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venerdì 10 marzo 2017

10 marzo - Sciopero delle Donne 8/3/2017: Irrompe nelle strade, nelle piazze, contro i palazzi del potere, la rabbia-la determinazione-la lotta di andare fino in fondo. Da Taranto a Palermo



A Taranto, lo sciopero delle lavoratrici, precarie, disoccupate, combattivo è l'8 marzo! 


Sono state le lavoratrici, le precarie, le disoccupate, ad iniziare bene questa bella giornata dell’8 marzo, con il loro sciopero delle donne nei posti di lavoro.
Sono le operaie della selezione della differenziata della Pasquinelli, dove rischiano la salute ma ora a fine mese anche il lavoro; sono le lavoratrici della Dussmann delle pulizie e manutenzione nelle scuole per mesi in cassintegrazione e ora hanno ripreso il lavoro ma da due mesi non ricevono i soldi dall’Inps; le lavoratrici degli asili che fanno doppio lavoro di pulizia e ausiliariato ma pagate per uno solo; sono le precarie dei servizi domestici che devono sbattere per mantenersi uno straccio di lavoro; sono le disoccupate che con orgoglio, come ha detto una questa mattina ha abbandonato il lavoro di badante perchè i padroni la fotografavano per controllarla in ogni momento.
Queste donne a Taranto hanno fatto un presidio sotto il Comune a piazza Castello, portando tutta la loro rabbia contro Ditte e lo stesso Comune, il Sindaco, per una condizione che tocca l’insieme della loro vita. Ma hanno portato soprattutto l’impegno a continuare in tutti i giorni la lotta, perchè le donne proletarie non lottano solo un giorno ma tutti i giorni.


Le lavoratrici delle sciopero delle donne... "Le nuove ribelli"



W LO SCIOPERO DELLE DONNE, LIBERIAMO IL NOSTRO BI/SOGNO DI RIVOLUZIONE, TUTTA LA VITA DEVE CAMBIARE!
Le lavoratrici, precarie, disoccupate, mamme di studenti disabili dello Slai Cobas s.c. insieme alle compagne del Movimento Femminista Proletario Rivoluzionario e con il combattivo sostegno di tante studentesse e studenti sono state le protagoniste di un agguerrito sciopero con un combattivo corteo che ha bloccato la città di Palermo attraversandola da Piazza Indipendenza fino alla Prefettura.

SIAMO IN DOPPIA GUERRA!
Le donne con indosso magliette rosse con scritto "scateniamo la nostra ribellione", cartelli, pettorine, che riportavano anche i punti della piattaforma dello sciopero, striscioni, hanno lanciato slogan per tutto il tragitto del corteo e denunciato al megafono tutta la condizione di doppio sfruttamento e oppressione prodotta da questa società capitalistica sul lavoro, in famiglia, sul piano sessuale fino al frutto più marcio e odioso dei femminicidi, una società che non si puo' affatto migliorare, come dicono le femministe borghesi/istituzionali o le sindacaliste serve dei padroni come la Camusso (che anche questa volta da serva ha boicottato lo sciopero delle donne, non indicendolo), ma solo rovesciare.
LE DONNE A CASA NON TORNERANNO, LA RIVOLUZIONE COSTRUIRANNO!

Le lavoratrici, precarie, mamme in sciopero hanno "assediato" i palazzi del potere, dalla Regione al Comune, alla Prefettura denunciando con forza "... diciamo a padroni, governo, Stato, uomini che odiano le donne: non vogliamo sentire le vostre frasi ipocrite, promesse false, parliamo e lottiamo noi! E continueremo a farlo, perchè non accetteremo come inevitabile la nostra condizione, e perchè abbiamo tutta la vita da cambiare".


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