domenica 5 febbraio 2023

3 febbraio - Tenaris Dalmine: guerra e profitti per i padroni vanno insieme

Tenaris ha chiuso il terzo trimestre con utile netto di 608 milioni di dollari e ricavi saliti del 6% a quasi 3 miliardi di dollari (2,97 miliardi di dollari). 

Per il quarto trimestre il gruppo prevede un'ulteriore crescita delle vendite, favorita dall'aumento delle consegne per i progetti già in corso e da nuovi possibili aumenti dei prezzi, con un'ulteriore recupero del free cash flow. 

"Le condizioni nel settore energetico indicano che possa essere confermato un aumento del livello di investimenti, con bassi livelli di capacità inutilizzata e scorte, incertezza sull'impatto di ulteriori sanzioni sulle esportazioni russe e una rinnovata attenzione alla sicurezza energetica in tutto il mondo" - spiega Tenaris - secondo cui "l'approvvigionamento energetico globale è limitato e saranno necessarie tutte le fonti di approvvigionamento per soddisfare la crescente domanda". fonte la Stampa 14-11-2022

da Lenin il socialismo e la guerra - La guerra attuale è una guerra imperialista

Il capitalismo ha sviluppato a tal punto la concentrazione, che interi rami dell'industria sono nelle mani di sindacati, di trust, di associazioni di capitalisti miliardari, e quasi tutto il globo è diviso tra questi "signori del capitale", o in forma di colonie o mediante la rete dello sfruttamento finanziario che lega con mille fili i paesi stranieri. Il libero commercio e la concorrenza sono stati sostituiti dalla tendenza al monopolio, dall'usurpazione di terre per impiegarvi dei capitali, per esportare materie prime, ecc. Da liberatore delle nazioni quale era nella lotta contro il feudalesimo, il capitalismo, nella fase imperialista, è divenuto il maggiore oppressore delle nazioni. Da progressivo, il capitalismo è divenuto reazionario; ha sviluppato a tal punto le forze produttive, che l'umanità deve o passare al socialismo o sopportare per anni, e magari per decenni, la lotta armata tra le "grandi" potenze per la conservazione artificiosa del capitalismo mediante le colonie, i monopoli, i privilegi e le oppressioni nazionali di ogni specie.

la mobilitazione della classe operaia è invece centrale per la lotta contro la guerra interimperialista per i profitti dei padroni. 

Un tema da approfondire  nell' Assemblea nazionale Proletaria Anticapitalista del 18 febbraio Roma. Contro il governo delle industrie della guerra Leonardo/ Fincantieri ecc e a servizio delle multinazionali dell’energia.


Segue il volantino distribuito agli operai della Tenaris Dalmine in critica alla propaganda di padron Rocca che vuol far passare come normale la guerra imperialista di spartizione del mondo di cui invece i padroni delle multinazionali sono parte attiva e determinante.


Contro la POLITICA DEL PADRONE per la POLITICA OPERAIA 
Assemblea nazionale proletaria anticapitalista 18 febbraio Roma

I padroni hanno bisogno di affermare la loro concezione del mondo tra i lavoratori, per questo Rocca viene in fabbrica a parlare con i dipendenti per legittimare come normale un sistema capitalista dove chiudere o ristrutturare le fabbriche nel mondo è una necessità per fare profitti e la guerra diventa un’opportunità/necessita per uscire dalla crisi in cui versa il sistema imperialista mondiale fondato sui grandi monopoli come la Tenaris.

Padron Rocca vuole festeggiare “insieme” i suoi record miliardari, mentre anche chi ha la fortuna di avere un lavoro è sempre più povero e sfruttato, con i salari tagliati dagli aumenti e con i diritti collettivi trasformati in privilegi elargiti dall’azienda.
Il capitalista sa benissimo che gli operai o meglio la forza lavoro sono necessari per la produzione, (per fare andare le fabbriche), ma dall’altro sono considerati un costo e quindi per i padroni è inevitabile continuare a spremerli per restare sul mercato, è inevitabile che ci siano i morti sul lavoro e gli infortuni causati dai ritmi di lavoro.

