venerdì 31 luglio 2020

31 luglio - da tarantocontro: Il testo dell'esposto contro ArcelorMittal per uso illegittimo di CIG COVID - L'INPS HA GIA' AVVIATO ACCERTAMENTI


Questo è il testo dell'esposto presentato 
dallo Slai Cobas per il sindacato di classe 
alla Procura, all'Inps, all'Ispettorato del 
Lavoro.

L'INPS ha già convocato la rappresentante dello Slai 
Cobas, che
 
ha fornito ulteriori elementi.
*****
PROCURA DELLA REPUBBLICA PRESSO IL TRIBUNALE DI TARANTO
Esposto – Denuncia
La sottoscritta
espone quanto segue :
ArcelorMittal Italia, nello stabilimento di Taranto il 6 luglio, senza accordo sindacale, ha rinnovato la cassintegrazione COVID 19 per 8152 lavoratori fino, per il momento, al 2.8.202
Questa
1) La cassintegrazione era stata già programmata come ordinaria e attuata da ArcelorMittal dal 1 luglio 2019, indipendentemente, quindi, dall'emergenza pandemia, per crisi del mercato dell’acciaio. Pertanto gli operai interessati erano già in cassintegrazione ordinaria prima del lockdown
2) ArcelorMittal ha continuato – da luglio 2019 a metà marzo 2020 - a prorogare la cassintegrazione ordinaria; con l'uscita del decreto “Cura Italia”, in data 25.3.20 ha comunicato che la cig, senza soluzione di continuità, passava da cassintegrazione ordinaria a cassintegrazione per Covid-19, proseguita poi fino a tutto il 2.8.20, e interessando tutti gli 8152 lavoratori in forza nello stabilimento di Taranto (allegato).
3) Mentre AM poneva in cig Covid, chiedeva ed otteneva in data 4 aprile 2020 la deroga per continuare a produrre, e poi a commercializzare, nel pieno periodo di lockdown. Unica fabbrica in Europa che, non facendo produzione essenziale, ha continuato a far lavorare ben 5000 lavoratori (3000 diretti e 2000 appalto)
Pertanto, da un lato ha continuato a produrre, ponendo a rischio i lavoratori (alcuni sono risultati positivi al COVID), dall'altro ha utilizzato la cig per Covid.

giovedì 30 luglio 2020




CONTINUA FINO AL 3 AGOSTO LA CAMPAGNA ‘INDIA’
-TRA I LAVORATORI CHE RACCOLGONO LA PAROLA D’ORINE DELLA LIBERAZIONE DEI PRIGIONIERI POLITICI
-IN RISPOSTA ALLE MINACCE DIRETTE ALLO SLAI COBAS DAI SEGUACI DI MODI ARRIVATE IERI VIA TELEFONO








Va a segno suscitando interesse e sostegno, la campagna per la liberazione di Varavarao e Saibaba, portata tra i lavoratori, molti immigrati dall’India e tra le masse popolari.
Ma colpisce anche gli amici locali di Modi, che si sono fatti vivi contro lo Slai

mercoledì 29 luglio 2020

29 luglio - da Slai Cobas sc Taranto: vasta eco sulla stampa a Taranto della campagna per la liberazione dei prigionieri politici in India


Anche Taranto nell’appello internazionale per liberazione intellettuali indiani

Lo Slai Cobas per il sindacato di classe sostiene il rilascio immediato del poeta-scrittore Varavara Rao e del professore universitario Saibaba

Redazione
pubblicato il 28 Luglio 2020, 19:22

Anche lo Slai Cobas per il sindacato di classe di Taranto, aderisce all’appello internazionale per il rilascio immediato del poeta-scrittore Varavara Rao e del professore universitario Saibaba.
“Sono artisti e intellettuali ben noti e apprezzati dal popolo indiano. La pandemia si sta espandendo in India. È in questo contesto che un dramma nel dramma è quello dei prigionieri politici che rischiano la vita e la salute nelle carceri. Varavara Rao è affetto da COVID 19 e Saibaba è un paralitico. Oltre 130 noti intellettuali hanno firmato un appello lamentando che il deterioramento delle condizioni di salute del Prof. GN Saibaba e Varavara Rao e lo scoppio di CoVid19 nelle carceri mettono in pericolo la loro vita e chiedono il loro rilascio immediato su cauzione. Petizioni simili sono state firmate in Bangladesh e da gruppi di Pms indiani, in Grecia, in Italia e in vari altri paesi Tutti chiedono il loro rilascio immediato!” si legge in una nota del sindacato di classe.
Sono oltre 130 gli intellettuali noti di tutto il mondo hanno fatto appello al Presidente dell’India e al Presidente della Giustizia dell’India per la liberazione del professor G.N. Saibaba e l’attivista Varavara Rao che si trovano nelle carceri del Maharashtra in mezzo all’esplosione del COVID-19.

martedì 28 luglio 2020

29 luglio - da tarantocontro: ArcelorMittal - Cig x Covid Illegittima - Riduzione orario di lavoro a parità di paga - Cig al 100% - L'azione e le proposte dello Slai Cobas


29 luglio - Grande giornata di lotta degli Assistenti igienico-personale siciliani a Palermo il 27 luglio


Centinaia di Assistenti igienico personale ieri 27 luglio hanno animato una combattiva manifestazione regionale che è durata tutto il giorno fino a sera, “assediando” il palazzo dell’Assessorato Famiglia/Lavoro contro il licenziamento di massa di migliaia di Assistenti in tutta la Sicilia e il grave attacco ai diritti degli studenti disabili.
Insieme agli Assistenti di Palermo e comuni della provincia come Monreale, Partinico, Termini Imerese, Caccamo, Bolognetta Bagheria, Cinisi… in piazza delegazioni da Catania, Caltanissetta, Gela, Agrigento, Enna/Piazza Armerina, Messina e comuni limitrofi… presenti anche madri di studenti disabili e altri lavoratori solidali.


