venerdì 19 aprile 2024

20 aprile - info da Ancora in Marcia: Abbiamo denunciato l’Italia

 

La nostra rivista, assieme ad un gruppo di cittadini e lavoratori, tra cui molti RLS, pensionati, ferrovieri e non, ed alle associazioni il Mondo che vorrei” e “Assemblea 29 giugno, sorte a seguito della strage ferroviaria di Viareggio, ha presentato alla Commissione Europea una denuncia per la violazione degli obblighi di recepimento delle direttive riguardanti la salute e la sicurezza sul lavoro. L’occasione è stata la ricorrenza del 16° anno dall’adozione del Decreto Legislativo 81 del 9 aprile 2008, legge fondamentale per la tutela dei lavoratori. Dopo così tanto tempo l’Italia non si è ancora pienamente adeguata alla normativa comunitaria ed è per questa ragione – e per indurre il governo ad adempiere ai propri obblighi – che abbiamo chiesto l’avvio della procedura di infrazione UE la quale prevede in caso di ulteriore inadempienza, pesanti sanzioni per lo stato membro. In sintesi, dopo 16 anni dall’approvazione del Decreto Legislativo 81 del 2008, anche detto Testo Unico 81, nei settori, porti, navigazione, pesca e ferrovie, ancora non sono pienamente applicabili le norme di tutela di fonte comunitaria in esso contenute ma restano in vigore leggi obsolete, precedenti all’approvazione della Direttiva europea 391/89 sulla materia.

Ciò a causa della mancata adozione dei decreti attuativi previsti dall’art. 3 dello stesso TU 81, di coordinamento e armonizzazione con le relative norme tecniche. Nel settore ferroviario, addirittura, ancora oggi si applicano norme dei decreti del 1955 e 1956 e leggi del 1974 e 1979. La previsione iniziale di un termine di 12 mesi per l’adozione di questi decreti necessari per l’allineamento della normativa nazionale ai principi della legislazione europea, è stata colpevolmente prorogata dal governo italiano dapprima a 24 mesi, poi a 36 poi a 48, poi a 55 mesi; infine, nel 2012 il termine è stato rinviato a tempo indeterminato “fino all’approvazione dei decreti...”. Ancora In Marcia ! è una rivista radicata nel settore ferroviario, tuttavia è pienamente consapevole e partecipe delle criticità presenti nell’intero mondo del lavoro che paga con la vita, la salute e le mutilazioni un ingiusto prezzo per il benessere di tutti. Per questo abbiamo sollevato il tema anche riguardo gli altri settori interessati dalla mancata armonizzazione delle norme di sicurezza, con i quali presenta notevoli affinità, tecniche, organizzative e di rischio. Assieme ai ferrovieri, i lavoratori interessati dai quattro settori esclusi dalla piena applicazione del TU 81 sono centinaia di migliaia e sono impiegati in ambiti e contesti lavorativi connotati da rischi elevati sia per la salute che per la sicurezza, circostanza confermata da indici infortunistici estremamente significativi. Rischi venuti tragicamente alla ribalta nel caso dell’infortunio multiplo, (anche conosciuto come la strage di Brandizzo), avvenuto nella notte del 31 agosto 2023 in provincia di Torino, durante la manutenzione dei binari, nel quale hanno perso la vita cinque operai. Questa tragedia ha messo in luce un quadro giuridico paradossale in cui le norme di protezione dei lavoratori addetti all’infrastruttura ferroviaria in Italia – sulla base della legge 191/74, una delle norme oggetto della denuncia – sono stabilite dalla stessa impresa datrice di lavoro e committente dei lavori (RFI Spa), mediante proprie “Istruzioni” che hanno valore di legge e non dalle norme generali di tutela di derivazione comunitaria, valide per il resto dei cantieri.

19 aprile - Dalle lavoratrici Palermo: Oggi si apre il processo dei 6 stupratori del branco di Palermo

Inizia oggi il processo dei 6 stupratori del branco

Con Asia e con tutte le donne stuprate e lese, lottare ad ampio raggio contro questa società capitalista di cui stupri violenza e femminicidi sono uno dei frutti più marci.

Lavoratrici Slai Cobas sc


 

Dall'assemblea delle precarie in lotta a Palermo 

https://quotidianodipalermo.it/stupro-del-foro-italico-al-via-il-processo-a-palermo/

 

Stupro del Foro Italico: al via il processo a Palermo

Sei giovani sono accusati di aver abusato, nel luglio scorso, della 19enne Asia Vitale

di redazione

E’ iniziato oggi, in un’aula penale del tribunale di Palermo, il processo per lo stupro di gruppo del Foro Italico. Stamani la prima udienza a porte chiuse davanti al gup Cristina Lo Bue. Sul banco degli imputati ci sono i 6 giovani accusati di aver abusato, nel luglio scorso, di Asia Vitale, una ragazza di diciannove anni che oggi non era presente in aula. A difenderla l’avvocato Carla Garofalo. La 19enne ha chiesto di costituirsi parte civile. Con lei il Comune di Palermo e undici associazioni che si occupano di contrasto alla violenza di genere.

Tutti presenti invece gli imputati, anche se alcuni di loro non fisicamente ma in videocollegamento. La prossima udienza si svolgerà il 29 aprile e gli avvocati degli imputati chiederanno ancora una volta di accedere al rito abbreviato che consentirebbe in caso di condanna uno sconto di un terzo di pena per i loro assistiti.

giovedì 18 aprile 2024

19 aprile - DA OPERAIO STELLANTIS UN PROMEMORIA X TUTTI NOI: È GIÀ STATO DETTO!

 

E’ già stato detto “basta morti sul lavoro?”, oppure “non è possibile andare a lavorare senza la certezza di tornare a casa?”, oppure “non si può morire di lavoro?”. Certo che è stato detto. Milioni di volte. E chissà quante volte ancora saremo costretti a dirlo. E mentre lo diciamo, gli operai continuano a morire sul lavoro.
Dinanzi a una morte sul lavoro, o, nel caso di specie, a una strage di operai, il rituale è sempre lo stesso: i sindacati proclamano una, due o massimo quattro ore di sciopero e promettono battaglia senza esclusione di colpi, il politico locale di turno dice “basta morti sul lavoro”, la procura apre “un fascicolo di inchiesta” che rimarrà aperto per anni a fare la muffa, poi tempo due giorni e la notizia scompare. E a piangere i morti rimangono i parenti, i familiari, i colleghi e gli amici degli operai morti ammazzati.
Anche le parole di circostanza sono sempre le stesse. Le dichiarazioni di “quelli che dichiarano” sembrano realizzate con il sistema del copia e incolla. E’ sufficiente prendere il comunicato di qualche giorno prima, cambiare la data, cambiare il nome e cognome dell’operaio morto e inviarlo all’Ansa come nuovo. Manco fosse un’automobile prodotta sulla catena di montaggio: cambi il numero di matricola, ma le automobili sono tutte uguali, identiche e … funzionanti: una sorta di catena di montaggio dei comunicati di circostanza sulle morti sul lavoro.
Poi, alla fine della fiera, i fatti restano immutati, ovvero gli operai continuano a schiattare e i padroni continuano ad abbuffarsi la panza di profitti. In fondo, fintanto che le ragioni del profitto e le esigenze dell’impresa saranno ritenute superiori a quelle della vita di un operaio, si continuerà a considerare le morti sul lavoro come effetti collaterali dell’economia. Anzi, come inevitabili eventi della catena di produzione.