Questa è l’ideologia che guida le azioni dei padroni, non tanto perché sono cattivi, ma perché è l’unico modo per continuare ad esistere come classe parassita che vive del lavoro salariato degli operai. Per mantenere questo potere politico sulla vita degli operai hanno bisogno di uno stato, un governo, di leggi che difendano i propri interessi di classe, facendoci credere che siamo tutti sulla stessa barca.
Così nella crisi pandemia e ora nella guerra i padroni sono sempre più ricchi e gli operai sempre più poveri, questa è la legge del sistema del capitale all’aumento dei profitti corrisponde la diminuizione dei salari, perché il sistema capitalistico è fondato sugli interessi contrapposti tra padroni e operai, tra capitale e lavoro, sfruttatori e sfruttati.
I padroni avevano bisogno della guerra per uscire dalla crisi in cui versa il sistema imperialista mondiale, gli operai invece hanno bisogno di organizzare la loro guerra per farla finita con questo sistema, devono mettere in campo la loro politica che oggi è lotta per il lavoro, il salario, i diritti, per un altro governo operaio.

Gli operai coscienti non sono soldatini nelle mani dei padroni, ma una classe internazionale che non ha nulla da perdere se non le catene del lavoro salariato e il compito storico di costruire un nuovo potere nelle mani degli operai. Per questa prospettiva dobbiamo tornare a lottare contro governo guerra e carovita, contro il peggioramento delle condizioni di lavoro in fabbrica (salario,
sicurezza, precarietà), costruendo l’organizzazione autonoma degli operai, il sindacato di classe per resistere e il partito comunista della rivoluzione per passare all’attacco.

La seconda assemblea nazionale proletaria anticapitalista che si terrà il 18 febbraio a Roma è lo strumento concreto per collegare ed elevare la lotta, dal particolare al generale, per mettere al centro la difesa degli interessi della classe operaia, contro il governo che manda le armi e taglia la spesa sociale, lotta nelle fabbriche per aumenti salariali in busta paga a fronte dei profitti miliardari dei padroni come nel caso Rocca. Gli operai devono unirsi agli altri settori in lotta in un fronte unico di classe, contro il fronte di padroni e governo, per cambiare i rapporti di forza, e avanzare nella coscienza comune che è l’intero sistema dei padroni che genera, guerra, miseria e repressione che deve essere superato.

Slai Cobas per il sindacato di classe Proletari Comunisti
info e contatti: via Marconi 1 Dalmine sindacato di classe@gmail.com 3397313300
  







sabato 4 febbraio 2023

4 febbraio - INFO SOLIDALE

 

collettivofabbricagkn


Un altro mese senza stipendio: mancano quattro mensilità, comprendendo la tredicesima. Nonostante i 56 decreti ingiuntivi approvati da 5 giudici differenti, con altri probabilmente in arrivo.

Alcuni dei decreti ingiuntivi sono esecutivi e via, via, in assenza di pagamento, diventeranno probabilmente pignoramenti.

Non solo ad oggi non è stato pagato nemmeno un euro di dicembre, ma nemmeno sono stati inviati i cedolini delle buste paga. Non solo i lavoratori non sono stati pagati, ma non si sa nemmeno cosa l’azienda ritiene di pagare loro. Ultima comunicazione arrivata dai dipendenti a Qf a riguardo è del 12 gennaio, dove sottolineava che l’azienda avrebbe risolto il problema "in tempi ristrettissimi”.

E non è finita: perché l’8 febbraio sarà nuova giornata di busta paga, quella di gennaio: 300 famiglie lasciate quindi nel nulla e nel non detto. Danno psicologico, morale, professionale a un intero territorio: posti di lavoro bruciati, competenze disperse, un accordo quadro non rispettato, 17.000 voti di una consultazione popolare calpestati. In questo nulla, resiste il presidio e l’assemblea permanente.

Ovviamente attaccate da Borgomeo, perché sono elemento di chiarezza e di concretezza, in un contesto di estrema opacità.

Il 20 dicembre il Collettivo di Fabbrica e la Rsu hanno presentato il proprio prospetto industriale. La Regione sta facendo scouting pubblico mentre il Governo è assente e non pervenuto.

Qf ha la possibilità di raggiungere una cassa integrazione per riorganizzazione accompagnandola a un accordo di messa a disposizione dello stabilimento, fugando così il dubbio legittimo che l’attuale proprietà stia agendo come testa di legno della precedente proprietà.

Sebbene sia stato fissato un calendario di incontri tecnici serrati per stilare tale accordo, Qf si è sottratta facendo saltare tale calendario.