Denuncia al megafono continua, slogans, cartelli, striscioni una piazza molto viva e determinata contro le scelte disastrose della Regione Siciliana che in combutta con altre Istituzioni, come il MIUR,   vuole di fatto licenziare 2000 lavoratrici e lavoratori che si occupano degli studenti disabili gravi e gravissimi nelle scuole di ogni ordine e grado da quasi 25 anni, seppur in condizioni sempre più precarie e con salari sempre più miseri che peraltro con il Covid si sono ulteriormente aggravate.
La Regione, e in particolare l’assessorato alla Famiglia, al Lavoro e alle politiche sociali, ha deciso, per scellerate politiche di risparmio sui servizi, di non voler più tenere conto delle leggi pienamente esistenti, sia a livello regionale che nazionale.
Dopo quasi due mesi di lotta che ha visto estendersi le iniziative di protesta degli Assistenti da Palermo ad altre città e comuni della Sicilia, la convergenza della lotta nella manifestazione del 27.




La notizia dell’assenza dell’Assessore Scavone, che da metà Giugno  non ha dato seguito all’impegno preso a parole di aprire un  tavolo di emergenza, ha scatenato forti proteste portando ad un incontro con il Dirigente del Dipartimento Lavoro.


















https://www.facebook.com/lia.rosa.7/videos/10216753984872493/UzpfSTEwMDAwOTIxMTY5NzA3MToyNTk4MTA0NTM3MTczMjQ0/?id=100009211697071





Alla notizia di una delibera approvata dalla Giunta del governo Musumeci, su proposta di Scavone, presentata come la soluzione del problema, ma alquanto ambigua e che, parandosi sempre dietro la questione del parere del CGA, non pone affatto in modo chiaro la ripresa del servizio da settembre e la questione del rendere stabile e definitivo  il servizio con gli Assistenti igienico-personale specializzati che non sono affatto " il doppione" dei Collaboratori Scolastici, che nelle scuole possono fare solo assistenza di base e generica,   i rappresentanti Slai Cobas Palermo, SGB Caltanissetta e Cobas Scuola Palermo, alcuni Assistenti di Catania e di Gela e madri presenti hanno detto tutti No e hanno chiesto immediata apertura del tavolo di emergenza restando ad occupare il palazzo fino a quando non sarebbe arrivata la convocazione del tavolo, mentre fuori  il presidio è continuato ininterrottamente con le lavoratrici in prima linea e i lavoratori che, anche accusati da carabinieri e digos di avere tentato di rompere un cancello del palazzo, senza farsi affatto intimidire hanno protestato a gran voce all’arrivo del blindato antisommossa della polizia.


Lo spiacevole episodio dell’arrivo del Sindaco di Messina De Luca, chiamato dai sindacalisti Fiadel, (che in questa occasione hanno svelato chiaramente da che parte stanno), che ha suscitato la più che legittima e forte contestazione in particolare delle lavoratrici e  lavoratori dello Slai Cobas sc contro il tentativo di strumentalizzare la manifestazione per fare becera campagna elettorale e per cui hanno abbandonato la piazza, non ha intaccato il risultato finale della manifestazione.



https://www.facebook.com/lia.rosa.7/videos/10216755240823891/UzpfSTEwMDAwOTIxMTY5NzA3MToyNTk4MzY4ODUwNDgwMTQ2/?id=100009211697071


Questa manifestazione è stata un importante passaggio di un percorso di lotta, inserito anche nell'ottica del Patto d'azione per la costruzione di un fronte unico di classe, è stato diffuso il volantino,  che sta via via imponendo a livello politico, mediatico, in termini di solidarietà… la necessità e giustezza di questa lotta che va avanti e che si deve collegare a tutte le lotta contro licenziamenti e attacco al diritto di lavoro. 

La forza della giornata ha costretto il palazzo a organizzare il tavolo con Assessore Scavone, USR Sicilia, la cui data è stata comunicata di sera a chi occupava il palazzo fin dalla mattina e solo in quel momento si è sciolto il presidio.

LA LOTTA VA AVANTI…  Giovedì 30 luglio nuova manifestazione all’Assessorato dalle ore 11,00.

Slai Cobas per il sc. Palermo/Sicilia



domenica 26 luglio 2020

26 luglio - «Basta appalti, la sanità pubblica non si può reggere sullo sfruttamento»


Massa-Carrara - Un presidio in solidarietà dei lavoratori e delle lavoratrici del Cup, da settimane in stato di agitazione per scongiurare una nuova gara d'appalto e ottenere così la stabilizzazione dei loro contratti. Ieri mattina, fuori dal centro di via Bassa Tambura, alcuni cittadini, in particolar modo militanti della sinistra, hanno realizzato un sit in per manifestare la propria vicinanza ai lavoratori coinvolti nella vertenza.
«Basta appalti, basta esternalizzazioni e precarietà. I servizi al cittadino per la sanità pubblica non possono poggiare su sfruttamento dei lavoratori e contratti umilianti - scrivono in una nota i lavoratori e le lavoratrici autorganizzati di Massa-Carrara - Questi lavoratori stanno lottando perché da anni la Asl li tratta come lavoratori fantasmi, esistono, lavorano, rischiano ma non sono come gli altri lavoratori, nonostante svolgano un servizio essenziale per il servizio sanitario come abbiamo avuto modo di constatare chiaramente nei giorni dello sciopero con la paralisi di molti servizi sanitari. Non può esserci una sanità pubblica efficiente senza un servizio di prenotazione e di sportello efficiente. Il lavoro deve essere sempre rispettato senza distinzione». «Questa vertenza è l'ennesima dimostrazione delle contrattazioni a ribasso dei diritti del lavoro – commenta Andrea Guadagnucci del Pci – Ai continui elogi agli eroi della sanità non è seguito il degno riconoscimento del lavoro svolto in questo periodo di emergenza».

sabato 25 luglio 2020

25 luglio - PALERMO 27 LUGLIO manifestazione regionale Assistenti igienico-personale


PALERMO, MESSINA, CATANIA, CALTANISSETTA, AGRIGENTO, ENNA/PIAZZA ARMERINA... E ALTRI COMUNI SICILIANI...

