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venerdì 9 giugno 2017

8 giugno - Ti sei ammalato di tumore non servi più e ti licenzio. la barbara logica di questo sistema



Industriale Chimica, una ditta farmaceutica di Saronno, di circa 200 dipendenti ha deciso di avviare le procedure di licenziamento per due lavoratori iscritti alle liste di invalidità.            
                                                                                                                                                                           
La storia in breve: i due lavoratori, operai di produzione, da più di un anno lottano con due tumori piuttosto invalidanti, tanto che uno di essi è stato sottoposto a trapianto di midollo.        

                                                                                                                                                                             
Fino a questo punto l’azienda si comporta correttamente, mantenendo sulla carta il posto di lavoro ai due, e provvedendo ad implementare lo stipendio di uno di questi quando questo era ridotto al 50%. I problemi iniziano quando i due devono essere reinseriti sul posto di lavoro; inizialmente l’azienda propone ad entrambi un part time in portineria; iniziamo a trattare cercando di riuscire ad ottenere un full time, ponendo all’attenzione dell’azienda diverse proposte e chiedendo di mettere per iscritto la sua. La risposta giunge solo giovedì primo giugno, DOPO UN MESE CIRCA, ed è una lettera recapitata ai due lavoratori nella quale si annuncia l’avvio della procedura di licenziamento, adducendo come motivazione il fatto che non esistono posti di lavoro adatti alle loro specifiche condizioni.

Riteniamo inaccettabile tutto ciò e chiediamo l’immediata ricollocazione dei due lavoratori in azienda.
L’AZIENDA FA VALERE L’UNICA LOGICA CHE CONOSCE, E CIOE’ LA LOGICA DEL PROFITTO AD OGNI COSTO, E RITIENE PESI MORTI I LAVORATORI CHE NON POSSONO TORNARE A RICOPRIRE IL LORO PRECEDENTE RUOLO IN PRODUZIONE A CAUSA DI GRAVI INVALIDITA’.
In altre parole prima spremuti come i limoni e poi buttati in mezzo alla strada. Questo testimonia l’abbruttimento e la disumanità del sistema e di chi(evidentemente) si sente padrone della vita degli altri semplicemente cancellandoli.
A questo noi non ci stiamo!
Metteremo in campo tutte le iniziative di lotta che come lavoratori decideremo nei prossimi giorni, ribadendo che comunque rimaniamo disponibili a riaprire la trattativa per il reinserimento dei nostri colleghi sul posto di lavoro. 
RIBADIAMO IL DIRITTO AD AVERE UN SALARIO DIGNITOSO, E SOPRATTUTTO CHE LA DIGNITA’ E IL RISPETTO DELL’ESSERE UMANO SONO CONCETTI INALIENABILI E INCANCELLABILI. 
SI Cobas
SI Cobas Industriale Chimica

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