PROSSIME TAPPE:

abbiamo chiesto comitato di proposta e di verifica in presenza tra l'8 e il 10 febbraio

giornate di convergenza campale presso il presidio permanente l'11 e 12 febbraio

accordo per la messa a disposizione dello stabilimento con collegata cassa integrazione di riorganizzazione

#insorgiamo



4 febbraio - FORMAZIONE OPERAIA 6 FEBBRAIO: COLLEGARSI - PARTECIPARE

 


venerdì 3 febbraio 2023

3 febbraio - PALERMO VERSO ASSEMBLEA PROLETARIA ANTICAPITALISTA 18 FEBBRAIO ROMA

 




3 febbraio - MOZIONE OPERAIA CONTRO LA GUERRA: VERSO ASSEMBLEA PROLETARIA ANTICAPITALISTA 18 FEBBRAIO ROMA

 

Mozione operaia


NO alla guerra imperialista

NO alla partecipazione italiana alla guerra

NO all’aumento delle spese militari

No al carovita


Noi lavoratori e lavoratrici esprimiamo la netta opposizione al nuovo decreto del governo Meloni e alle mozioni del parlamento che supportano l’invio di armi, equipaggiamenti al teatro di guerra dell’Ucraina. Una decisione che alimenta la guerra, la corsa al riarmo e prosegue nella politica di violazione dell’Art. 11 della Costituzione, con cui l’Italia ripudia la guerra come mezzo di soluzione delle controversie tra Stati.


Noi lavoratori e lavoratrici condanniamo fermamente l’invasione imperialista di stampo neozarista della Russia di Putin dell’Ucraina, cos come l’azione guerrafondaia dei governi Usa/Nato/Ue, Italia compresa, volta a portare le truppe occidentali e Basi militari ai confini della Russia, usando l’Ucraina di Zelensky, nel cui governo ed esercito sono presenti i nazisti, come ‘cavallo di Troia’ e pedina di guerra; una situazione che può sfociare in una terza guerra mondiale e nell’uso del nucleare.


Siamo contro questa guerra tra banditi capitalisti per il profitto e per il controllo mondiale delle materie prime, le fonti energetiche, le vie geostrategiche.


Siamo solidali con le masse ucraine sotto le bombe e in fuga e con chi in Russia si oppone all’invasione e alla guerra.


Siamo contro ogni scaricamento dei costi e degli effetti di questa guerra sui lavoratori e le masse popolari già colpite dalla crisi economica.


Siamo contro l’uso delle Basi militari italiane come basi di guerra e presenza di armi nucleari.


Chiamiamo tutti i lavoratori e lavoratrici e tutte le organizzazioni sindacali a sottoscrivere questa mozione e a scendere in campo con assemblee, manifestazioni, fino allo sciopero generale, per mettere fine alla partecipazione italiana alla guerra ed essere al fianco di tutti i proletari e masse popolari che si oppongono alla guerra interimperialista in tutti i paesi del mondo.




mercoledì 1 febbraio 2023

A CARTE SCOPERTE. LE OPERAIE ALLA BERETTA LOTTANO CONTRO LE DURE CONDIZIONI DI LAVORO E I PIANI DELL’AZIENDA CHE USANDO L’APPALTO (IMBROGLIO) CERCA DI ELIMINARLE SILENZIOSAMENTE

PER RIPRENDERE LE LINEE DI LAVORAZIONE 4,5 E CONTROLLO ISOLE. PER L'UNITÀ DI TUTTELE OPERAIE DELLA BERETTA DIVISE DAI CONTRATTI PRECARI.

La lotta delle operaie in appalto alla Beretta, guarda a tutte le operaie e alla loro condizione. Dalla difesa della salute e del posto di lavoro in fabbrica, all’unità con le altre realtà che lottano, nella partecipazione all’Assemblea Nazionale del 18 febbraio a Roma.

 

A cominciare dalla difesa della salute. Le operaie in sciopero hanno denunciato ‘basta non ce la facciamo più a correre tutto il giorno, al freddo, cosi ci rompiamo solo la schiene’ proprio mentre sono usciti i nuovi dati INAIL sul forte aumento degli infortuni e delle malattie professionali.

E contro la repressione in fabbrica, fatta di comportamenti discriminatori, arroganti, antisindacali, come i 50 euro dati a dicembre come gratifica solo alle operaie che non  hanno scioperato, o facendo leva sul doppio carico che le operaie e mamme della fabbrica, hanno nell'assistenza ai figli ad es., con una vera e propria rappresaglia fatta di  cambi di turno e di orari, improvvisi e personalizzati, per mettere in difficoltà le lavoratrici scomode, obbligarle a fare i salti mortali con le baby sitter. E naturalmente dei tentativi falliti di ostacolare lo sciopero, sfociati, davanti alla fermezza delle operaie, in un frustrato

1 febbraio - VOLANTINAGGIO ACCIAIERIE D'ITALIA E APPALTO TARANTO

 se ne parlerà il 18 all'APA a Roma


Roma e dopo Roma .. e ora?