TUTTI IN LOTTA IL 27 LUGLIO IN DIFESA DEL DIRITTO AL LAVORO DI MIGLIAIA DI ASSISTENTI IGIENICO PERSONALE IN SICILIA E DEL DIRITTO ALLO STUDIO E ALL'ASSISTENZA SPECIALIZZATA DI MIGLIAIA DI STUDENTI DISABILI SICILIANI

INVITIAMO TUTTI AD ADERIRE, SOLIDARIZZARE, UNIRSI IN PIAZZA


25 luglio - I PADRONI VOGLIONO TOGLIERE IL BLOCCO DEI LICENZIAMENTI........IL GOVERNO LI VUOLE AGGIRARE


I padroni dicono un chiaro NO al blocco dei licenziamenti utilizzando tutti gli argomenti possibili, primo tra tutti, che prima o poi il blocco finisce e ci troveremo un'ondata simultanea di licenziamenti.
E qui i padroni parlano di 1 milione, 1,5 milioni di persone.
Sono i padroni stessi che usano l'argomento "piuttosto che tenerli in organico si prendano la Naspi"; e nello stesso tempo fanno dire dai loro consulenti che sono meglio alcune alternative, il passaggio al part time, una contrattazione di secondo livello per ridurre il costo del lavoro. I padroni, poi, dicono che mantenere questo blocco limita la "libertà di impresa" e le stesse "rischiano il fallimento".
Il governo sta cercando di andare incontro alla richiesta dei padroni, rimuovendo il blocco con provvedimenti che diano ulteriori sgravi e soldi ai padroni, senza avere garanzia che i padroni a fronte di questo accettino di tenere in organico in diverse forme i lavoratori dichiarati "eccedenti".
I lavoratori, quindi, non possono ne accettare la fine del blocco dei licenziamenti finchè non c'è un lavoro certo ne ulteriori peggioramenti in termine di orari, salari, diritti, condizioni di lavoro, salute.
Non c'è alternativa al rilancio forte, possibile solo con una lotta generale per la riduzione dell'orario di lavoro a parità di paga e il salario garantito.

Slai Cobas per il sindacato di classe - coordinamento nazionale

24 luglio - FEDEX REPRESSIONE


Ancora guardioni armati di taser e carabinieri contro il lavoratori in lotta alla Fedex di San Giuliano Milanese
Ancora una volta nella notte tra l 23 e il 24 luglio i padroni delle Fedex utilizzano il loro piccolo esercito privato di guardioni , questa volta armati di taser, coordinandosi con i carabinieri per aggredire violentemente i lavoratori .
I licenziati politici della Fedex hanno deciso, con una coscienza e una determinazione ammirevole, che la resistenza e la lotta sono  le  loro uniche  armi per riavere il loro posto di lavoro.
Uno sciopero che ancora una volta ha visto come protagonisti i lavoratori di tutta la filiera nazionale della TNT da Napoli a Roma da Firenze a Brescia e Milano organizzati nel Sicobas.
Stasera, dopo una presenza davanti ai cancelli dell' hub di Peschiera Borromeo avevano deciso, con il supporto di numerosi compagni e compagne del Patto d'Azione per un fronte anticapitalista di andare a presidiare il magazzino di San Giuliano in via del Tecchione affittato dalla Tnt per evitare la pressione dei lavoratori in lotta.
Proprio a San Giuliano nelle scorse settimane avevamo denunciato l'aggressione di una quarantina di bodyguard che ben al di fuori dei cancelli e quindi dello loro normale zona di competenza avevano aggredito violentemente e spintonato i lavoratori e i solidali in lotta.

24 luglio - INCHIESTA PER USO ILLEGALE DI ARCELORMITTAL DELLA CASSINTEGRAZIONE COVID -


 LO AVEVA PER PRIMA DENUNCIATO A TARANTO LO SLAI COBAS SC
La Procura di Genova su esposto della Fiom ha aperto un inchiesta per l'uso illegittimo della cassintegrazione per Covid richiesta dall'ArcelorMittal, mentre aveva continuato a lavorare anche nei mesi del lockdown, ipotizzando il reato di truffa ai danni dello Stato.
Lo Slai Cobas per il sindacato di classe a Taranto - dove AM era stata autorizzata dalla prefettura a continuare la produzione facendo lavorare 5mila operai -aveva già nelle scorse settimane sollevato il problema, contestando apertamente questa richiesta aziendale, con argomenti in parte simili all'esposto di Genova-leggi: https://tarantocontro.blogspot.com/2020/07/oggi-prosegue-la-cig-per-tutti-i.html -
Lo Slai cobas a differenza di Genova ha cercato da subito di costruire l'opposizione sindacale. Ma al di là di qualche parola, i sindacati confederali sono andati subito al Tavolo promosso da AM. Invece che sciopero, trattativa - No a parole, Si nei fatti.
Sappiamo bene che non c'è stato accordo tra AM e sindacati a Taranto, così come è stata fatta un'iniziativa proforma all'Inps, ma all'ArcelorMittal a Taranto ormai è in disuso la forma dello sciopero. Gli operai sono stati logorati da scioperi non fatti o revocati, quando erano da farsi, da scioperi che sembravano fatti proprio per non riuscire; l'Usb a sua volta non può pensare di essersi messa l'animo in pace con dichiarazione di scioperi che di fatto non hanno avuto seguito in fabbrica neanche tra i loro lavoratori, se stiamo ai numeri che l'Usb dichiara di organizzare.

24 luglio - riceviamo e pubblichiamo: dal COORDINAMENTO CITTADINO SANITÀ - ROMA


COMUNICATO STAMPA: NO ALLA MERCIFICAZIONE DELLA SALUTE!!!

Oggi 24 luglio 2020 una delegazione del Coordinamento Cittadino Sanità si è recata davanti l'IRCCS San Raffaele a via della Pisana, 235 a Roma. Istituto sanitario di proprietà del sig. Angelucci – uno dei magnati della sanità privata nel Lazio e non solo – balzato alla cronaca nel mese di giugno come nuovo focolaio di diffusione del contagio da Covid-19 a Roma (119 positivi e 6 morti secondo la Repubblica dello scorso 24 giugno) e per questo indagato dalla magistratura per l'ipotesi di reato di omicidio ed epidemia colposi (sempre la Repubblica del 24/6/2020).

