di lavoro nei primi mesi del 2022 rispetto allo stesso periodo del 2021, con i 5 morti di ieri sui luoghi di lavoro di ieri: tre sul rimorchiatore a Crotone, un operaio morto in modo orribile nel varesino; incastrato da un macchinario e rimasto morto appeso tra due travi. Non poteva mancare il “solito” agricoltore schiacciato dal trattore: morto in provincia di Chieti, è il 122esimo a morire in questo modo terribile dall’inizio dell’anno.  Nonostante sia un mese di ferie agosto ha avuto 67 morti sui luoghi di lavoro (escluso itinere e i morti sulle strade) e hanno il coraggio di parlare di cali. Regioni che hanno più morti sul lavoro, per strane ragioni diventano le più virtuose, mentre quelle che hanno meno morti diventano quelle che ne hanno di più. Perché queste discrepanze nella raccolta dati tra INAIL e l’Osservatorio Nazionale di Bologna morti sul lavoro? Perché INAIL non fa un monitoraggio dei morti, ma raccoglie solo le denunce che gli arrivano dal territorio e che sono inerenti ai suoi assicurati, tanti non lo sono come i morti in nero che noi monitoriamo, la stragrande maggioranza dei 123 agricoltori schiacciati dal trattore che sono in larga parte anziani che continuano a lavorare per arrotondare le magre pensioni. Ma così viene alterata la percezione del fenomeno dei “morti sul lavoro” che è molto, ma molto più grande. Categorie come i metalmeccanici sembrano quelle con più morti,  (per INAIL) ma solo perché essendo una categoria molto numerosa, in tanti muoiono sulle strade e in itinere. E’ da 15 anni che le percentuali dei morti nelle varie coategoie sono sempre le stesse con AGRICOLTURA CON IL 30%, SEGUE EDILIZIA CON IL 20%, POI INDUSTRIA E AUTOTRASPORTO CON CIRCA IL 10% TUTTI GLI ANNI, POI UNA MIRIADE DI LAVORI, TANTISSIMI GLI ARTIGIANI E PARTITE IVA CHE MUOIONO IN APPALTO. Ma la politica ha altro a cui pensare per occuparsi di cose che contano poco come i lavoratori che muoiono lavorando.

OSSERVATORIO NAZIONALE DI BOLOGNA MORTI SUL LAVORO.

L’unico osservatorio che monitora i morti sul lavoro in Italia.

Aperto 15 anni fa, il 1° gennaio 2008 da Carlo Soricelli carlo.soricelli@gmail.com

31 AGOSTO

Dall’inizio dell’anno sono morti 1018 lavoratori, 529 di questi sui luoghi di lavoro i rimanenti in itinere e sulle strade, In questi “numeri” ci sono anche i morti sul lavoro non assicurati all’INAIL (oltre 4 milioni di lavoratori) in più i morti in nero e i milioni di agricoltori, spesso pensionati che continuano a lavorare per le magre pensioni.

Qui sotto i MORTI SUI LUOGHI DI LAVORO nelle Regioni e Province (non ci sono i morti per covid). Non sono contati neppure i morti in itinere e sulle strade se non autotrasportatori: tenete presente che i morti in itinere e sulle strade sono almeno altrettanti rispetto a quelli segnalati qui sotto nelle Regioni e Province. Ma noi preferiamo tenerli separati, perché richiedono altri interventi, che sono diversi da quelli delle morti sui Luoghi di Lavoro. Ma altri li conteggiano tutti insieme generando confusione tra chi vuole comprendere le reali dimensioni e qualità del fenomeno. NB nelle province e Regioni non ci sono i morti per infortuni provocati dal coronavirus. I morti sul lavoro sono segnati nella provincia dove è avvenuto l’infortunio mortale e non in quella di residenza.

I morti sui LUOGHI DI LAVORO nelle Regioni e Province nel 2022: a questi occorre aggiungere almeno altrettanti lavoratori morti sulle strade e in itinere che sono considerati a tutti gli effetti morti per infortuni sul lavoro, ma che è opportuno tenere separati per non generale confusione, un conto è un lavoratore che muore sui luoghi di lavoro, un altro se muore sulle strade o in itinere. Chiunque svolge un lavoro e muore è per noi un morto sul lavoro.

Lombardia 69 Milano (16), Bergamo (7), Brescia (17), Como (2), Cremona (4), Lecco (7), Lodi (), Mantova (4), Monza Brianza (3), Pavia (5, Sondrio (2), Varese (3) VENETO  45 Venezia (8), Belluno (2), Padova‎ (7), Rovigo (3), Treviso (4), Verona (9), Vicenza (12) CAMPANIA 42 Napoli (9), Avellino (3), Benevento (3), Caserta (14), Salerno (15) PIEMONTE 40  Torino (18), Alessandria (6), Asti (2), Biella (1), Cuneo (8), Novara (1),Verbano-Cusio-Ossola() Vercelli (3)  LAZIO 33 Roma (12), Viterbo (5) Frosinone (8) Latina (3) Rieti (5)    SICILIA 29 Palermo (5), Agrigento (3), Caltanissetta (4), Catania (5), Enna (1), Messina (5), Ragusa (2), Siracusa (), Trapani‎ (4)  EMILIA ROMAGNA 28 Bologna (4), Rimini (2) Ferrara (3) Forlì Cesena (4) Modena (5) Parma () Ravenna (3) Reggio Emilia (4) Piacenza (3 CALABRIA   29 Catanzaro (10), Cosenza (7), Crotone (4) Reggio Calabria (5) Vibo Valentia (3) MARCHE 23 Ancona (9), Macerata (2), Fermo (2), Pesaro-Urbino (9), Ascoli Piceno (3)  TRENTINO ALTO ADIGE 23 Trento (16) Bolzano (7)  PUGLIA 24 Bari (3), BAT (), Brindisi (2), Foggia (5), Lecce (8) Taranto (6)  TOSCANA 17 Firenze (2), Arezzo (5), Grosseto (1), Livorno (1), Lucca (2), Massa Carrara (1), Pisa‎ (1), Pistoia (2), Siena () Prato (2) SARDEGNA 15 Cagliari (3) Carbonia-Iglesias (), Medio Campidano (), Nuoro (1), Ogliastra (), Olbia-Tempio (1), Oristano (5), Sassari (6).Sulcis iglesiente  () ABRUZZO 11 L'Aquila (), Chieti (6), Pescara (4) Teramo (1) UMBRIA 7  Perugia (6) Terni (1) FRIULI VENEZIA GIULIA 6 Pordenone (1) Trieste () Udine (4) Gorizia (1)  LIGURIA 5 Genova (2), Imperia (1) La Spezia (1), Savona (1) BASILICATA 4  Potenza (2) Matera (2)    VALLE D’AOSTA 3  (3) Molise 2 Campobasso (2) Isernia (). 

