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mercoledì 14 settembre 2016

13 settembre - Info Ericsson/Piaggio: nuova ondata di licenziamenti



Ericsson, partono le lettere di licenziamento per 147. Piaggio Aero, 130 in mobilità
Mancato accordo nell'incontro al ministero del Lavoro, intanto arriva a sorpresa anche la procedura della società aeronautica


Nell'ultimo giorno utile previsto dalla procedura di licenziamento collettivo, non è stato raggiunto alcun accordo oggi a Roma, nella sede del Ministero del Lavoro. Da fine ottobre Ericsson invierà le lettere di licenziamento ai 147 lavoratori della sede genovese di Erzelli che rientrano in un piano complessivo di esuberi pari a 385 lavoratori a livello nazionale, mentre Piaggio Aerospace avvia le procedure di mobilità per 130 lavoratori. Le notizie sono arrivate quasi in contemporanea. Per quanto riguarda Ericsson l'esito della vertenza era quasi scontato, Ericsson si è limitata ad offrire dei pacchetti di outplacement per i lavoratori che sceglieranno di dare le dimissioni: saranno indirizzati verso alcune aziende specializzate in ricollocazione. "Nonostante il pessimo risultato, attribuibile in larga parte al governo che in questi mesi è stato totalmente assente e superficiale, l'impegno dei lavoratori e del sindacato continua con lo sciopero nazionale del 14 settembre. In quella occasione a Genova si terrà una manifestazione le cui modalità saranno decise domani". Lo comunica la segreteria del Slc-cgil di Genova. "In questi mesi la multinazionale svedese è stata sorda a qualunque richiesta di trattativa con il sindacato e anche alle proposte degli enti locali (regioni e comuni)", ricorda il sindacato. E neppure oggi a Roma è stata trovata la quadra, neppure attraverso la mediazione tentata a riunioni ristrette tra governo ed Ericsson, tra ministero del lavoro e regioni e tra ministero e sindacati.


Per la Piaggio invece il segretario della Uilm di Genova, Antonio Apa, parla di una "decisione scellerata e non ha giustificazioni" e ricorda che "nell'incontro di luglio al ministero dello Sviluppo Economico l'azienda aveva escluso azioni unilaterali, su richiesta delle organizzazioni sindacali, in attesa che la trattativa tra il fondo arabo che detiene il controllo e il Governo Italiano arrivasse a una conclusione". "Il 9 agosto - ricorda ancora Apa - la Presidenza del Consiglio e il ministero dello Sviluppo Economico confermavano una trattativa in piedi tra i governi e che il piano presentato dall'allora amministratore delegato non era condiviso dal Governo e che pertanto per loro rimaneva in piedi l'accordo del 2014, così come per noi. Non solo, si ribadiva il concetto che l'eventuale accordo sarebbe partito da quelle basi, da quell'accordo che aveva nel suo nucleo fondamentale il principio che nessun lavoratore avrebbe perso il proprio posto di lavoro alla fine della ristrutturazione. Il Governo aveva annunciato in quell'incontro che sarebbe stato necessario un altro mese di tempo per avere un quadro più definito". "Non solo, il 7 settembre scorso - sottolinea ancora Apa - in un incontro avvenuto a Genova con le segreterie dei metalmeccanici il Sottosegretario De Vincenti aveva escluso qualsiasi ipotesi di spezzatino garantendo le bocce ferme in attesa del piano industriale di Mubadala e qualunque evoluzione in fattispecie partiva dalle premesse dell'accordo del 2014". "Nel bel mezzo della trattativa, con una cassa integrazione aperta firmata neanche due mesi fa, la Piaggio sotto la direzione degli arabi fa un colpo di mano e annuncia il licenziamento di 130 lavoratori attualmente in cassa integrazione. Un atto inaccettabile che vedrà la Uilm opporsi con ogni mezzo". "Chiediamo al Governo di intervenire subito sulla proprietà" di Piaggio Aero "avviando un confronto immediato chiedendo quelle bocce ferme che avrebbe già dovuto chiedere e che fissi già oggi una data per l'incontro presso il ministero alla presenza del ministro per fare il punto della situazione: chiediamo cioè che il Governo mantenga gli impegni presi". Lo dice Antonio Caminito della Fiom Cgil di Genova sui licenziamenti annunciati dalla azienda di aerei e droni. "Il ministro il 9 agosto ci aveva chiesto di tenere i toni bassi per facilitare l'avvio del confronto con la Proprietà. Oggi gli chiediamo come dovremmo interpretare 132 licenziamenti. Se il Governo non interviene immediatamente rischia di diventare corresponsabile del grave atto avviato dall'azienda" ha aggiunto la Fiom-Cgil.

La Fim Cisl in una nota del segretario generale Alessandro Vella si definisce "incredula, dopo le rassicurazione avute dal Ministro Calenda a Palazzo Chigi il 9 Agosto, e ancora pochi giorni fa dal Sottosegretario De Vincenti" e chiede "una convocazione urgente al Ministero dello Sviluppo Economico per capire cosa sta succedendo e che fine ha fatto il" dialogo " fra i governi. Rimarcando l'accordo del 2014, non si può pensare di fare dei piani industriali che vedano come primo elemento una dichiarazione di esuberi”.
Alessandro Vella, segretario


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