23 luglio - RETE AMBIENTALISTA PUBBLICA LE RELAZIONI DEL PROF. DI MARCO ALLA PRESENTAZIONE DEL DOSSIER "L'IMPERO MITTAL"


Il Dossier "L'impero Mittal" è stato realizzato dal blog tarantocontro, la sua presentazione è avvenuta il 26 giugno in modalità telematica e in presenza nella sede Slai cobas per il sindacato di classe Taranto, con vari interventi, con al centro le relazioni del Prof. Di Marco; vi è stato anche un intervento sulla sovrapproduzione dell'acciaio.
Il Dossier si può richiedere a: tarantocontro@gmail.com.
In autunno la redazione realizzerà nuove presentazioni, in particolare dove sono le fabbriche Mittal e siderurgiche, Genova, Bergamo, ecc.; siamo disponibili a fare presentazioni in altre città, per organizzarle scrivere alla stessa e mail sopra indicata.
Il Dossier contiene anche un ampio lavoro di analisi su "Crisi mondiale della siderurgia" del "Gruppo lavoro 21 febbraio 1848"
*****

Dossier “L’impero Mittal”.

23 luglio - DA POMIGLIANO SU FCA/STELLANTIS


STELLANTIS !!! Illuminati dalle stelle
John Elkann e Mike Manley si divertono a dare stravaganti nomi alla prevista nuova Industria Automobilistica che nascerà dalla fusione tra FCA e PSA e consapevolmente mascherano le spietate regole “capitalismo – profitto” che si apprestano a mettere in atto, insieme a Carlos Tavares, quando si uniranno sotto le stelle!!
Sei miliardi e trecentomila euro concessi a FCA con garanzia dello Stato è solo l’ultimo dei tanti finanziamenti ad un’industria automobilistica che di Italiano non ha più nulla, in fase di fusione con Psa e che in cambio ha solo disatteso piani industriali, ha drasticamente ridotto i livelli occupazionali e delocalizzato all’estero intere produzioni.

mercoledì 22 luglio 2020

mercoledì 22 luglio è iniziata la mobilitazione dei lavoratori nel magazzino Marr di Opera: basta con i cambi appalto che pagano i lavoratori


dopo l'incontro di oggi con le società che si è concluso con l'abbandono del tavolo da parte delle società che detengono l'appalto, lo slai cobas s.c. ha proclamato 1 ORA DI SCIOPERO CON ASSEMBLEA 
dove con i lavoratori si è deciso di iniziare una mobilitazione che proseguirà anche nei prossimi giorni 
per rivendicare che:
la differenza fiscale dei vari CUD la devono pagare la filiera che detiene gli appalti
a partire dall'appaltatore Marr spa che ha responsabilità nei cambi di 4 società che sono avvenuti nel suo magazzino nell'ultimo anno e il ripristino degli scatti di anzianità azzerati con l'ultimo cambio appalto

slai cobas s.c.



I LAVORATORI DEL MAGAZZINO DI CHIARI IN SCIOPERO CONTRO I LICENZIAMENTI HANNO PORTATO LA SOLIDARIETÀ E UN APPELLO AGLI OPERI IVECO IN ASSEMBLEA-SCIOPERO DAVANTI ALLA FABBRICA CONTRO IL MANCATO RISPETTO DEGLI ACCORDI AZIENDALI

I LAVORATORI DEL MAGAZZINO DI CHIARI IN SCIOPERO CONTRO I LICENZIAMENTI HANNO PORTATO LA SOLIDARIETÀ E UN APPELLO AGLI OPERI IVECO IN ASSEMBLEA-SCIOPERO DAVANTI ALLA FABBRICA CONTRO IL MANCATO RISPETTO DEGLI ACCORDI AZIENDALI, PREAVVISO DEGLI ESUBERI
RICAMBIATI DA UN CALOROSO APPLAUSO OPERAIO






Nel servizio di Radio Onda d'Urto (sotto il link) la cronaca e registrazione dell'assemblea

22 luglio - CON GLI OPERAI SOVIA (APPALTO MARCEGAGLIA) CONTRO L'ATTACCO AL SALARIO E LE DISCRIMINAZIONI SINDACALI IN FABBRICA UNITA' DEI LAVORATORI SU UNA PIATTAFORMA PROLETARIA E COMBATTIVA


La pandemia è il detonatore di una crisi economica che era già in atto e che colpisce più duramente ora, e che sarà di dimensioni ancora più pesanti in questo autunno, quando peggiorerà le condizioni di vita e di lavoro dei lavoratori e delle loro famiglie. Le misure del governo sono state a tutela delle aziende e dei lavoratori autonomi mentre ha portato avanti l'attacco al salario con la cassintegrazione - non ancora pagata dall'INPS a tutti i lavoratori -, e quella Covid che copre il 58% del salario, mentre aumentano i prezzi dei generi di prima necessità, la disoccupazione e la precarietà. Non c'è stata nessuna iniziativa da parte del governo per la sospensione degli affitti e delle bollette, nessun blocco dei prezzi che invece sono continuati a salire. La pandemia continua a diffondersi, anche nel nostro paese, focolai si sono accesi tra i lavoratori della logistica e della lavorazione delle carni. Con la fase 2 è ripresa la strage nei luoghi di lavoro. Per questo è necessario rilanciare con forza la lotta per la sicurezza così come rivendicare il potenziamento della sanità pubblica con nuove assunzioni e strutturazioni nei territori e negli stessi luoghi di lavoro.
Ricordiamoci che durante il lockdown la sicurezza nei luoghi di lavoro gli operai l’hanno potuta ottenere solo attraverso gli scioperi spontanei che, scavalcando i confederali, hanno imposto almeno i Protocolli di sicurezza in fabbrica.
Nella fase 2 gli operai più combattivi vengono messi in condizione di "non nuocere" al dominio padronale, con licenziamenti e ogni sorta di discriminazione, come è successo agli operai SoVia dell'appalto alla Marcegaglia di Ravenna organizzati nel sindacato di base SGB che hanno risposto con lo sciopero per il reintegro degli operai allontanati e contro l'attacco al salario dell'ennesima falsa cooperativa, parte di un sistema di sfruttamento dove comanda unicamente la direzione Marcegaglia. Per questo siamo qui a sostenere questa giusta lotta contro l'attacco al salario e alle condizioni di lavoro, contro le false cooperative, le discriminazioni sindacali, contro la linea di cedimento e collaborazione dei confederali e i sindacati di comodo.
Slai Cobas per il sindacato di classe-Ravenna

22 luglio - ALLE LOTTE DEI LAVORATORI DELLE CAMPAGNE SERVE LA TUA SOLIDARIETA'. L'IMMIGRAZIONE NON E' UN CRIMINE, LA SOLIDARIETA' NON E' UN REATO!