Carlo Soricelli curatore dell’Osservatorio.

http://cadutisullavoro.blogspot.it


1 settembre - WARTSILA ITALIA SPA

 

Lo hanno deciso gli operai dello stabilimento, i portuali solidali con i loro rappresentanti sindacali che sembrano decisi. I motori non devono partire, sono una garanzia nelle mani dei licenziati. L’unico scambio che si può fare: ritiro dei licenziamenti, ripresa produttiva e libera circolazione delle merci.

Wärtsilä Italia Spa è il più grande gruppo per le produzioni di motori per navi e per generatori europei, la Grandi Motori Trieste passò alla Wärtsilä nel 1997. La fabbrica di Trieste è stata ed è parte della storia della città di Trieste e delle lotte operaie che nel corso del tempo si sono sviluppate e sono state protagoniste di intere stagioni di contrasti tra operai e padroni. A metà luglio i vertici Wärtsilä hanno comunicato alle organizzazioni sindacali l’intenzione di chiudere la produzione nella fabbrica di Bagnoli della Rosandra a Trieste per trasferire l’intera produzione in Finlandia. Nella realtà il licenziamento riguarderebbe per ora i circa 450 operai addetti alla produzione più, naturalmente, altri 200 operai circa dell’indotto che perderebbero di colpo l’occupazione. Mentre, per ora, non si parla di licenziare anche la parte impiegatizia della fabbrica. Gli operai della Wärtsilä hanno da subito incominciato a scioperare ed a presidiare la fabbrica attuando un presidio permanente dal 23 di luglio. Per ora non hanno nessuna intenzione di mollare e stanno mostrando la loro forza ai padroni della Wärtsilä al punto che la società Seadock, incaricata del trasporto fino al canale navigabile per l’imbarco sulla nave Uhl Fusion, ha deciso di non garantire la movimentazione dei motori dalla fabbrica alla banchina di imbarco. Oltre al presidio della fabbrica la solidarietà dei portuali addetti al carico della nave è stata immediata. Le organizzazioni sindacali degli operai delle banchine del porto di Trieste hanno dichiarato lo stato di agitazione per tutti gli operai addetti all’imbarco dei 12 grandi motori della Wärtsilä, destinati alla coreana Daewoo. I portuali incaricati dell’imbarco e del rizzaggio potranno così astenersi dal lavoro, anche per la singola operazione, in segno di solidarietà, senza incappare in sanzioni dovute alla legge 146/1990 sull’esercizio del diritto di sciopero nei servizi pubblici essenziali. Il 18 agosto i tre rappresentanti della Daewoo si sono rivolti alla prefettura di Trieste per ottenere lo sblocco delle merci. Il Viceprefetto vicario, Alessandra Vinciguerra, per ora non ha ancora deciso che fare mentre appare alquanto sibillina la dichiarazione dell’assessore al lavoro della regione Friuli, Alesia Rosolen, presente all’incontro in video collegamento che ha detto: “ irricevibile qualsiasi tentativo di addossare responsabilità a lavoratori e istituzioni” [per il blocco delle merci, ndr], aggiungendo : “…quella tra Daewoo e Wärtsilä è una questione di tipo commerciale in cui la Daewoo pretende giustamente”. Un chiaro esempio di come le istituzioni intendano difendere i diritti dei padroni.
Lo scontro in questi giorni potrebbe avere una svolta ancora più radicale dato che l’arrivo della nave Uhl Fusion (nave che dovrebbe caricare i motori ed ora in navigazione verso Trieste) è previsto per la serata di sabato 27 agosto, con la prospettiva di essere nel canale navigabile già domenica mattina. Mentre tutte le istituzioni, come al solito, si prepareranno a tuonare con paroloni roboanti contro il lavoro che se ne va e contro la prospettiva che la città perda “ la sua caratteristica produttiva” nella realtà, come già fatto ventilare dall’assessore al lavoro, si prodigheranno a sostenere che il diritto “sacrosanto” dei padroni di prendersi i 12 motori non venga mai negato.
Per non parlare poi di tutte le sigle sindacali che, mentre per ora hanno dato pieno sostegno alla lotta, nella realtà, come nella maggioranza delle lotte, si prepareranno a piegare la testa di fronte agli interessi dei padroni tentando di prodigarsi per ottenere un accordo al ribasso che non fermerà la chiusura della fabbrica. L’unica alternativa perché ciò non accada sta, come sempre, nella capacità di resistenza degli operai della Wärtsilä e nella rete solidale degli operai del porto che per primi dovranno dare luogo ad una serie di scioperi per impedire che le navi partano con i preziosi motori.
Staremo a vedere.

