domenica 21 luglio 2024

21 luglio - Operaio Arif morto, i sindacati: «C'è il timore che la squadra fosse sottodimensionata». «Ora basta con queste stragi». Questo omicidio è frutto della precarietà e della non/formazione, non della fatalità o dei piromani

 

Brindisi, operaio muore nel tentativo di contenere un incendio. Emiliano: “Chi provoca il fuoco è irresponsabile”

di F. Q. | 21 Luglio 2024

Mario Rutiglio, operaio dell’agenzia forestale Arif – 60 anni, originario di Ostuni – è morto nel tardo pomeriggio di ieri in territorio di Ceglie Messapica, in Provincia di Brindisi, durante le fasi di contenimento di un incendio che ha bruciato degli ulivi secolari.

L’incidente – Secondo le prime ricostruzioni, l’uomo è stato travolto da un grosso ramo spezzatosi da un albero. Sul posto è intervenuto il 118, ma per l’operaio non c’è stato niente da fare. L’allarme è stato dato da altri colleghi dell’Arif, anch’essi impegnati nelle operazioni di contenimento dell’incendio e bonifica del luogo.

Il messaggio di Emiliano – “Una tremenda notizia colpisce tutti noi della Regione Puglia. Un esperto operaio dell’antincendio regionale Arif Mario Rutiglio è morto nell’adempimento del suo dovere mentre stava bonificando un bosco dopo lo spegnimento dell’incendio di un bosco nel territorio di Ostuni”. Così il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano in un messaggio di cordoglio. “Un dolore lacerante reso ancora più forte dalle modalità dell’incidente – ha aggiunto – Mario è rimasto schiacciato da un grosso albero che stava ispezionando per metterlo in sicurezza. Queste le conseguenze della irresponsabile attività di chi per dolo o colpa grave scatena questi incendi senza rendersi conto dei rischi cui espone chi deve spegnarli”.

sabato 20 luglio 2024

20 luglio - da tarantocontro: Processo Cimitero - frutto anche dell'esposto dello Slai Cobas, per cui a dicembre si apre un processo parallelo

Oggi si è tenuta la seconda udienza preliminare per il processo del Cimitero.

A questo processo ha contribuito anche l'esposto presentato dallo Slai Cobas - che organizza la maggiorparte degli operai cimiteriali - dopo una gravissima aggressione al delegato Slai Cobas da parte di uno dei principali imputati, Cristella. 

Un processo specifico per questa aggressione "in stile mafioso" si terrà a dicembre. 


                                           Da un articolo della GdM

venerdì 19 luglio 2024

19 luglio - dal blog tarantocontro: La Pubblica Istruzione del Comune vuole scippare il mese di lavoro delle lavoratrici degli asili

 

RIPORTIAMO LO SCAMBIO DI LETTERE TRA SLAI COBAS E COMUNE (Ass. Petrosillo)  - che è più eloquente di ogni ulteriore comunicazione:

AL SINDACO MELUCCI

In merito a quanto sotto riportato, chiediamo un urgente Suo intervento!

Slai cobas Calderazzi Margherita

RSA Cavaliere Enza e Perillo Gennaro

ALL'ASSESSORE PETROSILLO

Assessora, non è così e non può essere così!

Prima di tutto nell'incontro del 2/7 rimanemmo che il mese estivo lo avrebbero recuperato quasi sicuramente nella seconda quindicina di agosto, e che a fine luglio ci saremmo riviste per conferma;

secondo, i lavori non sono ancora iniziati e quindi le lavortatrici potevano benissimno lavorare in questo mese di luglio ed eventualmente recuperare il resto delle ore a fine lavori.

Ora con questa sua risposta dice praticamente che questo mese estivo, conquistato da due anni, dovrebbe saltare?!

Non è possibile! Le lavoratrici e lavoratori non possono perdere un mese di lavoro e di salario! Che fine fanno i soldi già stanziati per questo mese estivo per l'anno 2024, con tanto di delibera di giunta?

Questo lavoro e salario non si deve assolutamente perdere, sarebbe un "furto" ai danni di chi è già precario, con un lavoro povero. 

Le lavoratrici e lavoratori sono disposti a effettuarlo anche in altre sedi comunali. Altre soluzioni potrebbero essere prese in considerazione, ma perdere questo mese non lo accettiamo!

Attendiamo urgente comunicazione.

SLAI COBAS per il sindacato di classe

Calderazzi Margherita

Il 16/07/24 10:44, COMUNICAZIONE DELL'Assessore Desiree Petrosillo - Comune di Taranto ha scritto:

Gent.ma,
come già comunicato per le vie brevi, Le confermo che la previsione di chiusura delle strutture asilari in ragione dei lavori di edilizia straordinaria, si protrarrà sino al 31 agosto 2024. Eventuali modifiche della suddetta data che dovessero essere comunicate alla scrivente, saranno tempestivamente inoltrate.
 


All'Assessora Pubblica Istruzione
 Alla direzione assessorato Pubblica Istruzione
epc Al Sindaco Melucci
epc alla Ditta servizi Integrati
TA. 15.7.24
In riferimento all'incontro tenutosi il 2 luglio si rileva che, a nostra conoscenza diretta sulla maggiorparte degli asili, ancora nessun lavoro è iniziato. Questo poteva consentire il lavoro estivo alle lavoratrici/lavoratori di ausiliariato e pulizia almeno per i primi 15 giorni di luglio, per poi fare gli altri 15 giorni nella seconda metà di agosto, non caricando, quindi, i lavoratori di 7 ore al giorno nella seconda metà di agosto (impedendo così, tra l'altro, la possibilità di coprire eventuali sostituzioni).
Ricordiamo l'Assessora Petrosillo che nell'incontro suddetto eravamo rimasti che se vi erano novità in merito ai tempi dei lavori ce lo avrebbe comunicato. Questo non è avvenuto.
Chiediamo, pertanto:
se i lavori negli asili sono stati rinviati, di autorizzare la Ditta Servizi Integrati a svolgere il mese estivo delle lavoratrici tra luglio e agosto.
Fermo restando, che se non è possibile accogliere questa proposta, resta confermato il lavoro nella seconda quindicina di agosto.
SLAI COBAS
Calderazzi Margherita
WA 3519575628 - tel. 3475301704


19 luglio - "Calderone: "1041 incidenti mortali sul lavoro nel 2023, meno del 2019". Gli osceni numeri e falsità di una ministra del nero governo Meloni, che coi suoi decreti mostra tutto il disprezzo per la vita degli operai..

