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sabato 11 luglio 2015

11 luglio - Taranto 10 luglio: Emiliano si insedia nella città dell'Ilva e viene contestato. Come è andata, report dello Slai Cobas sc di Taranto



Emiliano viene a Taranto, anche contestazioni e cariche polizia, una disoccupata dello Slai cobas in ospedale

Una compagna Disoccupata Organizzata Slai cobas finisce in ospedale per la violenta carica gratuita della polizia

Maria (la prima a sinistra nella foto),è stata spinta e buttata a terra davanti alla Prefettura, dai poliziotti antisommossa. Ha quasi perso conoscenza, ha vomitato e per un periodo non ricordava nulla. E' stata portata in Ospedale, verso le 13 esolo alle 18,30 è uscita. I medici le hanno diagnosticato una forte contusione alla spina dorsale.
Lo Slai Cobas farà una denuncia formale contro la polizia.
I poliziotti fin da questa mattina sembravano cercassero l'occasione per caricare.
Quando un folto gruppo di giovani, ambientalisti, agricoltori, si è avvicinato alla Prefettura tentando di entrare in massa, la polizia ha subito scatenato una violenta carica, con manganelli, scudi.

SLAI COBAS per il sindacato di classe - Taranto


(dalla stampa) - Momenti di tensione all’esterno della Prefettura di Taranto dove era convocata la prima del nuovo governatore: tra i manifestanti, un 23enne prova a prendere a calci il presidente, ma viene fermato.
Forse si attendeva un’accoglienza diversa il neo presidente regionale, Michele Emiliano, che ha voluto convocare la prima giunta (a ranghi ridotti, mancando tre elementi dell’esecutivo nelle caselle al momento rifiutate da M5S) nella prefettura di Taranto: e, invece, prima dell’incontro, all’esterno del palazzo, il presidente ha ricevuto una contestazione verbale molto dura con momenti di tensione.
Erano circa 250 persone ad attenderlo all’esterno della Prefettura: all’arrivo di Emiliano è scattata la contestazione, con urla, spintoni e striscioni sul tema del lavoro come “Ora prima di tutto il lavoro” o “L’altoforno che uccide va fermato, l’operaio tutelato”. Un ragazzo uscito dal cordone di sicurezza ha tentato di colpire il governatore alle spalle con un calcio, che ha invece preso un agente di polizia: il giovane, un 23enne è stato bloccato, identificato e subito rilasciato. Un altro gruppo ha tentato di entrare all’interno, ma la polizia, in tenuta anti-sommossa, ha fatto muro.
Emiliano dal canto suo ha commentato: “Sappiamo che questa è una città che soffre: siamo qui proprio per risolvere i problemi”.
Quindi, l’insediamento ufficiale, il discorso e l’audizione di 38 tra associazioni, parti sociali e rappresentanti istituzionali.

E' INTERVENUTA ANCHE UNA COMPAGNA DELLO SLAI COBAS CHE HA INIZIATO L'INTERVENTO CON LA DENUNCIA DI QUANTO ERA SUCCESSO A MARIA.


di seguito l'intervento della compagna dello Slai Cobas sc 


Intervento dello Slai cobas per il sindacato di classe nella riunione della Giunta regionale

"In questa occasione lo Slai cobas sc parla a nome degli "ultimi", le disoccupate e i disoccupati, che non solo non hanno il lavoro, ma nessuna forma di reddito o ammortizzatore sociale.

Ma prima di entrare nel merito. Voglio dire che ora qui doveva esserci anche un'altra Disoccupata Organizzata, Maria. Non c'è perchè è da questa mattina, e fino ad ora, in ospedale! A causa delle cariche violente e gratuite fatte dalla polizia questa mattina. Chiediamo in questa sede che da parte di questa nuova Giunta vi sia un messaggio di cambiamento anche rispetto a questo clima di repressione verso chi lotta e chiede diritti. I disoccupati sono pieni di denunce, processi per la sola colpa di lottare per il lavoro. Deve finire che si chiede lavoro e si ha repressione. E dalla nuova Giunta vogliamo un segnale anche su questo.
Detto questo, noi chiediamo al Presidente Emiliano e alla nuova Giunta di passare subito dalle parole ai fatti.
I Disoccupati organizzati pongono delle richieste immediate e delle richieste più generali, a partire da un fatto: in questa città il lavoro riguarda migliaia di disoccupati e disoccupate; le attività lavorative per cui noi chiediamo che si creino nuovi posti di lavoro sono una necessità per la popolazione. Sull'immediato chiediamo immediati interventi di modifica della legge sui "cantieri di cittadinanza"; questa misura non può costituire, per come è stata concepita e si tenta di realizzare, neanche una parziale e temporanea risposta alla gravissima emergenza di lavoro che c'è a Taranto. Gli interventi che chiediamo riguardano:
-che i “cantieri di cittadinanza” riguardino subito una platea molto più ampia di disoccupati, nell'ordine delle centinaia; che vengano tolti i criteri restrittivi – in particolare: del reddito familiare entro le 3mila euro l'anno – che non tiene in conto del fatto che molti disoccupati per mangiare sono costretti a stare in famiglia... che venga ampliato il periodo di lavoro, portandolo ad 1 anno e venga aumentata l'indennità prevista che si favoriscano quei progetti che possono avere un futuro nella nostra città, perchè legati a servizi essenziali, in particolare raccolta differenziata/ciclo rifiuti, lavori di bonifiche, risanamento quartieri.
Ma come dicevo prima, queste, bene che vadano, costituiscono solo risposte molto parziali e temporanee, mentre occorre lavoro vero e reddito. 
Per questo chiediamo: 
un piano straordinario di assunzione di disoccupati e disoccupate, già formati o da formare con nuovi corsi di formazione, nella raccolta differenziata e nel ciclo rifiuti; la previsione negli appalti pubblici, in particolare quelli legati alle bonifiche e risanamento dei quartieri di Taranto, di una clausola sociale che vincoli le ditte vincitrici ad assumere una percentuale dei lavoratori dal bacino dei disoccupati di Taranto; un piano di corsi di formazione finalizzati all'occupazione in questi lavori - un percorso già sperimentato positivamente in passato nella nostra città
Infine, chiediamo direttamente al Pres. Emiliano di essere ora coerente con una proposta da lui sostenuta nei mesi scorsi: l'istituzione di un reddito garantito per i disoccupati. 
E' ORA CHE SU QUESTE COSE SI FARE I FATTI, PERCHE' I DISOCCUPATI ORGANIZZATI VOGLIONO VEDERE I FATTI!

 

 

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