D.C.


1 settembe - DA NAPOLI EDDY

  

Disoccupati napoletani come Glasgow, Venerdì protesta con rogo bollette


Pubblicato da Renato Cavallo

Hanno fatto il giro del mondo le immagini che ritraggono alcuni lavoratori scozzesi protagonisti a Glasgow di una protesta contro i rincari del costo della luce con tanto di rogo delle bollette davanti alla sede dell’ente gestore dell’energia elettrica.

La forma di protesta è stata già recepita anche in Italia, Napoli per la precisione dove i disoccupati di lungo corso hanno deciso di organizzare un’analoga mobilitazione davanti alla sede del Consiglio comunale i cui rappresentanti torneranno a riunirsi venerdì prossimo.

Sebbene a organizzare la particolare contestazione siano i movimenti storici di disoccupati, come le sigle 7 novembre e sicobas, l’invito a partecipare è a tutti i lavoratori napoletani colpiti dall’aumento delle utenze e dei prezzi dei generi di prima necessità: spiega eddy sorge, portavoce della mobilitazione di venerdì 2 settembre


domenica 21 agosto 2022

21 agosto - Comunicazione

 

 Per riorganizzazione il blog è sospeso fino a fine mese

Arrivederci al 1° settembre


21 agosto - Per un autunno di lotta proletaria e popolare, sindacale e politica - 17 settembre a Roma Assemblea proletaria anticapitalista

 

 Roma 17 settembre ore 14,30 - Metropoliz via Prenestina 913

Per un autunno di lotta proletaria e popolare, sindacale e politica serve un fronte unico di classe contro padroni, governo dei padroni, stato capitalista/imperialista

Temi dell'Assemblea

contro lo scaricamento della crisi sulla pelle dei lavoratori e delle masse - sfruttamento, delocalizzazioni e chiusura fabbriche, licenziamenti, cassintegrazione permanente, precarietà, disoccupazione, carovita, morti sul lavoro, salute e ambiente, casa, peggioramento sanità, scuola, trasporti...

contro la guerra imperialista - l'intervento dell' imperialismo italiano in Ucraina, Est Europa, Libia e mediterraneo, l'aumento delle spese militari, le basi militari Usa/Nato

contro il fascismo e razzismo di Stato, di governo, sedi e squadrismo nei quartieri e nelle piazze

contro la repressione lotte proletarie, attacco  al diritto di sciopero e alle libertà sindacali e di rappresentanza, criminalizzazione dei movimenti Notav/no Tap/no Muos..

a sostegno delle lotte delle donne lavoratrici in lotta contro doppio sfruttamento, precarietà, doppia oppressione, attacco ai diritti delle donne

permessi di soggiorno, documenti anagrafici e sanitari per tutti i migranti senza condizione, diritto di asilo, contratti regolari reddito, casa - apertura porti - accoglienza e solidarietà - blocco di espulsioni - chiusura cpr

organizzazione - unità di classe -guerra di classe - internazionalismo

Partecipazione e inviti

Inviti e presenze dalle fabbriche in lotta, da GKN Firenze a Tessitura Albini Mottola - dalle Acciaierie d'Itala/appalto Taranto a Stellantis, Tenaris Dalmine, Fincantieri, Marcegaglia, dalla Beretta di Trezzo MI alle lavoratrici degli asili, delle cooperative e degli appalti di pulizia comunali, dai facchini in lotta ai disoccupati di Napoli, alle realtà impegnate per salute, sicurezza sui posti di lavoro e sul territorio

inviti alle realtà in lotta dei migranti e associazioni di sostegno

inviti a tutte le realtà del sindacalismo di base e di classe e a tutti gli organismi di lotta contro la repressione e il carcere

Assemblea proletaria anticapitalista

 info adesioni assemproletariaanticapitalista@gmail.com

wa 351957628


sabato 20 agosto 2022

20 agosto - RICEVIAMO PUBBLICHIAMO, DIFFONDIAMO, SOLIDALI SEMPRE

 

La nostra solidarietà e' certa - almeno sul piano informativo 

-dal 29 se è necessario se si può fare di più contate su di noi

 - Slai Cobas sc

Cari compagni e compagne,

come sindacato abbiamo urgente bisogno di attivare una campagna di solidarietà e comunicazione sulla vertenza ILIP: nei primi giorni di agosto la trattativa in corso con la cooperativa CFP per l'integrale applicazione del CCNL Logistica ai facchini in appalto presso l'azienda di plastica monouso ILIP di Bazzano (livelli di inquadramento, anzianità, pagamento di malattia, permessi, ferie, festività, pausa e straordinari) è stata interrotta da un colpo di mano da parte di ILIP (Confindustria) che ha revocato l'appalto senza proporre per la prima volta in 25 anni una nuova società. Il risultato è stata la perdita del lavoro per 80 facchini, in larga parte sindacalizzati nel SI Cobas, che si trovano ora in un limbo, senza stipendio e scaricati dalla ILIP, presso cui molti lavorano da anni e anni (anche 15 o 20 anni di lavoro). Con questo trucco ILIP si libera degli operai sindacalizzati senza averne alcuna responsabilità.