 .....e che ha aumentato le stragi dall'agricoltura all'edilizia, in tutti i luoghi di lavoro

              

venerdì 19 luglio 2024

La Ministra Calderone dà i numeri (sbagliati e che fanno comodo)) 

Cara Redazione del Manifesto. In questo momento siamo a 802 morti sul lavoro dall'inizio dell'anno comprensivi di itinere così come li conta Inail e la Ministra. Sentirla parlare di calo dei morti sul lavoro nel 2023 rispetto al 2019 fa accapponare la pelle, vuole dire che sia lei che il Ministro Lollobrigida vivono sulla luna. Solo gli schiacciati dal trattore sono quest'anno 85 e sono stati 167 nel 2023, complessivamente nel 2023 i morti per infortuni sul lavoro sono stati 1467 e non 1040 che sono solo i morti di INAIL che non fa nessun monitoraggio ma raccoglie SOLO le denunce che gli arrivano dal territorio e SOLO dei suoi assicurati. E gli altri? per la Ministra, per Inail che potrebbe utilizzare il tesoretto di 3 miliardi sottratto dalle buste paghe dei lavoratori per monitorare i morti sul lavoro (io lo faccio gratis da 17 anni) e per dare i soldi per la prevenzione dove c'è n'è più bisogno, cioè tra le piccole e piccolissime aziende, tra gli artigiani. Negli ultimi due giorni sono morti 11 lavoratori, 3 ieri e 8 il giorno prima. E di questi pochi saranno nella "conta di INAIL e della ministra. Carlo Soricelli curatore dell'Osservatorio Nazionale di Bologna morti sul lavoro sito Osservatorio http://cadutisullavoro.blogspot.it 

 giovedì 18 luglio 2024

Ieri 8 morti complessivi:ecco chi sono le vittime 

Ieri giornata orribile con 8 morti sul lavoro: sei sui luoghi di lavoro e uno in itinere. le vittime sono i due vigili del fuoco nel materano, due schiacciati dal trattore nelle province di Torino e Benevento, uno annegato in una vasca di irrigazione nel ragusano, un bergamasco morto in trasferta i Svizzera, un giovane morto in itinere nel veneziano. Chi sono le vittime: Antonio Saccone schiacciato dal trattore Khairi Zahmoul annegato in una vasca d'irrigazione Ivo conti morto fulminato in trasferta in Svizzera Non si conosce ancora l'identità schiacciato dal trattore a Asti Nicola Lasalata Vigile del Fuoco caduto in un dirupo Giuseppe Martino Vigile del fuoco caduto in un dirupo Ermanno Galbusera infilzato da un cancello, lavorava su un tetto George Manole itinere Con questi due schiacciati dal trattore arriviamo a contarne 85 dall'inizio dell'anno e nessuno muove un dito per questa carneficina provocata dal trattore che non si vuole vedere, siamo in questo momento all'incredibile numeri di 800 lavoratori morti dall'inizio dell'anno se si contano tutti e non solo gli assicurati a INAIL, di questi a questa mattina 571 sono morti sui luoghi di lavoro tutti registrati dall'Osservatorio http://cadutisullavoro.blogspot.it. Carlo Soricelli curatore

giovedì 18 luglio 2024

18 luglio - mercoledì 17 luglio 2024: Terribile giornata oggi con 7 morti sul lavoro

oggi giornata orribile con 7 morti sul lavoro: sei sui luoghi di lavoro e uno in itinere. le vittime sono i due vigili del fuoco nel materano, due schiacciati dal trattore nelle province di Torino e Benevento, uno annegato in una vasca di irrigazione nel ragusano, un bergamasco morto in trasferta in Svizzera, un giovane morto in itinere nel veneziano 

Nova Siri, intervengono per salvare una famiglia da un incendio: muoiono due vigili del fuoco. «Sono eroi»

diGuido Tortorelli

La tragedia in provincia di Matera. Le vittime sarebbero scivolate in un canale.

Stavano tentando di soccorrere e trarre in salvo una famiglia nel corso di un'operazione di spegnimento di un incendio nel comune di Nova Siri, in provincia di Matera, ma sono scivolati in un canale: così - secondo quanto emerso dai primi accertamenti - sono morti due vigili del fuoco nel pomeriggio del 17 luglio, Nicola Lasalata e Giuseppe Martino. La tragedia si è verificata intorno alle 16. La squadra dei vigili del fuoco è intervenuta in contrada Salice, verso Rotondella, per fronteggiare un incendio e soccorrere una famiglia con un uomo allettato.

 Operaio bergamasco muore folgorato mentre lavora in 

Svizzera: addio a Ivo Conti, aveva 44 anni

L’incidente è avvenuto mentre faceva manutenzione su una linea ad alta tensione nei pressi di Ilanz/Glion, in Val Surserla. L’uomo era residente ad Ardesio

Incidente fatale sul lavoro in Val Surserla, in Svizzera. Un lavoratore di 44 anni è morto martedì dopo essere rimasto folgorato mentre lavorava su una linea ad alta tensione nei pressi di Rueun, frazione del Comune di Ilanz/Glion, nel cantone dei Grigioni. Si chiamava Ivo Conti ed era residente ad Ardesio, in provincia di Bergamo.

Dalle prime ricostruzioni, l’uomo stava lavorando alla manutenzione di alcuni cavi quando è rimasto folgorato. Ad accorgersi dell'incidente sono stati i colleghi, che hanno dato l'allarme: inutili, però, purtroppo i soccorsi. Non sono ancora note le tempistiche per il rimpatrio della salma ad Ardesio, dove saranno celebrati i funerali.


mercoledì 17 luglio 2024

18 luglio - LOMBARDIA STRADE SICURE! MA NON PER GLI OPERAI: Travolti dal catrame bollente esploso per il caldo mentre lavoravano: due operai in gravi condizioni

 

Tre operai (60, 62 e 63 anni) sono stati travolti da una bolla di catrame esplosa a causa del calore mentre lavoravano lungo la pista ciclabile di Corbetta (Milano) intorno alle 15 di oggi 17 luglio. Due di loro sono stati trasportati in codice rosso in ospedale.

A cura di Francesca Del Boca

Ennesimo incidente sul lavoro intorno alle 15 di oggi mercoledì 17 luglio a Corbetta (Milano). Tre operai sono stati colpiti da una bolla di catrame scoppiata mentre lavoravano alla nuova pista ciclabile su via Milano: due di loro sono in gravissime condizioni, con ustioni sparse su diverse parti del corpo. Resta ancora tutta da chiarire la dinamica precisa dei fatti. Secondo le prime informazioni i tre operai (60, 62 e 63 anni) erano impiegati nel cantiere della pista ciclabile cittadina, pronta a essere ultimata in breve tempo, quando una bolla di catrame è esplosa a causa del calore ha travolto in particolare due lavoratori. Entrambi sono stati trasferiti in codice rosso in ospedale. Un uomo di 60 anni ha riportato ustioni di secondo grado al volto e al braccio e di primo grado al torace. Il collega di 62 anni ha riportato ustioni di primo grado al volto, braccio e gamba. Quest’ultimo è stato trasferito a Magenta, il primo a Legnano. Sul posto sono giunti i soccorsi del 118 con due ambulanze e un'auto medica, così come i carabinieri di Abbiategrasso e la polizia locale di Corbetta.


17 luglio - IL PRIMATO DELLA LOMBARDIA DEGLI ASSASSINI SUL LAVORO: Muore schiacciato sul lavoro: la vittima era il padre di 3 giovani figli

 

Il dramma si è consumato in un cantiere di Rovereto

Abitava a Barbariga il 48enne Taqil Rahal, originario del Marocco ma da una vita in Italia, ora cittadino italiano: è lui la vittima del tragico incidente sul lavoro di martedì mattina a Noriglio, frazione di Rovereto (Trento). Era al lavoro nel cantiere di una villetta per conto della Carpenwood, azienda bresciana con sede a Dello, quando per cause ancora in corso di accertamento è stato travolto da alcuni pannelli in legno che si sarebbero sganciati da una autogru. 

Dramma sul lavoro

Pare che il 48enne si trovasse sul solaio dell’edificio quando è stato investito in pieno dal carico, del peso di oltre 15 quintali: a seguito dell’impatto è precipitato nel vuoto e al suolo, per lui purtroppo non c’è stato nulla da fare. I medici non hanno potuto altro che constatarne il decesso: la Procura di Trento ha aperto un’inchiesta, nel frattempo sono in corso i rilievi della Polizia di Stato e dei tecnici dell’unità operativa Prevenzione sui luoghi di lavoro dell’azienda sanitaria trentina. 

