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sabato 11 luglio 2015

11 luglio - La De Agostini si mette in "mostra", col patrocinio della provincia, mentre i lavoratori sono in cassa integrazione. Protesta a Novara.



Operai in cassa contro la mostra: “Si celebra la De Agostini e noi siamo senza lavoro”
Lavoratori e sindacati contestano l’evento organizzato dalla Provincia

11/07/2015
marcello giordani
novara 



La mostra sui cento anni di De Agostini organizzata dalla Provincia per il mese di ottobre scatena le polemiche. Ex operai e sindacalisti lamentano che la manifestazione cade proprio nel momento meno opportuno vista la chiusura delle Officine grafiche e che il denaro poteva essere impiegato per aiutare le maestranze rimaste senza il posto di lavoro. La rassegna sulla grande cartografia dell’editrice novarese verrà allestita nel mese di ottobre e costerà circa 27 mila euro. Ma non piacerà ai lavoratori di Officine Grafiche e Legatoria del Verbano, le due aziende nate nell’orbita dell’editrice e che solo negli ultimi anni si sono sganciate dalla casa-madre. Un periodo coinciso coi problemi e il declino dei due stabilimenti.  
«Siamo senza via d’uscita»  
«In questo momento ci troviamo in cassa integrazione - dice Massimo Formaggia, delegato sindacale di Officine Grafiche - ma riceveremo i soldi solo tra qualche mese. Sopravviviamo perché c’è l’anticipo da parte della banca. Per noi non ci sono al momento spiragli o vie di uscita, quindi non mi pare ci sia molto da festeggiare con una mostra. Forse il denaro si poteva spendere in modo più utile, pensando anche a chi il lavoro lo ha perso».  Gianpaolo Gino è anche lui delegato sindacale ma è di diverso avviso: «Sino a quando i Boroli, cioè De Agostini, hanno avuto il controllo delle Officine e della Legatoria, tutto è filato liscio anche quando c’erano difficoltà di mercato. Con la loro uscita è iniziato il disastro, ma con altre società e dirigenti: questo bisogna ricordarlo e non fare di ogni erba un fascio. La mostra? La facciano, andrò a vederla perché De Agostini è una parte importante della mia vita professionale». 
Anche i sindacalisti sono critici sull’evento: «L’esposizione vuole celebrare la tradizione cartografica di De Agostini - dice Clementino Villaraggia, della Cisl, con anni di esperienza lavorativa proprio alle Officine - ma tre anni fa la cartografia è stata chiusa per metà e nel gennaio di quest’anno si è smantellato il resto. Negli ultimi anni si è voluto liquidare una tradizione straordinaria di cui oggi nello stabilimento non rimane più traccia. Cosa si va a celebrare? Un patrimonio che si è voluto azzerare».  
«Una manifestazione inopportuna»  
Stella Cepile, sindacalista Cgil, rincara la dose: «Questo è proprio il momento meno opportuno per un’iniziativa simile. Le Officine sono chiuse con 142 persone senza lavoro e se la Legatoria riaprirà a breve, come speriamo, non lo si deve certo a De Agostini. Quando abbiamo chiesto, come ha fatto anche l’imprenditore torinese che intende affittare l’azienda, di mantenere le commesse della casa editrice ci è stato risposto che De Agostini aveva già dato. Ci aspettavamo un atteggiamento di maggiore collaborazione da parte di De Agostini».  Matteo Besozzi, presidente della Provincia di Novara, risponde che «l’iniziativa rientra nell’ambito della valorizzazione del sistema cultuale. Il tema è quello geografico ed è quindi legato a De Agostini, ma non solo alla casa editrice, e comunque questo contributo si poteva utilizzare esclusivamente in questo contesto, ferma restando la sensibilità e l’attenzione che la Provincia ha sempre manifestato sui problemi sociali e del lavoro».  

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