18 aprile - Dal blog tarantocontro: 19 APRILE, GIORNATA DI LOTTA PROMOSSA DALLO SLAI COBAS per il sindacato di classe

Ore 6/7 presidio alla portineria delle imprese dove i coordinatori dello Slai Cobas per il sindacato di classe illustreranno i contenuti e gli appuntamenti della giornata di lotta e la piattaforma operaia su cui si dovrà scioperare in tutta l'area industriale e nell'appalto/compreso porto nel corso delle prossime settimane e la campagna per la formazione di un comitato di lotta operai acciaieria - appalto - cigs in cassaintegrazione intersindacale  

ore 9.30/12 presidio alla ex Corte di appello - aula bunker - Paolo VI per l'inizio del processo  Ambiente Svenduto, delle parti civili operai/lavoratori ex Ilva/Appalto, lavoratori del Cimitero/ex pasquinelli/abitanti Paolo VI/Tamburi 

ore 16,30 assemblea convegno alla Biblioteca Acclavio Piazzale Bestat Taranto 


 


18 aprile - DA PALERMO: LA LOTTA PER IL LAVORO NON È REATO, GIÙ LE MANI DAI PRECARI

 

Oggi 18 aprile nuova udienza del processo penale a cui sono sottoposti i precari Coop Sociali in lotta da tanti anni a Palermo

Il reato? Avere difeso con giustezza, come poi si è dimostrato nei fatti, il posto di lavoro e il servizio di assistenza igienico-personale specializzato sempre sotto attacco da parte dei palazzi del potere.

Per i precari questa è un'altra forma di lotta che affrontano a testa alta perché la lotta messa in campo era più che legittima e giusta!

" Siamo una goccia nel grande mare dei lavoratori, operai, precari, disoccupati, migranti, donne, attivisti sociali e politici repressi da questo Stato borghese" fondato sullo sfruttamento e l' oppressione della maggioranza dei lavoratori, lavoratrici, proletari... ma la lotta giusta per diritti basilari oggi sempre più sotto attacco con il governo di stampo fascista Meloni non si può fermare!


Precari e precarie Coop Sociali Slai Cobas sc Palermo

18 aprile - Info dagli stabilimenti Stellantis: sit in Atessa Stellantis

 

per rivendicare migliori condizioni di lavoro nello stabilimento Stellantis di Atessa. Il percorso di rivendicazione ci ha portato nella mattina di venerdì 12 aprile 2024 a promuovere un sit-in di protesta sotto gli uffici dello SPSAL di Chieti (ente di prevenzione e sicurezza nei luoghi di lavoro).

Una delegazione USB/Slai cobas, assistita dal dott. Francesco Tuccino (ergonomo) e dall’Avv. Guglielmi, è stata ricevuta dal dott. Massaro, e da alcuni collaboratori, ai quali sono state esplicitate le ragioni di tale iniziativa e consegnato un esposto contenente le richieste delle due organizzazioni: controlli su alcune specifiche postazioni di lavoro, l’attivazione di controlli periodici su postazioni a campione in tutte le officine e verifica della correttezza dei DVR (documenti valutazione rischi), verifica delle modalità di gestione della sorveglianza sanitaria e l’istituzione di un tavolo tecnico permanente.

Nelle quasi due ore di colloquio, il direttore dello SPSAL ci ha

confermato, ritenendo fondate le nostre preoccupazioni, che valuterà il contenuto dell’esposto e prenderà opportuni provvedimenti finalizzati alla risoluzione delle problematiche.

In primis ci ha espresso forti dubbi sulla gestione della sorveglianza sanitaria mentre sulla verifica delle postazioni, ha fatto notare le loro difficoltà per indisponibilità di personale per verifiche così complesse, ma si adopererà per poter far fronte a tale impegno, infine sul tavolo permanente si pronuncerà con una proposta formale, lasciando intendere un riscontro positivo.

Naturalmente i veri protagonisti sono stati i lavoratori che hanno partecipato al sit-in ed i numerosi che hanno aderito alla giornata di sciopero proclamato in tutto lo stabilimento da USB e SLAI COBAS, permettendo di rendere tangibili le nostre e le loro preoccupazioni per le ripercussioni sulla salute e sicurezza conseguenti l’aumento dei carichi e ritmi di lavoro a cui quotidianamente sono comandati.

La nostra lotta non si fermerà senza il raggiungimento di risultati concreti e assicuriamo che quella di ieri è stata solo un’altra tappa di un percorso che merita di essere portato avanti con lucidità e caparbietà.

La protesta è stata anche un motivo per ribadire l’importanza di maggiori controlli sulla sicurezza in tutti i luoghi di lavoro, di cordoglio e rabbia per la recente strage di Suviana e per tutte quelle che purtroppo continuano ad avvenire nel nostro paese.