Chi era Taqil Rahal

Taqil Rahal lascia nel dolore la moglie e tre figli ancora piccoli: uno di loro martedì ha compiuto gli anni e aspettava a casa il suo papà per festeggiare insieme il compleanno. Così la Cgil in una nota: “Con dolore apprendiamo della scomparsa di Taqil Rahal, operaio bresciano di 48 anni impiegato alla Carpenwood, azienda con circa 120 dipendenti. Taqil era impegnato nel caricamento di pannelli di legno prefabbricati con una gru quando, a seguito del rovesciamento del carico, è stato travolto senza possibilità di scampo”.

17 luglio - DALLO Slai Cobas sc PalermoMIGLIAIA E MIGLIAIA DI DOMANDE/GRADUATORIE ARRIVANO NELLE SCUOLE NEL PIÙ TOTALE DISINTERESSE DEL MIM/VALDITARA...

 ...VERSO LE SEGRETERIE SCOLASTICHE ALLO SBANDO E CON IL PERSONALE RIDOTTO IN QUESTI MESI ESTIVI 

Il Ministero dell’Istruzione e del Merito attraverso gli USR e gli Ambiti scarica di fatto sulle segreterie scolastiche in piena estate con gli organici ridotti sia per la scadenza dei contratti degli Amministrativi precari (le proroghe stabilite dal MIM/USR/Ambiti sono state assolutamente insufficienti), sia per il diritto sacrosanto del personale Amministrativo di andare in ferie dopo un anno di lavoro, la lavorazione della valutazione e convalida delle domande di inserimento/aggiornamento delle graduatorie rispettivamente GPS (le scuole polo delegate dagli Ambiti) e delle terza fascia Ata (tutte le scuole).

Si tratta di un numero enorme di domande (solo per la terza fascia Ata si parla di circa die milioni e mezzo di domande) che devono essere valutate e poi convalidate al fine della pubblicazione delle graduatorie provvisorie e, dopo gli eventuali reclami, delle graduatorie definitive dal personale amministrativo che è già sommerso da ben altri adempimenti che

riguardano sia la fine dell’anno scolastico (pagamenti, chiusure progetti, PNRR…) sia l’inizio del nuovo anno scolastico, e lo ripetiamo, mentre in questi mesi di luglio e agosto le segreterie sono di fatto sottodimensionate.

Giunti a metà del 16 del mese di luglio le aree del Sidi non sono ancora del tutto aperte e in linea per la terza Fascia ATA, non è arrivata alcuna nota operativa dal MIM e si prospettano situazioni in cui si parla di centinaia fino a migliaia di domande per ciascuna scuola capofila.

Continua l’assoluta azione negativa e peggiorativa del MIM/Valditara in generale verso la scuola e in questo caso verso il personale amministrativo delle segreterie scolastiche non contrastata dai confederali con i loro ipocriti strilli prima della firma del pessimo contratto della scuola che hanno poi firmato e oggi è in vigore

Non vi è stato nessun serio potenziamento degli organici del personale ATA a tutti i livelli mentre si continua ad avallare lo scaricamento di adempimenti su adempimenti alle segreterie ogni anno sempre più allo sbando, ignorando le proteste che si sono levate direttamente dal personale amministrativo in questi mesi proprio sulla condizione di lavoro che si vive negli uffici amministrativi, e in particolare da alcune regioni del sud come la Sicilia ma non solo, dove il problema dei tagli agli organici è ancora più pesante.

Abbiamo anche sentito di Dirigenti Scolastici che invece di porre il problema a monte e in modo preventivo con il MIM per evitare questo ulteriore sovraccarico di lavoro per il personale amministrativo proverebbero invece ora a impedire agli Amministrativi la fruizione legittima delle ferie estive maturate per “risolvere” in questo modo il problema di portare a termine gli adempimenti relativi alle suddette graduatorie, come se fosse un problema solo degli Amministrativi.

Assolutamente illegittimo e siamo pronti a far partire le denunce opportune presso le sedi competenti se ci saranno abusi di tal genere.

16/07/2024

Donatella Anello per lo Slai Cobas per il sc

martedì 16 luglio 2024

16 luglio - COLOGNA VENETA (VR): SCOVATI 33 BRACCIANTI SEGREGATI IN BARACCHE E COSTRETTI A LAVORARE 12 ORE AL GIORNO, 7 GIORNI SU 7.......

 ...lo sfruttamento, la segregazione, lo schiavismo, l'uccisione dei lavoratori indiani in Italia è una questione nazionale, frutto del legame tra fascisti Meloni/Modi

15 Luglio 2024

Schiavi sul lavoro a Cologna Veneta, provincia di Verona. Erano trentatrè i braccianti di origine indiana che venivano sfruttati nei campi da due connazionali. Ai due padroni, risultati evasori totali, la Guardia di Finanza ha sequestrato preventivamente 475 mila euro e risultano ora iscritti nel registro degli indagati per riduzione in schiavitù/servitù, intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro.

Le trentatrè vittime di estremo sfruttamento nelle basse veronesi, erano giunte in Italia pagando 17 mila euro con la promessa di avere in cambio l’ingresso nel territorio e un permesso di lavoro stagionale; per far fronte a tale pagamento, i lavoratori sono stati costretti, in alcuni casi, a impegnare i loro beni di famiglia e, in altri, a indebitarsi direttamente con i due “padroni-caporali”. Una volta giunti sul territorio italiano, i lavoratori erano costretti a prestare la loro manodopera nelle serre, di fatto senza alcuna paga, tra le 10 e le 12 ore giornaliere, 7 giorni su 7, poiché il compenso di soli 4 euro l’ora stabilito dai caporali, veniva interamente trattenuto dagli stessi fino alla totale estinzione del debito.

All’arrivo in Italia, ai braccianti era immediatamente ritirato il passaporto, veniva impedito di uscire dalle aziende nelle quali lavoravano e dalle catapecchie nelle quali erano costretti a vivere: baracche fatiscenti e sovraffollate, come mostrano le immagini diffuse dalla Guardia di Finanza, di proprietà degli stessi sfruttatori. Alle prime luci dell’alba, i lavoratori salivano a bordo di mezzi telonati per essere condotti sul luogo di lavoro, nascosti tra le cassette di frutta e verdura per non attrarre sguardi indiscreti.

Per impedire possibili ritorsioni e tutelare i lavoratori di origine indiana, sono stati coinvolti i Servizi Sociali della Regione Veneto che collabora con l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni nell’ambito del progetto “N.A.V.I.G.A.Re. – Network Antitratta Veneto: hanno garantito loro la pronta assistenza, procedendo a ricollocarli in ambienti sicuri e ad accompagnarli verso futuri percorsi lavorativi e di inclusione sociale. Riceveranno un permesso di soggiorno per motivi di giustizia.


16 luglio - L’infermiera Antonella Cutini si sente male al lavoro e muore d’infarto all’Ifo davanti ai colleghi. I tagli alla sanità, dove la maggioranza sono lavoratrici, del nero governo Meloni sono i colpevoli di questo omicidio

 Tragedia sul lavoro all’Ifo di Roma, dove un’infermiera, Antonella Cutini, è morta d’infarto davanti ai colleghi, mentre era in reparto. Il sindacato critica i turni massacranti e la carenza di organico.

