Ex Ilva, risorse economiche sino all’autunno
Da Corriere di Taranto - Gianmario Leone
Com’era
logico aspettarsi, non è giunta nessuna sostanziale novità
dal Mimit dove si è svolto il tavolo sull’ex Ilva di
Taranto, convocato dal ministro Adolfo Urso su richiesta dei
sindacati territoriali.
Anzi. A dirla tutta, sono
arrivate solo conferme su aspetti già ampiamente noti e
profondamente preoccupanti.
Il primo, sicuramente il più
critico per i sindacati dei metalmeccanici e gli stessi lavoratori, è
che il governo difficilmente stanzierà altre risorse
economiche per sostenere l’attività produttiva del siderurgico.
Con l’ultimo provvedimento che ha ottenuto il via libera della
Commissione Europea, è stato autorizzato un prestito di 349 milioni
di euro, di cui 250 sono già stati spesi: utilizzata la restante
parte pari a poco meno di 100 milioni, non ci sarà nessuna
possibilità di aumentare quel prestito.
Ciò significa che in
autunno, se non prima, Acciaierie d’Italia in Amministrazione
Straordinaria rischierà di trovarsi senza più risorse economiche,
qualora la procedura di vendita internazionale (sulla quale
ad oggi non si hanno ancora notizie concrete se non, come
confermato ancora una volta dal ministro Urso, dei due gruppi che
hanno presentato una manifestazione d’interesse) dovesse
concludersi con un nulla di fatto.
Le organizzazioni sindacali
hanno anche evidenziato durante l’incontro al Mimit, la crisi che
attanaglia ogni mese di più le aziende dell’indotto. Dove da
inizio anno i posti di lavoro persi hanno toccato quota 600. Senza
considerare l’aumento continuo dell’utilizzo della cassa
integrazione e l’atavica questione legata alle manutenzioni
ordinarie e straordinarie degli impianti. Senza dimenticare che il
piano di marcia messo in piedi dai commissari straordinari non ha mai
sortito gli effetti sperati.
Per tutte queste criticità i
sindacati hanno chiesto al ministro Urso che Palazzo Chigi convochi
un nuovo incontro, visto che l’ultimo è datato 5 marzo.
Aspetto sul quale il ministro si è impegnato.
“Quella
dell’ex Ilva è una sfida difficile, su cui serve un’azione
sinergica e la massima responsabilità da parte di tutti gli attori,
nel rispetto degli sforzi fatti in questi anni proprio dai lavoratori
dell’Ilva. Noi siamo impegnati con voi a garantire la continuità
produttiva, nella prospettiva della piena decarbonizzazione, anche e
soprattutto a Taranto” avrebbe affermato Urso, durante l’incontro
a Palazzo Piacentini con le organizzazioni sindacali territoriali di
Taranto. “Se ci siamo riusciti a Terni, con un ambizioso programma
di rilancio, e se ci siamo riusciti a Piombino, che tornerà a
produrre acciaio dopo oltre 15 anni, dobbiamo fare ogni sforzo perché
accada anche negli stabilimenti dell’ex Ilva. Il Governo è
impegnato a tenere aperta una prospettiva industriale per Taranto, ma
nessuna soluzione strutturale può essere costruita senza il concorso
di tutti”, avrebbe sottolineato Urso...

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