Il Coord. SLAI COBAS Chieti

Il Coord. USB LP Chieti/Pescara

pescara@usb.it


martedì 16 aprile 2024

16 aprile - info STELLANTIS: STELLANTIS, IL PIANO DIABOLICO

 

da

Operai Contro 2

Immaginiamo un tavolo dove i vertici Stellantis sono seduti a prendere decisioni su come ridurre il personale su stabilimenti considerati non più di interesse. Sicuramente oltre agli incentivi per la fuoriuscita volontaria (che deve essere misera per ridurre i costi di questa “povera” multinazionale) ci metterebbero anche dei comportamenti e un rapporto con i dipendenti che indurrebbero a lasciar tutto e andarsene via. Ed ecco che mettono in atto questa strategia per rendere possibile questo piano diabolico: trasferte forzate, cassa integrazione solo per chi non è “produttivo”, insicurezza del lavoro futuro, minacce di spostare la produzione in altri luoghi, provvedimenti disciplinari, licenziamenti. Infine, come è successo giovedì a Pomigliano, avvisare della chiusura della trasferta per i lavoratori di Melfi, Cassino e Pratola Serra venti minuti prima della fine del turno, fregandosene del fatto che i lavoratori hanno bloccato case e alberghi per il mese intero. Hanno la complicità di team leader e capi Ute, convinti che almeno loro si salveranno da tutto questo. Il tutto è farcito dalla complicità dei sindacati, del governo ed anche dei partiti di opposizione. In fabbrica nessun sindacato dice nulla su queste continue prevaricazioni aziendali. I firmatutto sottoscrivono ogni cosa Stellantis vuole, la Fiom si limita, qualche volta, a non firmare, ma poi non fa nulla, anzi lavora per soffocare sul nascere le rare proteste. Tutti, però, sindacati, partiti e governo, sono uniti nell’idea che bisogna dare più soldi all’azienda per sostenere la produzione. Ora parlano della necessità di favorire la transizione all’elettrico, ma in realtà è la stessa musica di sempre, che ha portato negli anni, dall’era Fiat ad oggi, a versare 220 miliardi di denaro pubblico nelle casse della multinazionale, con i risultati che vediamo: gli azionisti sempre più ricchi e noi sempre più poveri e sfruttati.
Vista la situazione, se non ci organizziamo come operai, attualmente non c’è nessuno che ci difende. Ci stanno riducendo di numero, ma collettivamente siamo ancora una forza temibile. E Stellantis guadagna ancora miliardi sul nostro lavoro. E’ lì che dobbiamo puntare. Il padrone soffre solo se gli tocchiamo il portafoglio e il suo portafoglio si riduce se blocchiamo la produzione. I tavoli esterni con politici e istituzioni, la richiesta dei soliti “piani industriali”, è il terreno di “confronto” che i padroni di Stellantis preferiscono, perché ci allontana dalla fabbrica.
È arrivato il momento che noi operai prendiamo coscienza di quello che sta accadendo. Dobbiamo alzare la testa e lottare contro i padroni e i loro servi.
Diavolillo, operaio Stellantis di Pomigliano

lunedì 15 aprile 2024

15 aprile - dal blog tarantocontro: Studenti al processo per la morte di un operaio appalto ex Ilva - Una iniziativa importante

Ex Ilva: 50 studenti al processo per la morte di operaio 25enne
Peacelink, 'così si promuove la cittadinanza attiva'

Semeraro dell'Associazione 12 giugno e il Prof. Marescotti interverranno al convegno del 19 aprile 

Circa cinquanta studenti di Taranto, accompagnati da alcuni insegnanti e dal presidente dell'associazione 12 giugno Cosimo Semeraro, questa mattina si sono recati al tribunale di Taranto per manifestare solidarietà e vicinanza alla famiglia di Giacomo Campo, il 25enne operaio della ditta Steel service morto in un incidente sul lavoro il 17 settembre 2016 nello stabilimento ex Ilva di Taranto.

Oggi (9/4) era infatti in programma una nuova udienza del processo a carico di nove imputati (sei alle dipendenze del siderurgico e tre dell'azienda dell'appalto in cui prestava servizio l'operaio) accusati di cooperazione in omicidio colposo e violazione delle norme sulla sicurezza sul lavoro.

Giacomo Campo morì schiacciato da un rullo di un nastro trasportatore su cui stava facendo attività manutentiva nel reparto Afo4 per la rimozione di materiale ferroso attraverso un tubo aspirante.

Gli studenti, che indossavano una coccarda tricolore listata a lutto, hanno mostrato lo striscione con la scritta 'Per non dimenticare mai'. Per Peacelink era presente il presidente Alessandro Marescotti. "Questa iniziativa - ha sottolineato l'ambientalista - mira a offrire ai giovani un'esperienza di apprendimento dal vivo sui temi della giustizia e della responsabilità sociale e rappresenta un'opportunità per promuovere l'educazione civica e la cittadinanza attiva. I ragazzi hanno assistito all'udienza con un silenzio impressionante e una compostezza esemplare".
    Il presidente dell'associazione 12 giugno Cosimo Semeraro ha evidenziato il problema della lentezza dei processi legati alle morti e ai gravi infortuni sul lavoro. "Il mio cuore - ha detto - scoppia perchè non è possibile che ci siano continui rinvii. Così le persone muoiono due volte, la prima per il profitto, la seconda per la prescrizione".


 


domenica 14 aprile 2024

14 aprile - dal blog tarantocontro: i lavoratori sono eroi - i padroni pubblici e privati, i governi dei padroni sono assassini! venerdì 19 giornata di lotta a Taranto - ore 16,30 Biblioteca Acclavio piazzale Bestat

 

la strage

Il sacrificio dei due tecnici più anziani nella centrale di Suviana: rimasti al loro posto per tentare di scongiurare l’esplosione 



sabato 13 aprile 2024

13 aprile - PALERMO: A PROPOSITO DEGLI ARRESTI, PROVVEDIMENTI CAUTELARI E DISCIPLINARI, DI PADRONCINI COOP SOCIALI E FUNZIONARI PUBBLICI....COMUNICATO DELLO SLAI COBAS SC

Comunicato 13/04/2024

A proposito della notizia degli arresti e dei provvedimenti cautelari e disciplinari nei confronti di presidente e collaboratori della Cooperativa Nido D’Argento di Partinico così come nei confronti di una funzionaria della Città Metropolitana di Palermo, responsabile della Direzione delle politiche sociali, lo Slai Cobas per il sindacato di classe denuncia da tempo sia per iscritto che nei diversi incontri che si sono succeduti nelle differenti sedi istituzionali, con i rappresentanti della Città metropolitana, ma anche con quelli dell’Assessorato al Lavoro/Famiglia nonché in differenti Commissioni regionali presso l’Ars, le difformità, rispetto alla norma vigente, emerse in alcuni casi per quanto riguarda in particolare le assunzioni delle lavoratrici e dei lavoratori impegnati nel delicato servizio di assistenza igienico-personale specializzata agli studenti disabili delle scuole superiori, non tenendo conto ad esempio dell’anzianità di servizio o di specifiche richieste delle famiglie sul principio della continuità utente/operatore come previsto e lottando fino ad oggi anche per le mancate assunzioni di lavoratrici precarie storiche che non sono rientrate regolarmente al lavoro come doveva essere.

