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Da Basilicata24.it del 4 maggio, Eugenio Bonanata
Stellantis, Melfi: “A maggio solo 3 giorni a settimana”
La voce ufficiosa e la “gioia” operaia: “Qui si festeggia quando l’indomani non si lavora. Tempi da robot, fatica da cani”
“Con
chiunque parlerai oggi, ti dirà che domani non ha proprio voglia di
tornare a lavorare”. Lungo ponte per i lavoratori Stellantis di
Melfi che solo domani, 5 maggio, rientrano sulla linea. Era da
giovedì scorso che non si lavorava.
“Quando l’ultimo giorno è
giunto il messaggio collettivo che non saremmo scesi né venerdì
scorso né oggi, c’erano urla di gioia neanche avesse segnato la
squadra del cuore”, assicura un addetto al Montaggio. “È normale
che sia così – aggiunge – per noi che montiamo i particolari è
davvero dura, i tempi sono calcolati come se fossimo dei robot, non
essere umani che possono anche sbagliare una singola operazione”.
Ma poiché ormai l’equiparazione al ‘robot’ è cosa reale, “non
ci resta neanche uno spazio oltre il minuto e i quaranta secondi
previsti”. Tempi “folli” che spingono a stare sempre all’erta.
“Solo chi opera su quella linea può capire, gli altri reparti
saranno anche impegnativi, ma mai come il Montaggio”. Solo il
pensiero di ritornare, domani, prende male. “È sempre così, è
difficile riprendere quel ritmo, e anche quando lo riprendi non vedi
l’ora che la produzione si fermi per almeno un giorno, devi
recuperare”. Sembra quasi un meccanismo fatto apposta. Far lavorare
tanto ma in modo discontinuo, quasi a voler scoraggiare qualcuno e
invogliarlo a prendere l’incentivo e andar via. “Sì, è una
battaglia sui nervi, lo stress è quotidiano, e non tutti hanno la
forza per reggerlo”. Nel frattempo, seppur in modo informale,
trapela che a maggio “si lavorerà solo 3 giorni a settimana”. Un
po’ come nei mesi scorsi, ma almeno adesso il nervo è uscito allo
scoperto. “Meglio così – replica l’operaio – ci riposiamo di
più e stiamo meglio mentalmente, anche se lavorare porta ad un
reddito più dignitoso, e dovremmo essere tutti invogliati a farlo”.
Non a queste condizioni, però, pare di capire. Il bicchiere è mezzo
pieno solo se si guarda a chi all’Indotto, ad esempio, spesso sotto
agenzie, non spunta neanche una chiamata al mese. “Parlo con
colleghi che all’Indotto campano solo con la Cassa Integrazione,
cosa darebbero per lavorare pure loro almeno qualche giorno…”.
Già, che paradosso. Chi lo ha ne vorrebbe meno, e chi non ce l’ha,
farebbe salti di gioia per fare “qualcuna giornata” di lavoro e
racimolare qualche euro in più.


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