Nell’udienza del 19 giugno a Potenza vi è stata la risposta di PM e parti civili alle nuove eccezioni dei difensori degli imputati che nella precedente udieza del 5/6 hanno chiesto l'annullamento di tutti gli atti, quindi la validità di tutte le prove, perizie, testimonianze che furono centrali nel processo di 1° grado a Taranto e per le sue condanne.
Il PM ha detto che vanno ritenute inammissibili le richieste dei difensori di Riva e soci. Molto efficace l’intervento per noi e i nostri avvocati della Avvocata Antonietta Ricci. Se pure in un quadro di prescrizioni che hanno ridotto il numero degli imputati noi restiamo tutti in campo e per i reati rimasti restiamo parti civili e soggetti di risarcimento.
La prossima udienza in cui il giudice si esprimerà è il 3 luglio
Nell’udienza
del 5 giugno, i legali degli imputati hanno sostenuto
l’inutilizzabilità soggettiva delle varie perizie tecniche
eseguite in incidente probatorio nel primo processo; in quanto, i
legali hanno detto, che molti imputati al momento dell’esecuzione
delle stesse non erano ancora all’interno del processo.
Inoltre,
specificatamente per quanto riguarda perizia epidemiologica, è stato
contestato il fatto che la gip Todisco l’assunse di ufficio, cosa
che per i legali della difesa non poteva fare perché nel 2010 i PM
dell’accusa avevano chiesto soltanto una perizia
tecnico-impiantistica.
Su
questo vi è stata opposizione netta da parte del PM e della Avv.
Ricci dello Slai cobas perchè è falso quento sostenuto dagli
avvocati degli imputati.
Altro questione riguarda le
intercettazioni. Nel corso del processo a Taranto, furono acquisite
quasi 2100 ore: i legali della difesa hanno chiesto se siano ancora
tutte utili ai fini del processo, o se invece non sia il caso di
acquisire soltanto quelle utili nei confronti degli imputati i cui
reati non sono andati in prescrizione.
Infine, riguardo alle prescrizioni, secondo alcuni calcoli entro la prossima estate dovrebbe andare in prescrizione anche il reato relativo al disastro ambientale; mentre resterabbe il reato di avvelenamento di acque e sostanza alimentari.

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