I palazzi del potere, come la Città Metropolitana, avendo tolto la clausola di salvaguardia dai bandi da alcuni anni, hanno più volte successivamente giustificato l’agire non legittimo di alcune Coop sulle assunzioni, segnalato e denunciato sempre da questa O.S., con la questione della “libertà di impresa” dei padroncini “appellandosi” all’art. 41 della Costituzione, ma lo Slai Cobas sc ha sempre ribadito con forza che il su citato articolo deve però essere applicato nella sua interezza e non solo nella prima parte, esso infatti recita “ L'iniziativa economica privata è libera” MA! “non può svolgersi in contrasto con l'utilità sociale o in modo da recare danno alla salute, all'ambiente, alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana. La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l'attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali…”

Le continue denunce e conseguenti proteste delle lavoratrici e dei lavoratori precari hanno riguardato sempre anche i ricorrenti ritardi nello stanziamento dei fondi necessari al servizio con il conseguente ritardo nell’inizio dell’anno scolastico per gli studenti disabili, così anche l’insufficiente controllo sull’operato generale delle Coop Sociali nell’applicazione dei contratti e della normativa vigente da parte degli uffici preposti della Città Metropolitana di Palermo, controllo dovuto per legge, visto che si tratta dell’istituzione che emette i bandi per l’affidamento del servizio.

Tutto questo, ripetiamo, è scritto nei nostri documenti inviati o consegnati agli uffici competenti, anche nell’ultimo presentato alla Città Metropolitana in occasione dello sciopero delle donne /lavoratrici dell’8 marzo scorso.

A tutela delle lavoratrici e dei lavoratori Assistenti igienico-personale specializzati organizzati e in lotta con lo Slai Cobas sc , nei prossimi giorni ci si mobiliterà per evitare che il danno fatto da padroncini e funzionari corrotti possa ricadere su di loro con possibili interruzioni di servizio e del lavoro, e su questo, oltre a riservarsi di costituirsi parte civile in eventuali processi, lo Slai Cobas sc dichiara fin d’ora che nessuna lavoratrice o lavoratore deve perdere in alcun caso il posto di lavoro.

Assemblea mercoledì 17 aprile presso la sede Slai dalle ore 15,30

Via M. Cipolla 93 Palermo

Slai Cobas per il sc Palermo

articolo di palermotoday

 

"Soldi e regali per aggiudicarsi gli appalti": 8 arresti per corruzione, c'è anche l'ex sindaco di Partinico

L'indagine condotta dai carabinieri ha interessato anche i comuni di Balestrate, Marsala, San Cataldo Agrigento e la Città metropolitana di Palermo. Al centro c'è una cooperativa che si occupa di assistenza domiciliare del trasporto di anziani e disabili. In carcere Giuseppe Gaglio "patron" di Borgo Parrini, ai domiciliari pure Salvatore Lo Biundo

Avrebbero corrotto pubblici amministratori con soldi, regali e cene al ristorante per ottenere una corsia preferenziale per la loro cooperativa, la Nido d'argento con sede a Partinico, e aggiudicarsi gli appalti sull’assistenza domiciliare, sul trasporto di anziani e disabili e sui servizi per i minori. I carabinieri hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare con cui il gip Elisabetta Stampacchia ha disposto il carcere per tre indagati, tra i quali c'è il comandante della polizia municipale e capo di gabinetto del Comune di Agrigento, e i domiciliari per altri cinque. Per altre tre persone è scattata la sospensione dal pubblico ufficio. Sono accusati a vario titolo turbata libertà degli incanti, corruzione per l’esercizio della funzione, corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio e peculato.

giovedì 11 aprile 2024

11 aprile - da Taranto: IL NOSTRO DOLORE PER I LAVORATORI MORTI A SUVIANA. TUTTI DOBBIAMO FARE DI PIÙ. A TARANTO IL 19 APRILE GIORNATA DI LOTTA. QUESTA MATTINA ALL'EX ILVA E APPALTO

 


11 aprile - 11 APRILE 1975 STRAGE OPERAIA A SANT'ANASTASIA VS STRAGE OPERAIA DI SUVIANA 2024 di C. Soricelli. 39 ANNI DI STRAGI OPERAIE FRUTTO DELLA PRECARIETÀ E SFRUTTAMENTO CAPITALISTA

                              

Sono a Sant'aAnastasia di Napoli per la commemorazione della strage della Flobert dove morirono 12 lavoratori alla Flobert. Vorrei essere oggi anche in Piazza Maggiore a Bologna per la strage di Suviana. Oggi la situazione è addirittura peggiorata. Ferrovie dello Stato (Brandizzo) e Enel coinvolte nelle due ultime stragi. Nella strage Esselunga lavoratori morti in nero

Parto con la morte nel cuore per Sant'Anastasia di Napoli a commemorare la strage della Flobert dell'11 aprile 1975: ma ieri a Suviana di Bologna una strage di lavoratori come allora. Il precariato e il caporalato uccide oggi più di allora

 Domani mattina parto per andare al 49esimo anniversario, invitato da Ciro Liguoro unico sopravvissuto della strage di Sant'Anastasia dell'11 aprile 1975, dove morirono 12 giovani lavoratori. E proprio oggi, a Suviana in provincia di Bologna è capitata la stessa cosa, sette lavoratori morti per un'esplosione in una centrale idroelettrica dell’ENEL. E ora, contrariamente a 49 anni fa, delle stragi come questa di Suviana, e quella di Brandizzo (Ferrovie dello Stato) sono provocate da quelle che a mio parere sono delle forme legalizzate di caporalato, in questo caso di Stato, ma diffusissimo anche nel privato, come altro modo definirle quando senti che a Suviana (come a Brandizzo) c'è un caposquadra, ex dipendente ENEL, che dirige dei lavoratori di ditte esterne. La maggioranza dei morti e delle stragi (come anche quella all'Esselunga di Firenze) sono provocate dagli appalti e subappalti, lavoratori per la stragrande maggioranza precari e ricattabili. Siamo con i 9 morti di oggi,  a contare 291 morti sui luoghi di lavoro (tutti registrati per giorno, mese e anno, per identità, età (professione anche se in nero),  nazionalità e cenni sulle tragedie, con i morti sulle strade e in itinere arriviamo a 366 complessivi. Il numero esponenziale di morti è soprattutto dovuto al precariato a al nuovo caporalato, scaricato su questi poveri lavoratori tutte le iniquità del sistema lavoro. Un Amen non si nega a nessuno.