Da anni, nei distretti agroindustriali del territorio Italiano, le lavoratrici e i lavoratori immigratx portano avanti con tenacia una lotta contro lo sfruttamento e per la libera circolazione, contro le leggi che limitano sempre di più le libertà di chi vive in questo paese con ricatto del permesso di soggiorno e del contratto, che spesso non ci sono. Una lotta per ottenere documenti, case e contratti di lavoro regolari, che da anni va avanti nella provincia di Foggia così come nella piana di Gioia Tauro e nell'area di Saluzzo, e in molti altri luoghi dove i giganti della frutta e della verdura fanno grandi profitti sulle spalle dei e delle braccianti. È una lotta autorganizzata, portata avanti per la necessità vitale di liberarsi dalla segregazione a cui è costretto/a chi vive nei ghetti di stato (che siano campi di lavoro, centri di accoglienza o insediamenti informali), dalla precarietà delle vite legate a un permesso di soggiorno, ma anche per liberarsi della strumentalizzazione di associazioni e sindacati che diffondono una narrazione delle persone migranti come mute ed incapaci di autodeterminarsi.
Di fronte a questa lotta, non possiamo rimanere a guardare. La Rete Campagne in Lotta è nata proprio per questo: dare solidarietà concreta a queste esperienze, sostenendo l’autorganizzazione come unica strada per la liberazione di tutti e tutte noi. Una solidarietà concreta che unisce le lotte e fa paura al potere, che infatti cerca con insistenza di reprimerla con, denunce, fogli di via, processi e condanne.
Nonostante questo le lotte autorganizzate continuano a esistere, ed ora più che mai bisogna solidarizzare e sostenersi.
Quest'anno, la sanatoria in corso ha riportato dopo anni il discorso della regolarizzazione delle persone immigrate al centro del dibattito politico. Eppure, le e i diretti interessati continuano a non avere voce in capitolo, oltre ad essere largamente escluse da questi provvedimenti.In più la stagione del pomodoro, che nella zona di Foggia va da luglio a settembre, è il momento di massimo afflusso di lavoratrici e lavoratori stagionali e in cui le condizioni di sfruttamento toccano l’apice. E' in questo momento in cui si sente più forte il bisogno di creare momenti di conflittualità necessari per ottenere ciò che si chiede.

21 luglio - 20 luglio. Terribile lunedì di sangue con 8 lavoratori morti.


Purtroppo nella giornata del 20 luglio ci sono stati ben otto lavoratori morti per infortuni sul lavoro. La cronaca si è occupata dei due morti di Roma, dove hanno perso la vita due operai, paolo Pasquali e Stefano Fallone, ma ce ne sono stati altri 6 in Italia. nella provincia di Savona, a Vado Ligure ha perso la vita un operaio schiacciato da un carico di un muletto, perde la vita salvatore Scognamiglio di 52 anni in provincia di Avellino: è stato travolto da un Suv mentre stava lavorando per installare fibre ottiche.In provincia di Napoli a Trecase ha perso la vita un 45enne cadendo da un tetto di un'abitazione che stava ristrutturando. perdono la vita tre agricoltori schiacciati dal trattore nelle province di ancona, massa carrara e Caltanisetta, arrivano a 74 gli agricoltori che quest'anno hanno perso la vita schiacciati dai trattori che guidavano. Nessuno fa niente. Cosa fa a proposito la Ministra Teresa Bellanava? Purtroppo solo i due morti di Roma hanno avuto visibilità mediatica, mentre c'è una strage giornaliera della quale mi occupo da 13 anni senza riuscire a smuovere le coscienze di chi dovrebbe occuparsene: si sono succeduti in questi anni governi di ogni colore politica, ma mai nessuno che si sia occupato di questa strage. in questi anni ho monitorato con tabelle excel la morte di oltre 16000 lavoratori Carlo Soricelli curatore dell'Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro http://cadutisullavoro.blogspot.it

lunedì 20 luglio 2020

21 luglio - Verso la manifestazione regionale - lotta dei precari Assistenti igienico-personale in Sicilia


Appello per una manifestazione regionale degli Assistenti igienico-personale 
In Sicilia le Istituzioni (Regione/Enti Locali, USR Sicilia/MIUR)  vorrebbero mettere in atto un vero e proprio scempio sociale colpendo migliaia di Assistenti igienico-personale agli studenti disabili siciliani, privando i primi del lavoro dopo oltre 20 anni e gli altri di figure specializzate che

li assistono, a partire dall'inizio del nuovo anno scolastico.
La garanzia di questi lavoratori specializzati è al contempo garanzia di un pieno diritto allo studio degli studenti disabili, diritto previsto dalla legge 104/92, compreso il servizio di assistenza igienico-personale specializzato, esclusivo e dedicato che invece oggi con l'uso strumentale di un parere del Consiglio di Giustizia Amministrativa le Istituzioni (dalla Regione Siciliana all'USR per la Sicilia) si vuole eliminare.
PER COSA??? PER UNA QUESTIONE DI SOLDI IN ULTIMA ANALISI, “RISPARMI” CHE SI FAREBBERO SOLO SULLA PELLE DELLE LAVORATRICI E DEI LAVORATORI E DEGLI STUDENTI DISABILI, DELLE LORO FAMIGLIE.
Il “risparmio” lo vorrebbero mettere in atto facendo una forzatura illegale, utilizzando non più i lavoratori specializzati ma i Collaboratori Scolastici delle scuole statali, ai quali questa mansione specializzata invece da CCNL non spetta assolutamente.
Ribadiamo che il parere del CGA è solo consultivo, non decisionale e senza alcun valore di legge! e non deve, perciò, essere scagliato dalle Istituzioni contro i diritti sanciti dalla Costituzione degli studenti disabili e dei lavoratori del settore facendo strumentalmente, lo ripetiamo, confusione legislativa tra l'assistenza di base e generica che spetta ai Collaboratori Scolastici da CCNL  che non ha nulla a che vedere con la specializzazione degli Assistenti igienico-personale siciliani (OSS E OSA in possesso di qualifica conseguita a seguito di corsi regionali di 900 ore e con più di 20 anni di servizio ormai nelle scuole siciliane al fianco degli studenti disabili), figura creata in Sicilia già a seguito del DPR 616/1977 e della legge regionale 68 del 1981 e successive, e ricordiamo che la Sicilia è una Regione a statuto speciale con leggi specifiche pienamente vigenti, fatte salve perfino dal cosiddetto decreto legge sulla  "buona scuola",  il DL 66/2016. 
Nessuno tocchi il diritto al lavoro degli Assistenti igienico-personale specializzati! Nessuno tocchi il diritto allo studio degli studenti disabili - diritti sanciti dalla Costituzione!
Non permetteremo questa macelleria sociale! A settembre gli Assistenti igienico-personale specializzati devono essere al loro posto accanto agli studenti disabili siciliani!
Le Istituzioni devono ritirare ogni provvedimento che escluda dal mondo della scuola gli Assistenti igienico-personale danneggiando gravemente gli studenti disabili nei loro diritti. 
Il tavolo di emergenza deve essere fatto, il cosiddetto accordo di programma di cui ha parlato e scritto Scavone si deve concretizzare e la “disponibilità” espressa a parole dall''USR Sicilia in tal senso deve essere reale.