I tavoli di trattativa presso la Prefettura si sono conclusi in un niente di fatto, così come il tavolo di salvaguardia della Città Metropolitana di Bologna, svolto online con la surreale presenza a telecamere e microfoni spenti dei rappresentanti delle istituzioni (di fatto non sappiamo nemmeno se fossero realmente in ascolto).

Da 18 giorni i cancelli di ILIP sono presidiati 24 ore al giorno, con blocco intermittente delle merci.

Paradossalmente, a fronte di questa situazione Prefettura e Città Metropolitana hanno diffuso comunicati in cui dichiarano i lavoratori già ricollocati e la crisi rientrata, anche se almeno 40 di loro non sono nemmeno stati contattati dalla cooperativa che teoricamente dovrebbe ricollocarli.

Vanno sottolineati alcuni punti di questa vicenda:

1. Il trucco della disdetta dell'appalto senza subentro di altre società permette per la prima volta alle industrie di liberarsi dei lavoratori sindacalizzati senza nemmeno dover simulare fallimenti o trasferire gli stabilimenti, come finora è accaduto (Logista e TNT a Bologna, Fedex a Piacenza, Zara a Firenze, ecc.). Costituisce quindi un precedente pericoloso, che rischia di essere riprodotto in tutto il paese, se non si interviene immediatamente.

2. La vertenza nasce dalla contestazione sindacale degli accordi interconfederali per cui le centrali cooperative (Legacoop e Confcooperative) hanno ottenuto da CGIL-CISL-UIL di derogare (tagliare) quasi tutti gli istituti contrattuali (vedi accordo allegato). Tali accordi dovrebbero essere posti al centro del dibattito sul lavoro, ed essere aboliti e vietati.

3. Le istituzioni locali, nazionali e regionali avallano l'operazione ILIP, che ha la motivazione dichiarata della repressione antisindacale (vedi comunicato ILIP).

4. Il licenziamento politico collettivo della ILIP ha per mandanti Confindustria e il Partito Democratico (mediante i rappresentanti delle istituzioni e consorterie: Regione ER, Comune di Bologna, Comune di Valsamoggia, Legacoop e la stessa Confindustria mediante i suoi legali e consulenti), che con questa vertenza aprono la loro campagna elettorale sul territorio (ma con respiro nazionale).

5. ILIP è emblematica del vero significato di "transizione ecologica": un'azienda che produce bicchieri, piatti e vaschette monouso in plastica (e ora in parte in "plastica compostabile"), che durante la pandemia ha raddoppiato il proprio stabilimento, nonostante le proteste dei residenti, in deroga a ogni vincolo ambientale. Questa è la svolta green dei padroni: plastica, cemento e licenziamenti!

Chiediamo quindi a chiunque si renda disponibile di aiutarci a rompere il muro di silenzio e falsità in cui vogliono affogare questa vicenda, pubblicando articoli, comunicati, presenziando in solidarietà ai cancelli, intervenendo su questo tema in ogni contesto elettorale (anche fuori dall'Emilia Romagna).

Ogni partito, movimento, collettivo è libero di sviluppare il tema secondo i propri orientamenti e la propria interpretazione, non esiste nessun vincolo o "limitazione" da parte del SI Cobas: ognuno dica e scriva quello che ritiene opportuno!

In allegato trovate i comunicati stampa, alcuni articoli, foto e l'accordo interconfederale sulla logistica. Si allega poi l'accordo sottoscritto nel 2019 per ILIP dallo stesso tavolo metropolitano che oggi si rifiuta di intervenire per gli stessi lavoratori: ieri non erano iscritti al sindacato, quindi potevano essere salvati...

Grazie in anticipo e un saluto a pugno chiuso! Uniti si vince!

M.P.

giovedì 18 agosto 2022

18 agosto - VERSO ASSEMBLEA PROLETARIA ANTICAPITALISTA, ROMA 17 SETTEMBRE

Roma 17 settembre ore 14,30 - Metropoliz via Prenestina 913

1

per un autunno di lotta proletaria e popolare, sindacale e politica serve un fronte unico di classe

contro padroni, governo dei padroni, stato capitalista/imperialista

2

temi

contro la guerra imperialista - l'intervento dell' imperialismo italiano in Ucraina, Est Europa, Libia e mediterraneo, l'aumento delle spese militari, le basi militari Usa/Nato

contro il fascismo e razzismo di stato , di governo, sedi e squadrismo  nei quartieri e nelle piazze

contro lo scaricamento della crisi sulla pelle dei lavoratori e delle masse - sfruttamento, delocalizzazioni e chiusura fabbriche,licenziamenti, cassaintegrazione permanente, precarietà disoccupazione, carovita,morti sul lavoro, salute e ambiente, casa, peggioramento sanità, scuola, trasporti..

contro la repressione lotte proletarie, attacco al diritto di sciopero e alle libertà sindacali e di rappresentanza, criminalizzazione dei movimenti Notav/no Tap/no Muos..