 Carlo Soricelli curatore dell'Osservatorio Nazionale di Bologna morti sul lavoro. http://


 

11 aprile - PALERMO: LOTTA SOCIALE E REPRESSIONE

 

Nella giornata dello sciopero nazionale delle Coop Sociali lavoratrici e lavoratori
precari in assemblea, sotto processo per avere lottato per il loro lavoro, mandano
piena solidarietà a Luigi e ai compagni di Antudo 
Se toccano uno toccano tutti!

Libertà per il compagno Luigi di Antudo colpito dalla repressione di Stato - giù le
mani da chi lotta contro i padroni e il governo della guerra imperialista

La decisione del tribunale del riesame di confermare il carcere del compagno di 
Antudo, Luigi, e addirittura il suo trasferimento nel carcere speciale di 
Alessandria con l’accusa di terrorismo, deve essere considerata come deliberato 
accanimento contro chi si batte contro la guerra e gli strumenti di morte come la 
Leonardo S.p.A. che produce sistemi d’arma che vengono usati e venduti in tutto 
il mondo, che continua a fare profitti per miliardi su migliaia e migliaia di morti,
feriti e immani distruzioni…
Questo atto contro Luigi e gli altri compagni coinvolti, è un gravissimo atto di 
repressione che colpisce Luigi, ma che vuole essere un avvertimento/intimidazione 
per tutti coloro che in questi oltre due anni hanno manifestato e continuano a 
manifestare contro la guerra imperialista.
È noto che la Leonardo S.p.A. appartiene allo Stato italiano, e quindi è attualmente
nelle mani del governo Meloni pienamente impegnato nelle guerre in corso e complice
del genocidio del popolo palestinese. Questo è il crimine che deve essere punito!
Il governo italiano, in questo caso tramite il tribunale di Palermo, non tollera 
che ci si batta per farla finita con la guerra imperialista, che tra l’altro costa 
miliardi sottratti alle necessità sociali, dalla sanità alla scuola… e per mettere 
a tacere le manifestazioni e le voci contrarie sta passando sempre più ai manganelli
e al carcere, alla repressione aperta!
Esprimiamo la massima solidarietà a Luigi e ai compagni colpiti dalla repressione: 
è necessario continuare a combattere contro il governo italiano ogni giorno sempre 
più reazionario e guerrafondaio, pienamente al servizio degli interessi del Capitale, 
non sarà la repressione di questo Stato borghese a fermare la lotta giusta e immediata
che serve, che deve essere necessariamente inserita nella prospettiva di lottare per 
rovesciare questo sistema sociale capitalista e imperialista che produce solo guerre, 
miseria, distruzione, repressione…

Slai Cobas sc Palermo
Proletari comunisti Palermo


mercoledì 10 aprile 2024

10 aprile - Morti sul lavoro, da lavoro e da inquinamento - Giornata di lotta e Convegno a Taranto il 19 aprile - L'ennesima strage all'Enel negli interventi e testimonianze

19 aprile a Taranto

Giornata di lotta

Lavoro salario salute per tutti

Ore 6 – Portinerie Acciaierie e Appalto

Sciopero indetto dallo Slai Cobas sc

Ore 9 – Tribunale ex Corte d’Appello Paolo VI

In occasione dell’inizio appello Processo “Ambiente svenduto”

PRESIDIO lavoratori, cittadini, parti civili

Ore 16,30 – Biblioteca ‘Acclavio’ ple Bestat

CONVEGNO

Contro vecchi e nuovi padroni/Governo

Piattaforma operaia – giustizia e risarcimenti

Basta morti da lavoro e inquinamento

Intervengono:

avvocati di Torino e di Taranto delle parti civili processo Ilva

operai ex Ilva/Appalto

Marescotti Peace Link

Medicina democratica

Rappresentanti di fabbriche siderurgiche

Rete sicurezza nazionale

Sono invitati organizzazioni sindacali, ambientalisti, associazioni sociali e politiche


 


10 aprile - LA NUOVA STRAGE OPERAIA

 

Strage operai Enel: sono dell'appalto gli operai morti sul lavoro, vittime della privatizzazione dell'azienda 

Un’ altra strage di operai sul lavoro: 3 sono gli operai morti e diversi sono i dispersi nell’esplosione di una turbina in una centrale idroelettrica dell’Enel Green Power a Bargi sul lago di Suviana nell’appennino bolognese.

Ci stringiamo a tutti i lavoratori e alle loro famiglie, a quelle che hanno perso i loro cari e a quelle dei dispersi che vivono nell’angoscia.

Come a Brandizzo, come all’Esselunga di Firenze, come a tante altre stragi operaie, i grandi numeri degli operai morti sul lavoro riportano alla luce i numeri di una guerra per il profitto che uccide 4 operai al giorno.

Lo scoppio, riporta la stampa, è stato a 30 metri di profondità, al nono piano, sotto il livello del mare in una centrale che ha un grande livello di potenza elettrica nella regione ed enormi impianti di pompaggio e di turbinaggio.

“Un disastro. E' scoppiato l'alternatore della diga... Sono arrivato al piano 7, sott'acqua, dopo non si va più giù. Impressionante, impressionante... Continue esplosioni, mi tremano le gambe": è una testimonianza che arriva dalla centrale.

Una strage che ha ucciso lavoratori di ditte esterne in appalto all’azienda Enel che, come committente, ha l’obbligo di vigilare in particolare sulla sicurezza degli impianti.

Lo Stato italiano è il principale azionista di Enel e i suoi rappresentanti assieme al governo che ora hanno espresso “profondo cordoglio”, non erano forse a conoscenza della privatizzazione di parti della rete elettrica dell’Enel anche di estrema delicatezza che ha messo a rischio la sicurezza dei lavoratori e degli impianti?

Questo per gli operai ha significato intensificazione dei ritmi di lavoro con sempre meno personale ed esposizione maggiore al rischio-sicurezza.

Di questo devono rispondere i padroni di Enel!

Giovedì 11 ci sarà uno sciopero proclamato da Cgil e Uil che è nazionale di 4 ore mentre sarà di 8 ore in Emilia Romagna ma si tratta di uno sciopero già programmato in cui la sicurezza sul lavoro non ha la sua centralità ma altri sono i temi come una “giusta riforma fiscale, un nuovo modello sociale di fare impresa”.

Lo sciopero sarà riuscito se i lavoratori metteranno al centro la sicurezza e salute in fabbrica, nei luoghi di lavoro e nel territorio.

La lotta dev’essere centrale e chiara contro i padroni che mettono al centro il profitto, contro i governi che ne rappresentano gli interessi, contro la complicità dei confederali che ha portato ad un peggioramento delle condizioni di lavoro che significa aumento del rischio-incidenti e aumento delle morti sul lavoro.