Lo Slai Cobas per il sindacato di classe esprime protesta e netta insoddisfazione per gli esiti dell'incontro romano Governo Meloni/Urso e AM e di quello di ieri sindacati confederali Morselli/Acciaierie.

Governo e Azienda hanno  risposto negativamente alle istanze ed esigenze espresse dai lavoratori nelle assemblee e nello sciopero

Il comportamento del governo e di ArcelorMittal continua ad essere arrogante, reticente sugli effettivi piani e soprattutto sugli effetti verso i lavoratori, nessuno smentisce che la prospettiva per loro è di migliaia di esuberi nell'ordine di 2500 lavoratori, permanenza della cassaintegrazione nonostante aumenti della produzione con ricadute gravissime nell'appalto (altro che rientro delle attuali Ditte in sospensione...che doveva avvenire a metà gennaio), e mancato rientro dei lavoratori attualmente in cassintegrazione Ilva AS .

Il governo dice : Si' al decreto, Si' alla Morselli, Si' ai soldi senza garanzia all'azienda, Si' allo scudo penale; No all'estensione dell'intervento pubblico e a ipotesi di nazionalizzazione.

Ha detto a Roma ai sindacati di presentare proposte di modifica del decreto, ma al Tavolo convocato il 27/1 per questo, chi ha fatto da padrona è stata la Morselli che ha chiesto si’ modifiche ma per peggiorare il decreto, affinchè le aziende siderurgiche abbiano mano libera, si riconosca il “principio di libertà dell’iniziativa economica privata“; che sia il socio pubblico a mettere i soldi per il rafforzamento patrimoniale dell’azienda perchè ArcelorMittal ha gia’ dato; che la confisca, il sequestro di impianti inquinanti o pericolosi non deve riguardare siti di interesse strategico.

Che fare allora?

rilanciare la lotta unitaria degli operai, ma su questo i sindacati confederali e l’Usb dopo Roma stanno facendo “furia francese e ritirata spagnola”, e si continuano a fare Tavoli inutili, per gli operai: alle “alte grida” di Roma corrispondono miseri fatti.

Nello stesso tempo gli obiettivi portati ai Tavoli: aumento dell’intervento pubblico e maggiore produzione mettono in ombra i veri obiettivi e i veri interessi dei lavoratori su cui bisogna ottenere risultati concreti:

rientro di tutti i lavoratori delle ditte dell’appalto sospesi a seguito della lettera della Morselli;

richiesta secca di integrazione salariale per tutti gli operai cassintegrati esistenti attualmente;

rientro di tutti i cassintegrati; effettiva ambientalizzazione della fabbrica sotto il controllo operaio;

All’appalto contratti a tempo indeterminato e contratto unico metalmeccanico con clausola sociale;

Si deve aprire una nuova trattativa con l’azienda ma nella quale

1 - riprendere i contenuti e le rivendicazioni già decise nel coordinamento nazionale delle Rsu FIM/FIOM/UILM di questa estate e quelli posti dalla piattaforma operaia proposta dallo slai cobas sottoscritta alle portinerie da oltre 400 lavoratori unita alla ripresa della lotta per aumenti salariali a fronte del carovita/carobenzina ecc

2 - decidere una giornata di sciopero generale dei lavoratori acciaierie/appalto estesa a tutti i metalmeccanici a tutte le categorie in sofferenza che fermi davvero fabbrica e città

3 – chiamare a questo le masse popolari tarantine che hanno bisogno di lavoro, reddito, salute altro che Accordo di programma come quello firmato da Emiliano e Melucci a Roma fatto non di aria buona, ma di ‘aria fritta’

Chiaramente lo Slai Cobas lavora per iniziative autorganizzate dal basso sulle condizioni e le problematiche esistenti nei reparti e nelle varie ditte dell’appalto e assemblee generali di tutti i lavoratori all’esterno delle portinerie

Occorre un cambio, gli operai lo devono capire, perchè non va bene neanche tra gli operai accettare lo stato di cose esistente non partecipare agli scioperi o incazzarsi a Roma, parlare a Roma di continuazione e indurimento della lotta, poi venire Taranto e accettare che tutto continui come prima.