Ma occorre allargare le forze della lotta in campo perché il posto di lavoro delle migliaia di Assistenti igienico personale specializzati non si deve toccare.
Facciamo appello a tutti  Assistenti igienico-personale, famiglie, sindacati, associazioni e chiunque ritiene che questa è una battaglia più che giusta  e legittima  a unirsi portando ragioni, simboli, volantini, bandiere, cartelli in difesa senza se e senza ma del diritto al lavoro degli Assistenti igienico-personale strettamente intrecciato con la difesa del diritto allo studio degli studenti disabili in Sicilia.
27 luglio dalle ore 11 all'Assessorato Regionale Famiglia
 Assistenti igienico-personale in lotta
Slai Cobas per il sc Palermo/Sicilia 

21 luglio - da tarantocontro: Capristo - La denuncia del suo insediamento e azioni "inquinanti" e la protesta dello Slai Cobas e lavoratori parti civili al processo Ilva


Dall'articolo del dicembre 2016
Con il cambiamento della Procura al processo sono apparsi nuovi scenari, il cui protagonista essenziale è il nuovo procuratore, Capristo, che ha cominciato a dichiarare che questo processo era da ridimensionare; a cui si è aggiunta la gravità assoluta, e poco stigmatizzata, di dare voce e credibilità in occasione dell'ultimo giovane operaio morto per mano dei commissari governativi che gestiscono l'azienda all'ipotesi che questa morte fosse addebitabile ad un ipotetico “sabotaggio”; fino alle ultime vicende del processo, dove si sono sentiti in tribunale PM che invece di fare il loro mestiere hanno elogiato l'azione dei commissari governativi, sotto la cui egida abbiamo lo stesso numero di morti del periodo Riva, una situazione di insicurezza in fabbrica peggiore dei tempi di Riva, per non parlare degli effetti inquinanti della fabbrica…
Poi è cominciata giorni fa una pantomima di accordi segreti di scambio tra le Procure di Milano e Taranto e tra gli avvocati dei Riva e i commissari Ilva, lanciati proprio poco prima del referendum in un twitter da Renzi, in base ai quali, il miliardo in Svizzera dei Riva (sempre quello, usato per ogni ipotesi di piano di bonifica, già impegnato come garanzia per i prestiti bancari di 800 milioni) tornerebbe in Italia, e in cambio passerebbe nel processo il patteggiamento delle società dei Riva, Ilva, Riva Forni Elettrici e l’ex Riva Fire, che così uscirebbero subito dal processo, con le parti civili non risarcite, al massimo solo rimborsate per le spese legali.
Questi fatti sono calati pesantemente nell'udienza del 6 dicembre come una cappa soffocante che ha visto la sua sintesi nell'intervento personale del procuratore Capristo, che, come scrive il Sole 24 Ore, come un neo gestore dell'acciaieria, della città, “ritiene necessario il patteggiamento se si vuole far avanzare il risanamento dell'acciaieria mettendola in sicurezza”, dichiarando: “servono ulteriori flussi di risorse rispetto a quelli che lo Stato può garantire e questi possono derivare dal patteggiamento”.
E sempre nel processo del 6 viene fatta la comunicazione che la sera prima, il 5 dicembre, vi era stato un nuovo incontro presso il Mise (il cui comitato di sorveglianza aveva dato già il via libera al patteggiamento per Ilva e Riva Forni Elettrici), a seguito del quale vi è stato un altro decreto per cui una delle società, Riva Fire, cambia denominazione in Riva «Partecipazioni Industriali», la società viene posta in Amministrazione straordinaria, con la nomina a suoi commissari degli stessi tre commissari dell'Ilva. La nuova società indica a questo punto un nuovo avvocato di Roma che chiede termini, un tempo lungo, per leggersi tutti gli atti e presentare istanza di patteggiamento.
E' evidente che tutti questi fatti hanno anche un chiaro scopo ostruzionista.
Il Presidente della Corte d'Assise, quindi, accoglie la proposta, suggerita anche dal Procuratore, di un congruo rinvio al 17 gennaio delle udienze...

A questo punto, quando l'udienza è chiusa. Ma operai Ilva, lavoratori, donne facenti parte delle parti civili autorganizzate, sostenuti dai dirigenti dello Slai cobas, anch'esso parte civile, hanno fatto con forza sentire la loro protesta, facendosi interpreti anche di tanti lavoratori, cittadini non presenti, dell'insieme delle parti civili umiliate da questo sviluppo processuale e dando voce ai senza voce nella città che non stanno ancora partecipando direttamente al processo.
C'è stata rabbia, ma anche ferma determinazione a non accettare questo andamento lento e pilotato.
La madre di tutti i processi non può diventare la madre del più vergognoso inciucio, patteggiamento, compromesso.

