Tavolo
tecnico del Comune su occupazione a Taranto, ecc. - Per fine mese è
convocato dall'Ass. alle Politiche del Lavoro Stamerra un nuovo
Tavolo - Ma occorre chiarezza e fatti nettamente diversi
E'
ben strano (si fa per dire...) che il Comune di Taranto mentre
convoca un Tavolo sull'occupazione, prospettive lavorative, proprio
nei giorni scorsi ha rilanciato il grave progetto di
"esternalizzazione" degli asili comunali e quindi del
personale, nonostante che il primo tentativo era stato rigettato
dalla mobilitazione delle lavoratrici e genitori dei bambini.
Allora,
non esiste che da un lato si fanno parole, e dall'altro si fanno
fatti che peggiorano la realtà di occupazione delle lavoratrici e
lavoratori a Taranto.
Riportiamo
l'intervento che lo Slai Cobas ha fatto nella prima riunione di
questo Tavolo, che denuncia questa contraddizione e indica invece
l'altra strada.
INTERVENTO
DELLO SLAI COBAS
Il
problema qui è che se dobbiamo essere concreti, se dobbiamo dire da
dove partire, beh è un po’ strano che facciamo tutta una serie di
pianificazioni, prospettive eccetera e quando invece abbiamo ancora
tantissimi problemi che vivono i lavoratori.
Le
soluzioni invece che trovarsi vanno sempre indietro, e allora per
essere credibili, il Comune non può con una mano tenere una
situazione molto precaria, penso appunto anche a tutta la quantità
di disoccupati - quì onestamente non è che c’è tanto bisogno
di mappature, basta andare al collocamento, a quello che è rimasto
del collocamento, per capire che sono migliaia e migliaia - e
dall'altra non cambiare decisamente la strada di intervento.
Altrimenti c'è il rischio di fare progetti, ma che questi restano
nel Tavolo e non è che non l’abbiamo visto il passato, magari non
da questo Comune, che questi progetti non hanno portato a nulla.
Inoltre
un'altra grave questione è che ci sono centinaia e anche migliaia
di lavoratori e lavoratrici che stanno da trent'anni in una
situazione precaria e che ora rischiano di andare a condizioni sempre
peggiori. Brevemente, gli asili, per esempio, sono trent'anni che
stanno in una condizione di superlavoro, di pluri mansioni che si
sovrappongono tra servizi di ausiliariato e pulizie e stanno ancora
alla vergogna di tre ore e mezzo, per non parlare del tema della
sicurezza e della salute. Su queste cose, non è che noi non abbiamo
per anni coinvolto il Comune perché è l'ente responsabile della
condizione degli appalti, e parliamo di strutture pubbliche
importanti; però su questo solo dopo tante lotte siamo riusciti ad
ottenere dei minimi risultati, ma per le questioni essenziali di
stabilizzazione, di aumento dell'orario, a nessuno importa.
Qui
c’è il rappresentante del cimitero in cui c'è una situazione
diciamo di malavita, tanto per cominciare, e poi di un carico di
lavoro eccessivo che pesa su pochi. Noi lo abbiamo posto spesso
questo problema, e quindi chiedo che anche questo tema venga
affrontato.
Il
problema più generale è che, quando si tratta di una situazione di
appalti assolutamente necessari, permanenti, strutturali, per cui
senza quel servizio non possono andare avanti, si deve affrontare un
percorso di internalizzazione, da parte del Comune.
Figuratevi
se non apprezzo e non do credito alle parole dell'assessora, però
il problema è del Comune, del sindaco, della giunta nel suo
complesso. Io mi fido se vedo dei cambiamenti e dei passi avanti,
cosa che purtroppo almeno non su queste questioni, non sono avvenute,
non ci stanno, anzi si fanno dei passi indietro. Noi abbiamo avuto in
passato un'esperienza di internalizzazione per quanto riguardava una
società mista, allora si chiamava 'Taranto Servizi', e andò bene.
