venerdì 10 luglio 2026

10 luglio - Sulla situazione all'Electrolux Solaro: Troppo magazzino a Solaro. Electrolux impone le ferie

 ...parafrasando Palma, Fiom, che aveva detto" i 50 giorni sono una tregua armata" diciamo che aveva ragione. Ma a sparare colpi su colpi contro i lavoratori è solo l'azienda, mentre le rappresentanze sindacali si limitano a comunicati di contrarietà e mettere in campo iniziative di lotta, solo enunciate ma non praticate, e dall'altro a chiedere alla politica, dal governo a Regione sindaci, a prendere posizione contro i piani aziendali, le quali "rispondono" prontamente, tanto, a destra e a manca, le promesse non costano nulla. E intanto ci si avvia verso una fine nota, che accomuna gli operai a tutti gli altri dell'industria di questo paese, dalla Stellantis alla ex Ilva, cioè "chiusura dei siti produttivi e licenziamenti". La via maestra è una sola la discesa in campo del protagonismo operaio rompendo gli steccati della concertazione e delle illusioni di una rappresentanza politica/operaia delegata a governo e opposizione


L’azienda vuole fermare la produzione per 4 giorni usando vacanze e permessi. Ad aumentare la tensione, l’annunciata revoca del part-time per 50 dipendenti.

Troppo magazzino, Electrolux vuole fermare la produzione per 4 giorni e impone ai lavoratori l’uso delle ferie. Si apre così un nuovo terreno di scontro a Solaro, dove la tensione è già alle stelle, sia per il piano di tagli su scala nazionale presentato dalla multinazionale svedese, sia per l’annunciata revoca del part-time per 50 dipendenti, in maggior parte donne. "L’azienda vuole chiudere 4 giorni usando le nostre ferie", accusano le rappresentanze sindacali aziendali. "La direzione del personale – si legge in una nota diffusa da Fiom, Fim e Uilm – ha convocato la rsu comunicando che gli stock di magazzino sono troppo alti per sovraproduzione. Per questo vuole fermare l’attività per 4 giorni: 1 giorno di permesso retribuito più 3 giorni di ferie. Sull’utilizzo dell’ultimo giorno di permesso collettivo, la rsu non ha controindicazioni ma sull’utilizzo delle ferie non siamo d’accordo perché a marzo avevamo chiesto di calendarizzare la terza settimana di ferie per tutti ma l’azienda non lo aveva ritenuto necessario. Comunque si crea disparità in quanto non tutti hanno maturato la settimana aggiuntiva di ferie. Oggi invece ci dice che non serve produrre". Una distanza di posizioni che a Solaro rende ancora più tesi i rapporti tra lavoratori e azienda, dopo l’annuncio dei 1719 esuberi su scala nazionale (217 per lo stabilimento di Solaro sui circa 680 dipendenti attualmente attivi). I sindacati respingono la proposta della direzione. "Abbiamo chiesto all’azienda di tornare al tavolo con dati certi: quanto magazzino c’è davvero, quanto si vende oggi, qual è il piano di produzione diviso per piattaforme", scrivono le rsu. Poi c’è la questione del part-time che oggi consente ad una cinquantina di dipendenti di conciliare lavoro e famiglia, con assistenza ai figli o ai genitori anziani. È di qualche settimana fa l’annuncio dell’intenzione di revocare l’orario ridotto. L’iniziale scadenza fissata al 1° luglio è stata prorogata al 1° agosto, ma i lavoratori chiedono di andare oltre. "Se l’azienda dichiara crisi di volumi, allora non ci sono scuse per non prorogare i part-time oltre agosto", ribadiscono Fim, Fiom e Uilm. "L’azienda ha dichirato che al rientro delle ferie l’assetto produttivo sarà come prima dell’ingresso dei terministi: linea 1 a turno e le altre a giornata". Già perché a fine agosto scadono 111 contratti a termine.

Vertenza Electrolux, la Lombardia fa fronte comune: approvata all’unanimità la mozione su Solaro

Maggioranza e opposizione hanno votato compatte la mozione che chiede il rilancio del sito produttivo, il coinvolgimento del Governo e un confronto europeo sulla competitività del settore degli elettrodomestici

Il documento, presentato dal consigliere Onorio Rosati (Alleanza Verdi e Sinistra), punta a salvaguardare i livelli occupazionali e produttivi dello stabilimento di Solaro, dove il piano prevede 217 esuberi, ai quali si aggiungono 106 lavoratori a tempo determinato che erano destinati alla stabilizzazione.

Paolo Romano (Partito Democratico) ha parlato di «una crisi esemplare dei problemi industriali del nostro Paese. Prendere i soldi allo Stato e poi scappare è un atteggiamento predatorio nei confronti delle tasche dei cittadini. Per questo abbiamo bisogno di tornare a un modello industriale in cui la logica del profitto è affiancata dalla responsabilità sociale dell’impresa. In questo senso serve con urgenza una nuova legge regionale contro le delocalizzazioni in Lombardia».

Anche Marcello Ventura (Fratelli d’Italia e presidente della Commissione Attività produttive) ha ribadito la necessità di salvaguardare il sito produttivo: «L’impianto di Solaro è un patrimonio industriale che non possiamo permetterci di perdere. Serve un nuovo piano industriale per garantire produzione e capacità competitiva dell’azienda. Per questo dobbiamo mantenere aperto uno spazio di confronto e trattativa».

Electrolux, Pizzighini (M5s): “Chi prende soldi pubblici non può licenziare e scappare”

8 Luglio 2026


SOLARO – “Come Movimento 5 Stelle abbiamo votato convintamente a favore della mozione su Electrolux e ribadiamo la nostra piena vicinanza alle lavoratrici e ai lavoratori, in particolare del sito di Solaro”, così Paola Pizzighini, consigliera regionale M5S Lombardia, sulla mozione 525 Iniziative straordinarie a tutela dei livelli occupazionali e produttivi del gruppo Electrolux in Lombardia,

La crisi Electrolux è un attacco al cuore della manifattura lombarda. A Solaro 217 esuberi su 615 addetti, di cui 106 interinali, significa colpire centinaia di famiglie, l’indotto e competenze industriali storiche del territorio. È inaccettabile che una multinazionale, che per anni ha beneficiato di fondi pubblici nazionali ed europei, oggi tagli posti di lavoro e minacci di delocalizzare. Lo schema è sempre lo stesso si incassano i finanziamenti quando conviene, poi si scaricano i costi sociali sullo Stato. Per il M5S questo modello va fermato, ogni euro pubblico alle imprese deve essere vincolato a impegni precisi su occupazione, investimenti sul territorio e filiere produttive locali. Chi non rispetta questi vincoli deve restituire fino all’ultimo centesimo. In Regione Lombardia serve una linea chiara e durevole a difesa del lavoro lombardo, non un’altra pagina di licenziamenti finanziati, indirettamente, con risorse pubbliche”, così conclude la consigliera regionale.




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