a sostegno delle lotte delle donne lavoratrici in lotta contro sfruttamento doppia oppressione, attacco ai diritti delle donne

permessi di soggiorno, documenti anagrafici e sanitari per tutti i migranti senza condizione, diritto di asilo,contratti regolari reddito, casa - apertura porti -accoglienza e solidarietà- blocco di espulsioni - chiusura cpr

organizzazione - unità di classe -guerra di classe -internazionalismo

partecipazione e inviti

inviti e presenze dalle fabbriche in lotta da GKN a Tessitura Albini Mottola - dalle Acciaierie Italia/appalto Taranto a Stellantis, Fincantieri, Marcegaglia, dalla Beretta di Bergamo alle lavoratrici degli asili, delle cooperative e degli appalti di pulizia, comunali, dai facchini in lotta ai disoccupati di Napoli, alle realtà impegnate per salute, sicurezza sui posti di lavoro e sul territorio

inviti alle realtà in lotta dei migranti e associazioni di sostegno

inviti a tutte le realtà del sindacalismo di base e di classe e a tutti gli organismi di lotta contro la repressione e il carcere

assemblea proletaria anticapitalista

info adesioni assemproletariaanticapitalista@gmail.com

WhatsApp 351957628


18 agosto - dal blog La Bottega del Barbieri: Nicolò Caruso: morire di lavoro

su tutta la questione della lotta contro le morti, assassini, sul lavoro testimonianze e proposte a

assemblea proletaria anticapitalista Roma 17 settembre ore 14.30 Metropoliz via Prenestina 193

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di Domenico Stimolo

Importanti novità sulla morte di Nicolò Caruso, deceduto sul lavoro a Caltagirone

E’ “caduto” in altezza, da un traliccio, la sera di giorno 11 agosto, folgorato dalla corrente elettrica, in contrada Magazzinazzo, nella zona di Caltagirone. Aveva 60 anni Nicolò Caruso, era dipendente della Sirti Energia, residente a Militello Val di Catania. Lascia moglie e 2 figli. Nella sua attività lavorativa – che prevedeva anche interventi in reperibilità per guasti fuori del normale orario lavorativo – il suo punto di riferimento era il Centro Operativo di Catania. Infatti, la sera dell’11 agosto, era stato chiamato, assieme a un compagno di squadra, per intervenire su un guasto nella rete dell’energia elettrica che riguardava alcune aree esterne di Caltagirone. La Procura di Caltagirone ha emesso ieri avviso di garanzia, per omicidio colposo nei riguardi di 6 persone. In particolare sono coinvolti 3 responsabili di E-Distribuzione (ex Enel Distribuzione): 2 della struttura aziendale nazionale e l’altro del Centro territoriale di Catania.

Il 18 agosto, a una settimana dal tragico evento, verrà effettuata l’autopsia del cadavere di Nicolò Caruso. Poi ci sarà il funerale. E’ drammatica in Sicilia la condizione dei lavoratori. Nella nostra regione, in tutte le articolazioni produttive specie quelle che si svolgono in attività esterne, esiste – in maniera strutturale – un’ampia condizione di illegalità e insicurezza con ampia carenza nel rispetto delle normative e nell’uso delle vincolanti attrezzature di prevenzione. Nelle strutture istituzionali preposte ai controlli mancano centinaia di ispettori. Un dato complessivamente elementare, da sempre disatteso per ragioni “imperscrutabili”.

Nel primo semestre dell’anno ci sono stati 22 morti nei luoghi di lavoro (escludendo quelli in itinere). Al primo posto Catania con 7 morti, seguono Siracusa, Palermo e Trapani con tre morti per provincia, poi Caltanissetta con due eventi tragici e infine altre 4 vittime fra Trapani, Ragusa, Enna e Agrigento.

In crescita rilevante è l’incidenza di mortalità, cioè il rischio reale di morte, misurato su ogni milione di addetti e quindi sul totale dei lavoratori suddiviso per provincia. In questa speciale, mortifera classifica (i dati di dettaglio vengono calcolati dall’Istituto di sorveglianza Vega) al primo posto in Sicilia c’è Caltanissetta con un tasso di incidenza del 31,6%, su un totale di 63.332 occupati, poi Siracusa al 27,7% (su 108.304 lavoratori). Immediatamente dopo Trapani (tasso del 25,9% su 115.918 occupati) e Catania (25,3% su 276.812).

In Italia nel primo semestre 2022 gli incidenti sul lavoro sono stati 382.288, con 463 morti e un aumento del 43,3% sul 2021. Le denunce per malattie professionali sono 31.085 (sempre nel primo semestre) secondo i dati INAIL.

Nel periodo gennaio-maggio 2022 le denunce di infortunio sul lavoro in Sicilia sono state 15.064, con un incremento del 65% rispetto ai primi cinque mesi del 2021.

La difesa della vita e della salute dei lavoratori è una priorità assoluta per la nostra democrazia e per la dignità civile, in Italia e nello specifico in Sicilia. E’ un tema di grandissima rilevanza che dovrebbe essere trattato con urgente evidenza dalle forze politiche nella campagna elettorale.

Basta morti e incidenti nei luoghi di lavoro!

mercoledì 17 agosto 2022

17 agosto - TARANTO CONTRO LA GUERRA IMPERIALISTA E I GOVERNI DELLA GUERRA

 


17 agosto - SAN SEVERO: DAL COMITATO LAVORATORI DELLE CAMPAGNE

 

SAN SEVERO (FG): ANCORA INCIDENTI MORTALI, ANCORA AGGRESSIONI RAZZISTE

A San Severo, come nel resto della provincia di Foggia, le persone immigrate rischiano la vita tutti i giorni, come loro stesse denunciano da anni. 

Il 6 agosto sulla statale 16 fra Foggia e San Severo è avvenuto l’ennesimo incidente mortale che ha visto come vittima un lavoratore immigrato mentre tornava da lavoro in bicicletta. Era ghanese, e il suo nome era Thomas, ma tutti lo chiamavano Koffi.

