Oggi l'ennesima tragedia: un altro lavoratore di origine marocchina è deceduto a causa
dell'ennesimo gravissimo incidente sul lavoro si chiama salah belkahaoua e aveva 59
anni ed è morto dopo giorni di agonia . Non fa più notizia, se non per chi si ostina a
tenere il conto di un massacro silenzioso, ma per i razzisti di casa nostra la loro vita
non conta niente.
Mentre una parte politica e mediatica s'infiamma contro le istituzioni locali, la realtà
dei fatti ci mette davanti a uno specchio impietoso: I lavori più duri e pericolosi: I
cittadini marocchini e i lavoratori immigrati continuano a svolgere le mansioni più
faticose, meno pagate e meno tutelate nei nostri cantieri e nelle nostre
fabbriche. Muoiono in percentuale 3 volte di più che gli italiani, Muoiono svolgendo
quei lavori che garantiscono la quotidianità di questo Paese – arrivando persino a
morire al posto di chi diffonde odio verso di loro. 02/06/2026 brescia Lombardia
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marocco 22 lug frosinone lazio salah belkahaoua 59 edilizia marocco L'assenza di
umana pietà: Stiamo assistendo al crollo del senso d'umanità. Si assiste al razzismo
persino di fronte alla sofferenza
e alla morte, mentre sulle condizioni dei lavoratori si stende un velo di indifferenza.
Banlieue di Parigi: siamo come i francesi di trent'anni fa che col loro razzismo si
sono fatti odiare dagli immigrati e dai loro figli. Una società multietnica è inevitabile
ma stiamo creando tutte le condizioni per far vivere all'inferno i nostri figli e nipoti.
L'Osservatorio non farà un passo indietro. Non accetteremo che si continui a morire
nell'ombra e che la retorica razzista nasconda le responsabilità di chi non garantisce
la sicurezza nei luoghi di lavoro, soprattutto verso i più deboli e fragili che stanno
morendo al posto nostro.

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