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mercoledì 8 febbraio 2017

8 febbraio - Call Center: Scioperi? Regione Lombardia ti licenzia



Pirellone, licenziati gli operatori del call center senza stipendio da mesi: "Puniti per lo sciopero"
Si sono presentati al lavoro e hanno trovato i badge disattivati, alcuni dopo 13 anni di lavoro. La Regione ha optato per la disdetta in anticipo del servizio con la società per cui lavorano. Il governatore aveva definito la loro situazione "inaccettabile" e promesso una soluzione




di ALESSANDRA CORICA

06 febbraio 2017
Hanno provato a entrare nell'ufficio che, fino allo scorso venerdì, era stato il
loro luogo di lavoro abituale, per alcuni da 13 anni. Ma i loro badge erano disattivati, mentre la vigilanza aveva ricevuto disposizioni di non farli passare. Succede ai 18 lavori della società che si è occupata, finora, di gestire il call center della giunta della Regione Lombardia: gli addetti sono senza stipendio da quattro mesi. E, adesso, anche senza lavoro: per questo, da stamattina sono in protesta davanti al Pirellone. Per aprile, era previsto il passaggio del servizio dall'attuale società che lo gestisce a un'altra, che ha vinto il nuovo appalto. "Ma la Regione ha disdetto in anticipo il contratto con la vecchia società, dalla quale i lavoratori sono dipendenti, alla fine della scorsa settimana. E adesso i lavoratori sono letteralmente in mezzo a una strada: una decisione che riteniamo possa essere stata causata anche dalla protesta e lo sciopero fatti nelle ultime settimane", dice Adriano Gnani, della Uil.
Venerdì scorso la Regione avrebbe inviato, ai responsabili della società per la quale i 18 operatori finora hanno lavorato, una comunicazione con cui si annunciava la disdetta in anticipo del servizio, e il passaggio del call center alla gestione della nuova società. Di qui, l'impossibilità oggi per i lavoratori di entrare in ufficio e, nei fatti, il loro licenziamento. Arrivato nonostante lo scorso gennaio, in occasione delle prime proteste fatte in seguito ai mancati pagamenti degli stipendi, sul caso fosse intervenuto lo stesso governatore Roberto Maroni. Definendo la situazione "inaccettabile", e assicurando l'impegno di Palazzo Lombardia per risolvere la questione. Eppure.
I lavoratori sono coloro che, finora, hanno risposto agli utenti che telefonano al numero verde 800 318 318 o al centralino di Palazzo Lombardia, per avere informazioni su bandi regionali, dote scuola e contributi per disoccupazione, o per parlare con gli assessorati. Gli operatori, finora, sono stati dipendenti della società Gepin Contact, che però non ha vinto il nuovo bando fatto da Palazzo Lombardia per riassegnare il servizio a partire dalla primavera. La nuova società che si occuperà del call center della giunta è la Gpi, già gestore del call center sanitario lombardo che risponde da Paternò, in Sicilia. "Il problema è che il passaggio di società e di appalto previsto tra due mesi è stato accelerato negli ultimi giorni. E che la Gpi non sembra intenzionata a riassorbire gli attuali lavoratori, come è emerso già nel corso di un incontro all'Arifl, l'agenzia regionale per il lavoro - dice Gnani della Uil - . Gli operatori, quindi, adesso si trovano di fronte alla disoccupazione: hanno fatto 40 ore di sciopero nelle ultime due settimane. L'impressione è che queste proteste possano aver accelerato la decisione della Regione di disdire il contratto con la vecchia società, e passare direttamente alla nuova".
Netta la replica di Palazzo Lombardia, che sottolinea come lo sciopero dei giorni scorsi abbia creato, in Lombardia, un "disservizio" ai cittadini. "Non abbiamo abbandonato i dipendenti di Gepin Contact - si legge in una nota - Vista però la delicata situazione posta in essere dall'azienda, si sta cercando di far fronte alla situazione per quanto è giuridicamente consentito. Regione Lombardia ha comunque subìto una forte  penalizzazione nell'erogazione dei suoi servizi. Anche i cittadini hanno sopportato un disservizio dovuto alle agitazioni delle scorse settimane". La giunta Maroni, spiega ancora la Regione, ha disdetto in anticipo il contratto con la Gepin Contact, dalla quale dipendono gli operatori del call center rimasti a casa, poichè l'azienda ha presentato richiesta di concordato preventivo. Di qui, la decisione di far subentrare subito il nuovo gestore, Gpi, per "garantire la continuità dei servizi al cittadino". In ogni caso, assicurano dal Pirellone, la Regione starebbe cercando di "favorire" l'inserimento lavorativo dei 18 operatori storici. E avrebbe chiesto alla Gpi "i documenti (cedolini) attestanti gli importi non percepiti per procedere direttamente a liquidare gli stipendi ai dipendenti".

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