La letalità della Statale 16, e di tutte le strade della Capitanata, è cosa ormai nota, e non solo per gli incidenti. Questi mesi sono stati costellati di attacchi razzisti a lavoratori che si recavano al lavoro all’alba. Soltanto pochi giorni fa, sempre nella zona di San Severo, un lavoratore immigrato è stato attaccato da una macchina che lo ha speronato apposta facendolo cadere dalla bicicletta mentre andava a lavoro. Stessa dinamica di tutte le aggressioni razziste avvenute ai danni dei lavoratori di Foggia nell'ultimo mese. 

La morte di Koffi, e di tanti altri prima di lui, viene raccontata come una fatalità ma a causarla è stato invece lo stesso razzismo che genera gli attacchi ai lavoratori che si recano ai campi e che, allargando ancora lo sguardo, è lo stesso razzismo che ha ucciso Alika a Civitanova, lo stesso razzismo di leggi sui

documenti create ad arte per costringere i lavoratori e le lavoratrici immigrate in una condizione di perenne sfruttamento e marginalità. 

Lo stesso razzismo che permea quel sistema dell’accoglienza che sulla pelle dei migranti realizza tutti i suoi guadagni e per alimentare il quale, anni fa, le istituzioni pugliesi hanno pensato fosse una buona idea creare, proprio sulla Statale 16, in un punto in cui le macchine passano ad altissima velocità e senza collegamenti verso i luoghi di lavoro, un campo container (sia mai delle case!) per l’accoglienza dei lavoratori, la tanto sbandierata Casa Sankara. Ovviamente si tratta di dinamiche che attraversano un paese intero e non risparmiano nessuno: mentre venivano spostati come pacchi dall'hotspot di Lampedusa ad altri centri di accoglienza, ieri 15 richiedenti asilo sono rimasti feriti in un incidente lungo l'autostrada vicino a Firenze. 

Intanto a Roma, nel quartiere di Torpignattara, continuano minacce e intimidazioni razziste volte a impedire l'autorganizzazione degli abitanti del quartiere, immigrati e italiani, che da mesi sono in strada per rivendicare uno spazio per tutt.

Tutti questi sono tentacoli del razzismo dello stato e del sistema produttivo. Possono apparire diversi, ma nascono tutti dallo stesso corpo. Ci stringiamo ai fratelli e sorelle di Koffi, agli amici della persona aggredita, a tutte le persone ferite. 

Nelle città, nei paesi, nei quartieri, nei ghetti, ricominciamo a difenderci e a lottare senza paura.

su tutta la questione della lotta dei migranti testimonianze e proposte a

assemblea proletaria anticapitalista Roma 17 settembre ore 14.30 Metropoliz via Prenestina 193


martedì 16 agosto 2022

16 agosto - Carrara, portuali costretti a fare turni massacranti

 

Holding F2i chiede 13 ore giornaliere suddivise in due trance.

Turni di lavoro massacranti, con picchi di 12 ore consecutive, mancanza di personale ed età avanzata di molti lavoratori.

Questa in sintesi la denuncia di Mannini, che chiede pubblicamente l’intervento della sindaca Serena Arrighi e del prefetto Guido Aprea. : "L’ottimismo trapelato sulla stampa locale in questi giorni sul Porto di Marina di Carrara da parte della F2i

Holding purtroppo stride con la realtà dei fatti. Se non sono 20 anni, poco ci manca dall’ultima assunzione di personale operativo alla Porto di Carrara Spa, oggi F2i Holding. Una tendenza che speravamo venisse interrotta con l’arrivo della nuova proprietà. Purtroppo le cose non vanno per il verso giusto e al forte incremento del traffico avuto nell’ultimo anno, la nuova governance anziché farvi fronte con nuove assunzioni sta proponendo con insistenza e prepotenza il raddoppio del turno di lavoro ai dipendenti del ciclo nave. Dipendenti in maggioranza tra i 50 e i 60 anni di età. I portuali lavorano con turni di lavoro di 6.20 ore giornaliere, 6 giorni su 7 e riposo settimanale la domenica. La nuova governance pretende che per 48 giorni all’anno lavorino obbligatoriamente 12 ore al giorno, per un impegno lavorativo di 13 ore giornaliere con turni suddivisi in due trance da 6 ore ciascuno intervallati da un’ora di pausa. Peccato che stiamo parlando di lavoratori non più trentenni che lavorano spostando carichi pesanti (legno e altro materiale) sotto il sole, le intemperie o dentro le stime delle navi. Come sindacato abbiamo fatto ben due assemblee con i lavoratori, che giustamente hanno risposto di non volerli fare perché non ce la fanno fisicamente".


lunedì 15 agosto 2022

15 agosto - info solidale: DISOCCUPATI IN PIAZZA A NAPOLI PURE A FERRAGOSTO!

 

LA LOTTA DEI SENZA LAVORO NON CONOSCE NE FERIE, NE TANTOMENO "TREGUE ELETTORALI"...

Di seguito il comunicato congiunto del movimento 7 novembre e dei disoccupati 167 Scampia.

SIAMO IN PIAZZA A FERRAGOSTO! NON SIAMO PAZZI, SIAMO CONSAPEVOLI DEL DISASTRO SOCIALE IN CORSO. INSORGIAMO!

A Ferragosto centinaia di disoccupati e disoccupate sono in piazza, vicino lo Stadio verso la sede della Rai di Via Marconi, simulando un lido balneare.

I soldi non ci sono, la testa per andare al mare neanche: guerra, carovita, disoccupazione, precarietà. Mentre passa un decreto di 7 miliardi e 300 milioni di euro per le spese militari (altro che solo affari correnti) tolgono il Reddito di Cittadinanza per chi ha avuto una condanna negli ultimi 10 anni. Praticamente incitano a continuare a commettere reati piuttosto che prevedere formazione e lavoro ai disoccupati di lunga durata appartenenti alle platee storiche.