A cura di Alessia Rabbai

Un infarto l'ha uccisa mentre era in reparto durante il turno di lavoro. È morta così Antonella Cutini, cinquantuno anni ed infermiera dell'Ifo (Istituti fisioterapici ospedalieri) di Roma. Sono tanti i messaggi dei colleghi, che la ricordano con stima e affetto. Quando si è sentita male Antonella era in servizio, lavorava come sempre ha fatto, spiegano i colleghi, con la sua consueta disponibilità e sorriso. Sulla salma di Antonella l'Autorità Giudiziaria ha disposto l'autopsia.

I messaggi di cordoglio per la morte di Antonella Cutini

"È sempre dura, quando muore una persona, in qualunque circostanza. La morte in servizio, colpisce sempre tutto il personale. Immagino lo shock della collega che lavorava con lei in turno, ma anche delle colleghe che le avrebbero dovuto dare il cambio. Un primo abbraccio va a loro oltre che ai parenti – scrive su Facebook Laura – Siamo rimasti tutti profondamente scioccati e sconvolti. Oggi è stato molto difficile lavorare, ho visto più di una collega con gli occhi lucidi, gli uomini che per definizione non piangono erano ombrosi, ma purtroppo non abbiamo potuto interrompere le nostre attività, benché lo avremmo fatto ben volentieri! Certe volte si dovrebbe poter interrompere tutto, per riunirsi in un abbraccio collettivo, anche senza proferire una parola. Ciao Antonella, che la terra ti sia lieve". E Roberta: "Speriamo che il ricordo vivido del tuo sorriso, riesca a scaldare il cuore di tutti noi. Una cosa così, è veramente difficile da elaborare".

Il sindacato: "Basta carenza d'organico e turni massacranti"

Il drammatico episodio della morte di Antonella Cutini ha mosso il sindacato NurSind, con il segretario provinciale Stefano Barone, che ha commentato l'accaduto: "Chiediamo a questa amministrazione un intervento immediato, che consenta ai lavoratori il dovuto riposo dopo il turno di servizio. Ci è stato infatti segnalato che sono moltissime le ore di extra orario lavorate negli ultimi tempi dagli infermieri degli Istituti fisioterapici ospedalieri di Roma. L'attenzione è sui turni massacranti e sulla carenza di organico. "Alcuni colleghi hanno accumulato addirittura 50/60 ore di extra orario al mese – aggiunge il segretario aziendale Vincenzo Lodico – ciò mette a serio rischio la salute e la sicurezza degli operatori sanitari ".

La nota dell'Ifo

La Direzione strategica degli IFO e il personale tutto, si legge in una nota, "esprime massima solidarietà e cordoglio alla famiglia per l’improvvisa scomparsa dell' infermiera Antonella Cutini. Le cause del decesso sono in corso accertamento e si è in attesa dei riscontri autoptici".

Si legge ancora nella nota inviata dall'IFO: Oggi il Commissario Straordinario, Livio De Angelis ha convocato con urgenza i rappresentanti delle RSU e le figure apicali aziendali per ascoltare e valutare congiuntamente gli elementi oggettivi relativi a quanto accaduto.

In questo momento di profondo dolore invitiamo a non strumentalizzare un evento così drammatico con notizie non veritiere e non confermate da fonti ufficiali. Al momento è accertato che la lavoratrice seguiva una turnazione rispettosa del contratto di lavoro e senza carichi di straordinari che negli IFO sono quantificati con una media di 7,36 ore mensili per il comparto sanitario e che non devono mai superare le 180 ore annuali. E ‘inoltre verificato come assolutamente falso che la dipendente fosse alla terza notte consecutiva di lavoro ma stava effettuando il turno notturno previsto nella sua matrice oraria. Il dolore per la perdita di una persona preziosa e valida collaboratrice non deve essere amplificato da strumentalizzazioni prive di fondamento.


16 luglio - info internazionalista: Grande sciopero dei lavoratori di Samsung Electronics Corea del Sud

Di Heekyong Yang

8 luglio 2024

HWASEONG, Corea del Sud, 8 luglio (Reuters) – Lunedì 8 giugno i lavoratori di Samsung Electronics hanno iniziato uno sciopero di tre giorni per ottenere un salario migliore, con il sindacato National Samsung Electronics Union (NSEU), che punta a ulteriori azioni se il più grande conglomerato della Corea del Sud continuerà a non soddisfare le richieste avanzate.

Il National Samsung Electronics Union, i cui circa 30.000 membri rappresentano quasi un quarto della forza lavoro dell’azienda sudcoreana, chiede anche un giorno in più di ferie annuali per i lavoratori sindacalizzati e modifiche al sistema di bonus per i dipendenti.

Secondo gli analisti, la bassa partecipazione e la produzione automatizzata rendono improbabile che lo sciopero abbia un impatto significativo sulla produzione del più grande produttore di chip di memoria del mondo. Tuttavia, lo sciopero segnala un calo del morale del personale in un momento cruciale per l’industria dei chip, in cui le aziende tecnologiche stanno adottando l’intelligenza artificiale.

La prima azione sindacale si è svolta il mese scorso utilizzando in maniera coordinata le ferie annuali per organizzare una protesta di massa, che secondo Samsung non ha avuto alcun impatto sull’attività aziendale. Lunedì l’azienda ha dichiarato che non c’è stata alcuna interruzione della produzione.

Il sindacato, che non ha reso noti i livelli di partecipazione allo sciopero del mese scorso, ha dichiarato che questa settimana sciopereranno 6.540 lavoratori, coinvolti soprattutto nei siti produttivi e nello sviluppo dei prodotti. Lo sciopero comprende anche i lavoratori che controllano le linee di produzione automatizzate e le attrezzature, per cui le operazioni potrebbero essere influenzate.

I funzionari del sindacato hanno dichiarato che circa 3.000 scioperanti hanno partecipato a una manifestazione sotto la pioggia vicino alla sede della Samsung a Hwaseong, a sud di Seoul.

Il leader del sindacato Son Woo-mok ha smentito le notizie riportate dai media sulla scarsa partecipazione, dicendo alla Reuters che il sindacato, che ha cinque anni di vita, non ha avuto abbastanza tempo per educare gli iscritti sulle questioni. “L’educazione [alla partecipazione alle iniziative dei] sindacati… non è stata sufficiente. Ma non credo che la partecipazione sia bassa perché il nostro sindacato è ancora giovane rispetto ad altri”, ha detto.

Lee Hyun-kuk, vicepresidente del sindacato, ha riferito che potrebbero esserci altri scioperi se la Samsung non farà proposte migliori per quanto riguarda la flessibilità nelle condizioni di retribuzione e ferie annuali. Queste proposte, infatti, non soddisfano le richieste del sindacato di aumentare la retribuzione e le ferie.

I funzionari del sindacato chiedono anche l’adozione di un criterio di uguaglianza nel sistema dei bonus, poiché i bonus per i lavoratori ordinari sono calcolati deducendo il costo del capitale dal profitto operativo, mentre quelli per i dirigenti si basano su obiettivi di performance personali.

“Dicevo alla gente che ero orgoglioso di lavorare alla Samsung, ma la verità è che non lo sono”, ha detto Park Jun-ha, 20 anni, ingegnere presso le linee di confezionamento di chip della Samsung, entrato in azienda a gennaio, aggiungendo di non essere soddisfatto del suo sistema di bonus “opaco”.

L’adesione al sindacato è cresciuta da quando Samsung si è impegnata nel 2020 a non scoraggiare più la sindacalizzazione dei lavoratori, che richiedono a gran voce attenzione [sulle condizioni di lavoro] proprio mentre Samsung si sta sforzando di superare la concorrenza nei chip utilizzati per le applicazioni di intelligenza artificiale (AI).

