Dal primo luglio circa cinquanta di dipendenti dovranno tornare all’orario pieno di otto ore. Si alza ancora la tensione dopo il congelamento dei tagli. I sindacati: l’azienda ci sta facendo la guerra.
Si alza la tensione nello stabilimento di Solaro, dove ieri è stata comunicata la cancellazione del part time. I sindacati attaccano duramente Electrolux
Altro che tregua: "Electrolux ci sta facendo la guerra e noi risponderemo a tono". Si alza la tensione nello stabilimento di Solaro dove ieri è stata comunicata la cancellazione del part time per i lavoratori (soprattutto donne) che ne hanno finora usufruito, una cinquantina in tutto. Dal primo luglio dovranno tornare all’orario pieno di 8 ore anziché le 6 attuali, in uno scenario in cui l’azienda ha annunciato 1.719 licenziamenti per la riduzione del mercato e solo 4 giorni fa a Roma, al ministero del Lavoro e del Made in Italy, ha concordato un congelamento del piano per 50 giorni.
"L’incoerenza di questa azienda si dimostra ancora una volta, Electrolux decide di sferrare l’ennesimo schiaffo violento alle lavoratrici e ai lavoratori", scrivono in un comunicato congiunto le Rsu Fim, Fiom e Uilm dello stabilimento di Solaro. Quello che i lavoratori e le lavoratrici della fabbrica di Solaro definiscono "un colpo basso" è arrivato nella tarda mattinata di ieri senza alcun preavviso. "È un vero e proprio atto di guerra, altro che tregua", hanno riferito Rosy Cuomo, Angela Laprocina e Rosanna Nappo, rappresentanti sindacali interne all’azienda, che riferiscono di una rabbia crescente tra i dipendenti. La nota diffusa qualche ora dopo dalle organizzazioni sindacali parla di "comportamento di una gravità inaudita, privo di qualsiasi etica industriale e responsabilità sociale". La decisione di annullare i part time arriva alla vigilia di una settimana in cui la fabbrica sarà sostanzialmente ferma 3 giorni su 5: lunedì per la festa patronale di Solaro, il 25 e il 26 giugno con l’applicazione di permessi annui retribuiti collettivi per riduzione di volumi di produzione.
"Come può la stessa azienda che impone giornate di chiusura decidere di togliere il part time a lavoratori e lavoratrici che lo hanno chiesto per esigenze familiari, per assistere minori, anziani o disabili? Per giunta lo fa con una settimana di preavviso a luglio, quando poi gli oratori e i centri estivi chiudono e le badanti non si trovano", spiegavano ieri mattina alcune delle lavoratrici toccate dal provvedimento. Ma a tenere alta la tensione nello stabilimento di Solaro ci sono anche altre decisioni prese dalla direzione aziendale, come quella di fissare corsi di formazione proprio nelle giornate di chiusura con par collettivo. Secondo i sindacati questi atteggiamenti dell’azienda sono deliberati per creare malcontento tra i lavoratori in vista dell’introduzione del passaggio dal lavoro su turni a quello a giornata, che fa parte del piano presentato al ministero e teoricamente congelato. Ma l’impressione è che qui in realtà stia diventando tutto caldissimo.




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