Noi stiamo organizzando come Rete nazionale sicurezza e salute un Convegno nella città-simbolo delle morti sul lavoro all’ex Ilva il giorno dell’apertura del processo Ilva “Ambiente svenduto” il 19 Aprile a Taranto, con avvocati, parti civili del processo Ilva, operai e rappresentanti di realtà operaie a livello nazionale e attivisti impegnati nella lotta per la sicurezza sul lavoro. Un Convegno che pensiamo sia un passo in avanti nell’unità e nelle mobilitazioni che metteremo in campo assieme contro le morti sul lavoro.

Rete nazionale sicurezza e salute - nodo di Ravenna


10 aprile - IL 19 ALL'EX ILVA DI TARANTO

 


martedì 9 aprile 2024

9 aprile - dal blog tarantocontro: Operaio Semat muore folgorato sulla regionale 8: era al lavoro per la costruzione di un ponte sulla Taranto-Avetrana

 

A perdere la vita Angelo Cotugno, 59enne originario di San Marzano di San Giuseppe.

Sarebbe rimasto folgorato mentre azionava una motopompa durante una gettata di cemento per coprire alcune tubazioni. L’incidente - a quanto si apprende - è avvenuto nel cantiere della nuova superstrada che collegherà Taranto ad Avetrana. La parte alta del mezzo, dalla quale fuoriusciva il cemento - secondo una prima ricostruzione - avrebbe toccato i cavi aerei dell’alta tensione, provocando il decesso dell’uomo. Gli operatori del 118 intervenuti sul posto hanno tentato per diversi minuti di rianimare l’uomo con un defibrillatore, ma non c'è stato nulla da fare La Procura ha aperto una inchiesta per accertare la dinamica dell'infortunio e eventuali responsabilità. Sul posto il Pubblico ministero di turno, Antonio Natale. In Puglia nei primi due mesi del 2024 ci sono stati 4.223 infortuni sul lavoro.

Alle morti sul lavoro non c'è mai fine 

Le condoglianze dello Slai Cobas alla famiglia


9 aprile - IL 19 A TARANTO

 


domenica 7 aprile 2024

8 aprile - Verso lo sciopero nazionale del 10 aprile delle lavoratrici e lavoratori della Coop Sociali/Terzo settore indetto dai sindacati di base... anche a Palermo

Contro il CCNL siglato dai confederali, da "aumenti" elemosina dei salari, da negazione degli arretrati, di più sfruttamento, di discriminazioni verso le lavoratrici madri...
Vogliamo un lavoro stabile, basta precarietà!


Intervista alla coordinatrice Slai Cobas sc Terzo settore - Tele One regionale


 



7 aprile - VERSO IL 19 APRILE SUI MURI DI TARANTO

 


sabato 6 aprile 2024

6 aprile - OPERAI USA SOLIDALI CON LA PALESTINA: SCIOPERI OPERAI PER FERMARE LA GUERRA A GAZA!!!

 

USA: AUMENTANO LE RISOLUZIONI DI SEZIONI SINDACALI CHE SI SOLLEVANO CONTRO LA GUERRA AL GAZA.

"Negli ultimi mesi altri due sindacati locali hanno approvato risoluzioni sulla guerra a Gaza.

Le risoluzioni approvate dai membri dell'IBEW Local 48 e della Portland Federation of School Employees (American Federation of Teachers Local 111) sono molto simili a quelle approvate da Painters Local 10 e Ironworkers Local 29 a dicembre. Vanno oltre alcune altre risoluzioni sindacali che chiedevano un cessate il fuoco, in quanto chiedono la fine degli armamenti e dei finanziamenti a Israele, e che Israele lasci Gaza e la Cisgiordania. Le risoluzioni chiedono inoltre ai lavoratori di tutto il mondo di fermare la spedizione di armi verso Israele, e salutano i lavoratori portuali in Spagna, Belgio e Italia che hanno affermato che si rifiuteranno di gestire tali spedizioni di armi.

I 48 membri locali hanno approvato la risoluzione il 28 febbraio, mentre i membri della Federazione dei dipendenti scolastici di Portland hanno approvato la loro il 6 marzo."


6 aprile - info GKN SOTTO ATTACCO, OGGI CORTEO

 


6 aprile - info solidale: MULTE E REPRESSIONE NON CI FERMERANNO!

 

Ieri abbiamo appreso la notizia della condanna al pagamento di oltre 4mila euro comminata a Eddy, nostro compagno, per una iniziativa di lotta del 2016 del Movimento “Disoccupati 7 Novembre'.

Unito al Cantiere 167 di Scampia dall'estate di due anni fa, il Movimento vive della partecipazione di centinaia di uomini e donne provenienti dai quartieri popolari di Napoli che si battono- da un decennio ormai- per la conquista di un lavoro stabile e sicuro o di un salario garantito.

In un momento di crisi economica e sociale drammatica aggravata dalla escalation bellica mondiale, si criminalizza e si punisce chiunque organizzi lotte collettive o rifiuti la barbarie capitalista in tutte le sue forme.

Le sanzioni amministrative hanno un impatto materiale significativo se non si attivano meccanismi collettivi di solidarietà.

Chiediamo a tutte le realtà sindacali e politiche, a chiunque si riconosca nella necessità di cambiamento collettivo, di lasciare un contribuito sostenendo Eddy e un intero movimento di lotta che continua ad essere represso perché, oltre a rivendicare il diritto a campare dignitosamente, si organizza, assieme ai lavoratori e alle lavoratrici, agli studenti e alle studentesse, per sottrarsi a quella vita infernale a cui sono condannate fasce sempre maggiori della popolazione.

Per le donazioni:

IT44V0501803200000017119678 intestato a “Associazione Cassa di Resistenza Operaia ODV” con causale “Contributo di solidarietà”.

Movimento di Lotta - Disoccupati "7 Novembre"


venerdì 5 aprile 2024

5 aprile - info solidale: Argentina. Migliaia di licenziamenti tra i dipendenti statali. Cresce la protesta....e la repressione

 

di Rino Condemi

Dopo aver appreso nel fine settimana di oltre 11.000 licenziamenti nella Pubblica Amministrazione, l’Associazione dei Lavoratori Statali (ATE) ha effettuato proteste massicce in tutte le agenzie e ministeri, sia con i lavoratori a tempo indeterminato, sia con quelli assunti che non sono stati licenziati sia con quelli che hanno già ricevuto il loro preavviso di licenziamento.

In molti uffici pubblici lavoratrici e lavoratori hanno cercato di entrare tutti insieme nei loro luoghi di lavoro nonostante la massiccia presenza di polizia che aveva il compito di bloccare coloro che sono stati licenziati.

