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mercoledì 14 giugno 2017

13 giugno - Vigliaccheria padronale alla Ceme di Carugate



La Ceme di Carugate svuota lo stabilimento mentre i lavoratori sono in corteo
Tensione a Carugate. La proprietà: smaltivamo i rifiuti
di BARBARA CALDEROLA
10 giugno 2017
Carugate (Milano), 10 giugno 2017 - Mentre i lavoratori manifestano, «l’azienda prova a far sparire i macchinari dallo stabilimento», denunciano i sindacati. Ma la proprietà nega, «stavamo solo smaltendo rifiuti». Sono bastati pochi giorni per rendere infuocata la situazione alla Ceme di Carugate. All’annuncio della proprietà di smantellare il sito di viale delle Industrie, i dipendenti hanno replicato incrociando le braccia. Ieri mattina, mentre le 90 tute blu e i 7 impiegati a rischio protestavano contro il licenziamento collettivo, a fianco del vicesindaco Francesco Corrias, dell’ex primo cittadino, Umberto Gravina e del consigliere regionale del Pd Fabio Pizzul, «la dirigenza ha fatto scattare il blitz per svuotare la fabbrica». Ma l’incursione è andata a vuoto. A dare l’allarme e scongiurare il pericolo sono stati alcuni operai rimasti a presidiare i cancelli. Una misura che verrà replicata anche oggi e domani.

«I manager della Ceme sono riusciti a superare sé stessi quanto a barbarie, facendo arrivare un camion su cui caricare le apparecchiature. Ma dove pensano di essere, nel Far West? Credono davvero di poter trasformare un’azienda che funziona e, dove fino a pochi giorni fa si facevano gli straordinari, in un’area dismessa, senza discutere con sindacato, lavoratori e istituzioni?», tuonano Rosi Baioni (Fiom Cgil) e Andrea Ricci (Fim Cisl). Tutto falso per la società che dice «di aver solo proceduto a ripulire un’area adiacente al sito data in affitto e restituita l’8 giugno dal locatario». L’incidente racconta il clima di queste ore. Nonostante i sindacati già dall’inizio dello scorso anno, quando c’era stato il trasferimento dei dipendenti dallo stabilimento di Brugherio (ora chiuso) a Trivolzio nel Pavese, altra sede del gruppo, avessero percepito che qualcosa non andava, non si aspettavano di ricevere il benservito senza alcuna comunicazione preventiva. Invece, la direzione, nero su bianco via mail, ha fatto sapere che la chiusura di Carugate «è necessaria per riuscire a mantenere invariata la quota di mercato» del colosso che produce elettrovalvole. Una Spa che macina utile e che esporta l’85% dei propri prodotti. Per ora l’unica certezza è la data del primo appuntamento tra le parti, in agenda martedì 13 giugno al tavolo dell’Associazione Industriali di Monza. È qui che si affronterà la situazione del marchio che quattro giorni fa di punto in bianco ha deciso di azzerare l’unità produttiva cittadina. «Quest capitani coraggiosi avevano intenzione di mettere tutti davanti al fatto compiuto? Per quanto ci riguarda non andrà così: dalla Ceme non uscirà neppure un bullone», sottolineano le parti sociali. «Confidiamo nel fatto che non ci siano strumentalizzazioni da parte dei sindacati come sul camion di ieri, data la complessità della situazione e la necessità di avviare un dialogo in un clima il più sereno possibile», ha ribadito l’azienda. Giovedì, saranno tutti in Regione per un’audizione in Commissione attività produttive. A sostenere i lavoratori ci sarà anche il primo cittadino Luca Maggionia.

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