domenica 26 luglio 2026

Da C. Soricelli: STRAGI DI LAVORATORI MAROCCHINI IN ITALIA: MENTRE IL PAESE S'INFIAMMA DI ODIO, LORO MUOIONO AL POSTO NOSTRO. noi "umani" siamo dispiaciuti per la morte di Abderrahim Fakir

 

Oggi l'ennesima tragedia: un altro lavoratore di origine marocchina è deceduto a causa 

dell'ennesimo gravissimo incidente sul lavoro si chiama salah belkahaoua e aveva 59 

anni ed è morto dopo giorni di agonia . Non fa più notizia, se non per chi si ostina a 

tenere il conto di un massacro silenzioso, ma per i razzisti di casa nostra la loro vita 

non conta niente. 

Mentre una parte politica e mediatica s'infiamma contro le istituzioni locali, la realtà 

dei fatti ci mette davanti a uno specchio impietoso: I lavori più duri e pericolosi: I 

cittadini marocchini e i lavoratori immigrati continuano a svolgere le mansioni più 

faticose, meno pagate e meno tutelate nei nostri cantieri e nelle nostre 

fabbriche. Muoiono in percentuale 3 volte di più che gli italiani, Muoiono svolgendo 

quei lavori che garantiscono la quotidianità di questo Paese – arrivando persino a 

morire al posto di chi diffonde odio verso di loro. 02/06/2026 brescia Lombardia 


Mohammed Gannaoui  27 Operaio agricolo marocco 07/01/2026 Bologna Emilia 

romagna abdelbak zanboura 54 edilizia marocco 07/05/2026 venezia veneto Driss 

Najem 50 edilizia marocco 08/05/2026 venezia veneto abdadel gari 33 

autotrasporto marocco 12/05/2026 bergamo lombardia Mustapha Ladid 32 industria 

marocco 07/06/2026 cagliari sardegna Hamza El Hail 26 autotrasporto marocco 

29/06/2026 mantova lombardia Haddad Taher 

55 bracciante marocco 16/07/2026 lecce puglia Fadil Abdelhakim, 33 installatore 

marocco 22 lug frosinone lazio salah belkahaoua 59 edilizia marocco L'assenza di 

umana pietà: Stiamo assistendo al crollo del senso d'umanità. Si assiste al razzismo 

persino di fronte alla sofferenza 

e alla morte, mentre sulle condizioni dei lavoratori si stende un velo di indifferenza. 

Banlieue di Parigi: siamo come i francesi di trent'anni fa che col loro razzismo si 

sono fatti odiare dagli immigrati e dai loro figli. Una società multietnica è inevitabile 

ma stiamo creando tutte le condizioni per far vivere all'inferno i nostri figli e nipoti. 

L'Osservatorio non farà un passo indietro. Non accetteremo che si continui a morire 

nell'ombra e che la retorica razzista nasconda le responsabilità di chi non garantisce 

la sicurezza nei luoghi di lavoro, soprattutto verso i più deboli e fragili che stanno 

morendo al posto nostro.


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