Noi lavoratori statali siamo riusciti a entrare nella maggior parte dei ministeri e delle agenzie e a occupare i nostri posti di lavoro. Ma deve essere chiaro che nulla finisce oggi, tutto inizia oggi perché il governo sta sicuramente perseguendo 70.000 lavoratori salariati e cercando di far sparire lo Stato come lo abbiamo concepito fino ad ora”, ha detto il segretario generale del sindacato, Rodolfo Aguiar, che ha partecipato alla protesta all’ingresso nel Ministero del Lavoro.

In questo contesto, il leader sindacale ha sottolineato che: “Il livello di aggressività che stiamo subendo è enorme. L’attacco ai nostri diritti fondamentali di lavoratori è senza precedenti. Di fronte a questo, dobbiamo approfondire il nostro piano di lotta. Questo è il motivo per cui abbiamo convocato una plenaria di delegati provenienti da tutto il paese con l’intenzione di definire una nuova misura di forza generale entro la fine di questa settimana”.

L’assemblea plenaria vedrà la partecipazione di oltre mille delegati provenienti da tutto il paese e da tutti gli enti pubblici in modalità mista tra partecipazioni in presenza e collegamenti da remoto.

Mercoledi il governo Milei ha confermato che ci sono 15.000 contratti di lavoratori pubblici che non sono stati rinnovati.

In effetti, il numero finale è di circa 15.000 contratti che non sono stati rinnovati. Ne abbiamo parlato ripetutamente, non c’è molto altro da dire, fa parte del lavoro che facciamo per ridurre lo Stato. Personale che non è necessario, che non continua a ricevere entrate dallo Stato”, ha detto il portavoce del governo Manuel Adorni in una conferenza stampa.

Inoltre, e per quanto riguarda le proteste dei lavoratori dell’ATE, ha assicurato che “ciò che è al di fuori della legge avrà le conseguenze corrispondenti in ogni caso”.

Il segretario del sindacato dei lavoratori statali, ha replicato al governo: “causare licenziamenti di massa nello Stato significa sopprimere i diritti fondamentali delle persone” – ha affermato Rodolfo Aguiar – “Non viene rispettato il Patto sui diritti economici, sociali e culturali, che obbliga gli Stati a proteggere il lavoro e garantire la piena occupazione”.

Fonte: Resumen Latinoamericano





5 aprile - I NUMERI DELLA MATTANZA OPERAIA: Inail, in 2 mesi 119 denunce di morti sul lavoro (+19%)

 

ROMA, 02 aprile 2024, 17:45

Redazione ANSA

Nel numero complessivo delle denunce di infortunio, sottolinea l'Inail, sono comprese anche le comunicazioni obbligatorie effettuate ai soli fini statistici e informativi da tutti i datori di lavoro e i loro intermediari, compresi i datori di lavoro privati di lavoratori assicurati presso altri enti o con polizze private, degli infortuni che comportano un'assenza dal lavoro di almeno un giorno, escluso quello dell'evento.
Le denunce di infortunio presentate all'Inail nei primi due mesi del 2024 sono state 92.711, in aumento del 7,2% rispetto alle 86.483 del primo bimestre 2023 e del 12,2% rispetto a gennaio-febbraio 2021 e in diminuzione del 7,4% sul 2019, anno che precede la crisi pandemica, e del 4,0% sul 2020 e 24,0% sul 2022. A livello nazionale i dati evidenziano, per il primo bimestre del 2024 rispetto all'analogo periodo del 2023, un incremento dei casi avvenuti in occasione di lavoro, passati dai 74.916 del 2023 ai 79.917 del 2024 (+6,7%), e di quelli in itinere, occorsi cioè nel tragitto di andata e ritorno tra l'abitazione e il posto di lavoro, da 11.567 a 12.794 (+10,6%).
Le denunce di infortunio sul lavoro con esito mortale presentate all'Istituto nel primo bimestre 2024 sono invece state 119, 19 in più rispetto alle 100 registrate nel primo bimestre 2023, cinque in più rispetto al 2022, 15 in più sul 2021, 11 in più sul 2020 e due in meno sul 2019.
Per i casi mortali, a livello nazionale i dati evidenziano per il primo bimestre 2024 rispetto allo stesso periodo 2023, pur nella provvisorietà dei numeri - sottolinea l'Inail -, un incremento sia dei casi avvenuti in occasione di lavoro, passati da 73 a 91, sia di quelli in itinere (da 27 a 28).

L'aumento ha riguardato l'Industria e servizi (da 87 a 105 denunce) e l'Agricoltura (da 11 a 12), con il Conto Stato che invece ha registrato due decessi in entrambi i periodi.
L'aumento rilevato nel confronto dei bimestri gennaio-febbraio 2023 e 2024 è legato sia alla componente maschile, i cui casi mortali denunciati sono passati da 93 a 110, sia a quella femminile, da sette a nove.

L'analisi per classi di età registra aumenti tra i 30-39enni (da 8 a 16 casi) e tra i 45-54enni (da 22 a 37) e tra i 65-74enni (da 6 a 14) e diminuzioni, in particolare, tra gli under 30 (da 15 a 8).
Le denunce di malattia professionale protocollate dall'Inail nel primo bimestre del 2024 sono state 14.099, 3.700 in più rispetto allo stesso periodo del 2023 (+35,6%). L'incremento è del 74,5% rispetto al 2022, dell'80,7% sul 2021, del 33,7% sul 2020 e del 41,9% sul 2019. Le patologie del sistema osteo-muscolare e del tessuto connettivo, quelle del sistema nervoso e dell'orecchio continuano a rappresentare le prime tre malattie professionali denunciate, seguite dai tumori e dalle patologie del sistema respiratorio.




giovedì 4 aprile 2024

4 aprile - da tarantocontro: 19 aprile SCIOPERO ACCIAIERIE E APPALTO E ASSEMBLEA NEL POMERIGGIO

 

L'Amministrazione straordinaria ad Acciaierie e soprattutto nell'appalto non solo non ha risolto ancora niente ma sta peggiorando la situazione, chiaramente, per i lavoratori.

E' necessaria una mobilitazione autonoma degli operai. Per questo lo Slai Cobas ha indetto per il 19 aprile uno sciopero per l'intera giornata su una piattaforma che difenda realmente e subito gli interessi operai. Nella stessa giornata del 19/4 si terrà alle 9 presidio al Tribunale di Paolo VI (aula bunker) dove ha inizio l'appello del processo "Ambiente svenduto); alle 16,30 presso la sala della biblioteca Acclavio ple Bestat Taranto si terrà un'assemblea con la presenza degli avvocati di Torino e Taranto.