I legami-interessi Capristo/Ilva - Lo Slai Cobas sc fin dal suo insediamento li ha denuciati, organizzato l'unica vera protesta nel processo 'ambiente svenduto', fatto esposti


SCIOPERO COOP PROMETEO MAGAZZINO CONAD (EX AUCHAN) A CHIARI PER DIFENDERE TUTTI I POSTI DI LAVORO
70 OPERAI NON CI STANNO A MORIRE DI CAMBIO APPALTO MENTRE I PADRONI SPOSTANO I LE MERCI IN UN ALTRO MAGAZZINO CON CONTRATTI ULTRA PRECARI E ANCOR PIÙ SOTTOPAGATI
SEMPRE E OVUNQUE LE COOPERATIVE SI MOSTRANO PER QUEL CHE SONO: UN ARMA IN MANO AI PADRONI PER LICENZIAMENTI AD OROLOGERIA
BASTA COOPERATIVE, CANCELLIAMO IL NUOVO CAPORALATO





NEL CORTEO DI TREZZO FORTE LA SOLIDARIETÀ CON GLI OPERAI DELLA MASCHIO NS, A SOSTEGNO DELLA LOTTA CHE CONTINUA FINO AL RIENTRO IN FABBRICA
PER RAFFORZARE IL PATTO D’AZIONE, PER LA DIFESA DI TUTTI I POSTI DI LAVORO, CONTRO LA REPRESSIONE
CONTRO PADRONI E GOVERNO CHE VOGLIONO SCARICARE LA CRISI SUI LAVORATORI E AFFAMANO LE MASSE POPOLARI
UNO SPIRITO PROLETARIO CHE HA UNITO OPERAI E STUDENTI ED È RISUONATO IN TUTTI GLI INTERVENTI DELL’ASSEMBLEA FINALE PER FAR PAGARE LA CRISI AI PADRONI, PER FARLA FINITA CON I PADRONI.






Dall’intervento della tenace operaia Montello una rivendicazione che ha bisogno di diventare una parola d’ordine generale,
gli interventi saranno a disposizione prima possibile.





















domenica 19 luglio 2020

MONTELLO SPA: LA CGIL HA PAURA DELLE OPERAIE E FA LE ASSEMBLEE ALL'ESTERNO DELLA FABBRICA

LA CGIL DOPO LE CONTESTAZIONI ALLA SEDE DI BERGAMO, 
DOPO CHE I DELEGATI CGIL HANNO ABBANDONATO L'ASSEMBLEA DEI SOCI DEL 13 LUGLIO E SONO SCAPPATI DI FRONTE ALLE DOMANDE DELLE OPERAIE 

ORA LA CGIL HA PAURA DELLE OPERAIE E FA LE ASSEMBLEE ALL'ESTERNO 
PER FILTRARE LE PRESENZE PERCHE' HA PAURA DELLE CONTESTAZIONI

19 luglio - La lotta delle lavoratrici degli asili di Taranto e delle lavoratrici assistenti igienico-personale degli studenti disabili di Palermo dai microfoni di Radio Onda Rossa






Data di trasmissione


Parliamo della lotta delle lavoratrici - assistenti igienico-personale degli studenti disabili - delle cooperative sociali a Palermo contro i licenziamenti di massa e della lotta delle lavoratrici degli asili di Taranto per la loro internalizzazione e contro appalti al massimo ribasso, tagli scandalosi dell'orario di lavoro, mansioni non riconosciute, salari sempre in ritardo, ecc.
Lotte che svelano la doppia e tripla oppressione delle donne lavoratrici.

lavoratrici taranto intervista alla rappresentante Slai Cobas sc Taranto
lavoratrici palermo intervista alla rappresentante Slai Cobas sc Palermo/Sicilia 

19 luglio - TENARIS DALMINE: L'ECO DI BG ORGANO DELLA CONTRATTAZIONE TRA PADRONI E SINDACATI CONFEDERALI







sabato 18 luglio 2020

CONTRO LE BESTIE ALLA MASCHIO NS DI GREZZAGO
CONTRO TUTTI I PADRONI
PER IL RIENTRO IN FABBRICA DEI 16 OPERAI 
CACCIATI PER RITORSIONE
ALLARGHIAMO LA LOTTA CONTRO LA REPRESSIONE 
E PER DIFENDERE TUTTI I POSTI DI LAVORO
LA CRISI LA PAGHINO I PADRONI
OGGI TUTTI A TREZZO ALLA MANIFESTAZIONE 






























mercoledì 15 luglio 2020

15 luglio - Assemblea dei delegati del 12 luglio promossa dal Patto d'azione - interventi operaio della Maschio in lotta e del rappresentante Slai cobas sc Bergamo:



OPERAIO DELLA MASCHIO IN LOTTA

Buongiorno, prima di tutto ringrazio perché avete dato la possibilità di partecipare con voi a questa assemblea. Perchè come questi assemblee danno forza a sindacati e lavoratori per lottare e unirci contro il capitalismo e sfruttamento padronale.
Sono Mouinir delegato gruppo di 20 lavoratori della fabbrica Maschio ns di Grezzago. 
Produciamo cisterne di plastica, un lavoro duro.

Abbiamo lavorato 10/12 anni in fabbrica, in appalto alla cooperativa, senza diritti e con i furti sulla paga, 13, 14, ferie…
Il padrone è proprio fascista, razzista, io sono dio diceva, la legge in fabbrica la faccio io. E mandava via le persone che non gli andavano bene, tanto erano in appalto, torna dalla cooperativa...
Al mese di settembre hanno cacciato via Diraa quando è tornato dalle ferie.
Non pagavano l’infortunio, non si può fare. Un compagno ha preso un colpo alla spalla l’hanno cacciato via quando è tornato dopo due mesi.
Questa azienda è veramente senza limiti.
Nel luglio scorso abbiamo deciso di lottare e ci siamo organizzati con sindacato Slai Cobas per il sindacato di classe. Una lotta, con scioperi, e adesso una tenda di 15 giorni davanti alla fabbrica per il lavoro.
Maschio si è approfittata del virus e senza motivi ha mandato tutti gli operai in cassaintegrazione e quando finirà ci vogliono lasciare fuori.
Poi stiamo preparando una manifestazione sabato prossimo a Trezzo sull’Adda, in provincia di Milano per dare una forza a questa lotta. Lottiamo senza fine perché la lotta non deve fermare, contro questo padrone fascista razzista.
Patto d’Azione serve per dare forza anche a questa lotta, per cancellare gli appalti mafiosi, caporalato nuovo, per difendere il posto di lavoro. Perchè il Patto di Azione deve essere così, sindacati di classe e di base uniti per dare forza. Questa lotta è un esempio per tutte le lotte che ci sono in Italia, contro una persona fascista razzista. Perché picchia anche, ha già picchiato tante persone. Tutti dobbiamo lottare  perché la lotta non deve fermare, chiediamo a tutti di essere uniti e andare a questa manifestazione per dire no ai licenziamenti, si al posto di lavoro e noi la crisi non la paghiamo.