L’andamento del titolo Samsung è stato inferiore a quello della rivale SK Hynix, e i funzionari sindacali hanno attribuito i problemi di Samsung nell’ambito dell’intelligenza artificiale alla lentezza dello sviluppo dei chip di memoria ad alta larghezza di banda (HBM), molto richiesti per i processori AI.


domenica 14 luglio 2024

15 luglio - APPELLO AD UNIRSI CONTRO LA REPRESSIONE: Lettera del compagno Sebastiano Lamera, operaio Tenaris Dalmine, militante dello Slai Cobas sc e proletari comunisti, colpito dal “foglio di via” da Milano

 

Appello alla mobilitazione contro la repressione: se toccano uno, toccano tutti!

No alla criminalizzazione della solidarietà alla resistenza del popolo palestinese


Una battaglia da fare e portare in tutte le manifestazioni per ribadire con forza, a partire dai processi in corso contro Anan, Ali, Mansour, che la Resistenza non è terrorismo, anche continuando la battaglia dentro e fuori i tribunali che prosegua anche dopo la sentenza dell’11 luglio.


Carcere, denunce, prescrizioni alle manifestazioni (in tante città da Milano a Como, etc.), misure di prevenzione a singoli compagni, provvedimenti amministrativi da stato di polizia, tra cui l’avviso orale di pericolosità sociale a Karim del SiCobas a Bologna, decise e applicate direttamente dalla questura con effetto immediato ma senza nessun processo su fatti specifici, nella terribile differenza delle condizioni sul campo provvedimenti che ricordano la detenzione amministrativa contro i palestinesi. Tutto questo fa parte di un piano più generale che vuole inasprire la repressione anche qua in Italia, perché il governo, i potenti, i padroni quelli che ci schiacciano tutti i giorni hanno capito molto bene che c’è uno stretto legame tra la lotta di liberazione dei popoli, popolo palestinese in testa, e la lotta nel nostro paese contro i governi della guerra e che sostengono il genocidio.


E’ in questo clima che si inserisce anche il foglio di via da Milano per 6 mesi a me, compagno del sindacato Slai Cobas sc e di proletari comunisti, un tentativo di mettere sotto accusa non solo l’attività costante di solidarietà con la Palestina, ma l’intera mia attività verso le fabbriche, contro la guerra, considerando questo tipo di attività un problema di pericolosità sociale.

Sono pericoloso perché sono un sindacalista che fa un tipo di attività sindacale che non è conforme a quella che viene fatta dai sindacati confederali. Sono pericoloso perché partecipo alle manifestazioni pro Palestina e quindi in qualche modo mi discosto da l'opinione comune sulla questione Israeliana Palestinese, etc... Ecco, questo è la pericolosità sociale, non è una reale pericolosità sociale, è appartenenza a categorie che in qualche modo danno fastidio perché cercano di opporsi allo stato di cose.


Tra l’altro e non a caso nelle motivazioni al foglio di via si fa riferimento alle giuste contestazioni del 25 aprile in piazza del Duomo alla brigata ebraica, per cui il solo manifestare e partecipare a questo tipo di manifestazione viene considerata una condotta discriminatoria ma discriminatoria nei confronti di chi? Cioè rivendicare i diritti degli abitanti della Palestina che sono stati violati e tutt'ora vengono violati giornalmente, ma molto di più perché quello che sta accadendo è un vero e proprio genocidio, viene considerata un'attività discriminatoria, questo è incredibile. Un elemento molto grave che fa il paio anche con le ultime dichiarazioni del ministro degli interni Piantedosi (gli antisemiti e nazisti dell’organizzazione giovanile di Fratelli d’Italia possono esprimere il loro pensiero mentre gli antisionisti sono un pericolo per la nazione) che vuole appunto cercare di criminalizzare l’antisionismo considerato antisemitismo.


Respingere questi attacchi deve essere interesse prioritario di tutti i compagni, del movimento di solidarietà alla Palestina, e delle stesse associazioni e organizzazioni palestinesi, per questo facciamo appello a sostenere attraverso la solidarietà di classe i singoli compagni e costruire insieme una campagna nazionale politico-legale per rigettare le motivazioni e i provvedimenti fascisti che tentato di stravolgere la realtà tra oppressi e oppressori.


Pericolosi socialmente sono i governi, i padroni e la borghesia imperialista che alimenta genocidio e guerra e che in questo paese e in tutto il mondo non da nessun futuro a nessuno alle masse, agli studenti, ai giovani e al popolo palestinese vuole continuare a massacrarlo come sta succedendo in questi giorni.

Libertà per i compagni Anan, Ali, Mansoure - Ritiro di tutti i provvedimenti amministrativi e misure di prevenzione - La Resistenza non è reato!

Sebastiano

14 luglio - La risposta del governo a Satnam Singh morto a Latina e a Rajwinder Sidhu morto a Laterza: 500 milioni alle aziende agricole

E c'è un altro aspetto che accomuna la morte di Satnam e questa di Rajwinder; come il padrone di Latina era già stato denunciato, condannato per sfruttamento, anche  il padrone di Laterza, Giovanni Giannico, era già indagato per caporalato e per le gravi condizioni di lavoro a cui sottoponeva 4 braccianti, sempre indiani, fino a 12 ore di lavoro al giorno, per una paga da 3 a 5 euro l'ora, e tenuti ammassati in locali senza servizi igienici sufficienti; anche Giannico, non ha chiamato subito il 118, e non si sa quanto tempo dopo la sua morte lo ha caricato nella sua macchina e portato il corpo del bracciante, qui almeno, in ospedale, andando poi via.

Rajwinder Sidhu si occupava di portare avanti un grande allevamento di bovini; non aveva contratto di lavoro, nè permesso di soggiorno

Il governo, dopo la morte/assassinio di Satnam, dopo la venuta allo scoperto delle terribili condizioni di lavoro contro braccianti nelle langhe, che venivano picchiati con mazze di ferro e lasciati senza cibo se protestavano, dopo i nuovi/vecchi dati dal sud al nord della condizione lavorativa, dei ghetti dei lavoratori immigrati, cosa ha deciso questo governo? 

Il decreto Agricoltura presentato dal Min. Lollobrigida - che va nei campi a stringere le mani agli agricoltori e farsi fotografare - che diventerà legge prima della chiusura estiva del Parlamento, stabilisce l'accesso anche dei carabinieri dell’Ispettorato nazionale del lavoro alle informazioni e alle banche dati trattate dall’Inps. Inoltre, l'assunzione da parte dell'Inail e Inps di 514 funzionari impiegati nelle attività di vigilanza; quindi, introduce il concetto di «prezzo medio di produzione», per impedire pratiche commerciali sleali. Vuol dire che nei contratti con i distributori di dovrà tenere conto dei prezzi di produzione. 