Su questo sentite la Controinformazione: https://tarantocontro.blogspot.com/2024/04/ore-12-controinformazione-rossoperaia.html

Di seguito la comunicazione dello sciopero

Slai Cobas per il sindacato di classe

Sede legale Via Livio Andronico, 47 Taranto – WA 3519575628 - Tel 3475301704

slaicobasta@gmail.com slaicobassc@pec.libero.it - C.F. 90177580736

Ad Acciaierie d'Italia Spa in AS - Taranto

all'attenzione dei Commissari dell'Amministrazione Straordinaria

All'Ilva Spa in AS - Taranto

Al Presidente Confindustria Taranto

Al Presidente Associazione AIGI - Taranto

epc

Al Ministro URSO - MINISTERO DELLE IMPRESE E DEL MADE IN ITALY - Roma

Al Prefetto P. Dessì - Taranto

TA. 25 marzo 2024

OGGETTO: Proclamazione sciopero

La scrivente O.S. Slai cobas per il sindacato di classe comunica con la presente nota la proclamazione dello sciopero di tutto il personale occupato presso lo stabilimento di Taranto di Acciaierie d'Italia spa e presso tutte le Ditte Appaltatrici operanti nell'area ex Ilva, su Taranto, in data 19 APRILE 2024.
Lo sciopero si svolgerà per l'intera giornata del 19 aprile c.a. - 24 h - e per tutti i 3 turni lavorativi, a partire dalle ore 07:00 del 19/4.

Le problematiche e le rivendicazioni che di seguito si specificano sono alla base della motivazione dello sciopero:

nell'appalto - contro licenziamenti, cassintegrazione straordinaria e contratti a termine e in somministrazione
per il ritorno al lavoro di tutti gli operai dell'appalto, pagamento dei salari

CCNL unico metalmeccanico con clausola sociale, contratti a tempo indeterminato

in Acciaierie d'Italia - Contro la cassintegrazione permanente
per una netta riduzione della cigs - rotazione degli operai in cigs 
per il rientro in fabbrica dei cassintegrati in Ilva AS

Per tutti i lavoratori diretti e dell'appalto - contro il taglio dei salari a fronte della cassintegrazione, contro elevato rischio sicurezza e salute
per una integrazione all'indennità di cassintegrazione
per la riduzione dell'orario di lavoro a parità di paga
per pensionamento a 25 anni di lavoro nella siderurgia
per la sicurezza e ambientalizzazione in fabbrica e bonifica e salute sul territorio
postazione permanente in fabbrica di un nucleo di Enti ispettivi

Lo Slai cobas è a disposizione per concordare numeri di "comandata" strettamente necessari.

Distinti saluti

SLAI COBAS per il sindacato di classe

Coord. Naz. Calderazzi Margherita

Per comun. Sede legale Via Livio Andronico, 47 Taranto – WA 3519575628 - Tel 3475301704 - slaicobasta@gmail.com slaicobassc@pec.libero.it


4 aprile - INVITO: 19 aprile giornata di lotta - Ex Ilva: lavoro salario salute per tutti

 


domenica 31 marzo 2024

31 marzo - Sciopero lavoratrici e lavoratori delle Coop. Sociali - Dalle lavoratrici Slai Cobas sc Palermo: No aumenti elemosine, No discriminazioni

 

LE LAVORATRICI E I LAVORATORI PRECARI DELLE COOP SOCIALI DELLO SLAI COBAS SC DI PALERMO SARANNO IN ASSEMBLEA NELLA GIORNATA DI SCIOPERO NAZIONALE DEL 10 APRILE, IN COLLEGAMENTO CON TUTTE LE LAVORATRICI E LAVORATORI DEL SETTORE IN MOBILITAZIONE,LA LOTTA NON SI FERMA!

contro il CCNL siglato dai confederali da "aumenti" elemosina dei salari rispetto all'aumento dei prezzi e al carovita, da negazione degli arretrati, di più sfruttamento di discriminazioni verso le lavoratrici madri...

vogliamo un lavoro stabile, basta precarietà! Il servizio di assistenza igienico-personale specializzato deve essere garantito per tutti gli studenti e studentesse disabili delle scuole superiori che ne hanno diritto dall’inizio e per tutto l’anno scolastico, è già stata predisposta dalla Città Metropolitana una programmazione, anche con la Regione Siciliana, per l’anno scolastico prossimo per evitare i problemi annosi di risorse e di tempi che si ripresentano ogni anno?

La richiesta alle famiglie degli studenti disabili della certificazione UVM come presupposto per erogare il servizio di assistenza in questione non è legittima, crea discriminazioni e deve essere abolita

a tutti gli Assistenti igienico personale specializzati del bacino deve essere garantito il diritto al lavoro, senza alcuna discriminazione verso le Assistenti donne, a maggioranza nel settore, chenon devono essere penalizzate ed escluse dal lavoro, come già gravemente successo, per una presunta e non legittima “questione del genere” che se applicata in modo non consono discrimina difatto le lavoratrici donne da un lato e per l’agire delle Cooperative Sociali non trasparente e non in linea con quanto stabilito dalla normativa vigente e non sufficientemente controllato

il principio di continuità utente/operatrice/operatore deve essere garantito pienamente senza mettere in atto, come successo gravemente quest’anno, accorpamenti non legittimi di utenti o assegnazioni non trasparenti alle Coop Sociali senza rispettare affatto le scelte delle famiglie,solo nell’ottica di risparmiare risorse e tagliare posti di lavoro da parte dell'Ente appaltante, Città Metropolitana

Le ore di servizio settimanali, ad oggi assolutamente non sufficienti, devono essere aumentate per garantire un servizio di piena qualità e sicurezza

è nostro diritto avere la copertura delle giornate di lavoro, in caso di assenza prolungatadell’alunna/alunno disabile, o di assemblee di Istituto o sospensioni di attività didattiche, con la copertura economica per i primi due/tre giorni in caso di assenza dell’alunno e la modalità del recupero delle ore non espletate per i giorni seguenti di assenza, o per le giornate di sospensione

si deve garantire la sostituzione dell’Assistente che deve accompagnare lo studente disabile incaso di gite eliminando invece le attuali modalità che di fatto generano discriminazioni per glistudenti in questione

si devono garantire migliori condizioni di salute e sicurezza sul posto di lavoro

Basta soldi da parte del governo Meloni antiproletario per la guerra ma per i servizi, la scuola, la sanita'!

Slai Cobas sc Palermo Via M. Cipolla 93