Lo Slai Cobas porterà la questione di una manifestazione nazionale a Taranto in occasione dell’assemblea nazionale anticapitalista che si tiene a Roma il 18 febbraio dove partecipano rappresentanti di altre fabbriche e realtà di lotta in Italia – info per part. Wa 3519575628

SLAI COBAS per il sindacato di classe ex Ilva Taranto via Livio Andronico 47 ta -- slaicobasta@gmail.com tel 3475301704 WA 3519575628


1 febbraio - info: FRANCIA: GRANDE PARTECIPAZIONE ALLO SCIOPERO NAZIONALE CONTRO LA RIFORMA DELLE PENSIONI DI MACRON

 

In Francia si è registrata una grande partecipazione alla giornata di sciopero e mobilitazione lanciata da sindacati e movimenti  contro la riforma delle pensioni. Adesioni in aumento rispetto al primo appuntamento, già molto partecipato, del 19 gennaio scorso, secondo il sindacato francese Cgt: 200 le manifestaioni in tutto il Paese, mentre in piazza oggi a Parigi sono scesi almeno mezzo milione di manifestanti.

Tensioni con la polizia si sono registrate nella capitale fin dall’inizio della manifestazione parigina: prese di mira filiali di banca e sedi di assicurazioni e la risposta con gas lacrimogeni da parte della polizia francese. Scontri a fine corteo si sono verificati soprattutto dietro allo spezzone degli Invalides e a place Vuban, punto di arrivo del corteo.



martedì 31 gennaio 2023

31 gennaio - info fabbriche: Licenziamenti annunciati per 472 lavoratori dell’industria degli occhiali Safilo

 

Ai 206 tavoli di crisi presentati dalla Cisl con il suo primo “cruscotto sui metalmeccanici” bisogna aggiungere quello che molto probabilmente si aprirà per la Safilo, che ha comunicato “prima alla stampa che ai dipendenti che non considera più strategico lo stabilimento di Longarone” e quindi i suoi 472 lavoratori, più i tanti dell’indotto.

Dopo aver assicurato in passato che “quel sito avrebbe dovuto diventare il «gioiellino della produzione di occhiali in metallo».”

Stiamo parlando di una fabbrica nata sulle macerie di una disgrazia: “è stata costruita coi soldi della ricostruzione del Vajont”, ma arriva lo stesso la comunicazione dei licenziamenti che ha fatto tanto arrabbiare la Cgil! “Nel 2019 l’ad dell’azienda ci aveva detto che, grazie ai sacrifici imposti allora, la sede di Longarone sarebbe rinata. Come può oggi venirci a dire che sarà l’unica di quattro fabbriche a essere chiusa? Quella fabbrica è stata costruita coi soldi della ricostruzione del Vajont».

Una fabbrica che ha i conti, e i profitti, a posto! 1 miliardo di ricavi nel 2022, in crescita dell'11,1% a cambi correnti e del 4,2% a cambi costanti rispetto ai 969,6 milioni registrati nel 2021. Come riporta la stampa.

Il fatto è che la gigantesca ristrutturazione economica, messa in atto nel mondo dai padroni, non conosce mezzi termini e continua imperterrita.

È la risposta degli operai a questo stillicidio che deve essere messa in campo prima possibile!


31 gennaio - Il governo Meloni sferra un altro attacco ai diritti dei lavoratori: contratti a termine senza limiti e senza causali. DI PRECARIETÀ SI PARLERÀ ALL'APA 18 FEBBRAIO A ROMA

 

