....quando le condizioni di lavoro sono insostenibili l'unica cosa da fare è bloccare la produzione, come hanno fatto, in passato, le operaie della Electrolux e non solo. LA VITA OPERAIA VALE PIU' DEL LORO PROFITTO
Operai Contro 222 Giugno 2026
Alla Stellantis di Pomigliano sembra di essere costantemente in “Natale in casa Cupiello” di Eduardo De Filippo. Così “anche quest’anno” il caldo insopportabile stronca gli operai. Gli impianti di raffreddamento sono inattivi e i sindacalisti ripetono la solita litania. E’ tempo di finirla.
E così, “anche quest’anno”, appena il caldo torrido dell’estate arriva, sorge il problema degli impianti di raffreddamento spenti, o malfunzionanti, a cui, i sindacalisti rispondono con la stessa cantilena di ogni anno: “Chiediamo l’immediato ripristino, in tutti i reparti, di condizioni climatiche idonee e conformi alla normativa vigente … In assenza di un intervento tempestivo, ci attiveremo presso le autorità competenti affinché il diritto alla salute e alla sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori sia pienamente garantito”. Questa grande dichiarazione di intenti bellicosi, firmata da tutta la compagine sindacale aziendale, Fiom inclusa.
Sottolineando nel loro comunicato che rendere il clima aziendale accettabile, per poter lavorare, è cosa dovuta agli operai di Pomigliano perché, secondo questi amministratori aggiunti, “Siamo l’unico plant che per l’affidabilità dimostrata dalle lavoratrici e dai lavoratori negli anni si è visto assegnare una missione produttiva e non permetteremo a nessun dirigente che pensa solo al risparmio di minare quanto conquistato”.
Quelli di Melfi, di Mirafiori, di quelli che rimangono di Cassino e gli altri, invece, possono schiattare al caldo perché non hanno dimostrato “affidabilità” e sono senza “mission”.
Il grande sindacato della bottega di zio Aniello!
Nella dichiarazione dei sindacalisti aziendali, più che una imprecazione contro i dirigenti di manica stretta, c’è tutta la preoccupazione dei servi che sul lavoro degli altri basano la loro possibilità di non lavorare. Va bene con i ritmi impossibili, il numero di vetture da produrre sempre più alto per turno, i soldi sempre meno e mangiati sempre di più dell’inflazione, ma almeno diamo a questi schiavi un clima accettabile, altrimenti li spingiamo alla rivolta e, allora, ci perde sì il padrone, ma anche i sindacalisti che hanno fatto tanto per rendere il “plant” di Pomigliano affidabile per il padrone.
Prendiamone atto: in fabbrica abbiamo ormai due nemici, il padrone e I suoi capi e capetti, e gli attuali sindacalisti. Da questa gente non possiamo aspettarci nessuna difesa conseguente delle condizioni di lavoro e di salario. Nella loro versione migliore fanno solo chiacchiere.
F. R.


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