14 luglio - CONTRO LA REPRESSIONE: Intervento di Sebastiano Lamera, operaio Tenaris Dalmine, militante dello Slai Cobas sc e proletari comunisti, colpito dal “foglio di via” da Milano

sabato 13 luglio 2024

13 luglio - Intervista all'avv. Vincenzo Catastimeni di Palermo sul "foglio di via" a Sebastiano Lamera e sull'incremento delle repressione dei compagni, attivisti, movimenti di lotta

 


 

13 luglio - Precari coop sociali di Palermo, rientra il nuovo rischio di non rientrare al lavoro ma la lotta non si può fermare

 Comunicato stampa 11 luglio 2024

RIENTRA IL POSSIBILE SERIO RISCHIO DI ESSERE ESCLUSI DAL LAVORO PER LA MAGGIORANZA DEI PRECARI ASSISTENTI IGIENICO PERSONALE SPECIALIZZATI NEL PROSSIMO ANNO SCOLASTICO GRAZIE ALLA TEMPESTIVA DENUNCIA E AZIONE DELLO SLAI COBAS SC PRESSO LA CITTA' METROPOLITANA DI PALERMO, CHE HA POI TROVATO LA DISPONIBILITA' DEL DIRETTORE GENERALE A SANARE LA GRAVE SITUAZIONE CHE SI STAVA PROSPETTANDO

Ieri questa O.S., venendo a conoscenza che la Città Metropolitana di Palermo aveva pubblicato il nuovo bando di accreditamento per il servizio di assistenza igienico personale specializzato per l' a.s. 2024/2025, ha immediatamente messo in atto una tempestiva denuncia e protesta verso questo bando che tra alcuni punti discutibili in particolare stabiliva che a partire dal prossimo anno scolastico il requisito di base per lavorare nel servizio di assistenza per gli Assistenti era di possedere l'attestato di qualifica OSA con almeno 700 ore e OSS con almeno 1000 ore.
Quasto articolo del bando se così fosse rimasto avrebbe sancito una vera e propria esclusione dal bacino dei precari della maggioranza delle e degli Assistenti che lavorano da tanti anni in questo ambito e che sono quasi tutti in possesso in particolare per quanto concerne il titolo OSA della qualifica conseguita a seguito di corso di 600 ore, poi aggiornato in termini di equipollenza presso l'Assessorato regionale dell'Istruzione, e ad oggi regolarmente più che valido.
La denuncia puntuale e immediata dello Slai Cobas sc nei confronti del palazzo della Città Metropolitana dicendo chiaramente che in caso di non modifica del bando sarebbero partite subito le proteste di piazza, attraverso interlocuzioni in particolare con il Direttore Generale Vernuccio che si è comunque mostrato disponibile all'ascolto e a porre in atto immediati controlli presso l'Ufficio delle Politiche Sociali , ha poi portato, come dichiarato dallo stesso Direttore alla Coordinatrice dello Slai anche a nome dell'Ufficio delle Politiche sociali, alla revoca del suddetto bando che sarà a breve riemesso senza escludere nessun operatore in possesso di qualifica così come fatto negli anni precedenti.
Bene! Attendiamo ora di vedere e leggere il nuovo bando perchè è chiaro che non possiamo mai abbassare la guardia, pronti a mobilitarci se alla parole rassicuranti del Direttore Vernuccio non segue la giusta modifica del bando, ma nello stesso tempo abbiamo chiesto un incontro al Direttore e al Dirigente delle politiche sociali perchè in funzione dell'avvio del servizio per il nuovo anno resta tutta una serie di problemi annosi non risolti ad oggi che inficiano la qualità del servizio e sono assolutamente negativi per la condizione di lavoro degli assistenti.
Segue aggiornamento ... la lotta non si ferma!
Slai Cobas per il sc Palermo

venerdì 12 luglio 2024

12 luglio - dal blog tarantocontro: Al processo Ilva l'intervento dell'avv. Antonietta Ricci di Taranto legale per lo Slai Cobas di parti civili cimiteriali

 

Intervento dell'avvocata Antonietta Ricci nell'udienza del 28/6: "...rigetto la richiesta di trasferimento del processo da Taranto e la nuova "perizia presentata dai difensori degli imputati..."

"io mi associo alle conclusioni della Procura Generale, della Dottoressa Cannarile e del Dottor Graziano però non posso fare a meno che rilevare quanto l’eccezione di incompetenza funzionale - che gli avvocati degli imputati hanno così fortemente sostenuto durante tutte queste udienze - sia un argomento molto sentito. 

Sotto questo aspetto io voglio fare un discorso semplice evidenziando un elemento fondamentale. Cioè l’Articolo 11 del Codice di Procedura Penale - come diceva anche pocanzi il collega Vitale - è una norma eccezionale, è una norma che deroga alla regola ordinaria e, come tale, deve essere applicata in modo rigoroso. Anche la Corte Costituzionale lo ha ribadito, cioè non accettando e respingendo tutte quelle interpretazioni estensive dell’Articolo 11.
Citando anche il parere del Professor Spangher il quale ha evidenziato quali sono gli elementi che mette in evidenza e che rendono operativo l’Articolo 11 del Codice di Procedura Penale, ovvero l’essere Magistrato e l’essere persona imputata, persona offesa o persona danneggiata dal reato. 

Quindi quando questi due elementi si concretizzano - solo in quel momento - si può derogare la disciplina ordinaria, quella che appunto prevede che i processi si debbano celebrare nel luogo in cui è stato commesso il reato. Allora, attraverso un ragionamento veramente semplicistico, possiamo ritenere che questi due elementi - cioè quello dell’essere Magistrato e dell’essere persona offesa, danneggiata o imputata del reato - si siano verificati nel processo di cui stiamo parlando? La risposta, secondo me, è semplice: è “no” perché in nessun caso i due elementi coincidono. 

Non coincidono per quanto riguarda la posizione dell’Avvocato Giacovelli e del Dottor Cassetta in quanto, sebbene hanno presentato istanza di Parte Civile, loro non erano Magistrati. Il Dottor Cassetta aveva abbandonato la Magistratura già da dieci anni, il Dottor Giacovelli già da un anno. Per quanto riguarda invece la posizione dell’Avvocato Russo sembrerebbe che questi due elementi coincidano e che quindi debba ritenersi applicabile l’Articolo 11. Ma non è così neppure: perché l’Avvocato Russo, a un certo punto, revoca la sua costituzione di Parte Civile e - come ha detto sia la Corte Costituzionale che la Corte di Cassazione nella famosa sentenza 6558 del 2023 - la posizione di un Magistrato in quanto persona offesa, in quanto danneggiato o in quanto imputato non deve essere ipotetica, non deve essere congetturata, non deve essere valutata a seguito di un ragionamento generico ma deve essere concreta, deve essere parte processuale presente. Allora vi pongo una domanda: la Corte di Cassazione, in primo grado, ha dovuto pronunciarsi su una richiesta, una pretesa risarcitoria dell’Avvocato Russo? No! Quindi perché pensare di poter applicare l’Articolo 11 quando di fatto non ci sono i presupposti, non si sono creati i presupposti per poterne rendere l’applicazione?

12 luglio - TARANTO: Ex Ilva, in arrivo nuovi corsi di formazione

Per i lavoratori in cassa integrazione a zero ore

redazioneonline

Un nuovo avviso formativo specifico finalizzato alla formazione e al sostegno al reddito dei lavoratori in Cigs a zero ore. È quanto emerso nel corso della riunione del Comitato di Monitoraggio Sistema Economico produttivo ed Aree di Crisi (Sepac) della Regione Puglia con le organizzazioni sindacali, alla presenza dell’assessore regionale Sebastiano Leo, insieme ai dirigenti tecnici della Regione. L’avviso comprenderà maggiori risorse per un pacchetto formativo che riguarderà un periodo maggiore destinati all’aspetto formativo e sostegno al reddito.

FIM FIOM e UILM durante l’incontro hanno ribadito la necessità di aumentare le 210 ore pro capite di formazione, da effettuare presso le sedi (Enti formativi) che saranno identificate nel progetto, nell’ambito ovviamente del bacino di area complessa. Il percorso di formazione è finalizzato non solo alla formazione dei lavoratori in cassa a zero ore e comprenderà all’interno profili formativi utili per formare i lavoratori, aumentare il bagaglio di professionalità, ma che su nostra richiesta, lo stesso, dovrà essere ampliato con nuovi profili, inerenti i processi di transizione ecologica, tecnologica e digitale. Inoltre, le organizzazioni sindacali di FIM, FIOM e UILM hanno chiesto la necessità di estendere la formazione anche ai lavoratori dell’Indotto e dell’appalto delle aziende all’interno dell’area di crisi complessa.