SLAI COBAS BERGAMO

All’inizio è stata sollecitata una presa di posizione sulla proposta iniziale.
Benissimo
Quell’assemblea dei delegati, nata nel percorso di costruzione e poi di realizzazione dei primi passi del Patto d’Azione, quindi quella famosa assemblea dei delegati da preparare nell’autunno, è sicuramente uno strumento importante che abbiamo davanti. Mantenerla all’odg, rafforzarla, compreso il contributo che c’è stato nell’assemblea di oggi, va benissimo.
Si è parlato parecchio di unità oggi. È innegabile che è un’aspirazione di molti l’unità, della lotta, della classe, ma il rischio è che diventi una scorciatoia della disperazione. È inutile farla lunga, lo sappiamo bene, l’unità deve essere sostanziata da ben altre cose.
Il Patto d’Azione, dal nostro punto di vista è stato un passaggio molto importante, ha preso piede, ha iniziato ad esistere, sta lavorando, il 6 giugno è stata una prima uscita in piazza, erano anni che non c’era un’iniziativa politica di questo tipo, che ha coinvolto tantissimi lavoratori, in alcune città molto meglio come Milano in altre si stanno attrezzando per farlo, però questo è il percorso. Io credo che nessuno abbia escluso da questo percorso alcun sindacato, alcun sindacato di base. Chi ha voluto partecipare, chi se è riconosciuto nella piattaforma, nelle prospettive che si stavano delineando, di lotta, di risposta allo scontro in atto, perché si è parlato di tanto oggi, non tutti hanno descritto la realtà dell’attacco in corso a 360 gradi ai proletari, uno scontro che richiede risposte colpo su colpo, non c’è alternativa.
Il patto d’azione è nato per questo, con la sua piattaforma: reddito, lavoro o non lavoro vogliamo campare, il salario garantito è una proposta valida, la riduzione di orario a parità di salario è una proposta valida, c’è il no alle spese militari, la cancellazione dei decreti sicurezza salvini uno e due.
Come facciamo a mettere in campo risposte ai padroni, a mettere in campo una controffensiva dei proletari con al centro la classe operaia, se svicoliamo da questi punti?
La patrimoniale, oggi la crisi per un aspetto significa che tutti i soldi vanno ai padroni. Che siano liberi professionisti, autonomi, la grande industria. Alle masse popolari non arriva nulla, ai padroni tutto e subito. Quindi Patto d’Azione, Piattaforma e ben vengano tutti i sindacati conflittuali che intendano mettere le loro forze in campo.
Un appunto sulla Cgil. Stiamo conducendo una lotta dura, in tutti i sensi, in una grande fabbrica, la Montello a Bergamo. Montello riciclaggio dei rifiuti, è una fabbrica con le linee di produzione, da sempre in appalto alle cooperative, 500 operai che lavorano nell’industria in cooperativa. Sappiamo come stano le cose.
C’è uno scontro su questa nuova forma di caporalato… uno scontro feroce con la Cgil, da sempre non solo il cane da guardia ma il braccio armato del padrone, in senso stretto e letterario.
Va benissimo ogni presa di posizione che migliori la condizione e la forza della classe operaia, vanno benissimo ripensamenti  e scelte di campo con i principi che si annunciano, però deve esserci una rottura netta.
No è possibile lottare, servire gli interessi della classe operaia, senza rompere nettamente con le burocrazie sindacali. Non sto parlando del singolo, togli la tessera oggi, ma di mettere in campo un percorso di lotta che rompa nettamente con chi oggi in questo momento sta facendo gli accordi nelle fabbriche per la pulizia etnica, come il virus, via vecchi e ammalati, e assunzione di precari ad 800 euro. Si chiamano Fim Fiom Uilm. Sono gli stessi che hanno gestito con accordi l’apertura delle fabbriche con il Covid che convincevano i lavoratori che andava tutto bene, potete stare a lavorare.
Bisogna rompere con tutto questo.
Vogliamo guardare la storia, la storia recente? Abbiamo passato gli anni 80 a discutere dentro o fuori la Cgil. Aldo se lo ricorda benissimo, questo quesito si è risolto grazie ai compagni dell’Alfa Romeo di Milano e di Napoli che hanno spinto il processo dei cobas, all’epoca si chiamava Slai Cobas, qui si aprirebbe un capitolo molto importante ma non è la sede e ci vogliono gli strumenti corretti per affrontare questo dibattito.
Quello che resta è che la risposta è venuta dagli operai, la parte più avanzata che hanno fatto una proposta concreta di rottura. E siamo qui grazie a quel passaggio.
Chiudo con un riferimento all’autunno caldo che ha espresso la stessa questione. È vero che gli operai in fabbrica con la lotta dura hanno espresso l’unità, ma l’unità è stata fondata sul buttare all’aria le scrivanie dei confederali, sul praticare una lotta e una unità per il potere operaio, per prendersi gli strumenti per praticare la lotta a partire dall’assemblea, delegati revocabili in ogni momento, le assemblee che decidevano (per alzata di mano) e praticavano.
Completiamo il passaggio quando si parla di unità e riempiamolo di contenuti.
Avete ascoltato prima il delegato della Maschio ns. Io credo che tutte le lotte vadano sostenute. Siamo a fianco della Tnt che è diventata una lotta nazionale, a conferma che la repressione non spegne ma alimenta le lotte. Qui abbiamo un ‘altra  lotta più piccola per dimensione, ma ci sono operai che tenacemente si sono convinti che devono battersi per difendere il posto di lavoro.
Non è un elemento comune a tutte le vertenze. Troppe finiscono grazie ai signori di prima con miseri contributi economici.
Ci sono operai che lottano per difendere il posto di lavoro, sosteniamoli.
Sosteniamo e difendiamo ogni posto di lavoro.
Per chi può sabato 18 a Trezzo alle 17.00 corteo.