Così
per quanto riguarda la formazione. Si dice che la formazione deve
essere legata a prospettive di lavoro. Anche su questo, almeno 7-8
anni, dopo una lunga battaglia di disoccupati a Taranto (perché
senza la lotta non ci sono risposte) noi per la prima volta riuscimmo
a conquistare un corso di formazione, tra l'altro pagato per la prima
volta, strettamente legato allo sbocco lavorativo che in quel caso
era la raccolta differenziata, e in effetti una parte di loro è
entrata e tutt'ora lavora, anche se in condizioni terribili, ma
questo è un altro argomento. Allora quando parliamo di formazione
non è che dobbiamo rimanere su parole generiche o generali,
dobbiamo dire; e va ripresa quell'esperienza parzialmente positiva,
però rimasta a 7-8 anni fa.
Si
dice Taranto, Taranto, Taranto, ma basta andare in giro per vedere
che qui non è che ci dobbiamo inventare chissà che prospettive
lavorative, occupazionali eccetera, ce ne sarebbero a iosa, dalla
pulizia alle strade, eccetera. Ci sono lavori stradali,
infrastrutturali in corso che si stanno facendo in funzione
essenzialmente dei giochi del Mediterraneo, ma su questo, quando si
va nel concreto, in questi lavori quanti disoccupati di Taranto
vengono impiegati? C’è un obbligo nelle gare di appalto del
Comune per cui la ditta X che deve fare queste strade, eccetera deve
assumere i disoccupati a Taranto? O una buona percentuale di essi?
Non mi risulta che questo c’è. Noi l’abbiamo posto anche in
passato come una delle soluzioni occupazionali, ma non si è fatto
nulla. Quindi se vogliamo fare un discorso concreto le vie ci sono.
Però il Comune si deve assumere le sue responsabilità.
Un’ultima
cosa. Il problema Ilva, il problema di eventuali futuri esuberi che
tutti pongono, sia il Governo sia gli ipotetici futuri proprietari
che vogliono comprare l’Ilva a un euro. Da parte del Comune c’è
una sorta di piano molto futuribile di alternative lavorative per chi
restasse fuori, che sarebbero migliaia, si parla di almeno
cinquemila. Bene, noi siamo nettamente contrari, se fosse questa la
strada noi siamo nettamente contrari. I lavoratori dell'Ilva devono
restare in Ilva, perchè con formazione reale, qualificata, hanno da
fare parecchio nella bonifica della fabbrica e dell’area
industriale; devono stare, come si dice, sotto un unico padrone, sia
quelli che stanno in produzione sia quelli che fanno le bonifiche.
Diversamente il Comune in quella maniera, insieme anche alle
intenzioni del Governo eccetera, di fatto rischia di sviluppare a una
guerra fra poveri, perché, ammesso e non concesso - perché
consentitemi ma quei piani credo non siano poi realistici – però,
ammesso e non concesso, perché mai quei lavori non dovrebbero
andare a disoccupati a Taranto e invece dovrebbero andare a
dequalificare di fatto gli operai dell’Ilva e delle ditte
dell’appalto che avrebbero da fare tanto anche in una situazione di
ridimensionamento.
E
allora anche qui, io vedo ancora una contraddizione tra gli atti, le
cose che fa questa giunta e il sindaco Bitetti e le buone intenzioni
che si annunciano.
Quindi,
o cominciamo a mettere le mani e a risolvere, dare risposte alle
situazioni degli appalti comunali, che sono, ripeto, ultraprecari, in
condizioni anche salariali vergognose. (Faccio una parentesi: sta
nelle prospettive il fatto che il Comune di Taranto (e in parte anche
altri Comuni) pongano la questione del salario minimo? Questo non è
stato fatto); o si affrontano queste questioni, altrimenti purtroppo
siamo davanti a parole, Tavoli che non producono di fatto risultati.
Quindi
in questo senso, se è così noi ci stiamo, se non è così,
arrivederci.