Le organizzazioni sindacali hanno inoltre ribadito anche “l’importanza di dare un immediato segnale concreto a tutte le misure contenute nel nuovo avviso che deve concludersi quanto prima. La stessa misura deve essere tesa alla salvaguardia non solo della professionalizzazione, della formazione, ma anche al reddito dei lavoratori”, ribadendo che “è necessario rivedere anche le indennità riconosciute nel precedente avviso aumentando la stessa indennità che era rimasta ferma alle 6 euro ora”. Un nuovo aggiornamento è previsto per il mese di settembre: entro tale data la Regione Puglia, avrà completato la bozza dell’avviso formativo e sarà possibile avere una discussione con le organizzazioni sindacali come da noi richiesto, prima della stesura del bando stesso.

giovedì 11 luglio 2024

11 luglio - info Taranto 2: Ex Ilva, la cokeria rischia lo stop?

Da tempo nel mirino dell'ARPA l'area sottoprodotti colpevole delle emissioni di benzene

Gianmario Leone

Nel caos mediatico che quotidianamente circonda il caso Ilva, si finisce spesso per perdere di vista le questioni più importanti, quelle da cui dipenderanno realmente le sorti del siderurgico nel breve volgere del tempo. Tra queste, ricopre un ruolo di primaria importanza il procedimento di riesame con valenza di rinnovo dell’Autorizzazione integrata ambientale (AIA) per l’esercizio dello stabilimento siderurgico di interesse strategico nazionale Acciaierie d’Italia S.p.A. Che è attualmente in corso e sul quale torneremo breve. Ed all’interno del quale si gioca la partita più importante, quella della tutela dell’ambiente e della salute. Nella quale ha assunto negli ultimi anni un ruolo centrale la problematica relativa all’aumento delle concentrazioni di benzene rilevate dalle centraline nei comuni di Taranto e Statte. A partire dal dicembre 2019, è stato infatti rilevato un importante aumento delle concentrazioni medie mensili di benzene nelle centraline Direzione, Meteo Parchi e Tamburi-Orsini rispetto ai livelli che caratterizzavano gli anni precedenti, evento sul quale hanno più volte relazionato sia Arpa Puglia che l’Asl di Taranto, tanto da portare il sindaco di Taranto Rinaldo Melucci a firmare lo scorso anno una nuova ordinanza in cui si chiede all’azienda di intervenire tempestivamente (vicenda che ha assunto ancora una volta i crismi della battaglia giudiziaria che potrebbe vedere presto un nuovo capitolo al Tar di Lecce) e la Procura di Taranto ad avviare un’inchiesta sulle cause di tale fenomeno. Che in realtà sono ben note e sulle quali abbiamo scritto diversi articoli. 

L’ultima novità in ordine di tempo è una breve relazione redatta da Arpa Puglia (scritta da diverse settimane ma protocollata soltanto martedì) in risposta ad una richiesta del ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica dello scorso aprile, con la quale, a seguito degli approfondimenti svolti da ISPRA e dalla stessa ARPA circa l’aumento delle concentrazioni di benzene rilevate dalle centraline della qualità dell’aria prossime ed interne allo stabilimento siderurgico, veniva richiesto “di considerare gli esiti di tali specifici controlli ed ispezioni nell’istruttoria in corso per il riesame con valenza di rinnovo dell’AIA: si chiede, nel caso, di indicare gli eventuali impianti e/o le fasi che necessiterebbero di misure integrative rispetto a quelle già presenti nell’AIA”.

Nella sua relazione ARPA richiama una precedente nota del 25/03/2024, con cui sono state trasmesse le relazioni predisposte a seguito dell’analisi dei dati acquisiti nel corso delle tre campagne di monitoraggio del benzene effettuate nei mesi da aprile a settembre 2023 presso le aree COK (cokeria) e SOT (sottoprodotti), le quali concludono che “le indagini svolte e le valutazioni di questa Agenzia, […], convergono nell’individuare l’area sottoprodotti degli impianti di cokeria dell’installazione Acciaierie d’Italia, come una rilevante sorgente emissiva di benzene”. Nel reparto sottoprodotti viene trattata la miscela di gas di cokeria che si sviluppa durante la distillazione di carbon fossile. Il gas di cokeria, infatti, deve essere depurato prima di essere immesso nella rete di distribuzione. In riferimento alla richiesta del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica “di indicare gli eventuali impianti e/o le fasi che necessiterebbero di misure integrative rispetto a quelle già presenti nell’AIA” al fine di poter “considerare gli esiti di tali specifici controlli ed ispezioni nell’istruttoria in corso per il riesame con valenza di rinnovo dell’AIA”, l’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale rappresenta al ministero che ad oggi, l’impianto SOT di AdI in AS risulta privo delle sottosezioni Denaftalinaggio e Debenzolaggio, entrambe originariamente presenti presso lo stabilimento di Taranto. Le due porzioni d’impianto erano destinate, come la stessa denominazione indica, alla raccolta dei composti organici naftalene e benzene, rispettivamente”. Acciaierie d’Italia, con domanda di AIA presentata nel febbraio 2023 “ha inteso proporre il ripristino del solo impianto di Denaftalinaggio – sottolinea l’ARPA – per poi riferire di “ulteriori interventi intrapresi” a seguito di prescrizioni in materia di igiene e sicurezza sul lavoro, da parte di ASL-SPESAL, di cui non si conoscono i dettagli”.

11 luglio - info Taranto 1: La HIAB vuole andare via da Statte

Si apre una nuova vertenza sul lavoro per 102 operai tarantini

redazioneonline

Una nuova vertenza del lavoro si è aperta sul territorio ionico. La direzione dell’azienda HIAB, che fa capo al gruppo Cargotec Coroporation ha infatti deciso di trasferire a Minerbio (Bo) le attività manifatturiere per la produzione gru attualmente prodotte nello stabilimento di Statte (Ta), con conseguente apertura di una procedura di proroga della Cassa integrazione per tutto il personale in forza a zero ore, pari a 102 unità. La decisione è stata comunicata alle organizzazioni sindacali dei metalmeccanici FIM FIOM e UILM e le rispettive RRSSUU, in un incontro con i vertici aziendali nella sede di Confindustria Taranto che aveva convocato la riunione.

Una decisione che viene considerata preoccupante e grave dai sindacati “perché motivata semplicemente da ragioni di crescita dei profitti. Tutto questo fino ad ora è avvenuto al di fuori di un qualsiasi progetto industriale preventivamente discusso con le organizzazioni sindacali, nonostante sia stato richiesto più volte da quest’ultime un confronto in merito – sostengono i sindacati -. Le lavoratrici ed i lavoratori dipendenti della multinazionale HIAB Italia Srl in questi anni, con la loro competenza, esperienza e professionalità, hanno permesso all’Azienda di crescere, fino a farla diventare un grande Gruppo, annoverabile tra quelli in posizione di leadership mondiale nel settore di costruzione gru ed attrezzature per la movimentazione dei carichi su strada”.