Nel frattempo aumenta la repressione per chi lotta.

Vogliamo l'applicazione degli impegni assunti il 6 Luglio, la previsione nelle bozze della finanziaria degli emendamenti formativi e finanziari già condivisi per i progetti individuati, la firma del protocollo d'intesa per l'utilizzo delle risorse già individuate finalizzate agli incentivi per l'assunzione dei disoccupati di lunga durata, la riconvocazione del tavolo interistituzionale entro la fine di questo mese per dare seguito agli impegni assunti così come dichiarato a seguito dell'ultima mobilitazione.

Andremo a tutti i comizi elettorali a portare un po' di realtà proletaria, facendo capire a chiunque andrà al governo che a Napoli dovrà dare conto ai disoccupati organizzati.

Rilanciamo la mobilitazione nel mese di Agosto, nei prossimi giorni indicando le scadenze di piazza.

Organizziamo una grande mobilitazione in autunno a Napoli, per insorgere, per alzare la testa, per unire gli sfruttati.

Movimento Disoccupati 7 Novembre

Disoccupati 167 Scampia

#Napoli #7nov #Lavoro



domenica 14 agosto 2022

14 agosto - CAPORALATO NELLA LOGISTICA, UNA DENUNCIA. NE PARLIAMO IL 17 A ROMA

 

verso l'assemblea proletaria anticapitalista Roma 17 settembre ore 14.30 spazio Metropoliz via Prenestina

Lo Slai Cobas sc ed altre realtà sindacali organizzazioni di lotta proletaria 
rete sicurezza e salute sui posti di lavoro e territorio. realtà politiche 
anticapitaliste e antimperialiste, assemblea nazionale donne lavoratrici,
organizzazioni contro la repressione e solidali- con i prigionieri politici del mondo
raccolte nella Assemblea Proletaria Anticapitalista propongono e invitano tutti a 
una assemblea nazionale a Roma il pomeriggio del 17 settembre - luogo comunicato in
seguito - l'obiettivo e' lavorare per il fronte unico di classe e contribuire
alla battaglia nazionale contro padroni governo dei padroni è stato imperialista
 su tutti i terreni oggi necessari 
- salari lavoro sicurezza 
- opposizione alla guerra e alla repressione
- migranti- movimento delle donne 
- internazionalismo 
- l'assemblea si esprimerà sulle elezioni fuori e contro le attuali forze della borghesia e elettoraliste anche nel nostro campo.
Info assembleaproletariaanticapitalista@gmail.com per adesione contatti proposte

14 agosto - info da Taranto: Decreto ex Ilva - La Gazzetta del Mezzogiorno riporta la posizione contro e l'indicazione dello Slai Cobas sc - A settembre presidi e assemblee alle portinerie

 


sabato 13 agosto 2022

13 agosto - dal blog lavoro e salute, un utile ricordo storico per il presente: Aigues Mortes (Francia) 1893 : strage e tragedia operaia

 

Vito Totire, portavoce pro tempore della RETE NAZIONALE LAVORO SICURO

RICORDIAMO A TUTTI : FIRENZE 22 SETTEMBRE 2022 ASSEMBLEA NAZIONALE RETE LAVORO SICURO

BOLOGNA, 12.8.2022

Pubblicato da FrancoCile

Impossibile dimenticare la strage-qualcuno la ha definito progrom anti-italiano-di Aigues Mortes (tradotto: acque morte) ; alcune fonti parlano di nove operai italiani uccisi , il Time parlò di 50 morti , altri storici hanno fatto ipotei peggiori ;sono state raccolte testimonianze e sono state fatte ricerche che consentono di ricostruire realisticamente la tragedia che peraltro ci è tornata in mente, per associazione di idee, per una recente immagine proveniente dalla Ucraina: quella che fotografa un monumento per l’amicizia tra popolo ucraino e popolo russo nel quale la testa dell’operaio russo è stata mozzata; la immagine la abbiamo citata nella assemblea di Modena che ha fondato la RETE NAZIONALE LAVORO SICURO; se della strage se ne fosse occupato Mao tse tung la avrebbe definita “contraddizione in seno al popolo”; certo una definizione eufemistica per una strage ma la sostanza è quella e strettamente correlato è uno degli insegnamenti che dobbiamo trarre : la necessità della coesione e della fratellanza tra i lavoratori di ogni paese; la capacità di superare e divisioni che il “padrone” determina e impone; la necessità della unità tra lavoratori russi e ucraini e tra i lavoratori di tutto il mondo; se nel 1893 fosse esistito un contratto unico di lavoro la strage, molto probabilmente, non si sarebbe verificata; infatti la ostilità tra gruppi di diversa provenienza territoriale era alimentata dal fatto che gli italiani accettavano supinamente condizioni peggiori , al limite dello schiavismo, mentre i francesi cominciavano ad intravedere forme di autodifesa operaia; prevediamo che il ceto politico italiano ed europeo dimenticherà , in occasione dell’anniversario della strage (che possiamo collocare tra il 15 e il 17 agosto) , ogni menzione ed ogni ricordo in quanto evento tragico e “difficile”; non assisteremo neppure al pallido e penoso “scontro” che si è registrato per Marcinelle (abbiamo detto della posizione “dignitosa” ma insufficiente di Letta, meglio un pietoso velo di silenzio su altre “posizioni”); non vedremo, probabilmente, nessuna dichiarazione del presidente della repubblica né del presidente del consiglio: perché turbare gli attuali ottimi rapporti con la Francia con una storia così dolorosa?

