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martedì 7 febbraio 2017

7 febbraio - da taranto: NON SI PUO' MORIRE PER IL LAVORO, a Napoli ennesimo omicidio di stato!



Lo Slai Cobas sc Taranto esprime la sua profonda solidarietà ai lavoratori che manifestavano a Napoli per il loro diritto al lavoro, ci sentiamo fortemente coinvolti nella tragedia accaduta questa mattina a Napoli, dove 3 operai sono stati investiti da una auto che ha cercato di forzare il blocco dei lavoratori, un operaio ha perso la vita.
In questi giorni in tutta Italia si stanno svolgendo proteste perchè il Governo non ha rispettato gli impegni presi con accordi nazionali siglati a Novembre 2016. L'accordo firmato da Cgil, Cisl, Uil prevedeva un mese di FIS (fondo di integrazione salariale ) a Dicembre 2016, una  cassa integrazione dove le aziende non anticipavano il salario, e a Gennaio sarebbero ripartite le attività di decoro.
Cosa puntualmente non avvenuta, lasciando a casa in una situazione di incertezza e preoccupazione  i 18000 lavoratori interessati .
In Puglia, in Toscana e in altre regioni i lavoratori stanno lottando con presidi contro le aziende che hanno incassato qualcosa come oltre un miliardo di euro per i servizi di pulizia e decoro nelle scuole statali.
I lavoratori Appalti storici ed ex lsu dello Slai Cobas  hanno in programma a breve forti iniziative di lotta
.
NON SI PUO' MORIRE PER IL LAVORO!
Fiorella Masci RSA Slai Cobas sc.



Assurda tragedia stamattina a Napoli. Durante un presidio dei lavoratori  ex-lsu presso il provveditorato agli studi nel quartiere di San Giovanni a Teduccio , 2 giovani lavoratori di una ditta di pulizie sono stati travolti da un’auto pirata che voleva forzare il blocco dei manifestanti e un altro è morto di infarto nel tentativo di inseguire l’auto dell’omicida. Le condizioni dei feriti sono a tutt’ora gravi anche se non sembrano in pericolo di vita.
Il presidio era stato indetto da Cgil-Cisl e Uil per protestare contro i ritardi del piano d’investimenti del Provveditorato  del 2017. Consideriamo che a tutt’oggi sono tantissimi i lavoratori delle ditte di pulizie scolastiche che sono  in cassa integrazione o che subiscono lunghi periodi di inattività . Insomma lavori a diritti ridotti e paghe basse. Sembrava un normalissimo presidio pacifico volto semplicemente ad attirare l’attenzione sui soprusi subiti da gente che svolge un lavoro di fondamentale utilità sociale e che dopo tanti anni di precarietà e sacrifici non vede ancora soddisfatte le proprie ragioni. E invece ecco andare in scena la follia. O più semplicemente , e ciò appare francamente ancora più preoccupante, un segno dei tempi. La mancanza assoluta di coscienza sociale, l’impossibilità di riconoscere i propri simili tra gli altri sfruttati, tra gli altri lavoratori, la distruzione di qualsiasi capacità d’empatia, un individualismo sempre più disperato e disperante, la guerra del tutti contro tutti fomentata dai media di coloro che hanno tutto l’interesse a spostare l’attenzione, a non farsi riconoscere quale vero colpevole, insomma il capitalismo italiano agli ordini di Bruxelles. Che lavora affinchè i lavoratori tornino ad essere plebe anzi plebaglia e come plebaglia impari ad amare i ricchi e i padroni e a diffidare dei propri simili. Nel frattempo i lavoratori, frastornati e confusi ma sempre più arrabbiati hanno bloccato la strada e l’accesso alle autostrade .  La polizia sta acquisendo i filmati per risalire all’identità dell’assalitore. Il colpevole sarà insomma individuato presto ( a meno che la macchina non risulti rubata) ma rimane un senso di dolore e impotenza per questi tempi infami dove ai presidi sindacali  non ti ammazzano più le guardie dello stato o i picchiatori fascisti come nel secolo passato  ma dei propri simili incapaci di riconoscerti come tale.


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