11 luglio - ALTRO BRACCIANTE INDIANO UCCISO: Bracciante indiano morto nei campi a Taranto, il datore di lavoro indagato per omicidio

 

di F. Q. | 10 Luglio 2024

Si chiamava Rajwinder Sidhu Singh e aveva 38 anni. È morto mentre lavorava nei campi del Tarantino lo scorso 26 maggio. E ora, visti i dubbi dei sanitari e i primi riscontri degli accertamenti dopo il decesso, si sospetta che non sia andato tutto come lo ha raccontato il suo datore di lavoro, Giovanni Giannico, che è indagato per omicidio colposo e caporalato. Singh era stato portato all’ospedale San Pio di Castellaneta dopo aver accusato un malore nelle campagne di Laterza, ma quando è arrivato al pronto soccorso per lui non c’era più nulla da fare.

Come anticipato da La Gazzetta del Mezzogiorno, Giannico ha raccontato che l’uomo “è svenuto, ha perso conoscenza” e così lo avrebbe ritrovato nelle campagne, ma la sua ricostruzione non ha convinto il personale sanitario che ha quindi allertato i carabinieri. Ci sono, scrive il quotidiano, discrepanze su orari del ritrovamento e le condizioni in cui il corpo di Singh si presentava sotto gli occhi del datore di lavoro. Così la procuratrice Eugenia Pontassuglia e la pm Filomena Di Tursi hanno disposto l’autopsia, eseguita molti giorni perché è stato necessario attendere la notifica dell’avviso degli accertamenti tecnici irripetibili ai familiari.

Secondo quanto riporta La Gazzetta del Mezzogiorno, i risultati dell’esame non sono ancora stati depositati ma sarebbero confermati i dubbi dei sanitari e dei carabinieri. Il sospetto principale, come nella vicenda di Latina, è che i soccorsi prestati al 38enne non siano stati tempestivi. Il bracciante morto a Taranto condivideva lo stesso cognome dell’indiano deceduto nelle campagne laziali il 19 giugno scorso. Satnam Singh subì l’amputazione del braccio destro in un incidente nei campi, che provocò una copiosa emorragia, e fu lasciato davanti alla sua abitazione. Il primo luglio il suo datore di lavoro è stato poi arrestato per l’ipotesi di omicidio doloso.


11 luglio - CONTINUA IL PROCESSO PENALE CONTRO I PRECARI IGIENICO/SANITARI DI PALERMO

 

Continua il processo penale dei precari Coop Sociali di 

Palermo, presunti colpevoli di avere difeso più che 

legittimamente il posto di lavoro, vi è stata una nuova udienza

 in cui sono stati sentiti altri 3 precari. 


vi è stata una  nuova udienza a Gela di uno dei processi contro 

attivisti e solidali al movimento No Muos, tra gli imputati 

anche il Cordinatore prov.le dello Slai Cobas di Palermo.

La repressione di Stato non fermerà le giuste lotte in difesa di 

dititti basilari e contro le politiche della borghesia al potere 

sempre più antioperaie antiproletarie e in funzione della 

guerra imperialista.

Slai Cobas sc Palermo

11 luglio - “Sfruttavano i braccianti e li aggredivano se si ribellavano”: due arresti nel Cuneese. LOLLOBRIGIDA: È TUTTO IL SISTEMA MARCIO E NON SOLO POCHE MELE

 

di F. Q. | 10 Luglio 2024

Sfruttavano i braccianti e, quando si ribellavano, non si facevano scrupoli a picchiarli. Con queste accuse due persone sono finite ai domiciliari e una terza è stato imposto il divieto temporaneo di esercitare attività professionali su ordine del giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Asti. Nei loro confronti si ipotizzano i reati di intermediazione illecita, sfruttamento del lavoro e violazioni alla normativa relativa al soggiorno degli stranieri sul territorio nazionale. I braccianti agricoli erano impegnati a lavorare nelle vigne nel territorio delle Langhe e sarebbero stati sfruttati dai due finiti ai domiciliari – un uomo marocchino e un macedone – insieme all’uomo di nazionalità albanese per il quale è arrivata l’altra misura cautelare. Le indagini della squadra mobile di Cuneo sono partite lo scorso anno, a seguito di diverse segnalazioni da parte di associazioni preposte alla tutela dei diritti delle persone e dei lavoratori, nelle quali si evidenziava lo sfruttamento dei braccianti, in gran parte di origine africana, impiegati nelle attività di coltivazione dei vigneti.

mercoledì 10 luglio 2024

10 luglio - Per Sebastiano - Ancora un comunicato dalla Tunisia - Comunicato del Coordinamento dell'Azione Comune per la Palestina

 

"Non faremo la pace, non saremo compiacenti, non c’è altra considerazione che la Palestina

A causa della tensione causata da alcune unità di sicurezza, a seguito di un'azione al quale hanno partecipato attivisti e attiviste che coordinavano un'azione comune per la Palestina davanti al Centro Culturale Italiano, desideriamo chiarire quanto segue:

In primo luogo, noi del Coordinamento dell’Azione Congiunta facciamo parte del movimento di solidarietà popolare globale che è vittorioso per la causa palestinese e il suo popolo, contro il quale viene condotta una guerra di genocidio, e quindi la vittoria per gli attori di questo movimento è una missione essenziale al centro del nostro lavoro.

In secondo luogo, rinnoviamo la nostra denuncia nei confronti della politica del governo fascista italiano nei confronti della guerra di sterminio contro il popolo palestinese e del suo trattamento oppressivo nei confronti degli attivisti italiani che sostengono la causa palestinese e rifiutano la guerra sionista alla Striscia di Gaza e a tutta la Palestina e al Libano L'ultimo episodio di questo comportamento fascista è l'ingiusta sentenza emessa contro l'attivista sindacale Sebastiano Lamera e il giudice che gli ha impedito di entrare nella città di Milano e di esercitare la sua attività sindacale e politica.

In terzo luogo, affermiamo che il movimento di giovedì 4 luglio 2024, davanti al Centro Culturale Italiano in Tunisia, al quale hanno partecipato numerosi militanti che sono stati sottoposti a procedimento giudiziario di sicurezza, è la continuazione dell'iniziativa congiunta un’attività di coordinamento dell’azione che rifiuta le posizioni dei paesi che sono complici e partner dell’occupazione sionista, e nulla ci distoglierà da ciò se non la fine dell'occupazione. Questa entità è sostenuto con finanziamenti,  armamenti, propaganda e la protezione legale e internazionale per i suoi crimini.

In quarto luogo, rinnoviamo la nostra affermazione che la vittoria della Palestina e dei diritti storici del suo popolo e il sostegno alla sua legittima resistenza non sono uno slogan lanciato solo per guadagnare punti sugli avversari nella battaglia politica interna, ma piuttosto un impegno morale e popolare che non puo' essere attuato se non attraverso misure reali, la prima delle quali è criminalizzare la normalizzazione e intensificare il lavoro diplomatico per fare pressione sui paesi che sostengono l’aggressione e sui loro ambasciatori, l’ultima delle quali è umanitaria raggiungendo i requisiti della donazione popolare a sostegno degli aiuti, assumendosi la responsabilità verso i feriti, aumentando le quote per la loro cura in termini di numero e personale e prendendosi cura degli studenti palestinesi che studiano in Tunisia.

In quinto luogo, ci impegniamo ancora una volta ad intensificare il nostro lavoro di solidarietà e ad affermare che le restrizioni di sicurezza e le persecuzioni non ci impediranno di portare avanti la nostra lotta e la nostra responsabilità morale nel sostenere la causa e la resistenza palestinese fino alla liberazione.

Versione originale qui: 

لن نُهادن، لن... - تنسيقية العمل المشترك من أجل فلسطين في تونس | Facebook