il ricordo, per chi non soffre di “amnesia politica” rimane: la rissa che innescò la strage affondava le sue origini nella contrapposizione tra la condotta degli italiani (come abbiamo detto incline ad accettare condizioni di lavoro pesantissime, come oggi fanno i braccianti immigrati i Italia ) vista con favore e usata , anzi programmata, dai “padroni” delle saline e i tentativi di difesa sindacale dei lavoratori autoctoni; IN SOSTANZA LE CAUSE SOCIALI E POLITICHE DELLA STRAGE NACQUERO DALLA CAPACITA’ DEI PADRONI DI DIVIDERE LA CLASSE OPERAIA E CREARE QUEL CLIMA DI CONFLITTUALITA’ CHE , IN MANIERA SPESSO PIU’ SFUMATA, SI E’ SPESSO CREATO anche più di recente in tutto il mondo CONTRO GLI IMMIGRATI CHE “CI TOLGONO IL LAVORO”;

una tragedia nella tragedia dunque nella quale , senza attenuare la gravità della furia omicida dei “francesi” contro gli operai italiani e senza volere o potere attribuire tutta la responsabilità ai padroni , ai padroni delle saline va addebitata comunque la responsabilità iniziale e primaria del conflitto che , pure, la classe operaia francese doveva gestire-se vi fosse stata “coscienza di classe”- in maniera completamente diversa ; era il 1893 , eravamo agli albori del movimento “socialista”; la tragedia si è consumata ed oggi non va “rimossa” per opportunismo o manicheismo.

Di fronte all’omicidio verificatosi di recente a Civitanova Marche (che qualcuno cercherà di spiegare “esaustivamente” in termini di psicopatologia individuale dell’aggressore) dobbiamo chiederci quanto odio sopravvive e serpeggia ancora nei confronti dell’immigrato, del “nero” , del diverso e dobbiamo chiederci cosa ancora possiamo fare per la unità dei lavoratori e degli sfruttati autoctoni o immigrati che siano.

Parlare e ricordare Aigues Mortes è utile anche e soprattutto per questo fine.

Anche per questo la nostra proposta rilanciata in occasione dell’anniversario di Marcinelle di fare dell’8 agosto la “giornata mondiale del lavoratore immigrato” rimane ragionevole e attuale.

Per Aigues Mortes : occorre riaprire col governo francese la questione dei “risarcimenti” sul piano politico e morale; è passato troppo tempo? Ci pare di no , per chi non dimentica la ferita è ancora aperta.

venerdì 12 agosto 2022

12 agosto - NEL 2021 "OCCULTAti" 536 CADAVERI DI LAVORATORI MORTI PER INFORTUNI

 

Nel 2021 “occultati” 536 cadaveri di lavoratori morti per infortuni, è questo che mi viene in mente leggendo i rapporti Inail, ma è così tutti gli anni. Ogni mese INAIL diffonde il numero dei morti sul lavoro nel mese in corso, Nel rapporto annuale del 2021 (ma è così da quando 15 anni fa ho cominciato a monitorarli) ha diffuso 1221 denunce di morti sul lavoro che gli sono pervenute, Questo il primo mese del 2022, poi scopriamo dopo almeno sei/sette mesi che i morti accertati diventano 685, ma ci chiediamo che fine hanno fatto gli altri 536 lavoratori? Sono resuscitati? non vengono trovati i cadaveri? Dove e perché spariscono? Non vengono riconosciuti da questo Istituto perché non sono assicurati a questo Ente dello Stato, che ricordiamo che gli introiti sono prelevati nelle buste paghe dei lavoratori (beh, lo dicano): ci sono contenziosi in corso che dureranno anni? Tra l’altro noi ne registriamo molti di più. Ma com’è possibile che ogni anno scrivo queste cose, le diffondo a tutti, ma nessuno che va a vedere, parliamo della vita di circa 7500 lavoratori morti per infortuni spariti nel nulla in questi 15 anni. E i sindacati? E la politica di tutti i partiti, che fanno per queste tragedie? NIENTE. C’è una commistione di potere e di interessi economici e politici che riguarda tutti. Del resto basta andare a vedere dove sono a finire alla fine delle loro carriere i vari ministri del Lavoro e delle Politiche Agricole che si sono succeduti nel corso di questi anni: stipendi stratosferici ad occupare posti, avevo voglia d’informarli della reale situazione delle morti sul lavoro. Il silenzio era d’oro; si preparavano così a collocarsi nei posti che avrebbero dovuto controllare. Il mondo del lavoro seppure disporrebbe di una forza enorme, è solo e non ha più nessun riferimento. Ora promettono mare e monti, e se solo il 10% di quello che promettono venisse realizzato l’Italia fallirebbe così come stava facendo nel 2010. Poi verrebbe chiamato un “Monti” a mettere a posto i conti: E chi li pagherebbe? I lavoratori e pensionati con stipendi da fame, con allungamento ulteriore dell’età per andare in pensione, così in tanti morirebbero per infortuni sul lavoro. Ricordo a tutti che un lavoratore su quattro ogni anno che muore per infortuni sul lavoro ha più di 60 anni. Una strage degli innocenti che nessuno ricorda. Troppo distante da chi lavora la politica di ogni colore. Per la prima volta nella mia vita questa volta non so se andrò a votare; dal mio osservatorio privilegiato vedo solo opportunismo. Carlo Soricelli curatore dell’Osservatorio Nazionale di Bologna morti sul lavoro http://cadutisullavoro.blogspot.it