Dopo l’introduzione dei voucher con la legge di bilancio, nei prossimi giorni il governo Meloni si appresta a fare altri favori ai padroni liberandoli dai “vincoli” che erano posti ai contratti a termine, vincoli spesso imposti anche da sentenze di tribunale e perfino dalla Corte costituzionale che “è già intervenuta sul Jobs Act di Renzi, per invitare il Parlamento a legiferare in modo più favorevole ai lavoratori per quanto riguarda i risarcimenti nei casi di licenziamenti senza giusta causa.” come riporta il Manifesto del 25 scorso. È chiaro che i “risarcimenti” sono stati introdotti per attutire i colpi dei licenziamenti, ma non hanno risarcito e non possono risarcire un operaio o una operaia che perde il lavoro! Le nuove norme sui contratti a termine dovrebbero essere varate “entro l’inizio di febbraio: via il limite di 12 mesi per i contratti a tempo senza causali, l’ipotesi è tornare a 36 mesi, come ai tempi del governo Renzi e del ministro Poletti. Con la possibilità di ulteriori 12 mesi da affidare ai contratti collettivi. Si allargheranno anche le causali per i rinnovi, che oggi sono legati sostanzialmente alla sostituzione di lavoratori e incrementi temporanei dell’attività.” Alle normali obiezioni che con queste norme si aggrava la precarietà già estesa, visto che in Italia ci sono ufficialmente oltre 3 milioni di lavoratrici e lavoratori in queste condizioni, si affretta a rispondere la ministra del lavoro (della precarietà e della disoccupazione) Elvira Calderone che bacchetta, per giunta! “«Basta considerare la flessibilità solo in chiave negativa, il contratto a termine non è di per sé una forma di precarizzazione»” e di che, se no? qui la ministra dimostra anche perdita di capacità logica! Ma in realtà, la logica è giusta, è quella del capitalismo-imperialismo. “… sembra di tornare alle narrazioni dei tempi della Leopolda. – dice il quotidiano - Senza tenere conto del fatto che, nel 2021 (secondo i dati del rapporto Inapp), solo il 14,8% dei nuovi contratti di lavoro era a tempo indeterminato, mentre il 69,8% era a termine. Numeri che hanno spinto gli stessi autori del rapporto definire il mercato del lavoro italiano «intrappolato nella precarietà».” Segue un piccolo elenco di dichiarazioni dei sindacati confederali, di fatto al servizio del Capitale, che si lamentano e invitano il governo a ripensarci, a discutere, discutere… È invece, necessario passare ai fatti! Lavoratrici e lavoratori, a “tempo indeterminato” o precari, si devono organizzare, a fronte di questi continui attacchi, e unire le lotte contro padroni e i loro governi.

Anche la lotta contro la precarietà sarà argomento dell’Assemblea Proletaria Anticapitalista che si terrà a Roma il 18 febbraio prossimo dalle 10,30 alle 18,30 presso lo Spazio Occupato Metropoliz, di Via Prenestina  913


 


domenica 29 gennaio 2023

29 gennaio - La battaglia per Alfredo Cospito - fuori dal 41 bis ORA!

 Su soccorsorossoproletario.blogspot.com - le iniziative in corso


Lo Slai Cobas appoggia tutte le iniziative in corso in solidarieta' con Alfredo Cospito. E chiama operai, tutti i lavoratori a farsi sentire, prendere posizione, partecipare alle iniziative, perché ciò che lo Stato vuole colpire attraverso Alfredo e i prigionieri politici, è la lotta di classe, rivoluzionaria per rovesciare questo sistema in cui una minoranza, padroni, ricchi, politici corrotti della borghesia deve poter sfruttare, arricchirsi, sulla pelle dei lavoratori e delle masse popolari e la maggioranza deve vedersi negare anche i diritti più elementari del lavoro, del salario, delle condizioni di vita.

SLAI COBAS per il sindacato di classe 


Per i detenuti politici rivoluzionari il 41bis viene applicato con una funzione di vendetta verso coloro che non si pentono, che rivendicano la loro militanza rivoluzionaria (come appunto Alfredo Cospito), e con una funzione deterrente anche verso l'esterno.

Lo Stato borghese, i governi vogliono imporre dentro e fuori la loro "pace sociale" ancora di più oggi nella fase di crisi, partecipazione alla guerra inter imperialista, e ancora di più oggi da parte di un governo Meloni moderno fascista che punta a stravolgere anche i diritti costituzionali, che fa stare nel proprio seno (parlamento, Camera, Senato, governo) personaggi dichiaratamente fascisti, in aperto contrasto con le stesse leggi antifasciste, antirazziste; e che ora con le nuove prossime norme del Min. della giustizia vuole continuare a coprire i politici corrotti, i fascisti, la criminalita' "legale". 

La stessa cattura di Messina Denaro viene usata per rafforzare e dare nuova legittimazione al regime del 41bis e dell'ergastolo ostativo, mettendo sempre sullo stesso piano (vedi le dichiarazioni di Nordio sulle intercettazioni), mafia e terrorismo, intendendo chiaramente per "terrorismo" le organizzazioni, le lotte dei rivoluzionari, dei comunisti, per rovesciare con tutte le armi necessarie questo sistema capitalista, il suo Stato, ai suoi governi.

29 gennaio - FORMAZIONE OPERAIA 6 FEBBRAIO: COLLEGARSI PARTECIPARE