COMUNICATO STAMPA Palermo, 27 settembre ’26
Ancora un ferito
grave ai Cantieri Navali di Palermo: operaio bengalese di 29 anni quasi si
trancia un braccio con il flex.
Quello che è successo un paio di giorni fa all'interno dello
stabilimento Fincantieri (Cantieri
Navali) di Palermo è l'ennesimo, intollerabile incidente sul lavoro che si
aggiunge al bollettino di guerra quotidiano. Un operaio bengalese di 29 anni, dipendente di una delle aziende
dell'indotto, è rimasto gravemente
ferito all'avambraccio destro mentre stava lavorando con un flex, rischiando letteralmente di
tranciarsi l'arto. Solo per un soffio non ci troviamo a piangere un altro
operaio morto sul lavoro. Il giovane operaio, soccorso dai colleghi e
trasportato d'urgenza all'ospedale Villa Sofia, ha subito un delicato
intervento chirurgico. A lui va la nostra vicinanza totale e la solidarietà.
Questo infortunio si aggiunge purtroppo ai 600 mila denunciati dal rapporto INAIL che conferma purtroppo i numeri
dei morti sul lavoro (1.189 nel 2025! Media
di 3 al giorno) e l’aumento delle malattie professionali (98.312).
È sempre più chiaro che senza eliminare il sistema dei subappalti a cascata che perpetua precarietà e sfruttamento
selvaggio degli operai più deboli perché più ricattabili come gli immigrati;
senza abbassare i ritmi
della produzione e la pressione sugli operai che usano strumenti di lavoro pericolosi
(come in questo caso il flex) che mettono di fatto la vita degli operai in
secondo piano rispetto ai tempi di consegna delle commesse e ai profitti di
padroni e padroncini;
senza farla finita
con l’ipocrisia di organizzazioni di padroni e sindacati collusi che ogni
volta versano lacrime di coccodrillo; senza
il protagonismo e il potere operaio in fabbrica degli operai non sarà
possibile avere una vera sicurezza sul lavoro. Questo significa anche fare una lotta
seria contro tutti i governi che se ne fregano della vita degli operai, e più
di tutti questo governo Meloni, che ha continuato a dare soldi su soldi ai
padroni per “incentivarli” a produrre di più, in sostanza per fare più profitti.
Questa lotta deve servire a scoperchiare quali sono le cause profonde che
portano a infortuni e morti sul lavoro, altrimenti stiamo diffondendo solo
illusioni: la causa profonda è tutto il sistema capitalista, i padroni e i loro
governi che li rappresentano che hanno interessi completamente contrapposti a
quelli dei lavoratori.
Negli anni abbiamo comunque fatto, a partire dall’esperienza
accumulata, come per esempio all’ex Ilva, alcune proposte che possano aiutare nell’immediato
sulla sicurezza sul lavoro:
-
l’elezione dal basso degli rls non nominati
dalle segreterie, ma eletti da tutti i lavoratori, non collusi con i capi delle
ditte, ma con poteri effettivi e libertà di movimento,
-
una postazione permanente nei posti di lavoro
degli organi di controllo, di Ispettorato del lavoro, Spresal, Inail… sarebbe
una azione concreta che può funzionare sia da deterrenza, controllo permanente
e preventivo, sia da immediato riferimento per lavoratori e delegati
sindacali per denunce e richieste di interventi immediati, che possono
portare a fermi immediati di impianti e attività lavorative pericolose, fino
ad arrivare ad un vero e necessario sciopero.
La salute e sicurezza sul lavoro non è un
optional! Basta subappalti assassini, basta sfruttamento dei lavoratori
immigrati!
SLAI Cobas per il
sindacato di classe
Via Michele
Cipolla, 93 cobas_slai_palermo@libero.it
– 338.7708110
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