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venerdì 17 marzo 2017

17 marzo - riceviamo e pubblichiamo: SULL'ASSASSINIO DEL CLOCHARD A PALERMO - dalle lavoratrici Slai Cobas sc di Palermo



Palermo

Si continua a morire da clochard, nell’assoluta indifferenza di Stato, governi, istituzioni locali, degni rappresentanti di un sistema sempre più disumano e barbaro, che va spazzato via
Giorni fa, a Palermo, è stato barbaramente ucciso, bruciato vivo all’interno della missione San Francesco, di piazza Cappuccini, un altro senzatetto, Marcello Cimino, 45 anni; un uomo mite e gentile, che non disturbava nessuno, come hanno tenuto a sottolineare tutti coloro che lo hanno conosciuto.
Dalle cronache è emerso che a dargli fuoco, come se nulla fosse, sia stato un altro uomo, un benzinaio, che non sopportava l’idea che la moglie, da cu si era da poco separato, potesse rivolgere attenzioni al clochard.
Alcuni giornalisti, pensando di potersi lavare la sporca coscienza borghese, hanno detto che si è trattato solo di una tragedia maturata nel degrado, ma sappiamo tutti bene, che non è affatto così.
L’esistenza dei clochard e questo ulteriore atroce delitto sono il risultato di un sistema oramai in cancrena, che affama e devasta la vita della maggioranza della popolazione, e che emana un humus, una ideologia sempre più disumana, di oppressione e sopraffazione dei più deboli, che penetra TUTTE le classi sociali. Per non parlare dei fascisti - protetti dallo stato e dalla polizia- che si divertono a colpire impunemente i clochard, così come pure gli immigrati clandestini, le prostitute, gli anziani, le donne.

In Italia, dove a causa dell’’avanzata della crisi, il numero dei cosiddetti barboni, è aumentato notevolmente (secondo le ultime stime, sono oltre 60 mila), sono centinaia quelli morti, oltreché perché ammazzati, anche per il freddo, o per malnutrizione, per mancanza di cure sanitarie, per esalazioni e incendi, dovuti a bracieri difettosi o perché si suicidano.
A questi disperati si aggiungono i 10 milioni di poveri, di donne e uomini senza lavoro, senza futuro, a cui viene negata la stessa sopravvivenza, figurarsi un’esistenza, una vita dignitosa.
Tutto questo massacro, questa “strage silenziosa” diventa ancora più insopportabile alla luce dell’ostentato lusso della borghesia, dei ricchi, sulla pelle delle masse popolari. Per non parlare del dilagare della corruzione nelle istituzioni, dal nord al sud, dove alle ruberie dei politici, si aggiungono anche i milioni di euro spesi dai governi, nazionale, regionali (si veda pure quello di Crocetta) e comunali, per gli incarichi esterni ai tanti galoppini di ogni colore politico (portaborse, segretari particolari, consulenti ecc.).
Si tratta di misfatti che, unitamente alle politiche antipopolari, della macelleria sociale, scellerate - portate avanti da governi e partiti, ora di centrodestra, ora di centrosinistra, che seminano solo disoccupazione, miseria e lutto - fanno ribollire il sangue, soprattutto dei proletari e ancor di più, delle masse femminili, che sono quelle più colpite, considerate lo zerbino della società, su cui si scarica di tutto e di più.
Pertanto, altro che riforme, che elezioni! La storia e la vita di tutti i giorni ci insegnano che non è possibile alcun cambiamento se non si estirpa la “radice del male, di tutti i mali”: il sistema capitalistico, fondato sul DIO DENARO e sul PROFITTO; sistema che mercifica e distrugge ogni cosa, perfino i sentimenti, il senso di solidarietà, di umanità e le vite umane.
L’esistenza dei clochard e dei milioni di disperati del terzo millennio dimostrano il fallimento, non di queste persone, ma dell’intero sistema e della sua società sempre più marcia, crudele e barbara.

OGGI PIU’ CHE MAI, PER TUTTI I DISEREDATI DELLA TERRA,
UNICA SOLUZIONE, LA RIVOLUZIONE!
Pa, 14.03.2017
Lavoratrici SLAI Cobas sc. Policlinico -Palermo

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